9 dicembre forconi: Marocco
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mercoledì 31 luglio 2019

SAVOINI: GLI INTERESSI DELL'EX PORTAVOCE DI SALVINI NON INIZIANO COI RUBLI. PRIMA DEL METROPOL C'È STATO LE MÉRIDIEN A PARIGI.

Thomas Mackinson e Luigi Franco per “il Fatto quotidiano

Gli interessi in valuta estera di Savoini non sono iniziati coi rubli. Prima dell' incontro al Metropol di Mosca, c' è stato quello a Le Méridien di Parigi. Prima di quella russa, una pista marocchina passata per la Francia e finita in una turca. Una storia dal copione molto simile che il Fatto rivela per la prima volta. Siamo nella primavera 2016, due anni prima del famoso incontro dell' hotel moscovita.

salvini savoiniSALVINI SAVOINI
Al centro c' è sempre l' ex portavoce e uomo di fiducia di Matteo Salvini oggi indagato per corruzione internazionale nell' inchiesta su rubli e petrolio. La scena, riferita da due fonti convergenti, è da film. Gianluca Savoini è seduto in un bistrot di boulevard Pereire, non lontano dall' Arc de Triomphe, con un' altra persona. A un certo punto i due si passano fugacemente un plico alto come un pacchetto di Marlboro, fasciato in fogli di giornale. Al suo interno ci sono 150mila euro in contanti. Savoini va in bagno a contare la sua parte, un altro cliente irrompe e le banconote nuove di zecca finiscono dritte nello scarico. Lui le ripesca dal fondo della turca e le pulisce una a una.

salvini savoiniSALVINI SAVOINI
Di nuovo al tavolo, i due italiani se la ridono di gusto. Incidente a parte, hanno fatto un ottimo affare. Mezz' ora prima - raccontano le fonti - nella sala de Le Méridien Etoile, a due passi dall' Ambasciata del Marocco, hanno ricevuto il prezioso plico dalle mani di Mohamed Khabbachi, ex direttore generale dell' agenzia di stampa nazionale Map, emissario di re Mohammed VI per le attività di lobby su scala europea, Italia compresa. Il suo profilo WhatsApp riporta tutt' ora una veduta della stazione centrale dal Pirellone, dove Savoini è stato capo ufficio stampa e oggi è vicepresidente Corecom. Qual era la contropartita di quel denaro?

Savoini era a Parigi per un affare privato o per conto della Lega? Raggiunto sul cellulare della moglie, l' ex portavoce di Salvini riattacca al primo accenno alla vicenda. Monsieur Khabbachi, che in Marocco ha fama di essere ufficiale di collegamento tra il mondo dei Servizi e la manipolazione dei media a fin di propaganda, nega: "Sono un giornalista, seguo cosa succede nel mondo, ma non dò soldi". Chiede poi di essere richiamato dopo un' ora, e invece non risponderà più al telefono e neppure alle domande inviate via WhatsApp che sicuramente ha letto, come dimostra la spunta blu sui messaggi. Cosa c' è dietro?

intervento del ministro salvini foto di bacco (3)INTERVENTO DEL MINISTRO SALVINI FOTO DI BACCO
"L' incontro all' hotel Le Méridien - spiega una fonte - era stato organizzato per definire una lista di aziende italiane da segnalare per futuri appalti in Marocco e per garantire una copertura di stampa favorevole al governo di Rabat". A spianare la strada è stata una missione leghista in Marocco di ottobre 2015, quando Salvini e Savoini vanno alla corte di Re Mohammed dove, tra gli altri, incontrano un magnate della tv e i ministri dell' immigrazione e dei lavori pubblici.

La delegazione ricorda l' armata Brancaleone: "Abbiamo incontrato ministri con due lauree prese negli Usa, Salvini non sapeva neanche parlare francese. I marocchini sembravamo noi", racconta Claudio Giordanengo, organizzatore del tour nonché dentista di Paesana (Cuneo) che si presentava come "responsabile esteri della Lega" e a marzo si è candidato a Saluzzo.

GIANLUCA SAVOINIGIANLUCA SAVOINI
Giordanengo conosce Savoini dal 1997 e ha un' antica amicizia con Mario Borghezio, che si è personalmente speso sul fronte marocchino per arginare l' attrazione dei leghisti della prima ora verso il fronte indipendentista e islamista del Polisario. Borghezio ricorda quella delegazione come "qualcosa di non esattamente ufficiale, di quelle che fanno i politici e qualche imprenditore a carattere non voglio dire turistico, ma quasi".

Nella delegazione ci sono anche due figure esterne al partito. Sono Massimo Gerbi, figlio dell' ex patron del Torino calcio Mario Gerbi, e Kamal Raihane, ex agente di leve calcistiche del Maghreb che in quel periodo faceva sfoggio di foto con Salvini e rivendicava: "Gli ho organizzato l' incontro con alcuni esponenti del mondo politico marocchino. S' è parlato di politica e non solo.

Un incontro costruttivo". Da fine 2017 Raihane è titolare di Eurafrica srl, una società di Torino da 10mila euro di capitale sociale, che si occupa di procacciamento di affari. Al Fatto non ha risposto sul suo ruolo nella comitiva leghista. Più loquace è Giordanengo: "L' iniziativa era nata con un intento provocatorio: la Lega che va a parlare di immigrati in Marocco". C' erano altri interessi?

HOTEL METROPOL MOSCA 1HOTEL METROPOL MOSCA
"C' era un interesse parallelo, credo legittimo, di unire alla missione politica anche la presentazione di aziende interessate a operare in Marocco. Se poi ci sono stati altri personaggi che hanno stabilito rapporti economici non lo so".

Salvini rimane soddisfatto delle missione, come folgorato dal Marocco. L' 1 novembre 2015 twitta "È una terra stupenda", e in un' intervista al Corriere afferma: "Qui in Marocco si deve investire". Qualcuno lo ha preso in parola. Nelle settimane successive i rapporti con gli emissari del governo di Rabat andranno avanti, suggellati da più visite di Khabbachi a Milano, fino all' appuntamento clou di Parigi, all' hotel Le Méridien Etoile. Ma qui, proprio come a Mosca, non fila tutto per il verso giusto. Khabbachi dà conto a Savoini e al compagno di un incidente che ostacola le operazioni di intermediazione per cui si erano spesi: i dossier delle imprese italiane erano da tempo sulla scrivanie delle autorità marocchine, già verificati.  
HOTEL METROPOL MOSCAHOTEL METROPOL MOSCA
I due italiani restano di sasso: non avevano ancora fornito alcun elenco. Qualcuno li ha battuti sul tempo. I sospetti ricadono subito sugli intermediari marocchini, ma poco importa. A ore torneranno via aereo in Italia con il premio di consolazione nascosto nella giacca, nei pantaloni e nelle scarpe. Dal fondo della turca, la parte di Savoini finirà nella cassetta di sicurezza di una banca. Fonte: qui





CHI HA FREGATO SAVOINI? 
È STATO UNO DEI TRE ITALIANI PRESENTI AL METROPOL A REGISTRARE L’AUDIO PUBBLICATO DA "BUZZFEED", CHE SAREBBE STATO DIFFUSO DAI RUSSI 
LA GUARDIA DI FINANZA VUOLE FAR LUCE ANCHE SULLA CENA DELLA SERA PRIMA, A CUI AVREBBERO PARTECIPATO SALVINI, SAVOINI, FERLENGHI E…


Cristiana Mangani per “il Messaggero”

Una foto del novembre 2016 tratta dal profilo Facebook di Claudio D’Amico con Salvini e SavoiniUNA FOTO DEL NOVEMBRE 2016 TRATTA DAL PROFILO FACEBOOK DI CLAUDIO D’AMICO CON SALVINI E SAVOINI
Sarebbe stato uno dei tre italiani presenti alla trattativa dello scorso 18 ottobre all'hotel Metropol a registrare l'audio al centro delle indagini della Procura di Milano sui presunti fondi russi alla Lega. Nel fascicolo sono indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, il presidente leghista dell'Associazione Lombardia-Russia, l'avvocato Gianluca Meranda e l'ex consulente bancario Francesco Vannucci.

matteo salvini vladimir putin luigi di maioMATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN LUIGI DI MAIO








La ricostruzione sulla registrazione e la diffusione dell'audio, al momento, è solo un'ipotesi di lavoro, sulla quale stanno lavorando i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, che ieri hanno depositato alcuni atti dell'inchiesta - quanto necessario per dare un quadro generale di una indagine andata avanti per cinque mesi sotto traccia - in vista dell'udienza davanti al Tribunale del riesame, prevista per il 5 settembre, per discutere del ricorso presentato degli indagati contro i sequestri avvenuti un paio di settimane fa.
vladimir putin e gianluca savoiniVLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI

Qualora fosse vero che la conversazione su una fornitura di petrolio, che prevedeva una tangente per i burocrati di Mosca e fondi in nero per circa 65 milioni alla Lega, sia stata registrata da un italiano presente all'incontro - essendo la fonte segreta non si può escludere che la diffusione sia avvenuta per mano di un russo - il campo si restringe.

IL FILE AUDIO
l ipotesi di passaggio dei soldi dalla russia alla lega attraverso eniL IPOTESI DI PASSAGGIO DEI SOLDI DALLA RUSSIA ALLA LEGA ATTRAVERSO ENI










Tra gli atti messi a disposizione dei legali, ci sono le trascrizioni della registrazione su quell'affare legato alla compravendita di petrolio, ma anche una relazione sulle modalità con cui è stato acquisito quel file audio di cui i tecnici hanno verificato l'autenticità e l'assenza di manomissioni.

MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014
Da quanto emerge dall'informativa, è stato convocato al quarto piano del Palazzo di Giustizia uno dei due giornalisti che per primi hanno scritto della vicenda e lo scorso 18 ottobre si trovavano nel grande albergo moscovita ma, come loro stessi hanno raccontato, a debita distanza dal meeting. Dall'analisi di quella conversazione, oltre all'ipotesi che a fare la registrazione con un cellulare possa essere stato uno dei partecipanti italiani alla trattativa, i pm sono certi che ci siano state altre riunioni precedenti.
matteo salvini gianluca savoini a moscaMATTEO SALVINI GIANLUCA SAVOINI A MOSCA


Inoltre hanno anche qualche indicazione su chi possano essere i tre russi, Andrey, Yuri e Jlia, presenti quella mattina nella hall dell'hotel. Se Jlia ritengono sia Jakunin, manager vicino a Vladimir Pligin, esponente di rilievo del partito di Putin Russia Unita, uno degli altri due è quasi certamente un funzionario pubblico.

LA ROGATORIA
GIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGINGIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGIN
In attesa che parta la rogatoria per la Russia, gli investigatori della Gdf stanno analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni. Vogliono fare luce anche su un'altra cena che si sarebbe invece tenuta la sera prima, sempre a Mosca, alla quale avrebbero partecipato, tra gli altri, il vicepremier Matteo Salvini, lo stesso Savoini, il presidente di Confindustria Russia e manager Eni Ernesto Ferlenghi e Luca Picasso, direttore di Confindustria Russia, oltre a Claudio D'Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del leader della Lega. Ieri Salvini ha ironizzato su ulteriori fondi: «Non ho ancora finito di nascondere i rubli, dopo mi occupo del Marocco, buona caccia».

Fonte: qui

mercoledì 19 dicembre 2018

DUE RAGAZZE SCANDINAVE STUPRATE E SGOZZATE SULLE MONTAGNE DELL'ALTO ATLANTE, REGIONE TURISTICA MONTUOSA, POPOLARE TRA GLI ESCURSIONISTI

I CORPI RITROVATI A 2300 METRI D'ALTEZZA 

FERMATO UN UOMO A MARRAKECH MENTRE E' CACCIA AI COMPLICI 

LA MADRE DI UNA DELLE VITTIME: "LA PRIORITÀ DI MIA FIGLIA ERA LA SICUREZZA, HANNO PRESO OGNI PRECAUZIONE PRIMA DI PARTIRE"

Simona Verrazzo per “il Messaggero”

LOUISA MAROCCOLOUISA MAROCCO
Sono di nazionalità una danese e l' altra norvegese, le due ragazze scandinave trovate sgozzate in Marocco. I corpi delle due giovani sono stati ritrovati nella zona dell' Alto Atlante, una regione turistica montuosa del sud del paese nordafricano, molto popolare tra gli escursionisti di tutto il mondo.

L' area in cui sono stati scoperti i cadaveri è la strada che porta a Jbel Toubkal, la vetta più alta della catena che supera i 4.000 metri di altezza. Secondo quanto trapelato da fonti locali, le due ragazze la danese Louisa Vesterager Jespersen (24) e la norvegese Maren Ueland (28) sono state sgozzate, probabilmente nel weekend, vicino al sito di Chamharouch, nei pressi del villaggio di Imlil. La località è stata l' ultima tappa in vista della scalata verso la cima. Su Facebook, infatti, Louisa aveva chiesto informazioni su qualcuno che conoscesse Jbel Toubkal.

MAREN LOUISA MAROCCOMAREN LOUISA MAROCCO
Le due turiste studiavano all' università nella cittadina di Bø, nel sud della Norvegia, e il loro viaggio sarebbe dovuto durare un mese. L' ultimo contatto tra Maren e sua madre risale al 9 dicembre. E cominciano a emergere i primi dettagli dell' indagine. Il ministero dell' Interno marocchino ha fatto sapere che le turiste scandinave sono avevano «segni di tagli sul collo».

ESCURSIONI SOSPESE 

Le due giovani avrebbero subito anche violenza sessuale. Un uomo è stato arrestato a Marrakech, mentre sono ancora in corso le ricerche dei complici, si pensa almeno due. Anche i due paesi scandinavi, entrambe con rappresentanze diplomatiche in Marocco, si sono mobilitati. Sia l' ambasciatore danese sia quello norvegese a Rabat hanno raggiunto Marrakech per fare da collegamento tra le autorità e le famiglie.

MAREN LOUISA MAROCCO 1MAREN LOUISA MAROCCO
Un importante dispositivo di sicurezza è stato schierato nella regione di Imlil: dopo la scoperta dei corpi le escursioni sono state sospese in quella che è una regione molto frequentata da turisti, in particolare dagli amanti della montagna. Il villaggio dove sono stati rinvenuti i cadaveri è una delle basi di partenza per l' escursionismo, soprattutto per scalare la vetta più alta del nord Africa, Jbel (che vuol dire montagna) Toubkal, con i suoi 4.167 metri.

A circa dieci chilometri da Imlil, il minuscolo villaggio di Chamharouch, a circa 2.300 metri sul livello del mare, è una delle tappe sulla strada per Jbel Toubkal. Le mamme delle due ragazze hanno parlato delle loro figlie ai media scandinavi, che riportano fotografie delle vittime, grandi amanti della natura.

IL DOLORE DELLE MADRI 

«Mia figlia è stata sgozzata», ha confermato Helle Petersen, madre della vittima danese, citata dal quotidiano B.T. Secondo le informazioni sulla sua pagina Facebook, Louisa Vesterager aveva studiato in Norvegia per fare la guida e le piaceva l' avventura.

MAREN MAROCCOMAREN MAROCCO
«Era così brava, la sua priorità era la sicurezza, le ragazze hanno preso ogni precauzione prima di intraprendere questo viaggio», ha dichiarato Irene Ueland, la madre della ragazza norvegese, parlando alla tv pubblica Nrk.

Fonte: qui

Marocco, turiste scandinave uccise: si indaga per terrorismo

MARRAKECH. Prende piede la pista del terrorismo nella morte di due giovani europee trovate morte nei giorni scorsi sui monti del Marocco. I corpi delle due vittime, la danese Louisa Vesterager Jespersen e la norvegese Maren Ueland, di 24 e 28 anni, sono stati scoperti da altri turisti vicino ai piedi della vetta più alta del Nord Africa, il monte Toubkal.
Un video della decapitazione delle due ragazze sarebbe stato diffuso via web rafforzando il sospetto che si trattasse di terrorismo: un sospetto avvalorato dal procuratore generale marocchino, che ha parlato apertamente di indagini per terrorismo.
Il quotidiano norvegese VG ha riferito che le donne sono state ritrovate nella tenda che condividevano. Erano in vacanza, zaino in spalla. "Ho ricevuto il messaggio di una delle nostre guide turistiche che era stata a Marrakech", ha detto al giornale un uomo che dirige un servizio di guide locali.
Una persona è stata arrestata e tre sono ricercate: tutte, secondo il procuratore generale, sono legate a un non meglio specificato gruppo terroristico. Una fonte ha riferito a Morocco World News: "I sospetti erano accampati nella stessa zona in cui è avvenuto l'omicidio. I testimoni hanno visto il gruppo di notte mentre si dirigeva verso l'area del campo." La polizia avrebbe identificato i sospetti tramitele telecamere di sorveglianza dei negozi locali del villaggio. Uno dei sospetti, secondo la fonte, ha anche lasciato la sua carta d'identità vicino al luogo del delitto.
Gli investigatori stanno prendendo in considerazione la "pista terroristica": "La traccia radicale islamista non è stata esclusa, a causa del profilo del sospetto arrestato e dei tre ricercati, che hanno legami con l'ambiente islamista radicale", ha detto all'Afp una fonte vicina agli inquirenti. "I tre sono stati identificati e sono ricercati da tutti i servizi di sicurezza"
Fonte: qui