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mercoledì 4 dicembre 2019

ALITALIA PAGA 10MILA EURO AL GIORNO PER ATTERRARE A LONDRA!


È LA GRAN FREGATURA CHE HANNO RIFILATO GLI ARABI ALLA COMPAGNIA ITALIANA, CHE AVEVA I SUOI SLOT MA LI HA VENDUTI ALLA SOCIETÀ DEGLI EMIRATI. 


E ORA GLI PAGA PURE L’AFFITTO 

IN TEORIA POTREBBE RICOMPRARLI, MA… 
Leonard Berberi per www.corriere.it
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHADI DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD
Per volare a Londra Heathrow, uno degli aeroporti più importanti e intasati del mondo, Alitalia paga Etihad 10.290 euro al giorno di affitto degli slot. Le fasce orarie di decollo e atterraggio consentono al vettore tricolore di operare dieci collegamenti quotidiani (in entrambe le direzioni): 6 da/per Roma Fiumicino, 4 da/per Milano Linate. È quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera incrociando i documenti ufficiali, gli accordi privati e le comunicazioni agli enti regolatori del Regno Unito. Nel complesso dal 2017 Alitalia spende soltanto per questa voce 3,76 milioni l’anno. Soldi che avrebbe potuto risparmiare se non avesse venduto l’asset alla società degli Emirati Arabi Uniti. Vendita, è bene precisarlo, non effettuata dagli attuali commissari straordinari.
Un aeroporto prezioso
alitalia etihadALITALIA ETIHAD
Alitalia utilizza a Londra Heathrow 68 slot settimanali, tra arrivi e partenze, nel periodo estivo e 65 in quello invernale. Per la stagione estiva 2020 — che nel trasporto aereo parte alla fine di marzo e si conclude gli ultimi giorni di ottobre — ne ha chiesti altri 16 per operare ulteriori otto voli settimanali ampliando così l’offerta ai passeggeri, stando ai documenti ufficiali che il Corriere ha potuto consultare. Ma quella richiesta non è stata soddisfatta.

AEREO ALITALIAAEREO ALITALIA
Non soltanto perché il principale scalo londinese è al 99% della sua capacità, ma anche perché ci sono solo due modi per ottenere gli slot in quella struttura: o facendoseli dare da altre compagnie (dietro compenso o semplice scambio) oppure partecipando a una sorta di lotteria. Quest’ultima premia pochi e di solito chi nell’aeroporto non ci vola ancora. Per l’estate 2020, per esempio, a vincere è stata la low cost Norwegian Air, ma non l’americana JetBlue che intende avviare le rotte transatlantiche.

La vendita nel 2016
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1
Al netto dei 16 slot ulteriori non ottenuti, Alitalia dovrà continuare a pagare Etihad (che fino a maggio 2017 aveva il 49% del vettore italiano) per volare a Heathrow, sborsando qualcosa come 1.059 euro per ogni aereo in arrivo o in partenza. A meno che i commissari straordinari dell’azienda non decidano di ricomprare quei diritti, cosa che sarebbe permessa dall’accordo tra le due compagnie. Su questi slot negli anni si è molto discusso. A partire dal valore della transazione. Secondo i documenti depositati dai commissari straordinari un paio d’anni fa queste bande orarie vendute a Etihad hanno generato una plusvalenza di 39 milioni di euro che sono entrati nelle casse di Alitalia nel secondo semestre del 2016.
drone avvistato a heathrow 3DRONE AVVISTATO A HEATHROW 
L’affitto mensile
Ma una volta venduti subito dopo Alitalia questi slot li ha «ripresi in affitto a un canone di 313 mila euro al mese», contabilizzava la terna di allora composta da Luigi Gubitosi (poi sostituito da Daniele Discepolo), Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal Regno Unito le comunicazioni ufficiali consultate dal Corriere confermano che la vendita degli slot per il Terminal 4 è avvenuta in due fasi: la prima — il 25 agosto 2016 — per le fasce di decollo e atterraggio per la successiva stagione invernale (fine ottobre-fine marzo), la seconda — il 7 dicembre dello stesso anno — per quelle della stagione estiva. Gli aeroporti italiani coinvolti, si legge, sono Fiumicino e Linate. Negli stessi giorni — il 25 agosto e il 7 dicembre — quegli slot sono stati dati ad Alitalia in leasing.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Quanto valgono oggi
Al momento della pubblicazione dell’articolo Alitalia non aveva ancora risposto alle richieste del Corriere. Nei documenti britannici non viene indicata la cifra di vendita che stando a una delle relazioni dei commissari hanno comportato per Alitalia introiti per 39 milioni di euro. Ma quanto valgono davvero quegli slot? Un’analisi della società specializzata internazionale Iba calcola che il loro prezzo a Heathrow dipende molto dal collocamento orario.
ALITALIAALITALIA
Per esempio lo slot delle 6 del mattino oggi sul mercato vale circa 1,9 milioni di euro, mentre il massimo lo si raggiunge per quello di mezzogiorno con 3 milioni. Quelli di Alitalia sono alle 6:45, 7:25, 16, 16:55, 18, 18:50, 19:10, 20, 20:45, 23:05. E così sulla base delle valutazioni di Iba il Corriere stima che gli slot oggi noleggiati dal vettore tricolore hanno un valore di mercato complessivo di 23,7 milioni di euro. Quando — e se — verrà aggiunta la terza pista quel dato è destinato a scendere.
Fonte: qui

giovedì 3 ottobre 2019

''REPORT'' INTERVISTA L'OLIGARCA RUSSO KONSTANTIN MALOFEEV, CHE CONFERMA L'ESISTENZA DI UNA TRATTATIVA SULLA COMPRAVENDITA DA 1,5 MILIARDI DI DOLLARI DI GASOLIO, CON UNO SCONTO SUL PREZZO DEL 10 PER CENTO: IL 4 PER LA LEGA, IL 6 PER I RUSSI

IN UN VIDEO SAVOINI E SALVINI ASSIEME A MOSCA IL GIORNO PRIMA DELL'INCONTRO AL METROPOL


VIDEO - L'ANTEPRIMA DI ''REPORT'' SUL CASO DI SAVOINI-MOSCA-SALVINI



Sandro De Riccardis per “la Repubblica”


Sandro De Riccardis per “la Repubblica”

Il 17 ottobre 2018, poche ore prima dell' incontro all' hotel Metropol di Mosca - dove Gianluca Savoini incontra i tre funzionari russi per discutere della compravendita di petrolio che avrebbe dovuto portare nelle casse della Lega 65 milioni di dollari - lui e Matteo Salvini si trovano a pochi metri di distanza.
savoini ascolta salvini a moscaSAVOINI ASCOLTA SALVINI A MOSCA

Savoini, ex portavoce proprio di Salvini e presidente dell' associazione Lombardia- Russia, è seduto in prima fila nella sala dell' hotel Lotte, dove Confindustria Russia ha organizzato un incontro con gli imprenditori. E Salvini è proprio lì, di fronte, sul palco. A confermarlo, un video di Report , che sarà nella puntata di lunedì 21 ottobre, alle 21.15, su Rai3. Un estratto del filmato è in anteprima sul sito di Repubblica .

Salvini e Savoini. Il giorno prima della trattativa al Metropol. A pochi metri di distanza l' uno dall' altro. Immagini che rendono poco credibile la versione che da mesi viene data dall' ex viceministro italiano. E cioè che lui, dell' incontro della mattina dopo al Metropol, non ha mai saputo nulla. «Non è una cosa seria», ha detto di nuovo ieri Salvini, commentando la rivelazione di Repubblica sull' esistenza di un foglio - agli atti dell' indagine della procura di Milano - che proverebbe l' accordo del Metropol.

matteo salvini conferenza stampa sulla russiaMATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA SULLA RUSSIA
Nell' inchiesta di Giorgio Mottola, anche un' intervista esclusiva all' oligarca russo Konstantin Malofeev, titolare di un fondo di investimento da un miliardo di dollari, che conferma a R eport l' esistenza di una trattativa sulla compravendita da 1,5 miliardi di dollari di gasolio, con uno sconto sul prezzo del 10 per cento: il 4 per la Lega, il 6 per i russi.

Malofeev non ha mai nascosto la sua vicinanza con l' estrema destra.
L' aveva confessata anche a Repubblica in un' intervista uscita il 6 settembre . Report racconta come Malofeev abbia fatto ottenere, tramite una banca russa, un prestito da 2 milioni di euro ai neofascisti di Jean Marie Le Pen. E, secondo le accuse mosse contro di lui in Francia, avrebbe aiutato il Fronte Nazionale di Marine Le Pen a incassare 11 milioni da una banca cipriota. Nonostante sia stato inserito nel 2014 nella lista nera delle persone non desiderate dell' Unione Europea, Matteo Salvini lo ha incontrato più volte.
matteo salvini a mosca confindustria russiaMATTEO SALVINI A MOSCA CONFINDUSTRIA RUSSIA

«Mi piace Matteo Salvini - dice ridendo nell' intervista - La prima volta che l' ho incontrato sono rimasto molto impressionato, ha idee molto forti. L' ultima volta è stato poco prima che diventasse vice primo ministro».

Ma poi Malofeev parla della trattativa sul petrolio. «A Savoini ho chiesto: "ma cos' è questa storia del Metropol?". E lui mi ha risposto: "Niente, ho parlato con dei tizi, degli avvocati. Mi hanno detto che volevano parlare di alcune faccende che riguardavano il petrolio. Abbiamo discusso di petrolio e di come io potevo aiutarli con Eni».

kostantin malofeevKOSTANTIN MALOFEEV
«Quindi le ha confermato che la trattativa c' è stata?», chiede il giornalista. «Mi ha confermato che si è incontrato con i russi e ha iniziato a parlare con loro di petrolio».

L' ex titolare del Viminale minimizza ancora "Non è una cosa seria" ma i pm di Milano continuano a scavare j Il filantropo Konstantin Malofeev, 45 anni, titolare di un fondo da un miliardo di dollari Su Repubblica L' articolo di ieri su Repubblica sul pizzino ritrovato nei telefonini dei partecipanti italiani all' incontro del Metropol con l' ipotesi della spartizione. Fonte: qui

martedì 1 ottobre 2019

IL TOP MANAGER DELLE MANUTENZIONI DELLE AUTOSTRADE, UN ANNO PRIMA DEL PONTE MORANDI: ''DEVO RIDURRE AL MASSIMO I COSTI, SPENDERE IL MENO POSSIBILE, SONO ENTRATI I TEDESCHI, I CINESI…''

IL 28 APRILE 2017 ATLANTIA VENDE QUASI IL 12% DI AUTOSTRADE PER L'ITALIA, E ARRIVANO 1,48 MILIARDI DA INVESTITORI CINESI E TEDESCHI.

L'INIEZIONE SERVE PER LA MEGA-OPERAZIONE CON LA SPAGNOLA ABERTIS

Marco Grasso per “la Stampa”

MICHELE DONFERRI MITELLIMICHELE DONFERRI MITELLI
Nella primavera 2017 vanno in scena grandi manovre in casa Atlantia e il 28 aprile si annuncia una maxi -operazione: la vendita di quasi il 12% di Autostrade per l' Italia (Aspi), che porta nelle casse del colosso controllato dai Benetton 1,48 miliardi. Più della metà del pacchetto azionario (6,97%) è acquistato da un consorzio guidato dai tedeschi di Allianz Group, l' altra metà è ceduto a Silk Road Fund, fondo sovrano cinese. L' iniezione di liquidità apre a un' altra mega -fusione, con Atlantia che acquisirà la spagnola Abertis.

Questo risiko finanziario, secondo la Procura di Genova, potrebbe aver avuto un ruolo nella gestione della sicurezza delle infrastrutture italiane, Ponte Morandi compreso.
CASTELLUCCI AUTOSTRADECASTELLUCCI AUTOSTRADE
Emerge da riunioni interne alla stessa Aspi, in cui a dettare la linea è Michele Donferri Mitelli, capo nazionale delle manutenzioni, uno dei più importanti dirigenti della società: «Devo spendere il meno possibile... sono entrati i tedeschi, a te non te ne frega un c..., sono entrati i cinesi... devo ridurre al massimo i costi... e devo essere intelligente de portà alla fine della concessione... lo capisci o non lo capisci?».

«TAGLI LEGATI AL PROFITTO»
Per il giudice Angela Maria Nutini, che nelle scorse settimane ha firmato gli ordini di arresto per altri tecnici accusati di aver falsificato l' esito di varie ispezioni, «emergono con prepotenza le logiche commerciali sottese agli interventi manutentivi». L' audio precede di oltre un anno alla strage del 14 agosto 2018. I finanzieri del Primo Gruppo, coordinati dai colonnelli Ivan Bixio e Giampaolo Lo Turco, lo hanno trovato nei computer di Marco Vezil, dirigente Spea, azienda che si occupava del monitoraggio viadotti per conto di Autostrade. Vezil aveva l' abitudine di registrare di nascosto ogni incontro. Perché? Voleva - si chiedono gli inquirenti - mettersi al riparo da possibili conseguenze sulle decisioni prese a quei tavoli?
LA LETTERA APERTA DI ATLANTIA - AUTOSTRADE PER L'ITALIA A UN ANNO DAL CROLLO DEL PONTE MORANDILA LETTERA APERTA DI ATLANTIA - AUTOSTRADE PER L'ITALIA A UN ANNO DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Il 24 ottobre 2017 si tiene un altro summit tra Autostrade e Spea. Nell' occasione Don ferri interviene in modo esplicito sulla sicurezza delle infrastrutture, chiedendo ai tecnici di rivedere al ribasso le valutazioni di rischio su alcuni via dotti: «Che sono tutti 'sti 50 (il numero indica un coefficiente di rischio, più alto è e più urgenti sono le manutenzioni da eseguire, ndr)? Me li dovete toglie... Adesso riscrivete e fate Pescara (il riferimento è a un viadotto nella zona, ndr) a 40, perché ti ho detto, il danno di immagine è un problema di governance». Un dialogo che, spiega ancora il giudice, mo stra la «finalità di lucro nelle direttive di Donferri in ordine all' attribuzione dei voti dei difetti delle opere ammalorate».

IL GIALLO DEL DOCUMENTO CONSOB
A rimarcare quanto fosse importante quel periodo è un documento Consob del 16 luglio 2017. Si spiega come nel patto sottoscritto da Autostrade sia certificato che «l' importo complessivo degli impegni di spesa» dovrà rimanere «immutato». Di qui, con ogni probabilità, l' ossessione per mantenere i costi sotto controllo.

Non solo. La falsificazione dei report, spiega una qualificata fonte d' indagine, apre un altro scenario: se al momento della vendita fosse stata rappresentata una situazione della rete migliore di quanto non fosse in realtà, i soci potrebbero chiedere i danni. «Le spese di manutenzione non hanno mai subito flessioni nel 2017 e nel 2019 sono state rafforzate. Delle affermazioni dell' allora dirigente di Aspi si occuperà la magistratura - replica Autostrade - Atlantia ha avviato un audit interno. ».
giovanni castellucciGIOVANNI CASTELLUCCI

C' è un altro incrocio di date interessante. Nell' autunno del 2017 Aspi avvia l' iter per portare avanti la ristrutturazione del Morandi. Nelle comunicazioni al Ministero dei Trasporti manifesta una certa fretta, non del tutto giustificata dalle valutazioni sulla sicurezza dell' opera. L' intervento è qualificato come «locale» e non «infrastrutturale».

Fonte: qui

lunedì 30 settembre 2019

IL 45ENNE BOSNIACO DI ETNIA ROM CHE, A PISA, AVEVA COSTRETTO LE FIGLIE A SPOSARE DUE CUGINI, VENDENDOLE PER 12 MILA EURO, HA CHIAMATO LA POLIZIA QUANDO LE RAGAZZE SONO FUGGITE SOSTENENDO CHE DUE RUMENI LE AVESSERO RAPITE


PER CONVINCERE LE DUE RAGAZZE A RIENTRARE E SPOSARE I CUGINI HA ANCHE MINACCIATO DI VENDICARSI SUI FRATELLINI PIÙ PICCOLI RIMASTI NEL CAMPO ROM…

Grazia Longo per “la Stampa”
Matrimonio combinato a suon di botte, umiliazioni e vendita al miglior offerente.
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE - IL FURGONE IN CUI ERA TENUTA PRIGIONIERAPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE - IL FURGONE IN CUI ERA TENUTA PRIGIONIERA
A Pisa, un bosniaco di etnia rom di 45 anni non solo ha costretto le due figlie maggiori a sposare due cugini a cui le aveva proposte a 12 mila euro l' una, ma poiché le ragazze sono fuggite per evitare le nozze, ha sequestrato in roulotte la figlia minore di appena 8 anni e ha denunciato alla polizia il rapimento di tutte e tre.
Un passo falso che ha fatto scattare le indagini culminate con l' arresto del padre-padrone per «induzione e costrizione al matrimonio», per effetto del nuovo Codice rosso.
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADREPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE
E' il primo caso eclatante in Italia e ha scritto la parola fine a una storia dal sapore medievale. Due sorelle di 19 e 21 anni, sono state picchiate e vessate dal padre per anni - ad una sono stati anche rasati i lunghi capelli neri perché aveva osato ribellarsi - e lo scorso agosto, quanto il padre ha imposto il matrimonio con due cugini sono fuggite nel Nord Italia. Il padre allora, non riuscendo a rintracciarle, ha segregato la piccola di casa nella roulotte e si è presentato dalla polizia sostenendo che tutte e tre erano state rapite da due rumeni.
Ma i poliziotti della squadra mobile di Pisa non gli hanno creduto, i cellulari dell' uomo e delle figlie sono stati intercettati ed è emersa la verità. Dalla perquisizione nella roulotte è stato inoltre scoperto il nascondiglio della bambina. L' orecchio investigativo ha inoltre fatto emergere uno spaccato di violenza psicologica inaudito: il padre per convincere le due ventenni a rientrare a Pisa e sposare i cugini ha anche minacciato di vendicarsi sui fratellini più piccoli rimasti nel campo rom. Tanto che la ventunenne, più fragile rispetto alla sorella, ha ceduto al ricatto ed è tornata per sposare il cugino.
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADREPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE
Le immagini della vendita della sposa e delle nozze combinate sono state postate su Facebook e monitorate dalla polizia: al centro del tavolo nuziale una bottiglia di whisky con attorno al collo un massiccio bracciale d' oro in segno di opulenza, poi lo scambio dei 12 mila euro. Il banchetto era stato organizzato nel parcheggio del campo rom dove stazionano le roulotte delle due famiglie. L' altra figlia diciannovenne, invece, si trova nel Nord Italia e convive con il fidanzato e ha definitivamente cambiato vita interrompendo qualunque rapporto con la famiglia e l' ambiente di origine.
Ma questo di Pisa non è un caso isolato di applicazione del Codice rosso. A Loiano, sull' Appennino bolognese, un giardiniere moldavo di 44 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver preso a calci, ubriaco, la porta e la portafinestra del balcone dell' ex fidanzata, costringendo la donna a barricarsi all' interno, terrorizzata.
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADREPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE
L' uomo non si rassegnava alla fine della relazione.
A Lecce un cinquantasettenne è stato arrestato dai militari dell' Arma perché è arrivato sotto casa dell' ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dai luoghi frequentati dalla donna, essendo ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni personali nei suoi confronti. Il Codice rosso, infatti, tutela le vittime di violenza domestica, madri, mogli, figlie che quotidianamente sono minacciate, perseguitate, stalkerizzate, sottoposte a violenze fisiche o psicologiche da ex compagni, padri o da conoscenti.
A PISA UN BOSNIACO DI ETNIA ROM VENDE LE FIGLIE PER DARLE IN SPOSE AI CUGINI 
L’UOMO LE PICCHIAVA E LE SOTTOPONEVA A PRATICHE UMILIANTI, COME QUELLA DEL TAGLIO DEI CAPELLI 
INOLTRE LE COSTRINGEVA A LUNGHI PERIODI DI PRIGIONIA NELLE ROULOTTE, DOVE VENIVANO TENUTE A PANE E ACQUA 
L’OBIETTIVO ERA TENERLE LONTANE DAI FIDANZATI, DIVERSI DA QUELLI CHE LUI AVEVA SCELTO PER LORO…
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADREPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE
Vende le figlie per il matrimonio con i cugini e le picchia e segrega per farle lasciare i fidanzatini: primo arresto per codice rosso. L'uomo, un bosniaco di etnia rom, è stato arrestato dalla polizia di Pisa in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché avrebbe picchiato, maltrattato e segregato le due figlie fidanzate con uomini diversi dai cugini da lui prescelti e a cui le aveva già vendute in cambio di denaro. Per il reato di induzione al matrimonio, introdotto dal cosiddetto codice rosso, si tratta - è stato spiegato dagli inquirenti - della prima ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita in Italia.
PISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADREPISA - UNA RAGAZZA ROM VENDUTA DAL PADRE

L'uomo, da quanto spiegato, è accusato di reiterate violenze, lesioni, segregazioni nei confronti delle due figlie, una delle quali da poco maggiorenne. Le violenze, che risalirebbero sin dalla minore età per una delle due, non si sarebbero limitate a calci, pugni e pratiche umilianti, come quella del taglio dei capelli, ma spesso consistevano in veri propri periodi di segregazione nelle roulotte, dove le ragazze venivano cibate a pane e acqua. Fonte:  qui

venerdì 13 settembre 2019

HUAWEI, ARRIVA LA RESA DEI CINESI?

SECONDO L’ECONOMIST HUAWEI POTREBBE VENDERE A UNA RIVALE OCCIDENTALE TUTTI I BREVETTI E IL KNOW-HOW SUL 5G, COSÌ DA AMMORBIDIRE GLI AMERICANI E FAR CAPIRE CHE NON HANNO INTERESSE A SPIARCI 
NON FATEVI ABBINDOLARE. LA MOSSA CONVIENE SOPRATTUTTO A LORO: IL PACCHETTO VALE 20 O 30 MILIARDI, QUANTO UNA MANOVRA ITALIANA. 
E CHI CE LI HA?


huawei a shenzhen 1HUAWEI A SHENZHEN 
Huawei potrebbe vendere ad una rivale occidentale tutti i brevetti, licenze, codici e il know-how sul 5G per un importo una tantum. Lo scrive l'Economist, dopo un'intervista all'amministratore delegato del colosso cinese, Ren Zhengfei.

REN ZHENGFEIREN ZHENGFEI










Una mossa a sorpresa che va incontro ai dubbi degli Usa sulla capacità delle tecnologie messe a punto dal marchio cinese di "spiare" le mosse dell'Occidente. Una mossa che probabilmente supera anche le aspettative più rosee di Donald Trump. Nel dettaglio, come racconta l'Economist, Huawei avrebbe deciso di cedere anche alla concorrenza la tecnologia che sta dietro il 5G.

xi jinping ren zhengfeiXI JINPING REN ZHENGFEI
E quindi codici e licenze che secondo alcune informazioni recenti, sarebbero costate al gruppo cinese circa 2 miliardi di dollari solo per gli approfondimenti e lo sviluppo. Le stesse tecnologie potrebbero così essere vendute - per esempio - a aziende occidentali. Col portafogli, è bene chiarire, più che gonfio. Perchè se i costi della "research & development" ammontano a 2 miliardi di dollari, quelli della possibile vendita di un pacchetto così avanzato di tecnologie potrebbe superare agilmente le decine di miliardi di dollari.

LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEILA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI
E per non lasciare dubbi ai concorrenti e agli stessi americani, questo ammorbidimento (bandiera bianca?) di Huawei potrebbe però restare solo su carta: perchè di possibili compratori di software e brevetti per 20 o 30 milliardi di dollari non ce ne sono certo molti in giro. E soprattutto perchè, parole del numero uno del gurppo cinese, Ren Zhengfei, "Huawei proseguirebbe lo sviluppo del settore per proprio conto". Quindi nessuna resa. Semmai solo una mano tesa all'Occidente. Ad un costo proibitivo.

Fonte: qui

sabato 24 agosto 2019

Trump approva la vendita di 8 miliardi di $ di jet F-16 a Taiwan; Il Congresso ha invitato a "muoversi rapidamente"

Il mese scorso le forze armate cinesi hanno prevedibilmente sbattuto la recente approvazione di Washington di inviare 2,2 miliardi di dollari di armi a Taiwan, e ora c'è una spinta dell'amministrazione sostenuta dai repubblicani al Senato per "spostarsi rapidamente" su una proposta proposta di 8 miliardi di dollari di caccia F-16 a Taiwan a un momento in cui il prossimo round di negoziati commerciali USA-Cina è in bilico, come  riporta il Washington Post  :
L'amministrazione Trump sta procedendo con una vendita di 8 miliardi di $ di aerei da combattimento F-16 a Taiwan, nonostante le forti obiezioni della Cina, ha detto un funzionario americano e altri che hanno familiarità con l'accordo.
I senatori Marco Rubio e Ted Cruz hanno sollecitato venerdì il Congresso a muoversi rapidamente con la vendita dato che la Cina "cerca di estendere la sua portata autoritaria" sulla regione.
Fonte immagine: stelle e strisce
Ciò nonostante Pechino condanni tutte le ulteriori vendite di armi a Taiwan, di cui mantiene le rivendicazioni storiche, e prendendo l'ulteriore significativo passo di minacciare le sanzioni contro qualsiasi società americana coinvolta in tali accordi sulle armi. 
Venerdì il New York Times ha anche confermato il piano F-16 proposto, basato sulle dichiarazioni del Dipartimento di Stato :
Il Dipartimento di Stato ha riferito al Congresso giovedì sera, subito dopo che il Segretario di Stato Mike Pompeo ha firmato un promemoria che approva la vendita , hanno detto i funzionari. Non è previsto che il Congresso si opponga alla mossa. Per settimane, i legislatori di entrambe le parti  hanno accusato l'amministrazione di ritardare la vendita  per evitare di compromettere i negoziati commerciali o di usarla come chip di contrattazione.
Il senatore del Texas Cruz ha affermato che è fondamentale "ora più che mai" che le capacità di difesa di Taiwan siano aumentate in modo significativo tra le minacce provenienti dalla Cina. 
La Cina quest'estate ha indicato di essere  "pronta per andare in guerra" se la gente "tentasse di dividere Taiwan dal paese",  questo dopo che gli Stati Uniti hanno approvato le vendite di carri armati e missili Stinger a Taiwan a luglio. Le autorità di Pechino hanno anche affermato che gli Stati Uniti e Taiwan in fuga "stavano giocando con il fuoco" a causa dei loro crescenti legami militari, che gli Stati Uniti per trattato sono tenuti a onorare. 
L'importante aggiunta proposta all'attuale flotta di F-16 di Taiwan che sta invecchiando arriva dopo che precedenti rapporti dei media cinesi lo scorso marzo avevano affermato che Taipei aveva richiesto agli Stati Uniti una flotta di 66 caccia F-16V Lockheed Martin.

Ciò corrisponde anche a Taiwan giovedì che ha rivelato il suo più grande aumento della spesa per la difesa in oltre un decennio, a $ 411,3 miliardi ($ 13,11 miliardi), secondo Reuters . Fonte: qui