9 dicembre forconi: liceo
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venerdì 7 dicembre 2018

GILET GIALLI, SCONTRI IN TUTTA LA FRANCIA. LA POLIZIA FA INGINOCCHIARE GLI STUDENTI DEL LICEO, POLEMICHE SULLE TECNICHE DA ARABIA SAUDITA

PARIGI SI PREPARA A UN ALTRO SABATO NERO E L'INTELLIGENCE VUOLE SPAVENTARE LA POPOLAZIONE: ''C'È ARIA DI GOLPE''. 

MINACCE ALLA FAMIGLIA DI BRIGITTE

GILET GIALLI: POLIZIA FA INGINOCCHIARE STUDENTI, POLEMICHE
 (ANSA) - Le forze dell'ordine che fanno mettere in ginocchio un centinaio di studenti di un liceo di Mantes-la-Jolie, ieri, obbligandone alcuni a tenere le mani sulla testa: il video con queste immagini, che sono state girate al termine di scene di grande violenza durate ore nella cittadina di banlieue parigina, sta suscitando molte proteste in Francia.
gilet gialli studenti inginocchiatiGILET GIALLI STUDENTI INGINOCCHIATI
La sommossa davanti ai licei Saint-Exupery e Jean-Rostand di Mantes-la-Jolie ha portato ieri a 153 fermi sul totale di oltre 700 in tutta la Francia. Due auto e decine di cassonetti sono stati incendiati, il rettorato ha parlato di "bombole di gas" che erano state portate davanti alla scuola e di bottiglie Molotov. I poliziotti hanno affermato di essersi ritrovati in 15 di fronte a 122 giovani con atteggiamento "ostile" in possesso di "pietre, armi improprie, bastoni e mazze da baseball".

GILET GIALLI: PREMIER, 'LA REPUBBLICA È SOLIDA'
(ANSA) - "La repubblica è solida, le istituzioni sono forti, difese dalle forze dell'ordine": lo ha detto il primo ministro, Edouard Philippe, in diretta al tg delle 20 di Tf1. "Quando i gilet gialli che devono venire a trattare con il governo ricevono minacce di morte, quando le famiglie di dirigenti dello stato vengono minacciate di morte, quando la gente che ha dato fuoco alla prefettura di Puy-en-Velay gridava agli impiegati 'arrostirete come maiali', io dico che questa non è la Francia".
gilet gialli studenti inginocchiatiGILET GIALLI STUDENTI INGINOCCHIATI
SCONTRI IN TUTTA LA FRANCIA GLI 007: «C' È ARIA DI GOLPE»
Francesca Pierantozzi per “il Messaggero
«Sabato arriviamo alla meta finale, sabato siamo all' Eliseo». Eric Drouet, 33 anni, camionista di Melun, una sessantina di chilometri a sud di Parigi, ormai va in tv a dire che domani i Gilets Jaunes marceranno sull' Eliseo. E l' Eliseo ci crede. Ieri una fonte della Presidenza citata dal Figaro avrebbe dichiarato che «ci troviamo davanti a un tentativo di golpe». Le informazioni raccolte dai servizi sul campo (ma basta avventurarsi anche poco su Facebook) parlano di «appelli a uccidere», di inviti «a munirsi di armi per attaccare i deputati, al governo, all' esecutivo, alle forze dell' ordine».
gilet gialli studenti inginocchiatiGILET GIALLI STUDENTI INGINOCCHIATI
RIVENDICAZIONI
Macron ha chiesto a tutti, responsabili politici, sindacati, associazioni, di lanciare «un appello chiaro e esplicito alla calma». Lo hanno fatto, i politici di destra e sinistra (perfino Marine Le Pen, ma non Mélenchon), i sindacati, François Hollande.
Ma non è facile restare calmi in questa Francia che sembra essere sull' orlo dell' insurrezione, in cui la politica appare impotente, sbalordita, in cui qualsiasi concessione del governo è stata considerata briciole, in cui un popolo di pensionati, madri di famiglia, infermieri, agricoltori, artigiani, disoccupati, ma anche di casseurs, estremisti di destra e sinistra, anarchici, radicali giurano che non si fermeranno, che non si accontenteranno dell' annullamento delle tasse sui carburanti (che non sarà una sospensione di sei mesi come annunciato dal premier, ma una cancellazione definitiva, come voluto ieri da Macron), che vogliono di più, vogliono l' aumento del salario minimo, delle pensioni, delle allocazioni studentesche, vogliono essere ascoltati, vogliono rispetto, vogliono lo scioglimento dell' Assemblée Nationale, del Senato, le dimissioni di Macron, la fine della Quinta Republique, in un crescendo di rivendicazioni che rischia di travolgere tutto.
gilet gialliGILET GIALLI
Nonostante gli appelli a non venire a Parigi per il quarto sabato della rivolta, l' Eliseo si aspetta domani «un movimento di una grande violenza», con la mobilitazione «di un nucleo di diverse migliaia di persone» determinate «a distruggere e anche a uccidere». Un clima raramente visto in Francia. Siamo oltre il '68: «nessuno minacciava nessuno di morte» ha detto Daniel Cohn Bendit.
gilet gialli studenti inginocchiatiGILET GIALLI STUDENTI INGINOCCHIATI
Adesso le minacce di morte corrono sui social, e sono arrivate al telefono anche a persone vicine al Presidente. In questo clima, è suonata preoccupante perfino l' assicurazione che: «La Repubblica è solida», come ha detto ieri in tv Edouard Philippe. Il premier continua a credere «in un tavolo di negoziati che si aprirà a dicembre», ha immaginato un aumento del salario minimo, ma ha anche confermato che domani ci saranno i blindati della gendarmeria (una dozzina) a difendere Parigi.
SICUREZZA
Tutte le forze di polizia saranno mobilitate: saranno 8mila a Parigi, 89 mila in tutta la Francia.
studenti in franciaSTUDENTI IN FRANCIA
Dal ministero dell' Interno si parla di un dispositivo che userà non meglio precisati mezzi speciali e che gli agenti non si limiteranno più, come sabato scorso, ad arginare i casseurs o a confinarli in alcune strade, ma «andranno al contatto» con il rischio di un bilancio più grave, di feriti e «anche di morti». A Parigi ci si prepara a una sorta di coprifuoco: chiusi tutti i musei, chiuso il Louvre e il Grand Palais, chiusa la Tour Eiffel, chiusa la cripta di Notre Dame, chiusi molti teatri, chiusa l' Opera Bastille e il Palais Garnier, chiusi i negozi sugli Champs Elysées, chiuso lo stadio, con molte partite di serie rinviate anche in altre città.
La rivolta intanto ha contagiato i licei e comincia a estendersi alle università. Ieri ci sono state proteste in 280 istituti in tutto il Paese, 45 sono stati bloccati, oltre 700 gli studenti fermati, guerriglie polizia-studenti a Mantes-la-Jolie, banlieue di Parigi e nel nord dove due studenti sono rimasti feriti, gravi scontri con la polizia a Nizza e a Marsiglia.

parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
I sondaggi fotografano un presidente sempre più impopolare e un paese spaccato: 6 francesi su dieci pensano che il movimento dei Gilets Jaunes sia diventato preoccupante, ma sempre sei francesi su dieci giudicano che le concessioni del governo alla protesta siano state insufficienti e tardive. Fonte: qui
parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI

domenica 21 ottobre 2018

IN FRANCIA, UNO STUDENTE DI UN LICEO DI CRETEIL MINACCIA LA PROFESSORESSA CON LA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA


IL FILMATO, GIRATO DA UN COMPAGNO DI CLASSE, CHE NEL FRATTEMPO SGHIGNAZZA, E’ FINITO IN RETE - VIDEO


Giovanna Pavesi per www.ilgiornale.it
FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA

Le avrebbe intimato di cambiare la nota nel registro di classe elettronico, puntandole una pistola ad aria compressa. È accaduto in Francia, qualche giorno fa, al liceo Edouard-Branly di Créteil. Protagonisti dell'episodio, uno studente e un'insegnate. Con un'arma in mano lui, rassegnata seduta al computer dell'aula lei. Una scena surreale.

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA









Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisien, il giovane le avrebbe gridato di metterlo presente nell'elenco, davanti a tutti. A testimoniare l'accaduto un video girato con lo smartphone da un compagno di scuola. Nelle immagini apparirebbe anche un altro studente che, alzandosi in piedi, farebbe un gestaccio davanti. Le immagini, diventate subito virali, sarebbero apparse in rete il 18 ottobre. La polizia, che ha aperto un'indagine, ha arrestato i due alunni apparsi nel video. Le forze dell'ordine stanno cercando di individuare anche il terzo compagno che ha filmato la scena.

Fonte: qui


IL CASO DEL 16ENNE DI CRETEIL, IN FRANCIA, CHE HA PUNTATO LA PISTOLA CONTRO LA SUA INSEGNANTE EVIDENZIA LE DIFFICOLTA’ DEL SISTEMA SCOLASTICO FRANCESE A GESTIRE MULTICULTURALISMO, DIFFERENZE SOCIALI E RELIGIOSE 

PESA L’EDUCAZIONE RICEVUTA IN FAMIGLIA, I GIOVANI MUSULMANI DIFENDONO “UNA VISIONE ASSOLUTISTA DELLA RELIGIONE”, LA SUBALTERNITA’ DELLA DONNA E LA CENTRALITA’ DEL CORANO









Francesco De Remigis per “il Giornale”

È solo l'ultimo episodio di violenza contro i professori nelle scuole francesi. Ma il video sui social che inchioda un adolescente alle sue azioni riaccende i riflettori sulla difficile quotidianità in cui i docenti si trovano a insegnare. «Scrivi presente e non assente», grida il 16enne all' insegnante in cattedra. Impugna una pistola ad aria compressa in classe. In stato di fermo, minimizza: «Non sono un delinquente».

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA
Per il presidente Emmanuel Macron tutto ciò è «inaccettabile». Ma quel che è successo nei giorni scorsi in una scuola di Créteil, banlieue sud-est di Parigi, è solo l' esempio più eclatante di come molti studenti, come raccontano i professori, rivendicano un legame col proprio Paese d' origine, anche se non ci hanno mai messo piede, e non hanno il minimo rispetto per l'insegnante, specie se donna.

La laicità è spesso sacrificata sull'altare del rispetto di culture diverse, in una Francia che è l'avamposto delle problematiche che si potrebbero presentare anche in altri Paesi europei.
Due rapporti allarmanti lo dimostrano: il primo, presentato dai sociologi Anne Muxel e Olivier Galland a marzo dell' anno scorso, ha sondato 7mila allievi di 21 licei francesi.

È emerso che i giovani musulmani «sono tre volte più numerosi degli altri nel difendere una visione assolutista della religione, sostenendo che spieghi la creazione del mondo meglio della scienza». Tra insulti sessisti e soggetti tabù (scienze e storia, materie sempre meno affrontate per non urtare le loro sensibilità), l' educazione nazionale sembra impotente alla prova del comunitarismo.

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA
Nel suo numero speciale di maggio, Charlie Hebdo ha raccolto 60 testimonianze choc di insegnanti che mostrano le difficoltà quotidiane di chi prova a ricordare che la laicità in Francia è l' unica cosa sacra. L'album delle criticità chiama in causa l'educazione che i ragazzi ricevono in famiglia, i quartieri dove vivono, ma anche la politica: il rapporto «Segni e manifestazioni di appartenenza religiosa nei plessi scolastici», datato 2004, è infatti sepolto nei cassetti dell' Eliseo dall' epoca Chirac.

La scuola è lo specchio della società francese. Un multiculturalismo «islamizzato» in cui il 68 per cento degli studenti piazza la religione al di sopra delle leggi della Repubblica, indica un altro rapporto più recente di Sciences-Po Grenoble redatto da Sebastien Roché, direttore del Centro nazionale di ricerche scientifiche sulla base delle risposte di 9mila ragazzi delle scuole di Marsiglia e Aix-en-Provence.

Charlie Hebdo ha anche parlato con i professori per capire cosa resta della pedagogia classica. «Spesso preferiamo non affrontare certe tematiche per non essere poi obbligati a giustificarci davanti agli allievi o ai genitori, finanche con le gerarchie interne agli istituti», ammette B., insegnante di francese. Agghiacciante il racconto di P., professore in un liceo del Gard, Francia meridionale. Dopo gli attacchi del 2015, «alcuni studenti musulmani hanno rifiutato di alzarsi e onorare il minuto di silenzio, uno di loro poi ha mormorato: Sul Corano, è giusto così».

Fonte: qui