9 dicembre forconi: Daphne Caruana Galizia
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domenica 18 novembre 2018

GLI INVESTIGATORI MALTESI AFFERMANO DI AVER IDENTIFICATO "PIÙ DI DUE" MANDANTI NELL'OMICIDIO DELLA GIORNALISTA DAPHNE CARUANA GALIZIA, UCCISA A OTTOBRE 2017



FINORA ERANO STATI INCRIMINATI SOLTANTO TRE UOMINI ACCUSATI DI AVER MATERIALMENTE INNESCATO LA BOMBA…

(ANSA) - Gli investigatori maltesi affermano di aver identificato "più di due" mandanti nell'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia nell'ottobre 2017. Lo riporta il Times of Malta. Finora erano stati incriminati soltanto tre uomini accusati di aver materialmente innescato la bomba. Le fonti non avrebbero dato alcuna indicazione su chi siano questi sospetti e se provengano dal mondo criminale, economico o politico. La famiglia Caruana Galizia, contattata dal quotidiano, non era stata informata dalla polizia su questi ultimi sviluppi.

l auto di daphne caruana galiziaL'AUTO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA
Gli investigatori, sempre secondo il quotidiano maltese, sostengono di essere in costante contatto con Europol e che nelle ultime settimane il contatto si è intensificato in modo significativo man mano che la polizia si è avvicinata alla soluzione del caso. "Abbiamo una grande quantità di dati che richiedono analisi e partner come Europol hanno l'esperienza e l'esperienza necessarie per facilitare questo processo", sottolinea una fonte. Caruana Galizia era stata assassinata dall'esplosione di una bomba piazzata nella sua auto a pochi metri dalla sua casa. L'omicidio ha suscitato commozione a livello internazionale e richieste di un'indagine trasparente dalla comunità internazionale.

Fonte: qui

mercoledì 21 marzo 2018

ARRESTATO NEGLI STATI UNITI IL PRESIDENTE DELLA PILATUS BANK, L’IRANIANO ALI SADR HASHEMINEJAD, CHE LA GIORNALISTA MALTESE DAPHNE CARUANA GALIZIA, ASSASSINATA LO SCORSO OTTOBRE CON UN'AUTOBOMBA, AVEVA PIÙ VOLTE MESSO SOTTO ACCUSA NEI SUOI ARTICOLI

L'ACCUSA È DI AVER AGGIRATO LE SANZIONI ALL'IRAN FACENDO PASSARE 115 MILIONI DI DOLLARI ATTRAVERSO LE BANCHE AMERICANE

Carlo Bonini e Giuliano Foschini per Repubblica.it

Daphne Caruana GaliziaDAPHNE CARUANA GALIZIA
Arrestato negli Stati Uniti l'uomo che la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata lo scorso ottobre con un'autobomba, aveva più volte messo sotto accusa nei suoi articoli. Ali Sadr Hasheminejad, iraniano con passaporto di St.Kitts e presidente della Pilatus Bank -  istituto di credito con sede a Londra di proprietà iraniana - è stato fermato a Dulles, Virigina con l'accusa di aver aggirato le sanzioni all'Iran facendo passare 115 milioni di dollari attraverso le banche americane grazie a un contratto di costruzioni firmato col Venezuela nel 2005.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK
Nei suoi articoli Galizia aveva messo in luce l'intricata vicenda dei MaltaFiles l'inchiesta internazionale che indicava Malta come "lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l'evasione fiscale nell'Unione europea". Politico l'aveva inserita nella lista delle "28 personalità che agitano l'Europa" per aver scoperchiato lo scandalo che arrivava a coinvolgeva, tra gli altri, anche la moglie del premier maletese Joseph Muscat. La filiale maltese della Pilatus Bank, secondo la giornalista uccisa, era il terminale di questi immensi flussi di denaro.

daphne caruana galiziaDAPHNE CARUANA GALIZIA







Intanto ieri una delle fonti chiave della Galizia, la russa Maria Efimova che aveva lavorato alla filiale maltese di Pilatus Bank, è stata fermata ad Atene, in seguito a un mandato internazionale di arresto della giustizia maltese: per una risibile e asserita accusa di appropriazione indebita pari a soli 2 mila euro. Dopo l'omicidio la Efimova è diventata testimone chiave dell'indagine aperta dalle autorità dell’Unione Europea.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK





Lo scorso dicembre ha infatti deposto di fronte alla Commissione del Parlamento europeo incaricata di verificare il rispetto delle regole proprie dello Stato di diritto a Malta e ha consegnato alla Banca Centrale Europea una serie di documenti che confermerebbero la sistematica violazione delle norme antiriciclaggio da parte della Pilatus Bank, accuse sempre respinte da quest'ultima.

l auto di daphne caruana galiziaL' AUTO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA
Negli Stati Uniti, Sadr, che oggi dovrebbe apparire davanti al tribunale di Manhattan, a New York, fronteggia sei capi d'accusa: che vanno dalla frode ai danni del sistema fiscale americano alla cospirazione. Fino alla violazione dell'International Emergency Economic Powers Act, ovvero della sicurezza nazionale.

Fonte: qui

lunedì 4 dicembre 2017

MALTA: ARRESTATI 10 SOSPETTI PER L’OMICIDIO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA, LA GIORNALISTA UCCISA IL 16 OTTOBRE SCORSO

SONO TUTTI DI NAZIONALITÀ MALTESE 

NE DÀ L’ANNUNCIO IL PREMIER, CHE HA SOTTOLINEATO DI ESSERE "IMPEGNATO PIÙ CHE MAI" A RISOLVERE QUESTO CASO. MA LA CRONISTA INDAGAVA PROPRIO SUGLI AFFARI MILIONARI SUOI E DELLA MOGLIE…

(ANSA) - La polizia di Malta che indaga sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia lo scorso ottobre ha arrestato otto persone sospette: lo ha annunciato oggi il premier Joseph Muscat, secondo quanto riporta il Times of Malta. I sospetti sono tutti di nazionalità maltese. Caruana Galizia è stata uccisa il 16 ottobre dall'esplosione di una bomba collocata sulla sua auto.

"Sono stato informato riguardo a un'operazione di sicurezza che ha avuto luogo questa mattina, sulla quale penso sia nell'interesse nazionale informare il pubblico", ha detto il premier, secondo un comunicato.

JOSEPH MUSCATJOSEPH MUSCAT
"L'operazione e' stata eseguita dalla polizia, dalle forze armate di Malta e dai nostri servizi di sicurezza in seguito a indagini fatte nelle ultime settimane - ha proseguito -. Durante questa operazione otto persone sono state arrestate, nei confronti delle quali esiste un ragionevole sospetto di coinvolgimento nell'assassinio di Daphne Caruana Galizia". La polizia, ha spiegato Muscat, ha adesso 48 ore per interrogare i sospetti e decidere se procedere legalmente contro di loro. Il premier ha poi sottolineato di essere "impegnato più che mai" a risolvere questo caso.

Altri 2 arresti per omicidio Daphne Galizia 

(ANSA) -  Altre due persone sono state arrestate dalla polizia di Malta nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia: lo ha annunciato in un tweet il premier Joseph Muscat. Nel complesso, quindi, oggi sono state arrestate 10 persone.

Fonte: qui

I DUE FRATELLI ARRESTATI AVREBBERO AZIONATO LA BOMBA CHE HA UCCISO LA GIORNALISTA DAPHNE CARUANA GALIZIA 

SOLO IPOTESI SU MOVENTE (E MANDANTI): DAI PANAMA PAPERS PASSANDO PER LA MAFIA ITALIANA, I TRAFFICANTI DI MIGRANTI, IL CONTRABBANDO DI PETROLIO, I SOLDI LAVATI NELLE 60MILA SOCIETÀ OFF-SHORE DELL'ISOLA, LA REPORTER AVEVA TROPPI NEMICI

Francesco Battistini per il “Corriere della Sera"

Dieci le persone arrestate «Sono stati loro». Al Cinese e al Fulu, non hanno dato neanche il tempo di dire «jghinu», aiuto: «Li hanno buttati a terra e gli son saltati sopra», racconta un negoziante al porto della Marsa. Alle otto di mattina, in quella strada improvvisamente svuotata - «State tutti chiusi in casa! » -, riempita d' una quarantina di corpi speciali incappucciati, poliziotti, cani da esplosivo, agenti dei servizi, pattugliata a distanza da una motovedetta della Marina, un elicottero a volteggiare. «È la più grande operazione mai vista a Malta», dice il procuratore Peter Grech.

PROTESTE MORTE DAPHNE CARUANA GALIZIAPROTESTE MORTE DAPHNE CARUANA GALIZIA
Mobilitati anche l' Fbi americana, l' Europol e una squadra di superpoliziotti finlandesi, tutt' insieme per arrestare dieci persone e soprattutto George e Alfred Degiorgio, fratelli di sangue e di coltelli, facce note delle gang maltesi. I due e i loro amici non sapevano d' avere case e auto piene di microspie. Intercettati da giorni: George «ic-ciniz» e Alfred «il-fulu», il Cinese e il Fulu, soprannomi che verrebbero dall' ossessione per il taoismo, una professione criminale nei traffici mediterranei, hanno 48 ore per essere incriminati o rilasciati. Ma i dubbi degl' investigatori sono pochi: se non la mente, sarebbe loro la mano che ha premuto il telecomando dell' autobomba e il 16 ottobre, appena la giornalista era uscita di casa, ha cancellato Daphne Caruana Galizia assieme alla speranza d' una Malta più pulita.

DAPHNE CARUANA GALIZIADAPHNE CARUANA GALIZIA
Sono stati loro? «Ho una chiara idea di chi sono e di che cos' hanno fatto», dice in conferenza stampa il premier Joseph Muscat: «Ma non posso dare altri dettagli sull' indagine». Qualche settimana fa l' ha fatto il ministro dell' Interno e Matthew, Caruana, che aiutava la madre Daphne a smascherare la corruzione dei politici maltesi, l' ha accusato di boicottare le indagini: non è un segreto che alcuni poliziotti abbiano brindato, il giorno in cui la giornalista fu ammazzata. E che si sia dimesso anche il magistrato incaricato in un primo momento dell' inchiesta sull' omicidio, quando s' è scoperto che in passato era stato attaccato da Daphne.

Il primo ministro s' è preso il merito degli arresti: ha stupito la stampa locale la strana scelta del capo della polizia, Lawrence Cutajar, che è uscito dalla sala dell' Auberge de Castille dove si raccontava l' operazione, preferendo una porta laterale ai riflettori delle tv. «Muscat fa marketing politico», polemizza Matthew Caruana: «Abbiamo saputo degli arresti solo dalla conferenza stampa, nessuno ci ha detto qualcosa. È la polizia che investiga, non il premier.
l auto di daphne caruana galiziaL'AUTO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA

Siamo preoccupati, questo risultato non ci rassicura. Tanta gente, che potrebbe essere implicata, continua a ricevere coperture politica». Solo ipotesi, su movente (e mandanti): dai Panama Papers passando per la mafia italiana, i trafficanti di migranti, il contrabbando di petroli, i soldi lavati nelle 60mila societa off-shore dell' isola, Daphne aveva troppi nemici. Il Cinese e il Fulu forse spiegheranno chi erano i peggiori. 

Fonte: qui

martedì 31 ottobre 2017

Quando avrà finito col “fascismo” austriaco, l’UE si occuperà di quell’anomalia chiamata Malta?





Purtroppo sapevo che sarebbe andata così. La vita di Daphne Caruana Galizia non vale un capitolo a parte: pochi minuti per ricordare il suo impegno di blogger e il suo corpo dilaniato da un’autobomba e subito si è corsi a ricordare Anna Politkovskaja e il fatto che fosse una donna. Gli sciacalli da talk-show non hanno pietà da dispensare, né tantomeno tempo da perdere. Si lavora per obiettivi: quindi, quale migliore occasione per deviare il problema su Putin e sulla condizione del sesso femminile, tanto in voga in questi giorni di miracolosi risvegli delle coscienze a Hollywood. Ho il vomito e di prima mattina non è una bella sensazione.


Con le sue inchieste sulla corruzione, a tutti i livelli, Daphne Caruana Galizia aveva portato alla caduta de governo di centrosinistra maltese: il premier, Jospeh Muscat, era tornato al potere dopo nuove elezioni ma lei non mollava. Tangenti, traffico di droga, riciclaggio di denaro, traffici illeciti, evasioni fiscali per miliardi: voleva sapere troppo Daphne Caruana Galizia, qualcuno l’ha ridotta al silenzio. 

Con un’autobomba. Come in una guerra fra cartelli narcos colombiani o messicani. Ma siamo a Malta, nella civile e progressista Unione Europea.

Quello che ha sbriciolato la vita di Daphne Caruana Galizia è stato il sesto attentato del genere in dodici mesi: ripeto, all’interno della civile Unione Europea che da 48 ore sta già trapanando i coglioni con il vento fascista che spira dall’Austria. Il vento caldo e carico di polvere che invece si leva da una stradina maltese, a causa dell’esplosione di un’auto che portava al lavoro una blogger con la schiena dritta, non è un problema. Anzi. Perché forse con esso spireranno finalmente via segreti inconfessabili per troppi, non solo per maneggioni e mafiosi che albergano in quell’isola che garantisce un’identità – fiscale e personale – a tutti, basta che paghi profumatamente. Una bel viatico ed esempio in formale età di lotta al terrorismo, non c’è che dire.


E c’è sempre una società maltese o una bandiera maltese dietro certi giri poco puliti, dietro le ONG che fanno il bello e cattivo tempo nel Mediterraneo, dietro a certe finanziarie dai nomi esotici: ma a nessuno frega un cazzo ai piani alti dell’UE o delle sue patetiche agenzie di contrasto al crimine. A Daphne Caruana Galizia invece interessava che il mondo sapesse cosa accade a Malta. L’hanno fermata, ora. E in sublime spregio, hanno affidato le indagini della sua morte a una magistrato con cui la blogger aveva contenziosi legali aperti: come il Marchese del Grillo, Malta ha proclamato il suo “io sono io e voi non siete un cazzo” di fronte alle spoglie ancora calde di Daphne Caruana Galizia. E l’UE silente.

E sapete perché? 

Perché quasi certamente, come in un contratto derivato, la controparte di certe porcheria ha magari sede fiscale nel Lussemburgo di Juncker o nella stessa Bruxelles di quelle istituzioni UE che a Malta garantiscono tutti gli onori e tutti i diritti di membro comunitario, fingendo che non vi siano stati sei attentati con autobombe in 12 mesi su quell’Isola. 

A che livello di interessi siamo per trovarci di fronte a uno squilibrio simile di giudizio? 

Di quali e quante coperture può godere il governo maltese per sentirsi immune da critiche e domande, di fronte a quella che sembra una faida da America Latina? 
Daphne Caruana Galizia non era un’eroina, né tantomeno un’irresponsabile: pochi giorni fa, come ogni essere umano, aveva ammesso di avere paura.

Aveva ricevuto circostanziate minacce di morte. Ma le era stata rifiutata la scorta. Insomma, l’avevano condannata a morte per i suoi MaltaLeaks, capaci di scuotere uno dei governi più opachi dell’Unione. L’ha pagata cara la sua coerenza e la sua serietà di giornalista vera: oggi, anche quei fighetti con il naso all’insù del “Foglio” si sono scomodati a dedicarle poche righe, ammettendo – non so quanto in maniera onesta ma certamente con un certo livello di gastrite da lesa carta stampata – che non tutti i blogger sono dei propagatori di fake news al soldo di Putin. Almeno, lei non lo era. Sono stronzi ma la mamma gli ha insegnato che davanti ai morti, almeno per una mezz’ora, è meglio evitare polemiche da intellettuale illuminato di stocazzo.

Scuserete lo sfogo, perché tale è ciò che sto scrivendo. Ma in quella macchina sono bruciate anche parte delle speranze di ci crede che il giornalismo debba raccontare la realtà, per quanto scomoda e compromettente essa sia: non è così. In questo mondo di merda giornalismo è difendere i migranti sempre e comunque, è demonizzare il voto austriaco scomodando Hitler, è attribuire al Cremlino anche gli uragani e le zanzare fuori stagione, è nascondere sotto il tappeto la merda in nome del padrone, salvo poi gridare allo scoop, bruciando le spoglie delle solite mezze calzette sacrificate e scaricate dal potere al momento giusto. Ovvero, quando il tappeto è diventato troppo piccolo e la merda troppo esorbitante. Spero che le autorità europee esentino loro stesse dal ricordo di Daphne Caruana Galizia per decenza, quel residuo che ancora esiste.

Pochi minuti dalla fine dello spoglio per gridare al passato estremista di HC Strache e a Quarto Reich del Brennero e non una parola in 12 mesi per denunciare autobombe di stampo mafioso in un Paese membro. Il quale, oltretutto, si è permesso per mesi di non ottemperare al Trattato di Dublino sui migranti, senza che nessuno a Bruxelles avesse alcunché a ridire. L’Italia, invece, massacrata quotidianamente. Cosa c’è sotto? Dobbiamo forse arrivare a pensare che qualcuno abbia conti cifrati o società occulte a Malta, dalle parti della Commissione UE o dintorni? Quale merdaio a livello europeo rischiavano di scoperchiare le inchieste di Daphne Caruana Galizia, se fossero proseguite e diventata pubbliche? Ma si sa, il problema è il populismo e il ritorno dei fantasmi nazi-fascisti in giro per Vienna. Riposa in pace Daphne, la terra ti sia lieve. Ma non lo sia la tua vendetta.

 

Mauro Bottarelli


Fonte: qui