9 dicembre forconi: frode
Visualizzazione post con etichetta frode. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frode. Mostra tutti i post

sabato 12 ottobre 2019

Furbetti dei rifiuti: Roma Multiservizi ora non paga gli stipendi



Dopo l’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno svelato come fosse in atto una truffa nel servizio di raccolta dei rifiuti di Roma, la Procura ha aperto un’indagine nei confronti del suo Presidente, l’ex generale della Guardia di finanza Maurizio Raponi. E l’azienda ora annuncia di voler tagliare gli stipendi dei lavoratori


Roma Multiservizi è stata beccata “con le mani nella marmellata”, ma adesso a pagare sono i suoi dipendenti.
L’azienda romana, che gestisce per conto di Ama la raccolta dei rifiuti nelle utenze non domestiche, ha mandato una comunicazione ai suoi 3mila dipendenti: "Dopo l’inchiesta de Le Iene i committenti pubblici hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti allo scorso aprile. La nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi nel limite del 70% di quanto computato".
L’iniziativa dell’azienda nasce a seguito dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno raccontato dei furbetti della raccolta rifiuti presso gli esercizi commerciali romani. Gli operatori di Roma Multiservizi, che per conto di Ama dovrebbe occuparsi della raccolta dell’immondizia, la effettuano nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali sono chiusi. Un comportamento che rende impossibile ai commercianti consegnare l’immondizia accumulata, e che rappresenta un danno economico per le casse del Comune, che paga Roma Multiservizi per un lavoro non effettuato.
Abbiamo raccolto la testimonianza esclusiva di uno di quegli operatori, che ci ha spiegato come funzionava la presunta truffa. Alcuni dipendenti striscerebbero con il palmare dell'azienda un codice a barre presente all'esterno dei negozi, bar, ristoranti, facendo così risultare il loro regolare passaggio e relativa raccolta. E incassando così da Ama il corrispettivo previsto per il lavoro, circa 150 milioni di euro per tre anni di servizio. 
Un comportamento che, spiega ancora il testimone, non sarebbe una libera iniziativa dei lavoratori: “I dirigenti di Roma Multiservizi hanno fatto una riunione agli inizi dicendoci: attaccate più tardi, e attaccare più tardi significa non raccogliere perché i negozi sono chiusi, e ce lo dicono loro, i dirigenti. I dirigenti hanno addirittura creato un gruppo su WhatsApp chiamato ‘Spara e scappa’”. E quando Filippo Roma gli chiede il perché di quel nome, l’operatore risponde: “Perché dobbiamo passare il badge veloce e per andare veloce non dobbiamo raccogliere. Senza raccogliere i rifiuti ci hanno chiamato cosi”.
Dopo la nostra inchiesta la Procura di Roma ha aperto un’indagine, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Raponi, l’ex generale della Guardia di Finanza che oggi guida Roma Multiservizi. L’uomo, raggiunto da Filippo Roma, aveva negato il meccanismo fraudolento: “Noi lo facciamo in base al capitolato che abbiamo con Ama, le disposizioni precise che ci ha dato Ama”. La Procura adesso ipotizza i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture.
Ma la sindaca di Roma Virginia Raggi sapeva di quanto accadeva nella raccolta dei rifiuti romani? Al nostro Filippo Roma aveva detto: “Prima che lei mi dicesse e mi segnalasse un caso molto specifico chiaramente non lo sapevo”.
Alessandro Onorato però, un ristoratore di Torre Argentina che è anche consigliere del municipio di Roma, aveva raccontato alla Iena un’altra verità: “Ho avuto modo tre settimane fa di incontrarla e gliel’ho detto, ho detto 'non funziona nulla, uno ha un servizio che non esiste'. E lei ha preso appunti”. Ma dopo tre settimane dalla segnalazione, ci racconta ancora Onorato, la sindaca non si sarebbe fatta viva: “No, non l’ho più sentita, da noi il servizio sta così”.
Le istituzioni ora sembrano essersi mosse e gli uomini del nucleo decoro urbano della polizia locale di Roma hanno acquisito il video del primo servizio di Filippo Roma. A muoversi è anche, come abbiamo detto, la stessa Roma Multiservizi, ma in un modo davvero incredibile: stop agli stipendi dei lavoratori. Oltre al danno, la beffa.

Fonte: Le Iene

RIFIUTI ROMA, STIPENDIO TAGLIATO DEL 30% AI LAVORATORI DELLA MULTISERVIZI DOPO SERVIZIO DELLE IENE SU PRESUNTA FRODE NELLA RACCOLTA

Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it

Tutti gli oltre 3.000 lavoratori della Roma Multiservizi il 15 ottobre riceveranno lo stipendio decurtato del 30 per cento. È l’effetto, secondo una comunicazione dell’ufficio risorse umane della stessa società partecipata capitolina, del servizio della trasmissione tv Le Iene, secondo cui diversi operatori addetti alla raccolta dei rifiuti presso le utenze commerciali eludono il servizio, segnando il passaggio ma non recuperando quanto lasciato dai negozianti.

 Secondo Le Iene, va detto, sarebbe un modus operandi deciso dai dirigenti e non dai singoli operatori. Multiservizi, va ricordato, è una società partecipata al 51% da Ama (a sua volta detenuta al 100% dal Comune di Roma) e al 49% da Manutencoop e La Veneta. Giovedì sera è emerso, intanto, che il presidente Maurizio Raponi è indagato dai pm di Roma per l’ipotesi di truffa e frode nelle pubbliche forniture.

“Pagamenti bloccati”, ma gli stipendi erano pronti – A rimetterci saranno i dipendenti della partecipata. Anche chi di raccolta rifiuti non si è mai occupato e lavora in tutt’altre commesse. “I committenti pubblici – si legge nella missiva inviata ai sindacati, con riferimento a Roma Capitale – hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi Spa, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti anche allo scorso aprile”.

Dunque “in ragione di quanto esposto, la nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi, fermo restando la data del 15 ottobre, nel limite del 70% di quanto computato”. Qualcosa però non torna. In Campidoglio confermano che le erogazioni vengono fatte a 60 giorni mentre da fonti interne a Multiservizi spiegano a Ilfattoquotidiano.it che le buste paga erano già state lavorate e le somme in corso di erogazione. L’eventuale ammanco di cassa, dunque, avrebbe dovuto pesare sugli stipendi di novembre (da pagare a dicembre).

L’appalto ereditato dalla 29 Giugno – Roma Multiservizi conta circa 3.200 dipendenti, la gran parte dei quali impiegati nell’appalto global service nelle scuole: pulizia delle aule, bidellaggiosfalcio del verde e mense. Per la maggior parte gli stipendi vanno, a seconda delle ore lavorate, da 300 a un massimo di 900-1000 euro al mese. Diversa la situazione relativa all’appalto di raccolta per i rifiuti non domestici, che è un appalto nuovo, di cui prima si occupata la Cooperativa 29 Giugno, fino al 2014 gestita da Salvatore Buzzi, fra i principali protagonisti insieme a Massimo Carminati dell’inchiesta sul Mondo di Mezzo.

Proprio i 260 lavoratori della 29 giugno, a fine 2018, sono passati in Roma Multiservizi grazie alla clausola di salvaguardia sociale, e con la società capitolina avevano sottoscritto un contratto diverso, con somme superiori, rispetto ai “colleghi” del global service. Il consigliere comunale e deputato di Leu, Stefano Fassina, se la prende con l’assessore capitolino al Bilancio, Gianni Lemmetti: “Ha deciso di accanirsi contro i lavoratori, la sindaca Virginia Raggi intervenga con urgenza”.

La replica di Roma Multiservizi: “Denunciamo Le Iene” – Sul tema Roma Multiservizi non parla. La partecipata ha diramato nella mattinata di giovedì un duro comunicato annunciando di adire alle vie legali contro la troupe di Italia 1 per essere entrata “senza autorizzazione negli uffici della società”. La società, in particolare, precisa che “le riprese si riferiscono, innanzitutto, al secondo giro notturno effettuato dagli operatori nel centro storico di Roma, un turno aggiuntivo richiesto da Ama proprio in tale fascia notturna per potenziare il servizio che già avviene in quelle stesse aree in orario diurno”.

Inoltre “il corrispettivo che Roma Multiservizi riceve da Ama non è legato al numero di ‘badgiate’. Il badge serve per tracciare il passaggio presso tutti i punti di ritiro previsti. Da qui anche l’invito agli operatori a registrare sempre il passaggio da parte dei coordinatori del servizio, anche in caso di assenza di rifiuto, così come previsto dai documenti di gara”. Infine, “non corrisponde al vero che gli operatori non raccolgono i rifiuti, i dati ufficiali di raccolta nei 10 mesi di servizio riportano dati importanti e certificati”.

Attesa per il Consiglio di Stato sulla gara a doppio oggetto – Roma Multiservizi è una delle società municipalizzate che il Comune sta cercando di riorganizzare. Il dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti, da circa 2 anni sta cercando di dare il via a una cosiddetta “gara a doppio oggetto” che permetta alla società di sostituire i suoi soci privati, senza erogare somme “illegittime” agli stessi, così da evitare richiami della Corte dei Conti. 

Un appalto complesso fin qui una volta bocciato dall’antitrust e un’altra volta andato deserto. La situazione tiene in apprensione i lavoratori, visto che l’operazione probabilmente non riuscirà a garantire il rispetto dei livelli occupazionali. Proprio in questi giorni è in attesa dal Consiglio di Stato la sentenza che darebbe la possibilità alla stessa Roma Multiservizi di partecipare in Ati con Rekeep Spa.

domenica 15 settembre 2019

''POLITICO EU'' DA' IL BENVENUTO A URSULA METTENDO IN FILA I COMMISSARI INDAGATI: SONO 4 (LEI COMPRESA). SYLVIE GOULARD, ROVANA PLUMB, JANUSZ WOJCIECHOWSKI

LA PROVA DEL FUOCO ARRIVERÀ CON LE AUDIZIONI AL PARLAMENTO EUROPEO QUANDO…
DAGONEWS, tratto dall'articolo di "www.politico.eu"

von der leyenVON DER LEYEN
Jean-Claude Juncker ha definito la sua squadra la commissione "Last Chance". Il suo successore, Ursula von der Leyen, potrebbe finire per guidare la “Commissione innocenti fino a prova contraria”.

Infatti von der Leyen e alcuni dei suoi candidati saranno probabilmente interrogati nelle prossime settimane (o mesi) da investigatori e commissioni parlamentari come parte delle indagini in corso - a Bruxelles o nei loro paesi di origine. Una situazione che minaccia di far deragliare le loro candidature.

sylvie goulard 3SYLVIE GOULARD 3
Martedì, mentre von der Leyen si preparava a svelare il suo elenco di commissari in una conferenza stampa a Bruxelles, uno dei nomi più importanti della sua lista, Sylvie Goulard, ex ministro della difesa francese ed ex deputato al Parlamento europeo, era in una stazione di polizia a Nanterre, un sobborgo a ovest di Parigi, dove è stata interrogata per le accuse secondo cui lei e altri deputati francesi avrebbero assunto con fondi dell'UE assistenti che lavoravano per i loro partiti  in Francia.

sylvie goulard 4SYLVIE GOULARD 
Goulard, stretta alleata del presidente Emmanuel Macron, si è dimessa da ministro della difesa nel giugno 2017 per difendersi: secondo i ben informati avrebbe rimborsato al Parlamento 45.000 euro. La sua richiesta di interrogatorio nello stesso giorno in cui il suo nome era stato proposto come commissario al mercato interno, è stata la drammatica illustrazione dei problemi legali che affliggono alcuni membri della squadra di Von der Leyen.

E non è la sola. Rovana Plumb, la commissaria per i trasporti, più volte ministro in Romania è rimasta invischiata in un caso di corruzione nel 2017: è stata accusata di aiutare il leader del suo partito socialdemocratico per un accordo immobiliare illecito che coinvolgeva la proprietà di un'isola sul fiume Danubio.

sylvie goulard ed emmanuel macronSYLVIE GOULARD ED EMMANUEL MACRON
E il commissario europeo per l'agricoltura, Janusz Wojciechowski, della Polonia, è sotto inchiesta da parte dell'agenzia antifrode dell'UE (OLAF) per presunte irregolarità nei rimborsi spese di viaggio durante il suo mandato come deputato europeo, dal 2004 al 2014.

rovana plumb 6ROVANA PLUMB 








Una situazione difficile per la Von der Leyen che ha dovuto rispondere alle domande scomode dei giornalisti durante la conferenza stampa di martedì. «Nella sua squadra ci sono dei commissari che sono discutibili, un paio di loro sono soggetti a un'inchiesta o un'indagine dell'OLAF - ha chiesto un giornalista - Perché non li ha semplicemente rifiutati? La sua Commissione potrebbe avere un’immagine opaca, comprese le persone che sono sospettate di aver commesso frode, anche se c’è la presunzione di innocenza».

rovana plumb 5ROVANA PLUMB 
Nel porre la domanda, il giornalista ha fatto riferimento alla Commissione di Jacques Santer, che è stata costretta a dimettersi nel marzo 1999 per lo scandalo corruzione del commissario francese, l'ex primo ministro Édith Cresson. Non è certo il tipo di paragone che von der Leyen desiderava mentre annunciava la sua nuova squadra, anche se Plumb e Wojciechowski negano ogni accusa.

sylvie goulard e ursula von der leyenSYLVIE GOULARD E URSULA VON DER LEYEN
«L'OLAF è un organo indipendente ed è così che dovrebbe essere - ha affermato von der Leyen - Si presume sempre che uno sia innocente, come ha giustamente sottolineato».

Questa presunzione è importante per von der Leyen anche a livello personale, visto che affronta lo scandalo delle spese delle consulenze esterne in Germania: attende di essere convocata dalla commissione d'inchiesta del Bundestag per i sospetti di violazione delle norme sugli appalti e per nepotismo quando era a capo del ministero della difesa.

SYLVIE GOULARD URSULA VON DER LEYENSYLVIE GOULARD URSULA VON DER LEYEN
Una commissione investigativa del parlamento tedesco sta esaminando in che modo i contratti al ministero della difesa siano stati assegnati a consulenti esterni senza un’adeguata supervisione e se una rete di collegamenti personali informali che coinvolgono alcuni funzionari del ministero ha facilitato tali accordi.

Von der Leyen potrebbe essere convocarla a Berlino per essere interrogata probabilmente a dicembre. Tuttavia lo scandalo del ministero della Difesa era noto, ma ha giocato un piccolo ruolo nella scelta della  von der Leyen per la posizione di vertice dell'UE. Un funzionario dell'UE ha respinto il suggerimento che il Consiglio europeo avrebbe dovuto impegnarsi in un'analisi più approfondita, dicendo che era impossibile trovare qualcuno con una carriera politica che non avesse affrontato accuse di vario tipo.

sylvie goulard 1SYLVIE GOULARD 
Alla conferenza stampa di martedì, von der Leyen ha cercato di usare la benedizione del Consiglio per i suoi nominati alla Commissione come prova del fatto che aveva fatto scelte solide. «Lasciatemi dire che l'elenco dei commissari proposti è stato accettato dal Consiglio, il che è sempre necessario - ha affermato - Penso che abbiamo un eccellente elenco di uomini e donne. Non commenterò le indagini dell'OLAF perché sono completamente indipendenti, concluderanno il loro lavoro e ascolteremo ciò che hanno da dire».

dacian ciolosDACIAN CIOLOS
Tuttavia, alcuni deputati hanno già espresso il loro verdetto sui candidati più controversi proposti da von der Leyen. Dacian Ciolos, ex primo ministro rumeno e commissario europeo per l'agricoltura, che è ora leader del gruppo Renew Europe, ha dichiarato di aver messo in guardia von der Leyen dall'accettare la nomina di Bucarest di Plumb.

In un'intervista di mercoledì, Ciolos ha dichiarato a POLITICO che avrebbe votato contro la candidata rumena e avrebbe invitato i membri del suo gruppo a fare lo stesso. «Conosco Rovana Plumb - ha detto Ciolos - Come posso essere sicuro che rappresenterà i valori europei?».

ismail ertugISMAIL ERTUG
Resta da vedere quanta difficoltà incontreranno i candidati di von der Leyen nel cammino verso la conferma. Alcuni addetti ai lavori del Parlamento prevedono aspre discussioni nella nuova assemblea, molto più divisa. Altri hanno affermato che i candidati in difficoltà potrebbero ottenere la conferma più facilmente del previsto, come parte di un accordo tra i gruppi politici. Finora, il primo scenario sembra più probabile.

janusz wojciechowski 1JANUSZ WOJCIECHOWSKI 
Ciolos, ad esempio, ha affermato di aver accettato le spiegazioni di Goulard riguardo alle accuse contro di lei e avrebbe sostenuto la sua nomina, perché alla fine gli era chiaro che lei avrebbe rispettato le regole dell'UE (come dimostrato dal suo rimborso di fondi UE). Ma François-Xavier Bellamy, un eminente deputato francese del partito conservatore Les Républicains, ha affermato che le accuse hanno sollevato interrogativi sull'idoneità di Goulard per l'incarico, nonostante il suo lungo e curriculum negli affari UE.
sylvie goulard 2SYLVIE GOULARD 

«Credo che sia un segnale negativo inviato ai nostri partner europei per dare l'impressione che qualcuno non qualificato o non è abbastanza libero da un punto di vista legale possa assumersi la responsabilità di un lavoro alla Commissione europea» ha detto Bellamy.

rovana plumb 4ROVANA PLUMB 
Nel frattempo, Ismail Ertug, un deputato di centro-sinistra tedesco, ha difeso Plumb, suo collega socialista, e ha suggerito che alcuni conservatori stanno sollevando false accuse contro di lei. «Dovremmo chiarire che l'autorità anticorruzione rumena ha abbandonato il caso - ha dichiarato Ertug in un'intervista - Questo deve essere preso in considerazione».
francois xavier bellamy 1FRANCOIS XAVIER BELLAMY 

Tuttavia, Ertug ha affermato che tutte le accuse sarebbero state esaminate dal Parlamento. «Alla fine della giornata, tutti saranno esaminati - ha detto - Siamo all'inizio del processo. Il momento della crisi inizierà a partire dalla prossima settimana a Strasburgo».
rovana plumb 1ROVANA PLUMB 



Von der Leyen, alla sua conferenza stampa di martedì, ha rifiutato di fare previsioni sulle conferme: «So che le audizioni in Parlamento sono un processo molto importante, ognuno dovrà essere convincente». 

mercoledì 10 luglio 2019

A UNA SETTIMANA DALLA NOMINA DI CHRISTINE LAGARDE ALLA BCE, VIENE ASSOLTO BERNARD TAPIE, IL MANAGER CHE AVEVA INCASSATO 403 MILIONI DI EURO DALLO STATO GRAZIE A UN ARBITRATO

NEL CASO ERA COINVOLTO ANCHE STEPHANE RICHARD, ALL'EPOCA CAPO DI GABINETTO DELLA LAGARDE (MINISTRO DELL'ECONOMIA E ''SERVA'' DI SARKOZY), CONDANNATA PER NEGLIGENZA
FRANCIA: ARBITRATO SU VENDITA ADIDAS, ASSOLTO BERNARD TAPIE
 (ANSA) - Assolto Bernard Tapie. La giustizia francese ha scagionato oggi l'ex manager francese finito alla sbarra per truffa nel controverso arbitrato sulla vendita di Adidas, che gli attribuì 403 milioni di euro nel 2018 prima di venire annullato per "frode". Il tribunale di Parigi ha ritenuto che "nessun elemento del dossier" permette di provare che quell'arbitrato fosse macchiato da "frode". Il primo aprile scorso, l'accusa aveva richiesto cinque anni di prigione per Tapie, 76 anni, attualmente in gravi condizioni di salute, affetto da cancro all'esofago e allo stomaco. Assolto anche il numero uno di Orange, Stéphane Richard, anch'egli alla sbarra per "complicità" e quattro altri indagati nel processo.

FRANCIA:TAPIE ESULTA PER ASSOLUZIONE, 'MIA PIÙ BELLA CHEMIO'
 (ANSA) - "E' la mia più bella chemio": l'ex tycoon francese nonché ministro ai tempi di Francois Mitterrand, Bernard Tapie, ha esultato così dopo la decisione dei giudici di assolverlo nel processo che lo vedeva sul banco degli imputati per "truffa" sul controverso arbitrato Adidas/Crédit Lyonnais.

LAGARDE SARKO ipadLAGARDE SARKO IPAD
Noto per il suo carattere vulcanico e le battute fulminanti, l'ex presidente dell'Olympique Marsiglia, 76 anni, si trova in gravi condizioni di salute, affetto da due tumori all'esofago e allo stomaco. Intervistata da BFM-TV, la moglie, Dominique Tapie, ha dichiarato che oggi "è il piu bel giorno della sua vita. Siamo tutti molto commossi e colpiti". Parlando dei magistrati che a sorpresa hanno deciso di assolverlo, ha aggiunto: "Finalmente gente che non ha paura".

Secondo la testimonianza di un parente, Tapie - sottoposto attualmente a pesanti cure per combattere la malattia - avrebbe commentato "E' la mia più bella chemio". Un'uscita che il Paperone francese già pronunciò in passato, in omaggio ai tifosi del Marsiglia che lo incoraggiavano ad andare avanti e dopo la vittoria dei Bleus alla Coppa del Mondo.


"NEGLIGENZA" DA 400 MILIONI: IL CASO TAPIE PESA SU LAGARDE
Nicola Borzi per ''il Fatto Quotidiano'' del 4 luglio 2019

lagarde sarkozy tapie locandinaLAGARDE SARKOZY TAPIE LOCANDINA
Martedì prossimo, 9 luglio, sarà un giorno decisivo per l' ascesa di Christine Lagarde da direttrice generale del Fondo monetario internazionale a presidente della Banca centrale europea. I giudici di Parigi decideranno se condannare a tre anni (metà pena sospesa) Stéphane Richard, amministratore delegato del gigante delle tlc francesi Orange, per il suo ruolo nello scandalo Tapie. Richard era il capo dello staff di Lagarde quando la futura presidente della Bce era ministro delle Finanze d' Oltralpe e decise un arbitraggio che versò al controverso finanziere un risarcimento pubblico da 404 milioni. Per Tapie l' accusa chiede cinque anni.

Bernard Tapie, classe '43, è un imprenditore da sempre legato alla politica: prima socialista, parlamentare e ministro con François Mitterrand, poi amico e sostenitore del presidente di destra Nicolas Sarkozy. Presidente del club calcistico Olympique Marsiglia che ha portato sulla vetta d' Europa nel 1993, Tapie s' è fatto otto mesi di carcere per aver comprato una partita.

Ma adesso rischia ben più grosso e, con lui, molti altri.
lagarde e sarkozy su un tapie in fiammeLAGARDE E SARKOZY SU UN TAPIE IN FIAMME
Nel '90 Tapie compra l' 80% della tedesca Adidas, tra i leader mondiali negli articoli sportivi, grazie a fondi erogati dalle banche, tra cui l' istituto pubblico Crédit Lyonnais. Ma nel 1993, alle strette per i troppi debiti, Tapie chiede al Lyonnais di vendere Adidas. Poi contesta la vendita, sostenendo che gli è stato riconosciuto un prezzo troppo basso. Nel 1994 la sua holding non ripaga i debiti e il Lyonnais escute i pegni sulle sue attività. Nel 1995 Tapie fallisce.

Il finanziere sembra finito, ma nel 2007 riprende quota quando appoggia Nicolas Sarkozy, candidato della destra, alle elezioni presidenziali.

Con Sarkozy presidente, la Lagarde è ministro delle Finanze (aveva già fatto parte dei governi de Villepin da giugno 2005, sotto la presidenza Chirac, al commercio estero e poi all' agricoltura) e istituisce un collegio arbitrale "indipendente" sul caso Tapie. Nel 2008 gli arbitri stabiliscono che il finanziere deve essere risarcito dal governo, perché nel frattempo il Crédit Lyonnais è scomparso. Lagarde spiega che lo Stato pagherà a Tapie tra 30 e 50 milioni. Ma a settembre 2010 emerge che il risarcimento pagato è stato molto più alto, 403 milioni, di cui una quarantina per "danni morali".

BERNARD TAPIEBERNARD TAPIE
Nel 2013 Tapie viene arrestato per 96 ore con l' accusa di "truffa in associazione a delinquere": emerge che uno degli arbitri ha avuto quattro rapporti di lavoro con il suo avvocato e che un altro è stato dirigente dello stesso partito in cui militava il finanziere. La Lagarde, interrogata come "testimone assistita", cerca di difendersi sostenendo che la sua firma su alcuni documenti sia stata falsificata ma c' è un suo biglietto indirizzato a "Nicolas" con scritto "usami come vuoi".

Il 5 luglio 2011 Lagarde viene nominata undicesimo direttore generale del Fondo monetario internazionale, ma ad agosto 2014 è sotto inchiesta a Parigi per il caso Tapie. A dicembre 2015 una sentenza d' appello stabilisce che il finanziere deve rimborsare i 404 milioni. Esattamente un anno dopo Lagarde, riconfermata a capo del Fmi, viene condannata dal tribunale dei ministri per "negligenza" per non aver impedito il pagamento. A far insospettire la Corte è il fatto che da ministro, ed esperta legale di controversie finanziarie, non tentò alcun ricorso dopo l' assegnazione dei fondi. Non viene però punita, evitando un anno di carcere e 15mila euro di multa.

ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a dARIO DRAGHI E CHRISTINE LAGARDE
A maggio 2017 Tapie perde definitivamente la guerra legale quando la Cassazione francese stabilisce che deve rimborsare i 403 milioni non essendo stato frodato dal Lyonnais. Ad aprile scorso, infine, l' accusa chiede le condanne di Richard e Tapie per lo scandalo Adidas. Come tante paia di sneakers, i grand commis di Parigi e il futuro capo della Bce sono ai piedi dei giudici.

Fonte: qui

domenica 16 dicembre 2018

NEL BELLUNESE UN GIOVANE OPERAIO MOLDAVO RIMANE UCCISO DALLA ROTTURA DI UN CAVO DI ACCIAIO DELLA TELEFERICA CHE STAVA SISTEMANDO



POICHE' LAVORAVA "IN NERO", PER NON RISCHIARE TROPPO, IL TITOLARE DELLA DITTA HA PENSATO BENE DI GETTARE IL CADAVERE IN UN DIRUPO MA ...


I carabinieri hanno denunciato il titolare di un'impresa boschiva per i reati di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e frode processuale. La denuncia è relativa ad un infortunio mortale cui era rimasto vittima un mese fa un operaio moldavo di 28 anni il cui corpo era stato trovato nei boschi di Sagron Mis, nel Primiero. Secondo l'accusa l'operaio lavorava «in nero».

Dai primi rilievi, gli investigatori avevano notato alcune incongruenze relative all'incompatibilità delle lesioni riportate dal boscaiolo rispetto alla zona in cui era stato trovato il corpo. L'ipotesi che l'infortunio mortale si fosse verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma è stato avvalorata da una serie di testimonianze. Dalle indagini dei carabinieri è quindi emerso che il giovane era stato colpito da un cavo in acciaio durante l'installazione di una teleferica.
boscaiolo uccisoBOSCAIOLO UCCISO

Giunto sul posto, il titolare della ditta avrebbe caricato il corpo sull'auto della vittima e l'avrebbe quindi lasciato ad una distanza di alcune centinaia di metri nei pressi di un dirupo appoggiando sulla salma alcuni tronchi.

Fonte: qui

mercoledì 21 marzo 2018

ARRESTATO NEGLI STATI UNITI IL PRESIDENTE DELLA PILATUS BANK, L’IRANIANO ALI SADR HASHEMINEJAD, CHE LA GIORNALISTA MALTESE DAPHNE CARUANA GALIZIA, ASSASSINATA LO SCORSO OTTOBRE CON UN'AUTOBOMBA, AVEVA PIÙ VOLTE MESSO SOTTO ACCUSA NEI SUOI ARTICOLI

L'ACCUSA È DI AVER AGGIRATO LE SANZIONI ALL'IRAN FACENDO PASSARE 115 MILIONI DI DOLLARI ATTRAVERSO LE BANCHE AMERICANE

Carlo Bonini e Giuliano Foschini per Repubblica.it

Daphne Caruana GaliziaDAPHNE CARUANA GALIZIA
Arrestato negli Stati Uniti l'uomo che la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata lo scorso ottobre con un'autobomba, aveva più volte messo sotto accusa nei suoi articoli. Ali Sadr Hasheminejad, iraniano con passaporto di St.Kitts e presidente della Pilatus Bank -  istituto di credito con sede a Londra di proprietà iraniana - è stato fermato a Dulles, Virigina con l'accusa di aver aggirato le sanzioni all'Iran facendo passare 115 milioni di dollari attraverso le banche americane grazie a un contratto di costruzioni firmato col Venezuela nel 2005.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK
Nei suoi articoli Galizia aveva messo in luce l'intricata vicenda dei MaltaFiles l'inchiesta internazionale che indicava Malta come "lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l'evasione fiscale nell'Unione europea". Politico l'aveva inserita nella lista delle "28 personalità che agitano l'Europa" per aver scoperchiato lo scandalo che arrivava a coinvolgeva, tra gli altri, anche la moglie del premier maletese Joseph Muscat. La filiale maltese della Pilatus Bank, secondo la giornalista uccisa, era il terminale di questi immensi flussi di denaro.

daphne caruana galiziaDAPHNE CARUANA GALIZIA







Intanto ieri una delle fonti chiave della Galizia, la russa Maria Efimova che aveva lavorato alla filiale maltese di Pilatus Bank, è stata fermata ad Atene, in seguito a un mandato internazionale di arresto della giustizia maltese: per una risibile e asserita accusa di appropriazione indebita pari a soli 2 mila euro. Dopo l'omicidio la Efimova è diventata testimone chiave dell'indagine aperta dalle autorità dell’Unione Europea.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK





Lo scorso dicembre ha infatti deposto di fronte alla Commissione del Parlamento europeo incaricata di verificare il rispetto delle regole proprie dello Stato di diritto a Malta e ha consegnato alla Banca Centrale Europea una serie di documenti che confermerebbero la sistematica violazione delle norme antiriciclaggio da parte della Pilatus Bank, accuse sempre respinte da quest'ultima.

l auto di daphne caruana galiziaL' AUTO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA
Negli Stati Uniti, Sadr, che oggi dovrebbe apparire davanti al tribunale di Manhattan, a New York, fronteggia sei capi d'accusa: che vanno dalla frode ai danni del sistema fiscale americano alla cospirazione. Fino alla violazione dell'International Emergency Economic Powers Act, ovvero della sicurezza nazionale.

Fonte: qui

lunedì 2 ottobre 2017

UNA GIURIA DI DALLAS ORDINA A JP MORGAN DI PAGARE ALMENO 4 MILIARDI A UNA VEDOVA, PER AVER GESTITO MALE L’EREDITÀ DA 19 MILIONI CHE LE AVEVA LASCIATO IL MARITO

I SEI GIURATI CI HANNO MESSO SOLO 4 ORE PER DELIBERARE LA BASTONATA ALLA PIÙ GRANDE BANCA AMERICANA, CHE BRUCEREBBE 2/3 DEGLI UTILI TRIMESTRALI

28 Settembre 2017

(MF-DJ)--Una giuria di Dallas ha ordinato a J.P. Morgan Chase di pagare piu' di 4 miliardi di dollari con l'accusa di aver gestito male l'eredita' da 19 milioni di dollari di un ex manager esecutivo di American Airlines, Max Hopper.

La giuria ha scoperto che la banca avrebbe commesso una frode, violato l'obbligo fiduciario e un anche un accordo sulle commissioni. J.P. Morgan avrebbe impiegato anni a liberare gli asset in questione e, in alcuni casi, le stock option sono scadute. La banca, secondo l'accusa, avrebbe anche ignorato la richiesta della vedova di Hopper di vendere alcuni titoli e quest'ultima avrebbe anche pagato commissioni extra.


jamie dimon jp morganJAMIE DIMON JP MORGAN
DAGO-AGGIUNTA: In America esistono i cosiddetti punitive damages, una sanzione pecuniaria oltre il risarcimento dei danni che le giurie possono appioppare al convenuto in un procedimento civile. I danni effettivi riconosciuti dalla giuria erano solo 4,7 milioni, mentre le spese legali sono arrivate alla sommetta di 5 milioni, ai quali i giurati hanno aggiunto tra i 4 e gli 8 miliardi in punitives.

La giuria, composta da sei persone, ha impiegato solo 4 ore a deliberare il suo verdetto. L’assoluta imprevedibilità del jury trial è il motivo per cui le parti provano sempre a negoziare una transazione prima del giudizio, nonché un ottimo incentivo per cause temerarie portate avanti da avvocati ingolositi da patti di quota lite e spese legali che (come in questo caso) possono essere più alte del risarcimento stesso…

jamie dimon jp morganJAMIE DIMON JP MORGAN
Se dovesse essere confermata in appello, questa sentenza brucerebbe due terzi dei 6,6 miliardi di utili registrati da JP Morgan (che in borsa vale circa 330 miliardi) nell’ultimo trimestre.

Fonte: qui