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mercoledì 4 dicembre 2019

ALITALIA PAGA 10MILA EURO AL GIORNO PER ATTERRARE A LONDRA!


È LA GRAN FREGATURA CHE HANNO RIFILATO GLI ARABI ALLA COMPAGNIA ITALIANA, CHE AVEVA I SUOI SLOT MA LI HA VENDUTI ALLA SOCIETÀ DEGLI EMIRATI. 


E ORA GLI PAGA PURE L’AFFITTO 

IN TEORIA POTREBBE RICOMPRARLI, MA… 
Leonard Berberi per www.corriere.it
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHADI DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD
Per volare a Londra Heathrow, uno degli aeroporti più importanti e intasati del mondo, Alitalia paga Etihad 10.290 euro al giorno di affitto degli slot. Le fasce orarie di decollo e atterraggio consentono al vettore tricolore di operare dieci collegamenti quotidiani (in entrambe le direzioni): 6 da/per Roma Fiumicino, 4 da/per Milano Linate. È quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera incrociando i documenti ufficiali, gli accordi privati e le comunicazioni agli enti regolatori del Regno Unito. Nel complesso dal 2017 Alitalia spende soltanto per questa voce 3,76 milioni l’anno. Soldi che avrebbe potuto risparmiare se non avesse venduto l’asset alla società degli Emirati Arabi Uniti. Vendita, è bene precisarlo, non effettuata dagli attuali commissari straordinari.
Un aeroporto prezioso
alitalia etihadALITALIA ETIHAD
Alitalia utilizza a Londra Heathrow 68 slot settimanali, tra arrivi e partenze, nel periodo estivo e 65 in quello invernale. Per la stagione estiva 2020 — che nel trasporto aereo parte alla fine di marzo e si conclude gli ultimi giorni di ottobre — ne ha chiesti altri 16 per operare ulteriori otto voli settimanali ampliando così l’offerta ai passeggeri, stando ai documenti ufficiali che il Corriere ha potuto consultare. Ma quella richiesta non è stata soddisfatta.

AEREO ALITALIAAEREO ALITALIA
Non soltanto perché il principale scalo londinese è al 99% della sua capacità, ma anche perché ci sono solo due modi per ottenere gli slot in quella struttura: o facendoseli dare da altre compagnie (dietro compenso o semplice scambio) oppure partecipando a una sorta di lotteria. Quest’ultima premia pochi e di solito chi nell’aeroporto non ci vola ancora. Per l’estate 2020, per esempio, a vincere è stata la low cost Norwegian Air, ma non l’americana JetBlue che intende avviare le rotte transatlantiche.

La vendita nel 2016
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1
Al netto dei 16 slot ulteriori non ottenuti, Alitalia dovrà continuare a pagare Etihad (che fino a maggio 2017 aveva il 49% del vettore italiano) per volare a Heathrow, sborsando qualcosa come 1.059 euro per ogni aereo in arrivo o in partenza. A meno che i commissari straordinari dell’azienda non decidano di ricomprare quei diritti, cosa che sarebbe permessa dall’accordo tra le due compagnie. Su questi slot negli anni si è molto discusso. A partire dal valore della transazione. Secondo i documenti depositati dai commissari straordinari un paio d’anni fa queste bande orarie vendute a Etihad hanno generato una plusvalenza di 39 milioni di euro che sono entrati nelle casse di Alitalia nel secondo semestre del 2016.
drone avvistato a heathrow 3DRONE AVVISTATO A HEATHROW 
L’affitto mensile
Ma una volta venduti subito dopo Alitalia questi slot li ha «ripresi in affitto a un canone di 313 mila euro al mese», contabilizzava la terna di allora composta da Luigi Gubitosi (poi sostituito da Daniele Discepolo), Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal Regno Unito le comunicazioni ufficiali consultate dal Corriere confermano che la vendita degli slot per il Terminal 4 è avvenuta in due fasi: la prima — il 25 agosto 2016 — per le fasce di decollo e atterraggio per la successiva stagione invernale (fine ottobre-fine marzo), la seconda — il 7 dicembre dello stesso anno — per quelle della stagione estiva. Gli aeroporti italiani coinvolti, si legge, sono Fiumicino e Linate. Negli stessi giorni — il 25 agosto e il 7 dicembre — quegli slot sono stati dati ad Alitalia in leasing.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Quanto valgono oggi
Al momento della pubblicazione dell’articolo Alitalia non aveva ancora risposto alle richieste del Corriere. Nei documenti britannici non viene indicata la cifra di vendita che stando a una delle relazioni dei commissari hanno comportato per Alitalia introiti per 39 milioni di euro. Ma quanto valgono davvero quegli slot? Un’analisi della società specializzata internazionale Iba calcola che il loro prezzo a Heathrow dipende molto dal collocamento orario.
ALITALIAALITALIA
Per esempio lo slot delle 6 del mattino oggi sul mercato vale circa 1,9 milioni di euro, mentre il massimo lo si raggiunge per quello di mezzogiorno con 3 milioni. Quelli di Alitalia sono alle 6:45, 7:25, 16, 16:55, 18, 18:50, 19:10, 20, 20:45, 23:05. E così sulla base delle valutazioni di Iba il Corriere stima che gli slot oggi noleggiati dal vettore tricolore hanno un valore di mercato complessivo di 23,7 milioni di euro. Quando — e se — verrà aggiunta la terza pista quel dato è destinato a scendere.
Fonte: qui

mercoledì 23 gennaio 2019

L'AIR FORCE RENZI: ''È UN AIUTO DI STATO AD ALITALIA''.


STRAPAGARE QUEL VECCHIO AIRBUS SERVIVA A COMPENSARE ETIHAD PER L'OPERAZIONE (IN PERDITA) SUL 49% DI ALITALIA 

MA IL TRUCCO NON È RIUSCITO E ORA LA CORTE DEI CONTI BASTONA IL GOVERNO. SOLO CHE GLI ARABI NON LO RIVOLGONO, E FANNO RICORSO AL TAR

DAGOSPIA DEL 4 AGOSTO 2016: L'AIR FORCE CAZZ-ONE RESTA A TERRA DI NUOVO. RENZI NON SI VUOLE FAR FOTOGRAFARE MENTRE SALE SULLA SCALETTA PER I SUOI VOLI BLU, E IN MEZZO CI SONO ETIHAD, ALITALIA E UNO STRANO SOVRAPPREZZO… QUI


«L'AIR FORCE RENZI UN AIUTO DI STATO AD ALITALIA» CORTE DEI CONTI IN PICCHIATA SULL' AEREO IN LEASING
airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 6AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI
L'AIRBUS STRAPAGATO E MAI USATO. ETIHAD NON LO RIVUOLE: VERSO IL RICORSO AL TAR

Chiara Giannini per “il Giornale

L'Airbus A-340, meglio conosciuto come Air Force Renzi, che l' attuale governo sta cercando di ridare indietro a Etihad, sarebbe finito al centro di un' inchiesta della Corte dei conti, che starebbe indagando per capire il perché un velivolo che all' epoca in cui fu preso in leasing valeva sul mercato non più di 50 milioni di euro sia stato, invece, fermato dall' esecutivo di allora per 168 milioni 205mila euro. Ammontare che sarebbe stato versato man mano se il contratto fosse stato portato a termine.

Il sospetto è quello di un aiuto di Stato ad Alitalia, società che all' epoca in cui sugli scranni di palazzo Chigi sedeva l' ex premier Matteo Renzi, era già in forte crisi. E che dall' operazione, senza far nulla, incassò 7,3 milioni di euro, a cui si aggiunsero 31 milioni per la manutenzione. Ma sulle tracce di possibili inghippi starebbe anche la magistratura ordinaria che, secondo fonti del Giornale, starebbe per tirar fuori la verità sul perché l' uomo di punta del Giglio magico e i suoi ministri vollero a tutti i costi quell' aereo così antieconomico e inutile.
renzi a319RENZI A319

La storia è semplice da raccontare e di fronte agli occhi di tutti.
Nel 2015 la presidenza del Consiglio chiese un parere all' Aeronautica militare su un possibile leasing per l' A-340. La Forza armata, che all' epoca era guidata dal generale Pasquale Preziosa, dette parere tecnico negativo, indicando i vari svantaggi. La scelta, nonostante ciò, venne imposta.

L' aereo arrivò in Italia e fu verniciato a settembre 2015, con la scritta «Repubblica italiana», quando ancora del contratto non c' era neanche l' ombra, così come i documenti non erano ancora stati firmati quando a dicembre i piloti italiani partirono per l' addestramento.

renzi aereoRENZI AEREO
Peraltro, di quell' aereo non c' era necessità anche perché solo il 5 per cento dei voli di Stato era così lungo da aver bisogno di uno scalo di un' ora per il rifornimento di carburante e gli altri li facevano senza problemi i velivoli del 31esimo stormo.
La dimostrazione sta nel fatto che Renzi non ha mai volato su quell' aereo.
Ma ci sono altri punti veramente poco chiari.

Anche i Falcon 900 dati alla Cai, l' agenzia di trasporto dei servizi italiani, sono andati via, come racconta qualche bene informato, «a parole».
aereo renziAEREO RENZI
Partirono da Ciampino per essere riconfigurati da velivoli civili quando ancora non erano stati sistemati i documenti con Armaereo, la Direzione per gli armamenti aeronautici e l' aeronavigabilità.

Il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e il vicepremier Di Maio hanno fatto una vera e propria crociata, con tanto di teatrino con i giornalisti in hangar a Fiumicino, chiarendo che l' Air Force Renzi tornerà presto ai legittimi proprietari. La verità è che Etihad non ci pensa nemmeno a riprendersi un aereo che non serve più a niente, tanto che ha aperto un contenzioso con Alitalia, che rischia penali altissime, così come lo Stato italiano. Etihad avrebbe anche fatto ricorso al Tar.

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 5AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI
Cosa certa è che tutti coloro che hanno cercato di osteggiare la corsa di Renzi verso l' acquisizione in leasing dell' aereo, prima o poi si sono trovati indagati dalla Procura militare per i motivi più disparati. Come è successo allo stesso Preziosa, accusato di accanimento nei confronti di un altro generale. È poi stato assolto, dimostrando la sua innocenza, ma anche di aver ragione sull' aereo. Altri, invece, sono saliti momentaneamente sul carro del vincitore, battendosi il petto per un velivolo che, lo ha dimostrato il tempo, è pronto per essere rottamato.

Fonte: qui

giovedì 8 novembre 2018

ALITALIA: ''TERZO SALVATAGGIO IN 10 ANNI, DA ALLORA OLTRE TRE MILIARDI PERSI. HA SENSO INVESTIRNE ALTRI 2 (MOLTI DEI QUALI PUBBLICI) PER RILANCIARLA O È MEGLIO VENDERE?


ECCO I CONTI, I BUCHI, LE SPESE (E LE PROSPETTIVE) DELLA COMPAGNIA



Domenico Affinito e Milena Gabanelli per Dataroom –Corriere della Sera

Ci risiamo: terzo salvataggio di Alitalia in dieci anni! Come si fa a perdere tre miliardi di euro in un mercato, quello italiano, che intanto è passato dai 50 milioni di passeggeri nel 1997, ai 143,7 milioni nel 2017?

GABANELLIGABANELLI
Il perché di tanti fallimenti Da quando, nel 2008, Alitalia fu data ai privati ripulita dai debiti (Cai), il cuore del fallimento è rappresentato da una straordinaria combinazione di piani industriali sbagliati e incapacità di gestire i costi. L’errore più grave si verifica nel 2009 con il disimpegno dal settore più remunerativo, il lungo raggio. In tutti i Paesi europei i vettori tradizionali l’hanno aumentato e, inoltre, lo Stato ha difeso le compagnie di bandiera, impedendo alle low cost di usare gli aeroporti più importanti.

Noi abbiamo fatto il contrario: oggi l’Italia è, tra i grandi Paesi europei, quello nel quale le low cost hanno le più alte quote di mercato. A risollevare le sorti, il primo gennaio 2015, arrivano gli arabi di Etihad: con 387 milioni di euro si comprano il 49% della società. «Allacciate le cinture, Alitalia decolla per nuove destinazioni» disse l’allora premier Matteo Renzi.

ANDREA GIURICIN, LE PERDITE DI ALITALIA E GLI UTILI DI FERROVIEANDREA GIURICIN, LE PERDITE DI ALITALIA E GLI UTILI DI FERROVIE
Gli arabi annunciano che punteranno sul lungo raggio e aumenteranno la flotta, però poi vendono 21 aerei, indebolendo ulteriormente la compagnia che passa da 139 velivoli a 118. Attuano poi una politica industriale che in due anni e mezzo, anziché decollare per nuovi orizzonti, è costretta a un veloce atterraggio d’emergenza.

Etihad: incompetenti o filibustieri? Luca Cordero di Montezemolo, presidente Alitalia fino a marzo 2017, ha dichiarato: «Ci sono state cose poco chiare nella gestione di Etihad». Vediamole. Con 60 milioni compra a Heathrow i cinque slot di Alitalia, e glieli riaffitta a 3,7 milioni all’anno. Secondo una perizia degli attuali commissari il prezzo è in linea con il mercato, secondo altri esperti no. Capire quale sia il valore giusto non è facile, ma il prezzo degli slot Alitalia è fra i più bassi degli ultimi anni.

I cinquemila piloti e assistenti di volo vengono mandati a rotazione quattro giorni ad Abu Dhabi per sviluppare lo spirito di corpo. Sempre ad Abu Dhabi viene rifatta la livrea degli aerei di lungo raggio (che viaggiano vuoti andata e ritorno). Il tutto a spese di Alitalia. Il vecchio sistema informatico va bene, ma gli arabi impongono il loro, Sabre: costa 57 milioni di euro, più altri 35 annui per diritti di prenotazione per dieci anni. «Un programma caro e insoddisfacente» dirà il commissario Luigi Gubitosi.
EMBRAER E-175 ALITALIAEMBRAER E-175 ALITALIA

La manutenzione pesante viene smantellata e affidata all’israeliana Bedek, così i pezzi da revisionare vanno spediti ogni volta a Tel Aviv. Etihad firma contratti di copertura delle variazioni del prezzo del carburante a prezzi superiori alla media di mercato, nonostante il petrolio sia in costante calo dal 2014 al 2016, pertanto mentre il greggio oscilla tra i 30 e 45 dollari al barile, Alitalia ne paga 65.

Così come più cari del 20% sono i leasing per la flotta: i costi aggiuntivi raggiungono i 90milioni all’anno. Infine la compagnia emiratina chiude Alitalia Cargo (che ha buone performance) e ne assorbe il business con Etihad Cargo. Poi c’è il famoso Airbus 340 per la presidenza del Consiglio, che il ministero della Difesa prende in leasing da Etihad, tramite Alitalia, per 144 milioni di euro in otto anni. Un quadrimotore fuori produzione dal 2011 perché consumava troppo: l’ultimo era stato venduto a 27 milioni di euro (fonte Air Transport World).

COMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHICOMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHI
In due anni e mezzo la compagnia ha perso circa un miliardo di euro. Sulla sua gestione indaga la magistratura: l’ipotesi è quella della bancarotta fraudolenta. Il 2 maggio 2017 arrivano i commissari Luigi Gubitosi, Stefano Paleari e Enrico Laghi (in aria di conflitto di interessi perché presente da anni in Alitalia come presidente della Midco, la Spa attraverso cui la Cai controllava l’azienda con il 51%).

La situazione è drammatica: Alitalia ha già venduto 4,5 milioni i biglietti per un valore di 530 milioni di euro, ma in cassa ce ne sono solo 83. L’ossigeno arriva ancora una volta dallo Stato, con un prestito ponte da 900 milioni. La mission dei commissari è chiara: un anno e mezzo di tempo per risanare la compagnia e poi metterla sul mercato al miglior offerente.   

Vengono rinegoziati i contratti di leasing, cambiato il fornitore di catering, tagliati i costi commerciali e il numero dei dirigenti (passati da 64 a 50); ridato vita al settore Cargo, e riportato all’interno la manutenzione pesante. Dopo poco più di un anno è aumentata la vendita dei biglietti digitalizzati e le ore di volo, mentre il lungo raggio, di gran lunga il settore più remunerativo, sale del 7,3% .

Viene ottimizzato l’handling (-30% di bagagli persi nel 2018), e Alitalia conquista il secondo posto per puntualità in arrivo a livello europeo. Oggi i ricavi sono saliti del 7% e le perdite scese di circa l’80%. È importante avere una compagnia di bandiera? Il tempo è scaduto il 31 Ottobre. Ora le opzioni sono due: vendere o rilanciare. Tutti gli operatori interessati all’acquisto hanno chiesto pesanti tagli sul personale, anche se il costo dei dipendenti è in linea con quello delle altre compagnie (20% del totale).
ALITALIA RENZIALITALIA RENZI

Per rilanciare, invece, servono due miliardi di euro. Il governo ha messo in campo Ferrovie, ma ci vuole un partner tecnico. Gli aspiranti sono Delta, Easyjet, China Airlines mentre, a bordo campo, Lufthansa osserva. Il 15 dicembre scade anche il prestito da 900 milioni di euro (più il 10% di interessi), ma in cassa ce ne sono 700 e si prevede una proroga. Domanda: dopo aver sperimentato ogni sorta di gestione disastrosa, conviene riprendersi la nostra ex compagnia di bandiera?

ALITALIA RENZI HOGANALITALIA RENZI HOGAN
Se si guarda all’andamento di mercato la risposta è sì. Secondo la Iata, nei prossimi vent’anni i passeggeri nel mondo raddoppieranno rispetto agli attuali 4,3 miliardi ed entro il 2035 in Italia si crescerà del 30%. 

Quello che il mercato invece non può fornire è una classe dirigente capace di fare un piano industriale serio e regole di protezione, rispetto alla concorrenza, non sempre corretta in termini fiscali, delle low cost. E sappiamo che la differenza fra un rilancio o un altro fallimento passa dalle mani del manager a cui consegni le chiavi. Questo è il vero grande tema.

Fonte: qui

lunedì 17 settembre 2018

“C' È UN'INDAGINE SULL' AIR FORCE RENZI”, LO RIVELA A “LA VERITA’” IL SUPERCONSULENTE DI TONINELLI CONDANNATO PER BANCAROTTA


"LA FINANZA STA VERIFICANDO I CONTI SUL LEASING DEL VELIVOLO DI STATO. IO HO SCOPERTO L' IRADIDDIO SU QUELL' AEREO…" 

E ANNUNCIA ALTRI DOSSIER SUGLI SPRECHI ALITALIA E SULLE CONCESSIONI AI BENETTON

Giacomo Amadori per La Verità
airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 1AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI 1

Ha la voce da baritono mancato. Quando il cronista risponde al telefono prova a essere affabile, ma le corde vocali non sembrano obbedirgli: «Il suo articolo per quanto mi riguarda è un pezzo serio di cronaca, lei è stato onesto e obiettivo e non ho nulla da dire. Io quella condanna ce l' ho. Me la tengo, soffro e sto zitto».

A parlare è Gaetano Francesco Intrieri, l' esperto di aeronautica inserito dal ministro Danilo Toninelli nella struttura di missione del dicastero delle Infrastrutture e trasporti. «Toninelli conosceva la storia della mia condanna per bancarotta, anche perché uno prima di entrare in un ministero deve firmare una dichiarazione e non è che certe cose si possano tenere nascoste. Probabilmente anche i 5 stelle pensano che nella vita nessuno è perfetto. Io non ho chiesto niente, sono stati loro a cercarmi e io ci ho messo tre mesi per accettare quel ruolo per cui sono pagato 50.000 euro lordi l' anno e lavoro 13 ore al giorno. Se domani mattina Toninelli non mi vuole più con lui, io ci metto sette secondi ad andarmene.

toninelli renzi di maio air force renziTONINELLI RENZI DI MAIO AIR FORCE RENZI
Gliel' ho già detto stamattina (ieri, ndr): "Ministro penso che sia meglio che mi dimetta". Ma lui mi ha risposto: "E io penso che ti vengo a prendere a calci in culo a casa"».
Intrieri è stato condannato definitivamente nel 2017 a due anni e quattro mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale nell' ambito del fallimento della compagnia aerea Gandalf, tracollata nel 2004. Ma se il nostro servizio gli è sembrato puntuale, lo ha pure insospettito e gli ha fatto congetturare complotti e «strumentalizzazioni»: «Un possibile teorema è che lei sia stato indirizzato da qualcuno di Alitalia. Quando uno ha in mano certi dossier i coglioni un po' li rompe», ipotizza. Quindi confessa: «Stanotte non ci ho dormito perché comunque queste cose fanno male, è un episodio della mia vita che mi ha fatto soffrire».
di maio e toninelli davanti all air force renziDI MAIO E TONINELLI DAVANTI ALL AIR FORCE RENZI

E infatti, anziché riposare, ha scritto una lettera aperta al direttore della Verità Maurizio Belpietro (pubblicata sul suo profilo Twitter) in cui elenca alcuni dei dossier che potrebbero aver innescato, a suo dire, l' articolo contro di lui. L' incipit è incendiario: «Non sono qui a professare la mia innocenza perché se la mia condanna, seppure ben al di sotto del minimo previsto per il reato di bancarotta, è arrivata vuol dire che l' ho meritata e non certo mi nascondo come chi patteggia condanne con pene più alte o, peggio ancora, si inventa lauree mai prese.

Se il suo giornalista facesse una ricerca scoprirebbe che certi personaggi li può certamente trovare al ministero delle Infrastrutture e trasporti e con posizioni ben più importanti della mia». Gli chiediamo a chi alluda, ma Intrieri si limita a comunicarci che si tratta di notizie già uscite sui giornali e che non si riferisce «ai dirigenti con i quali lavoro».

intrieriINTRIERI
Nella missiva un altro capitolo importante è quello sull' Air force Renzi, che come abbiamo raccontato ieri, l' esperto di origine siciliana ha contribuito a far dismettere.
«Mi sono accorto della truffa relativa all' aereo di Stato Airbus 340-500 ed ho smontato il contratto in essere tra la Difesa e Alitalia, poi non contento ho verificato che manca qualche milioncino di euro e sto quindi attivamente collaborando con la Guardia di finanza che indaga a riguardo, nel fornire tutto ciò che ho scoperto», ha scritto a Belpietro.

E ha aggiunto: «La informo che tutto ciò che ho fatto con l' avallo e l' appoggio del ministro Di Maio e del ministro Toninelli ha fatto risparmiare ad oggi allo Stato circa 110 milioni di euro e conto che alla fine della storia i milioni risparmiati saranno anche qualcosa in più». Secondo Intrieri starebbero investigando sull' Air force Renzi due diverse articolazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, la sezione che si occupa dei reati societari e fallimentari che indaga penalmente sulla bancarotta e quella che è delegata agli accertamenti dei danni erariali su mandato della Corte dei conti: «Io ho scoperto l' iradiddio su quell' aereo», ci dice.

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 5AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI 5
Bene, iniziamo. «Ho i certificati che documentano che due aerei di Etihad uguali all' Air force Renzi sono in vendita a Bornemouth in Inghilterra al prezzo di 7 milioni di dollari ciascuno, mentre, in base al contratto, lo Stato italiano avrebbe dovuto pagare 164 milioni di euro per il leasing operativo di un modello uguale». E come fa ad avere quei documenti? «Io sono il country manager del terzo lessor (chi concede un leasing, ndr) americano e quegli aerei a noi sono stati offerti a quella cifra. Dopo di che sono riuscito a procurarmi una bozza del contratto tra Etihad, Alitalia e lo Stato italiano, non la copia originale perché è stata segretata e i motivi mi sembrano a questo punto evidenti».

E a che cosa è servita la bozza?
«Dopo aver recuperare tutta la documentazione contabile, ho scoperto che i conti non tornavano».
All' appello mancherebbe «qualche milioncino». «Io non so chi li abbia presi», puntualizza, «ma ci sono certamente delle differenze tra quanto il ministero della Difesa dichiara di aver erogato e quanto Etihad di avere ricevuto. È vero che in mezzo c' era Alitalia, come è noto ormai a tutti, però, tali differenze non trovano giustificazione nel contratto». Di quale somma parliamo? «Di 13 milioni di euro. Chiaramente in questa cifra è compresa anche la parte prevista contrattualmente per Alitalia». E a quanto ammontava? «Intorno ai 7 milioni. Ma Alitalia nel contratto prende dei soldi per svolgere un ruolo che non potrebbe fare. Non è un lessor eppure prende in leasing un aereo da Etihad e lo gira allo Stato italiano. Seconda cosa: ha emesso fatture per prestazioni di manutenzione, ma Alitalia non ha la certificazione per farlo».

toninelli di maio aereo di statoTONINELLI DI MAIO AEREO DI STATO
Intrieri ha in mano il dossier sui buchi di bilancio dell' azienda in crisi: «Sto cercando di dare il mio modesto contributo nel trovare delle soluzioni serie per quella che fu la compagnia di bandiera italiana () e a tal proposito sto collaborando con la Guardia di finanza nel ricostruire tutti gli atti di bancarotta legati all' ultimo crac gli Alitalia».
Con La Verità anticipa alcuni temi: «Le potrei raccontare che il board di Alitalia cenava e pranzava a botte di 5.000 euro al giorno; che un top manager ha trasferito la casetta giocattolo del figlio da Londra a Roma a spese della compagnia; che ogni volta che piloti Alitalia andavano a fare training da loro, Etihad emetteva fatture da 70.000 euro ad Alitalia. E vogliamo parlare degli slot? Quelli della nostra ex compagnia di bandiera venivano via a 12 milioni l' uno, quando sul mercato, come ho documentato, valevano 70 milioni. Solo a questa voce Alitalia ha perso 350 milioni».

DANILO TONINELLIDANILO TONINELLI
Tra i cavalli di battaglia di Intrieri ci sono pure l' aeroporto di Fiumicino e gli affari della società Aeroporti di Roma, di proprietà del Gruppo Atlantia, controllato dalla famiglia Benetton. Il consulente del Mit ci dà un dritta: «Consiglio vivamente di dare un occhio all' ultimo dei dossier sul mio tavolo, quello relativo alle tariffe aeroportuali dell' aeroporto di Fiumicino (). Un mondo meraviglioso in cui a scapito degli interessi dei cittadini e dei residenti nell' area si perpetua la più grande speculazione urbanistica finanziaria di questo Paese, dove il concessionario si è già intascato 800 milioni di euro di surplus dalle tariffe senza battere ciglio e dove ha anche il diritto di uscire dal contratto di programma avvalendosi di una penale di 5 miliardi di euro. Che poi il concessionario in questione sia lo stesso di Autostrade per l' Italia è certamente frutto del caso».

Il riferimento è al contratto di programma tra Enac e Aeroporti di Roma per la proroga della concessione, definitivamente regolamentata nel 2012 da un decreto del premier Mario Monti, in cui era messo nero su bianco che per poter raddoppiare l' aeroporto di Fiumicino Atlantia avrebbe potuto aumentare di circa 10 euro le tariffe pagate con i biglietti.

«Quei 740 milioni (nella lettera scrive 800, ndr) incassati da Adr e distribuiti in dividendi agli azionisti a che cosa servono visto che c' è una sospensiva Enac sull' aeroporto di Fiumicino che impedisce di mandare avanti i lavori?». Per Intrieri delle opere previste da Enac non ci sarebbe neppure bisogno. Studi autorevoli fatti con simulatori ufficiali avrebbero dimostrato che nell' aeroporto di Fiumicino con piccolissimi aggiustamenti («del costo di 10 milioni di euro») potrebbero atterrare più di 120 aeroplani l' ora, contro i 70 attuali. «Fiumicino così com' è potrebbe arrivare tranquillamente a 70 milioni di passeggeri, mentre oggi ne totalizza solo 41».
airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 4AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI

L' esperto suggerisce anche di approfondire la questione degli «algoritmi relativi alla contabilizzazione delle tariffe autostradali concesse al gruppo Atlantia che hanno determinato un aumento delle stesse di circa il 75% in 15 anni».

Intrieri consiglia pure «una seria valutazione dell' Ente nazionale dell' assistenza al volo (Enav) che, da ente no profit operante in regime di monopolio, dovrebbe avere come da statuto il primario obiettivo della salvaguardia delle vite umane in volo e che invece grazie a un decreto del governo Renzi del 2015 è diventata quasi una banca d' affari quotata in Borsa dove si distribuiscono dividendi per oltre 100 milioni agli azionisti privati in soli due esercizi a scapito della qualità dei processi e dell' organizzazione interna. Che poi succede che un bel giorno di qualche settimana fa si spegne l' Atc (Air traffic control) di Ciampino e le aerovie del centro Italia rimangono al buio credo sia accertamento un dettaglio».

Infine il consulente di Toninelli ci raccomanda di «dare un' occhiata ai bilanci dell' Anas (l' Ente nazionale per le strade, ndr) e all' acquisizione di quest' ultima da parte di Ferrovie dello Stato che sono costati oltre 2 miliardi alle casse di Ferrovie e a tutti noi contribuenti».
E con il cronista aggiunge una chiosa: «Il patrimonio netto di Anas per la fusione con Ferrovie è stato dichiarato di 2,8 miliardi, mentre il patrimonio reale è di 800 milioni, perché sono stati iscritti a bilancio due miliardi di contenziosi in meno rispetto ai 10,6 miliardi reali». Quello proposto da Intrieri è un lungo elenco di dossier pesanti su cui l' autorità giudiziaria, siamo certi, vorrà fare chiarezza.

Fonte: qui

sabato 25 agosto 2018

“AIR FORCE RENZI” – I COMMISSARI STRAORDINARI DI ALITALIA HANNO DECISO: SCIOLTO IL LEASING CON ETIHAD PER L’AEREO DI STATO VOLUTO DALL’EX PREMIER

IL MINISTRO DELLA DIFESA TRENTA: “L’AEREO SIMBOLO DELL’ARROGANZA AL POTERE NON ESISTE PIÙ” 
Franco Stefanoni per www.corriere.it

di maio e toninelli davanti all air force renziDI MAIO E TONINELLI DAVANTI ALL AIR FORCE RENZI
Sciolto il contratto di leasing dell’Airbus A340-500, più noto come Air force Renzi, con Etihad. La decisone è stata presa dai commissari straordinari dell’Alitalia, dopo la richiesta del ministero della Difesa guidato da Elisabetta Trenta.

Già a inizio agosto quest’ultima aveva annunciato la rescissione dell’accordo. «Oggi mettiamo definitivamente un punto all’arroganza al potere», aveva detto, «chiudiamo la storia dell’Airbus di Matteo Renzi. Ho incaricato gli uffici tecnici di comunicare ad Armaereo la rescissione del contratto».

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 6AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI


E oggi conferma: «L’aereo simbolo dell’arroganza al potere non esiste più! Una nostra piccola grande rivincita. Un passo nella giusta direzione, perché questo Paese e i suoi cittadini meritano normalità, ma soprattutto rispetto!».

Per Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, si tratta di una vittoria: «Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto. Abbiamo messo a terra l’ego volante di Renzi. È con grandissimo orgoglio che oggi vi do una bellissima notizia. Grazie anche al lavoro del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, diciamo quindi addio a questo enorme spreco voluto dai governi precedenti».

Toninelli: «Molti soldi risparmiati»
Nelle settimane precedenti, a fine luglio, Toninelli aveva scritto una lettera, con i colleghi Luigi Di Maio e la stessa Trenta, per chiedere «formalmente ai commissari Alitalia» la revoca del leasing dell’«Air Force Renzi», fatto acquistare appunto da Renzi quand’era presidente del Consiglio.

In un post su Facebook, Toninelli aveva quindi aggiunto: «Con gli oltre 18 milioni risparmiati fino al 2024, si possono avere tre treni nuovi di zecca per il trasporto regionale e dei pendolari. Oppure acquistare una decina di nuove Tac per la sanità pubblica. O ancora costruire due scuole con almeno 25 aule ciascuna e laboratori ai nostri ragazzi».

renzi aereoRENZI AEREO
Molte spese
Il ministro dei Trasporti aveva spiegato che il contratto «prevede quattro salatissime voci di spesa: in primis proprio il leasing (81 milioni), poi la manutenzione (31 milioni), l’handling (12 milioni) e l’addestramento piloti (quasi 4 milioni), per un costo complessivo che arriverebbe intorno ai 150 milioni in otto anni con la mancata riconfigurazione interna dell’aeromobile.

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 4AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI
Soldi che nemmeno vanno ad Alitalia, al nostro vettore nazionale, ma nella quasi totalità a beneficio di Etihad, la proprietaria dell’Airbus. L’aereo aveva compiuto un solo viaggio, per portare il sottosegretario Scalfarotto a Cuba».

Successivamente, era emerso che sarebbero stati 88 in 19 mesi, dall’11 luglio 2016 al 24 febbraio 2018, i voli effettuati dall’«Air Force Renzi». In media ha trasportato 23 passeggeri, a fronte di una capienza di 300. E comunque, anche nei viaggi di massimo «affollamento», non ha mai portato a bordo più di 120 persone. Tra gli utilizzatori per ragioni di servizio, Angelino Alfano e Paolo Gentiloni.


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Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, nell’hangar di Fiumicino con alle spalle l’Airbus di Stato, aveva poi aggiunto: «È la fine dell’Ancien Regime. Questo aereo è il simbolo dell’arroganza di potere di Renzi e di tutti quelli che lo hanno sostenuto, che gli italiani hanno mandato a casa il 4 marzo.

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Dovrebbe stare a Ciampino, dove stanno tutti gli aerei di Stato, ma non ci può stare perché è troppo grande, perché l’ego di Renzi era troppo grande. Quindi abbiamo dovuto noleggiare questo hangar a Fiumicino».

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