SECONDO L’ECONOMIST HUAWEI POTREBBE VENDERE A UNA RIVALE OCCIDENTALE TUTTI I BREVETTI E IL KNOW-HOW SUL 5G, COSÌ DA AMMORBIDIRE GLI AMERICANI E FAR CAPIRE CHE NON HANNO INTERESSE A SPIARCI
NON FATEVI ABBINDOLARE. LA MOSSA CONVIENE SOPRATTUTTO A LORO: IL PACCHETTO VALE 20 O 30 MILIARDI, QUANTO UNA MANOVRA ITALIANA.
Huawei potrebbe vendere ad una rivale occidentale tutti i brevetti, licenze, codici e il know-how sul 5G per un importo una tantum. Lo scrive l'Economist, dopo un'intervista all'amministratore delegato del colosso cinese, Ren Zhengfei.
REN ZHENGFEI
Una mossa a sorpresa che va incontro ai dubbi degli Usa sulla capacità delle tecnologie messe a punto dal marchio cinese di "spiare" le mosse dell'Occidente. Una mossa che probabilmente supera anche le aspettative più rosee di Donald Trump. Nel dettaglio, come racconta l'Economist, Huawei avrebbe deciso di cedere anche alla concorrenza la tecnologia che sta dietro il 5G.
XI JINPING REN ZHENGFEI
E quindi codici e licenze che secondo alcune informazioni recenti, sarebbero costate al gruppo cinese circa 2 miliardi di dollari solo per gli approfondimenti e lo sviluppo. Le stesse tecnologie potrebbero così essere vendute - per esempio - a aziende occidentali. Col portafogli, è bene chiarire, più che gonfio. Perchè se i costi della "research & development" ammontano a 2 miliardi di dollari, quelli della possibile vendita di un pacchetto così avanzato di tecnologie potrebbe superare agilmente le decine di miliardi di dollari.
LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI
E per non lasciare dubbi ai concorrenti e agli stessi americani, questo ammorbidimento (bandiera bianca?) di Huawei potrebbe però restare solo su carta: perchè di possibili compratori di software e brevetti per 20 o 30 milliardi di dollari non ce ne sono certo molti in giro. E soprattutto perchè, parole del numero uno del gurppo cinese, Ren Zhengfei, "Huawei proseguirebbe lo sviluppo del settore per proprio conto". Quindi nessuna resa. Semmai solo una mano tesa all'Occidente. Ad un costo proibitivo.
IL GOVERNO HA OFFERTO IL SUO TRIBUTO DI SANGUE (GOLDEN POWER SUL 5G) ALL'ALTARE TRUMPIANO, MA PER IL RESTO LA PAROLA D'ORDINE È: TEMPOREGGIARE
BENASSI, CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI CONTE, MANEGGIA LA PATATA BOLLENTE: INUTILE STRACCIARE LA VIA DELLA SETA, VEDRETE, TRUMP A UN CERTO PUNTO FARÀ PACE COI CINESI E ALLORA…
DAGONEWS
CONTE XI JINPING
Che succede tra Italia e Cina? La nascita del Conte-bis ha mandato in tilt la politica estera improvvisata finora dai giallo-verdi. Da una parte c'era Salvini che si proclamava filo-americano dopo aver pomiciato un po' troppo con Mosca, dall'altra i 5 Stelle tessevano relazioni con Pechino, così strette da portare alla famigerata firma del protocollo Via della Seta, con Xi Jinping in persona che atterra a Roma (per trovare però un memorandum frettolosamente svuotato).
PIETRO BENASSI
Flash forward e qualche mese dopo troviamo un nuovo governo, nato sotto l'ombrello arancione di un tweet trumpiano, e un nuovo-vecchio premier smanioso di ristabilire subito le vecchie alleanze indebolite dai pasticci pop-sovranisti: meno Russia e Cina, più America, Francia, Germania. Insomma Europa.
Con la Cina quindi è tutto finito? Manco per niente. Il dossier è in mano al consigliere diplomatico di Conte, ambasciatore Benassi, un tipino sveglio che sa navigare in questi mari incerti. In passato vicino ai socialisti, è stato ambasciatore in Tunisia (dove morì Bettino) quando Stefania Craxi era sottosegretario agli Esteri, nell'ultimo governo Berlusconi. Dopo è andato a Berlino, e non è un caso se Conte ha sempre avuto e poi mantenuto ottimi rapporti con la Merkel, altra grande amica di Xi in Europa.
LEWIS EISENBERG PH ANDREA GIANNETTI:AG.TOIATI
È lui ad aver chiesto all'ambasciatore americano a Roma, Eisenberg, un endorsement trumpiano, ed è lui ora ad aver consigliato la nuova strategia del governo: TEMPOREGGIARE.
Conte non intende stracciare il memorandum cinese, né mostrarsi troppo amico di Pechino. Benassi, come chiunque conosca un minimo la strategia del presidente americano, sa che Trump gioca con bastone e carota, e se oggi randella il rivale cinese, domani conta di chiudere un accordo ''great, amazing, the best'' e andarci di nuovo d'amore e d'accordo.
BELLONI SORRIDE A DI MAIO
Inutile quindi spararsi sui piedi chiudendo anni di rapporti costruiti con la Cina per seguire l'umore trumpiano del momento. Parola d'ordine: wait and see. Le trattative per il porto di Trieste? Vanno avanti, non sono interrotte, ma nulla si chiuderà finché gli USA non avranno trovato un riequilibrio con Xi
L'ambasciatore Sequi, che a Pechino ha preparato la Via della Seta in salsa italiana, è stato chiamato a Roma per fare il capo di gabinetto del ministro degli Esteri, Luigino Di Maio, entrambi pronti ad uniformarsi alla linea che decideranno Elisabetta Belloni, Conte e Mattarella. L'altro sinofilo del gruppo, l'ex sottosegretario Michele Geraci, questo fine settimana era a Cernobbio a spararsi selfie con Hillary Clinton, e abbiamo detto tutto. Fonte: qui
Donald Trump trova un alleato insolito nella sua guerra commerciale alla Cina. Il miliardario George Soros, grande sostenitore di cause democratiche - e del partito democratico - con il quale si è altrimenti scontrato con veemenza. Ma l'ottuagenario Soros questa volta ha preso carta e penna per fare i complimenti alla strategia cinese della sua nemesi, definita come forse l'unico, vero successo (oltretutto bipartisan) del presidente in politica estera. La Casa Bianca avrebbe correttamente definito la grande potenza asiatica come un pericoloso “rivale strategico”.
JOHN BOLTON
Non manca però un severo avvertimento, nel commento che il finanziare ha affidato alle pagine del Wall Street Journal. Soros teme che in realtà Trump alla fine ceda all'opportunismo in vista delle elezioni del 2020. Una pressione che potrebbe oltretutto aumentare se la Casa Bianca rimarrà a corto di trofei internazionali viste finora le debacle dall'Afghanistan a Israele, dall'Iran alla Corea del Nord, e le spaccature interne alla stessa amministrazione simboleggiate oggi dall'improvvisa uscita di scena del falco e consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.
TRUMP XI JINPING
Una pace affrettata con Pechino, avverte Soros, saboterebbe la stessa strategia di Trump. In particolare il miliardario chiede che quale merce di scambio non venga utilizzata Huawei, o meglio una revoca della messa al bando dell'influente colosso cinese della futura generazione di collegamenti mobili e Internet 5G.
Trump potrebbe essere «disperato per un accordo» e Soros chiede così al Congresso di agire da barriera, di intervenire rendendo, anche per legge, impossibile rimuovere Huawei dalla lista di “entità” che pongono rischi posti alla sicurezza nazionale e che impedisce alla società cinese di aver rapporti di business con gruppi americani. «Se i repubblicani consentono a Trump di salvare quel gigante delle telecomunicazioni gestito dal partito comunista, avranno abdicato alle loro responsabilità democratiche di base», ha affermato nell'op-ed.
HILLARY CLINTON SOROS
Leggendario nei decenni per le sue grandi scommesse contro la sterlina prima e poi sulla crisi asiatica, Soros ha una lunga storia di scontri politici con Trump per le sue opinioni politiche liberal e pro-democrazia, su temi caldi quali l'immigrazione. Correnti conservatrice vicine a Trump - e gli stessi familiari del Presidente - l'hanno bersagliato come fonte di cospirazioni. L'ex sindaco di New York e confidente di Trump, Rudolph Giuliani, l'anno scorso amplificò un tweet che lo definiva l'Anticristo e chiedeva il congelamento dei suoi asset.
GEORGE SOROS
Nel caso della politica cinese dell'amministrazione, però, il finanziare la definisce «coerente e genuinamente bipartitica»; appunto il «più grande - se non unico - risultato di politica internazionale dell'amministrazione». A capo delle fondazioni Open Society Foundations, dedicate alle società aperte al sostegno alla transizione alla democrazia, Soros è preoccupato che la Cina sia agli antipodi della sua agenda, con implicazioni non solo per il futuro della potenza asiatica ma per il mondo, pilastro di tendenze autoritarie e di controllo capillare della società anche attraverso sistemi hi-tech, uno spettro che aveva sollevato con forza anche all'ultimo summit di Davos. In quell'occasione aveva denunciato il sistema di “social credit” che la Cina intenderebbe lanciare a tutti gli effetti fin dall'anno prossimo e che supervisiona e assegna punteggi ai cittadini sulla base del comportamento sociale.
DONALD TRUMP XI JINPING
Pechino «è un pericoloso rivale nell'intelligenza artificiale e nel machine learning» ha scritto adesso Soros sottolineando come tuttavia dipenda molto, a cominciare da Huawei, da una trentina di aziende americane quando di tratta di tecnologia 5G. «Come fondatore delle Open Society Foundations, il mio interesse nello sconfiggere la Cina di Xi Jinping va oltre gli interessi nazionali degli Stati Uniti - ha precisato Soros - Sono convinto che il sistema di social-credit che Pechino sta costruendo, se verrà permessa la sua espansione, potrebbe suonare una campana a morto per le società aperte non solo in Cina ma nel mondo».
Il ridimensionamento globale del mercato degli smartphone è attualmente in corso (è stato per un po 'di tempo) - ma c'è una nuova, sorprendente tendenza che potrebbe evidenziare uno dei motivi per cui l'amministrazione Trump ha intrapreso una guerra economica contro la Cina.
Innanzitutto, iniziamo con i dati globali sulle spedizioni di smartphone provenienti dall'International Data Corporation (IDC) Tracker di telefonia mobile trimestrale mondiale.
Questi nuovi dati descrivono in che modo le spedizioni di smartphone in tutto il mondo sono diminuite del 2,3% nel 2 ° trimestre dell'anno. Afferma inoltre che i produttori di smartphone hanno spedito 333,2 milioni di telefoni nel 2Q19, con un aumento del 6,5% su base trimestrale.
Una crescente guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha contribuito a un forte calo delle spedizioni in entrambi i paesi nel corso dell'ultimo anno. Tuttavia, il calo non è stato così grave come previsto in Cina nell'arco di 1H19 contro 1H18, il che suggerisce che tre anni di un blocco dello smartphone in Asia potrebbero avvicinarsi a una fase di recupero. L'Asia / Pacifico (esclusi Giappone e Cina) ha mantenuto un solido slancio nel secondo trimestre dell'anno, con spedizioni in crescita del 3% nel trimestre alimentate dai mercati del Sud-Est asiatico.
La sorprendente tendenza rilevata da IDC è che Huawei ha superato Apple nel 2Q19, rendendolo la prima volta in sette anni che Samsung e Apple non erano i migliori produttori di smartphone al mondo.
Ora sembra che una società della Corea del Sud [Samsung] e una società cinese [Huawei] siano i leader mondiali nelle spedizioni di smartphone, cosa che ha irritato l'amministrazione Trump.
Samsung si è classificata al primo posto con 75,5 milioni di spedizioni nel secondo trimestre del 19, con un aumento del 5,5% su base annua. Huawei era al secondo posto con 58,7 milioni di spedizioni nel secondo trimestre del 19, con un aumento dell'8,3% su base annua. Apple è stata al terzo posto con 33,8 milioni di spedizioni nel secondo trimestre 19, con un calo del -18,2% su base annua.
"Nonostante molta incertezza su Huawei, la società è riuscita a mantenere la sua posizione al numero due in termini di quota di mercato", ha dichiarato Ryan Reith, vicepresidente del programma con Worldwide Mobile Device Tracker di IDC.
"Quando guardi ai vertici del mercato - Samsung, Huawei e Apple - ogni venditore ha perso un po 'di quota nell'ultimo trimestre, e quando guardi in basso nella lista i tre successivi - Xiaomi, OPPO e Vivo - tutti hanno guadagnato. Parte di ciò è legato ai tempi di lancio dei prodotti, ma è difficile non dare per scontato che questa tendenza possa continuare ".
Caratteristiche principali dell'azienda IDC Smartphone:
Samsung
Samsung ha mantenuto la prima posizione sul mercato per il 2 ° trimestre 19, tornando alla crescita annuale del 5,5% con un totale di 75,5 milioni di smartphone spediti. Come notato nella sua recente chiamata sugli utili, la società ha faticato a vendere dispositivi di punta poiché molti consumatori si aggrappano ai dispositivi più a lungo che mai e optano per un'opzione di sostituzione meno costosa. L'annuncio in attesa del prossimo dispositivo Galaxy Note probabilmente ha respinto alcuni di quelli che sono fedeli al marchio. Nel frattempo, i dispositivi Samsung serie A sono andati bene nel trimestre, in particolare l'A50 e A70.
Huawei
Huawei ha visto i suoi volumi di spedizione scendere dello 0,6% rispetto al 1 ° trimestre 19, il che potrebbe essere considerato migliore del previsto date le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. I volumi delle spedizioni in Cina hanno raggiunto il massimo storico e hanno rappresentato il 62% del totale 2Q19 di Huawei con 36,4 milioni di unità. Il successo della Cina nel corso del trimestre è stato in parte dovuto alle azioni intraprese a seguito del divieto commerciale degli Stati Uniti, in quanto Huawei ha trasferito importanti risorse umane in Cina, concentrandosi sulla gestione dei canali di distribuzione nelle città cinesi di livello inferiore. Il P30 e P30 Pro, lanciato a metà aprile, hanno avuto anche una ricezione relativamente buona in quanto il suo predecessore, la serie P20, aveva creato un effetto a catena positivo.
Apple
Apple ha consegnato 33,8 milioni di nuovi iPhone durante il 2 ° trimestre 19, in forte calo rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.Tuttavia, quando si tiene conto del successo del programma di aggiornamento dell'iPhone e della capacità di Apple di vendere più iPhone ricondizionati attraverso i suoi canali, si può facilmente argomentare che la sua posizione sul mercato è ancora dominante. Indipendentemente dalla quota di mercato leggermente inferiore e dai prezzi di vendita dei dispositivi, come sottolineato nella telefonata degli utili di ieri, la base installata per iPhone continua a crescere. Quindi, indipendentemente dall'hardware, come un nuovo iPhone, un modello precedente o un prodotto rinnovato, l'espansione degli utenti iOS è ciò che sembra importare di più in futuro.
IDC fornisce un grafico chiaro che mostra da quando è iniziata la guerra commerciale: Apple ha perso la quota di mercato globale mentre Samsung, Huawei, Xiaomi e OPPO hanno guadagnato o mantenuto la loro rispettata quota di mercato.
Apple è stata spostata come produttore di smartphone n. 2 al mondo da una società cinese suggerisce una ragione per cui l'amministrazione Trump ha intrapreso un'attività economica con il produttore di smartphone con sede a Shenzhen.
Trump si comporta come se avesse tutte le carte nella guerra commerciale, e come abbiamo spiegato prima: "non lo fa". Apple continuerà a emorragizzare la quota di mercato globale mentre gli smartphone cinesi e sudcoreani dominano l'Asia e l'Europa. Apple è una moda morente, cosa ancora più importante, il dominio globale americano è un impero morente.
Huawei Technologies, il più grande fornitore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni, è pronta a lanciare il suo sistema operativo HongMeng come potenziale alternativa al sistema operativo Android di Google, il 9 agosto alla Developer Conference di Huawei, gli esperti del settore hanno detto al Global Times Mercoledì.
Secondo i resoconti dei media, il design user experience (UX) presenta una nuova suoneria e un pannello di notifica, un'interfaccia più pulita per la fotocamera, più animazione e una maggiore velocità. Gli utenti possono anche aggiungere widget e personalizzare lo schermo bloccato. Citando esperti del settore (molto probabilmente di origine cinese), il Global Times ha riferito che "è possibile per Huawei costruire un ecosistema di smartphone sostenibile sul sistema operativo HongMeng e rimodellare il mercato attuale dominato da Android e iOS di Apple" , anche se il nuovo sistema è progettato principalmente per l'automazione industriale e le applicazioni nell'Internet of Things (IoT).
"Date le caratteristiche di design del sistema operativo HongMeng, può essere un punto di svolta nelle aree legate all'IoT, come auto senza conducente e case intelligenti", ha detto al Global Times Fu Liang, un analista indipendente del settore con sede a Pechino.
Secondo il sito web di Huawei, il sistema operativo HongMeng è costruito con una latenza di elaborazione inferiore a 5 millisecondi, che è particolarmente richiesto in circostanze che coinvolgono applicazioni IoT che spesso hanno bisogno di trasferire grandi quantità di dati contemporaneamente.
Detto questo, l'adozione da parte dei consumatori è improbabile all'inizio: "Non è progettato per i telefoni come tutti pensano", ha dichiarato Ren Zhengfei, fondatore di Huawei, in una recente intervista con la rivista francese Le Point.
Tuttavia, la società potrebbe ancora ricorrere al sistema operativo HongMeng in quanto potrebbe diffidare delle minacce provenienti dagli Stati Uniti e, secondo gli esperti, può ancora essere molto competitivo. "Non abbiamo ancora deciso se sviluppare HongMeng in un sistema operativo per smartphone", ha detto Liang. Ha aggiunto, tuttavia, questa posizione potrebbe cambiare se gli Stati Uniti impediscono completamente l'accesso ad Android da parte di Huawei.
"Uno dei principali vantaggi del sistema operativo HongMeng è che le app Android non devono essere ricodificate per funzionare nel sistema", ha detto Fu. " Poiché è riferito al 60% più veloce di Android e iOS, è probabile che più produttori di smartphone come Xiaomi e Oppo installeranno il sistema operativo nei loro telefoni ".
D'altra parte, come un nuovo sistema operativo che è quasi 10 anni più giovane di Android, HongMeng è attualmente privo di un solido ecosistema che Huawei dovrà coltivare e sostenere, ha osservato Fu.
Detto questo, se il nuovo sistema operativo dovesse acquisire un'adozione diffusa, potrebbe garantire a Huawei un'influenza ancora maggiore: secondo le statistiche di statcounters.com, a partire da giugno 2019, Android aveva oltre il 76% del mercato dei sistemi operativi mobili e iOS ne aveva più di 22 percento, lasciando meno del 2 percento ad altri sistemi. Ma Huawei sta incoraggiando gli sviluppatori di app a unirsi al suo app store, chiamato AppGallery, per costruire il proprio ecosistema.
Certo, ricreare l'ecosistema di Apple sarà un compito monumentale: "Tutti gli smartphone Huawei sono installati con il nostro app store AppGallery ufficiale con oltre 270 milioni di utenti attivi mensili ... Per garantire il pieno supporto per la tua app, è un invito per te la community e il portale dei nostri sviluppatori ", ha dichiarato l'e-mail.
"È difficile stimare se il nuovo sistema operativo sia messo in funzione, esattamente quanti clienti passeranno a HongMeng nel breve termine", ha affermato Xiang Ligang, direttore generale della Information Consumption Alliance di Pechino. "Ma dato il tempo, non vedo perché Huawei non possa prendere una quota significativa del mercato se deciderà di farlo. I milioni di utenti di Huawei sono troppo grandi per essere lasciati sfuggire agli sviluppatori. unisciti per costruire un ecosistema robusto ".
E in notizie separate, durante la notte Huawei ha registrato un aumento di fatturato sorprendente per la prima metà di quest'anno, nonostante il divieto commerciale imposto dal governo degli Stati Uniti e il controllo continuato oltreoceano sulla sicurezza dei suoi prodotti di rete 5G.
Sorprendenti osservatori del settore, il presidente della società, Liang Hua, ha dichiarato che "l'intera attività di Huawei si è svolta senza intoppi [da quel divieto]", anche se ha rifiutato di fornire dati specifici in una conferenza stampa a Shenzhen venerdì.
Il presidente di Huawei Technologies, Liang Hua, ha chiesto al governo degli Stati Uniti di rimuovere la società dalla sua lista nera commerciale
La società privata - che secondo molti ha ampi collegamenti con il governo cinese - che dovrebbe annunciare la sua performance finanziaria per i primi sei mesi di quest'anno il 30 luglio, è stata inserita in una blacklist commerciale - nota come Entity List - a maggio dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Ciò ha impedito all'azienda di acquistare hardware, software e servizi dai suoi fornitori hi-tech americani.
"Aggiungendo Huawei alla lista delle entità non era né giustificato né equo", ha detto Liang. "Non è sufficiente alleggerire le restrizioni su alcuni fornitori statunitensi. Dovremmo essere completamente rimossi dalla lista. "
I commenti di Liang hanno seguito l'annuncio del segretario al Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross che Washington consentirà alle compagnie americane di vendere i loro prodotti a Huawei fintanto che questi non rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza nazionale, una mossa che molti hanno visto come un tentativo di ricucire i rapporti tra Stati Uniti e Cina, tuttavia è stata rapidamente seguita da due importanti escalation, quando per la prima volta gli Stati Uniti hanno messo a segno la vendita di $ 2,2 miliardi di armi a Taiwan, che ha costretto Pechino a minacciare le compagnie coinvolte con nuove sanzioni, mentre Trump si lamentava che gli acquisti agricoli promesso dalla Cina durante il summit del G-20 dello scorso mese non si è ancora concretizzato.
La posta in gioco è alta per Huawei, perché il divieto di commercio negli Stati Uniti era stimato in precedenza a spazzare via 30 miliardi di $ di crescita delle vendite, secondo SCMP. Si prevede che le sue entrate totali rimarranno stagnanti intorno al livello di 100 miliardi di dollari quest'anno e nel 2020, secondo il fondatore e amministratore delegato Ren Zhengfei durante una tavola rotonda a Shenzhen il 17 giugno.
Ren ha detto la scorsa settimana che la decisione degli Stati Uniti di rilassare il divieto commerciale su Huawei non avrà molto impatto sulla società.
Nel frattempo, martedì, Monaco è diventato il primo paese in Europa a lanciare una rete 5G fornita da Huawei, nonostante la pressione degli Stati Uniti nei confronti degli alleati dell'Unione Europea (UE) per vietare le apparecchiature della compagnia cinese dal loro roll-out dell'infrastruttura mobile di prossima generazione per la sicurezza preoccupazioni.
Ci si aspetta che i paesi dell'UE concordino misure collettive per far fronte ai potenziali rischi di spionaggio delle apparecchiature prodotte da Huawei entro la fine di quest'anno, secondo l'organo consultivo del Comitato economico e sociale europeo. Molte nazioni del sud-est asiatico - tra cui Singapore, Tailandia, Malesia, Indonesia e Filippine - sono state riluttanti a piegarsi alle pressioni statunitensi e a rompere i legami con Huawei.
La grazia(tregua alle restrizioni) di Trump per Huaweiè una debacle della sicurezza nazionale
Martedì, il segretario al Commercio Wilbur Ross ha delineato l'ambito delle esenzioni da concedere alle vendite e alle licenze a Huawei Technologies, il gigante cinese delle telecomunicazioni.
La mossa di Trump, annunciata dopo il suo incontro con il sovrano cinese Xi Jinping alla conclusione del vertice del G20 di Osaka, è stata un errore strategico. Inoltre, è stata un'umiliazione per gli Stati Uniti, quasi un riconoscimento della supremazia di Pechino.
Il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti, in vigore dal 16 maggio, ha aggiunto Huawei, il più grande produttore mondiale di apparecchiature di rete e il secondo produttore di smartphone, alla sua lista di entità. La designazione indica che nessuna azienda americana, senza la previa approvazione del Bureau of Industry and Security, è autorizzata a vendere o concedere in licenza i prodotti e la tecnologia Huawei coperti dai regolamenti di amministrazione delle esportazioni degli Stati Uniti.
Pechino ha poi chiesto all'amministrazione Trump di ritirare la designazione. Il 27 giugno, il Wall Street Journal ha riferito che la rimozione di Huawei dall'Elenco delle Entità era una delle tre precondizioni principali della Cina per un accordo commerciale completo.
Trump, incredibilmente, ha rispettato la richiesta di Pechino. Alla sua conferenza stampa del 29 giugno, il presidente americano disse che stava concedendo la sospensione.
Trump non era specifico riguardo al campo di applicazione del diritto di sospensione, e da allora i funzionari dell'amministrazione hanno cercato di riportare indietro i suoi commenti. Il consulente commerciale Peter Navarro, ad esempio, questo mese ha detto alla CNN che le vendite a Huawei per i suoi prodotti 5G - 5G è la quinta generazione di comunicazioni wireless - sarebbe vietata. In precedenza, c'erano suggerimenti per consentire deroghe per gli smartphone.
Dovrebbero essere concesse deroghe? "È il loro meccanismo di spionaggio" , ha detto a Fox News domenica la senatrice Marsha Blackburn (R-TN), riferendosi a Huawei .
Lei ha ragione. Huawei non è in grado di resistere alle richieste di Pechino di raccogliere illecitamente intelligence. Per prima cosa, Pechino possiede Huawei. L'impresa con sede a Shenzhen sostiene che è "di proprietà dei dipendenti", ma è un'esagerazione. Il fondatore Ren Zhengfei detiene una quota dell'1% e il resto è di proprietà dello stato . Inoltre, nel sistema top-down del Partito Comunista, nessuno può resistere a un comando dell'organizzazione dominante. Inoltre, gli articoli 7 e 14 della China National Intelligence Law, emanata nel 2017, richiedono che i cittadini e le entità cinesi spiano se le autorità competenti fanno una richiesta. Ren ha sostenuto che la società non avrebbe ficcato il naso sugli altri, ma questa affermazione, in considerazione di quanto sopra, non è credibile.
Huawei, infatti, è stata implicata nel furto della tecnologia quasi dal momento della sua costituzione nel 1987. La società è stata costruita sulla tecnologia rubata Cisco Systems e, secondo recenti accuse, Huawei non ha mai smesso di rubare. Il Dipartimento di Giustizia di gennaio ha annullato l'incriminazione della società per il furto di proprietà intellettuale da parte di T-Mobile . L'FBI, secondo un rapporto di Bloomberg, sta indagando su Huawei per aver rubato la tecnologia del vetro per smartphone da Akhan Semiconductor, una società con sede in Illinois.
Il furto dilagante di Huawei è stato efficace nel ferire la sua concorrenza. Ad esempio, molti considerano la campagna della società per prendere la tecnologia era in gran parte responsabile per il fallimento del 2013 di Nortel Networks, la società canadese.
Inoltre, Pechino ha utilizzato i server Huawei per scaricare surrettiziamente i dati da altri, in particolare l'Unione Africana dal 2012 al 2017.
Non sorprende che Huawei stia gettando le basi per l'acquisizione dei dati di domani.
Innanzitutto, lo studio di Christopher Balding sui curricula dei dipendenti Huawei rivela che alcuni di loro rivendicano collegamenti concomitanti con unità dell'esercito cinese, in ruoli che sembrano implicare la raccolta di informazioni. Come scrive nel suo studio, "esiste una relazione innegabile tra Huawei e lo stato cinese, i servizi militari e di raccolta di informazioni".
In secondo luogo, recenti analisi mostrano che il software Huawei ha un numero insolitamente alto di difetti di sicurezza. Secondo Finite State , una società di sicurezza informatica, una scansione di quasi 10.000 immagini del firmware Huawei ha mostrato che "il 55% aveva almeno una potenziale backdoor. Queste vulnerabilità di accesso backdoor consentono a un utente malintenzionato di conoscere il firmware e / o una chiave crittografica corrispondente a accedere al dispositivo. " Huawei, secondo il sondaggio, si è classificata al livello più basso tra i suoi concorrenti in questo senso.
Il furto non è l'unico rischio. Come il senatore Blackburn ha fatto notare a Fox News, Huawei fungerà anche da meccanismo di Pechino per il controllo delle reti che gestiscono i dispositivi di domani. La preoccupazione è che il governo e le forze armate cinesi saranno in grado di utilizzare le apparecchiature Huawei per manipolare a distanza i dispositivi collegati in rete sull'Internet of Things (IoT), indipendentemente da dove si trovano questi dispositivi. Quindi, la Cina potrebbe essere in grado di guidare la tua auto verso il traffico in arrivo, sbloccare la porta principale, spegnere o accelerare il tuo pacemaker.
Martedì, il segretario Ross ha fatto eco ai precedenti commenti dell'amministrazione quando ha promesso al suo dipartimento di rilasciare solo esenzioni "dove non c'è alcuna minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti".
Sembra rassicurante, ma non è possibile dividere Huawei in componenti minacciose e non minacciose. Il management di Huawei può trarre profitto da parti innocue del business per supportare le parti ovviamente pericolose. Il denaro è fungibile, quindi l'unico corso sicuro sarebbe vietare tutte le transazioni con l'azienda.
Ross ha suggerito che le licenze sarebbero state concesse per articoli disponibili da altri paesi, dicendo "cercheremo di assicurarci che non trasferiamo semplicemente entrate dagli Stati Uniti a società straniere". A prima vista, le vendite di tali articoli appaiono non discutibili, ma, come riportato dal New York Times di martedì, le società statunitensi in cerca di esenzioni riconoscono che i loro prodotti sono spesso più avanzati di quelli provenienti dal Giappone, dalla Corea del Sud e da altri paesi.
Pertanto, il modo migliore sarebbe quello di indurre tutti i fornitori americani a interrompere tutte le vendite e le licenze e a mobilitare Tokyo, Seoul e altre capitali per fare lo stesso. Ciò interromperebbe gravemente Huawei, forse costringendolo a cessare l'attività o almeno a impedirne il progresso. In breve, Ross sta sottovalutando la leva americana.
Come sottolinea Eli Lake, scrivendo sul sito Bloomberg, la politica americana su Huawei sembra essere "crollata" dopo l'incontro bilaterale con Xi. Lake ha ragione. Pechino, sostenuta dai discorsi sulla scalata americana, ora sta vendendo velocemente attrezzature Huawei in tutto il mondo, il che significa che, nel corso normale degli eventi, i cinesi controlleranno presto la dorsale 5G del mondo.
Pensa alle conseguenze.
"Immagina un mondo dominato dalla Cina", ha dichiarato Jonathan Bass di PTM Images a Gatestone. "Chiudi gli occhi e fai finta di svegliarti in un mondo controllato da Xi Jinping, militarmente, economicamente, politicamente, culturalmente".
Questo è il mondo, grazie a Huawei, che affronteremo presto.
Scritto da Gordon Chang tramite The Gatestone Institute