9 dicembre forconi: Su-34
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giovedì 27 settembre 2018

IL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO ANNUNCIA UN’ESERCITAZIONE AL LARGO DEL PACIFICO IN CUI SONO STATE AFFONDATE DELLE NAVI ‘NEMICHE’



esercitazioni russe 1ESERCITAZIONI RUSSE
La Russia ha mostrato i muscoli affondando un gruppo di navi "nemiche" al largo della costa del Pacifico. Il presidente Vladimir Putin ha presentato il test del suo nuovo missile Kh-35U, lanciato da un aereo da attacco a lungo raggio Su-34.

L’esercitazione militare è stata, nemmeno a dirlo, ripresa e adesso viene sbandierata dal ministero della Difesa del Paese che ha sottolineato come tutti gli otto attacchi su navi bersaglio abbiano centrato l’obiettivo.
putinPUTIN


«I cacciabombardieri multifunzionali Su-34 hanno effettuato lanci dei recenti missili Kh-35U - affermano dal ministero - Sono stati effettuati tutti e otto i lanci. Tutti i missili hanno colpito con successo i loro obiettivi. Uno di questi missili è sufficiente per distruggere una nave da guerra moderna da 5mila tonnellate. Il missile può essere sparato da terra o da aerei».

esercitazioni russe 3ESERCITAZIONI RUSSE




Il missile Kh-35U ha un'autonomia di 155 miglia ed è in dotazione alle unità militari dal 2014. Adesso Putin prevede di dotare i moderni aerei con questi missili.

domenica 1 luglio 2018

Sukhoi SU-34

Non è una favola, ma lo dicono gli esperti di Military Watch che il caccia russo Sukhoi SU-34 è la "macchina da guerra" più infallibile al mondo.
Di qualcuno si dice che non lo vorresti mai incontrare per strada, al buio, lui invece è meglio non incrociarlo in cielo.
Colpisce decine di obiettivi in un colpo solo, gli si avvicina alla velocità di 2000 km/h e gli scarica sopra tonnellate di tritolo.
E' il caccia multifunzione russo Sukhoi SU-34, scelto dagli esperti della rivista di difesa Military Watch   come l'areo militare più efficace al mondo.
Fonte: qui
Il caccia russo Su-34 è l’aereo da combattimento più avanzato del mondo. Lo riferisceve Military Watch.
Il caccia Su-34 è stato progettato sulla base del Su-27 ed è entrato in servizio nel 2014. Dopo la modernizzazione, è diventato l'aereo da combattimento russo più avanzato, nota la pubblicazione. Al momento i suoi diretti rivali sono il J-16 cinese e l'F-15 statunitense.
Con un raggio di combattimento di oltre 1100 km, l'aereo è in grado di colpire a grande distanza. La pubblicazione sottolinea che il Su-34 schierato in Siria può colpire obiettivi quasi in tutto il Medio Oriente, mentre quelli di stanza a Kaliningrad possono neutralizzare strutture in Germania, nei Paesi Baltici e in Scandinavia.
Per gli esperti anche le caratteristiche tecniche del caccia russo sono degne di nota. Ad esempio, i piloti sul Su-34 sono seduti uno accanto all'altro, e non uno dietro l'altro. Questa disposizione consente agli sviluppatori di non duplicare i controlli. Inoltre, il cockpit è dotato di uno speciale sistema che consente di volare senza maschere di ossigeno a un'altezza di 10.000 metri.
Il Su-34 è equipaggiato con l'ultima modifica dei missili aria-aria R-27, con un raggio d'azione esteso fino a 130 chilometri. La pubblicazione sottolinea che al momento questi missili sono superiori degli equivalenti europei e americani.
Inoltre il Su-34 è progettato per distruggere bersagli terrestri e aerei in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi condizione atmosferica. Il caccia è dotato di un sistema altamente intelligente di contromisure e difesa radar. Il Su-34 sviluppa una velocità fino a 1.900 chilometri all'ora ed è in grado di sollevare un carico di peso fino a otto tonnellate.    

giovedì 6 ottobre 2016

La Russia pronta ad affrontare il piano B degli USA in Siria


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I media russi riferivano che il Ministero della Difesa russo ha messo a punto un piano preventivo da attuare se gli Stati Uniti si ritirassero dai negoziati con Mosca sulla Siria optando per un Piano B. 


Il giornale Izvestija citava una fonte militare di alto rango dire che il piano include misure militari e politiche, ma senza rivelarne i dettagli. Inoltre, Franz Klintsevich, Vicecapogruppo Russia Unita alla Duma di Stato, rivelava che “in caso di necessità, possiamo incrementare di molto il sostegno militare alle Forze Armate siriane“. 

All’inizio di questa settimana, Izvestija aveva anche riferito che il Ministero della Difesa russo aveva trasferito altri bombardieri tattici Su-24 e Su-34 a Humaymim, la base aerea russa in Siria, e citava una fonte dire che i bombardieri d’attacco Su-25 saranno impiegati in risposta all’annuncio degli Stati Uniti del passaggio al Piano-B in Siria. 

Gli Stati Uniti pensano di aumentare le missioni di combattimento in Siria, trasferirvi forze speciali e inviare nuovi rifornimenti di armi alla cosiddetta opposizione moderata. “Se necessario, le Forze Aerospaziali russe (VKS) rafforzeranno il comando nei prossimi 2-3 giorni. I bombardieri d’attacco Su-25 saranno trasferiti sulla base aerea di Humaymim, le truppe sono già state scelte e preparate per lo schieramento, gli equipaggi sono in attesa dei comandi“, affermava la fonte alle Izvestija

Inoltre, il Ministero della Difesa della Russia dichiarava che una batteria di lanciamissili da difesa aerea russa S-300 era stata trasportata in Siria

Lo scopo è difendere la base navale e le navi da guerra russe, aggiungeva il Ministero. 

Le informazioni sullo schieramento degli S-300 venivano confermate dal portavoce del Ministero Igor Konashenkov. “Infatti, la Repubblica Araba Siriana ha ricevuto un sistema missilistico antiaereo S-300, volto a proteggere la base navale di Tartus e le navi che si trovano al largo della Siria...”, dichiarava ai media. Konashenkov ha detto non è chiaro perché il dispiegamento del sistema missilistico abbia creato tale confusione in occidente. 

L’S-300 è un sistema puramente difensivo e non costituisce una minaccia“, dichiarava, ricordando che prima del dispiegamento degli S-300, la Russia aveva inviato sistemi missilistici di difesa aerea Fort in Siria.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

martedì 21 giugno 2016

Siamo stati a un pelo dall'apocalisse nei cieli siriani.

Siria“Caccia Usa e russi si sono affrontati sui cieli della Siria. I F-18  si sono levati perché Putin stava facendo bombardare i ribelli protetti dal Pentagono!”. Così il Daily Mail.

Il 17 giugno siamo arrivati a un pelo dalla guerra mondiale. Secondo la versione occidentale, quando gli F18 statunitensi sono arrivati, hanno intimato ai russi di andarsene, e i Sukoy se ne sono andati. Ma quando gli F-18  sono andati via per  rifornirsi, i russi sono tornati – ed hanno finito il lavoro.

“E’ un atto oltraggioso che deve essere spiegato, ha detto furioso un alto ufficiale americano al Los Angeles  Times: “o i russi non controllano le proprie forze, o è stato  un atto deliberato, provocatorio. Aspettiamo risposte”.  Ed hanno convocato i russi per una teleconferenza di “spiegazione”. Il generale Igor Konashenkov, portavoce  del ministero russo della Difesa, ha spiegato:  la località colpita (At-Tanf) si trova a oltre 300 chilometri dalle località prima designate degli Usa come controllate dalle forze legittime d’opposizione; secondo, i  comandi russi hanno chiesto da mesi agli americani  di condividere informazioni sulle  varie forze in azione in Siria, senza mai ottenere risposta.

La versione di Mosca

La versione russo-siriana è questa: da quando è stato instaurato in Siria il cessate-il-fuoco (per iniziativa russa), Obama non ha rispettato  gli impegni, di separare i “ribelli moderati” sostenuti dagli Usa, da Al Qaeda.  In aprile, i ribelli sostenuti dal Pentagono, ed Al Qaeda, si sono riuniti per attaccare il governo siriano a sud di Aleppo. Le forze americane-per-procura hanno violato il cessate il fuoco. Ora, esistono ben due risoluzioni Onu che decretano che Al Qaeda in Siria deve essere combattuto, essendo non una forza d’opposizione legittima ma terrorista. Ma gli americani,  almeno per due volte,  hanno chiesto alla Russia di non bombardare Al Qaeda… sostenendo che non è loro possibile separare i  loro ribelli ‘moderati’ da Al Qaeda, e un attacco ad Al Qaeda avrebbe colpito i loro amici ‘moderati’. Cosa strana, ‘moderati’ e Al Qaeda  sembrano quasi indistinguibili, tanto sono intrecciati.


Il ministro degli esteri Lavrov ne ha parlato ripetutamente a Kerry ottenendo la stessa risposta: non bombardate Al Qaeda, perché lì ci sono i ribelli nostri.  Dopo quattro mesi,  i russi si sono fatti questa strana idea:  che gli americani non vogliono affatto metter fine alla guerra in Siria, né risolvere la questione a un tavolo negoziale.

Essi vogliono vedere le loro esigenze soddisfatte al 100 per cento: Assad must go, la dissoluzione dello stato siriano, e  la sua sostituzione con una amministrazione terrorista (americana-per-procura) in Siria. A  poco  a poco , i ribelli protetti dagli americani, violazione dopo violazione, rodevano la carta delle riconquiste russo-siriano-iraniane.  Nell’ultimo contatto, Kerry ha detto a Lavrov che hanno bisogno di altri tre   mesi per distinguere bene i loro terroristi buoni dai terroristi cattivi – come ha spiegato lo stesso Lavrov al Forum di San Pietroburgo: “E’ una tattica per mantenere un legame con il Fronte al Nusra (Al Qaeda) e usarlo più tardi per rovesciare Assad”.
Ed  hanno colpito.  Il loro bersaglio è stata  una piccola base, in una zona desertica e disabitata,  a prossimità del confine con la  Giordania e l’Irak, dove circa 180 ribelli  si addestravano in un programma del Pentagono,  ufficialmente per lottare contro Daesh…Appena attaccati, i ribelli hanno infatti chiesto il soccorso aereo americano telefonando al centro  di comando Usa basato in Katar, da cui il Pentagono  orchestra gli attacchi aerei quotidiani “contro lo Stato Islamico” (coi noti risultati); decollati in gran fretta, gli F-18 hanno intimato ai SU-34 di andarsene,  tramite un canale diretto di comunicazione. I russi sono scomparsi e poi, come già detto, quando gli americani si sono allontanati per rifornirsi, sono tornati. Base distrutta. Almeno due vittime fra i ribelli  americanofili. Il portavoce del  Cremlino, Dimitri Peskov, ha dichiarato ai giornalisti  che era difficile, dal cielo, distinguere i diversi gruppo d ribelli (sottinteso: se non ci riescono gli americani…Non manca mai di umorismo putiniano, Peskov).
Attenzione: Al Qaeda non è nella posizione attaccata dai russi, e i russi lo sapevano bene. L’area di At-Tanf è occupata dai ribelli che combattono protetti dalle artiglierie americane posizionate nella vicina Giordania e in Irak, e quasi certamente sotto l’assistenza (il comando?) di forze speciali britanniche e  giordane, come forse tutti gli alti combattenti “siriani” anti-Assad e formalmente anti-IS: dunque i russi hanno mandato un segnale. Finché  gli Usa non separano chiaramente i loro ribelli preferiti da Al Qaeda,  tutte le forze che loro sostengono saranno colpite  senza distinzione, dovunque (senza santuari) e in qualunque momento.
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Il ministro della difesa Sergei Shoigu con Assad.
Da qui, si impongono  due considerazioni.
  • Le forze russe non si sono lasciate per nulla intimidire dai ruggiti bellicisti che vengono da Washington, ultima la lettera di 51 diplomatici e funzionari del Dipartimento di Stato che esigono da Obama di attaccare la Siria ed abbattere Assad immediatamente (prima che i ribelli preferiti vengano erosi dall’iniziativa siriana). Mosca ha dato un segnale chiaro: non lascerà che il cessat-il-fuoco venga sabotato dagli americani e dai loro terroristi teleguidati.
  • Ancora una volta, l’azione militare russa ha colto di sorpresa le forze americane, e  ne accortamente paralizzato  la reazione, sfruttando  audacemente una “finestra di opportunità politica” offerta loro da Washington: Obama non può innescare la terza guerra mondiale  a pochi mesi dall’uscita di scena, ed esiste una visibile frattura tra il Pentagono e la Cia, che ha i “suoi” ribelli-terroristi preferiti, e  segue gli interessi sauditi e la loro strategia, più che quella del Pentagono.  Mosca ha giocato d’azzardo ed ha vinto, in questa partita di poker atomico vedendo il bluff statunitense – è il modus operandi tipico di Shoigu  e dei comandi russi:  audacia, fredda assunzione di rischi, e sorpresa  con acuta  valutazione delle falle ‘politiche’ del nemico.

Le  forze che i russi hanno colpito a Tanf erano la base di quelle che gli USA avevano presso di lasciar espandersi a Nord, verso la città di Deir Ezzor,  teoricamente per disfare lo Stato Islamico, in realtà per instaurare una “entità sunnita” sotto controllo americano che dovrebbe coprire il Sud-Est della Siria e l’Oves dell’IraK, dividendo la Siria in due. Insomma dovevano far fallire l’operazione di riconquista di Deir Ezzor  da parte di forze siriane ed Hezbollah:  centinaia di siriani hanno tenuto un aeroporto isolato di Eir Ezzor nonostante i violentissimi attacchi dello Stato Islamico, testa di ponte per una  battaglia   di liberazione di Deir Ezzor nei prossimi mesi. Il piano americano, come si vede, era sostituire Daesh con un Daesh 2.0.  Per adesso, hanno fallito.  La terza guerra mondiale è stata a un pelo.

La prossima volta, come andrà? I neocon sanno di avere poco tempo. Dopo l’uscita di Steinmeyer sulla NATO “warmongering”,  le crepe in Europa sulla politica  bellicista NATO sono lì da vedere. Come per caso, un aereo della Air Berlin è stato costretto ad atterrare per un allarme bomba, lanciato dallo “Stato Islamico Europa”. Si sa che lo Stato Islamico interviene sempre, a difendere e proteggere la NATO.

L’articolo Siamo stati a un pelo. Nei cieli siriani. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.