9 dicembre forconi: Pesaro
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giovedì 24 gennaio 2019

VOGLIONO LO SCONTO SULLA CUCINA: DUE CLIENTI ALBANESI ACCETTANO LE GAMBE A UN ARTIGIANO DI FANO


I DUE CARNEFICI NON CONTENTI, LO HANNO DERUBATO PERSINO DI 500 EURO E DUE CELLULARI 

Emanuele Canepa per www.ilgiornale.it

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Una terribile aggressione, nata durante la contrattazione del prezzo di una cucina.

Questo il movente che ha portato una 70enne albanese ed il suo figlio 40enne a colpire ripetutamente con un'accetta un artigiano in provincia di Pesaro.

L'uomo, mentre terminava il montaggio della cucina, è stato dapprima aggedito verbalmente, con insistenti richieste di sconto sul prezzo inizialmente pattuito. Notando la contrarietà dell'uomo, i due albanesi sono quindi passati alle maniere forti.

Prima calci e pugni, poi spunta un'accetta. Così, come in un film, mentre il 40enne tiene fermo l'artigiano, la madre inizia a colpirlo sulle gambe con l'ascia. Il falegname urla, ha un malore, cade a terra e di inizia a trascinarsi in cerca di fuga.

Mentre due dei suoi operai assistendo alla scena fuggono in cerca di aiuto, i due carnefici non contenti, lo derubano persino di 500 euro e due cellulari. L'artigiano a questo punto è sfinito, ha dolori ovunque e le gambe stanno perdendo sensibilità. Con un ultimo sforzo riesce a raggiungere un'uscita e fuggire dalla casa degli orrori.

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L'uomo è stato infine salvato dai soccorsi e ricoverato con ferite multiple all'ospedale San Salvatore, dove è stato operato e giudicato non più in pericolo di vita.

I due aggressori sono invece finite in manette con l'accusa di rapina e lesioni gravi.

Fonte: qui

venerdì 12 ottobre 2018

IL MARITO FINISCE IN CELLA PER MAZZETTE, LA MOGLIE SI UCCIDE


LA MOGLIE: “COLPA MIA, MI AMMAZZO” 


“LA RESPONSABILE DI QUANTO ACCADUTO SONO IO” 

ERA LEI (SOLO INDAGATA) A SOLLECITARE IL MARITO, FUNZIONARIO PUBBLICO, A RISCUOTERE DENARO, E A "FARSI RISPETTARE" DAGLI IMPRENDITORI AI QUALI BATTEVA CASSA

A INSOSPETTIRE GLI INVESTIGATORI L’ALTO TENORE DI VITA DELLA COPPIA…

Simona Pletto per “Libero Quotidiano”

«Colpa mia, mi uccido». Poche righe, lasciate all' alba prima di scavalcare una ringhiera e gettarsi nel vuoto da uno dei ponti che si affacciano sul fiume Metauro, a Urbania di Pesaro. Un volo di oltre trenta metri che ha messo fine, con l' impatto mortale nell' acqua, a qualsiasi rimorso, e ai sogni rincorsi di una bella vita.
RENATO DINI MARIA GRAZIA FAGGIOLINIRENATO DINI MARIA GRAZIA FAGGIOLINI

Maria Grazia Faggiolini, 45 anni, casalinga, indagata per un giro di mazzette per il quale era stato da poco arrestato il marito Renato Dini, 49 anni, funzionario pubblico dell' Unione Montana Alta Valle del Metauro, prima di lanciarsi nel precipizio ha posato nel sedile della sua Toyota Yaris un biglietto nel quale, giocando d' anticipo, si è formulata la sua sentenza: «La responsabile di quanto accaduto sono io». Così ha scritto più o meno in quel foglio rinvenuto dai carabinieri. La donna dunque non ha retto all' improvvisa sferzata del destino disegnata giovedì scorso, quando ha visto scattare le manette ai polsi del marito che proprio ieri pomeriggio ha ottenuto i domiciliari.

Da una vita fatta di agi, si è trovata addirittura a rischiare di finire in carcere. Il pm infatti anche per lei aveva chiesto l' arresto, ma il gip non lo aveva concesso perché, una volta rinchiuso il marito, da sola non avrebbe potuto reiterare il reato. Maria Grazia, infatti, secondo l' accusa (era indagata per gli stessi reati "in concorso morale" col marito), aveva un ruolo attivo negli affari illeciti finiti nell' inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza.

APPALTI IN FAMIGLIA
suicidio MARIA GRAZIA FAGGIOLINISUICIDIO MARIA GRAZIA FAGGIOLINI
Un' indagine che ha scoperchiato un giro di appalti pilotati alle ditte imprenditrici di amici dai quali il coniuge riceveva in cambio mazzette. A tradire la coppia, che non ha figli e risiede a Borgo Pace, in provincia di Pesaro, le tante e inequivocabili intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte dalle Fiamme Gialle nei mesi d' indagine intitolata non a caso "appalti in famiglia", e che hanno preceduto l' arresto del funzionario.

Sempre secondo la procura di Urbino, era lei a sollecitare il marito a riscuotere denaro, e a "farsi rispettare" dagli imprenditori ai quali batteva cassa. Nelle conversazioni intercettate, era infatti proprio la moglie a stimolare la riscossione del denaro. Ed era sempre lei a chiedere l' esito delle "visite a domicilio" fatte ogni mese dal marito. Riferendosi a un imprenditore moroso, che doveva corrispondere anche 500 e 1000 euro al mese, spingeva il marito a prospettare conseguenze spiacevoli, ossia la mancata aggiudicazione di gare che non sarebbe più avvenuta «nemmeno se l' interessato avesse pianto».
RENATO DINI MARIA GRAZIA FAGGIOLINIRENATO DINI MARIA GRAZIA FAGGIOLINI

A insospettire i finanzieri, sarebbe stato l' alto tenore di vita della coppia. La stessa Maria Grazia era infatti solita postare sui social i suoi viaggi, i costosi acquisti. Un tenore difficile da mantenere da semplice casalinga con un solo stipendio del marito che guadagnava circa 2mila euro al mese. I profili sono stati subito cancellati, ma solo quelli.

Niente più favolosi soggiorni postati su Facebook, con decine di foto di deserti africani e mari tropicali, in un mondo paradisiaco che sembrava senza fine. Prima di finire al centro dell' inchiesta, con l' accusa di turbativa d' asta e induzione indebita. L' altro ieri mattina, la donna è uscita di casa per mettere una pietra tombale su tutto.

TRAGICA SCOPERTA
Poche ore dopo il volo, il gip interrogava nel carcere di Pesaro il marito, in quel momento all' oscuro di tutto. Il funzionario, si è difeso precisando che le sue non erano tangenti, ma pagamenti di consulenze che aveva fatto agli amici imprenditori. Al suo fianco, l' avvocato Giuliana Riberti, che poche ore dopo è dovuta tornare in carcere per annunciargli che sua moglie si era uccisa. «Si è mostrata sensibilità nei suoi confronti», da commentato, «almeno lì, con i suoi familiari, avrà modo di elaborare in un ambiente più tranquillo la sua disgrazia».

Fonte: qui

lunedì 16 luglio 2018

È UN CITTADINO MAROCCHINO L'ASSASSINO DI SABRINA MALIPIERO, LA 52ENNE UCCISA CON UNA COLTELLATA ALLA GOLA, NELLA SUA CASA A PESARO

GLI INVESTIGATORI SONO RISALITI ALL'UOMO TRAMITE I CONTATTI TELEFONICI DEL CELLULARE DELLA VITTIMA 
IL MAROCCHINO È GIÀ NOTO ALL'ANTIDROGA, AVREBBE FREQUENTATO SPESSO LA CASA DI SABRINA MALIPIERO...


È un cittadino marocchino ultratrentenne l'assassino di Sabrina Malipiero, la 52enne uccisa con una coltellata alla gola, nella sua casa in via Pantano a Pesaro. L'uomo, uno della decina di persone su cui si erano focalizzate le indagini nelle ultime ore, è stato sentito contemporaneamente agli altri e ha negato per tutta la notte. Solo stamane ha confessato davanti al pm Silvia Cecchi e agli investigatori della Squadra Mobile pesarese.
sabrina malipiero omicidio pesaroSABRINA MALIPIERO OMICIDIO PESARO

Gli investigatori sono risaliti all'uomo tramite i contatti telefonici del cellulare della vittima, selezionando quelli più frequenti negli ultimi dieci giorni, a parte i familiari e gli amici più stretti. Il marocchino è già noto alla forze di polizia, in particolare all'antidroga della Questura di Pesaro Urbino, ma non ha condanne a suo carico. Secondo le prime informazioni avrebbe frequentato spesso la casa di Sabrina Malipiero, la donna gli aveva aperto la porta di casa senza problemi. 
sabrina malipiero omicidio pesaroSABRINA MALIPIERO OMICIDIO PESARO

Poi, una volta dentro, un brutale pestaggio e una o due coltellate alla gola, una delle quali ha raggiunto la 52enne, commessa in un supermercato e madre di due figli grandi, da tempo separata dal marito, alla giugulare, provocandone la morte per dissanguamento. L'uomo è poi fuggito con la Daewoo Matiz nera della vittima, trovata ieri sera in un'altra parte della città. Un omicidio per futili motivi, secondo gli inquirenti. Fonte: qui

mercoledì 8 novembre 2017

SQUALO - AVVISTATO NELL'ADRIATICO UN ESEMPLARE DI 7 METRI TRA ROMAGNA E MARCHE

UNO DEGLI INCONTRI RAVVICINATI SEGNALATO DA DUE SUB CHE SI PREPARAVANO A UN’IMMERSIONE AD APPENA 350 METRI DALLA TERRA 

LA GUARDIA COSTIERA: “NO A BALNEAZIONE E SPORT IN MARE” - FOTO E VIDEO

 

Claudio Del Frate per Corriere.it

SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICOSQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO
La pinna triangolare che emerge dal mare, la sagoma del «bestione» che nuota minaccioso attorno a una barca e sotto il pelo dell’acqua: l’incubo del film di Steven Spielberg «Lo squalo» si è materializzato per due volte nel giro di pochi giorni davanti alle coste del mare Adriatico a cavallo tra la Romagna e le Marche.

In entrambe le circostanze è stata avvistata la presenza del predatore a poca distanza dalla costa. Le segnalazioni sono state ritenute sufficientemente attendibili, tanto che la Guardia Costiera ha emesso un’allerta raccomandando di ridurre al minimo le attività sportive e ricreative in acqua in tutta la zona.

SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 2SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 
Il primo avvistamento risale al 31 ottobre ed è avvenuto 15 miglia al largo di Rimini : qui alcuni pescatori hanno visto emergere dalla superficie dell’acqua la pinna dorsale di un grande squalo che è rimasto nei paraggi prima di allontanarsi e scomparire. I pescatori sono riusciti a girare anche un breve video con uno smartphone.

Secondo la loro testimonianza lo squalo era lungo circa 7 metri, una dimensione inusitata e comunque molto rara per questa zona di mare. Pochi giorni dopo «Jaws» ha concesso il bis, questa volta un poco più a sud nelle acque antistanti Fano, in provincia di Pesaro. Questa volta l’incontro è stato segnalato da due diportisti che si preparavano a un’immersione subacquea ad appena 350 metri da terra.

squalo bianco 5SQUALO BIANCO 
Identica la scena raccontata dai due testimoni, identiche anche le dimensioni segnalate: si presume che l’esemplare sia lo stesso. Non è stato possibile in questo caso documentare la presenza dell’animale ma l’episodio è stato immediatamente riferito alla capitaneria di Porto a Fano. La capitaneria a sua volta conferma l’accaduto.

«Riteniamo il racconto attendibile - raccontano al telefono dalla località marchigiana - e abbiamo diramato un allerta con alcune raccomandazioni per chi va per mare». «La Guardia Costiera chiede la massima prudenza ai cittadini - si legge nella nota - restano valide le raccomandazioni di rito sconsiglianti la balneazione nonché la pratica di attività ludico-sportive in mare di qualsiasi tipo, in solitaria e con indebito e inopportuno allontanamento dalla costa».

guardia costieraGUARDIA COSTIERA
Ma che tipo di squalo può essere quello che si aggira per l’Alto Adriatico? E la presenza è da ritenere così inusuale? Alcuni esperti si sono spinti a identificare il predatore, in base alle dimensioni, in uno «squalo bianco», cioè la specie più feroce. Un avvistamento analogo era già avvenuto nel mare di Rimini ma si tratta di un fatto risalente al 2002 e ripetutosi sporadicamente.

Mai però l’incontro ravvicinato con l’uomo era avvenuto così sottocosta. Esemplari di quella grandezza si aggirano invece più a sud, nelle acque della Sicilia e anche nel Tirreno. Dal punto di vista dei biologi marini gli avvistamenti sono una buona notizia: significa che la specie è in salute anche nel Mediterraneo e che si è spinta in questa zona alla ricerca di cibo.

Fonte: qui

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