9 dicembre forconi: Alitalia
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mercoledì 4 dicembre 2019

ALITALIA PAGA 10MILA EURO AL GIORNO PER ATTERRARE A LONDRA!


È LA GRAN FREGATURA CHE HANNO RIFILATO GLI ARABI ALLA COMPAGNIA ITALIANA, CHE AVEVA I SUOI SLOT MA LI HA VENDUTI ALLA SOCIETÀ DEGLI EMIRATI. 


E ORA GLI PAGA PURE L’AFFITTO 

IN TEORIA POTREBBE RICOMPRARLI, MA… 
Leonard Berberi per www.corriere.it
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHADI DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD
Per volare a Londra Heathrow, uno degli aeroporti più importanti e intasati del mondo, Alitalia paga Etihad 10.290 euro al giorno di affitto degli slot. Le fasce orarie di decollo e atterraggio consentono al vettore tricolore di operare dieci collegamenti quotidiani (in entrambe le direzioni): 6 da/per Roma Fiumicino, 4 da/per Milano Linate. È quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera incrociando i documenti ufficiali, gli accordi privati e le comunicazioni agli enti regolatori del Regno Unito. Nel complesso dal 2017 Alitalia spende soltanto per questa voce 3,76 milioni l’anno. Soldi che avrebbe potuto risparmiare se non avesse venduto l’asset alla società degli Emirati Arabi Uniti. Vendita, è bene precisarlo, non effettuata dagli attuali commissari straordinari.
Un aeroporto prezioso
alitalia etihadALITALIA ETIHAD
Alitalia utilizza a Londra Heathrow 68 slot settimanali, tra arrivi e partenze, nel periodo estivo e 65 in quello invernale. Per la stagione estiva 2020 — che nel trasporto aereo parte alla fine di marzo e si conclude gli ultimi giorni di ottobre — ne ha chiesti altri 16 per operare ulteriori otto voli settimanali ampliando così l’offerta ai passeggeri, stando ai documenti ufficiali che il Corriere ha potuto consultare. Ma quella richiesta non è stata soddisfatta.

AEREO ALITALIAAEREO ALITALIA
Non soltanto perché il principale scalo londinese è al 99% della sua capacità, ma anche perché ci sono solo due modi per ottenere gli slot in quella struttura: o facendoseli dare da altre compagnie (dietro compenso o semplice scambio) oppure partecipando a una sorta di lotteria. Quest’ultima premia pochi e di solito chi nell’aeroporto non ci vola ancora. Per l’estate 2020, per esempio, a vincere è stata la low cost Norwegian Air, ma non l’americana JetBlue che intende avviare le rotte transatlantiche.

La vendita nel 2016
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1
Al netto dei 16 slot ulteriori non ottenuti, Alitalia dovrà continuare a pagare Etihad (che fino a maggio 2017 aveva il 49% del vettore italiano) per volare a Heathrow, sborsando qualcosa come 1.059 euro per ogni aereo in arrivo o in partenza. A meno che i commissari straordinari dell’azienda non decidano di ricomprare quei diritti, cosa che sarebbe permessa dall’accordo tra le due compagnie. Su questi slot negli anni si è molto discusso. A partire dal valore della transazione. Secondo i documenti depositati dai commissari straordinari un paio d’anni fa queste bande orarie vendute a Etihad hanno generato una plusvalenza di 39 milioni di euro che sono entrati nelle casse di Alitalia nel secondo semestre del 2016.
drone avvistato a heathrow 3DRONE AVVISTATO A HEATHROW 
L’affitto mensile
Ma una volta venduti subito dopo Alitalia questi slot li ha «ripresi in affitto a un canone di 313 mila euro al mese», contabilizzava la terna di allora composta da Luigi Gubitosi (poi sostituito da Daniele Discepolo), Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal Regno Unito le comunicazioni ufficiali consultate dal Corriere confermano che la vendita degli slot per il Terminal 4 è avvenuta in due fasi: la prima — il 25 agosto 2016 — per le fasce di decollo e atterraggio per la successiva stagione invernale (fine ottobre-fine marzo), la seconda — il 7 dicembre dello stesso anno — per quelle della stagione estiva. Gli aeroporti italiani coinvolti, si legge, sono Fiumicino e Linate. Negli stessi giorni — il 25 agosto e il 7 dicembre — quegli slot sono stati dati ad Alitalia in leasing.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Quanto valgono oggi
Al momento della pubblicazione dell’articolo Alitalia non aveva ancora risposto alle richieste del Corriere. Nei documenti britannici non viene indicata la cifra di vendita che stando a una delle relazioni dei commissari hanno comportato per Alitalia introiti per 39 milioni di euro. Ma quanto valgono davvero quegli slot? Un’analisi della società specializzata internazionale Iba calcola che il loro prezzo a Heathrow dipende molto dal collocamento orario.
ALITALIAALITALIA
Per esempio lo slot delle 6 del mattino oggi sul mercato vale circa 1,9 milioni di euro, mentre il massimo lo si raggiunge per quello di mezzogiorno con 3 milioni. Quelli di Alitalia sono alle 6:45, 7:25, 16, 16:55, 18, 18:50, 19:10, 20, 20:45, 23:05. E così sulla base delle valutazioni di Iba il Corriere stima che gli slot oggi noleggiati dal vettore tricolore hanno un valore di mercato complessivo di 23,7 milioni di euro. Quando — e se — verrà aggiunta la terza pista quel dato è destinato a scendere.
Fonte: qui

domenica 27 ottobre 2019

TASSARE IL DIESEL PER FAR VOLARE ALITALIA UN ALTRO ANNO

IL PRESTITO PONTE PER LA COMPAGNIA ARRIVA A 1,3 MILIARDI, MENTRE IN MANOVRA SI TOLGONO LE AGEVOLAZIONI SULLE ACCISE DEL GASOLIO. 

CHI GUIDA CAMION E TIR PAGHERÀ DI PIÙ, COSÌ LO STATO POTRÀ VERSARE ALTRI 400 MILIONI AL ''FONDO SOPRAVVIVENZA ALITALIA'' (SENZA FONDO), E PRIMA O POI VENDERLA COMUNQUE A LUFTHANSA, CHE VUOLE LICENZIARE META' DEI DIPENDENTI

TASSANO IL DIESEL PER FAR VOLARE ALITALIA
Claudio Antonelli per ''la Verità''

Il sottosegretario piddino Antonio Misiani è uscito allo scoperto. «Dal 2021», ha detto ieri durante un' intervista a Sky Tg 24, «non da subito quindi c' è questa intenzione di permettere le detrazioni solo su pagamenti digitali o tracciabili». Dopo giorni di mezze dichiarazioni la mossa dei giallorossi non stupisce per nulla. Fornirà al governo molto più gettito. La mossa ha infatti due scopi. Il primo è quello di ampliare il numero di soggetti all' imposta Iva dopo averli tracciati su entrambi i fronti. Così quando verrà innalzata l' Iva non si potrà più sfuggire.
kim winter e simon attwell, dieselKIM WINTER E SIMON ATTWELL, DIESEL

Un po' la funzione che svolge la fatturazione elettronica oggi nei confronti delle aziende o delle partite Iva. Imporre le detrazioni solo a fronte di transazioni digitali spingerà le persone a strisciare di più la carta di credito e a quel punto una volta tracciato un numero maggiore di contribuenti sarà più difficile evadere l' Iva. L' altro scopo della mossa è quello palese di risparmiare in modo sensibile dalla voce detrazioni o deduzioni.

Chi deciderà di pagare cash legalmente rinuncerà alle agevolazioni fiscali (che valgono solo per le persone fisiche una settantina di miliardi). Per lo Stato sarà comunque una fonte di gettito. In entrambe i casi è bene ricordare che non si combatterà l' evasione fiscale. Giusto per ribadire ancora una volta che lo storytelling delle valuta elettronica sta diventando un po' bolso.

Infatti, man mano che il testo della manovra viene aggiornato, l' intento tassatorio del governo diventa palese. Solo le resistenze di una fetta dell' opinione pubblica relative all' aumento dell' Iva stanno imponendo a Giuseppe Conte e al ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, di spostare gli interventi alla legge finanziaria 2021. Nel frattempo aumentano le toppe infilate tra una pagina e l' altra dell' attuale manovra. Nell' ultimo testo edito dalla compagine giallorossa spunta un nuovo prelievo sui carburanti. Il capitolo intitolato «Contrasto alle elusione delle accise» si allarga di una voce tutta dedicata al gasolio commerciale.
CAMION TRASPORTO AUTOCAMION TRASPORTO AUTO

A oggi circa 6 miliardi di litri di carburante vengono consumati ogni anno dagli autotrasportatori. La cifra si riferisce a quelli che guidano camion e pullman, non i piccoli furgoni. Su questo oceano di carburante viene applicata un' accisa agevolata. Alla fine di ogni scadenza trimestrale ciascun esercente deve comunicare le fatture di acquisto del gasolio e i chilometri percorsi.

A quel punto può chiedere il rimborso dell' imposta pagata in eccesso al momento del rifornimento. Il governo ha pensato bene di introdurre una sorta di studio di settore. Fino allo scorso anno il parametro dei chilometri percorsi per litro di carburante veniva semplicemente dedotto.
Dal prossimo anno dovrà invece rientrare in una media ponderata. Chi sta sotto vuol dire in automatico che fa il furbetto e su quella fetta di gasolio consumato non potrà chiedere il rimborso.

Presto fatto, il governo ha poi applicato il calcolo sui flussi del 2018 e ha così stimato che l' anno prossimo incasserà 40,5 milioni di euro in più e dal 2021 in avanti porterà in cassa più di 81 milioni ogni anno. Certo ogni paragrafo della bozza del dl manovra va sotto la voce contrasto all' evasione o all' elusione.
giuseppe conte roberto gualtieri 9GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 

Ma anche in questo caso, come in relazione al tema della valuta virtuale, l' obiettivo permanente è quello di fare cassa. Così sommando 81 milioni di qua e altri 120 che saranno recuperati dalla sanatoria del conto energia e da tutti gli altri balzelli (come la plastic tax) si arriva agevolmente a 3 miliardi di euro. E non abbiamo ancora scoperto il vero contenuto del decreto ambiente, il testo promosso dal ministro Segio Costa che promette un' altra lunga serie di balzelli. Molti dei quali colpiranno il comparto dell' agricoltura.

Quando ciascuno di noi pagherà la verdura trasportata dai camion qualche centesimo in più e la pasta o la frutta saranno più care, potremo consolarci con il fatto che quanto lo Stato risparmierà dal gasolio agevolato lo avrà buttato in Alitalia. In pratica, carburante più caro per far volare per qualche mese in più gli aerei dell' ex compagnia di bandiera che in circa due anni è già costata 1,3 miliardi di euro. Ammantare tali giochetti con l' aura dell' ambientalismo è qualcosa di ridicolo. Non potremo cambiare la realtà delle cose, ma almeno chiamiamola con il suo vero nome: una fregatura.

alitaliaALITALIA


SALE IL CONTO PER SALVARE ALITALIA DALLO STATO ARRIVANO ALTRI 400 MILIONI
Francesco Bonazzi per ''la Verità''

Un miliardo e 300 milioni per salvare un' impresa privata dal fallimento. A tanto sale il conto dell' intervento dello Stato a favore di Alitalia, con l' ultima sorpresina da 400 milioni di euro infilata nel decretone fiscale. In tutti i convegni lo Stato imprenditore è sempre il cattivo di turno, ma quando i privati si dimostrano non meno inetti, come nel caso della ex compagnia di bandiera, i soldi dei contribuenti fanno molto comodo. Ovviamente con la scusa di salvare migliaia di posti di lavoro.

SALVINI ALITALIASALVINI ALITALIA
E allora il termine per presentare offerte per rilevare la società slitta al 21 novembre, l' Europa si spera che chiuda ancora un occhio sugli aiuti di Stato e nella cordata Fs-Atlantia-Lufthansa che dovrebbe farsi avanti fervono le trattative per presentare un' offerta convincente. Soprattutto, secondo quanto risulta alla Verità da fonti vicine a Palazzo Chigi, Lufthansa starebbe garantendo alla società dei Benetton la possibilità di rivenderle, tra un paio d' anni, gran parte del pacchetto di azioni Alitalia. Giusto il tempo di mettere in sicurezza le concessioni autostradali, insomma.

ANTONIO MISIANIANTONIO MISIANI
Dal primo giorno del primo governo Conte, il dossier Alitalia sembrava dovesse essere affrontato e risolto con urgenza, grazie all' impegno dell' allora ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio. Il Tesoro ha prestato alla compagnia 900 milioni di euro, sui quali è aperta un' istruttoria della Commissione Ue per sospetta violazione delle norme sulla concorrenza attraverso il più classico degli aiuti di Stato.

Roma sa bene che è così, anche se il prestito è oneroso ed è chiamato «ponte» perché doveva essere restituito già da mesi e doveva servire solo a traghettare Alitalia verso nuovi padroni, formalmente privati.

BRUXELLES
Solo grazie ai continui annunci di una cordata pronta a salvare la baracca, con i suoi 11.000 dipendenti e altri 10.000 lavoratori dell' indotto, la commissaria Margrethe Vestager ha finora chiuso un occhio, evitando di affondare la lama su un paziente moribondo. Ma nelle ultime bozze del decretone, ecco il nuovo termine per le offerte vincolanti che slitta al 21 novembre (quello precedente, «tassativo» era al 15 ottobre) e un nuovo prestito ponte da 400 milioni. Soldi senza i quali, evidentemente, Alitalia non può essere appioppata neppure alle Ferrovie. Ciliegina sulla torta, il governo aveva fatto trapelare che il nuovo prestito sarebbe stato di 350 milioni, ma alla fine eccone addirittura 50 in più. Al 30 settembre, nelle casse di Alitalia erano rimasti solo 310 milioni.
vestagerVESTAGER

Ottobre dev' essere iniziato maluccio e comunque la velocità con cui Alitalia brucia cassa allarma anche il nuovo governo. E il nuovo titolare del Mise, il grillino Stefano Patuanelli, è a caccia di una soluzione.

Del resto, sulla partita Alitalia deve vedersela anche con il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, che i 5 stelle al governo definiscono con una certa simpatia «un vetero comunista», e con un Pd che non sembra in grado di sciogliere i propri storici legami con Atlantia e la famiglia Benetton.

ESUBERI
DELTA AIRLINESDELTA AIRLINES
Il M5s tifava per gli americani di Delta, che dovrebbero prendere il 10-12%, in scia al 35% delle Ferrovie e a un altro 35% di Atlantia, mentre il Mef dovrebbe convertire parte del prestito e tenersi il 15% della «nuova» Alitalia. Lufthansa si era allontanata un anno fa, perché il suo piano prevedeva troppi esuberi e non voleva lo Stato come socio. Appoggiata dalla Lega di Matteo Salvini, sembrava fuori gioco. E invece, poco prima dell' ultimo «penultimatum» del 15 ottobre si è rifatta avanti, sponsorizzata da Atlantia e da Mediobanca, che assiste la holding dei Benetton.

stefano patuanelliSTEFANO PATUANELLI
Il M5s, sapendo che è alternativa a Delta, ha tentato di stopparla sostenendo che se non si mette capitale, inutile farsi avanti solo con proposte di alleanze commerciali. In realtà, la settimana scorsa, negli incontri con emissari del governo, i vertici di Lufthansa avrebbero fatto capire con grande sincerità che avrebbero un' opzione per comprare parte del pacchetto di Atlantia tra un paio d' anni. Gli esuberi, pur divisi in due tranche, alla fine sarebbero quasi 5.000, ovvero la prima stima dei tedeschi.

IL PONTE MORANDI
Ma si tirerebbe in lungo altri due anni, nei quali Atlantia perderebbe probabilmente qualche decina di milioni con il suo intervento in Alitalia, ma in cambio otterrebbe un trattamento «non persecutorio» sul rinnovo delle concessioni autostradali, concessioni che i grillini volevano negarle su tutto il territorio nazionale per via della tragedia del ponte Morandi. Insomma, dopo aver messo il chip in Alitalia, Atlantia sarebbe libera di rivendere gran parte della sua quota agli amici di Lufthansa. Il che spiegherebbe perché insista per avere a tutti i costi tedeschi a bordo della compagnia aerea.

Fonte: qui
angela merkel con aereo lufthansa in manoANGELA MERKEL CON AEREO LUFTHANSA IN MANO

NEI 30 MESI DI GESTIONE COMMISSARIALE ALITALIA HA BRUCIATO CIRCA 837 MILIONI DI EURO: 900 MILA AL GIORNO 
LA CESSIONE NON C’È ANCORA STATA NÉ È SICURO CHE CI SARÀ, MA È CERTO CHE I SOLDI NON SONO FINITI: LA COMPAGNIA NON È IN GRADI DI RESTITUIRLI E NON HA VERSATO AL MEF NEPPURE GLI INTERESSI MATURATI FINO A MAGGIO. 
IN 45 ANNI DI VITA, ALITALIA È COSTATA AI CONTRIBUENTI LA CIFRA MONSTRE DI…
Gianni Dragoni per “il Sole 24 Ore”

alitaliaALITALIA
L' Alitalia ha già bruciato circa 837 milioni di euro di liquidità da quando è nella gestione commissariale. È come una fornace volante che, in media, ogni giorno brucia banconote per un valore di circa 900mila euro. Questo va avanti da 913 giorni. Al giro di boa dei due anni e mezzo di gestione commissariale - cominciata il 2 maggio 2017 - questi sono i calcoli elaborati dal Sole 24 Ore sulla base dei dati disponibili.

Dati piuttosto scarni, perché i commissari di Alitalia (Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo, che lo scorso dicembre ha sostituito Luigi Gubitosi) pubblicano poche informazioni sull' andamento economico-finanziario e patrimoniale della compagnia. Non sono tenuti per legge a pubblicare un bilancio consuntivo annuale, e infatti non lo pubblicano.

DANIELE DISCEPOLODANIELE DISCEPOLO
Tuttavia poiché la compagnia è tenuta in vita con soldi pubblici, altrimenti avrebbe smesso di volare da un pezzo perché, come ha osservato il vicepresidente della Bei Dario Scannapieco, «Alitalia oggi non ha ancora le caratteristiche per essere bancabile», sarebbe desiderabile un po' più di trasparenza sui conti.

La gestione commissariale, nominata durante il governo di Paolo Gentiloni dall' allora ministro Carlo Calenda, ha scelto di fare un programma di cessione dell' attività e ha ottenuto un prestito statale di 900 milioni, a un tasso di circa il 10% annuo. Con una simile dote i commissari avrebbero anche potuto tentare di fare un programma di ristrutturazione dell' azienda. La legge lo consente in alternativa alla vendita dei beni.

gentiloni calendaGENTILONI CALENDA
Sta di fatto che la cessione non c' è ancora stata né è sicuro che ci sarà, ma i soldi sono finiti. Alitalia non è in grado di restituire i 900 milioni, non ha versato al Mef neppure gli interessi per 145 milioni maturati fino al 31 maggio scorso, poi cancellati per il periodo successivo dal «decreto Crescita» del precedente governo, che ha anche abolito il termine per il rimborso dei 900 milioni (era il 30 giugno).

Ecco come è calcolata la cassa bruciata. Il 28 aprile 2017 Alitalia - lo hanno reso noto i commissari - aveva in cassa 74 milioni. Con il commissariamento ha dovuto subito depositare 103 milioni in garanzia alla Iata. Inoltre fino al 31 dicembre 2018 (ultimi dati pubblicati) ha dovuto dare ulteriori depositi cauzionali per hedging e flotta per 34 milioni, che si aggiungono ai 56 milioni di depositi già presenti al 2 maggio 2017.
bagagli alitaliaBAGAGLI ALITALIA

Se si sommano i 74 milioni di liquidità ai 900 milioni del prestito e si sottraggono i 137 milioni di depositi aggiuntivi fatti dai commissari, residua una somma di 837 milioni: questa è la liquidità bruciata nei due anni e mezzo del commissariamento fino ad oggi.

L' ultimo dato ufficiale comunicato dai commissari è che a fine settembre rimanevano 310 milioni in cassa. Ma questa somma è gonfiata, come in un «doping amministrativo», dagli anticipi per i biglietti prepagati per i voli futuri. Questi soldi sono un debito della compagnia verso i clienti.
A quanto ammontino questi anticipi non si sa, ma si tratta di 4-5 milioni di biglietti. Secondo stime la cassa, depurata dagli anticipi già incassati, a fine settembre sarebbe ridotta a 160 milioni. La previsione è che questa cassa si esaurirà in dicembre, stando a fonti che hanno accesso ai dati. Non è indicato in quale giorno del mese, ma Alitalia rischia di rimanere senza carburante e senza soldi per pagare gli stipendi.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

Del resto, se non ci fosse un' emergenza di liquidità per Alitalia il governo non avrebbe inserito nel decreto legge fiscale un nuovo finanziamento statale ad Alitalia. Nella bozza originaria il «prestito» era di 350 milioni. Nel testo finale è salito a 400 milioni.

DI MAIO VOLA IN ECONOMYDI MAIO VOLA IN ECONOMY
Il decreto dice che questo «finanziamento a titolo oneroso» (al tasso di quasi il 10%) è concesso per sei mesi ad Alitalia e alle altre società del gruppo «per le loro indilazionabili esigenze gestionali». L' obiettivo è «consentire di pervenire al trasferimento dei complessi aziendali».
Se verrà presentata l' offerta di acquisto vincolante - il che è ancora dubbio, le Fs stanno trattando con Atlantia e Delta, ma c' è anche l' ipotesi alternativa di Lufthansa, che piace di più ai Benetton - entro il termine del 21 novembre, ci vorrebbero comunque da 4 a 6 mesi ulteriori per completare le procedure necessarie prima del trasferimento: l' accordo con i sindacati sugli esuberi, l' autorizzazione Antitrust e altri passaggi.

DELTA AIRLINESDELTA AIRLINES
Sono stati i commissari, nella lettera inviata al Mise il 18 ottobre, a chiedere «risorse a titolo oneroso per un importo non inferiore a 400 milioni di euro». Con questo ulteriore prestito e calcolando gli interessi sul precedente finanziamento fino ad oggi, salgono a 9 miliardi e 200 milioni i costi di Alitalia per lo Stato e gli italiani in 45 anni di vita. In sostanza, con la gestione commissariale la gestione di Alitalia ha continuato a perdere come prima, il conto economico (che i commissari non pubblicano) secondo stime è in rosso per circa 500 milioni all' anno.

ALITALIAALITALIA
I risparmi sono stati modesti. Il risparmio maggiore è la cassa integrazione (pagata dallo Stato), in media mille lavoratori o poco più, circa il 9% dell' organico (11.600). Qualche risparmio c' è stato con la revisione dei contratti di copertura sul carburante con le banche e qualcosa nei leasing di aerei. I commissari hanno recuperato 126 milioni nel 2017 e 2018 con transazioni su crediti.

Benetton fiumicinoBENETTON FIUMICINO
Un altro risparmio è stato fatto, si legge in una relazione dei commissari, con la sostituzione il 18 settembre 2018 di Lsg Skychefs (gruppo Lufthansa), fornitore del servizio catering presso l' aeroporto di Fiumicino, con Gate Gourmet Italia, che già forniva servizi di catering ad Alitalia presso numerosi scali italiani.

«Con la sostituzione del fornitore si è riusciti a conseguire una contrazione dei costi del servizio di circa il 20% mantenendo gli standard qualitativi garantiti dalla compagnia».
Chissà cosa succederà se Lufthansa si compra Alitalia. Infine va dato conto, anche se il dato non è ufficiale, che per i commissari sarebbe stato fissato un compenso totale lordo di 10 milioni di euro, da dividere. 
Fonte: qui

martedì 16 luglio 2019

Fs ha scelto Atlantia per Alitalia: a settembre quote e piano per la newco


Dopo una maratona di oltre sei ore, il consiglio di amministrazione di Fs, con Mediobanca nel ruolo di advisor, ha scelto Atlantia come partner con il quale mettere a punto il piano industriale e la governance societaria, insieme ovviamente a Mef e Delta. Intorno a metà settembre, arriveranno le offerte vincolanti e saranno definite le quote della newco.
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Al momento la certezza è che la maggioranza sarà pubblica, come ha ripetuto diverse volte il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, con Fs che dovrebbe avere tra il 35 e il 37% e il Mef il 15%, frutto della conversione in capitale degli interessi maturati con il prestito ponte da 900 milioni. Le quote dei partner privati, Atlantia e Delta, saranno fissate più avanti. Indicativamente la compagnia Usa dovrebbe avere tra il 15% e il 20% mentre la holding della famiglia Benetton circa il 30%. Escono dalla partita il gruppo Toto, il patron della compagnia sudamericana Avianca, German Efromovich e il presidente della Lazio, Claudio Lotito.
La proposta di Atlantia è stata ritenuta la più solida dal punto di vista finanziario e industriale da Fs e Mediobanca. Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato italiane, "valutate le conferme di interesse pervenute, ha individuato Atlantia quale partner da affiancare a Delta Air Lines e al ministero dell'Economia e delle Finanze per l'operazione Alitalia". Fs Italiane "inizierà a lavorare quanto prima con i partners individuati per condividere un Piano industriale e gli altri elementi dell'eventuale offerta", ha spiegato il gruppo.
Soddisfazione è stata espressa da Di Maio secondo cui "oggi possiamo dire di avere posto le basi per il rilancio di Alitalia" per poi precisare che non ci sarà nessun passo indietro sulla revoca della concessione ad Autostrade. La questione del concessionario controllato da Atlantia si è intrecciata fin dal principio con il rilancio di Alitalia.

Il M5s, infatti, dopo il crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto ha sempre visto con sfavore l'intervento del gruppo Benetton nella nuova compagnia. Anche oggi Di Maio ha precisato che "erano arrivate altre offerte, ma hanno scelto Atlantia. Nessun pregiudizio, già lo avevo detto", ha quindi aggiunto, "anche perché lo Stato continuerà ad avere la maggioranza assoluta dell'azienda e quindi anche il controllo della newco. Era questo l'obiettivo che si era fissato il governo. Sia chiara una cosa però: niente e nessuno cancellerà i 43 morti del Ponte Morandi. Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro!", ha concluso il vicepremier.
Fonte: qui

sabato 4 maggio 2019

TONINELLI APRE AI BENETTON IN ALITALIA: ''NON VA MISCHIATA CON IL PONTE MORANDI''

DI MAIO: ''ATLANTIA NON C'È SE NON VEDO LE CARTE, CIOÈ FINCHÉ NON MANDANO UNA RICHIESTA FORMALE DI ENTRARE NELLA PARTITA''. 

IERI CASTELLUCCI HA FATTO IL PREZIOSO, MA LA TRATTATIVA VA AVANTI: OVVIAMENTE IN BALLO C'È LA CONCESSIONE DI AUTOSTRADE. 

SE IL GOVERNO SMETTE DI FARE LA GUERRA (MEDIATICA) AI BENETTON, LORO APRONO IL PORTAFOGLIO PER IL CARROZZONE 

ALITALIA: TONINELLI,NON VA MISCHIATA CON PONTE MORANDI
 (ANSA) - "Dire che abbiamo cambiato atteggiamento su Atlantia non sta né in cielo nè in terra". Lo afferma il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, parlando a Radio 24 del possibile coinvolgimento della società della famiglia Benetton in Alitalia. "Abbiamo un vantaggio quello di non mischiare le cose: quando lo fai - sottolinea - sei ricattabile o devi fare compromessi al ribasso. La questione Alitalia è gestita dai Commissari e da Fs. Altro ambito è il Ponte Morandi, con la Commissione ad hoc al Mit. Sono due cose diverse, due dossier che vengono valutati singolarmente".
DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINIDANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI


"Gli investitori e i finanziatori ci sono, ne manca uno", ha proseguito il ministro, confermando le parole di Luigi Di Maio, secondo cui all'appello per il controllo della newco Alitalia mancherebbe un ultimo 15%, ancora da assegnare. "I Commissari e le Ferrovie ci stanno lavorando. Dateci tempo fiducia per chiudere un dossier che non è affatto semplice. Ci sono interlocuzioni e trattative importanti", ha insistito, ribadendo che al centro dell'attenzione del governo ci sono i dipendenti e l'immagine di Alitalia.
Alitalia, sì del Carroccio all' ingresso di Atlantia 
I soci coperti di Di Maio
Giorgetti: «C' è una coerenza industriale» Ma Castellucci frena: «Troppi fronti aperti» Il ministro in tv annuncia che all' appello mancherebbe soltanto il 15% del capitale.

ALITALIA:DI MAIO, ATLANTIA NON C'È SE NON VEDO CARTE 
(ANSA) - "Ho letto anche io le dichiarazioni di Castellucci (l'a.d. di Atlantia, ndr) che diceva che non se lo potevano permettere, finché non leggo le carte, cioè finché non inviano i soggetti interessati una richiesta formale per me non sono a bordo. Poi leggeremo le carte. La situazione è complessa". Così il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo a Zapping, ha commentato la posizione dell'holding dei Benetton sulla partita per Alitalia.

toninelli renzi di maio air force renziTONINELLI RENZI DI MAIO AIR FORCE RENZI
Di Maio ha poi smentito che vengano ancora utilizzati soldi dei contribuenti per il salvataggio della compagnia aerea perché, ha spiegato "il Mef ce li aveva messi negli ultimi due anni, quindi converte i prestiti in azioni". Per il ministro, in ogni caso, "il personale va tutelato, per questo ho voluto che lo Stato ci fosse dentro senza soldi degli italiani".


ALITALIA, IL CARROCCIO DICE SÌ AI BENETTON
Rosario Dimito per “il Messaggero”

La Lega rompe gli indugi su Alitalia ed apre ad Atlantia.
Si profila così un nuovo scenario politico più favorevole all' intervento del gruppo autostradale. Che però, dal canto suo, ieri ha ribadito la posizione già espressa durante l' ultima assemblea di «non voler aprire un altro fronte dopo i tanti già aperti». Molti però pensano che si tratti di una mossa tattica.

di maio e toninelli davanti all air force renziDI MAIO E TONINELLI DAVANTI ALL AIR FORCE RENZI
Tutto accade mentre filtra l' ipotesi che i commissari siano stati autorizzati dal Mise ad allungare al 15 (o al 31 maggio) il termine concesso alle Ferrovie per fare l' offerta. A complicare tutto ci ha pensato poi Luigi Di Maio che, intervistato su La7, ha delineato un nuovo scenario: «Ci sono Fs, Delta e ci sarà il Mef, ci sono tre soggetti, ne manca uno, ma non manca il 40%, bensì il 15%». Parole che hanno lasciato di stucco tutti i soggetti coinvolti. Siccome Mef e Delta hanno già deciso di rilevare un 15% a testa, l' unica chiave di lettura possibile è che Di Maio pensi a un portage di Fs o Tesoro: aumentare le loro quote salvo trovare un altro partner in seguito.

Una fonte ministeriale autorevole, interpellata dopo le parole di Di Maio, spiega: «Siamo ancora in una fase interlocutoria».

IL BUIO SULLE MOSSE
I commissari sono all' oscuro di tutto, compresa la nuova proroga, e questo contribuisce da un lato ad alimentare la tensione specie da parte sindacale per il timore possa rifarsi avanti Lufthansa, e dall' altra suona come ulteriore insipienza politica perché al di là delle enunciazioni, mancano i fatti concreti, benché Giuseppe Conte due settimane fa, avesse promesso l' apertura di un tavolo a Palazzo Chigi. Non se ne è saputo più nulla. Chi invece è venuto allo scoperto, come detto, è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. «Atlantia», ha detto il primo maggio, «in quanto concessionario autostradale secondo me non dovrebbe entrare in Alitalia, ma Atlantia come proprietaria di Aeroporti di Roma ha un interesse concreto di tipo industriale».
CASTELLUCCICASTELLUCCI

Giorgetti ha rimarcato come, sulle vicende di Atlantia, anche dopo la tragedia di Genova, la Lega abbia sempre avuto un atteggiamento «presente e razionale», differenziandosi da M5S che invece ha preso di punta la società autostradale con una polemica che alla fine si sta rivelando deleteria anche per il rilancio della compagnia. L' esponente di governo ha ricordato che chi entra in Alitalia lo deve fare «con un obiettivo preciso non per barcamenarsi o permettere ad Alitalia di proseguire due anni soltanto.

Deve dare prospettive a lungo termine e una linea di galleggiamento per quanto riguarda reddito e utili e non perdite». E poi: «Dobbiamo essere ottimisti. Il lavoro va avanti, anche se parliamo di un business complicato - ha proseguito Giorgetti - Non credo che quello delle compagnie aeree sia un mondo dove si facciano utili. Ci sono tante difficoltà che influiscono sulla tipologia di business. L' Italia è un Paese che per il turismo, una sua compagnia aerea dovrebbe essere in grado di mantenerla».

Fin qui una parte della politica che con maggiore senso di realtà prova ad accelerare i tempi per il rilancio. Finora lo schema di lavoro prevede che Fs, Delta e Mef sottoscrivano fino al 60-65% della Newco, manca la quota residua ma non è facile trovare un soggetto idoneo. E Atlantia, che sarebbe pronta, deve tenere il punto anche rispetto alla legittimazione incassata dalla Lega. «Abbiamo tanti fronti aperti al momento che non possiamo pensare di impegnarci su un altro fronte così complesso come Alitalia», ha sottolineato sempre ieri l' ad Giovanni Castellucci. Il manager ha anche sottolineato che «Adr ha un appeal a livello globale e quindi il suo futuro non è cosi determinato dalle vicende di Alitalia».
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Eppure continuano i contatti tra Atlantia, Fs e Mediobanca per rientrare nella gara regolata da una procedura tecnicamente interrotta martedì 30 aprile. Dal Mise ieri sera sarebbe trapelata l' indicazione si spostare i termini a metà o anche a fine maggio. Sembra che lo studio Laghi abbia predisposto la bozza di lettera da inviare a Fs con la quarta proroga. Prima però va sottoposta a Di Maio: due pagine in cui si dice è stato raggiunto l' accordo con Delta e sono in corso colloqui con investitori. Fs comunque continua a lavorare al progetto: ieri pomeriggio a Roma vertice con gli emissari legali di Delta arrivati da Atlanta, Mediobanca, Credit Suisse, EY, Kpmg, studi Cleary Gottlieb, BonelliErede.

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