9 dicembre forconi: Baroni
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lunedì 21 gennaio 2019

"CONCORSI PILOTATI", UNA NUOVA INCHIESTA SCUOTE L'UNIVERSITÀ DI FIRENZE: 14 INDAGATI TRA I DOCENTI DI MEDICINA


COINVOLTE FIGURE AL VERTICE DELL’ATENEO E DELL’OSPEDALE CAREGGI 

L'INCHIESTA È PARTITA DA UN ESPOSTO DI UN PROFESSORE ASSOCIATO


concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Una nuova inchiesta sui concorsi truccati scuote l'università di Firenze. Sono 14 i professori indagati per aver alterato i concorsi per le cattedre di Medicina.
Abuso d'ufficio e turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando sono i reati contestati. E sui docenti pende anche una richiesta d'interdizione dai pubblici uffici.
L'inchiesta è partita da un esposto di un professore associato, che ha denunciato diverse violazioni. Poi mesi di indagini con intercettazioni telefoniche e microspie, tramite le quali è emerso che erano i docenti a decidere, nei loro uffici, chi meritasse il posto e chi no.
concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Nel settembre 2017 un'inchiesta simile, sempre a Firenze, coinvolse i "baroni" del diritto tributario.

Fonte: qui

domenica 1 ottobre 2017

Fosse solo “Concorsopoli”: la nostra università fa schifo e l’Italia non ha futuro

Non dite che non sapete che nell’università italiana si avanza per cooptazione. Non dite che non sapete che questo è solo uno dei problemi dell’istruzione superiore italiana. Non dite che non sapete che ci stiamo giocando la nostra ricchezza futura. Diteci solo se e come volete risolverla, grazie

Alzi la mano chi si è stupito, dell’inchiesta della procura di Firenze sulle abilitazioni truccate per gli aspiranti professori di diritto tributario. Alzi la mano chi ha alzato un sopracciglio di fronte a dialoghi in cui il vecchio professore Pasquale Russo dice al giovane aspirante tale Philip Laroma Jezzi che deve «smetterla di fare l’inglese», che «se fai ricorso ti giochi la carriera», che «qui non siamo sul piano del merito», che in questi casi conta «il vile criterio del commercio dei posti».

L’inchiesta farà il suo corso e credere alla presunzione d’innocenza dei professori coinvolti è il minimo. Le prediche alla Pasolini, gli «io so, ma non ho le prove» li lasciamo agli indignati di professione, però, che nemmeno serve. Che il sistema universitario italiano vada avanti a colpi di concorsi pilotati da qualche decennio almeno è uno dei segreti peggio custoditi d’Italia. Chiunque ancorché privo di esperienza diretta abbia un parente o un amico che ha avuto esperienza in merito lo può confermare. Giochiamo a carte scoperte, su.

Il problema è che mentre tutti gli altri sistemi universitari del mondo fanno a gara ad accaparrarsi i talenti migliori,noi chiediamo a chi «come intelligenza e laboriosità vale il doppio» – così il vecchi tributarista Pasquale Russo ha definito Jezzi, secondo le carte della procura – di farsi da parte a un concorso di abilitazione, per far passare i vincitori designati. Che mentre tutti gli altri sistemi promuovono la competizione leale e meritocratica come strumento di avanzamento professionale – o almeno ci provano – noi preferiamo la cooptazione e ne andiamo fieri. Che mentre tutti gli altri Paesi capiscono che avere un grande, prestigioso, dinamico sistema universitario è oggi la prima condizione per sperare in un futuro prospero, noi lo usiamo come mercato delle vacche per piazzare l’amico e il mediocre.

Il problema è che mentre tutti gli altri sistemi universitari del mondo facciano a gara ad accaparrarsi i talenti migliori, noi chiediamo a chi «come intelligenza e laboriosità vale il doppio» di farsi da parte. Che mentre tutti gli altri Paesi capiscono che avere un grande, prestigioso, dinamico sistema universitario è oggi la prima condizione per sperare in un futuro prospero, noi lo usiamo come mercato delle vacche per piazzare l’amico e il mediocre
Sono banalità? Sì, sono banalità. Se volete ne abbiamo altreChe il tasso di passaggio dalle scuole superiori alle università è calato in dieci anni (tra il 2005 e il 2015) di 24 punti percentuali (dal 73% al 49%). Che nello stesso periodo le immatricolazioni sono state 65mila in meno. Che a fronte di un obiettivo di avere il 40% di laureati tra i 30 e i 40 anni entro il 2020, siamo fermi a quota 22,4% (24,2% tra i 25 e i 34, solo la Turchia fa peggio) fanalino di coda dell’Europa a 28. 

Che per l’istruzione superiore spendiamo il 7,4% della spesa pubblica complessiva, quattro punti abbondanti sotto la media Ocse

Che abbiamo tasse universitarie tra le più alte in Europa sei volte più alte di quelle che paga un giovane francese, e che, sempre tra il 2005 e il 2015 sono lievitate del 45%. Che abbiamo il corpo docente più anziano d’Europa e ricercatori con un età media di quasi 44 anni. Che siamo un Paese da cui i giovani emigrano più che dal Messico o dall’Afghanistan.

Forse ha ragione l’amico Alberto Forchielli, che nell’incontro di ieri sera a Linkiesta ci ha ricordato che anche con tutta la buona volontà del caso ci vorranno generazioni per rifondare il sistema universitario italiano

E che nel frattempo la qualità e il denaro che i nuovi giganti dell’economia mondiale stanno investendo in formazione rischiano di rendere vano tale sforzo. Ma se le prossime generazioni vogliono sperare di vivere in un Paese che ha futuro, la battaglia per una scuola meritocratica, efficiente, competitiva, giovane, ricca (sì, ricca sfondata) è l’unica battaglia che conta

Altrimenti, non c’è problema: bandiera bianca e liberi tutti. Ma non dite che non lo sapevate, quando stavate zitti. E non date la colpa ad altri, grazie.

martedì 26 settembre 2017

MERCATO DELLE VACCHE PER UN POSTO DI DOCENTE DI DIRITTO TRIBUTARIO

“NON IMPORTA SE SEI BRAVO. TI RITIRI E PASSI LA VOLTA SUCCESSIVA. ALTRIMENTI, TI GIOCHI IL FUTURO” 
LE INTERCETTAZIONI FRA I BARONI UNIVERSITARI 
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

pasquale russo universopoliPASQUALE RUSSO UNIVERSOPOLI
Come funziona il «sistema» lo spiega il professor Pasquale Russo quando cerca di convincere Philip Laroma Jezzi a ritirare la richiesta di abilitazione: «Non è che si dice è bravo o non è bravo. No, si fa questo è mio, questo è tuo, questo è tuo, questo è coso, questo deve anda' avanti per cui...».

Il ricercatore non cede. Il professore lo mette in guardia: «Così ti giochi la carriera. Invece se accetti, ti facciamo scrivere un paio di articoli così reimposti il tuo curriculum e vieni abilitato nella prossima tornata». Sono le intercettazioni, ma anche le registrazioni dei colloqui effettuate proprio da Laroma a svelare quello che i docenti definiscono «il patto sui candidati da abilitare» all' insegnamento di diritto tributario in tutta Italia. È il titolo necessario per essere poi scelti dalle università, dunque alla spartizione delle cattedre partecipa solo chi è indicato dai professori.
Philip Laroma Jezzi universopoliPHILIP LAROMA JEZZI UNIVERSOPOLI

L' indagine parte nel 2013. Laroma ha presentato domanda e viene convocato dal professor Pasquale Russo che gli chiede di ritirarsi. Scrive il giudice: «L' interesse di Russo a che Laroma non partecipasse al concorso derivava dal fatto che la sua presenza all' abilitazione rendeva difficile abilitare certi candidati con meno titoli di lui». Russo lo dice chiaramente: «I commissari si sono già riuniti un paio di volte e ognuno ha portato i suoi o dei suoi amici. Ognuno ha chiesto e tutti hanno dato agli altri. Insomma c' è stato un do ut des ».
cordeiro guerra universopoliCORDEIRO GUERRA UNIVERSOPOLI

E quando il ricercatore si ribella, non si scompone: «È il vile commercio dei posti. Ti ritiri per mantenere integra la possibilità di farlo in un secondo momento». 

Laroma ricorre al Tar e presenta una denuncia alla Guardia di finanza. Loro non si scompongono. 

Anzi. Il 14 gennaio 2014, durante un incontro con Russo e il professor Guglielmo Fransoni, quest' ultimo dice: «Io non ho capito la tua scelta di restare dopo che ti era stato dato il messaggio di ritirarti. Cioè se uno ti dà il messaggio di ritirarti un motivo c' era..., cioè una consapevolezza del... di come si era orientata la Commissione. C' era il veto di Roberto Cordeiro Guerra perché non voleva che tu passassi davanti a Dorigo «un altro ricercatore ndr ».
Guglielmo Fransoni universopoliGUGLIELMO FRANSONI UNIVERSOPOLI

Nel febbraio 2015 Livia Salvini, una delle docenti ora «interdetta» riceve una «soffiata» sull' inchiesta. Ne parla con il collega Giuseppe Zizzo, gli confida che «dieci giorni dopo essere stata nominata membro della Commissione, era pervenuta una richiesta da parte della Procura della Repubblica di Firenze di intercettazione». E si lamenta: «Gli altri lo sapevano e non mi hanno avvisata».
Stefano Dorigo universopoliSTEFANO DORIGO UNIVERSOPOLI

Il 9 giugno 2014 viene organizzata una cena in un ristorante romano tra alcuni tributaristi. Augusto Fantozzi fa la sua proposta: «Se uno fa i concorsi così non ci sarà mai un minimo di... perché naturalmente nessuno ha responsabilità di niente e ognuno va lì con il coltello alla gola e dice "o mi dai quello o... quindi capite". Bisogna trovare delle persone di buona volontà che di qua e di là, di sotto o di sopra... e ricostituiscano un gruppo di garanzia che riesca a gestire la materia nei futuri concorsi... e allora si tratta di ... capisaldo o con gli uomini di buona volontà oltre che ...qualche, possano stare in una nuova cupola, tanto per non usare un termine».

livia salvini universopoliLIVIA SALVINI UNIVERSOPOLI
Pietro Mastellone universopoliPIETRO MASTELLONE UNIVERSOPOLI
C' è la spartizione delle cattedre e c' è l' assegnazione degli assegni di ricerca. Il 18 maggio 2014 Roberto Cordeiro Guerra telefona a Pietro Mastellone (conversazione n° 262) chiedendogli di inoltrargli «quella bozza di richiesta dell' assegno».

Mastellone : «Pronto?»

Cordeiro Guerra : «Ciao Pietro, scusa, mi giri sull' iPad quella bozza di richiesta dell' assegno?»

Mastellone : «Sì, sì, sì ...»

Annota il giudice: «L' assegno a cui si fa riferimento nel corso della telefonata deve ritenersi quello oggetto del bando di selezione conferito a Pietro Mastellone il 15 settembre 2014. Il responsabile della ricerca è stato, successivamente, individuato nel professor Cordeiro Guerra.

Dalla telefonata in questione si ricava quindi che Pietro Mastellone, colui che sarà il destinatario dell' assegno, circa un mese prima della delibera del Consiglio del Dipartimento di Scienze Giuridiche del 26 giugno 2014 che ha approvato la previsione dell' assegno di ricerca e circa due mesi prima della pubblicazione del bando di selezione, era nel possesso della "bozza di richiesta" dell' assegno stesso».

Fonte: qui

DENTRO UNIVERSOPOLI SONO FINITI PURE SUPER PROFESSIONISTI COLLEZIONISTI DI POSTI NEI CDA. COME CORDEIRO GUERRA, AVVOCATO DI BOBO VIERI E DELLA MENARINI, NEL CONSIGLIO DI STARHOTELS. O COME LIVIA SALVINI: CDA “SOLE 24 ORE”, COLLEGIO SINDACALE COOP ROSSE, SINDACO DI ATLANTIA (BENETTON)  
Stefano Sansonetti per La Notizia
augusto fantozzi invitato alla cena di galaAUGUSTO FANTOZZI INVITATO ALLA CENA DI GALA

Ci sono nomi grossi, anche se magari sconosciuti al di fuori degli addetti ai lavori, tra le decine di professoroni indagati in quella che verrebbe da definire un’“Universitopoli”. Ovvero una specie di accordo corruttivo, almeno così ritiene la procura di Firenze, il cui principale ingrediente sarebbe stato un mix di concorsi alterati e spartizione di cattedre.

Inutile nascondersi che il nome più rumoroso è quello di Augusto Fantozzi, già ministro delle finanze e del commercio estero negli anni ‘90. In tempi più recenti il giurista è assurto agli onori della cronaca per essere stato commissario straordinario dell’Alitalia. Spesso, però, si fatica a mettere a fuoco che Fantozzi occupa tutt’ora poltrone importanti, come quella di presidente del big dell’azzardo Sisal. Inoltre è fondatore e partner del mega studio tributario Fantozzi e Associati, presso il quale si sono forgiati giuristi poi diventati boiardi di Stato del massimo livello.
ERNESTO MARIA RUFFINI EQUITALIAERNESTO MARIA RUFFINI EQUITALIA

E’ il caso soprattutto di Ernesto Maria Ruffini, nello studio addirittura dal 1998 al 2015, ultimo amministratore delegato di Equitalia e oggi direttore dell’Agenzia delle entrate. Altro nome importante, all’interno del gruppone di accademici finiti nel mirino della magistratura, è quello di Roberto Cordeiro Guerra, ordinario di diritto tributario all’Università di Firenze e avvocato di clienti eccellenti. Tra questi c’è il gruppo farmaceutico Menarini, anch’esso con sede  nel capoluogo toscano, che Cordeiro assiste da tempo nelle sue vicende giudiziarie e fiscali.
Roberto Cordeiro GuerraROBERTO CORDEIRO GUERRA

IL PROFILO
Ma Cordeiro ha assistito anche l’ex bomber Bobo Vieri in un’altra vertenza fiscale. L’avvocato, tra l’altro, proprio come Fantozzi non è estraneo al grande mondo dei consigli di amministrazione: da qualche mese, con Oscar Farinetti (il patron di Eataly) è entrato a far parte del Cda di Starhotels, catena alberghiera del lusso con sede legale a Milano ma anima fiorentina.
l estate di bobo vieri 8L'ESTATE DI BOBO VIERI 

oscar farinetti patron di eatalyOSCAR FARINETTI PATRON DI EATALY
In base allo stato attuale delle indagini, però, c’è una differenza tra la posizione di Fantozzi e quella di Cordeiro: il secondo è stato interdetto dall’insegnamento universitario per 12 mesi, mentre il primo al momento non è ricaduto nella misura (dovrà essere interrogato dal gip, che si è riservato la valutazione).

GLI ALTRI
Livia SalviniLIVIA SALVINI
Tra gli indagati-interdetti c’è un terzo grosso nome. Si tratta di Livia Salvini, professoressa alla Luiss ma soprattutto numero uno del super studio legale-tributario Salvini Escalar e Associati. Quest’ultimo è noto tra gli specialisti per essere stato fondato da un altro ex ministro delle finanze, Franco Gallo, in passato anche presidente della Corte costituzionale.
gallo francoGALLO FRANCO

La Salvini, tra l’altro, è probabilmente una delle figure con maggiore confidenza con poltrone in consigli di amministrazione e collegi sindacali. Al momento, infatti, risulta essere consigliere di amministrazione del Gruppo Sole 24 Ore (che fa capo a Confindustria), consigliere di amministrazione di Igd Siiq (società che si occupa di investimenti immobiliari, soprattutto in supermercati e centri commerciali in Italia e in Romania), presidente del collegio sindacale di Coopfond Spa (sulla carta il fondo mutualistico della coop rosse legate a Legacoop, nella sostanza una holding ormai accreditata di più di 200 partecipazioni) e sindaco effettivo di Atlantia (la holding della famiglia Benetton che tra le altre controlla Autostrade per l’Italia).
coopCOOP

Naturalmente rispetto a ciascuno di questi profili l’indagine dovrà fare il suo corso. E l’impianto accusatorio sarà tutto da dimostrare. Da ieri, però, si può dire che su alcuni dei fiscalisti più in voga del Paese si è acceso il faro della magistratura. Con quali esiti si potrà capire soltanto nei prossimi mesi.

Fonte: qui

IL SESSO MUOVE IL MONDO, ANCHE QUELLO DEL DIRITTO TRIBUTARIO - UN DOCENTE BOCCIA LA TESI DI UNA CANDIDATA: “MI SEMBRA MODESTA, CERCA DI ARRICCHIRLA, LAVORACI UN ANNO ANCORA”. 
“POI SI È MESSA A FARE SESSO CON P.B. ED È DIVENTATA MERITEVOLE”
SCAMBIO DI FAVORI DENTRO UNIVERSOPOLI
Andrea Ossino e Augusto Parboni per “il Tempo

pasquale russo universopoliPASQUALE RUSSO UNIVERSOPOLI
Il «totale spregio per il rispetto del diritto (messo in atto ndr) proprio da professori che sarebbero deputati a insegnare il valore di esso». In una sola riga il gip Antonio Pezzuti sintetizza il significato dell’operazione «Chiamata alle Armi». Gia, perche nelle conversazioni tra i «baroni» coinvolti nell’inchiesta della procura di Firenze emergono «logiche territoriali», «doppiogiochismi», «omerta», «accordi tra correnti», «trattative», «swap» e i «bottini»: cattedre di diritto nelle universita pubbliche, diritti trasformati in privilegi garantiti «ai super raccomandati».

I REATI CONTESTATI
Secondo gli inquirenti toscani, gli indagati si sarebbero a vario titolo adoperati per «impedire l' abilitazione di candidati che rappresentavano un ostacolo alla carriera di loro allievi o di allievi di colleghi appartenenti alla propria associazione o alla associazione contrapposta (...) a prescindere da ogni valutazione di merito, ma esclusivamente in funzione della soddisfazione di interessi personale, accademici, professionali o associativi, propri o di aderenti alle associazioni A.I.P.D.T. e S.S.D.T. cui rispettivamente appartenevano».

Guglielmo Fransoni universopoliGUGLIELMO FRANSONI UNIVERSOPOLI
In particolar modo, il gip richiama l' attenzione sul commissario Guglielmo Fransoni e sul docente di diritto tributario della facoltà di giurisprudenza di Firenze, Pasquale Russo. I due «compivano atti idonei consistiti nell' invitare, da parte di Russo, il dottor P.J.L., ricercatore confermato presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell' Università degli studi di Firenze, a ritirarsi da detta procedura (per l' abilitazione ndr)...prospettandogli che altrimenti non sarebbe stato comunque abilitato in base a decisioni già prese dalla commissione a prescindere da ogni valutazione di merito e prima dell' inizio dei lavori della commissione, e avrebbe pertanto perso la possibilità di partecipare alla procedura di abilitazione del biennio successivo».

Philip Laroma JezziPHILIP LAROMA JEZZI
Insomma il dottor L. doveva farsi da parte nonostante «non solo era stimato e conosciuto in tale ambiente, ma (essendo un docente già interno ndr) rappresentava anche un minor costo in caso di assunzione».

«SMETTILA DI FARE L' INGLESE E FAI L' ITALIANO»
Ma la vittima, ricercatore dell' università di Firenze, aveva denunciato quanto accaduto il 22 novembre 2012, quando aveva presentato domanda per diventare professore associato di diritto tributario. Sembrava dover sbaragliare la concorrenza, ma il 21 marzo avrebbe ricevuto una telefonata dal professor Pasquale Russo: «Gli chiedeva di ritirare la sua candidatura per favorire l' abilitazione di altri candidati». Era tutto già deciso: «È stata fatta la lista e tu non ci sei» avrebbe affermato Russo. Ancora: «Si sono riuniti un paio di volte e ognuno ha portato i suoi...o dei suoi amici».
Pietro Mastellone universopoliPIETRO MASTELLONE UNIVERSOPOLI

Insomma: «C' è stato un do ut des». La faccenda suonava un così: «Io ti chiedo Luigi e allora tu mi dai Antonio, tu mi dai Nicola, tu mi dai Saverio». E alle rimostranze del ricercatore il professore aveva risposto: «Tu ti giochi la carriera». Del resto, come diceva il docente: «Io distinguo i piani umani con il piano scientifico e della meritocrazia». E in questo caso: «Non siamo sul piano del merito!». Perché il candidato «è uno str..o». «Non è che non sei idoneo alla seconda fascia - avrebbe affermato il docente non rientri nel patto del mutuando». E così il ricercatore non venne abilitato. Perché, diceva Pasquale Russo, «la logica universitaria è questa...è un mondo di me..da».

livia salvini universopoliLIVIA SALVINI UNIVERSOPOLI
La colpa era del denunciante: «Non rispetti il criterio del vile commercio dei posti». Quindi il docente si sarebbe sentito di elargire un consiglio: «Smetti di fare l' inglese e fai l' italiano».

L' EREDITÀ
Durante le assunzioni avvenute nel 2013, secondo gli inquirenti, «i commissari si sono accordati per scambiarsi reciprocamente i voti favorevoli alle abilitazioni» dei loro protetti. «L' accordo prevedeva anche una sorta di eredità, cioè di decisioni già prese dalla commissione relativamente a candidati che sarebbero stati abilitati nella seconda tornata». Gli indagati lo avrebbero affermato: «L' ordine è: prima l' eredità», così si mettono «le basi anche per accordi del futuro». Del resto «è una questione di politica generale».

LA CENA AI PARIOLI: «LA NUOVA CUPOLA»
Per stabilire i criteri i docenti avrebbero organizzato diverse cene. «Nel corso della cena ai Parioli a cui ha partecipato Augusto Fantozzi, racconta il professor Fransoni, è stato quindi affermato che l' abilitazione di F.P. era una priorità della scuola ed andava rispettata». I magistrati scattano la fotografia di un «legame criminoso (...) al limite del reato associativo, evidenziando la ragnatela di rapporti e di reciproci favori che i vari associati ritengono di doversi fare l' un l' altro».
augusto fantozziAUGUSTO FANTOZZI

Gli inquirenti raccontano una cena romana durante la quale Fantozzi «lamentandosi probabilmente del non fedele rispetto dei patti (...) ha richiamato tutti i colleghi all' ordine dicendo: "voi avete davanti a voi il futuro della materia e... il futuro della materia suppongo che lo abbiano quelli che hanno la nostra età più che quelli che sono giovanissimi appena arrivati (...) quindi se voi non trovate delle regole soprattutto più o meno stabili(...) non andate da nessuna parte!"».

Insomma vi sarebbe una necessità: «Trovare delle persone di buona volontà che di qua e di là, di sotto e di sopra ricostituiscano un gruppo di garanzia che riesca a gestire la materia nei futuri concorsi». «Ha invocato una regola - scrive il gip - ed essa va creata da un gruppo di persone che non esita a definire, seppure in modo scherzoso, come la nuova cupola».

«LE PORCHERIE PER I CANDIDATI ROMANI»

Nelle intercettazioni emergono anche i dubbi dei protagonisti, come chi «si è domandato quali meriti potesse vantare la candidata: "Che c' ha? Meriti fisici"». Del resto l' interlocutore ricordava il momento in cui un docente aveva bocciato la tesi della candidata: «Mi sembra modesta, cerca di arricchirla, lavoraci un anno ancora». Nulla di strano se non fosse che «dopo due mesi gliel' hanno fatta pubblicare, poi si è messa a sco...e con P.B. ed è diventata meritevole».

Ecco come si ottengono i «criteri per far passare i nostri». I rapporti tra correnti però spesso si complicavano. Così Fantozzi suggeriva: «L' idea è quella di fare la prova di resistenza, cioè di dire se voi volete questi noi vogliamo questi e se non ci date questi non vi diamo quelli e non passa nessuno. Punto».

Stefano Dorigo universopoliSTEFANO DORIGO UNIVERSOPOLI
E ancora: «Tu sai che abbiamo sempre rispettato una regola, la quale diceva che quando c' erano delle opportunità o delle scorciatoie da cogliere, esse venivano colte nell' interesse dei nostri», avrebbe detto Fantozzi, «specificando che ciò era già accaduto, nel passato, con riferimento ai professori Tremonti, Lupi e Fransoni».

LE PRECAUZIONI DEI COMMISSARI
Come accade per ogni reato, anche alcuni docenti indagati «hanno condiviso l' intenzione di non parlare per telefono dei fatti inerenti l' abilitazione». Le frasi sono inequivocabili: «Il telefono è meglio abbandonarlo (...) perché non si sa mai, però insomma, con quello che sta succedendo, che è successo attorno ai concorso. Non penso che il giorno dopo in cui viene estratto, subito mettano di default il tuo telefono sotto controllo. Sarebbe, come dire, una cosa eccessiva, però..». E ancora: «Se dobbiamo parlare ci certe cose mi raccomando, solo su Skype..è meglio essere prudenti». L' importante è che «se qualcuno un domani chiede l' accesso agli atti non possa andare a vedere tutta l' evoluzione».

Fonte: qui

lunedì 25 settembre 2017

SCANDALO SUI CONCORSI TRUCCATI PER LE CATTEDRE DI DIRITTO TRIBUTARIO: 7 DOCENTI AI DOMICILIARI E 52 INDAGATI. FRA QUESTI PURE AUGUSTO FANTOZZI

AD ALCUNI VIETATO L’INSEGNAMENTO 

UN CANDIDATO “INVITATO” A RITIRARSI PER FAVORIRE UN RACCOMANDATO 

I NOMI DEGLI ARRESTATI

1. UNA CATTEDRA A TE ED UNA AL MIO AMICO
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

baroni universitaBARONI UNIVERSITA
Spartizione di cattedre universitarie e concorsi truccati: con l’accusa di corruzione sono stati arrestati e messi ai domiciliari sette docenti di importanti atenei italiani. Fra gli indagati anche l’ex ministro Augusto Fantozzi. L’inchiesta, condotta dalla Procura di Firenze, guidata da Giuseppe Creazzo, è stata svolta dalla Guardia di Finanza, che all’alba di oggi ha eseguito le misure cautelari .

AUGUSTO FANTOZZIAUGUSTO FANTOZZI
Oltre ai 7 agli arresti domiciliari, ci sono 52 indagati e interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi per reati di corruzione

Più di 150 perquisizioni domiciliari sono state eseguite presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali. È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Firenze che ha dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale. Nei confronti di altri 7 docenti universitari, il gip di Firenze si è riservato la valutazione circa l’applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio degli stessi.

LE INDAGINI
baroni universita1BARONI UNIVERSITA1
Le misure coercitive sono state disposte dal gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito di articolate investigazioni svolte dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Firenze, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal sostituto procuratore Paolo Barlucchi.

«CHIAMATA ALLE ARMI»
Il contesto investigativo dell’operazione denominata «Chiamata alle armi» ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento in Diritto tributario, a «ritirare» la propria domanda, per favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

baroni universita2BARONI UNIVERSITA2
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario - alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali (nominate dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le procedure di abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario - finalizzati a rilasciare le necessarie abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi.
Alessandro GiovanniniALESSANDRO GIOVANNINI


2. I NOMI DEGLI ARRESTATI

sette docenti universitari arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze e posti ai domiciliari per corruzione, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Firenze che indaga su una presunta spartizione di cattedre universitarie di diritto tributario, secondo quanto si apprende da fonti investigative sono: Fabrizio Amatucci, professore a Napoli; Giuseppe Maria Cipolla (Cassino); Adriano Di Pietro (Napoli); Valerio Ficari (Sassari); Guglielmo Franzoni (Lecce); Alessandro Giovannini (Siena): Giuseppe Zizzo (Castellanza), tutti titolari di cattedre di diritto tributario.

Fonte: qui