9 dicembre forconi: Canale
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venerdì 12 ottobre 2018

“STIAMO MORENDO?” ECCO COME LA PICCOLA IRENE, DOPO ESSERE FINITA INSIEME ALLA MADRE CON L’AUTO IN UN CANALE, E’ RIUSCITA A SALVARE DUE VITE


LA BIMBA, 8 ANNI, MINIMIZZA: "ERO UN PO' SPAVENTATA..."

Elvira Serra per il Corriere della Sera


«Mamma, stiamo morendo?». «Sì, Irene, ma siamo insieme».
IRENEIRENE
Le parole che non avrebbe mai voluto dire, Giorgia le ha pronunciate mentre l' acqua e il fango riempivano l' abitacolo. «Era la verità, non sono riuscita a pensare ad altro, so che avrei dovuto...», ammette adesso per telefono, sana e salva, nel suo ufficio dell' azienda di famiglia che progetta attrezzature per ristoranti, bar e pasticceria a dieci minuti d' auto da casa, Vangadizza, frazione di Legnago nel Veronese.

Ma Irene non aveva voglia di morire. Così si è guardata intorno, ha visto il pulsante dell' alzacristalli elettrico ed è scattata da attaccante quale è nella Sampietrina calcio, dove gioca sognando di diventare brava come i campioni dell' amata Juventus. «Non ho avuto paura, cioè ero solo spaventata», minimizza dall' alto dei suoi otto anni quando la madre le passa il telefonino. E anziché concentrarsi sul rischio scampato grazie alla sua prontezza, si focalizza su quanto di buono ne è conseguito: «I miei amici sono venuti a trovarmi e mi hanno regalato l' album dei calciatori e il cioccolato bianco e al latte».

Giorgia Maron, 42 anni, non poteva sperare in una reazione migliore, dopo che entrambe hanno rischiato davvero di morire annegate dentro la Kia Sportage. «Sono una persona razionale, ma devo riconoscere che siamo state molto fortunate. È successo tutto in un attimo». Lunedì mattina, sette e cinquanta.

Giorgia stava uscendo di casa per accompagnare Irene a scuola; all' altra figlia Linda, 12 anni, ci aveva pensato il marito Daniele. «Abitiamo in campagna, nell' area dove passa la pista ciclabile da Casette a Torretta. La pista costeggia il fiume Bussè, di fronte a casa.
irene madreIRENE MADRE

Avevo sistemato la bambina nel suo seggiolino, con la cintura, quando sono scesa per dare le chiavi alla signora che doveva aiutarmi a casa nelle pulizie. Non so se è stata disattenzione. La macchina ha il cambio automatico, io avevo parcheggiato convinta di aver messo il freno. Invece mentre stavo raggiungendo la signora, lei mi ha gridato di stare attenta perché l' auto stava camminando da sola». Non ci fosse stata Irene a bordo, Giorgia avrebbe lasciato che la macchina precipitasse nel torrente. «Ma dovevo risalire subito per liberare mia figlia dalla cintura di sicurezza».
E così fa, mentre la vettura finisce nel canale di muso.

«L' acqua e il fango hanno riempito l' abitacolo in pochi secondi, io e Irene ci siamo spostate non se neanch' io come sul sedile posteriore. Ho provato a sfondare un finestrino con i piedi, ma non ci sono riuscita. La bambina mi ha chiesto se stavamo morendo, le ho detto di sì, ma che eravamo insieme, per tranquillizzarla. E lì non so cosa è scattato in lei, se l' ingenuità dei più piccoli: ha cercato il pulsante dell' alzacristalli elettrico e l' ha premuto. Per fortuna l' impianto non era ancora andato in corto circuito. Ho detto: "Dio, siamo salve!". Sono uscita prima io e poi ho aiutato lei, ci siamo appoggiate per un momento alla macchina, che ormai stava affondando. Quindi mi sono messa mia figlia sulle spalle e ho nuotato fino a riva, dove siamo state soccorse».
Qualcuno aveva già chiamato i Vigili del fuoco e il 118 e presto è arrivato anche il marito di Giorgia, Daniele Bano.

ireneIRENE
«E lì ho realizzato l' altra anomalia, a proposito dell' essere razionali: lui non doveva essere a casa, ma era tornato indietro per prendere una cosa che non gli serviva assolutamente». Per estrarre l' auto c' è voluto l' intervento del Consorzio di bonifica, per abbassare il livello del canale, di norma a quattro metri, e agevolare il lavoro dei pompieri.

Ieri Giorgia è andata al lavoro: «Non ho concluso niente, ma volevo darmi una scossa».
E Irene a scuola: «Mi ha accompagnata papà, per spiegare alla maestra che avevo i libri e i quaderni tutti bagnati. I miei compagni di classe mi hanno abbracciata forte». Di sera, la famiglia al completo è andata a ringraziare i Vigili del fuoco del distaccamento di Legnago, che aspettavano la bambina per un giro speciale in caserma. «Con una bottiglia di vino per festeggiare», precisa la giovane eroina.
Mentre la mamma scherza: «Non bastava il calcio... Speriamo che ora non voglia diventare pompiere: mi ha già fatto notare che in Chicago Fire ci sono anche le donne».

Fonte: qui

venerdì 21 ottobre 2016

PUTIN MANDA 8 NAVI IN SIRIA FACENDOLE PASSARE ATTRAVERSO LA MANICA E LA GRAN BRETAGNA S’INFURIA

LONDRA: “È UN'AGGRESSIONE. LA RUSSIA DEVE FERMARE LE ATROCITÀ A DAMASCO” 

IL CREMLINO: “LA CAUSA DEI DISASTRI SONO LE INTERFERENZE OCCIDENTALI E LA MANIA DI VOLER CAMBIARE I REGIMI POLITICI A CASA ALTRUI”

Mirko Molteni per “Libero Quotidiano”

Una grossa squadra navale russa si dirige verso le acque siriane per aumentare il potenziale da scatenare contro l'Isis e gli altri jihadisti avversari di Assad, ma Londra la pensa diversamente e parla di «aggressione russa» in Europa, per il solo fatto che le navi stanno solcando acque vicinissime alla Gran Bretagna.

Il primo ministro inglese Theresa May ha dichiarato infatti durante un vertice dell'Unione Europea a Bruxelles: «Nonostante la Brexit dobbiamo continuare quella robusta e condivisa postura di fronte all'aggressione russa. Dobbiamo pressare la Russia perché fermi le sue atrocità in Siria». E ciò, nonostante Mosca abbia sospeso i bombardamenti su Aleppo per favorire la creazione di corridoi umanitari, seppure sia uno stop temporaneo in attesa di riprendere la spallata finale.

THERESA MAYTHERESA MAY
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ribattuto alla May additando come prima causa dei disastri in Medioriente, dalla Libia alla Siria, «le interferenze occidentali e la mania di voler cambiare i regimi politici a casa altrui». La Gran Bretagna ha il dente avvelenato perché si sente sfidata dalla squadra navale della Flotta del Nord, salpata pochi giorni fa da Severomorsk, nella penisola di Kola, e che dopo essere stata segnalata martedì da aerei da ricognizione P-3 Orion dell' aviazione norvegese al largo della Scandinavia, presso Trondheim, è poi passata a 160 km dalla Scozia, discendendo nel Mare del Nord.

Sergey LavrovSERGEY LAVROV
Ora la flotta si accinge a entrare nel canale della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi. In sé nulla d' illegale, le navi russe percorrono acque internazionali e hanno diritto di libero passaggio, come del resto la stessa flotta americana ha sempre rivendicato in tutti gli oceani del mondo per le sue forze. Ma brucia agli anglosassoni il messaggio non verbale del capo del Cremlino, Vladimir Putin, che mostra di non farsi intimorire.

Ieri la flotta britannica, la Royal Navy, ha iniziato a pedinare da vicino le navi russe, inviando sulla loro scia l' incrociatore Duncan e la fregata Richmond. La squadra russa aggirerà nei prossimi giorni la Spagna ed entrerà nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, puntando dritta verso le acque antistanti la Siria, forse rifornendosi nella base di Tartus.
navi russe nei mari inglesi 8NAVI RUSSE NEI MARI INGLESI 


È composta da ben otto navi fra cui spicca la portaerei Admiral Kuznetsov, un colosso da 60.000 tonnellate, più piccola delle portaerei americane, ma pur sempre dotata di 37 aerei da combattimento, fra Sukhoi Su-25 e Su-33 e Mig-29, più 26 elicotteri Kamov. Fra le altre navi, la più potente è l' incrociatore Pietro il Grande, a propulsione nucleare, che da solo imbarca ben 20 missili antinave Granit, più addirittura 230 missili antiaerei di varia gittata.

elicottero kamovELICOTTERO KAMOV

ll che fa della nave intitolata al famoso zar del 1700 un «arsenale galleggiante» in grado di fornire alla squadra navale un notevole ombrello contro eventuali sorprese dall' aria. La squadra del Nord porterà fra pochi giorni a oltre 20 unità l' entità totale della flotta russa dislocata in Siria, già rafforzata pochi giorni fa anche dall' arrivo di tre unità aggiuntive dalla flotta del Mar Nero, le corvette Mirazh, Serpukov e Zelenyy Dol, unità piccole, ma armate con missili da crociera Kalibr con cui bombardare obbiettivi terrestri dell' Isis, e anche con missili antinave Malakhit.
MERCENARI RUSSI IN SIRIAMERCENARI RUSSI IN SIRIA

Dato che i jihadisti non possiedono aviazione, né navi di superficie, la presenza massiccia di navi con armamento antiaereo dà un preciso ammonimento agli Usa e ai loro alleati, indicando che l'«Armada» russa è in grado di difendersi da ogni tipo di minaccia e che sarebbe in grado pure di sventare un tentativo di «no-fly zone» che eventualmente Washington volesse far imporre usando i suoi caccia di base in Turchia.

Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
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Fonte: qui