Le persone qui in Occidente vogliono essere autonome, non dipendenti da nessuno. Molti pensano che sia contro la loro dignità ricevere qualcosa. Si pensa di sapere dove si debba andare. Da qui ora anche le molte richieste di rinnovamento della Chiesa, che corrispondono alle idee d’impronta fortemente secolare dei rappresentanti del Sinodo – una via errata, come il seguente contributo cerca di dimostrare. È un estratto da una lezione che il Cardinal Sarah ha tenuto a Parigi dopo aver visitato la cattedrale di Notre Dame devastata dal rogo.
Questo estratto è stato pubblicato su Kath.net. Eccolo nella traduzione di Alessandra Carboni Riehn.
Volete ricostruire questa meravigliosa cattedrale che è la Chiesa? Inginocchiatevi! Una cattedrale è anzitutto un luogo dove la gente si inginocchia. Una cattedrale è il luogo dove Dio è presente nel Santissimo Sacramento. Il compito più importante è riscoprire il senso dell’adorazione! La perdita del senso dell’adorazione di Dio è all’origine di tutti gli incendi e le crisi che fanno barcollare questo mondo e la Chiesa.
Abbiamo bisogno di adoratori! Il mondo sta morendo per mancanza di adoratori! La Chiesa si è inaridita perché mancano adoratori che plachino la sua sete! Ci mancano le persone che cadono in ginocchio come Gesù quando si rivolge al Suo e nostro Padre: “Poi si allontanò da loro quasi a un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. (Luca 22:41)
Non riusciremo a riscoprire una comprensione della dignità della persona se non riconosciamo la sublimità di Dio. Solo allora l’uomo è grande e particolarmente nobile, quando cade in ginocchio davanti a Dio. Un grande uomo è umile, e un uomo umile si inginocchia.
Amici miei, anche se a volte ci disperiamo alla presenza dei potenti di questo mondo, se a volte deponiamo le armi davanti a loro, ricordate che nessuno può rubarvi la vostra libertà di inginocchiarvi.
Quando sacerdoti increduli abusano della loro autorità e vi impediscono brutalmente di inginocchiarvi a ricevere la Santa Comunione, non perdete la vostra pace e la serenità interiore davanti al Signore Eucaristico. Non opponete loro resistenza, ma pregate per i sacerdoti, la cui condotta bestemmia e profana Colui che tengono in mano. Cercate di imitare l’umiltà di Dio e mettetevi in ginocchio nel vostro cuore, nella vostra volontà, nella vostra mente, nel rispetto di voi stessi, insomma in tutto il vostro essere interiore. Questa è l’area riservata a Dio.
Un uomo in ginocchio è più potente del mondo! È un muro di protezione incrollabile contro l’empietà e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare Satana in tutto il suo orgoglio!
Tutti voi che agli occhi degli uomini siete senza potere e influenza, ma che sapete inginocchiarvi davanti a Dio, non temete coloro che cercano di intimidirvi! La vostra missione è grande: consiste nell’impedire che il mondo si distrugga da solo. (…)
Voi cristiani di oggi, sarete i santi e i martiri cui i popoli agognano, guiderete la nuova evangelizzazione? Le vostre patrie hanno sete di Cristo! Non le deludete! La Chiesa vi affida questa missione!
A mio parere, siamo a un punto di svolta nella storia della Chiesa. La Chiesa ha bisogno di una riforma profonda e radicale che deve avere inizio dal cambiamento nella vita dei suoi sacerdoti. Ma tutto questo è al servizio della santità. La Chiesa stessa è santa. I nostri peccati e le nostre preoccupazioni mondane impediscono che questa santità si diffonda. È giunto il momento di mettere da parte tutti questi fardelli affinché la Chiesa possa finalmente apparire come Dio l’ha fatta.
Alcuni ritengono che la storia della Chiesa sia segnata da riforme strutturali. Secondo la mia convinzione sono i santi che cambiano la storia. Le strutture emergono poi sulla loro scia e non fanno altro che continuare ciò che i santi avevano introdotto. Quando Dio chiama, esige qualcosa di radicale! Va alle radici. Cari amici, non siamo chiamati a essere cristiani mediocri!
No, Dio chiama tutto il nostro essere, esige una dedizione totale, addirittura fino al martirio del nostro corpo e della nostra anima! Egli ci chiama alla santità: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo.” (Lev 19:2) Fonte: qui
Estratto dalla conferenza tenuta il 25 maggio 2019 all’Église Saint François-Xavier a Parigi.
Gli interessi in valuta estera di Savoini non sono iniziati coi rubli. Prima dell' incontro al Metropol di Mosca, c' è stato quello a Le Méridien di Parigi. Prima di quella russa, una pista marocchina passata per la Francia e finita in una turca. Una storia dal copione molto simile che il Fatto rivela per la prima volta. Siamo nella primavera 2016, due anni prima del famoso incontro dell' hotel moscovita.
SALVINI SAVOINI
Al centro c' è sempre l' ex portavoce e uomo di fiducia di Matteo Salvini oggi indagato per corruzione internazionale nell' inchiesta su rubli e petrolio. La scena, riferita da due fonti convergenti, è da film. Gianluca Savoini è seduto in un bistrot di boulevard Pereire, non lontano dall' Arc de Triomphe, con un' altra persona. A un certo punto i due si passano fugacemente un plico alto come un pacchetto di Marlboro, fasciato in fogli di giornale. Al suo interno ci sono 150mila euro in contanti. Savoini va in bagno a contare la sua parte, un altro cliente irrompe e le banconote nuove di zecca finiscono dritte nello scarico. Lui le ripesca dal fondo della turca e le pulisce una a una.
SALVINI SAVOINI
Di nuovo al tavolo, i due italiani se la ridono di gusto. Incidente a parte, hanno fatto un ottimo affare. Mezz' ora prima - raccontano le fonti - nella sala de Le Méridien Etoile, a due passi dall' Ambasciata del Marocco, hanno ricevuto il prezioso plico dalle mani di Mohamed Khabbachi, ex direttore generale dell' agenzia di stampa nazionale Map, emissario di re Mohammed VI per le attività di lobby su scala europea, Italia compresa.Il suo profilo WhatsApp riporta tutt' ora una veduta della stazione centrale dal Pirellone, dove Savoini è stato capo ufficio stampa e oggi è vicepresidente Corecom. Qual era la contropartita di quel denaro?
Savoini era a Parigi per un affare privato o per conto della Lega? Raggiunto sul cellulare della moglie, l' ex portavoce di Salvini riattacca al primo accenno alla vicenda. Monsieur Khabbachi, che in Marocco ha fama di essere ufficiale di collegamento tra il mondo dei Servizi e la manipolazione dei media a fin di propaganda, nega: "Sono un giornalista, seguo cosa succede nel mondo, ma non dò soldi". Chiede poi di essere richiamato dopo un' ora, e invece non risponderà più al telefono e neppure alle domande inviate via WhatsApp che sicuramente ha letto, come dimostra la spunta blu sui messaggi. Cosa c' è dietro?
INTERVENTO DEL MINISTRO SALVINI FOTO DI BACCO
"L' incontro all' hotel Le Méridien - spiega una fonte - era stato organizzato per definire una lista di aziende italiane da segnalare per futuri appalti in Marocco e per garantire una copertura di stampa favorevole al governo di Rabat". A spianare la strada è stata una missione leghista in Marocco di ottobre 2015, quando Salvini e Savoini vanno alla corte di Re Mohammed dove, tra gli altri, incontrano un magnate della tv e i ministri dell' immigrazione e dei lavori pubblici.
La delegazione ricorda l' armata Brancaleone: "Abbiamo incontrato ministri con due lauree prese negli Usa, Salvini non sapeva neanche parlare francese. I marocchini sembravamo noi", racconta Claudio Giordanengo, organizzatore del tour nonché dentista di Paesana (Cuneo) che si presentava come "responsabile esteri della Lega" e a marzo si è candidato a Saluzzo.
GIANLUCA SAVOINI
Giordanengo conosce Savoini dal 1997 e ha un' antica amicizia con Mario Borghezio, che si è personalmente speso sul fronte marocchino per arginare l' attrazione dei leghisti della prima ora verso il fronte indipendentista e islamista del Polisario. Borghezio ricorda quella delegazione come "qualcosa di non esattamente ufficiale, di quelle che fanno i politici e qualche imprenditore a carattere non voglio dire turistico, ma quasi".
Nella delegazione ci sono anche due figure esterne al partito. Sono Massimo Gerbi, figlio dell' ex patron del Torino calcio Mario Gerbi, e Kamal Raihane, ex agente di leve calcistiche del Maghreb che in quel periodo faceva sfoggio di foto con Salvini e rivendicava: "Gli ho organizzato l' incontro con alcuni esponenti del mondo politico marocchino. S' è parlato di politica e non solo.
Un incontro costruttivo". Da fine 2017 Raihane è titolare di Eurafrica srl, una società di Torino da 10mila euro di capitale sociale, che si occupa di procacciamento di affari. Al Fatto non ha risposto sul suo ruolo nella comitiva leghista. Più loquace è Giordanengo: "L' iniziativa era nata con un intento provocatorio: la Lega che va a parlare di immigrati in Marocco". C' erano altri interessi?
HOTEL METROPOL MOSCA
"C' era un interesse parallelo, credo legittimo, di unire alla missione politica anche la presentazione di aziende interessate a operare in Marocco. Se poi ci sono stati altri personaggi che hanno stabilito rapporti economici non lo so".
Salvini rimane soddisfatto delle missione, come folgorato dal Marocco. L' 1 novembre 2015 twitta "È una terra stupenda", e in un' intervista al Corriere afferma: "Qui in Marocco si deve investire". Qualcuno lo ha preso in parola. Nelle settimane successive i rapporti con gli emissari del governo di Rabat andranno avanti, suggellati da più visite di Khabbachi a Milano, fino all' appuntamento clou di Parigi, all' hotel Le Méridien Etoile.Ma qui, proprio come a Mosca, non fila tutto per il verso giusto. Khabbachi dà conto a Savoini e al compagno di un incidente che ostacola le operazioni di intermediazione per cui si erano spesi: i dossier delle imprese italiane erano da tempo sulla scrivanie delle autorità marocchine, già verificati.
HOTEL METROPOL MOSCA
I due italiani restano di sasso: non avevano ancora fornito alcun elenco. Qualcuno li ha battuti sul tempo. I sospetti ricadono subito sugli intermediari marocchini, ma poco importa. A ore torneranno via aereo in Italia con il premio di consolazione nascosto nella giacca, nei pantaloni e nelle scarpe. Dal fondo della turca, la parte di Savoini finirà nella cassetta di sicurezza di una banca.Fonte: qui
CHI HA FREGATO SAVOINI?
È STATO UNO DEI TRE ITALIANI PRESENTI AL METROPOL A REGISTRARE L’AUDIO PUBBLICATO DA "BUZZFEED", CHE SAREBBE STATO DIFFUSO DAI RUSSI
LA GUARDIA DI FINANZA VUOLE FAR LUCE ANCHE SULLA CENA DELLA SERA PRIMA, A CUI AVREBBERO PARTECIPATO SALVINI, SAVOINI, FERLENGHI E…
UNA FOTO DEL NOVEMBRE 2016 TRATTA DAL PROFILO FACEBOOK DI CLAUDIO D’AMICO CON SALVINI E SAVOINI
Sarebbe stato uno dei tre italiani presenti alla trattativa dello scorso 18 ottobre all'hotel Metropol a registrare l'audio al centro delle indagini della Procura di Milano sui presunti fondi russi alla Lega. Nel fascicolo sono indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, il presidente leghista dell'Associazione Lombardia-Russia, l'avvocato Gianluca Meranda e l'ex consulente bancario Francesco Vannucci.
MATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN LUIGI DI MAIO
La ricostruzione sulla registrazione e la diffusione dell'audio, al momento, è solo un'ipotesi di lavoro, sulla quale stanno lavorando i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, che ieri hanno depositato alcuni atti dell'inchiesta - quanto necessario per dare un quadro generale di una indagine andata avanti per cinque mesi sotto traccia - in vista dell'udienza davanti al Tribunale del riesame, prevista per il 5 settembre, per discutere del ricorso presentato degli indagati contro i sequestri avvenuti un paio di settimane fa.
VLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI
Qualora fosse vero che la conversazione su una fornitura di petrolio, che prevedeva una tangente per i burocrati di Mosca e fondi in nero per circa 65 milioni alla Lega, sia stata registrata da un italiano presente all'incontro - essendo la fonte segreta non si può escludere che la diffusione sia avvenuta per mano di un russo - il campo si restringe.
IL FILE AUDIO
L IPOTESI DI PASSAGGIO DEI SOLDI DALLA RUSSIA ALLA LEGA ATTRAVERSO ENI
Tra gli atti messi a disposizione dei legali, ci sono le trascrizioni della registrazione su quell'affare legato alla compravendita di petrolio, ma anche una relazione sulle modalità con cui è stato acquisito quel file audio di cui i tecnici hanno verificato l'autenticità e l'assenza di manomissioni.
MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014
Da quanto emerge dall'informativa, è stato convocato al quarto piano del Palazzo di Giustizia uno dei due giornalisti che per primi hanno scritto della vicenda e lo scorso 18 ottobre si trovavano nel grande albergo moscovita ma, come loro stessi hanno raccontato, a debita distanza dal meeting. Dall'analisi di quella conversazione, oltre all'ipotesi che a fare la registrazione con un cellulare possa essere stato uno dei partecipanti italiani alla trattativa, i pm sono certi che ci siano state altre riunioni precedenti.
MATTEO SALVINI GIANLUCA SAVOINI A MOSCA
Inoltre hanno anche qualche indicazione su chi possano essere i tre russi, Andrey, Yuri e Jlia, presenti quella mattina nella hall dell'hotel. Se Jlia ritengono sia Jakunin, manager vicino a Vladimir Pligin, esponente di rilievo del partito di Putin Russia Unita, uno degli altri due è quasi certamente un funzionario pubblico.
LA ROGATORIA
GIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGIN
In attesa che parta la rogatoria per la Russia, gli investigatori della Gdf stanno analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni. Vogliono fare luce anche su un'altra cena che si sarebbe invece tenuta la sera prima, sempre a Mosca, alla quale avrebbero partecipato, tra gli altri, il vicepremier Matteo Salvini, lo stesso Savoini, il presidente di Confindustria Russia e manager Eni Ernesto Ferlenghi e Luca Picasso, direttore di Confindustria Russia, oltre a Claudio D'Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del leader della Lega. Ieri Salvini ha ironizzato su ulteriori fondi: «Non ho ancora finito di nascondere i rubli, dopo mi occupo del Marocco, buona caccia».
UNA NUOVA RICOSTRUZIONE DEL "NEW YORK TIMES" INDICA UNA SERIE DI ERRORI DEI GUARDIANI CHE LA SERA DEL 15 APRILE HANNO PERMESSO ALLE FIAMME DI GUADAGNARE TERRENO PER 30 MINUTI
MACRON SI ERA RASSEGNATO A PERDERE LA CATTEDRALE. MIRACOLO DEI POMPIERI, MA IL PERICOLO NON È FINITO… - VIDEO
Tre mesi dopo l' incendio che ha fatto crollare la guglia di Notre-Dame, la cattedrale più celebre al mondo resta al centro delle attenzioni di politici, cittadini, media, esperti d’arte. Martedì il Parlamento ha adottato in via definitiva il progetto di legge che dovrebbe consentire di raggiungere il traguardo: riapertura entro 5 anni. Una nuova ricostruzione del New York Times indica una serie di errori che la sera del 15 aprile hanno permesso alle fiamme di guadagnare terreno per 30 cruciali minuti.
INCENDIO A NOTRE DAME
E mentre il rischio di un crollo totale non può essere scartato, una denuncia ha obbligato ieri il municipio di Parigi ad annunciare una «pulizia approfondita» delle scuole per fine luglio: asili nido, materne ed elementari della zona presentano tassi di piombo dieci volte superiori alla soglia consentita.
NOTRE DAME
La magistratura vuole appurare cosa abbia scatenato il rogo, la pista dolosa è scartata e si pensa a una sigaretta spenta male o a un corto circuito. Ma dopo le prime fiamme, c' è stato spazio per 30 minuti di errori. Il sistema anti-incendio è stato messo a punto in 6 anni da decine di esperti, ma quando alle 18 e 18 si è messo in funzione, l' agente della sicurezza davanti al monitor nel presbiterio non ha letto «fuoco» ma l' indicazione della sacrestia, il codice ZDA-110-3-15-1 (associato a uno dei 160 rilevatori di fumo) e infine il segnale che era scattato il meccanismo di aspirazione.
NOTRE DAME
L' agente era neo-assunto, al lavoro da soli tre giorni.Quattro minuti dopo il messaggio di allarme, ha telefonato a un' altra guardia di stanza nella chiesa chiedendogli di andare a controllare nella sagrestia, adiacente all' edificio principale. A 10 minuti dall' allerta, invece di avvertire i pompieri ha chiamato il capo, senza trovarlo. Venticinque minuti dopo, il capo ha richiamato e ha capito che l' incendio non era nella sagrestia, e ha detto alla guardia di tornare sotto la volta principale. Dopo aver salito 300 gradini l' uomo ha finalmente visto le fiamme nella «foresta», la struttura di legno di quercia che sostiene il tetto, e sono stati chiamati i pompieri.
LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DOPO L'INCENDIO
L' incendio stava bruciando le travi da ormai mezzora, e questo ha posto i vigili del fuoco in una posizione di svantaggio quasi impossibile da recuperare.
Nel corso della serata i responsabili della sicurezza e le autorità hanno più volte detto di non essere certi di salvare la cattedrale, e qualche giorno dopo il presidente Macron ha detto in privato che a un certo punto si erano quasi rassegnati. È stato tentato il tutto per tutto, l' invio di pompieri nel cuore delle fiamme, con il rischio che non tornassero.
LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DOPO L'INCENDIO
Se la torre Nord fosse crollata, come pareva imminente, ciò avrebbe comportato la caduta delle campane e probabilmente la fine di tutta la cattedrale.
INCENDIO A NOTRE DAME
Quando Macron ha convocato i vigili del fuoco per ringraziarli, non è stato un gesto formale. Quella squadra ha salvato Notre-Dame, e lo ha fatto rischiando di essere inghiottita dalle fiamme.
Adesso i parigini e i turisti si sono quasi abituati alla nuova situazione: la guglia di Notre-Dame non c' è più ma la struttura portante sembra avere resistito, l' ingresso è vietato e lo sarà per anni ma il panorama dell' Île de la Cité non è snaturato. Eppure l' emergenza, in modo subdolo, continua. Secondo Antoine-Marie Préaut, conservatore dei monumenti dell' Île-de-France, «il rischio di crollo esiste ancora, perché non siamo ancora in grado di giudicare lo stato delle volte». La guglia è crollata ma l' impalcatura che la circondava per il restauro è sempre lì e nei prossimi cinque o sei mesi andrà tolta, con gravi pericoli per la stabilità della cattedrale.
NOTRE DAME
Poi c' è la questione salute: 400 tonnellate di piombo sono cadute nella zona sotto forma di polveri, e il sagrato è ancora vietato all' accesso. Livelli anormali di piombo sono stati trovati sui pavimenti di classi, mense e cortili delle scuole vicine. Aurélien Rousseau (Agenzia regionale della Sanità), ieri ha convocato una conferenza stampa per dire che «tutti i dati raccolti mostrano che la salute della popolazione è stata preservata». Un' inchiesta di Mediapart indica il contrario, e nel dubbio il municipio di Parigi ha avviato un' operazione di pulizia per approfittare delle vacanze, e garantire ai bambini di rientrare a settembre in locali non pericolosi.
Secondo l' AFP, la polizia antisommossa francese ha nuovamente affrontato i manifestanti dopo la parata militare della parata di Parigi .
I manifestanti si sono lanciati in cantieri anti-governativi, abbattendo le barriere di sicurezza e incendiando i bidoni della spazzatura, causando il dispiegamento di gas lacrimogeni e altre misure di controllo della folla. Al di fuori dell'AFP e della Russia RT / Ruptly, il MSM ha ampiamente ignorato queste proteste .
Da notare, molti dei manifestanti non indossavano giubbotti gialli reali, poiché a chiunque fosse stato impedito di entrare nell'area della parata. Invece, portavano palloncini gialli.
Gli scontri hanno sconvolto la celebrazione nazionale della presa della fortezza della Bastiglia a Parigi durante la Rivoluzione francese del 1789 - per la quale la Francia tiene una parata militare annuale (immaginate se Donald Trump abbia fatto lo stesso!). A Macron si sono aggiunti altri leader dell'UE, tra cui il primo ministro olandese Mark Rutte e il cancelliere tedesco Angela Merkel.
È stato anche fischiato mentre cavalcava lungo gli Champs-Elysées, stando in piedi accanto al capo dello staff francese, il generale Francois Lecointre, secondo il rapporto.
Ci fu un soldato che vola alla manifestazione che era moderatamente fresco.
Come sottolinea stranamente la CNN , almeno 24 manifestanti della Yellow Vest hanno perso gli occhi tra le proteste, spesso violente, iniziate lo scorso novembre e protratte in varie dimensioni durante i mesi successivi.
L'organizzatore di Maglia gialla Jerome Rodrigues subisce una lesione agli occhi
Breidenstein è una delle almeno 24 persone che hanno perso un occhio dai "Gilet Gialli", le proteste sono iniziate nel novembre 2018, secondo Desarmons-Les, un gruppo di sostegno per chi è mutilato per le strade delle città francesi.
Quello che era iniziato come una campagna contro l'aumento della pressione del gas, si è trasformato in una manifestazione più ampia contro il governo del presidente Emmanuel Macron. Scene di violenti scontri sono scoppiati in tutta la Francia. I manifestanti lanciarono bombe a benzina e mattoni mentre la polizia antisommossa usava cannoni ad acqua, granate stordenti e gas lacrimogeno mentre tentavano di contenere la rabbia.
A marzo il ministero degli interni francese ha messo il numero di giubbotti gialli feriti a 2.200 e ha fatto soffrire il numero di poliziotti negli scontri a 1.500. Il ministero non avrebbe dato alla CNN il numero di persone che hanno subito lesioni agli occhi. - CNN
La polizia francese ha ricevuto un'ampia condanna da parte sia delle Nazioni Unite che del Parlamento europeo per il loro apparente uso eccessivo della forza durante le rivolte dei Gilet Gialli.
Oltre 700 migranti "gilet neri" occupano la cittadinanza esigente del Pantheon di Parigi
Circa 700 manifestanti della "Black Vest" hanno riempito il Pantheon nel centro di Parigi il venerdì per chiedere di ottenere la cittadinanza, secondo France 24 .
Il cosiddetto "Black Vests" è un'associazione di migranti con sede a Parigi che prende il nome dal movimento di protesta antigovernativa "Gilet gialli".
Quando entrarono, i turisti furono evacuati dal Pantheon , che è l'ultimo luogo di riposo dei più grandi luminari non militari della Francia , inclusi gli scrittori Voltaire, Victor Hugo ed Emile Zola. - Francia 24
The undocumented migrant movement the #GiletsNoir have just occupied the Pantheon in Paris, demanding to see the Prime Minister. They have a list of demands, among them, the right to live & work.
Their chosen spot? Beneath a statue representing France reading: "live free or die"
The Black Vests richiedeva " documenti e alloggi per tutti " in una dichiarazione, che descrive la loro organizzazione come "senza documenti, senza voce e senza volto della Repubblica francese".
"Non vogliamo più negoziare con il ministro degli interni ei suoi funzionari, vogliamo parlare con il primo ministro Édouard Philippe ora!" il gruppo ha aggiunto.
"Il Pantheon è un simbolo di grandi uomini, al suo interno ci sono simboli che rappresentano la lotta contro la schiavitù, stiamo combattendo contro la schiavitù dei nostri giorni", ha detto l'attivista per i diritti francesi Laurent di Droits Devant. "Molte persone vivono da anni senza diritti, lo abbiamo fatto per chiedere al primo ministro una regolarizzazione eccezionale, non c'è mai stata una cosa del genere da quando [François] Mitterand prese il potere" nel 1981.
Dopo diverse ore, il gruppo alla fine se ne andò quando le autorità li scortarono attraverso un ingresso posteriore a metà pomeriggio, secondo AFP . "Tutte le persone che hanno ottenuto l'ingresso al Pantheon sono state evacuate", ha twittato Philippe.
In totale, 37 manifestanti sono stati arrestati . Sabato, diversi Black Vests si sono presentati fuori da una stazione di polizia di Parigi per "chiedere l'immediato rilascio dei nostri compagni! Lunga vita ai # Black Gilets!"
Rimasero lì per diverse ore fino a che furono evacuati tranquillamente attraverso un ingresso posteriore a metà pomeriggio, hanno detto i corrispondenti AFP.
"Philippe ha twittato in prima serata mentre una fonte della polizia ha detto che erano stati effettuati 37 arresti - Francia 24
Il parlamentare conservatore Marine Le Pen, leader del rally nazionale di destra, ha twittato disgustato.
"È INACCETTABILE vedere gli stranieri clandestini che protestano occupare, con un'impunità totale, questo è il centro della Repubblica", aggiungendo "L' espulsione dovrebbe essere il futuro degli immigrati - questa è la LEGGE " .
A giugno i Black Vests sono diventati dei titoli dopo aver occupato per un breve periodo la sede della società di catering Elior Group con sede a Parigi. Un mese prima, il gruppo occupava un terminal all'aeroporto Charles De Gaulle per protestare contro la "collaborazione di Air France" nella deportazione degli immigrati clandestini, per Francia24 .