9 dicembre forconi: appoggio
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mercoledì 11 settembre 2019

SOROS APPOGGIA LE STRATEGIE DI TRUMP!

PER I MILIARDARI AMERICANI NON ESISTE LA POLITICA. ESISTE SOLO LA GEOPOLITICA. 

E SOPRATTUTTO FARE I SOLDI 

AL PALADINO DELLA SOCIETÀ APERTA PIACE MOLTO L'IMPOSTAZIONE DI CHIUSURA DEL PUZZONE ARANCIONE. BENE IL BLOCCO DI HUAWEI, BENE PURE I DAZI 

NON VI STUPITE: QUANDO C'È UN NEMICO ESTERNO, NEGLI USA SI PROCEDE ALLINEATI E COMPATTI

SOROS PER UNA VOLTA APPOGGIA TRUMP: BENE LA STRATEGIA ANTI-CINA
Marco Valsania per www.ilsole24ore.com

SOROSSOROS
Donald Trump trova un alleato insolito nella sua guerra commerciale alla Cina. Il miliardario George Soros, grande sostenitore di cause democratiche - e del partito democratico - con il quale si è altrimenti scontrato con veemenza. Ma l'ottuagenario Soros questa volta ha preso carta e penna per fare i complimenti alla strategia cinese della sua nemesi, definita come forse l'unico, vero successo (oltretutto bipartisan) del presidente in politica estera. La Casa Bianca avrebbe correttamente definito la grande potenza asiatica come un pericoloso “rivale strategico”.

john boltonJOHN BOLTON
Non manca però un severo avvertimento, nel commento che il finanziare ha affidato alle pagine del Wall Street Journal. Soros teme che in realtà Trump alla fine ceda all'opportunismo in vista delle elezioni del 2020. Una pressione che potrebbe oltretutto aumentare se la Casa Bianca rimarrà a corto di trofei internazionali viste finora le debacle dall'Afghanistan a Israele, dall'Iran alla Corea del Nord, e le spaccature interne alla stessa amministrazione simboleggiate oggi dall'improvvisa uscita di scena del falco e consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.

trump xi jinpingTRUMP XI JINPING
Una pace affrettata con Pechino, avverte Soros, saboterebbe la stessa strategia di Trump. In particolare il miliardario chiede che quale merce di scambio non venga utilizzata Huawei, o meglio una revoca della messa al bando dell'influente colosso cinese della futura generazione di collegamenti mobili e Internet 5G.

Trump potrebbe essere «disperato per un accordo» e Soros chiede così al Congresso di agire da barriera, di intervenire rendendo, anche per legge, impossibile rimuovere Huawei dalla lista di “entità” che pongono rischi posti alla sicurezza nazionale e che impedisce alla società cinese di aver rapporti di business con gruppi americani. «Se i repubblicani consentono a Trump di salvare quel gigante delle telecomunicazioni gestito dal partito comunista, avranno abdicato alle loro responsabilità democratiche di base», ha affermato nell'op-ed.
HILLARY CLINTON SOROSHILLARY CLINTON SOROS

Leggendario nei decenni per le sue grandi scommesse contro la sterlina prima e poi sulla crisi asiatica, Soros ha una lunga storia di scontri politici con Trump per le sue opinioni politiche liberal e pro-democrazia, su temi caldi quali l'immigrazione. Correnti conservatrice vicine a Trump - e gli stessi familiari del Presidente - l'hanno bersagliato come fonte di cospirazioni. L'ex sindaco di New York e confidente di Trump, Rudolph Giuliani, l'anno scorso amplificò un tweet che lo definiva l'Anticristo e chiedeva il congelamento dei suoi asset.
george sorosGEORGE SOROS

Nel caso della politica cinese dell'amministrazione, però, il finanziare la definisce «coerente e genuinamente bipartitica»; appunto il «più grande - se non unico - risultato di politica internazionale dell'amministrazione». A capo delle fondazioni Open Society Foundations, dedicate alle società aperte al sostegno alla transizione alla democrazia, Soros è preoccupato che la Cina sia agli antipodi della sua agenda, con implicazioni non solo per il futuro della potenza asiatica ma per il mondo, pilastro di tendenze autoritarie e di controllo capillare della società anche attraverso sistemi hi-tech, uno spettro che aveva sollevato con forza anche all'ultimo summit di Davos. In quell'occasione aveva denunciato il sistema di “social credit” che la Cina intenderebbe lanciare a tutti gli effetti fin dall'anno prossimo e che supervisiona e assegna punteggi ai cittadini sulla base del comportamento sociale.

donald trump xi jinpingDONALD TRUMP XI JINPING
Pechino «è un pericoloso rivale nell'intelligenza artificiale e nel machine learning» ha scritto adesso Soros sottolineando come tuttavia dipenda molto, a cominciare da Huawei, da una trentina di aziende americane quando di tratta di tecnologia 5G. «Come fondatore delle Open Society Foundations, il mio interesse nello sconfiggere la Cina di Xi Jinping va oltre gli interessi nazionali degli Stati Uniti - ha precisato Soros - Sono convinto che il sistema di social-credit che Pechino sta costruendo, se verrà permessa la sua espansione, potrebbe suonare una campana a morto per le società aperte non solo in Cina ma nel mondo».

Fonte: qui

lunedì 17 settembre 2018

CHIUDE PER RISCHIO CROLLO IN MOLISE IL “ SENTE”, IL PONTE STRADALE PIÙ ALTO D’ITALIA

"UN PILONE È MANTENUTO IN EQUILIBRIO DA UN APPOGGIO DI 20 CM SU UNA BASE DI ACCIAIO SOGGETTO ALLE DILATAZIONI TERMICHE. 

COL CALO DELLE TEMPERATURE L’ACCIAIO SI RITRARRÀ E..."

Giuseppe Lanese per notizie.tiscali.it

Il viadotto “Sente” è il ponte stradale più alto d’Italia (per altezza del pilone): 185 metri. Si trova sulla ex statale 86 Istonia, al confine tra Abruzzo e Molise. Un colosso di acciaio e calcestruzzo, costruito tra il ‘74 e il ‘77, e lungo più di un chilometro che non è sicuro. Anzi, è a rischio crollo e forse da anni. Solo adesso, però, è stato accertato in maniera inequivocabile grazie ai controlli approfonditi messi in atto dalle autorità dopo i fatti di Genova e in seguito al terremoto di magnitudo 5.1 che ha colpito il Molise lo scorso 16 agosto. 

Venti cm tra la vita è la morte

Durante una riunione al Comune di Agnone (Isernia), il presidente della Provincia di Isernia, Lorenzo Coia, è stato chiaro: “Il ponte va chiuso”. E così avverrà a partire da martedì prossimo. Tutta colpa della “pilone” numero 3 del ponte che è “ruotato” negli anni e che ora sostiene la parte superiore del viadotto con un appoggio di soli 20 cm. Proprio così. A spiegarlo è stato il consigliere provinciale di Isernia, con delega alla viabilità, Mike Matticoli. Le ultime ispezioni (con una tecnica chiamata “by bridge”) e le successive relazioni tecniche, ha detto, “hanno evidenziato una serie di criticità non visibili dall’esterno ma solo scendendo sotto l’impalcato che non consentono di tenere aperto il viadotto Sente”.
senteSENTE

Tutta questione di equilibrio

Il pilone n. 3, dunque, è mantenuto in equilibrio da un appoggio di soli 20 cm su una base di acciaio che “è soggetto alle dilatazioni termiche”, ha aggiunto Matticoli. “Con il calo delle temperature l’acciaio si ritrarrà e quindi i 20 cm si ridurranno e l’appoggio residuo potrebbe non reggere”, ha messo in guardia. Nell’immediato sarà riaperta la vecchia Strada statale 86 Istonia, che comunque necessità di essere messa ugualmente in sicurezza. Tutte le ordinanze di chiusura del ponte e di ripristino della vecchia strada saranno presentate ai prefetti di Isernia e Chieti. I disagi per gli automobilisti della zona, per gli studenti pendolari e per i pazienti che dall’Abruzzo raggiungono l’ospedale di Agnone saranno notevoli. Ma sempre meglio che attraversare il ponte e affidarsi alla buona sorte.

I viadotti più alti d’Italia

Il viadotto "Sente Longo": 185 metri di altezza e 1200 metri di lunghezza e con campate di 200 metri. Realizzato tra il 1974 e il 1977, in acciaio e calcestruzzo, sull'omonimo fiume. Collega Abruzzo e Molise tra i comuni di Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti, e Belmonte del Sannio, in provincia di Isernia sulla SS86. Il 2 maggio 2011 è stato intitolato a Francesco Paolo Longo, l'operaio che ha perso la vita il 4 maggio 1974 durante i primi lavori di scavo del ponte.

senteSENTE
Dopo il viadotto Sente (in termini di altezza per quanto riguarda le strade statali) c'è il ponte Cadore, sulla strada statale 51 di Alemagna. Tra i due c'è solo un metro di differenza. Il primato di ponte autostradale più alto della penisola, invece, appartiene al viadotto Italia (il secondo più alto d'Europa', sulla A3, tra i comuni di Laino Borgo e Laino Castello, entrambi nella provincia di Cosenza. Trai viadotti più lunghi ci sono quelli di Coltano (9,6 km sull'Autostrada A12) e il torrente Fichera (sull'Autostrada A19, lungo più di 7 km). Il viadotto stradale più alto del mondo è il viadotto di Millau e si trova in Francia. La sommità dei pilastri raggiunge i 341 metri d'altezza.

Fonte: qui

giovedì 12 aprile 2018

PECHINO DÀ L’ORDINE CHE FA TREMARE IL MONDO: NAVI CINESI AL FIANCO DEI RUSSI IN CASO DI ATTACCO IN SIRIA

Pechino avrebbe dato l’ordine alle proprie navi da guerra presenti nel Mediterraneo di ricongiungersi con la marina russa, nell’eventualità di un imminente attacco in Siria.
Le navi, presenti nel Mediterraneo perché parte di un contingente inviato per delle esercitazioni militari congiunte tra Mosca e Pechino, avrebbero ricevuto l’ordine ad avviarsi verso il porto siriano di Tartus, base navale russa, e congiungersi con le forze del Cremlino per respingere l’eventualità di un attacco da parte della coalizione occidentale.
D’altro canto, anche l’Iran sta muovendo le sue pedine: gli alti ufficiali di Teheran, rimasti feriti in uno scontro nel raid israeliano presso la base siriana T4 di Homs, sarebbero in procinto di posizionare in allerta i loro sistemi missilistici strategici.
Nel contesto di una guerra per procura generalizzata, alimentata in altri scenari dalla guerra dei dazi tra Pechino e Washington, e dalla contesa regionale tra Israele, Arabia Saudita ed Iran, lo scenario appare sempre più compromesso con gli schieramenti predisposti sui tavoli negoziali pronti a prendere forma sul campo.
La notizia è giunta dopo che, la scorsa notte, il Pentagono aveva dato ordine alla propria marina di posizionare le navi da guerra americane di fronte a Latakia, base aerea russa, in pieno atto di provocazione verso Mosca, in risposta al presunto(?) attacco con armi chimiche occorso sulla città di Douma.
Fonte: qui

La Siria e la Russia sono preparate per l'attacco degli Stati Uniti e combatteranno

Vigilia della distruzione? La Russia si è preparata a rispondere militarmente a qualsiasi attacco statunitense sulla Siria

Ian Greenhalgh





[Nota del redattore: non siamo mai stati più vicini alla WW3 di quanto lo siamo in questo momento in attesa dell'attacco di Trump sulla Siria e della reazione apparentemente inevitabile della Russia e della Siria.


La Russia è più che capace di mandare a fondo del Mediterraneo il gruppo di Portaerei USA e potrebbero farlo visto che , come sembra altamente probabile, il personale russo è tra gli obiettivi dell'attacco degli Stati Uniti.



La pazzia dell'agenda che segue Trump sta nel fatto che precedenti incidenti hanno dimostrato che le forze armate statunitensi non hanno alcun vantaggio e potrebbero essere in effetti in svantaggio in termini tecnici, nel senso che se inizieranno le riprese, molti militari statunitensi saranno le  vittime della follia USA.



L'attacco missilistico di crociera dello scorso anno sulla Siria è stato un miserabile fallimento dato che le difese russe e siriane sono state in grado di abbattere o abbattere la maggior parte dei missili, poi c'è il fatto che la USS Donald Cook, che attualmente bighellona sulla costa siriana è la stessa nave che dovette essere rimorchiata dalla costa della Crimea nel 2014 dopo essere stato disabilitata da aerei russi che trasportavano alcune nuove armi elettroniche.



Quindi, a meno che le forze armate statunitensi non abbiano qualche nuova arma di cui non sappiamo che , sembra molto probabile che Trump colpisca, non andrà bene e aprirebbe un brutto vaso di Pandora con l'escalation  del conflitto - se le armi convenzionali non riusciranno nel loro obiettivo, allora il passo successivo potrebbe essere quello di provare alcune armi nucleari tattiche e anche i russi ne hanno molti sia di aerei bene equipaggiati che missili per consegnarle direttamente ai militari USA, in effetti non hanno alcun vantaggio in quella zona .



Purtroppo, non c'è nessuno attorno a Trump che possa diventare la voce della ragione e impedire al buffone di fare ciò che è stato incaricato di fare, questo è eseguire gli ordini di un gruppo di oligarchi criminali decisi a distruggere Putin e la Russia. Ian]



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BEIRUT, LIBANO (11:30 AM) - Le forze aeree siriane e russe hanno condotto un gran numero di voli lungo la costa siriana in risposta all'ultima minaccia di forza degli Stati Uniti contro il governo di Damasco.

Secondo una fonte militare nel Governatorato di Latakia, i jet siriani e russi hanno condotto voli non-stop lungo la costa della Siria dalle 6:00 del mattino (ora di Damasco), con entrambe le forze aeree che condividono l'aeroporto Hmaymim a Jableh.



La fonte ha aggiunto che l'aeronautica siriana ha spostato diversi jet verso l'aeroporto Hmaymim gestito dalla Russia nel sud-ovest di Latakia.



La ragione per cui l'Aeronautica Siriana sposta i propri jet all'aeroporto di Hmaymim è dovuta alla minaccia rappresentata dal possibile attacco degli Stati Uniti alle loro installazioni militari.



Analogamente alle misure precauzionali adottate prima dell'attacco USA lo scorso anno, l'Air Force siriana sta tentando di proteggere le proprie attività aeree trasferendole nella base russa.



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Primo vicepresidente del Comitato di difesa della Camera alta russa, Yevgeny Serebrennikov ha detto mercoledì che la Russia risponderà immediatamente se i suoi militari in Siria saranno colpiti da un possibile attacco aereo statunitense.

La base aerea russa di Hmeymim e la base navale di Tartus, così come i militari russi schierati in Siria, sono sotto una solida protezione, poiché sono attesi  attacchi aerei USA  in Siria in risposta ad un presunto(?) attacco di arma chimica nella città di Douma, Serebrennikov, Sputnik.

"Come il Ministero della Difesa ha già sottolineato, le basi militari russe a Hmeymim e Tartus sono sotto una solida protezione. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che in caso di attacchi degli Stati Uniti, nel caso, le vite dei nostri soldati saranno in pericolo. Penso che gli Stati Uniti capiscano e non consentiranno il rischio, perché nel caso positivo la risposta della Russia sarà immediata, come ha detto il capo dello Stato Maggiore russo, "ha affermato Serebrennikov.

La settimana scorsa sono stati segnalati su diversi media online dell'opposizione siriana, citavano i militanti jihadisti che l'esercito siriano aveva usato il cloro nella città di Douma e ucciso fino a 70 persone.



In seguito ai rapporti, un certo numero di stati, tra cui gli Stati Uniti, hanno accusato Damasco di mettere in scena l'attacco. Inoltre, gli Stati Uniti hanno affermato che stava prendendo in considerazione tutte le possibili opzioni in risposta ad esso.



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BEIRUT, LIBANO (9:40 AM) - L'ambasciatore russo in LibanoAlexander Zaspikin, ha detto ad Al-Manar TV che le forze del suo paese risponderanno militarmente a qualsiasi attacco americano in Siria.

Zaspikin ha sottolineato che le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti sulla Siria, intercettando i missili e colpendo le loro piattaforme di lancio.



Il diplomatico russo ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno usando queste accuse(non provate oggettivamente!) di uso di armi chimiche per giustificare i loro attacchi in Siria.



Recentemente, l'esercito russo ha condotto voli lungo la costa siriana, mentre ha anche bloccato i droni statunitensi che sorvolavano le posizioni del governo.



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BEIRUT, LIBANO (7:45 AM) - Nessun aereo sta attualmente sorvolando la Siria dopo che i rapporti dell'AESA hanno messo in guardia contro potenziali attacchi aerei sul paese.

Secondo il sito Flight Aware, si prevede che due voli della compagnia aerea Middle East Airlines(compagnia aerea del Libano) sorvolino la Siria, nonostante gli avvertimenti dell'AESA.



Uno dei voli MEA è programmato per il volo nella città saudita di Madina e un altro è diretto a Dubai; questi due aerei sono gli unici voli conosciuti che utilizzeranno lo spazio aereo siriano nelle prossime ore.



La Difesa aerea siriana è attualmente in allerta, in attesa della decisione degli Stati Uniti di decidere se attaccare o no.

11 Aprile 2018

LA CINA MUOVE LE NAVI PER SCHIERARSI CON PUTIN: PECHINO E’ PRONTA A INTERVENIRE IN CASO DI OFFENSIVA AMERICANA 

XI JINPINGN HA INVIATO A TARTUS UNA PORTAEREI, UNA FREGATA, MILLE SOLDATI E DUE CACCIATORPEDINIERE 

NEI GIORNI SCORSI ALCUNI DRONI STATUNITENSI SONO STATI MANDATI IN TILT DA CYBERATTACCHI RUSSI MENTRE STAVANO SORVOLANDO LA SIRIA

Cristiana Mangani per “il Messaggero”

PUTIN XI JINPINGPUTIN XI JINPING
L'ordine è arrivato da Pechino, e non stupisce affatto: in caso di attacco, le navi cinesi presenti nel Mediterraneo dovranno appoggiare la Russia. Che la guerra scoppi o meno, quello che conta sono gli schieramenti, il deterrente più forte per allentare la tensione nelle acque antistanti la Siria. Nel risiko che si sta giocando tra super potenze, il piccolo stato mediorientale finisce accerchiato, con le navi che si stanno riposizionando. Dalla base di Tartus, roccaforte russa, hanno preso il largo le portaerei, che hanno cominciato a fare esercitazioni a fuoco in mezzo al mare.

Tutte le rampe antimissile delle 4 basi aeree, compresa quella iraniana alle porte di Damasco, di Jabal Ash Sharqi, sono state armate. Mentre nel pomeriggio una lanciamissili, una fregata, due cacciatorpediniere e una nave di rifornimento cinesi si sono dirette sempre in zona Tartus, con a bordo mille marines.

putin xi jinpingPUTIN XI JINPING
LE TASK FORCE
Oltre alla task force russa, dunque, composta da quindici navi da guerra di stazza nel Mediterraneo, tra cui due fregate, due cacciatorpedinieri lanciamissili e almeno un sottomarino classe Varshavyanka, c'è ora la 29 flotta della Marina cinese, ufficialmente in quelle acque per contrastare la pirateria. Un fatto non nuovo, visto che, proprio lo scorso anno, le due forze hanno effettuato esercitazioni congiunte nel Mar Baltico. Attualmente, comunque, l'ammiraglia russa davanti alla Siria è la fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich.

Nello stesso tempo, e nello stesso tratto di mare, gli americani, gli inglesi e i francesi, stanno prendendo posizione. Il Pentagono, al momento, non ha portaerei nel Mediterraneo, perché la Truman è appena salpata e non sarà in zona prima di dieci giorni.

putin xi jinpingPUTIN XI JINPING
Restano le installazioni presenti attualmente in Italia, che sono - così come ricostruisce Pietro Batacchi, direttore di Rid, la Rivista italiana difesa - Camp Ederle, a Vicenza, sede della 173/a Brigata Aerotrasportata e dell'United States Army Africa (Usaraf); Aviano, dove sono di stanza caccia F-16 dell'Usaf e dove sono stoccate pure le bombe nucleari B-61 (parte del dispositivo di deterrenza della Nato), e la Naval Support acvitiy di Napoli, sede della Sesta Flotta dell' Us Navy (che al momento ha assegnato in maniera permanente una solo unità).

«In un'ottica siriana - osserva ancora l'esperto - le strutture più importanti sono però la base di Camp Darby (Pisa) e la Naval air station di Sigonella. La prima è una delle principali basi logistiche delle Forze armate americane fuori dagli Usa e ospita milioni di munizioni e bombe-ordigni di vario tipo. È direttamente collegata al porto di Livorno attraverso un sistema di canali. La Nas Sigonella, invece, è il principale hub per le operazioni americane nel Mediterraneo».
sigonella aereoSIGONELLA AEREO

LE FORZE SPECIALI
Inoltre, nel Nord della Siria operano forze speciali inglesi e americane: una cinquantina di uomini che si trovano in quell' area per dare supporto ai curdi e alle forze ribelli che combattono Assad. Il loro ruolo potrebbe essere quello dei segnalatori. Anche se, il 30 marzo scorso, due di questi soldati super addestrati, John Dumbar e Mad Torrac, sono morti saltando per aria su una mina a Manbij.

trump putinTRUMP PUTIN
Come si muoveranno, dunque, le varie forze in campo? A giudicare dagli abbracci tra delegati Usa e russi, ma anche dalla confusione dei tweet lanciati dal presidente Trump, la situazione sembra molto più sotto controllo di qualche giorno fa. I rischi di una simile guerra sono troppo elevati. Soprattutto, nel caso in cui per dare una lezione al presidente siriano, gli Usa finissero con il colpire casualmente un soldato di Putin.

Nei giorni scorsi, poi, secondo il racconto di quattro funzionari americani alla Nbc News, alcuni droni statunitensi sono stati mandati in tilt da attacchi cyber russi mentre stavano sorvolando la Siria. Piccoli droni, non i grandi Reaper e Predator che hanno decimato la catena di comando del Califfato, colpiti da sabotaggi da remoto dopo che si erano sollevati in volo per aggirarsi intorno a Ghouta, alla ricerca di tracce degli attacchi chimici.

13 aprile 2018

Fonte: qui