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domenica 6 novembre 2016
LE NAVI DI PUTIN SONO IN SIRIA CARICHE DI MISSILI PER L'ULTIMO ASSALTO AD ALEPPO, ROCCAFORTE DEI RIBELLI ANTI-ASSAD
OBAMA E PUTIN AVEVANO HANNO CONCORDATO DUE TREGUE MA NON HANNO RETTO: ORA SCATTA L’INFERNO
sabato 5 novembre 2016
Flotta russa schierata nel Mediterraneo, i raid potrebbero iniziare entro 48 ore
Putin invia anche la fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich che, entro domani, sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo
La fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich ha lasciato Sebastopoli giovedì scorso ed entro domani sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo.
E’ l’ultima unità di superficie russa che si unirà al gruppo da battaglia della portaerei Admiral Kuznetsov, schierata al largo della Siria. Il gruppo di volo della portaerei russa si coordinerà con la forza aerea di stanza nella base siriana di Hmeimim. Le attività proseguiranno fino al prossimo mese di gennaio. Considerando le rotazioni delle unità russe, i primi raid potrebbero iniziare entro le prossime 24/48 ore.
Il Pyotr Veliky è la più grande nave da guerra a propulsione nucleare del mondo, equipaggiata con missili antinave Granit e di difesa Fort, versione navale dell’S-300.
Gli incrociatori missilistici da battaglia a propulsione nucleare classe Kirov, costruite in quattro esemplari, rappresentano la massima espressione sovietica delle navi da battaglia di prima linea.
Il loro armamento è cosi pesante che non esiste un loro equivalente occidentale.
Come dotazione principale, le Kirov sono armate con venti missili SS-N-19 Shipwreck.
Parliamo di un missile antinave corazzato, dal peso di sette tonnellate, lungo dieci metri e con un raggio d’azione di 700 km. Se lanciati a sciame, i missili sono in grado di interagire tra di loro stabilendo la priorità.

Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale.
Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Le corvette lanciamissili sono in posizione di lancio dal Mediterraneo orientale. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni.
La Serpukhov e la Zelyony Dol hanno già lanciato missili Kalibr contro obiettivi di Jabhat Fatah Al-Sham (ex al-Nusra), identificati nell’area di Dar-Taaza e nella provincia di Aleppo, in Siria. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets.
La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. La Admiral Kuznetsov non sarà determinante per cambiare gli equilibri di potere nell’area siriana, considerando che i russi detengono già la superiorità aerea nel paese. Sebbene ottimizzato per le operazioni sulle portaerei, il gruppo aereo imbarcato possiede una limitata autonomia e capacità di carico. Il gruppo da battaglia russo è inferiore per potenza e tecnologia al corrispettivo americano. Sia il vettore che il personale sono alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. Le portaerei, però, rappresentano asset strategici delle maggiori potenze. Non necessariamente devono avere un uso pratico, ma riflettono una capacità militare che solo poche nazioni detengono. Un gruppo da battaglia rappresenta gli interessi strategici di una potenza globale ed è una manifestazione tangibile del concetto di proiezione.
Fonte: qui
L’attuale capacità russa nel Mediterraneo
Sono quindici i velivoli ad ala fissa imbarcati, tra Su-33 e MiG-29K/KUB, e dieci gli elicotteri Ka-52K, Ka-27 e Ka-31 sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov. Dopo il pattugliamento nel Mediterraneo, la Kuznetsov ritornerà in cantiere per lavori di rifacimento dell’intero ponte di volo, con sostituzione del rivestimento e del sistema di decollo ed atterraggio. Tali interventi, fissati per l’inizio del 2017, dureranno tre anni. La Kuznetsov è scortata dall’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky, ammiraglia della Flotta del Nord e dalle cacciatorpediniere classe Udaloy I, Severomorsk e Vice-Admiral Kulakov. È la prima missione operativa per il Pyotr Veliky e la Admiral Kuznetsov.Il Pyotr Veliky è la più grande nave da guerra a propulsione nucleare del mondo, equipaggiata con missili antinave Granit e di difesa Fort, versione navale dell’S-300.
Gli incrociatori missilistici da battaglia a propulsione nucleare classe Kirov, costruite in quattro esemplari, rappresentano la massima espressione sovietica delle navi da battaglia di prima linea.
Il loro armamento è cosi pesante che non esiste un loro equivalente occidentale.
Come dotazione principale, le Kirov sono armate con venti missili SS-N-19 Shipwreck.
Parliamo di un missile antinave corazzato, dal peso di sette tonnellate, lungo dieci metri e con un raggio d’azione di 700 km. Se lanciati a sciame, i missili sono in grado di interagire tra di loro stabilendo la priorità.
Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale.
Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Le corvette lanciamissili sono in posizione di lancio dal Mediterraneo orientale. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni.
La Serpukhov e la Zelyony Dol hanno già lanciato missili Kalibr contro obiettivi di Jabhat Fatah Al-Sham (ex al-Nusra), identificati nell’area di Dar-Taaza e nella provincia di Aleppo, in Siria. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets.
La classe Admiral Grigorovich
Sei unità del progetto 11356 sono attualmente in costruzione. Le Admiral Grigorovich si basano sulla tecnologia utilizzata per le fregate indiane costruite in Russia, classe Talwar. Da queste ultime ereditano le caratteristiche stealth dello scafo per ridurre la rcs. Saranno dotate anche dei nuovi sistemi modulari di difesa aerea Shtil, ritenuti in grado di intercettare tutti i velivoli, pilotati e non, esistenti e futuri. Una delle principali caratteristiche del sistema è la sua elevata velocità di fuoco standardizzata a due secondi per lancio.Gli Akula hanno raggiunto il Mediterraneo
Tre sottomarini russi, due dei quali a propulsione nucleare, sono già nel Mar Mediterraneo. I primi due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Akula, equipaggiati con missili da crociera Kalibr, hanno lasciato Severmorsk, nei pressi di Murmansk, una settimana fa. Il terzo sottomarino russo a propulsione diesel elettrica rilevato appartiene alla classe Kilo. Proprio i sottomarini d'attacco Akula potrebbero rappresentare la vera forza d'attacco, mentre la flotta di superficie potrebbe essere solo una potenziale distrazione.Il reale contributo della Kuznetsov in Siria
Il vettore costruito presso il Cantiere Mykolaiv Sud a metà degli anni ‘80, è divenuto pienamente operativo solo nel 1995, a causa dei drastici tagli al bilancio della Difesa russo a seguito del crollo dell'Unione Sovietica.La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. La Admiral Kuznetsov non sarà determinante per cambiare gli equilibri di potere nell’area siriana, considerando che i russi detengono già la superiorità aerea nel paese. Sebbene ottimizzato per le operazioni sulle portaerei, il gruppo aereo imbarcato possiede una limitata autonomia e capacità di carico. Il gruppo da battaglia russo è inferiore per potenza e tecnologia al corrispettivo americano. Sia il vettore che il personale sono alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. Le portaerei, però, rappresentano asset strategici delle maggiori potenze. Non necessariamente devono avere un uso pratico, ma riflettono una capacità militare che solo poche nazioni detengono. Un gruppo da battaglia rappresenta gli interessi strategici di una potenza globale ed è una manifestazione tangibile del concetto di proiezione.
Fonte: qui
venerdì 21 ottobre 2016
PUTIN MANDA 8 NAVI IN SIRIA FACENDOLE PASSARE ATTRAVERSO LA MANICA E LA GRAN BRETAGNA S’INFURIA
LONDRA: “È UN'AGGRESSIONE. LA RUSSIA DEVE FERMARE LE ATROCITÀ A DAMASCO”
IL CREMLINO: “LA CAUSA DEI DISASTRI SONO LE INTERFERENZE OCCIDENTALI E LA MANIA DI VOLER CAMBIARE I REGIMI POLITICI A CASA ALTRUI”
Mirko Molteni per “Libero Quotidiano”
Una grossa squadra navale russa si dirige verso le acque siriane per aumentare il potenziale da scatenare contro l'Isis e gli altri jihadisti avversari di Assad, ma Londra la pensa diversamente e parla di «aggressione russa» in Europa, per il solo fatto che le navi stanno solcando acque vicinissime alla Gran Bretagna.
Il primo ministro inglese Theresa May ha dichiarato infatti durante un vertice dell'Unione Europea a Bruxelles: «Nonostante la Brexit dobbiamo continuare quella robusta e condivisa postura di fronte all'aggressione russa. Dobbiamo pressare la Russia perché fermi le sue atrocità in Siria». E ciò, nonostante Mosca abbia sospeso i bombardamenti su Aleppo per favorire la creazione di corridoi umanitari, seppure sia uno stop temporaneo in attesa di riprendere la spallata finale.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ribattuto alla May additando come prima causa dei disastri in Medioriente, dalla Libia alla Siria, «le interferenze occidentali e la mania di voler cambiare i regimi politici a casa altrui». La Gran Bretagna ha il dente avvelenato perché si sente sfidata dalla squadra navale della Flotta del Nord, salpata pochi giorni fa da Severomorsk, nella penisola di Kola, e che dopo essere stata segnalata martedì da aerei da ricognizione P-3 Orion dell' aviazione norvegese al largo della Scandinavia, presso Trondheim, è poi passata a 160 km dalla Scozia, discendendo nel Mare del Nord.
Ora la flotta si accinge a entrare nel canale della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi. In sé nulla d' illegale, le navi russe percorrono acque internazionali e hanno diritto di libero passaggio, come del resto la stessa flotta americana ha sempre rivendicato in tutti gli oceani del mondo per le sue forze. Ma brucia agli anglosassoni il messaggio non verbale del capo del Cremlino, Vladimir Putin, che mostra di non farsi intimorire.
Ieri la flotta britannica, la Royal Navy, ha iniziato a pedinare da vicino le navi russe, inviando sulla loro scia l' incrociatore Duncan e la fregata Richmond. La squadra russa aggirerà nei prossimi giorni la Spagna ed entrerà nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, puntando dritta verso le acque antistanti la Siria, forse rifornendosi nella base di Tartus.
È composta da ben otto navi fra cui spicca la portaerei Admiral Kuznetsov, un colosso da 60.000 tonnellate, più piccola delle portaerei americane, ma pur sempre dotata di 37 aerei da combattimento, fra Sukhoi Su-25 e Su-33 e Mig-29, più 26 elicotteri Kamov. Fra le altre navi, la più potente è l' incrociatore Pietro il Grande, a propulsione nucleare, che da solo imbarca ben 20 missili antinave Granit, più addirittura 230 missili antiaerei di varia gittata.
ll che fa della nave intitolata al famoso zar del 1700 un «arsenale galleggiante» in grado di fornire alla squadra navale un notevole ombrello contro eventuali sorprese dall' aria. La squadra del Nord porterà fra pochi giorni a oltre 20 unità l' entità totale della flotta russa dislocata in Siria, già rafforzata pochi giorni fa anche dall' arrivo di tre unità aggiuntive dalla flotta del Mar Nero, le corvette Mirazh, Serpukov e Zelenyy Dol, unità piccole, ma armate con missili da crociera Kalibr con cui bombardare obbiettivi terrestri dell' Isis, e anche con missili antinave Malakhit.
Dato che i jihadisti non possiedono aviazione, né navi di superficie, la presenza massiccia di navi con armamento antiaereo dà un preciso ammonimento agli Usa e ai loro alleati, indicando che l'«Armada» russa è in grado di difendersi da ogni tipo di minaccia e che sarebbe in grado pure di sventare un tentativo di «no-fly zone» che eventualmente Washington volesse far imporre usando i suoi caccia di base in Turchia.
Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
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