9 dicembre forconi: paziente
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mercoledì 19 dicembre 2018

ALL’OSPEDALE SPALLANZANI DI ROMA UN UOMO È MORTO AVVOLTO DALLE FIAMME NEL SUO LETTO

IL ROGO È STATO PROVOCATO DA UNA SIGARETTA, ANCHE SE NON SI ESCLUDE IL GESTO VOLONTARIO 

MALATO DI AIDS E CANCRO, AVEVA APPENA DETTO ALLA MADRE CHE…

Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

letto ospedaleLETTO OSPEDALE
Aveva da poco salutato la madre che, come ogni giorno da settimane a questa parte, era andata a trovarlo in ospedale. Lei, che ieri sera, con lo sguardo sconvolto, è tornata allo Spallanzani scortata dagli agenti di polizia del commissariato Monteverde per trovare suo figlio morto. «Sapevo ha confidato la donna che non aveva molto tempo davanti, ma speravo di non dover vivere un dramma simile. Mi conforta solo una cosa: averlo potuto salutare qualche ora prima».
Giovanni, lo chiameremo così, 54 anni, romano, è il paziente deceduto ieri pomeriggio dopo essere stato avvolto dalle fiamme nel suo letto al secondo piano del reparto di Immunodeficienza virale diretto dal professor Andrea Antinori. A provocare il rogo forse una sigaretta fumata di nascosto e caduta poi sul pigiama che indossava e sulle coperte o un gesto volontario innescato dopo che l' uomo si è gettato addosso del liquido infiammabile.
L' INCHIESTA
Su queste ipotesi viaggiano le indagini degli inquirenti condotte dalla polizia e affidate al pm Carlo Villani. La Procura di Roma ha aperto comunque un fascicolo per omicidio colposo e incendio colposo. Anche se la direzione ospedaliera ha fatto sapere che «tutti i sistemi di allarme, emergenza ed evacuazione sono scattati immediatamente e che tutti i materiali presenti nella stanza erano a norma ed ignifughi».
ospedale spallanzani roma 1OSPEDALE SPALLANZANI ROMA
Oltre ai medici e agli infermieri, gli inquirenti dovranno risentire anche il compagno di stanza della vittima, italiano anche lui, che al momento del rogo non si trovava nel suo letto. Intanto il reparto della III divisione dello Spallanzani centro all' avanguardia per il trattamento delle malattie infettive è stato evacuato e posto sotto sequestro.
Ieri sera gli agenti della Scientifica hanno repertato una serie di elementi rivenuti nella stanza dov'è morto l' uomo per chiarire la dinamica mentre oggi sarà affidato l' incarico al medico legale Guido De Mari del policlinico La Sapienza per poter condurre l' autopsia e stabilire con certezza le cause del decesso.
ospedaleOSPEDALE
Da un primo esame sommario, infatti, il paziente non dovrebbe esser morto a causa dell' incendio o soffocato dal fumo. Le fiamme lo hanno sì, avvolto, ma il suo corpo era parzialmente ustionato. Giovanni non ha urlato è dunque credibile ipotizzare che sia deceduto per un infarto.
LA DINAMICA
Sieropositivo e affetto da una serie di patologie, compreso un tumore, l' uomo era da tempo costretto al ricovero ospedaliero. Quella condizione però gli provocava malessere a tal punto da aggredire verbalmente in più di un' occasione infermieri e medici. Voleva uscire, Giovanni, tornare a casa, in quel piccolo appartamento che divideva con la madre in una delle più critiche periferie della Capitale.
Nessuno però crede a un gesto volontario. Benché sfinito dalle malattie, l' uomo non aveva maturato depressioni o manifestato la volontà di uccidersi. Anche la madre ieri sera continuava a escludere questa possibilità. È il quarto figlio che perde, dopo aver detto addio agli altri tre, deceduti per la tossicodipendenza e per la sieropositività all' Hiv.
Non è escluso ma su questo saranno le indagini a chiarirlo che proprio la donna abbia lasciato prima di andar via ieri pomeriggio una sigaretta al figlio.
L' uomo era un fumatore incallito e più di una volta i sanitari gli avevano sequestrato le sigarette. Ma di mozziconi finora non ne sono stati trovati. E dirimente sarà anche la testimonianza del compagno di stanza. «Le indagini proseguiranno spiega la direttrice generale dello Spallanzani, Marta Branca siamo molto addolorati per quello che è accaduto e garantiremo ogni tipo di supporto alla madre del paziente.
ospedale spallanzani romaOSPEDALE SPALLANZANI ROMA
Tutti i sistemi di allarme hanno funzionati e immediato è stato l' intervento degli infermieri e degli specialisti che si trovavano nella medicheria di fronte alla stanza e che subito hanno provato a domare le fiamme con gli estintori e le coperte». Nessuno degli altri pazienti ricoverati nel reparto (dove in passato c' era stato un tentativo di suicidio) è rimasto coinvolto nell' incendio. «Il rogo conclude la dg Branca è rimasto circoscritto al letto dell' uomo deceduto. Gli altri pazienti, una trentina circa, sono stati trasferiti momentaneamente negli altri reparti dell' ospedale».
Fonte: qui

sabato 6 ottobre 2018

UNO STUDIO OLANDESE HA DIMOSTRATO CHE SE IL MALATO È ''INDISPONENTE'', MINACCIA DI SENTIRE ALTRI PARERI E SNOCCIOLA A CASACCIO INFORMAZIONI RACCOLTE ONLINE, IL DOTTORE DARÀ LA DIAGNOSI SBAGLIATA NELLA METÀ DEI CASI…


Massimo Finzi per Dagospia

un buon rapporto tra medico e pazienteUN BUON RAPPORTO TRA MEDICO E PAZIENTE
Può apparire strano che proprio nel secolo che ha registrato i maggiori successi della medicina e della chirurgia sia entrato in crisi quel rapporto medico-paziente che invece è fondamentale per il successo di ogni cura.

La ricerca scientifica ha aumentato notevolmente le capacità diagnostiche e terapeutiche, ma a costo di una sempre maggiore specializzazione che ha portato ad una parcellizzazione delle competenze: il paziente spesso è costretto a ricorrere a più specialisti e questa condizione di cura collettiva porta ad una deresponsabilizzazione e alla perdita di una visione di insieme del paziente. 

Infatti la specializzazione spinta all’eccesso impedisce di osservare il paziente nell’interezza della sua dimensione fisica e psichica e il malato percepisce con disagio questa condizione che lo relega ad un ruolo di oggetto più che di soggetto.

Il superspecialista rischia così di diventare un tecnico che osserva solo un tassello del mosaico con il pericolo di focalizzare la propria attenzione più sulla malattia che sul malato.
Se a questo si aggiunge la burocrazia che rende difficile il facile attraverso l’inutile con controlli assillanti di appropriatezza e di contenimento della spesa, la quasi impossibilità di rivolgersi in ospedale alla stessa figura professionale, il quadro è quasi completo.

La distanza tra “prendere in cura” e “prendersi cura” del paziente è ancora elevata.
relazione tra medico e pazienteRELAZIONE TRA MEDICO E PAZIENTE
Empatia, capacità di ascolto, comunicazione calibrata sul livello di comprensione di ciascun paziente, disponibilità a guidarlo e seguirlo nel percorso di cura, dovrebbero caratterizzare la figura del medico insieme ovviamente alle capacità professionali specifiche.

Ma il rapporto medico paziente viaggia nei due sensi, non solo dal medico al paziente, ma anche dal paziente al medico, che sempre più spesso si deve confrontare con la figura del “paziente con comportamento disturbante o indisponente”.

Si tratta di quei pazienti che invece di cercare un’alleanza con il medico si mettono su un piano di competizione, suggerendo ad esempio accertamenti o citando terapie attinte da internet, manifestando scetticismo sull’opera del sanitario la cui diagnosi sarà comunque sottoposta al vaglio di un secondo, terzo e quarto consulente perché “ è meglio sentire più campane”.

Questa condizione, frustrante per il sanitario, crea un’atmosfera sfavorevole non solo sul piano del rapporto personale, ma anche su quello dell’accuratezza della diagnosi.
MEDICO PAZIENTEMEDICO PAZIENTE

Uno studio, condotto nel 2015 nei Paesi Bassi, ha coinvolto 63 medici di medicina generale a ciascuno dei quali erano stati proposti 6 pazienti “indisponenti”.
L’accuratezza diagnostica ad una prima visita raggiungeva appena il 54% e dopo una seconda visita più approfondita la percentuale saliva solo al 60%.

Lo studio è stato ripetuto coinvolgendo 74 specializzandi in medicina interna a ciascuno dei quali erano stati affidati 8 pazienti “disturbanti”. Anche in questo caso la precisione della diagnosi si rivelava marcatamente più bassa rispetto ai risultati ottenuti con pazienti “non disturbanti”.

Nel rapporto medico-paziente la parte sofferente e quindi più debole è certamente quella dell’ammalato, ma il rispetto dei reciproci ruoli, diritti e doveri dovrebbe rappresentare la via maestra per una relazione ottimale dalla quale far scaturire la giusta diagnosi e, conseguentemente, la terapia più efficace.


mercoledì 4 luglio 2018

IN PROVINCIA DI CASERTA UN PENSIONATO È STATO UCCISO DA UN ALTRO PAZIENTE, EXTRACOMUNITARIO, SENZA MOTIVO

HA SCELTO CASUALMENTE E LO HA MASSACRATO A SUON DI PUGNI, PRIMA DI ESSERE SEDATO DAI CARABINIERI…


sessa aurunca immigrato uccide pensionatoSESSA AURUNCA IMMIGRATO UCCIDE PENSIONATO
Tragedia oggi, martedì 3 luglio nell'ospedale di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta: un uomo di 77 anni è stato ucciso da un altro paziente, anch'egli ricoverato nel suo stesso reparto. Nessun particolare motivo scatenante, a quanto pare, a causare l'omicidio: si sarebbe trattato di una "scelta casuale" in un raptus di follia. 

La vittima è un paziente psichiatrico italiano, mentre l'assassino è a sua volta un paziente, migrante proveniente dall'Africa, ricoverato da ieri sera per gravi deficienze mentali.
carabinieri ospedale sessa auruncaCARABINIERI OSPEDALE SESSA AURUNCA

I carabinieri, dopo l'omicidio, lo hanno subito bloccato: l'assassino era stato accompagnato ieri sera dalla polizia di Castel Volturno nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Sessa Aurunca dopo che lo avevano trovato in strada in forte stato di agitazione, mentre danneggiava automobili minacciando i passanti.

Stamattina avrebbe invece iniziando a dare in escandescenze ed avrebbe così aggredito l'unica persona presente in quel momento con lui in reparto: il 77enne italiano, anch'egli ricoverato nel reparto psichiatrico ed originario di Falciano del Massico, sempre nella provincia di Caserta. L'uomo è stato ucciso a mani nude: l'assassino lo ha infatti massacrato a suon di pugni, per poi essere sedato dopo essere stato bloccato dai militari dell'Arma.

ospedale sessa auruncaOSPEDALE SESSA AURUNCA
Un infermiere in pensione la vittima del giovane
L'uomo rimasto ucciso dal raptus di follia era un infermiere in pensione di 77 anni, che in passato aveva lavorato in una struttura ospedaliera della vicina Teano. L'omicida è invece un giovane immigrato africano, non ancora identificato ma di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, che si trovava ricoverato nel reparto riservato ai pazienti affetti da problemi psichici. Si trovava nella struttura dalla sera prima, quando alcuni agenti di Polizia a Castelvolturno lo avevano sorpreso mentre danneggiava auto in sosta e minacciava i passanti. Era stato già difficile bloccarlo e portarlo in ospedale, poi stamane il raptus di follia. Nulla da fare per la vittima, massacrato a colpi di pugni.

Salvini: "Come si fa a morire così?"
Sull'episodio ha espresso il proprio pensiero anche Matteo Salvini, leader della Lega già Ministro degli Interni e vice-premier: "In un ospedale a Sessa Aurunca, un immigrato ha ammazzato a pugni un 77enne italiano: come cacchio si fa a morire a 77 anni, dopo una vita di lavoro immagino, in un ospedale italiano preso a pugni da una di queste risorse che ci dovrebbero pagare le pensioni?". Il suo post su Facebook con cui ha commentato la vicenda è stato immediatamente condiviso da tantissime persone, anche se non mancano le critiche contro una presunta "strumentalizzazione" della vicenda.

L'episodio di ieri a Piazza Cavour, nel napoletano
omicidio ospedale sessa auruncaOMICIDIO OSPEDALE SESSA AURUNCA
Proprio ieri, nel cuore di Napoli, c'era stato un caso simile, seppur finito fortunatamente senza gravi conseguenze. Un immigrato aveva improvvisamente aggredito un ambulante a Piazza Cavour, per poi iniziare ad inveire contro i passanti. L'uomo era stato raggiunto da alcuni militari dell'esercito ma, invece di calmarsi, si era scaraventato contro uno di essi, facendolo cadere a terra. Alla fine, l'uomo era stato immobilizzato dai colleghi del militare, che lo hanno accerchiato e poi fatto portare via in ambulanza. Non si erano registrati feriti, compreso il militare finito al suolo, ma solo tanta paura tra chi si trovava in strada in quel momento ed aveva assistito alla scena.

Fonte: qui

venerdì 8 giugno 2018

CENTRATO ALLA TESTA DA UN COLPO DI PISTOLA MENTRE ATTENDEVA IL SUO TURNO DAL MEDICO: COSÌ È MORTO A ROMA GAETANO RANDAZZO, COLPITO ACCIDENTALMENTE DA UNA GUARDIA GIURATA

IL MEDICO AVEVA CHIESTO AL VIGILANTE DI MOSTRARGLI LA PISTOLA, CHE AVEVA IL COLPO IN CANNA, E… VIDEO E FOTO

VIDEO - PAZIENTE UCCISO NELLO STUDIO MEDICO, IL FRATELLO: «MA SI PUÒ MORIRE COSÌ?»


Marco De Risi e Raffaella Troili per “il Messaggero”

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 17ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE
Voleva solo una ricetta, è morto nella sala d'attesa di uno studio medico, a pochi passi da casa: centrato alla testa. Gaetano Randazzo, 58 anni, ex pasticcere, aspettava il suo turno quando è stato raggiunto da un colpo di pistola partito accidentalmente dalla stanza del dottore dove all'interno in quel momento c'era una guardia giurata di 40 anni, Fabian Manzo dipendente della Società Security service. Uno scherzo beffardo del destino, che porterà i familiari a gridare «gli ha fatto la ricetta a vita».

Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio alla periferia di Roma, a Colli Aniene, in viale Palmiro Togliatti, al primo piano di un enorme caseggiato che ospita uno studio medico. Poco prima delle 17.
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 18ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE

L'uomo era nella sala d'attesa del medico di famiglia, Paolo Episcopo, 65 anni, quando è stato raggiunto dal proiettile che ha attraversato la parete in cartongesso e centrato Gaetano Randazzo.

Ad accorgersi della tragedia, lo stesso medico, che ha aperto la porta per sincerarsi che non ci fosse stato alcun danno: purtroppo uno dei pazienti in attesa era a terra, gli altri sotto choc. Inutili i soccorsi, Gaetano Randazzo, è morto pochi istanti dopo. «Abbiamo sentito uno sparo e poi quell'uomo accasciarsi a terra».
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 9ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Da quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo radiomobile e di via in Selci, anche ascoltando chi era presente nella saletta in quel momento, il medico (che ha il porto d'armi) avrebbe chiesto alla guardia giurata, che era lì per una visita necessaria per rinnovare il porto d'armi, di mostrargli la pistola: le pareti in cartongesso hanno permesso di ascoltare stralci di conversazione, del tipo «fammela vedere, dai».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 8ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 




A quel punto la guardia giurata deve aver effettuato una manovra sbagliata, probabilmente aveva il colpo in canna, ed è partito. Il vigilantes è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo.

RESIDENTI SOTTO CHOC
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri che al momento ipotizzano l'incidente. Sotto choc chi era presente nella sala d'attesa e i tanti che da anni frequentano lo studio medico.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 6ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

«Il dottore oggi ha fatto anche il doppio turno, una bravissima persona, lo conosciamo tutti da una vita, sta qui da tanti anni». Ora dicono che non si dia pace, che si senta responsabile dell'accaduto.

Pieni di dolore e rabbia i familiari di Gaetano, che nella vita non ha mai fatto del male a una mosca, ha vissuto per i figli, Rita, di 42 anni, e due gemelli. La moglie Anna non sa che è morto, sa solo che sta male, non hanno avuto il coraggio di dirglielo, è stata operata da poco al cuore, è appena tornata a casa.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 7ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Ieri un'ambulanza è arrivata in via Sacco e Vanzetti, era per la moglie di Gaetano. La famiglia Randazzo viveva al dodicesimo piano. Lui era nato a Palermo, da una vita a Roma, prima pasticcere, poi fioraio lungo la Togliatti, la moglie lavorava in una ditta di pulizie.

11 FRATELLI
Aveva undici fratelli, Tonino, uno di loro ieri non si dava pace, «sono piccolo ma se mi arrabbio non ce n'è per nessuno», diceva sconsolato. Accorso in viale Palmiro Togliatti ha aspettato a lungo che qualcuno gli dicesse per filo e per segno come era morto suo fratello.

L'ha visto uscire avvolto alla bell'e meglio in lenzuoli e teli. Quanto alla guardia giurata, l'edicolante sotto lo studio ricorda: «Se lo sono portato via, era un fantasma». Molte persone si sono radunate fuori allo studio per sapere se il medico stesse bene, «è stato colpito anche lui?».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 4ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Difficile credere che si possa morire così, in quello studio che raccoglie un ampio bacino d'utenza, conosciuto da oltre 30 anni. «Io sono andato via poco prima, potevo esserci io, ma come si fa a morire così», è rimasto a lungo a fissare lo studio, un ragazzo muscoloso, anche lui in possesso del porto d'armi.

6 Giugno 2018

Fonte: qui