9 dicembre forconi: docenti
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sabato 29 giugno 2019

LA CLASSE DIRIGENTE

Università, indagati 40 docenti per concorsi truccati: sospeso rettore di Catania –

Concorsi universitari truccati, i pm: «C’era un metodo paramafioso»

Per il rettore Francesco Basile e altri 9 professori era stato richiesto l’arresto ma il gip ha concesso solo la sospensione dal servizio. Altri 40 docenti di vari atenei italiani indagati

“….„Sospensione dal servizio per il rettore dell’Università di Catania e per nove docenti (con posizioni importanti all’interno dei dipartimenti) ritenuti – a vario titolo responsabili – dei reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta-  […] „Nel procedimento sono complessivamente iscritti 40 professori delle Università di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.“
[…]  
„L’operazione della Digos, denominata “Università Bandita”, ha consentito di accertare l’esistenza di 27 concorsi truccati: 17 per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore. Tra i nomi degli arrestati, spiccano quelli di Giuseppe Sessa(Medicina), Filippo Drago (Medicina),  Carmelo Monaco (Agraria), Giancarlo Magnano di San Lio (Filosofia).“


Ed ecco come si parlavano tra loro: “
Vediamo chi sono questi stronzi che dobbiamo schiacciare…”, diceva un professore indagato riferendosi agli altri candidati, parlando con un candidato che “doveva” vincere. In un’altra intercettazione uno degli indagati pronuncia la frase: “Hanno pestato la merda ora se la piangono”, commentando l’operato di un candidato che aveva presentato ricorso, che sarebbe stato minacciato di ritorsioni nei confronti della moglie, che non avrebbe mai – queste le minacce – più fatto parte di una commissione”
Un senso di stanchezza profonda prende, nemmeno si è capaci di commentare più. Cosa vuoi dire quando non mafiosi  venuti dal basso, non camorristi  della feccia sottoproletaria, o pastori sardi usi all’ abigeato, ma  rettori di università e docenti  vengono beccati ad agire come una banda organizzata di delinquenti per spartirsi  cattedre e i relativi grassi stipendiOltretutto in fondo l’abbiamo sempre saputo, che in Italia (specie nel Sud, anche se non solo) le cattedre universitarie  se le dividono così da  sempre, che truccare i concorsi è  una consuetudine.
Il punto è che il giorno prima  abbiamo appreso dell’orribile vicenda degli affidi presso Reggio Emilia, con false accuse di pedofilia e incesto a genitori innocenti  per strappar loro i figli e darli a gente che ci  lucrava – e anche ogni tanto stuprava i bambini.  Leggo di un papà che hanno fatto condannare a 11 anni di  galera , innocente.  E mica erano pastori sardi o camorristi analfabeti:  il direttore generale della AUSL Fausto Nicolini –  che è medico, assistenti sociali e  noti  psicoterapeuti laureati, un avvocato..
E  qualche settimana fa,  giudici e procuratori dell’organo di  autogoverno della Magistratura che si spartiscono sedi, tramano per difendersi dalle indagini, si pugnalano alle spalle,  fanno combutta con politici (del PD), e a vantaggio  l’uno dell’altro violano dozzine  di leggi  – quelle leggi che dovrebbero difendere.
Troppi casi in così pochi giorni.  Per non avere la sensazione di un quadro totale. Nel giro di pochi giorni  abbiamo visto che  le nostre “classi dirigenti”  vincitrici di concorsi pubblici e pagate con ottimi stipendi pubblici,   hanno  trasformato i rispettivi settori in  omologhi di Cosa NostraNon si tratta qui solo di magistrati o docenti universitari, o assistenti sociali per l’infanzia, scarsamente preparatisi tratta di personalità  ai  vertici del sistema pubblico che manifestano  la forma mentis di malviventi, che si sanno appartenenti ad una cosca  della malavita organizzata. Stesso eloquio,  stessa postura di disprezzo verso il mondo esterno, stessa violenza verbale, stessa abitualità a commettere reati, e mancanza di vergogna.
E’ un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo.  Cerco  di ricordare cosa dovrebbero avere, per essere classe dirigente.   Orgoglio professionale per le conoscenze guadagnate nel loro settore, a giudizio dei pari e senza trucchi.  Dignità personale gelosa, che si riflette anche nel linguaggio controllato, tecnicamente preciso,  colto e urbano. Ambizione e sforzo   orgoglioso di mantenere  degni dell’alta funzione  Senso del dovere verso  la comunità che li ha elevati a posti di prestigio, inseparabile dalla coscienza che la propria dignità consiste in questo servizio. Consapevolezza delle responsabilità che  hanno assunto in quei posti di potere,  rispetto per le funzioni che esercitano, senso dello Stato o di patria e  quindi, almeno ogni tanto, riferimento ad una idea del bene comune.
Abbiamo visto il contrario: egoismi, particolarismi feroci, bassezza; omertà,  trucchi  sleali,  viscida ineleganza,  nessuna  idea che ai grossi stipendi pubblici che percepiscono devono corrispondere con qualche tipo di attività degna e ben fatta. No, come  criminali, i soldi  che arraffano dallo Stato li considerano a fondo perduto –e  non si fanno  scrupolo  di aumentarseli in modi illegali.
Il denominatore comune a queste diverse cosche dei vertici dirigenziali,  sono appunto gli stipendi pubblici. I più  alti d’Europa  a  parità di funzioni.  .
Questa marcescenza ai vertici delle  funzioni pubbliche,  questa  occupazione di cattedre e di procure, di alte cariche di Stato, da parte non di  “normali” parassiti inadempienti ma di mafie e racket  attivissime   costituiti in oligarchie inamovibili, è un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo civile –  e  l’evidente causa della decadenza verso l’inciviltà  il non-diritto, la non-cultura, l’analfabetismo di ritorno e la sporcizia morale  del  popolino. La funzione de-moralizzante  (nel senso proprio: di  rendere immorali) gli strati inferiori della società, quelle che Gad Lerner chiama “le classi subalterne”,  è un effetto diretto della  mancata esemplarità dei superiori: se i docenti, i medici, i rettori, i procuratori  sono questi,  la volgarità di Salvini  o di Grillo,  le violazioni della normale buona educazione , le micro-criminalità corpuscolari,  l’abbandono  scolastico come dei rifiuti  per strada, anche i graffiti sui muri che bruttano ogni angolo,  muro esterno saracinesca delle nostre città e agli occhi dello straniero ne fanno dei Bronx pericolosi,  ne sono la conseguenza  ultima.
Dovrebbe suonare l’allarme generale, e  invece silenzio. Sullo scandalo immane dei magistrati malavitosi, non più  una ulteriore intercettazione né alcuna discussione. Come ad un segnale ricevuto; le ultime informazioni risalgono al 7 giugno, poi più niente.  Se  ciò viene da una moral suasion dall’alto, non so. Se lo è, è censura, repressione, chiara volontà da parte dell’oligarchia  malavitosa di mantenersi qual è. Indegna.
Da qui una profonda stanchezza, cari lettori.
Maurizio Blondet
Fonte: qui

“VEDIAMO CHI SONO QUESTI STR**** CHE DOBBIAMO SCHIACCIARE!” - L’INCHIESTA SUI CONCORSI PILOTATI ALL’UNIVERSITÀ DI CATANIA, SVELA UN SISTEMA CHE LA PROCURA DEFINISCE “PARAMAFIOSO” 
IL "METODO" DEL RETTORE FRANCESCO BASILE: “ALLA FINE QUI SIAMO TUTTI PARENTI…” 
TRA GLI INDAGATI ANCHE IL RETTORE DE “LA SAPIENZA”, EUGENIO GAUDIO E L'EX PROCURATORE DI CATANIA VINCENZO D'AGATA...
Alfio Sciacca per il “Corriere della sera”

«Ne ho uno al giorno che viene per un problema di parentela o di... perché alla fine qua siamo tutti parenti l'Università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta, una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie». Era questa l'idea che aveva del suo ateneo il rettore Francesco Basile. Sembrano le parole di un personaggio dei «Viceré» che, guarda caso, sono ambientali proprio in quel Monastero dei Benedettini che oggi è una delle sedi dell' università di Catania.

zuccaroZUCCARO
Spiega così le logiche «familistiche» che governano la scelta dei docenti in una delle intercettazione della Digos, nonostante la sua prima preoccupazione appena insediatosi, nel febbraio 2017, fosse stata un'accurata bonifica del suo ufficio da eventuali microspie. Come se il nuovo rettore, 62 anni, ordinario di Chirurgia e una quotidianità in sala operatoria, dovesse temere orecchie indiscrete. Forse aveva tanto da nascondere.
A cominciare dalla gestione dei consigli di amministrazione che si svolgevano con «sistemi bulgari» e le indicazioni di voto fatte circolare attraverso «pizzini» perché «io non posso chiamare al telefono, non è illegale ma...».
FRANCESCO BASILEFRANCESCO BASILE

Cautele che non sono state sufficienti ad evitare che il marcio venisse a galla svelando un sistema che il pm Raffaella Vinciguerra definisce «paramafioso», mentre il procuratore Carmelo Zuccaro parla di «desolante e squallido quadro criminale». Un contesto di tale gravità che la Procura aveva chiesto l'arresto per il rettore e nove docenti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d' asta. Il Gip ha però accolto solo la richiesta di sospensione dai loro incarichi.

EUGENIO GAUDIOEUGENIO GAUDIO
Un «sistema sommerso con a capo il rettore» nella gestione dell' ateneo e in particolare per la selezione dei docenti «al di là di meriti e competenze». Non c'era scambio di denaro o altro, ma un rapporto di mutua assistenza per garantire il perpetuarsi della solita élite e delle solite famiglie. Rimessi in discussione gli esiti di 27 concorsi (17 per ordinario, 4 per associato e 6 per ricercatore) «costruiti con metodi sartoriali, decidendo a priori chi doveva vincere».

Fondamentale in tal senso il ruolo delle commissioni esaminatrici, spesso integrate da docenti di altri atenei. Forse questo spiega (oltre ai 46 di Catania) i 20 indagati nel resto d'Italia. Tra questi spiccano nomi di primissimo piano come il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio, il noto chirurgo padovano Umberto Cillo, e il rettore dell'Humanitas di Rozzano, Marco Montorsi.
Umberto CilloUMBERTO CILLO

Buona parte dei venti docenti non sanno nemmeno di essere indagati e preferiscono non fare alcun commento in attesa di capire meglio. Molto più circostanziata e grave la posizione dei dieci docenti sospesi a Catania. Seguivano logiche ferree. «Io mi sono rotto il c... per te - dice un prof - ora vieni incontro a me e vai in quella commissione». Per pilotare i concorsi veniva utilizzato ogni escamotage: «Se serve limitiamo il numero delle pubblicazioni».

Uccio BaroneUCCIO BARONE
E se poi c' erano troppi idonei la soluzione la forniva l'ex direttore del dipartimento di Scienze Politiche Uccio Barone; «Io mi faccio dare tutto l' elenco e vediamo chi sono questi str... che dobbiamo schiacciare!». Storico, con un passato nel Pd, Barone ha uno sterminato elenco di pubblicazioni, compresa una sul «Tramonto dei Gattopardi». Ieri è stato l' unico a parlare: «Sono all' estero, immagino le palate di fango. Ma resto sereno». Forse non sa che tra i concorsi su cui si indaga c' è anche quello del figlio Antonio, giovanissimo ordinario di Diritto amministrativo a Economia e Commercio.
Nell' elenco degli indagati sono finiti persino l' ex procuratore di Catania Vincenzo D' Agata e la figlia, docente di prima fascia.

Fonte: qui

sabato 29 dicembre 2018

Docenti con 36 mesi di servizio, legge bilancio prevede riserva 10% posti ed esonero 24 CFU

La legge di bilancio, che a breve sarà approvata dalla Camera, modificherà il sistema di reclutamento nella scuola secondaria delineato dal D.lgs. 59/2017.
Oltre a ridefinire il nuovo sistema di reclutamento, la legge di bilancio modifica anche la cosiddetta “fase transitoria” per i docenti con 36 mesi di servizio, per i quali era previsto un concorso riservato.

Docenti con 36 mesi: abolito concorso riservato

Il concorso riservato ai docenti con 36 mesi di servizio, negli ultimi otto anni, è stato abolito, per cui tali insegnanti dovranno partecipare al concorso ordinario selettivo per titoli ed esami.

Docenti con 36 mesi: 10% posti riservati

La legge di bilancio dispone che i docenti, i quali abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro  il termine di presentazione delle domande di partecipazione, tre annualità di servizio, anche non continuative, avranno riservato il 10% dei posti.
Nel testo leggiamo ” In prima applicazione, i soggetti che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive…
L’espressione “In prima applicazione” dovrebbe riferirsi al fatto che la riserva del 10% di posti è prevista soltanto per la prima applicazione della legge, ossia per il primo concorso bandito con le nuove norme.
Sottolineiamo, infine, che la riserva del 10% di posti vuol dire che tale percentuale è destinata soltanto ai suddetti docenti, che concorreranno comunque anche per il rimanente 90% di posti messi a concorso per il resto dei partecipanti.

Docenti con 36 mesi: no 24 CFU(credito formativo universitario)

I docenti con 36 mesi di servizio, oltre che della riserva di posti, beneficeranno dell’esonero dal conseguimento dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, richiesti a chi partecipa con la sola laurea. Tale beneficio, come la predetta riserva, è previsto soltanto “in prima applicazione”.
Fonte: qui

giovedì 18 ottobre 2018

CRIMEA, LA FUGA DISPERATA, I CADAVERI IN UN LAGO DI SANGUE, I COLPI I PISTOLA: LA STRAGE AL POLITECNICO RACCONTATA ATTRAVERSO I VIDEO CHOC DEI SOPRAVVISSUTI


È DI 21 MORTI E OLTRE 40 FERITI IL BILANCIO DEL MASSACRO DI KERCH



Simona Santoni per “www.panorama.it”



il killer vladislav roslyakovIL KILLER VLADISLAV ROSLYAKOV
Un diciottenne è entrato nella scuola in cui studiava armato di fucile e ha sparato contro compagni e docenti. 21 morti e decine di ferite. No, non è l'ennesima orribile strage in un college americano. Non è la replica del Massacro della Columbine High School, Colorado. Questa volta il teatro del folle gesto è la Crimea, penisola contesa tra Ucraina e Russia, dal 2014 annessa alla Russia ma rivendicata dall'Ucraina.

Cosa è successo
Il 17 ottobre verso mezzogiorno ora locale è iniziato tutto. Nell'istituto politecnico di Kerch, Vladislav Roslyakov, 18 anni, studente del quarto anno, è entrato nella scuola armato. 

Prima ha fatto esplodere una bomba di fabbricazione rudimentale, in mensa, senza fare vittime. Quindi ha iniziato a sparare all'impazzata con un fucile da caccia, per il quale aveva ottenuto la licenza solo pochi giorni fa. Dalla sala mensa, ha proseguito di aula in aula, fino alla biblioteca dove si è suicidato. 21 morti e una quarantina di feriti. Tra i morti 5 insegnanti e 15 studenti (6 dei quali minorenni). 
i feriti 1I FERITI 

Kerch, che conta circa 147mila abitanti, è considerata una delle città più antiche della Crimea: città portuale, si affaccia davanti alla Russia, a cui è collegata da un enorme ponte inaugurato il 15 maggio scorso da Vladimir Putin. In Crimea sono stati dichiarati tre giorni di lutto.

la fuga 1LA FUGA 





L'istituto tecnico, aperto dal 1930, forma i suoi studenti in sedici specialità per un vicino complesso di attività estrattiva.

Chi è il killer
Il giovane assassino, Vladislav Roslyakov, 18 anni, studente del quarto anno, aveva ottenuto in modo regolare il porto d'armi e superato i test psicologici necessari.
Ancora non si sanno le ragioni della sua carneficina ma, da fonti vicine al ragazzo, emerge una sua "forte ostilità" verso la scuola e un "desiderio di vendetta nei confronti degli insegnanti". 

Al momento della strage indossava pantaloni neri e una maglietta bianca con scritte nere, un abbigliamento simile a Eric Harris, uno dei due killer del massacro alla Columbine (ma è tutto da appurare se il giovane si sia in qualche modo ispirato a quel massacro che causò 15 morti, inclusi i due assassini).  Dopo la sparatoria Vladislav si è suicidato.
anna zhuravlyovaANNA ZHURAVLYOVA

Le testimonianze
Crude le testimonianze dei sopravvissuti. "C'erano cadaveri di ragazzini ovunque", ha raccontato a Russia Today uno studente ancora terrorizzato. "Prima abbiamo sentito un'esplosione, poi il rumore di spari. Siamo riusciti a fuggire saltando giù dalla finestre", ha detto un altro.

"Mi sono ritrovato proprio in mezzo all'esplosione, vicino al buffet. Un compagno mi ha trascinato via, abbiamo cominciato a sentire degli spari ogni due-tre secondi", è il racconto di Igor alla Bbc.

Cosa dice la Russia
Inizialmente gli inquirenti del comitato investigativo russo hanno riferito di avere aperto un'indagine per terrorismo, ma presto la strage è stata catalogata come omicidio, senza alcuna matrice terroristica.
i feriti 2I FERITI 

Da Sochi, dove si trovava per ricevere il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto arrivare le sue condoglianze ai cari delle vittime, per bocca del portavoce del Cremlino.

Stando al premier crimeano Serghei Aksionov l'assalitore potrebbe aver avuto dei complici nella preparazione della strage. 
la strage 1LA STRAGE 

Fausto Biloslavo per "il Giornale"

«Grazie a Dio nessuno dei ragazzi della nostra comunità è rimasto vittima di questa follia omicida» sottolinea al telefono Giulia Giacchetti Boico, l' indomita presidente dell' Associazione degli italiani di Crimea. Kerch, dove è avvenuta la strage di studenti, è la loro «capitale».

All' estremo lembo orientale della penisola annessa dalla Russia vivono ancora 500 «italiani» eredi di una fiorente comunità fin dai tempi degli Zar poi decimati da Stalin. «Sentiamo le sirene delle ambulanze e siamo tutti scioccati.
daria chegerestDARIA CHEGEREST

A Kerch, piccola e tranquilla cittadina, non è mai accaduto niente del genere» spiega Boico, che in casa tiene il Tricolore come una reliquia. Kerch è diventata strategica con la costruzione del ponte, voluto dal Cremlino, che unisce la penisola di Crimea alla Russia.

«Ci hanno chiamato dal consolato italiano per assicurarsi che stiamo tutti bene - nota la presidente della comunità - Stiamo preparando un evento culturale e dopodomani era previsto un concerto, dobbiamo rimandarlo».

alina kerovaALINA KEROVA
La comunità dei connazionali di Kerch è stata per decenni la più dimenticata dalla storia e dalla madrepatria. Marinai e contadini dalla Liguria e sopratutto dalla Puglia erano emigrati in Crimea duecento anni fa ai tempi degli Zar. A Kerch passò anche l' eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi. Suo zio costruì una chiesa cattolica nel 1841, oggi ristrutturata e riaperta.

Stalin, durante la seconda guerra mondiale, considerava gli italiani di Crimea una spina nel fianco e li deportò in Siberia. «Era il 28 gennaio 1942 - racconta Boico - Li imbarcarono sulle navi, come bestie nelle stive, al buio». A Novorossiysk gli italiani, che a Kerch erano 5mila, furono chiusi in carri bestiame, come gli ebrei dell' Olocausto. Natale De Martino, un sopravvissuto, ripete sempre che «fu la deportazione più crudele. Si moriva di freddo, di fame, di stenti».
sergey stepanenkoSERGEY STEPANENKO

L' Associazione, nata nel 2008, temeva di finire nel braccio di ferro fra Russia e Ucraina. Nel 2015, durante la visita di Silvio Berlusconi nella penisola contesa, il presidente russo Vladimir Putin riabilitò la comunità italiana della Crimea deportata e massacrata da Stalin.

I giovani di Kerch, legati all' Italia, hanno ottenuto borse di studio a Roma, Perugia, Udine e Reggio Calabria. I corsi di italiano si sono moltiplicati. L' Associazione ha pubblicato libri e realizzato una mostra in giro per l' Europa sulla tragica storia della comunità. E sulla pagina Facebook si scopre che sono state ritrovate «tante famiglie italiane di Crimea isolate nell' immenso territorio dell' ex Urss, che stanno pensando di tornare a vivere a Kerch».

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

411 PROFESSORI UNIVERSITARI(BARONI) INDAGATI DALLA CORTE DEI CONTI

HANNO UN CONTRATTO A TEMPO PIENO MA NON RINUNCIANO ALL’ATTIVITÀ PRIVATA, A DISCAPITO DEGLI IMPEGNI ACCADEMICI 

ORA DOVRANNO PAGARE MILIONI DI EURO IN DANNI ERARIALI: LA GUARDIA DI FINANZA STA SPULCIANDO INGEGNERI, ARCHITETTI, CHIMICI, MA PURE AVVOCATI, COMMERCIALISTI E MEDICI

Fiorenza Sarzanini per il ‘Corriere della Sera

Lavorano a tempo pieno nelle università, ma non hanno rinunciato all’attività privata. E per questo dovranno adesso risarcire lo Stato versando nelle casse delle strutture pubbliche quanto hanno illecitamente guadagnato. Sono 411 i docenti di Ingegneria, Architettura e Chimica finiti sotto inchiesta in tutta Italia. Obiettivo di un’indagine della Guardia di Finanza che ha già portato a decine di segnalazioni alla Corte dei Conti e in alcuni casi anche alla magistratura ordinaria.

universitàUNIVERSITÀ
Dopo le condanne già emesse dai giudici contabili, si è deciso di effettuare controlli a tappeto nei principali atenei proprio per verificare il rispetto di quella legge che impone a chi sceglie il lavoro a tempo pieno di garantire un impegno di 350 ore e quindi il divieto a svolgere ulteriori attività ma anche ad accettare incarichi presso la pubblica amministrazione. Un’attività sollecitata dallo stesso presidente della Corte nel discorso di avvio dell’anno giudiziario quando ha evidenziato i risultati positivi per l’Erario ottenuti grazie a questo tipo di verifiche.

In Lombardia il record dei doppi incarichi

Il record del doppio lavoro spetta alla Lombardia con 60 casi, seguita da Campania con 49 e Lazio con 38. E quale sia l’entità del danno si comprende dalle prime contestazioni: 42 milioni di euro già richiesti a 172 professori. 

È solo l’inizio, anche tenendo conto che entro qualche settimana le verifiche saranno ampliate alle facoltà di Economia, Medicina e Giurisprudenza.

baroni universita1BARONI UNIVERSITA'
I controlli già pianificati riguardano tutte le Regioni italiane con 35 casi in Sicilia, 31 in Emilia, 30 in Toscana fino agli 8 dell’Umbria e della Basilicata, i 6 del Trentino e i 5 el Friuli. È stato effettuato un lavoro di analisi della documentazione custodita presso le università e adesso si procede con le contestazioni. Il meccanismo è uguale ovunque: il docente si impegna a svolgere le proprie mansioni in esclusiva — tranne casi eccezionali che devono essere comunque autorizzati — e dunque a totale disposizione degli studenti, ma in realtà accetta incarichi privati molto ben remunerati e addirittura in altre aziende statali.

I dati acquisiti dai finanzieri consentono di effettuare una stima ben più alta di quello che potrà essere il risarcimento da chiedere ai professionisti. Alla fine di questa tornata di controlli si conta di arrivare almeno al doppio della cifra già accertata, quindi oltre gli 80 milioni di euro. Del resto nell’elenco degli atenei figurano il Politecnico di Milano e quello di Torino; Tor Vergata, Romatre e la Sapienza nella capitale; la Federico II di Napoli e l’Unipa di Palermo. Università che ora dovranno vedersi restituire i soldi che sarebbero stati illecitamente percepiti dai professori.

L'ingegnere non autorizzato e le consulenze per i progetti

baroni universita2BARONI UNIVERSITA'
L’elenco dei docenti da controllare è stato compilato dopo una serie di verifiche effettuate grazie al controllo delle partite iva, ma soprattutto delle ore effettivamente garantite all’insegnamento e soprattutto a quelle attività necessarie per gli studenti come i corsi di formazione, la ricerca e l’aggiornamento scientifico, l’orientamento, il tutoriato e la verifica dell’apprendimento.

Compiti che i professori hanno invece eluso proprio per dedicarsi al secondo lavoro. E senza rispettare quelle disposizioni della legge che invece appaiono fin troppo esplicite. Secondo la normativa il professore a tempo pieno «può svolgere perizie giudiziarie e partecipare a organi di consulenza tecnico-scientifica dello Stato purché prestate in quanto esperto nel proprio campo e in assolvimento dei propri compiti istituzionali».

universit la sapienzaUNIVERSITA' LA SAPIENZA
In Liguria gli accertamenti per smascherare chi percepisce due o più stipendi sono già stati avviati da diverso tempo. Uno dei casi più eclatanti riguarda il professor Paolo Pinceti, docente di ingegneria presso l’università di Genova al quale la procura della Corte dei conti ha chiesto un mese fa un risarcimento per danni erariali di circa 2 milioni e mezzo di euro perché nel corso della sua carriera ventennale avrebbe accettato numerosi incarichi privati senza mai chiedere l’autorizzazione all’ateneo.

Alla fine del 2017 i giudici contabili del capoluogo ligure hanno invece condannato il professore di architettura dell’ateneo cittadino Marco Casamonti a restituire 689 mila euro. Una delle contestazioni più gravi riguardano «le assenze dalle lezioni, emerse grazie all’analisi dei documenti ufficiali del Consiglio di facoltà e del Consiglio di Dipartimento». Il professore risultava presente e invece si faceva sostituire dagli assistenti anche in alcune sessioni di esame.

Nel mirino avvocati commercialisti e medici

Mentre sono in corso gli accertamenti sui primi 411 professionisti, la Finanza sta già pianificando i prossimi obiettivi proprio tenendo conto di quanto è stato già scoperto a livello territoriale. Tra i casi citati dal presidente della Corte dei Conti di Milano c’è quello del professor Marco Baldoni — tra i massimi esperti per la rigenerazione delle ossa con le cellule staminali — che lo scorso anno è stato condannato a risarcire sia l’ospedale San Gerardo di Monza con 236.406 euro, sia l’università Bicocca con 4 milioni 155 mila euro. I giudici gli hanno contestato di aver svolto attività esclusiva di odontoiatra al San Gerardo e di professore ordinario a tempo pieno di Clinica odontoiatrica all’Università Bicocca, oltre alle visite nel suo studio privato.
Guardia di finanzaGUARDIA DI FINANZA

Proprio partendo da vicende analoghe (in passato ci sono stati numerosi medici di fama tra i quali il chirurgo Mario Baldini che lavorava presso la clinica Santa Rita di Milano ed è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 306 mila euro) si è deciso di ampliare i controlli. Uno dei settori che la Guardia di Finanza si appresta ad esplorare è quello dei commercialisti che vengono scelti come docenti presso le facoltà di Economia, ma in molti casi rimangono spesso impegnati anche in attività private soprattutto per quanto riguarda le prestazioni alle aziende.

Fonte: qui

lunedì 25 settembre 2017

SCANDALO SUI CONCORSI TRUCCATI PER LE CATTEDRE DI DIRITTO TRIBUTARIO: 7 DOCENTI AI DOMICILIARI E 52 INDAGATI. FRA QUESTI PURE AUGUSTO FANTOZZI

AD ALCUNI VIETATO L’INSEGNAMENTO 

UN CANDIDATO “INVITATO” A RITIRARSI PER FAVORIRE UN RACCOMANDATO 

I NOMI DEGLI ARRESTATI

1. UNA CATTEDRA A TE ED UNA AL MIO AMICO
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

baroni universitaBARONI UNIVERSITA
Spartizione di cattedre universitarie e concorsi truccati: con l’accusa di corruzione sono stati arrestati e messi ai domiciliari sette docenti di importanti atenei italiani. Fra gli indagati anche l’ex ministro Augusto Fantozzi. L’inchiesta, condotta dalla Procura di Firenze, guidata da Giuseppe Creazzo, è stata svolta dalla Guardia di Finanza, che all’alba di oggi ha eseguito le misure cautelari .

AUGUSTO FANTOZZIAUGUSTO FANTOZZI
Oltre ai 7 agli arresti domiciliari, ci sono 52 indagati e interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi per reati di corruzione

Più di 150 perquisizioni domiciliari sono state eseguite presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali. È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Firenze che ha dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale. Nei confronti di altri 7 docenti universitari, il gip di Firenze si è riservato la valutazione circa l’applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio degli stessi.

LE INDAGINI
baroni universita1BARONI UNIVERSITA1
Le misure coercitive sono state disposte dal gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito di articolate investigazioni svolte dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Firenze, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal sostituto procuratore Paolo Barlucchi.

«CHIAMATA ALLE ARMI»
Il contesto investigativo dell’operazione denominata «Chiamata alle armi» ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento in Diritto tributario, a «ritirare» la propria domanda, per favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

baroni universita2BARONI UNIVERSITA2
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario - alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali (nominate dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le procedure di abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario - finalizzati a rilasciare le necessarie abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi.
Alessandro GiovanniniALESSANDRO GIOVANNINI


2. I NOMI DEGLI ARRESTATI

sette docenti universitari arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze e posti ai domiciliari per corruzione, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Firenze che indaga su una presunta spartizione di cattedre universitarie di diritto tributario, secondo quanto si apprende da fonti investigative sono: Fabrizio Amatucci, professore a Napoli; Giuseppe Maria Cipolla (Cassino); Adriano Di Pietro (Napoli); Valerio Ficari (Sassari); Guglielmo Franzoni (Lecce); Alessandro Giovannini (Siena): Giuseppe Zizzo (Castellanza), tutti titolari di cattedre di diritto tributario.

Fonte: qui