9 dicembre forconi: sconto
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giovedì 3 ottobre 2019

''REPORT'' INTERVISTA L'OLIGARCA RUSSO KONSTANTIN MALOFEEV, CHE CONFERMA L'ESISTENZA DI UNA TRATTATIVA SULLA COMPRAVENDITA DA 1,5 MILIARDI DI DOLLARI DI GASOLIO, CON UNO SCONTO SUL PREZZO DEL 10 PER CENTO: IL 4 PER LA LEGA, IL 6 PER I RUSSI

IN UN VIDEO SAVOINI E SALVINI ASSIEME A MOSCA IL GIORNO PRIMA DELL'INCONTRO AL METROPOL


VIDEO - L'ANTEPRIMA DI ''REPORT'' SUL CASO DI SAVOINI-MOSCA-SALVINI



Sandro De Riccardis per “la Repubblica”


Sandro De Riccardis per “la Repubblica”

Il 17 ottobre 2018, poche ore prima dell' incontro all' hotel Metropol di Mosca - dove Gianluca Savoini incontra i tre funzionari russi per discutere della compravendita di petrolio che avrebbe dovuto portare nelle casse della Lega 65 milioni di dollari - lui e Matteo Salvini si trovano a pochi metri di distanza.
savoini ascolta salvini a moscaSAVOINI ASCOLTA SALVINI A MOSCA

Savoini, ex portavoce proprio di Salvini e presidente dell' associazione Lombardia- Russia, è seduto in prima fila nella sala dell' hotel Lotte, dove Confindustria Russia ha organizzato un incontro con gli imprenditori. E Salvini è proprio lì, di fronte, sul palco. A confermarlo, un video di Report , che sarà nella puntata di lunedì 21 ottobre, alle 21.15, su Rai3. Un estratto del filmato è in anteprima sul sito di Repubblica .

Salvini e Savoini. Il giorno prima della trattativa al Metropol. A pochi metri di distanza l' uno dall' altro. Immagini che rendono poco credibile la versione che da mesi viene data dall' ex viceministro italiano. E cioè che lui, dell' incontro della mattina dopo al Metropol, non ha mai saputo nulla. «Non è una cosa seria», ha detto di nuovo ieri Salvini, commentando la rivelazione di Repubblica sull' esistenza di un foglio - agli atti dell' indagine della procura di Milano - che proverebbe l' accordo del Metropol.

matteo salvini conferenza stampa sulla russiaMATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA SULLA RUSSIA
Nell' inchiesta di Giorgio Mottola, anche un' intervista esclusiva all' oligarca russo Konstantin Malofeev, titolare di un fondo di investimento da un miliardo di dollari, che conferma a R eport l' esistenza di una trattativa sulla compravendita da 1,5 miliardi di dollari di gasolio, con uno sconto sul prezzo del 10 per cento: il 4 per la Lega, il 6 per i russi.

Malofeev non ha mai nascosto la sua vicinanza con l' estrema destra.
L' aveva confessata anche a Repubblica in un' intervista uscita il 6 settembre . Report racconta come Malofeev abbia fatto ottenere, tramite una banca russa, un prestito da 2 milioni di euro ai neofascisti di Jean Marie Le Pen. E, secondo le accuse mosse contro di lui in Francia, avrebbe aiutato il Fronte Nazionale di Marine Le Pen a incassare 11 milioni da una banca cipriota. Nonostante sia stato inserito nel 2014 nella lista nera delle persone non desiderate dell' Unione Europea, Matteo Salvini lo ha incontrato più volte.
matteo salvini a mosca confindustria russiaMATTEO SALVINI A MOSCA CONFINDUSTRIA RUSSIA

«Mi piace Matteo Salvini - dice ridendo nell' intervista - La prima volta che l' ho incontrato sono rimasto molto impressionato, ha idee molto forti. L' ultima volta è stato poco prima che diventasse vice primo ministro».

Ma poi Malofeev parla della trattativa sul petrolio. «A Savoini ho chiesto: "ma cos' è questa storia del Metropol?". E lui mi ha risposto: "Niente, ho parlato con dei tizi, degli avvocati. Mi hanno detto che volevano parlare di alcune faccende che riguardavano il petrolio. Abbiamo discusso di petrolio e di come io potevo aiutarli con Eni».

kostantin malofeevKOSTANTIN MALOFEEV
«Quindi le ha confermato che la trattativa c' è stata?», chiede il giornalista. «Mi ha confermato che si è incontrato con i russi e ha iniziato a parlare con loro di petrolio».

L' ex titolare del Viminale minimizza ancora "Non è una cosa seria" ma i pm di Milano continuano a scavare j Il filantropo Konstantin Malofeev, 45 anni, titolare di un fondo da un miliardo di dollari Su Repubblica L' articolo di ieri su Repubblica sul pizzino ritrovato nei telefonini dei partecipanti italiani all' incontro del Metropol con l' ipotesi della spartizione. Fonte: qui

giovedì 24 gennaio 2019

VOGLIONO LO SCONTO SULLA CUCINA: DUE CLIENTI ALBANESI ACCETTANO LE GAMBE A UN ARTIGIANO DI FANO


I DUE CARNEFICI NON CONTENTI, LO HANNO DERUBATO PERSINO DI 500 EURO E DUE CELLULARI 

Emanuele Canepa per www.ilgiornale.it

asciaASCIA
Una terribile aggressione, nata durante la contrattazione del prezzo di una cucina.

Questo il movente che ha portato una 70enne albanese ed il suo figlio 40enne a colpire ripetutamente con un'accetta un artigiano in provincia di Pesaro.

L'uomo, mentre terminava il montaggio della cucina, è stato dapprima aggedito verbalmente, con insistenti richieste di sconto sul prezzo inizialmente pattuito. Notando la contrarietà dell'uomo, i due albanesi sono quindi passati alle maniere forti.

Prima calci e pugni, poi spunta un'accetta. Così, come in un film, mentre il 40enne tiene fermo l'artigiano, la madre inizia a colpirlo sulle gambe con l'ascia. Il falegname urla, ha un malore, cade a terra e di inizia a trascinarsi in cerca di fuga.

Mentre due dei suoi operai assistendo alla scena fuggono in cerca di aiuto, i due carnefici non contenti, lo derubano persino di 500 euro e due cellulari. L'artigiano a questo punto è sfinito, ha dolori ovunque e le gambe stanno perdendo sensibilità. Con un ultimo sforzo riesce a raggiungere un'uscita e fuggire dalla casa degli orrori.

asciaASCIA
L'uomo è stato infine salvato dai soccorsi e ricoverato con ferite multiple all'ospedale San Salvatore, dove è stato operato e giudicato non più in pericolo di vita.

I due aggressori sono invece finite in manette con l'accusa di rapina e lesioni gravi.

Fonte: qui

venerdì 2 novembre 2018

I GIUDICI D’APPELLO HANNO DECISO DI RIDURRE LA PENA AI DUE RAGAZZI CHE HANNO STUPRATA, UNA RAGAZZA AMERICANA VIOLENTATA IN UNA DISCOTECA DI SORRENTO NEL 2015, RISPETTIVAMENTE 2 ANNI E 2 ANNI E 9 MESI


I DUE HANNO SEMPRE NEGATO LA VIOLENZA, PARLANDO DI SESSO CONSENZIENTE 

IL GIORNO DOPO LO STUPRO AVEVANO POSTATO SUI SOCIAL UN SELFIE COL SEGNO DELLA VITTORIA


riccardo capece francesco franchiini stupro sorrento 1RICCARDO CAPECE FRANCESCO FRANCHIINI STUPRO SORRENTO 
Accusati di aver violentato una ragazza di New York nel bagno di una discoteca di Sorrento, in primo grado furono condannati dal Tribunale di Torre Annunziata a 3 anni e 4 mesi l’uno, a 4 anni e 4 mesi, l’altro. Ma oggi, per i due giovani campani, Riccardo Capece e Francesco Franchini, i giudici d’Appello hanno deciso per uno sconto di pena. A Franchini, che rispondeva di violenza sessuale e di violenza sessuale di gruppo in concorso, i giudici di secondo grado hanno ridotto la pena a due anni e nove mesi di carcere. La pena di Capece, invece, che rispondeva solo di violenza sessuale, è scesa a due anni. In primo grado Capece ebbe una riduzione pena grazie al risarcimento del danno alla vittima. I due giovani sono stati difesi dagli avvocati Nando Letizia e Romolo Vignola.
francesco franchiniFRANCESCO FRANCHINI

Il selfie

Riccardo Capece, studente di Caserta, e Francesco Franchini, di San Nicola La Strada (Caserta), ex calciatore di serie D, all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 20 e 22 anni. Incastrati dalle telecamere di videosorveglianza del locale e dal tatuaggio di uno dei due, furono fermati dai carabinieri e poi finirono ai domiciliari. Accusati dalla turista americana 25enne e dall’amica con la quale era in vacanza, Capece e Franchini hanno sempre negato la violenza, parlando di sesso consenziente. Il giorno dopo lo stupro i due giovani pubblicarono sui social una foto che li ritraeva sorridenti in un ristorante di Nerano, in compagnia di amici: un selfie col segno della vittoria, accompagnato nel post dalle parole « ‘o sol e ‘o mar».

Fonte: qui

mercoledì 25 gennaio 2017

SOVRAINDEBITAMENTO: Doveva 509mila euro al Fisco: grazie a una legge del Pdl ne paga solo 54mila

Doveva al fisco la bellezza di 509mila euro. Ma se l'è cavata pagando 54mila euro. Ossia, ottenendo uno sconto da Equitalia, incaricata della riscossione, di 455mila euro. Il fortunato protagonista di questa vittoria è un ex imprenditore al quale nel lontano 1993 era stato fatto un accertamento fiscale.
All'epoca l'uomo era titolare del 20% del maglificio di famiglia, poi fallito, e da lì era derivato il suo debito col fisco: 166mila euro cui sono poi state aggiunte le sanzioni (125mila euro), gli interessi di mora (187mila euro), l'aggio e gli oneri di riscossione (per altri 29.500 euro). Fino ad arrivare alla cifra monstre di 509mila euro, che fanno circa un miliardo delle vecchie lirette, quando il debito era stato contestato. Da allora sono passati 25 anni. L'imprenditore è diventato un impiegato amministrativo che guadagna 1.700 euro e non possiede immobili. Imposssibile, per lui, come riporta il quotidiano Il Giornale, ripagare il debito.
Ma qui entra in gioco il suo avvocato, Pasquale Lacalandra del Foro di Milano, il quale va a rispolverare una la legge numero 3/2012 sul Sovraindebitamento, promossa dal senatore del Pdl Roberto centaro. Prevede, quella norma, che i debiti anche di natura fiscale siano ridotti in relazione alle concrete possibilità economiche del debitore. 

"Ho cercato di far ragionare i funzionari dell'Agenzia delle Entrate e grazie a quella legge siamo riusciti ad avere la meglio".
L'importo è stato determinato prendendo la busta paga del mio cliente e applicato la legge sul Sovraindebitamento, che prevede che lo Stato possa pignorare solo un decimo delle entrate di un suo debitore nel caso questi guadagni fino a 2.500 euro al mese.

Questo decimo è poi stato moltiplicato per tutti i pignoramenti che gli sarebbero potuti arrivare fino all'età di 84 anni, considerata anche la pensione che il mio cliente percepirà al termine dell'attività lavorativa. Su questo ragionamento è stato trovato l'accordo con l'Agenzia.

Fonte: qui