9 dicembre forconi: Tartus
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giovedì 12 aprile 2018

PECHINO DÀ L’ORDINE CHE FA TREMARE IL MONDO: NAVI CINESI AL FIANCO DEI RUSSI IN CASO DI ATTACCO IN SIRIA

Pechino avrebbe dato l’ordine alle proprie navi da guerra presenti nel Mediterraneo di ricongiungersi con la marina russa, nell’eventualità di un imminente attacco in Siria.
Le navi, presenti nel Mediterraneo perché parte di un contingente inviato per delle esercitazioni militari congiunte tra Mosca e Pechino, avrebbero ricevuto l’ordine ad avviarsi verso il porto siriano di Tartus, base navale russa, e congiungersi con le forze del Cremlino per respingere l’eventualità di un attacco da parte della coalizione occidentale.
D’altro canto, anche l’Iran sta muovendo le sue pedine: gli alti ufficiali di Teheran, rimasti feriti in uno scontro nel raid israeliano presso la base siriana T4 di Homs, sarebbero in procinto di posizionare in allerta i loro sistemi missilistici strategici.
Nel contesto di una guerra per procura generalizzata, alimentata in altri scenari dalla guerra dei dazi tra Pechino e Washington, e dalla contesa regionale tra Israele, Arabia Saudita ed Iran, lo scenario appare sempre più compromesso con gli schieramenti predisposti sui tavoli negoziali pronti a prendere forma sul campo.
La notizia è giunta dopo che, la scorsa notte, il Pentagono aveva dato ordine alla propria marina di posizionare le navi da guerra americane di fronte a Latakia, base aerea russa, in pieno atto di provocazione verso Mosca, in risposta al presunto(?) attacco con armi chimiche occorso sulla città di Douma.
Fonte: qui

La Siria e la Russia sono preparate per l'attacco degli Stati Uniti e combatteranno

Vigilia della distruzione? La Russia si è preparata a rispondere militarmente a qualsiasi attacco statunitense sulla Siria

Ian Greenhalgh





[Nota del redattore: non siamo mai stati più vicini alla WW3 di quanto lo siamo in questo momento in attesa dell'attacco di Trump sulla Siria e della reazione apparentemente inevitabile della Russia e della Siria.


La Russia è più che capace di mandare a fondo del Mediterraneo il gruppo di Portaerei USA e potrebbero farlo visto che , come sembra altamente probabile, il personale russo è tra gli obiettivi dell'attacco degli Stati Uniti.



La pazzia dell'agenda che segue Trump sta nel fatto che precedenti incidenti hanno dimostrato che le forze armate statunitensi non hanno alcun vantaggio e potrebbero essere in effetti in svantaggio in termini tecnici, nel senso che se inizieranno le riprese, molti militari statunitensi saranno le  vittime della follia USA.



L'attacco missilistico di crociera dello scorso anno sulla Siria è stato un miserabile fallimento dato che le difese russe e siriane sono state in grado di abbattere o abbattere la maggior parte dei missili, poi c'è il fatto che la USS Donald Cook, che attualmente bighellona sulla costa siriana è la stessa nave che dovette essere rimorchiata dalla costa della Crimea nel 2014 dopo essere stato disabilitata da aerei russi che trasportavano alcune nuove armi elettroniche.



Quindi, a meno che le forze armate statunitensi non abbiano qualche nuova arma di cui non sappiamo che , sembra molto probabile che Trump colpisca, non andrà bene e aprirebbe un brutto vaso di Pandora con l'escalation  del conflitto - se le armi convenzionali non riusciranno nel loro obiettivo, allora il passo successivo potrebbe essere quello di provare alcune armi nucleari tattiche e anche i russi ne hanno molti sia di aerei bene equipaggiati che missili per consegnarle direttamente ai militari USA, in effetti non hanno alcun vantaggio in quella zona .



Purtroppo, non c'è nessuno attorno a Trump che possa diventare la voce della ragione e impedire al buffone di fare ciò che è stato incaricato di fare, questo è eseguire gli ordini di un gruppo di oligarchi criminali decisi a distruggere Putin e la Russia. Ian]



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BEIRUT, LIBANO (11:30 AM) - Le forze aeree siriane e russe hanno condotto un gran numero di voli lungo la costa siriana in risposta all'ultima minaccia di forza degli Stati Uniti contro il governo di Damasco.

Secondo una fonte militare nel Governatorato di Latakia, i jet siriani e russi hanno condotto voli non-stop lungo la costa della Siria dalle 6:00 del mattino (ora di Damasco), con entrambe le forze aeree che condividono l'aeroporto Hmaymim a Jableh.



La fonte ha aggiunto che l'aeronautica siriana ha spostato diversi jet verso l'aeroporto Hmaymim gestito dalla Russia nel sud-ovest di Latakia.



La ragione per cui l'Aeronautica Siriana sposta i propri jet all'aeroporto di Hmaymim è dovuta alla minaccia rappresentata dal possibile attacco degli Stati Uniti alle loro installazioni militari.



Analogamente alle misure precauzionali adottate prima dell'attacco USA lo scorso anno, l'Air Force siriana sta tentando di proteggere le proprie attività aeree trasferendole nella base russa.



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Primo vicepresidente del Comitato di difesa della Camera alta russa, Yevgeny Serebrennikov ha detto mercoledì che la Russia risponderà immediatamente se i suoi militari in Siria saranno colpiti da un possibile attacco aereo statunitense.

La base aerea russa di Hmeymim e la base navale di Tartus, così come i militari russi schierati in Siria, sono sotto una solida protezione, poiché sono attesi  attacchi aerei USA  in Siria in risposta ad un presunto(?) attacco di arma chimica nella città di Douma, Serebrennikov, Sputnik.

"Come il Ministero della Difesa ha già sottolineato, le basi militari russe a Hmeymim e Tartus sono sotto una solida protezione. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che in caso di attacchi degli Stati Uniti, nel caso, le vite dei nostri soldati saranno in pericolo. Penso che gli Stati Uniti capiscano e non consentiranno il rischio, perché nel caso positivo la risposta della Russia sarà immediata, come ha detto il capo dello Stato Maggiore russo, "ha affermato Serebrennikov.

La settimana scorsa sono stati segnalati su diversi media online dell'opposizione siriana, citavano i militanti jihadisti che l'esercito siriano aveva usato il cloro nella città di Douma e ucciso fino a 70 persone.



In seguito ai rapporti, un certo numero di stati, tra cui gli Stati Uniti, hanno accusato Damasco di mettere in scena l'attacco. Inoltre, gli Stati Uniti hanno affermato che stava prendendo in considerazione tutte le possibili opzioni in risposta ad esso.



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BEIRUT, LIBANO (9:40 AM) - L'ambasciatore russo in LibanoAlexander Zaspikin, ha detto ad Al-Manar TV che le forze del suo paese risponderanno militarmente a qualsiasi attacco americano in Siria.

Zaspikin ha sottolineato che le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti sulla Siria, intercettando i missili e colpendo le loro piattaforme di lancio.



Il diplomatico russo ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno usando queste accuse(non provate oggettivamente!) di uso di armi chimiche per giustificare i loro attacchi in Siria.



Recentemente, l'esercito russo ha condotto voli lungo la costa siriana, mentre ha anche bloccato i droni statunitensi che sorvolavano le posizioni del governo.



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BEIRUT, LIBANO (7:45 AM) - Nessun aereo sta attualmente sorvolando la Siria dopo che i rapporti dell'AESA hanno messo in guardia contro potenziali attacchi aerei sul paese.

Secondo il sito Flight Aware, si prevede che due voli della compagnia aerea Middle East Airlines(compagnia aerea del Libano) sorvolino la Siria, nonostante gli avvertimenti dell'AESA.



Uno dei voli MEA è programmato per il volo nella città saudita di Madina e un altro è diretto a Dubai; questi due aerei sono gli unici voli conosciuti che utilizzeranno lo spazio aereo siriano nelle prossime ore.



La Difesa aerea siriana è attualmente in allerta, in attesa della decisione degli Stati Uniti di decidere se attaccare o no.

11 Aprile 2018

LA CINA MUOVE LE NAVI PER SCHIERARSI CON PUTIN: PECHINO E’ PRONTA A INTERVENIRE IN CASO DI OFFENSIVA AMERICANA 

XI JINPINGN HA INVIATO A TARTUS UNA PORTAEREI, UNA FREGATA, MILLE SOLDATI E DUE CACCIATORPEDINIERE 

NEI GIORNI SCORSI ALCUNI DRONI STATUNITENSI SONO STATI MANDATI IN TILT DA CYBERATTACCHI RUSSI MENTRE STAVANO SORVOLANDO LA SIRIA

Cristiana Mangani per “il Messaggero”

PUTIN XI JINPINGPUTIN XI JINPING
L'ordine è arrivato da Pechino, e non stupisce affatto: in caso di attacco, le navi cinesi presenti nel Mediterraneo dovranno appoggiare la Russia. Che la guerra scoppi o meno, quello che conta sono gli schieramenti, il deterrente più forte per allentare la tensione nelle acque antistanti la Siria. Nel risiko che si sta giocando tra super potenze, il piccolo stato mediorientale finisce accerchiato, con le navi che si stanno riposizionando. Dalla base di Tartus, roccaforte russa, hanno preso il largo le portaerei, che hanno cominciato a fare esercitazioni a fuoco in mezzo al mare.

Tutte le rampe antimissile delle 4 basi aeree, compresa quella iraniana alle porte di Damasco, di Jabal Ash Sharqi, sono state armate. Mentre nel pomeriggio una lanciamissili, una fregata, due cacciatorpediniere e una nave di rifornimento cinesi si sono dirette sempre in zona Tartus, con a bordo mille marines.

putin xi jinpingPUTIN XI JINPING
LE TASK FORCE
Oltre alla task force russa, dunque, composta da quindici navi da guerra di stazza nel Mediterraneo, tra cui due fregate, due cacciatorpedinieri lanciamissili e almeno un sottomarino classe Varshavyanka, c'è ora la 29 flotta della Marina cinese, ufficialmente in quelle acque per contrastare la pirateria. Un fatto non nuovo, visto che, proprio lo scorso anno, le due forze hanno effettuato esercitazioni congiunte nel Mar Baltico. Attualmente, comunque, l'ammiraglia russa davanti alla Siria è la fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich.

Nello stesso tempo, e nello stesso tratto di mare, gli americani, gli inglesi e i francesi, stanno prendendo posizione. Il Pentagono, al momento, non ha portaerei nel Mediterraneo, perché la Truman è appena salpata e non sarà in zona prima di dieci giorni.

putin xi jinpingPUTIN XI JINPING
Restano le installazioni presenti attualmente in Italia, che sono - così come ricostruisce Pietro Batacchi, direttore di Rid, la Rivista italiana difesa - Camp Ederle, a Vicenza, sede della 173/a Brigata Aerotrasportata e dell'United States Army Africa (Usaraf); Aviano, dove sono di stanza caccia F-16 dell'Usaf e dove sono stoccate pure le bombe nucleari B-61 (parte del dispositivo di deterrenza della Nato), e la Naval Support acvitiy di Napoli, sede della Sesta Flotta dell' Us Navy (che al momento ha assegnato in maniera permanente una solo unità).

«In un'ottica siriana - osserva ancora l'esperto - le strutture più importanti sono però la base di Camp Darby (Pisa) e la Naval air station di Sigonella. La prima è una delle principali basi logistiche delle Forze armate americane fuori dagli Usa e ospita milioni di munizioni e bombe-ordigni di vario tipo. È direttamente collegata al porto di Livorno attraverso un sistema di canali. La Nas Sigonella, invece, è il principale hub per le operazioni americane nel Mediterraneo».
sigonella aereoSIGONELLA AEREO

LE FORZE SPECIALI
Inoltre, nel Nord della Siria operano forze speciali inglesi e americane: una cinquantina di uomini che si trovano in quell' area per dare supporto ai curdi e alle forze ribelli che combattono Assad. Il loro ruolo potrebbe essere quello dei segnalatori. Anche se, il 30 marzo scorso, due di questi soldati super addestrati, John Dumbar e Mad Torrac, sono morti saltando per aria su una mina a Manbij.

trump putinTRUMP PUTIN
Come si muoveranno, dunque, le varie forze in campo? A giudicare dagli abbracci tra delegati Usa e russi, ma anche dalla confusione dei tweet lanciati dal presidente Trump, la situazione sembra molto più sotto controllo di qualche giorno fa. I rischi di una simile guerra sono troppo elevati. Soprattutto, nel caso in cui per dare una lezione al presidente siriano, gli Usa finissero con il colpire casualmente un soldato di Putin.

Nei giorni scorsi, poi, secondo il racconto di quattro funzionari americani alla Nbc News, alcuni droni statunitensi sono stati mandati in tilt da attacchi cyber russi mentre stavano sorvolando la Siria. Piccoli droni, non i grandi Reaper e Predator che hanno decimato la catena di comando del Califfato, colpiti da sabotaggi da remoto dopo che si erano sollevati in volo per aggirarsi intorno a Ghouta, alla ricerca di tracce degli attacchi chimici.

13 aprile 2018

Fonte: qui

venerdì 21 ottobre 2016

PUTIN MANDA 8 NAVI IN SIRIA FACENDOLE PASSARE ATTRAVERSO LA MANICA E LA GRAN BRETAGNA S’INFURIA

LONDRA: “È UN'AGGRESSIONE. LA RUSSIA DEVE FERMARE LE ATROCITÀ A DAMASCO” 

IL CREMLINO: “LA CAUSA DEI DISASTRI SONO LE INTERFERENZE OCCIDENTALI E LA MANIA DI VOLER CAMBIARE I REGIMI POLITICI A CASA ALTRUI”

Mirko Molteni per “Libero Quotidiano”

Una grossa squadra navale russa si dirige verso le acque siriane per aumentare il potenziale da scatenare contro l'Isis e gli altri jihadisti avversari di Assad, ma Londra la pensa diversamente e parla di «aggressione russa» in Europa, per il solo fatto che le navi stanno solcando acque vicinissime alla Gran Bretagna.

Il primo ministro inglese Theresa May ha dichiarato infatti durante un vertice dell'Unione Europea a Bruxelles: «Nonostante la Brexit dobbiamo continuare quella robusta e condivisa postura di fronte all'aggressione russa. Dobbiamo pressare la Russia perché fermi le sue atrocità in Siria». E ciò, nonostante Mosca abbia sospeso i bombardamenti su Aleppo per favorire la creazione di corridoi umanitari, seppure sia uno stop temporaneo in attesa di riprendere la spallata finale.

THERESA MAYTHERESA MAY
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ribattuto alla May additando come prima causa dei disastri in Medioriente, dalla Libia alla Siria, «le interferenze occidentali e la mania di voler cambiare i regimi politici a casa altrui». La Gran Bretagna ha il dente avvelenato perché si sente sfidata dalla squadra navale della Flotta del Nord, salpata pochi giorni fa da Severomorsk, nella penisola di Kola, e che dopo essere stata segnalata martedì da aerei da ricognizione P-3 Orion dell' aviazione norvegese al largo della Scandinavia, presso Trondheim, è poi passata a 160 km dalla Scozia, discendendo nel Mare del Nord.

Sergey LavrovSERGEY LAVROV
Ora la flotta si accinge a entrare nel canale della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi. In sé nulla d' illegale, le navi russe percorrono acque internazionali e hanno diritto di libero passaggio, come del resto la stessa flotta americana ha sempre rivendicato in tutti gli oceani del mondo per le sue forze. Ma brucia agli anglosassoni il messaggio non verbale del capo del Cremlino, Vladimir Putin, che mostra di non farsi intimorire.

Ieri la flotta britannica, la Royal Navy, ha iniziato a pedinare da vicino le navi russe, inviando sulla loro scia l' incrociatore Duncan e la fregata Richmond. La squadra russa aggirerà nei prossimi giorni la Spagna ed entrerà nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, puntando dritta verso le acque antistanti la Siria, forse rifornendosi nella base di Tartus.
navi russe nei mari inglesi 8NAVI RUSSE NEI MARI INGLESI 


È composta da ben otto navi fra cui spicca la portaerei Admiral Kuznetsov, un colosso da 60.000 tonnellate, più piccola delle portaerei americane, ma pur sempre dotata di 37 aerei da combattimento, fra Sukhoi Su-25 e Su-33 e Mig-29, più 26 elicotteri Kamov. Fra le altre navi, la più potente è l' incrociatore Pietro il Grande, a propulsione nucleare, che da solo imbarca ben 20 missili antinave Granit, più addirittura 230 missili antiaerei di varia gittata.

elicottero kamovELICOTTERO KAMOV

ll che fa della nave intitolata al famoso zar del 1700 un «arsenale galleggiante» in grado di fornire alla squadra navale un notevole ombrello contro eventuali sorprese dall' aria. La squadra del Nord porterà fra pochi giorni a oltre 20 unità l' entità totale della flotta russa dislocata in Siria, già rafforzata pochi giorni fa anche dall' arrivo di tre unità aggiuntive dalla flotta del Mar Nero, le corvette Mirazh, Serpukov e Zelenyy Dol, unità piccole, ma armate con missili da crociera Kalibr con cui bombardare obbiettivi terrestri dell' Isis, e anche con missili antinave Malakhit.
MERCENARI RUSSI IN SIRIAMERCENARI RUSSI IN SIRIA

Dato che i jihadisti non possiedono aviazione, né navi di superficie, la presenza massiccia di navi con armamento antiaereo dà un preciso ammonimento agli Usa e ai loro alleati, indicando che l'«Armada» russa è in grado di difendersi da ogni tipo di minaccia e che sarebbe in grado pure di sventare un tentativo di «no-fly zone» che eventualmente Washington volesse far imporre usando i suoi caccia di base in Turchia.

Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
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Fonte: qui

giovedì 6 ottobre 2016

La Russia pronta ad affrontare il piano B degli USA in Siria


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I media russi riferivano che il Ministero della Difesa russo ha messo a punto un piano preventivo da attuare se gli Stati Uniti si ritirassero dai negoziati con Mosca sulla Siria optando per un Piano B. 


Il giornale Izvestija citava una fonte militare di alto rango dire che il piano include misure militari e politiche, ma senza rivelarne i dettagli. Inoltre, Franz Klintsevich, Vicecapogruppo Russia Unita alla Duma di Stato, rivelava che “in caso di necessità, possiamo incrementare di molto il sostegno militare alle Forze Armate siriane“. 

All’inizio di questa settimana, Izvestija aveva anche riferito che il Ministero della Difesa russo aveva trasferito altri bombardieri tattici Su-24 e Su-34 a Humaymim, la base aerea russa in Siria, e citava una fonte dire che i bombardieri d’attacco Su-25 saranno impiegati in risposta all’annuncio degli Stati Uniti del passaggio al Piano-B in Siria. 

Gli Stati Uniti pensano di aumentare le missioni di combattimento in Siria, trasferirvi forze speciali e inviare nuovi rifornimenti di armi alla cosiddetta opposizione moderata. “Se necessario, le Forze Aerospaziali russe (VKS) rafforzeranno il comando nei prossimi 2-3 giorni. I bombardieri d’attacco Su-25 saranno trasferiti sulla base aerea di Humaymim, le truppe sono già state scelte e preparate per lo schieramento, gli equipaggi sono in attesa dei comandi“, affermava la fonte alle Izvestija

Inoltre, il Ministero della Difesa della Russia dichiarava che una batteria di lanciamissili da difesa aerea russa S-300 era stata trasportata in Siria

Lo scopo è difendere la base navale e le navi da guerra russe, aggiungeva il Ministero. 

Le informazioni sullo schieramento degli S-300 venivano confermate dal portavoce del Ministero Igor Konashenkov. “Infatti, la Repubblica Araba Siriana ha ricevuto un sistema missilistico antiaereo S-300, volto a proteggere la base navale di Tartus e le navi che si trovano al largo della Siria...”, dichiarava ai media. Konashenkov ha detto non è chiaro perché il dispiegamento del sistema missilistico abbia creato tale confusione in occidente. 

L’S-300 è un sistema puramente difensivo e non costituisce una minaccia“, dichiarava, ricordando che prima del dispiegamento degli S-300, la Russia aveva inviato sistemi missilistici di difesa aerea Fort in Siria.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora