9 dicembre forconi: concorso
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lunedì 21 gennaio 2019

"CONCORSI PILOTATI", UNA NUOVA INCHIESTA SCUOTE L'UNIVERSITÀ DI FIRENZE: 14 INDAGATI TRA I DOCENTI DI MEDICINA


COINVOLTE FIGURE AL VERTICE DELL’ATENEO E DELL’OSPEDALE CAREGGI 

L'INCHIESTA È PARTITA DA UN ESPOSTO DI UN PROFESSORE ASSOCIATO


concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Una nuova inchiesta sui concorsi truccati scuote l'università di Firenze. Sono 14 i professori indagati per aver alterato i concorsi per le cattedre di Medicina.
Abuso d'ufficio e turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando sono i reati contestati. E sui docenti pende anche una richiesta d'interdizione dai pubblici uffici.
L'inchiesta è partita da un esposto di un professore associato, che ha denunciato diverse violazioni. Poi mesi di indagini con intercettazioni telefoniche e microspie, tramite le quali è emerso che erano i docenti a decidere, nei loro uffici, chi meritasse il posto e chi no.
concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Nel settembre 2017 un'inchiesta simile, sempre a Firenze, coinvolse i "baroni" del diritto tributario.

Fonte: qui

sabato 29 dicembre 2018

Docenti con 36 mesi di servizio, legge bilancio prevede riserva 10% posti ed esonero 24 CFU

La legge di bilancio, che a breve sarà approvata dalla Camera, modificherà il sistema di reclutamento nella scuola secondaria delineato dal D.lgs. 59/2017.
Oltre a ridefinire il nuovo sistema di reclutamento, la legge di bilancio modifica anche la cosiddetta “fase transitoria” per i docenti con 36 mesi di servizio, per i quali era previsto un concorso riservato.

Docenti con 36 mesi: abolito concorso riservato

Il concorso riservato ai docenti con 36 mesi di servizio, negli ultimi otto anni, è stato abolito, per cui tali insegnanti dovranno partecipare al concorso ordinario selettivo per titoli ed esami.

Docenti con 36 mesi: 10% posti riservati

La legge di bilancio dispone che i docenti, i quali abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro  il termine di presentazione delle domande di partecipazione, tre annualità di servizio, anche non continuative, avranno riservato il 10% dei posti.
Nel testo leggiamo ” In prima applicazione, i soggetti che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive…
L’espressione “In prima applicazione” dovrebbe riferirsi al fatto che la riserva del 10% di posti è prevista soltanto per la prima applicazione della legge, ossia per il primo concorso bandito con le nuove norme.
Sottolineiamo, infine, che la riserva del 10% di posti vuol dire che tale percentuale è destinata soltanto ai suddetti docenti, che concorreranno comunque anche per il rimanente 90% di posti messi a concorso per il resto dei partecipanti.

Docenti con 36 mesi: no 24 CFU(credito formativo universitario)

I docenti con 36 mesi di servizio, oltre che della riserva di posti, beneficeranno dell’esonero dal conseguimento dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, richiesti a chi partecipa con la sola laurea. Tale beneficio, come la predetta riserva, è previsto soltanto “in prima applicazione”.
Fonte: qui

martedì 11 settembre 2018

CONTE NON HA AFFATTO RINUNCIATO AL CONCORSO ALLA SAPIENZA



LA COMMISSIONE HA SOLO RINVIATO L'ESAME DI INGLESE GIURIDICO (CHE SI DOVEVA TENERE IERI) CHIEDENDO AGLI ALTRI DUE CANDIDATI SE FOSSERO D'ACCORDO. LORO, BEN SAPENDO CHE QUELLA CATTEDRA È GIÀ ASSEGNATA MA NON VOLENDO METTERSI CONTRO IL MONDO ACCADEMICO ROMANO, HANNO ACCONSENTITO…

(ANSA) - Il premier Giuseppe Conte non avrebbe ritirato la sua candidatura per la cattedra di diritto privato alla Sapienza di Roma, nonostante la scorsa settimana avesse promesso di "riconsiderare" se andare avanti oppure no dopo le critiche di conflitto d'interessi. Lo scrive Politico.eu.

"Conte avrebbe dovuto sostenere lunedì (ieri, ndr) un esame per la selezione, ma la commissione giudicante della Sapienza ha detto agli altri due candidati, i professori Mauro Orlandi e Giovanni Perlingieri, che il premier non si sarebbe presentato e ha offerto loro di rinviare", scrive Politico. I due "hanno deciso di non procedere con l'esame orale dopo una breve consultazione tra di loro".

Fonte: qui

guido alpaGUIDO ALPA
C'È VOLUTO IL TITOLO DEL ''NEW YORK TIMES'' PER FAR DESISTERE CONTE DALLA SUA CATTEDRA 'ASSEGNATA' ALLA SAPIENZA: ''IL PREMIER ITALIANO CERCA UN LAVORO DI RISERVA?'' 

SCRIVEVA IL QUOTIDIANO. 

A QUEL PUNTO L'ANNUNCIO UFFICIALE E DEFINITIVO DELLA RINUNCIA, DOPO CHE IN MATTINATA AGLI ALTRI DUE CANDIDATI LA COMMISSIONE AVEVA CHIESTO DI RINVIARE LA PROVA DI INGLESE GIURIDICO

Monica Guerzoni per il Corriere della Sera

GIUSEPPE CONTE ALL UNIVERSITAGIUSEPPE CONTE ALL'UNIVERSITA
Quella cattedra alla Sapienza era il suo sogno, la sua più grande ambizione professionale. Per giorni Giuseppe Conte ha provato a tirare dritto, a resistere all' assalto dei media e ai consigli di chi, nel governo, gli suggeriva sottovoce il «grande sacrificio». Ha ignorato gli hashtag #Contebarone del Pd e snobbato il sospetto di aver mentito agli italiani. Ma ieri, quando ha visto il titolo del New York Times «Il primo ministro italiano cerca un lavoro di riserva?», ha capito che in ballo non c' era solo il suo destino personale, ma la credibilità internazionale dell' Italia.

E così, alle 19 di un' altra giornata difficile, Conte è apparso in diretta Facebook dal suo studio e ha scandito parole di chiarezza: «Io ho deciso, rinuncio, opero questa scelta per ragioni di personale sensibilità». Rinuncio. Ecco la parola chiave, che sin qui il premier non aveva mai pronunciato, preferendo trincerarsi dietro la formula ambigua «riconsidererò la mia domanda». Fonti di Palazzo Chigi smentiscono che il docente-presidente abbia mai chiesto il rinvio della prova di inglese disertata ieri. Spiegano che la sofferta rinuncia è maturata per scacciare il sospetto di voler «lucrare un vantaggio» dal suo incarico istituzionale e assicurano che «non c' è stata alcuna pressione» da parte degli azionisti di maggioranza.

«Nessuno s' è permesso di chiedere nulla». Eppure da quando Politico.eu aveva reso nota la notizia del concorso, Salvini e Di Maio avevano trovato il modo di far riflettere Conte sull'«opportunità di un passo indietro».

guido alpaGUIDO ALPA
Nel video, in cui di nuovo allude al suo futuro dopo il governo, gli occhi di Conte tradiscono delusione e rabbia: «Mi sarebbe piaciuto partecipare al concorso da semplice cittadino». Leggere di un bando «cucito su misura» lo ha ferito e offeso e ha acuito la sua diffidenza verso i media, già alta da quando venne fuori la storia del curriculum gonfiato: «Alcuni giornali riportano falsità. È un esercizio di libertà di stampa inaccettabile». Tanto più che, insistono a Palazzo Chigi, «non c' era alcun conflitto di interessi» e Conte avrebbe potuto conquistare il trasferimento anche per chiamata diretta.

Ma se il suo tentativo di traslocare dall' ateneo di Firenze a quello di Roma non fosse stato scoperto, avrebbe partecipato al concorso e lo avrebbe vinto, conquistando la cattedra di Diritto privato del suo maestro e mentore Guido Alpa. Le regole le aveva studiate nel dettaglio e l' idea era allungare i tempi, contando su una proroga del Miur «per comprovati ed eccezionali motivi». Poi le ironie del NYT su un premier che, trovandosi a ricoprire «un incarico tradizionalmente precario», persegue «un lavoro di emergenza».

Fonte: qui