9 dicembre forconi: Gran Bretagna
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lunedì 21 maggio 2018

LONDRA NON RINNOVA IL VISTO A ROMAN ABRAMOVICH

IL PROPRIETARIO DEL CHELSEA POTREBBE ESSERE COSTRETTO A TORNARE A MOSCA 

DIETRO IL RITARDO NELLE PROCEDURE, C'E' UNA “SANZIONE” POLITICA CONTRO PUTIN PER IL CASO SKRIPAL

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

roman abramovich e putinROMAN ABRAMOVICH E PUTIN
Il miliardario russo Roman Abramovich è al momento persona non grata nel Regno Unito: all' oligarca amico di Vladimir Putin, proprietario fra le altre cose della squadra di calcio del Chelsea, il governo britannico non ha infatti rinnovato il visto. Il magnate, che abitualmente risiede a Londra, avrebbe già fatto ritorno a Mosca. Si tratta chiaramente di una clamorosa conseguenza della crisi fra Gran Bretagna e Russia seguita all' avvelenamento col nervino dell' ex spia Sergej Skripal: l' attacco, avvenuto ai primi di marzo a Salisbury, è stato attribuito direttamente al Cremlino.

abramovich_putinABRAMOVICH_PUTIN




La reazione della Gran Bretagna e di tutti i Paesi occidentali si era concretizzata nell' espulsione di decine di diplomatici russi: un gesto cui Mosca aveva replicato con misure simmetriche. Ma in molti avevano fatto notare si trattava soltanto di una puntura di spillo, che non andava a scalfire i corposi interessi economici russi a Londra: nella capitale britannica tanti oligarchi legati a Putin hanno infatti investito le loro ricchezze, preso la residenza e impiantato le famiglie.

Negli ultimi anni la City ha profittato in maniera enorme del denaro che affluiva da Mosca: banchieri, avvocati, consulenti hanno fatto affari d' oro, mentre i russi facevano incetta di proprietà immobiliari e piazzavano i figli nelle più costose scuole private. Un groviglio di interessi che finora aveva impedito di intaccare seriamente la presenza dei «magnati venuti dal freddo». Ora il segnale che la musica è cambiata. Inviato al più alto livello. Abramovich è infatti strettamente legato a Putin e con la sua fortuna di oltre dieci miliardi di euro si piazza al tredicesimo posto fra le persone più ricche in Gran Bretagna.
skripal e la figliaSKRIPAL E LA FIGLIA

L'oligarca ha costruito la sua ricchezza ai tempi del «capitalismo di rapina» che ha segnato la Russia negli anni Novanta: dopo aver acquisito e rivenduto allo Stato importanti società petrolifere, ha spostato i suoi interessi in Inghilterra, dove nel 2003 è diventato proprietario del Chelsea. Ma si è anche «regalato» una imponente magione a Kensington Palace Gardens, l' indirizzo più prestigioso di Londra, noto come «la via dei miliardari», dove si trovano molte ambasciate e si affaccia il palazzo dove risiedono William e Harry con le loro mogli.

Abramovich non è neppure estraneo alle cronache mondane, pur avendo sempre mantenuto un profilo riservatissimo: dopo aver liquidato la moglie con una miseria (per lui, 300 milioni), ha sposato l' amante, la modella Dasha Zhukova, di cui ha sovvenzionato le velleità di mecenate dell' arte contemporanea.
Skripal e la figlia YuliaSKRIPAL E LA FIGLIA YULIA

Il visto di Abramovich è scaduto il mese scorso e dunque lui ha mancato la finale di coppa di sabato, dove giocava il Chelsea, e non si è neppure presentato in tribunale la scorsa settimana a un' udienza che lo opponeva ad altri due oligarchi russi. Fonti vicine al magnate, citate dal Financial Times, hanno precisato che il visto non è stato ufficialmente rifiutato, ma che le autorità britanniche stanno impiegando un tempo insolitamente lungo per rinnovarlo, senza fornire spiegazioni. «O c' è una motivazione innocente - ha commentato un deputato conservatore - oppure il governo sta diventando meno amichevole nei confronti degli oligarchi russi. In ogni caso, negare il visto agli oligarchi è potenzialmente una cosa importante».

boris johnsonBORIS JOHNSON
Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, parlando a Westminster sull' onda del caso Skripal, aveva fatto capire che i magnati russi non potevano sentirsi più del tutto tranquilli. Ma colpirli a partire dal più famoso di loro manda sicuramente un brivido in tutta la cosiddetta «Londongrad». Ma magari Putin non sarà del tutto scontento di veder tornare in patria i suoi «paperoni» emigrati all' estero.

Fonte: qui

giovedì 22 marzo 2018

QUANTA FRETTA NELL’ACCUSARE (E SANZIONARE) PUTIN!

PARIGI: ‘LA SUA RESPONSABILITÀ È L’UNICA SPIEGAZIONE’. MA LO ZAR RISPONDE: ‘SE FOSSE STATO GAS NERVINO SAREBBERO MORTI ALL’ISTANTE. NOI ABBIAMO DISTRUTTO L’ARSENALE CHIMICO, GLI ALTRI PAESI NO’ 

TV USA: IL VELENO NELLE VENTOLE DELLA BMW (VIDEO) 

LORETTA NAPOLEONI: ‘THERESA MAY INSABBIÒ L’INDAGINE SU LITVINENKO. ALL’EPOCA LA RUSSIA FACEVA COMODO, ORA VA INDEBOLITA’

  1. VIDEO - SECONDO LA ‘ABC’, IL GAS NERVINO È STATO MESSO NELLE VENTOLE DELL’ARIA CONDIZIONATA DELLA BMW DI SERGEY SKRIPAL


  1. PUTIN, SCIOCCHEZZA PENSARE RUSSIA ABBIA UCCISO SKRIPAL
vladimir putin vince le elezioniVLADIMIR PUTIN VINCE LE ELEZIONI
 (ANSA) - - "Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto". Lo ha detto Vladimir Putin sottolineando che pensare che la Russia sia colpevole "è una sciocchezza", intervenendo per la prima volta sul caso Skripal. "Ritenere che potessimo fare una cosa del genere prima delle elezioni e dei campionati del mondo è davvero sciocco", ha aggiunto il presidente appena rieletto.

  1. SPIA RUSSA: CREMLINO, DA LONDRA O PROVE O SCUSE
 (ANSA) - Prima o poi Londra dovrà fornire prove per le sue accuse contro Mosca nel caso dell'ex spia russa Sergei Skripal o scusarsi. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Prima o poi dovranno essere responsabili di queste accuse: dovranno o fornire delle prove o scusarsi", ha detto Peskov, sottolineando che le accuse del Regno Unito contro la Russia sono difficili da spiegare. Lo riporta la Tass.

  1. PORTAVOCE CAMPAGNA PUTIN, DEVO RINGRAZIARE THERESA MAY
la bmw di skripalLA BMW DI SKRIPAL
 (ANSA) - Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin Andrei Kondrashov ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l'affluenza alle urne. "L'affluenza risulta più alta del previsto dell'8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz'altro Putin", ha detto Kondrashov a Interfax, allundendo al caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa Skripal.

  1. RUSSIA: PUTIN VINCE ELEZIONI CON IL 76,6%, È RECORD
la bmw di skripal col gas nelle ventoleLA BMW DI SKRIPAL COL GAS NELLE VENTOLE
 (ANSA) - Il presidente Vladimir Putin ha vinto le elezioni con il 76,6% dei voti. Lo fa sapere la Commissione Elettorale Centrale diffondendo i dati preliminari al termine dello scrutinio. Ora la Commissione ha 10 giorni di tempo per presentare i dati definitivi. L'affluenza è stata invece del 67,49%. Il vice presidente della Commissione Elettorale, Nikolai Bulaev, ha sottolineato che "56 milioni di russi" hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. Così Interfax.

  1. SPIA RUSSA: FRANCIA, RESPONSABILITÀ MOSCA UNICA SPIEGAZIONE
la bmw di skripalLA BMW DI SKRIPAL
 (ANSA) - Sulla vicenda di Salisbury "condividiamo l'analisi fatta dai britannici. Non ci sono altre spiegazioni plausibili, oltre quella della responsabilità della Russia". Così il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian arrivando al consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue. Alla riunione di stamani "porremo la questione del Novichok" (l'agente nervino che ha avvelenato l'ex spia russa Serghiei Skripal e la figlia Yulia), "sulla quale è auspicabile ci sia l'unità totale degli europei", ha aggiunto Le Drian.

  1. SPIA RUSSA: UE CON LONDRA, 'MOSCA DIA SUBITO RISPOSTE'
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 (ANSA) - "L'Ue sollecita la Russia ad affrontare con urgenza le questioni sollevate dalla Gran Bretagna e dalla comunità internazionale e a fornire immediata, piena e completa informazione del suo programma sul Novichok (l'agente nervino che sarebbe stato usato per avvelenare l'ex spia russa Serghiei Skripal e la figlia) all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac)". Si legge nel documento dei ministri degli Esteri Ue, in cui si "condanna con forza" l'attacco di Salisbury e si esprime "solidarietà incondizionata" a Londra.

"L'Ue prende con estrema serietà la valutazione del governo britannico sull'alta probabilità che la Russia sia responsabile" di questo "sconsiderato" attacco, che "ha messo a repentaglio la vita di molti cittadini". Si legge nel documento dei ministri degli Esteri dell'Ue, in cui si "saluta con favore l'impegno della Gran Bretagna a lavorare a stretto contatto con l'Opac" sulle indagini. L'Unione esprime "solidarietà incondizionata e sostegno" a Londra, "incluso per gli sforzi della Gran Bretagna per assicurare alla giustizia i responsabili" dell'attacco e avverte che "manterrà una forte attenzione sulla questione e le sue implicazioni"
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  1. CASO SKRIPAL, IL SOGNO DEL VILLAGGIO GLOBALE DIVENTA L’INCUBO DI UNA MODERNA GUERRA FREDDA
Loretta Napoleoni per www.ilfattoquotidiano.it

A esattamente quarant’anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, il mistero dei misteri dell’Italia della guerra fredda, il Regno Unito e la Russia si trovano invischiate in un giallo di spionaggio che sembra uscito dalla penna di John le Carrè. E’ tornato il tempo delle spie? Veramente non è mai finito. La caduta del muro di Berlino ci ha fatto solo sognare che nel villaggio globale non ci fosse spazio per lo spionaggio. Anche se molte spie si sono ritrovate disoccupate, lo zoccolo duro degli agenti al servizio di una o più potenze straniere, le cosiddette super-spie, ha continuato a ricevere lauti compensi ed ad essere operativo. E come in passato il modo in cui vengono ammazzate nasconde un linguaggio segreto. Ma andiamo con ordine.
SKRIPAL E FIGLIA 1SKRIPAL E FIGLIA 

Serghei Skripal, il russo avvelenato in Inghilterra insieme alla figlia con l’agente nervino Novichok, era sicuramente una di queste super-spie. Nato nel 1951 a Kaliningrad, ex ufficiale dell’intelligence militare russa, era stato mandato in Spagna per spiare gli europei. Dopo anni di lavoro di convincimento, nel 1995 i servizi segreti britannici sono riusciti ad assoldarlo, così Skripal divenne un doppio agente. Nel dicembre 2004, dopo essere rientrato a Mosca per motivi di salute, è stato arrestato, processato e condannato per alto tradimento a 13 anni di carcere. Come nelle classiche spy stories degli anni Settanta, nel 2010 è stato liberato grazie a uno scambio di spie tra il Regno Unito e la Russia. Da allora si è stabilito a Salisbury, in Inghilterra.

Diversa era la condizione di Alexander Litvinenko. Nel novembre 2006, Litvinenko, venne avvelenato e ucciso a Londra con il Polonium, anch’esso materiale radioattivo e proibitissimo e, secondo gli inglesi, di provenienza russa. Ma non successe nulla. Anzi, durante le indagini, fu proprio Theresa May, l’attuale primo ministro britannico, che si oppose all’apertura di un’inchiesta internazionale sull’accaduto.
SKRIPAL AVVELENATOSKRIPAL AVVELENATO

La May ammise che il suo rifiuto era dettato da motivi diplomatici, in altre parole non voleva inimicarsi Putin. Perché? La cruda risposta è la seguente: nel 2006, il governo russo era un alleato importante dell’occidente, e quindi per il governo Britannico Mosca poteva avvelenare liberamente chi voleva e dove voleva. Oggi, invece, Putin è il nemico e quindi l’avvelenamento di Skripal va punito. L’attuale accanimento britannico contro Putin e la Russia, che costui ha creato durante gli ultimi 18 anni, è, come ai tempi della guerra fredda, dettato dal deterioramento dei rapporti che corrono tra Washington e Mosca, che si sono sovrapposti a quello delle relazioni tra Bruxelles e Mosca. Nel primo caso la causa è l’accusa che Putin abbia influenzato i risultati delle elezioni presidenziali americane, nel secondo caso i motivi vanno ricercati nella crisi dell’Ucraina che ha dato a Putin l’opportunità di riannettere alla Russia la Crimea.
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A differenza della guerra fredda, dove nulla cambiava, nella politica internazionale contemporanea le alleanze tra stati vanno e vengono rapidamente, e le spie devono adattarsi a questi cambiamenti. Sicuramente Skripal era stato ‘riattivato’, strappato al meritato pensionamento era tornato a fare la spia per il regno di sua Maestà. Ma la domanda che nel 2006 e oggi nessuno si pone è perché far fuori una spia con materiale radioattivo quando ci sono altri modi meno eclatanti, ad esempio, allentare i freni della fiammante Bmw di Skripal e simulare un incidente stradale.

E’ chiaro che la spia è stata volutamente colpita con materiale radioattivo. I servizi segreti sono la cassa di risonanza delle leadership politiche e delle élite al potere, ogni esecuzione contiene un messaggio specifico, come fu con Alexander Litvinenko o con il fratello di Kim Jong-un. L’arma chimica è un avvertimento e allo stesso tempo un segno di potere. E’ forse per questo che gli inglesi hanno rotto il codice di comportamento diplomatico, accusando apertamente Putin, il leader russo, di essere il mandante, senza avere prove schiaccianti?
skripalSKRIPAL

La risposta di Londra, sicuramente, proietta le relazioni tra Regno Unito e Russia in una dimensione sconosciuta e sicuramente pericolosa. Ma anche la presenza di sostanze chimiche e radioattive in casa è un pericolo serio. Certo è che questi avvenimenti mettono in luce una triste realtà: il sogno del villaggio globale, dove non c’è spazio per lo spionaggio, si sta rapidamente rivelando come la versione moderna dell’incubo della guerra fredda.

19 Marzo 2018

Fonte: qui

domenica 18 marzo 2018

LA GUERRA DELLE SPIE – LA RUSSIA ESPELLE 23 DIPLOMATICI BRITANNICI

ALTA TENSIONE TRA MOSCA E LONDRA DOPO L’AVVELENAMENTO DELL’EX AGENTE KGB SKRIPAL


La Russia espelle 23 diplomatici britannici come ritorsione per la decisione del governo britannico di Theresa May di espellere altrettanti diplomatici russi. La decisione, attesa, è stata notificata all'ambasciatore del Regno Unito Laurie Bristow convocato stamane al ministero degli Esteri russo nel pieno della tensione per l'avvelenamento il 4 marzo a Salisbury, dell'ex spia russa (doppiogiochista) Sergei Skripal e della figlia Yulia, compiuto con un agente nervino su territorio del Regno Unito. Mosca si riserva inoltre altre misure restrittive nel caso di ulteriori passi "ostili" da parte di Londra.

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Nell'annunciare la notizia della convocazione, la portavoce Maria Zakharova aveva spiegato che a Bristow sarebbero state comunicate le decisioni in relazione alle misure contro Londra. Il ministero degli Esteri russo ha fatto sapere, in una nota, di aver dichiarato "persona non grata" 23 impiegati dell'ambasciata britannica, di cui pretende l'uscita dal Paese entro una settimana. Inoltre, Mosca ha ritirato il suo consenso all'apertura del consolato generale britannico a San Pietroburgo e interrotto le attività del British Council, l'organizzazione culturale britannica, a causa del suo status definito "irregolare".

SKRIPAL E FIGLIASKRIPAL E FIGLIA
"La risposta della Russia non cambia i fatti in questione, ossia il tentativo di uccisione di due persone sul suolo britannico, atto per il quale non c'è conclusione alternativa se non che lo Stato Russia sia colpevole", ha ribadito il Foreign Office in una nota di reazione alle contro-espulsioni annunciate da Mosca. Londra ha annunciato inoltre per lunedì prossimo una nuova riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per valutare gli sviluppi ed eventuali ulteriori passi.

2. SOUTHGATE

Mancano meno di tre mesi al via del Mondiale di Russia, ma le polemiche già abbondano. L’ultima riguarda la crescente crisi diplomatica tra la nazione ospitante e l’Inghilterra dopo il caso dell’avvelenamento del colonnello Sergej Skripal, ex agente del KGB ricoverato insieme alla figlia dopo aver accusato un malore nella città di Salisbury.

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Il governo inglese riconduce tutto alla Russia, al punto da far circolare l’ipotesi di boicottaggio del Mondiale.

L’Inghilterra si è agevolmente qualificata ed è stata inserita nel Gruppo G con Belgio, Panama e Tunisia, ma al momento nessuna ipotesi può essere esclusa, neppure la più clamorosa, anche se al momento l’idea è quella del boicottaggio istituzionale, e non sportivo, quindi il ritiro solamente della rappresentanza ufficiale del Regno Unito. Anche perché in caso di mancata partecipazione al Mondiale il rischio sarebbe quello di incorrere in sanzioni FIFA per le competizioni successive.

Vladimir Putin entra nelle acque ghiacciate del lago SeligerVLADIMIR PUTIN ENTRA NELLE ACQUE GHIACCIATE DEL LAGO SELIGER
Il ct Gareth Southgate ha fatto capire di non voler neppure prendere in considerazione tale ipotesi ma, a margine della diffusione dei convocati per le amichevoli contro Olanda e Italia, ha annunciato che darà libera scelta ai propri giocatori: chi non vorrà partecipare al Mondiale potrà rifiutare la convocazione:

“Noi diamo per scontato che tutti vorranno esserci, ma non è sempre così – ha detto l’ex difensore – Il mio compito, in qualità di selezionatore dell’Inghilterra, è quello di concentrarmi sulle questioni di campo. E quello che stiamo facendo è prepararci ad andare in Russia per la Coppa del Mondo. Non ho dubbi che partecipare sia la cosa più giusta, poi credo anche che sia qualcosa totalmente fuori dal mio controllo. L’unica cosa che conta, in questo momento, è l’incolumità dei miei giocatori, dello staff e dei tifosi che ci seguiranno”.

Fonte: qui

venerdì 21 ottobre 2016

PUTIN MANDA 8 NAVI IN SIRIA FACENDOLE PASSARE ATTRAVERSO LA MANICA E LA GRAN BRETAGNA S’INFURIA

LONDRA: “È UN'AGGRESSIONE. LA RUSSIA DEVE FERMARE LE ATROCITÀ A DAMASCO” 

IL CREMLINO: “LA CAUSA DEI DISASTRI SONO LE INTERFERENZE OCCIDENTALI E LA MANIA DI VOLER CAMBIARE I REGIMI POLITICI A CASA ALTRUI”

Mirko Molteni per “Libero Quotidiano”

Una grossa squadra navale russa si dirige verso le acque siriane per aumentare il potenziale da scatenare contro l'Isis e gli altri jihadisti avversari di Assad, ma Londra la pensa diversamente e parla di «aggressione russa» in Europa, per il solo fatto che le navi stanno solcando acque vicinissime alla Gran Bretagna.

Il primo ministro inglese Theresa May ha dichiarato infatti durante un vertice dell'Unione Europea a Bruxelles: «Nonostante la Brexit dobbiamo continuare quella robusta e condivisa postura di fronte all'aggressione russa. Dobbiamo pressare la Russia perché fermi le sue atrocità in Siria». E ciò, nonostante Mosca abbia sospeso i bombardamenti su Aleppo per favorire la creazione di corridoi umanitari, seppure sia uno stop temporaneo in attesa di riprendere la spallata finale.

THERESA MAYTHERESA MAY
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ribattuto alla May additando come prima causa dei disastri in Medioriente, dalla Libia alla Siria, «le interferenze occidentali e la mania di voler cambiare i regimi politici a casa altrui». La Gran Bretagna ha il dente avvelenato perché si sente sfidata dalla squadra navale della Flotta del Nord, salpata pochi giorni fa da Severomorsk, nella penisola di Kola, e che dopo essere stata segnalata martedì da aerei da ricognizione P-3 Orion dell' aviazione norvegese al largo della Scandinavia, presso Trondheim, è poi passata a 160 km dalla Scozia, discendendo nel Mare del Nord.

Sergey LavrovSERGEY LAVROV
Ora la flotta si accinge a entrare nel canale della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi. In sé nulla d' illegale, le navi russe percorrono acque internazionali e hanno diritto di libero passaggio, come del resto la stessa flotta americana ha sempre rivendicato in tutti gli oceani del mondo per le sue forze. Ma brucia agli anglosassoni il messaggio non verbale del capo del Cremlino, Vladimir Putin, che mostra di non farsi intimorire.

Ieri la flotta britannica, la Royal Navy, ha iniziato a pedinare da vicino le navi russe, inviando sulla loro scia l' incrociatore Duncan e la fregata Richmond. La squadra russa aggirerà nei prossimi giorni la Spagna ed entrerà nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, puntando dritta verso le acque antistanti la Siria, forse rifornendosi nella base di Tartus.
navi russe nei mari inglesi 8NAVI RUSSE NEI MARI INGLESI 


È composta da ben otto navi fra cui spicca la portaerei Admiral Kuznetsov, un colosso da 60.000 tonnellate, più piccola delle portaerei americane, ma pur sempre dotata di 37 aerei da combattimento, fra Sukhoi Su-25 e Su-33 e Mig-29, più 26 elicotteri Kamov. Fra le altre navi, la più potente è l' incrociatore Pietro il Grande, a propulsione nucleare, che da solo imbarca ben 20 missili antinave Granit, più addirittura 230 missili antiaerei di varia gittata.

elicottero kamovELICOTTERO KAMOV

ll che fa della nave intitolata al famoso zar del 1700 un «arsenale galleggiante» in grado di fornire alla squadra navale un notevole ombrello contro eventuali sorprese dall' aria. La squadra del Nord porterà fra pochi giorni a oltre 20 unità l' entità totale della flotta russa dislocata in Siria, già rafforzata pochi giorni fa anche dall' arrivo di tre unità aggiuntive dalla flotta del Mar Nero, le corvette Mirazh, Serpukov e Zelenyy Dol, unità piccole, ma armate con missili da crociera Kalibr con cui bombardare obbiettivi terrestri dell' Isis, e anche con missili antinave Malakhit.
MERCENARI RUSSI IN SIRIAMERCENARI RUSSI IN SIRIA

Dato che i jihadisti non possiedono aviazione, né navi di superficie, la presenza massiccia di navi con armamento antiaereo dà un preciso ammonimento agli Usa e ai loro alleati, indicando che l'«Armada» russa è in grado di difendersi da ogni tipo di minaccia e che sarebbe in grado pure di sventare un tentativo di «no-fly zone» che eventualmente Washington volesse far imporre usando i suoi caccia di base in Turchia.

Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
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Fonte: qui

domenica 26 giugno 2016

Brexit: l’Europa cade nel baratro


– Si tratta della rinascita dello sciovinismo inglese o solo dei vari problemi apparsi negli ultimi tempi?


D: Il Regno Unito non ha né le risorse, né la voglia, né la possibilità di giocare un vero ruolo importante. Il centro della civiltà occidentale è passato negli Stati Uniti dalla seconda guerra mondiale.

Quello che si vide in Europa negli anni ’70-’80, quando iniziò il processo di unificazione europea, non era la volontà europea ma della civiltà atlantica incentrata negli Stati Uniti.

Gli statunitensi decisero di porre l’Unione europea sotto controllo ed oggi, infatti, la respingono.

E il Regno Unito è il polo più filo-statunitense nell’UE. Se il Regno Unito non sarà più nell’UE, non sarà necessaria l’Unione europea continentale franco-tedesca.

– E’ l’appello della Gran Bretagna a Unione europea e USA a voler seguire tali regole?


D: Le regole del mondo globale non possono essere violate da alcuno Stato sovrano, in particolare dal Regno Unito che non è più una grande potenza. In realtà, il controllo mondiale appartiene solo agli Stati Uniti. Il Regno Unito non sarà soddisfatto di certe cose, si tratta di atti propri, di un diritto sovrano.

Ma se l’élite globale ha reso possibile la Brexit, significa che domani potrebbe vedere Francia, Germania o Italia ritirarsi dall’UE…

Non credo che sia possibile tornare agli Stati nazionali, come l’Europa del sistema di Westfalia. Si parla di qualcos’altro.

Nessuno consentirà che l’Europa torni nelle stesse condizioni precedenti l’avvio del processo d’integrazione.

Penso che vedremo ulteriori processi molto inquietanti in Europa, una vera e propria guerra civile.

Se gli inglesi sono fuori dall’UE, non lo sono dalla crisi politica migratoria che continuerà ad aggredire, e neanche dai valori ultraliberali. A mio parere, gli inglesi non hanno subito molto l’Europa. Sì, non gli piacciono certe cose. In effetti, l’Unione europea senza Regno Unito è un’Unione europea diversa. Se dovesse restare senza di essa, se cominciasse a volgersi verso i veri interessi europei continentali, avrebbe una possibilità. Ma semplicemente ciò non accadrà.

– E’ d’accordo che l’Italia, per esempio, non sia pronta a tali eventi?

D: Se lo si chiedesse oggi agli italiani, naturalmente, se ne andrebbero. E sappiamo che Lega Nord e Movimento Cinque Stelle lo chiedono.

Va affrontata la verità: l’Unione europea va a pezzi; è la fine della Torre di Babele basata su geopolitica atlantica e sistema di valori liberali.

Va notato quando si dovesse tenere un referendum. Se si dà alla gente troppo potere, voterà ciò che vuole. Così gli inglesi hanno potuto tenere questo referendum e andarsene. Se ora i cittadini europei avessero tale opportunità e italiani, tedeschi, francesi votassero per il ritiro dall’Unione europea, credo che avverrebbe il giorno dopo.

– A proposito del referendum in Scozia di due anni fa, si votò contro l’uscita dal Regno Unito, e la sua leadership fa capire chiaramente che un nuovo referendum per l’indipendenza non è lontano. È possibile?

D: Gli scozzesi hanno una certa ansia verso gli inglesi. Hanno subito molto il razzismo inglese, così come gli altri celti, gli irlandesi, che attualmente parlano di unificazione. Non ci sarà il ritorno al nazionalismo inglese. Gli scozzesi sono a favore dell’Europa come difesa contro gli inglesi, che infastidirono il mondo con la loro politica imperiale. La Gran Bretagna non solo lascia l’Unione europea, ma scompare dalla storia. Ma il Regno Unito, il destino di Cameron, il destino della Scozia e dell’Irlanda unita non sono la cosa più importante. Vediamo la fine dell’Europa, qualcosa che Spengler e i nostri slavofili predissero.

L’Europa cade nel baratro per via della propria ideologia ultra-liberista e penso che la via morbida per uscire da tale situazione, sciogliere l’Unione europea, non funzionerà.

– La gente vede crollare tutto ma ancora biasima la Russia: ancora una volta vediamo chi ne sia responsabile.

D: E’ una vera sorpresa, ma hanno ragione, mentre c’è la Brexit a Tashkent si crea il centro alternativo della civiltà multipolare, la SCO. Si tratta di più della metà del mondo, della stragrande maggioranza della popolazione e delle potenze nucleari. India e Pakistan aderiscono alla SCO e l’Iran ha parzialmente accettato di farne parte. Cosa accade oggi: Brexit e SCO, che diventa una forza importante, sono spostamenti del centro di civiltà; il centro dell’ordine mondiale è totalmente nell’altra metà del mondo. È il passaggio da occidente al mondo eurasiatico. Infatti è la nostra celebrazione.

I fondatori dell’Eurasiatismo dissero: “L’occidente e il resto”. La Brexit è il crollo dell’occidente e una vittoria per l’umanità che si oppone all’occidente e cerca la sua strada. E il fiore all’occhiello del genere umano è la SCO, la Russia, l’attuale libera sovrana multipolare Russia guidata da Putin e da chi è nel club eurasiatico. La gente comune comprende correttamente tutto.

Non possono spiegarlo ma credo che ci sia qualche profonda asimmetria tra le élite politiche e gli interessi dei popoli nel mondo.

Le élite impongono il loro ordine del giorno e i popoli vogliono qualcosa di completamente diverso.

Il popolo intuitivamente capisce che oggi il Regno Unito s’è liberato dal diktat dell’Unione Europea, di Bruxelles, e domani altri Paesi europei seguiranno la sua strada, e non è lontano il giorno in cui i popoli seguiranno il proprio destino.

– C’è un proverbio: non c’è ‘Unione europea senza Gran Bretagna, come non c’è NATO senza la Germania. Vero?


D: La Germania è un caso molto più complesso, ha meno libertà democratiche e vi è maggiore influenza politica statunitense. E se il Regno Unito è alleato volontario degli Stati Uniti, la Germania fu costretta a diventarlo, quindi è pericoloso parlare del suo ritiro dall’UE. Tuttavia, ora vi sono diversi politici molto popolari e che lo saranno ancor più. Si tratta di Alternativa per la Germania, e Frauke Petry. leader del partito, si è rallegrata elogiando gli inglesi che hanno dato l’esempio.

La NATO è la prossima. Alcuni lasceranno l’UE, altri la NATO, mentre l’occidente ha perso l’immagine di se stesso.

– E’ la fine?

D: Ora il ciclo dell’UE declina, iniziando a tramontare. Ciò non vuol dire che lo è già. Le persone che riconoscono la tendenza non sono per nulla calmate dalla rassicurazione che non accade niente di brutto, che si può ancora sistemare.

Ma chi comprende la tendenza sa ciò che accade e ci ragiona sopra.

Per gli analisti che leggono su scala globale, l’Unione europea è finita, in modo irreversibile.

Gli inglesi non rivoteranno e il punto di non ritorno della decadenza dell’Europa è superato.

– Cosa aspettarsi?

D: Gli europei devono prepararsi a rivoluzioni colorate e disintegrazione dell’Unione europea.

Dobbiamo essere pronti a difendere ripresa e rafforzamento del nostro polo alternativo globale. Non sarà facile. Deve essere chiaro che l’occidente è una bestia agonizzante, un drago ferito che può dare colpi di coda.

Così ora dobbiamo essere calmi, sicuri e decisi a raggiungere il nostro obiettivo.

Questa è una battaglia vinta, ma non è la guerra vinta. Dobbiamo seguire la strada per costruire un mondo multipolare e difendere i nostri interessi approfittando degli eventi.

GIUGNO 26, 2016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

giovedì 23 giugno 2016

Verso la libertà: il Regno Unito scriverà la storia?

Brexit (22)Tra qualche ora sapremo se i cittadini britannici, chiamati a prendere una decisione storica, avranno scelto "Brexit" o "Bremain".


Entrambi i campi hanno condotto feroci campagne per inclinare il voto nella loro direzione, e anche se secondo gli ultimi sondaggi, il campo del "Leave" è leggermente in vantaggio, il risultato è molto incerto.

 
Si tratta di un momento raro nella storia, scrive Claudio Grass su Acting-Man.com. Gli inglesi non hanno potuto dire la loro da quando hanno votato per aderire alla Comunità europea nel 1975. Ciò che è stato inizialmente pensato come un progetto per unire l'Europa in un mercato comune, con i benefici del libero scambio e grandi promesse di crescente ricchezza nazionale, si è mutato in una entità completamente diversa.
 
Gli inglesi si sono invece trovati ad essere trascinati in una economia regionale a crescita zero, una moneta debole e  Stati fortemente indebitati .
 

Se il Regno Unito 'Bremains' ...
 

Se i britannici voteranno per il "Bremain", la Gran Bretagna inizierà a operare con uno "status speciale" all'interno dell'Unione, dopo che il primo ministro David Cameron ha rinegoziato il rapporto della Gran Bretagna con l'UE, in previsione del referendum. Cameron ha provato a cambiare alcune delle regole dell'accordo, per rispondere alle preoccupazioni della popolazione britannica.
 
La questione della 'sovranità' è la prima nella lista delle rimostranze più comuni anti-UE, con la popolazione che avvertiva che il paese non aveva più voce in capitolo nei propri affari, ed era sotto pressione per rispettare le norme UE in quanto parte di una unione più grande. Cameron è riuscito ad avere il Regno Unito svincolato da ogni impegno di essere politicamente integrato nel corpo UE, e ci sono stati negoziati sul concedere un pò di autonomia e potere ai parlamenti nazionali, attraverso il "meccanismo di cartellino rosso" (cioè se il 55% dei parlamenti nazionali si oppone, si può bloccare una proposta presentata dalla Commissione europea).
 
Questa proposta, tuttavia, non modifica in alcun modo il rapporto GB-UE,ed è anche improbabile che sia messa in pratica come il preesistente cartellino "giallo" che è stato usato solo due volte finora. Così, la questione dell''autonomia britannica rimane senza risposte
 
In materia di auto-governo economico, Cameron ha ottenuto un riconoscimento esplicito che l'euro non è la moneta unica dell'Unione europea, e che il Regno Unito non sarà sotto pressione per contribuire al salvataggio della zona euro. Ma per quanto riguarda l'economia britannica di per sé?Le imprese britanniche hanno a lungo lamentato la perdita di competitività. In generale, il mercato unico europeo rende più facile spostare denaro e prodotti e concede alle imprese una grande base di consumatori.
 
Tuttavia, i dati diffusi dall'Ufficio per le statistiche nazionali gettano una luce diversa su questo punto: l'Europa è diventata un partner commerciale meno importante. Nel 2000, l'Unione europea ha rappresentato il 60% delle esportazioni totali del Regno Unito. A partire dall' aprile 2016, questo dato è sceso al 48%. Nel frattempo, le importazioni dall'UE sono state nel range del 47% al 55% dalla fine del 2014, e sono in tal modo contribuendo ad un deficit commerciale in crescita.
 
Secondo l'amministratore delegato della campagna "VotaeLeave", Matthew Elliott, il calo delle esportazioni del Regno Unito verso l'Europa è legato alle cattive condizioni economiche nella zona euro, riducendo così la domanda dall'Europa, mentre la domanda da parte dei partner extra-UE è cresciuta. Pertanto, una Brexit consentirà alle imprese britanniche di parlare per sè stesse, invece di parlare come uno dei 28 paesi. Il grafico sottostante riflette l'aumento della bilancia commerciale dei partner commerciali extra-UE, rispetto all'UE, in particolare dal 2012.

 
L'immigrazione e il suo impatto sul mercato del lavoro domestico è un'altra grande preoccupazione per gli elettori. Secondo gliultimi dati dell'Ufficio per le statistiche nazionali, la migrazione annuale netta verso il Regno Unito ha raggiunto livelli record a 336.000 nel mese di giugno 2015. Ironia della sorte, dopo la sua vittoria elettorale dello scorso anno, David Cameron si era impegnato a portare il saldo migratorio sotto i 100,000 - probabilmente una promessa troppo ottimista, visto che l'ultima volta che la cifra era così bassa era nel 1997.
 
Non è un caso che il 1997 è stato l'anno in cui il partito laburista (fondato dalla società Fabian) è salito al potere. Andrew Neather, ex consigliere di Tony Blair, ha rivelato che la vera natura dietro la politica di immigrazione di massa favorita dal partito laburista era politicamente diretta a contribuire a costruire un "paese veramente multiculturale ".  
 
Anche se Cameron è riuscito a limitare alcune delle prestazioni erogate ai lavoratori migranti, non è riuscito a trovare un accordo che avrebbe fatto la differenza più grande: imporre quote di immigrazione.
 
In realtà, l'approccio di Cameron ha reso le cose peggiori: non riuscire a limitare l'immigrazione e contemporaneamente decidere di tagliare la spesa pubblica è una ricetta per il disastro; non farà che aumentare il rischio che la crisi migratoria sfoci in tensioni e violenze. 
 
L'immigrazione è infatti divenuta una crisi e gli inglesi sono stati costretti ad affrontare le nuove realtà che sono venute con essa. Non solo influenza il mercato del lavoro, ma ha colpito anche la cultura britannica, anche la lingua. Già nel 2009, l'inglese non era la prima lingua di più di mezzo milione di studenti nelle scuole primarie della Gran Bretagna. In Gran Bretagna e altrove l'ondata di immigrazione di massa è spesso presentata come un grande balzo in avanti, avvicinando la società britannica a quelle multiculturali, un concetto che è stato a lungo promosso come l'ideale.
 
Tuttavia, sotto la superficie, questa idea pesantemente commercializzata di "multiculturalismo" e " marxismo culturale " ha ben poco a che fare con la diversità e gli scambi culturali positivi. In sostanza, si consente ai governi di intervenire estensivamente nella società, con il pretesto di agire come un protettore delle minoranze che crescono sempre più dipendenti dallo stato. La divisione sociale, tensioni e discordie che inevitabilmente ne derivano, forniscono un terreno fertile per ulteriori restrizioni alle libertà personali e di auto-determinazione.
 

Se vince la Brexit ..

Il campo della Brexit sostiene che la Gran Bretagna ha perso la sua sovranità e autonomia decisionale, e paga un prezzo elevato, sia economico che politico, di essere parte dell'Unione. La crisi dell'immigrazione e l'incapacità di reagire ad essa è semplicemente un'altra manifestazione di questa eccessiva centralizzazione.
 
Dopo una Brexit, però, la Gran Bretagna non dovrebbe più rispondere ad una entità superiore, né sarebbe vincolata da essa. Godrebbe di più autodeterminazione e sarebbe in grado di affrontare direttamente gli interessi del pubblico britannico. Ciò non significa che ci sarà meno commercio o che la Gran Bretagna schiuderà le sue frontiere in nome del protezionismo. Non dimentichiamo, il Regno Unito è la seconda più grande economia in Europa, una Brexit sarebbe un duro colpo per l'Unione europea.
 
Con questo potere da sfruttare ben in mente, un indipendente del Regno Unito può semplicemente rinegoziare i suoi accordi commerciali, e molto probabilmente ottenere un accordo migliore nel complesso. Una Brexit, nonostante le previsioni di "morte e distruzione" e gli avvertimenti del campo del Bremain,  permetterà al paese di fare liberamente, a seconda di quale decisione è giusta per i suoi cittadini in un dato momento nel tempo.
 
Il referendum del Regno Unito è infatti di grande importanza, ma c'è un altro paese che ha già sperimentato un'uscita dall'UE, ma nessuno sembra ricordarsene: la Groenlandia, un territorio danese autonoma, che ha votato in un referendum nel 1982 per lasciare la CEE (Comunità economica europea), il predecessore dell'UE.
 
I pescatori groenlandesi hanno voluto porre fine alle restrizioni sulla quantità di pesce che potevano pescare dalle proprie acque e l'esito del referendum ha ottenuto esattamente questo; e di più: alla Groenlandia è stato dato libero accesso tariffario al mercato comunitario dei prodotti della pesca. La Groenlandia ha impiegato tre anni per negoziare con successo questa uscita, ma è successo.
 
Il significato di un risultato Brexit va anche al di là dell'economia, giochi politici regionali e le relazioni commerciali. Sarebbe anche segnare una svolta culturale e filosofica: una Brexit sarebbe un atto di illuminazione moderno. Come Kant ha scritto 250 anni fa:
 
L'illuminismo è l'uscita dell'uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza esser guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza - è dunque il motto dell'illuminismo.
 

Ogni amante della libertà  sul pianeta ha gli occhi fissi su questo referendum. Un voto a maggioranza chiara per la Brexit e quindi per una maggiore decentralizzazione, mostrerebbe che gli inglesi si sono resi conto che possono liberarsi da uno stato di minorità imposto dall'esterno, e recuperare la libertà individuale.

 

Sarebbe a dir poco un atto di coraggio sfidare lo status quo e la possibilità per gli inglesi di parlare per loro stessi.

Scrivendo da una piccola città in Svizzera, conlude l'autore, vorrei che il pubblico britannico optasse per un Regno Unito sovrano, per il gusto della libertà, l'autodeterminazione e la pace.


Fonte: qui

BREXIT BREXIT BREXIT BREXIT BREXIT ….EXIT EXIT EXIT

Brexit Brexit Brexit Brexit exit exit exit… di cosa si parla di bello oggi in Inghilterra, della Regina, degli europei, di Churcill  o della terza guerra mondiale che sta per finire?
Ieri Juncker, tra un bicchierino e l’altro, sembra abbia visto lo spettro di Brexit andarsene dall’Europa…
Si è quindi premurato di minacciare, come ha fatto il suo datore di lavoro Schauble l’Inghilterra  una volta via di casa non si torna più, nessuna trattativa.
E’ strano davvero ma se andate su Google, e scrivete Juncker alla voce immagini appiono davvero i suoi datori di lavoro, la Merkel e Schulz…beati algoritmi, loro ne sanno sempre una più del diavolo…
Sembra quasi che vogliano fare di tutto per vederli partire, in fondo anche un sondaggio ieri dimostrava che buona parte degli europei suggeriscono agli inglesi di andarsene, se conosco anche minimamente in miei amici inglesi, ci prenderanno in parola, ma forse non ci sono più gli inglesi di una volta e l’uomo nero fa sempre paura.
Ha ragione per una volta tanto il Wall Street Journal, qualunque sarà il risultato del Brexit, l’Europa verrà cambiata per sempre da questa scelta, che anticipa solo le scelte che verranno.
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Gli ultimi sondaggi demenona, dicono che l’incertezza regna sovrana alla faccia di coloro che sognano un Bremain , perchè gli inglesi vogliono andarsene ma come scritto più volte loro faranno di tutto, e in parte l’hanno già fatto per modificare il corso della storia.
Qui sotto una sintesi senza dimenticare che i sondaggi on line rispetto a quelli effettuati per telefono e quindi “manipolabili” danno in leggero vantaggio i Brexit ma questa è un’altra storia, e noi l’osserveremo dalla riva del fiume non disdegnando qualche buona lettura in compagnia di MISTER GREENBACK tanto per cambiare …
Brexit Final2

Thanks to MishTalk

Ma lasciamo da parte il gossip quotidiano che ci ha accompagnato in tutte queste settimane, lasciamo da parte alcuni strani episodi e occupiamoci come sempre della storia grazie alla segnalazione di un nostro compagno di viaggio, Angelo, una storia che già conosciamo ma che serve a ricordarci per quale motivo è l’ora di andarsene da questo manicomio, fondato sulle merci e sui capitali, sulle monete e sugli interessi delle oligarchie europee…
La scommessa del secolo, quando Soros ha distrutto la sterlina!
Una premessa la storia quando ti invita a nozze non ha limiti di tempo, se non avete tempo per leggere, in giro c’è gossip ovunque, come all’inizio del nostro post, lasciate perdere, non leggete, non fa per Voi.
Qui si fa anche educazione finanziaria insieme e non solo gossip economico/finanziario, non si scherza più con la madre di tutte le crisi. Noi non abbiamo chi traduce per noi, chi lavora per noi, troverete errori virgole che mancano, punti, errori, noi lavoriamo di notte, la mattina presto e poi via per una giornata di lavoro normale. Non giriamo i salotti televisivi o i talk show noi abbiamo solo voi per diffondere consapevolezza e sostenerci.
L’articolo dice giustamente che per “apprezzare” l’evento storico, bisogna conoscere come funzionano alcuni meccanismi finanziari, come i diversi tassi di cambio tra i paesi  gli strumenti macroeconomici che i governi usano per stimolare le economie, e le politiche monetarie.
L’articolo comincia dalla storia, ponendo la cornice alla speculazione di Soros. 
Dopo la seconda guerra mondiale, i paesi europei hanno voluto cercare di integrare strettamente le loro economie una con l’altra. La speranza era che rapporti più stretti avrebbero impedito  nuove guerre catastrofiche , una guerra ogni pochi decenni creando un mercato paneuropeo in grado di competere con gli Stati Uniti. Ciò culminò con l’Unione europea (UE), che nonassume la sua forma attuale con una moneta unica fino al 1999.”
Un precursore dell’attuale EU era … Il sistema monetario europeo, detto anche SME, entrato in vigore il 13 marzo 1979 e sottoscritto dai paesi membri dell’allora Comunità Europea (ad eccezione della Gran Bretagna, entrata nel 1990), costituì un accordo per il mantenimento di una parità di cambio prefissata (stabilita dagli Accordi di cambio europei), che poteva oscillare entro una fluttuazione del ±2,25% (del ±6% per Italia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo), avendo a riferimento una unità di conto comune (l’ECU), determinata in rapporto al valore medio dei cambi del paniere delle divise dei paesi aderenti. Lo SME fu preceduto dal “serpente monetario europeo“, costituito nel 1972, che si sciolse due anni dopo con l’uscita di Francia e Italia.

Ma tu guarda Italia e Francia erano giù usciti da un'”unione monetaria”!

I Paesi non erano pronti a rinunciare alle loro valute nazionali, ma hanno accettato di di aderire al sistema monetario europeo.  Poiché la Germania aveva l’economia più forte in Europa, il riferimento principale era come sempre il marco tedesco. Essi hanno convenuto di mantenere il tasso di cambio tra le loro valute e il marco tedesco all’interno di una banda di oscillazione accettabile, di più o meno il 6% del riferimento  concordato.
Con i tassi di cambio fissi, i Paesi non possono limitarsi solo ad “impostare e dimenticare.” Il mercato scambia ogni giorno, compra e vende, importazioni e esportazioni, ed esercita  una pressione sulla base di quello che pensa sia il tasso di cambio effettivo sul quale deve basarsi il meccanismo di domanda e offerta di una valuta. Per mantenere il tasso di cambio fisso, i governi devono partecipare al mercato e spingere nella direzione concordata.

I governi possono gestire la loro valuta in due principali modi.

In primo luogo, possono vendere le loro riserve di valuta estera e acquistare la propria valuta sul mercato. Questo fa sì che la moneta si apprezzi. Facendo il contrario svalutano la moneta.

In alternativa, i governi possono influenzare i tassi di cambio fissando i tassi di interesse. Vuoi che la valuta si apprezzi? Aumenti i tassi per invogliare la gente a comprare la tua valuta e presti il denaro a tassi di interesse più elevati. Vuoi che la tua valuta si deprezzi? Tagli i tassi di interesse così il capitale ha bisogno di andare altrove in cerca di profitti più consistenti.

Sino a qui le basi o meglio lebbbbasi!
Trovarsi nei guai con i tassi di interesse è un grosso problema, però, perché i tassi di interesse influiscono sull’intera economia. Insieme con la spesa pubblica, i tassi di interesse sono la principale leva che i governi possono utilizzare per regolare l’economia. E questa leva oggi c’è l’hanno le banche centrali presunte indipendenti.
Se il paese sta vivendo una fase di recessione, il governo potrebbe tagliare i tassi di interesse per stimolare gli investimenti e la spesa. Se l’inflazione è alta, il governo potrebbe alzare i tassi per ridurre l’offerta di moneta.
Quindi, tutto questo per dire che ci sono conseguenze nel mantenimento di un tasso di cambio fisso. Si tratta di una  forzatura esterna che lega le mani dei governi in materia di politica monetaria, che può limitare o addirittura contraddire ciò che devono fare per mantenere l’economia domestica in forma.
La Gran Bretagna entra nello SME
John Major, leader fautore dell’ingresso degli inglesi nello SME durante il governo  Thatcher. Major era il primo ministro quando i nodi sono venuti al pettine..
Fermiamoci qui e osserviamo cosa accadrà oggi per la storia ritorniamo domani.
Dicono che solo i grandi capitali scommettono sul Bremain e che i piccoli sono sul Brexit. Non diceva forse un comico famoso che quando servono soldi si vanno a prendere dai poveri ne hanno pochi ma sono in molti?
Ma no dai il loro datore di lavoro avrà sicuramente minacciato il licenziamento in caso di Brexit!

Scommesse del genere sono rare, ma quando le fanno, enormi trasferimenti di ricchezza avvengono dalle pecore ai lupi, attraverso quella che in finanza ma non solo si chiama …tosatura!

La conclusione è che al momento opportuno, la tosatura del secolo, la scommessa del secolo contro,  verrà messa in atto e questa volta la pecora sarà l’Europa e il lupo…

Questo ce lo teniamo per noi, intanto Voi accontentatevi del leone e della volpe!
Fonte: qui