9 dicembre forconi: lanciamissili
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domenica 6 novembre 2016

LE NAVI DI PUTIN SONO IN SIRIA CARICHE DI MISSILI PER L'ULTIMO ASSALTO AD ALEPPO, ROCCAFORTE DEI RIBELLI ANTI-ASSAD

L'ATTACCO POTREBBE SCATTARE DURANTE L’ELECTION DAY NEGLI STATI UNITI 

OBAMA E PUTIN AVEVANO HANNO CONCORDATO DUE TREGUE MA NON HANNO RETTO: ORA SCATTA L’INFERNO

Giordano Stabile per “la Stampa”

ASSAD PUTINASSAD PUTIN
La lunga navigazione della portaerei Admiral Kuznetnov verso la Siria ha suscitato molte polemiche e preoccupazioni. E anche qualche presa in giro per la colonna di fumo eccessiva che usciva dalla sua ciminiera. Ma la vera mazzata finale sui ribelli assediati ad Aleppo potrebbe arrivare da un' altra nave russa, che ha attraversato il Bosforo senza dare troppo nell'occhio e dal Mar Nero si appresta a unirsi alla squadra ammiraglia in arrivo davanti al porto di Tartus. È la fregata lanciamissili Admiral Grigorovich, dotata dei micidiali Kalibr, missili cruise simili ai Tomahawk americani che dal mare potrebbero colpire le postazioni dentro la città con potenza devastante.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOLA BATTAGLIA DI ALEPPO
La Russia ha già usato i Kalibr in un paio di occasioni nella guerra in Siria. Ma ora nel mirino ci sono i quartieri orientali della città, dove assieme a 10 mila combattenti sono intrappolati oltre 200 mila civili. E lo schieramento di una flotta con le migliori unità della marina russa lascia presagire che la resa dei conti sia questione di giorni. Oltre alla fregata ci sono anche tre sottomarini in grado di lanciare i Kalibr. Segno che l' aumento della potenza di fuoco arriverà soprattutto dai missili, più che dai cacciabombardieri imbarcati sulla portaerei.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOBATTAGLIA DI ALEPPO
Il lungo giro della Kuznetnov dal Mar Artico al Mediterraneo, assieme all' incrociatore a propulsione nucleare Pietro il Grande, è ora visto dagli analisti militari più che altro come un' esibizione di potenza. La portaerei imbarca soltanto 10 Su-33 e quattro Mig-29K, «gli unici con capacità specifiche di attacco al suolo». E ci sono dubbi, sottolineati dall' analista Michael Kofman del Centre for Naval Analyses, sull' addestramento dei piloti a missioni di questo tipo. Non saranno quindi i cacciabombardieri dal mare a decidere le sorti della battaglia di Aleppo, ma l' impressionante dispiegamento missilistico.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOBATTAGLIA DI ALEPPO
I movimenti delle navi fanno pensare che l'attacco potrebbe scattare proprio durante la giornata elettorale di martedì prossimo negli Stati Uniti, o subito prima. I ribelli hanno cercato di anticipare le mosse russe con un'offensiva scattata il 28 ottobre per rompere l'assedio. Migliaia di combattenti hanno assaltato le posizioni dell' esercito siriano a Sud-Ovest della città per aprire una breccia e raggiungere i quartieri assediati. Dopo una prima giornata di successi, con i governativi costretti a cedere i distretti di Minyan e Dahiyat al-Assad, l' attacco è finito in stallo.

ALEPPOALEPPO
Ieri violenti raid aerei hanno dato il via alla controffensiva di Damasco. Decine di insorti sono stati uccisi nei due distretti e gli altri hanno cominciato a ripiegare. Fonti filo-governative segnalano anche la concentrazione delle forze speciali siriane a Est e Nord di Aleppo. Sono le formazioni «Tigri», «Falchi del deserto» e la Brigata Al-Quds. Se i ribelli non riusciranno a dare slancio ai loro attacchi nei prossimi giorni scatterà probabilmente l' assalto di terra alla città.

Dal 30 settembre 2015, quando sono cominciati i raid russi, il regime di Bashar al-Assad è riuscito a ribaltare quasi completamente la situazione ad Aleppo. I ribelli controllavano allora quasi i due terzi della metropoli, ora poco più di un terzo e solo un decimo della popolazione.

l assedio di aleppo in siria 3L'ASSEDIO DI ALEPPO IN SIRIA 
I bombardamenti hanno fatto migliaia di vittime ma anche le formazioni jihadiste che occupano alcuni quartieri a Est, come Ahrar al-Sham e l' ex Al-Nusra, hanno colpito scuole e abitazioni con razzi e potenti mortai. Centinaia di civili sono stati uccisi anche a Ovest. Russia e Stati Uniti hanno concordato due tregue a febbraio e settembre. Non hanno retto. E ora per gli abitanti di Aleppo si annuncia un novembre di fuoco e distruzione.

Fonte: qui
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giovedì 6 ottobre 2016

La Russia pronta ad affrontare il piano B degli USA in Siria


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I media russi riferivano che il Ministero della Difesa russo ha messo a punto un piano preventivo da attuare se gli Stati Uniti si ritirassero dai negoziati con Mosca sulla Siria optando per un Piano B. 


Il giornale Izvestija citava una fonte militare di alto rango dire che il piano include misure militari e politiche, ma senza rivelarne i dettagli. Inoltre, Franz Klintsevich, Vicecapogruppo Russia Unita alla Duma di Stato, rivelava che “in caso di necessità, possiamo incrementare di molto il sostegno militare alle Forze Armate siriane“. 

All’inizio di questa settimana, Izvestija aveva anche riferito che il Ministero della Difesa russo aveva trasferito altri bombardieri tattici Su-24 e Su-34 a Humaymim, la base aerea russa in Siria, e citava una fonte dire che i bombardieri d’attacco Su-25 saranno impiegati in risposta all’annuncio degli Stati Uniti del passaggio al Piano-B in Siria. 

Gli Stati Uniti pensano di aumentare le missioni di combattimento in Siria, trasferirvi forze speciali e inviare nuovi rifornimenti di armi alla cosiddetta opposizione moderata. “Se necessario, le Forze Aerospaziali russe (VKS) rafforzeranno il comando nei prossimi 2-3 giorni. I bombardieri d’attacco Su-25 saranno trasferiti sulla base aerea di Humaymim, le truppe sono già state scelte e preparate per lo schieramento, gli equipaggi sono in attesa dei comandi“, affermava la fonte alle Izvestija

Inoltre, il Ministero della Difesa della Russia dichiarava che una batteria di lanciamissili da difesa aerea russa S-300 era stata trasportata in Siria

Lo scopo è difendere la base navale e le navi da guerra russe, aggiungeva il Ministero. 

Le informazioni sullo schieramento degli S-300 venivano confermate dal portavoce del Ministero Igor Konashenkov. “Infatti, la Repubblica Araba Siriana ha ricevuto un sistema missilistico antiaereo S-300, volto a proteggere la base navale di Tartus e le navi che si trovano al largo della Siria...”, dichiarava ai media. Konashenkov ha detto non è chiaro perché il dispiegamento del sistema missilistico abbia creato tale confusione in occidente. 

L’S-300 è un sistema puramente difensivo e non costituisce una minaccia“, dichiarava, ricordando che prima del dispiegamento degli S-300, la Russia aveva inviato sistemi missilistici di difesa aerea Fort in Siria.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora