9 dicembre forconi: percosse
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venerdì 5 aprile 2019

IL KILLER DEI MURAZZI ERA GIÀ STATO ARRESTATO DUE VOLTE, CONDANNATO PER AVER PERCOSSO E MINACCIATO LA FIDANZATA.

ERA LIBERO IN ATTESA DELL'APPELLO, PUR ESSENDO ''UN VIOLENTO, UNO CHE AVEVA RIDOTTO LA EX COMPAGNA IN UNO STATO DI SUCCUBANZA''. 

MA QUEL PROCEDIMENTO ERA FERMO DA DUE ANNI E MEZZO. 

NELL'ATTESA, HA UCCISO UN INNOCENTE

Giuseppe Legato per ''La Stampa''
SAID MACHAOUATSAID MACHAOUAT

Violenza fisica psicologica, ingiurie, minacce, danneggiamenti. In una sola parola: maltrattamenti in famiglia. E lesioni aggravate. La condanna di primo grado - a 1 anno e 6 mesi di carcere senza sospensione condizionale della pena - è firmata dal giudice Giulia Casalegno. Data: 20 giugno 2016. In 10 pagine c' è il volto oscuro di Said Mechaquat, 27 anni, l' assassino dei Murazzi, l' uomo che ha ucciso Stefano Leo il 23 febbraio scorso. Che non è solo un' anima in pena perché non vede il figlio da tempo.

Ma è «un violento», uno «che aveva ridotto la ex compagna in uno stato di succubanza, costretta a subire percosse e minacce «con frequenza costante. Per sua stessa ammissione almeno tre volte al mese». Calci, pugni, nasi sanguinanti, fughe da casa e temporanee riappacificazioni. Poi di nuovo, daccapo.
Un inferno.

Quel procedimento penale che nel caso di pronuncia definitiva avrebbe condotto dritto in carcere Said - nonostante la condanna inferiore ai due anni - è fermo da due anni e mezzo.
Said MachaouatSAID MACHAOUAT
Pende l' appello e - si apprende dal legale di parte civile - non è stata ancora fissata la data.

E pensare che in aula, la prima volta, la ex compagna Ambra B. vittima di violenze e soprusi costanti, ci era entrata il 19 febbraio 2015. Fu un dibattimento relativamente veloce: un anno e 2 mesi di condanna per l' uomo. Nelle motivazioni della sentenza c' è l' indole fin qui nascosta dell' assassino dei Murazzi. Della convivenza con la donna che gli ha dato un figlio e poi lo ha lasciato. Oggi si capisce perché.

Per 3 anni Said e Ambra hanno abitato in via Principessa Clotilde a Torino. Si erano conosciuti a novembre del 2011 ai corsi professionali dell' istituto professionale Boselli: «Eravamo innamorati, ma tantissimo» ha detto in aula. «Siamo partiti per Ibiza dove lui aveva trovato un lavoro. Quando siamo tornati, nel 2012, abbiamo deciso di andare a vivere insieme in un appartamento in affitto. La mia famiglia ci aveva aiutato a metter su casa.

Lui lavorava e pagava il canone. Ci amavamo molto anche se litigavamo spesso. Le prime volte che è capitato mi aveva dato uno spintone, poi..». Poi lui diventa ancora più aggressivo. La colpisce con schiaffi e pugni. E calci. Anche mentre è incinta. Lei che tace. I vicini di casa sentono tutto. Chiamano la polizia.
Said MachaouatSAID MACHAOUAT

In 3 anni e mezzo le volanti faranno visita sei volte a quell' alloggio ormai ostaggio della violenza di un uomo fuori controllo. Said viene arrestato in due occasioni: a novembre 2013 Ambra viene trovata dai poliziotti in strada. E' seminuda e ha il piccolo figlio in braccio. Lui intanto sta sfasciando i mobili. «Era in lacrime e veniva soccorsa dai passanti» scrive il giudice. Verrà accompagnata all' ospedale: «Distorsioni multiple». Prognosi: 10 giorni.

Torna a casa, lui viene scarcerato. E lei lo perdona. Ricapita: di nuovo violenze inaccettabili. A Said viene imposto il divieto di avvicinamento. Lei lo accoglie di nuovo a casa.
Non cambia nulla. «Cerca anche di convincerlo a rivolgersi a una psicologa. Ma l ui non conclude il percorso».

Emerge sempre di più il profilo dell' uomo che non governa le sue pulsioni aggressive. Altre botte a fine 2013: «Ambra aveva visto in un carabiniere una figura paterna e lui l' aveva spronata a denunciare» si legge in sentenza. Non segue querela in caserma. Il giudice motiva: «Ambra, al tempo era una giovanissima donna diventata mamma inaspettatamente non capace di affrontare una situazione del genere. Di certo non era in grado per costituzione e per carattere di fronteggiare l' aggressività di Said che prevedeva sistematicamente la risoluzione delle discussioni attraverso l' uso della violenza a senso unico».
Said Machaouat stefano leoSAID MACHAOUAT STEFANO LEO

E poi «si è innamorata e in uno stato di succubanza che si manifesta attraverso l' assenza totale di denunce». Si lasciano nel 2014. La condanna arriva un anno dopo. Quaranta giorni fa il terribile omicidio di Stefano Leo. Ambra è sullo sfondo, si è rifatta una vita con un altro uomo. E forse Said voleva uccidere lui.

Fonte: qui

mercoledì 4 luglio 2018

IN PROVINCIA DI CASERTA UN PENSIONATO È STATO UCCISO DA UN ALTRO PAZIENTE, EXTRACOMUNITARIO, SENZA MOTIVO

HA SCELTO CASUALMENTE E LO HA MASSACRATO A SUON DI PUGNI, PRIMA DI ESSERE SEDATO DAI CARABINIERI…


sessa aurunca immigrato uccide pensionatoSESSA AURUNCA IMMIGRATO UCCIDE PENSIONATO
Tragedia oggi, martedì 3 luglio nell'ospedale di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta: un uomo di 77 anni è stato ucciso da un altro paziente, anch'egli ricoverato nel suo stesso reparto. Nessun particolare motivo scatenante, a quanto pare, a causare l'omicidio: si sarebbe trattato di una "scelta casuale" in un raptus di follia. 

La vittima è un paziente psichiatrico italiano, mentre l'assassino è a sua volta un paziente, migrante proveniente dall'Africa, ricoverato da ieri sera per gravi deficienze mentali.
carabinieri ospedale sessa auruncaCARABINIERI OSPEDALE SESSA AURUNCA

I carabinieri, dopo l'omicidio, lo hanno subito bloccato: l'assassino era stato accompagnato ieri sera dalla polizia di Castel Volturno nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Sessa Aurunca dopo che lo avevano trovato in strada in forte stato di agitazione, mentre danneggiava automobili minacciando i passanti.

Stamattina avrebbe invece iniziando a dare in escandescenze ed avrebbe così aggredito l'unica persona presente in quel momento con lui in reparto: il 77enne italiano, anch'egli ricoverato nel reparto psichiatrico ed originario di Falciano del Massico, sempre nella provincia di Caserta. L'uomo è stato ucciso a mani nude: l'assassino lo ha infatti massacrato a suon di pugni, per poi essere sedato dopo essere stato bloccato dai militari dell'Arma.

ospedale sessa auruncaOSPEDALE SESSA AURUNCA
Un infermiere in pensione la vittima del giovane
L'uomo rimasto ucciso dal raptus di follia era un infermiere in pensione di 77 anni, che in passato aveva lavorato in una struttura ospedaliera della vicina Teano. L'omicida è invece un giovane immigrato africano, non ancora identificato ma di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, che si trovava ricoverato nel reparto riservato ai pazienti affetti da problemi psichici. Si trovava nella struttura dalla sera prima, quando alcuni agenti di Polizia a Castelvolturno lo avevano sorpreso mentre danneggiava auto in sosta e minacciava i passanti. Era stato già difficile bloccarlo e portarlo in ospedale, poi stamane il raptus di follia. Nulla da fare per la vittima, massacrato a colpi di pugni.

Salvini: "Come si fa a morire così?"
Sull'episodio ha espresso il proprio pensiero anche Matteo Salvini, leader della Lega già Ministro degli Interni e vice-premier: "In un ospedale a Sessa Aurunca, un immigrato ha ammazzato a pugni un 77enne italiano: come cacchio si fa a morire a 77 anni, dopo una vita di lavoro immagino, in un ospedale italiano preso a pugni da una di queste risorse che ci dovrebbero pagare le pensioni?". Il suo post su Facebook con cui ha commentato la vicenda è stato immediatamente condiviso da tantissime persone, anche se non mancano le critiche contro una presunta "strumentalizzazione" della vicenda.

L'episodio di ieri a Piazza Cavour, nel napoletano
omicidio ospedale sessa auruncaOMICIDIO OSPEDALE SESSA AURUNCA
Proprio ieri, nel cuore di Napoli, c'era stato un caso simile, seppur finito fortunatamente senza gravi conseguenze. Un immigrato aveva improvvisamente aggredito un ambulante a Piazza Cavour, per poi iniziare ad inveire contro i passanti. L'uomo era stato raggiunto da alcuni militari dell'esercito ma, invece di calmarsi, si era scaraventato contro uno di essi, facendolo cadere a terra. Alla fine, l'uomo era stato immobilizzato dai colleghi del militare, che lo hanno accerchiato e poi fatto portare via in ambulanza. Non si erano registrati feriti, compreso il militare finito al suolo, ma solo tanta paura tra chi si trovava in strada in quel momento ed aveva assistito alla scena.

Fonte: qui