9 dicembre forconi: gola
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lunedì 16 luglio 2018

È UN CITTADINO MAROCCHINO L'ASSASSINO DI SABRINA MALIPIERO, LA 52ENNE UCCISA CON UNA COLTELLATA ALLA GOLA, NELLA SUA CASA A PESARO

GLI INVESTIGATORI SONO RISALITI ALL'UOMO TRAMITE I CONTATTI TELEFONICI DEL CELLULARE DELLA VITTIMA 
IL MAROCCHINO È GIÀ NOTO ALL'ANTIDROGA, AVREBBE FREQUENTATO SPESSO LA CASA DI SABRINA MALIPIERO...


È un cittadino marocchino ultratrentenne l'assassino di Sabrina Malipiero, la 52enne uccisa con una coltellata alla gola, nella sua casa in via Pantano a Pesaro. L'uomo, uno della decina di persone su cui si erano focalizzate le indagini nelle ultime ore, è stato sentito contemporaneamente agli altri e ha negato per tutta la notte. Solo stamane ha confessato davanti al pm Silvia Cecchi e agli investigatori della Squadra Mobile pesarese.
sabrina malipiero omicidio pesaroSABRINA MALIPIERO OMICIDIO PESARO

Gli investigatori sono risaliti all'uomo tramite i contatti telefonici del cellulare della vittima, selezionando quelli più frequenti negli ultimi dieci giorni, a parte i familiari e gli amici più stretti. Il marocchino è già noto alla forze di polizia, in particolare all'antidroga della Questura di Pesaro Urbino, ma non ha condanne a suo carico. Secondo le prime informazioni avrebbe frequentato spesso la casa di Sabrina Malipiero, la donna gli aveva aperto la porta di casa senza problemi. 
sabrina malipiero omicidio pesaroSABRINA MALIPIERO OMICIDIO PESARO

Poi, una volta dentro, un brutale pestaggio e una o due coltellate alla gola, una delle quali ha raggiunto la 52enne, commessa in un supermercato e madre di due figli grandi, da tempo separata dal marito, alla giugulare, provocandone la morte per dissanguamento. L'uomo è poi fuggito con la Daewoo Matiz nera della vittima, trovata ieri sera in un'altra parte della città. Un omicidio per futili motivi, secondo gli inquirenti. Fonte: qui

giovedì 14 dicembre 2017

UCCIDERE PER 200 EURO - PER L'OMICIDIO A CATANIA DELLE SORELLE MOGAVERO, ARRESTATO IL 30ENNE GIANLUCA MODICA INCASTRATO DALLE TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO


"AVEVO BISOGNO DI SOLDI PER SALDARE UN DEBITO MA HO UCCISO PERCHÉ TEMEVO DI ESSERE DENUNCIATO" 

UNA DELLE DONNE AVEVA MINACCIATO DI ANDARE IN QUESTURA...


I carabinieri di Catania hanno fermato un 30enne, Gianluca Modica, nell'ambito delle indagini sull' uccisione delle sorelle Maria Lucia e Filippa Mogavero, di 70 e 79 anni, accoltellate mercoledì nella loro casa di Ramacca. Si tratta di un pregiudicato di Ramacca. Le donne sarebbero state uccise con un'unica coltellata alla gola. La rapina avrebbe fruttato solo 200 euro. Ad incastrare il pregiudicato le telecamere a circuito chiuso della zona.

le due sorelle ucciseLE DUE SORELLE UCCISE
Al fermato sono contestati il duplice omicidio aggravato e la rapina. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri a poche ore dalla scoperta dell'efferato delitto.

A incastrare Modica alcune immagini di video di sorveglianza e alcuni indumenti con tracce del duplice omicidio. Trovate anche una soletta di uno scarponcino dell'uomo che era stata rinvenuta sotto il corpo di una delle due sorelle e una felpa con cappuccio e un paio di jeans del 30enne che erano stati lavati anche con dei reagenti. Ma sugli abiti i carabinieri hanno trovato lo stesso tracce di sangue, anche su dei calzini che erano nel contenitore dei panni sporchi.

gianluca modica omicidio catania 1GIANLUCA MODICA OMICIDIO CATANIA 
"Volevo i soldi per un debito" - Il 30enne è entrato dal tetto di un'abitazione vicina, pensando che a casa non ci fosse nessuno o soltanto Filippa Mogavero, visto che la sorella Lucia era uscita per andare a comprare dei dolci per festeggiare il proprio onomastico, e la terza, Cettina, era nella scuola in cui insegna.

Modica ha ammesso di avere assassinato le due sorelle per denaro: voleva infatti 200 euro per saldare un debito pregresso di droga. 

La prima a essere aggredita è stata Filippa Mogavero, al terzo piano della loro palazzina, con la quale l'uomo ha una colluttazione: la donna viene legata. Nel frattempo rientra Lucia con un vassoio di dolci. L'uomo scende e chiede i soldi. Lei è disposta a dargliene anche di più, ma lui dice di 'accontentarsi' di 200 euro. La donna cede e gli dà i soldi e gli getta contro anche un mazzo di chiavi, intimandogli che tanto lo conosceva di vista perché era un frequentatore della piazza e lo avrebbe denunciato.
gianluca modica omicidio catania 3GIANLUCA MODICA OMICIDIO CATANIA 

"Ho ucciso perché temevo di essere denunciato" - E' stato allora, secondo il racconto del fermato, ancora da verificare, che la donna avrebbe preso un coltello. Mogavero, sostiene, si sarebbe difeso uccidendola, sgozzandola. Poi le avrebbe legato i piedi per simulare sevizie e avrebbe messo a soqquadro la casa. Intanto sale sopra e al quel punto uccide con una coltellata alla gola l'altra sorella perché teme di essere denunciato. L'arma del delitto non è stata trovata. La ricostruzione del fermato è adesso al vaglio della Procura di Caltagirone, diretta da Giuseppe Verzera.

Fonte: qui

gianluca modica omicidio catania 2GIANLUCA MODICA OMICIDIO CATANIA 

lunedì 16 ottobre 2017

UN NIGERIANO (CON PERMESSO DI SOGGIORNO) AMMAZZA SENZA UN MOTIVO UN DISOCCUPATO A TORINO

PER TEATRO UN SUK CITTADINO DOVE OGNUNO VENDE QUELLO CHE HA. E SULLE BANCARELLE C’E’ ANCHE REFURTIVA 

L’OMICIDA HA TENTATO DI ACCOLTELLARE ANCHE UN ALTRO VENDITORE

Lodovico Poletto e Federico Genta per La Stampa

Tre coltellate: una alla gola e due nei fianchi. E quando ancora non sono le otto del mattino, tra le montagne di merce esposta in terra di uno dei più grandi mercati dell' usato - ma non soltanto - di Torino, va in scena la follia omicida di un giovane immigrato nigeriano. Maurizio Gugliotta, operaio senza lavoro di Settimo Torinese, si accascia e muore in pochi istanti. L' ultima immagine la scattano con i telefonini i curiosi e i venditori: un corpo a terra con accanto un uomo che tenta di tamponargli le ferite.

Omicidio mercato torino1OMICIDIO MERCATO TORINO1
Pochi metri più in là ci sono altri uomini che tengono bloccato l' assassino: un nigeriano che qui - in questo mercato che è da anni al centro di polemiche, che ha migrato in giro per la città così tante volte da averne quasi perso il conto - veniva a vendere le sue cose. Da abusivo. Si chiama Khalid Be Greata, ha 27 anni e un permesso di soggiorno. Un ragazzone pronto a far rissa, se è vero, come è vero, che ieri ha tirato fuori il coltello perché Maurizio tentava di passare tra due lenzuola stese a terra. Se abbia pestato un qualche oggetto, o se semplicemente non era gradita la sua presenza, non si sa.

omicidio mercato torino 2OMICIDIO MERCATO TORINO 2
Quel che è certo è che Khalid ha ammazzato senza pensarci due volte l' operaio invalido e poi ha cercato di far fare la stessa fine all' amico della vittima, Roberto Sammatino. Gli ha sferrato due fendenti all' addome, che gli hanno tagliato il giubbotto, ma per fortuna non sono andati a segno. E adesso Roberto racconta quegli attimi con enfasi, ma senza paura: «Cercava di farmi fuori. Se sono vivo, ragazzi, è un miracolo». E mentre tutto questo accadeva, intorno la gente guardava. Venditori e clienti.

«Questa storia mette una pietra tombale sul mercatino», tuona Dario Di Gennaro, un tempo a capo dell' associazione che lo gestiva. «Lo avevamo creato per offrire ai poveri una possibilità di guadagnare qualcosa, di venire qui a vendere merce recuperata in giro. Guardate cosa è diventato adesso: qui non ci sono più regole». E si parla di abusivi, di venditori che si presentano senza essere stati registrati, senza aver autocertificato che la loro mercanzia non è rubata e che ne sono legittimamente proprietari. Quelli di ViviBalon l' associazione che lo gestisce ovviamente negano.

OMICIDIO MERCATO TORINOOMICIDIO MERCATO TORINO
E Khalid chi era? «Uno che non avevano mai visto», dicono. Un abusivo, appunto. Che, però, secondo la polizia municipale al mercato della domenica c' era spesso. «Questo è il regno della più assoluta illegalità», incalzano alle dieci del mattino gli oppositori politici - e non - di questo mercato che chiamo tutti «suk». «Non c' è modo di verificare nulla: sui teli dei venditori abbiamo trovato di tutto: altro che merce usata e roba recuperata di bidoni dell' immondizia», attacca Patrizia Alessi. «Roba rubata», insistono quelli dei comitati di zona.

Maurizio GugliottaMAURIZIO GUGLIOTTA
I residenti che hanno firmato petizioni e si sono messi di traverso tutte le volte che il mercato è stato spostato. E anche adesso che lo hanno messo qui, in questa strada quasi senza case, gli animi non si sono calmati: «Perché è diventato quasi peggio di prima. E gli abusivi fanno ciò che vogliono, in barba alle regole dell' associazione». Aspetti positivi? Pochi. Forse quelli legati al numero di venditori presenti la domenica che sono meno di quanti affollavano «Scalo Vanchiglia» un' area cintata dove il «Suk» è rimasto per anni.

E dove qualche controllo in più all' ingresso, al mattino alle 4, era possibile. Oggi non lo chiamano più Suk, ma «Barattolo», in una specie di operazione simpatia che non ha dato grossi risultati. «Per lo meno non ci sono più quelli che vendono le costine e quelli che friggono in barba ad ogni divieto», raccontano. Ma tutti gli altri guai non sono spariti. Ci sono le donne che vendono il pane. E quelli dei telefoni rubati. A mezzogiorno, quando il mercato è quasi smontato per ordine dei vigili, nell' angolo accanto al cimitero c' è un uomo con una borsa a tracolla. Smercia braccialetti e collane a una manciata di clienti. Abusivo? Autorizzato? Non c' è risposta.

Fonte: qui