9 dicembre forconi: Marche
Visualizzazione post con etichetta Marche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marche. Mostra tutti i post

mercoledì 20 giugno 2018

I FURBETTI DEL TERREMOTO – LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE 120 PERSONE CHE HANNO FINTO DI ESSERE RESIDENTI NELLE AREE TERREMOTATE PER OTTENERE I CONTRIBUTI DESTINATI A CHI HA PERSO TUTTO

QUALCUNO HA MILLANTATO PARENTI LONTANI DA ANNI. UNO STRANIERO SI È FINTO TERREMOTATO E HA PASSATO UN ANNO E MEZZO IN HOTEL 
LA RABBIA DEGLI SFOLLATI (VERI)...
TERREMOTATI MA NON TROPPO. LA TRUFFA DELLE FALSE RESIDENZE
Estratto dell’articolo di Paolo G.Brera per la Repubblica

TERREMOTOTERREMOTO
Centoventi furbetti del terremoto, i primi in un' indagine destinata ad allargarsi rapidamente, sono stati pizzicati con le mani nella marmellata dei " Cas", i contributi di autonoma sistemazione destinati solo a chi ha perso tutto. Secondo la guardia di finanza di Macerata, che ha svolto le indagini, hanno cercato di ottenerli pur non avendone diritto. (…) le ipotesi di reato avanzate dai berretti verdi vanno dalla truffa aggravata in danno dello Stato al falso ideologico in atto pubblico.

TERREMOTOTERREMOTO
I sindaci del cratere lo avevano ripetuto sino allo sfinimento: «Non fate i furbi, guardate che è una truffa e rischiate grosso » . (…) La resa dei conti, annunciata da mesi, è arrivata: il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite, quantificate in mezzo milione di euro. Ma la guardia di finanza ha già segnalato in procura altri 50 nomi, ipotizzando che la somma percepita illecitamente salirà a un milione di euro.

casette terremotoCASETTE TERREMOTO
L' indagine scava nel burro delle centinaia di domande visibilmente anomale presentate dai " quasi terremotati": persone che hanno sì una casa lesionata o distrutta, e spesso anche un legame forte con le terre devastate dal sisma, ma che non vi risiedevano e non vi vivevano. Una terra di mezzo in cui qualcuno, nel popolo delle seconde case violate dal terremoto, ha scelto di elevarsi sopra l' asticella posta dallo Stato per discriminare chi ha diritto agli aiuti.

Probabilmente lo ha fatto senza capire di commettere un reato tutt' altro che lieve, o semplicemente chiudendo gli occhi. Come se non bastasse la promessa dello Stato di ricostruire anche le seconde case, per ottenere il massimo dei benefici molti hanno autocertificato di risiedervi fisicamente. Invece abitavano e lavoravano ben lontano, a Roma e persino all' estero. Alcuni avevano addirittura concesso la casa in locazione, senza mai registrare l' affitto.

casette terremotoCASETTE TERREMOTO



(…)
Le indagini hanno fatto emergere una folla di furbetti. Ascoltati in procura, alcuni «si sono giustificati dicendo di essere stati indotti a fare domanda da funzionari comunali: " Tu intanto presentala, alla peggio sarà rigettata"». Pur di ottenere più denaro, qualcuno ha indicato parenti lontani da anni. C' è uno straniero ha trascorso un anno e mezzo in hotel al mare fingendosi terremotato; un imprenditore ha inventato cinque persone a carico incassando 1.300 euro al mese. Sciacallaggi di piccolo cabotaggio.
terremoto amatriceTERREMOTO AMATRICE

(…)

Per le più piccole furberie il procuratore ha configurato un reato meno grave, l' indebita percezione di pubblici contributi: sotto i 4mila euro l' illecito è amministrativo, e ha chiesto l' archiviazione. Molti l' hanno già restituito, il malpreso.

LA RABBIA DEI VERI TERREMOTATI
Italo Carmignani per il Messaggero

amatrice terremoto scossa 30 ottobreAMATRICE TERREMOTO SCOSSA 30 OTTOBRE



Rosso in volto, metà per il sole e l' altra metà per la rabbia, Francesco mica parla, sussurra: «Già vengono qui come colonizzatori quando pare a loro e fanno cosa vogliono, approfittare pure dei soldi di noi sfollati è troppo».

Lui fa Coccia di cognome, una casa spezzata dalle scosse dove le Marche incrociano l' Umbria e il sisma c' ha messo una crocetta. La storia dei 120 furbi dei contributi-affitto, quelli che nel maceratese hanno fatto finta di non avere più una casa per colpa del sisma, gli sale come la Citrosodina bloccata a metà esofago, malamente. E non è l' unico.
Terremoto in Italia centraleTERREMOTO IN ITALIA CENTRALE
Da queste parti dove l' impressione, spesso sbagliata, di avere lo Stato come nemico della ricostruzione, si tollera poco che lo siano anche i tuoi vicini di casa.

«PENE ESEMPLARI»
Dieci chilometri più avanti, dove comincia l' ambito di Pescara del Tronto, a Francesco fa eco la signora Giovanna Smacca, vedova, una casetta di quelle nuove da cui non vorrebbe spostarsi: «E certo che questi non hanno voluto una casetta, il terremoto aveva preso loro la casa delle vacanze. Facile prendere il contributo dichiarando il falso, adesso però che succede? Finirà tutto in mano alla giustizia che terrà la cosa per mesi o forse anni e nel frattempo noi saremo considerati tutti degli approfittatori».
Terremoto in Italia centraleTERREMOTO IN ITALIA CENTRALE

La rabbia monta perché quella delle false dichiarazioni era cominciata subito, già dopo la prima, terribile scossa, che praticamente rase il suolo Amatrice. Allora ne scoprirono quasi 200 di furbi, molti di loro romani, con una regolare prima abitazione nella capitale.
Così a Norcia, stessa musica.

terremoto camerinoTERREMOTO CAMERINO






Racconta Federica Manti, vera terremotata della Valnerina: «Era novembre e avevano cominciato a pagare i contributi affitto e anche quelli vicino a casa nostra che risiedono effettivamente a Roma prendevano il contributo e ci sembrava strano. Infatti avevamo ragione: poco dopo l' hanno denunciati».

«FINO A 6000 EURO AL MESE»
TERREMOTO AMATRICETERREMOTO AMATRICE
Nel reatino, al blocco d' indagati della prima ora, nei mesi scorsi se ne sono aggiunti un' altra novantina: 50 ad Accumoli, 40 a Leonessa, 4 a Cittareale.
Ma carabinieri e guardia di finanza hanno spulciato a lungo anche l' elenco dei 124 nuclei familiari reatini che da fine 2016 ricevono il cas in città, avendo dovuto lasciare l' abitazione in quanto inagibile. «La nostra fortuna sono gli investigatori, tutti, dai carabinieri, alla polizia, alla finanza, perché almeno scoprono i veri responsabili degli inganni», dice Giovanni Monti, imprenditore del formaggio.

terremoto nelle marche 8TERREMOTO NELLE MARCHE 8
PAGAMENTI IN RITARDO
Certo, la burocrazia ci mette del suo e l' altra faccia sono i pagamenti a singhiozzo: solo i primi di maggio le famiglie del reatino sono riuscite a incassare i contributi del periodo gennaio-aprile, essendo lo Stato in ritardo con i pagamenti e il Comune senza soldi in cassa da anticipare. Ma parliamo, solo per 4 mesi, di qualcosa come 360mila euro, con i destinatari che hanno ricevuto somme che andavano da un minimo di 1.600 a punte di 6.000 euro.

i soccorsi ad amatriceI SOCCORSI AD AMATRICE
«Il contributo che eroghiamo per conto dello Stato è svincolato da qualsiasi contratto di locazione spiegano dal Comune di Rieti . È legato al numero dei componenti il nucleo familiare, all' età e alla presenza di invalidi o disabili. Per questo, mese per mese, cerchiamo di monitorare la situazione famiglia per famiglia». Ma non è facile, non approfittarne dovrebbe essere un principio vincolato anzitutto a un senso civico. «È una triste storia che si ripete, anche qui ad Accumoli sbotta Roberta dalla sua sae nel villaggio dove la settimana scorsa è arrivato il premier Giuseppe Conte -. Noi lo sappiamo bene chi risiedeva qui in pianta stabile e chi no, possibile che non lo sapessero quelli che dovevano controllare?».

terremoto nelle marche 4TERREMOTO NELLE MARCHE 
Il finale è di Maria, una mamma schietta di Amatrice: «Li farei stare un po' al fresco. O nelle casette, che d' inverno è uguale». E detto da lei, ci crediamo.

Fonte: qui

mercoledì 8 novembre 2017

SQUALO - AVVISTATO NELL'ADRIATICO UN ESEMPLARE DI 7 METRI TRA ROMAGNA E MARCHE

UNO DEGLI INCONTRI RAVVICINATI SEGNALATO DA DUE SUB CHE SI PREPARAVANO A UN’IMMERSIONE AD APPENA 350 METRI DALLA TERRA 

LA GUARDIA COSTIERA: “NO A BALNEAZIONE E SPORT IN MARE” - FOTO E VIDEO

 

Claudio Del Frate per Corriere.it

SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICOSQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO
La pinna triangolare che emerge dal mare, la sagoma del «bestione» che nuota minaccioso attorno a una barca e sotto il pelo dell’acqua: l’incubo del film di Steven Spielberg «Lo squalo» si è materializzato per due volte nel giro di pochi giorni davanti alle coste del mare Adriatico a cavallo tra la Romagna e le Marche.

In entrambe le circostanze è stata avvistata la presenza del predatore a poca distanza dalla costa. Le segnalazioni sono state ritenute sufficientemente attendibili, tanto che la Guardia Costiera ha emesso un’allerta raccomandando di ridurre al minimo le attività sportive e ricreative in acqua in tutta la zona.

SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 2SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 
Il primo avvistamento risale al 31 ottobre ed è avvenuto 15 miglia al largo di Rimini : qui alcuni pescatori hanno visto emergere dalla superficie dell’acqua la pinna dorsale di un grande squalo che è rimasto nei paraggi prima di allontanarsi e scomparire. I pescatori sono riusciti a girare anche un breve video con uno smartphone.

Secondo la loro testimonianza lo squalo era lungo circa 7 metri, una dimensione inusitata e comunque molto rara per questa zona di mare. Pochi giorni dopo «Jaws» ha concesso il bis, questa volta un poco più a sud nelle acque antistanti Fano, in provincia di Pesaro. Questa volta l’incontro è stato segnalato da due diportisti che si preparavano a un’immersione subacquea ad appena 350 metri da terra.

squalo bianco 5SQUALO BIANCO 
Identica la scena raccontata dai due testimoni, identiche anche le dimensioni segnalate: si presume che l’esemplare sia lo stesso. Non è stato possibile in questo caso documentare la presenza dell’animale ma l’episodio è stato immediatamente riferito alla capitaneria di Porto a Fano. La capitaneria a sua volta conferma l’accaduto.

«Riteniamo il racconto attendibile - raccontano al telefono dalla località marchigiana - e abbiamo diramato un allerta con alcune raccomandazioni per chi va per mare». «La Guardia Costiera chiede la massima prudenza ai cittadini - si legge nella nota - restano valide le raccomandazioni di rito sconsiglianti la balneazione nonché la pratica di attività ludico-sportive in mare di qualsiasi tipo, in solitaria e con indebito e inopportuno allontanamento dalla costa».

guardia costieraGUARDIA COSTIERA
Ma che tipo di squalo può essere quello che si aggira per l’Alto Adriatico? E la presenza è da ritenere così inusuale? Alcuni esperti si sono spinti a identificare il predatore, in base alle dimensioni, in uno «squalo bianco», cioè la specie più feroce. Un avvistamento analogo era già avvenuto nel mare di Rimini ma si tratta di un fatto risalente al 2002 e ripetutosi sporadicamente.

Mai però l’incontro ravvicinato con l’uomo era avvenuto così sottocosta. Esemplari di quella grandezza si aggirano invece più a sud, nelle acque della Sicilia e anche nel Tirreno. Dal punto di vista dei biologi marini gli avvistamenti sono una buona notizia: significa che la specie è in salute anche nel Mediterraneo e che si è spinta in questa zona alla ricerca di cibo.

Fonte: qui

SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 3SQUALO AVVISTATO NELL ADRIATICO 3

giovedì 3 novembre 2016

TERREMOTO INFINITO - I COMUNI COLPITI DAL SISMA SALGONO A 200: IL TRIPLO DI AGOSTO

A CINGOLI (MACERATA) CHIUSO IL VIADOTTO CHE SOVRASTA LA DIGA: “SE CROLLA SARA’ PEGGIO DEL VAJONT”

RENZI A PRECI: “LA SISTEMAZIONE DI CHI HA PERSO CASA E LA RICOSTRUZIONE NON SARANNO BREVI”

Corrado Zunino per la Repubblica

Arriva con il Suv scuro nel giardino della Madonna della Peschiera, il Pallonaro Matteo Renzi. È atterrato con la moglie, in elicottero, al campo di calcio di Preci, erba naturale, e ora stringe mani, dice ai 120 sfollati che resistono nei campeggi e nei centri Caritas «ci siamo e ci saremo », quindi si siede per la messa all’aperto (la chiesa della Madonna della Peschiera, naturalmente, è lesionata).

Dirà il premier: «Giovedì o venerdì licenzieremo il decreto bis sul terremoto, faremo regole per accelerare le procedure, ma la sistemazione di chi ha perso casa e la ricostruzione non saranno cose brevi».

Il problema è che la scossa delle 8.56 di ieri mattina (magnitudo 4.8, la più forte da quella del 6.5 del 30 ottobre) ha ricordato che il sisma è in continua aggressione e ogni sussulto corrode le strutture edilizie. Questo martellamento costante ha prodotto un allargamento del cratere del terremoto straordinario. 

Il decreto legge 189 portato in Consiglio dei ministri il 17 ottobre contava 62 comuni “colpiti dal sisma” in quattro regioni e otto province. Oggi i comuni che hanno segnalato alle loro regioni di aver subito crolli e danni sono 197, oltre il triplo. Le province sono diventate quattordici e sono destinate ad aumentare.

Le Marche sono state le più colpite, soprattutto dalle due scosse di mercoledì scorso con epicentro Castelsantangelo sul Nera e Ussita. I comuni toccati, le cui civili abitazioni saranno ricostruite dallo Stato, erano 30 al momento del decreto, ora sono 108. «Attendiamo nuove segnalazioni da nuovi paesi», spiegano gli uomini del governatore Luca Ceriscioli.

RENZI A PRECIRENZI A PRECI
Solo in provincia di Macerata, ora, sono interessati 50 comuni sui 57 totali. Si sono aggiunti alla lista città universitarie come Camerino, centri da ventimila abitanti come Tolentino, poi San Severino Marche e Porto Recanati che, anche se è sul mare e lontano dall’epicentro, ha registrato una profonda frattura lungo l’Ermo colle leopardiano che ispirò “L’infinito” e crolli nella biblioteca gestita dagli eredi.

A Cingoli, Alto Maceratese, si è creata una situazione preoccupante. Uno dei tre viadotti che sovrasta la diga, il più grande, è stato chiuso dal sindaco. La lesione al pilastro 10, registrata dal 2011, dopo Amatrice è aumentata di un metro e ora è ulteriormente peggiorata. Quattro nuove crepe sono state avvistate nel pilone 11, altre quattro al numero 13. «Ho chiuso il traffico, ma se il viadotto crolla sul lago altroché Vajont», dice Filippo Saltamartini.

castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA
A Fermo i comuni del cratere, dopo il terremoto di Amatrice, erano solo due, adesso i candidati sono ventisei.

Ad Ascoli erano tredici e ora ventiquattro: nella lista entreranno il capoluogo, Folignano e Appignano del Tronto. Il nuovo sisma ha portato crolli in una provincia prima risparmiata, Ancona: sono otto i comuni, Jesi, Senigallia, Fabriano e pure il capoluogo, che potranno rientrare di diritto nel nuovo cratere. In Abruzzo i comuni colpiti erano otto, sono diventati 45.

Oltre a L’Aquila città, le province di Pescara e Chieti: prima non erano state toccate. In Umbria erano 14 e sono 25. In provincia di Perugia gli effetti del sisma hanno toccato Spoleto e Foligno, dove non è raro in questi giorni vedere persone che dormono dentro auto con il motore acceso. Nove sindaci umbri, tra l’altro, hanno chiesto ufficialmente l’ingresso nella lista del “nuovo cratere”.

Nel Lazio erano dieci i comuni, tutti del Reatino, colpiti il 24 agosto, ora sono 13 compresa Rieti città. Poi ce ne sono tre nel Viterbese, tre nel Frusinate e Roma — che fin qui non ha avanzato alcuna pretesa — ha avuto 150 palazzi lesionati (ieri 28 famiglie sono state evacuate da un palazzo al quartiere Flaminio) e chiese come la basilica di San Paolo ferite.
CINGOLI VIADOTTOCINGOLI VIADOTTO

L’area interessata dal nuovo sisma, su un piano geologico, è stata misurata: 130 chilometri quadrati di terreno deformato. 

L’area dei comuni colpiti è molto più vasta e, se si considera che Amatrice ha 69 frazioni, Accumoli 17 e Norcia 30, si comprende come ai 197 comuni colpiti corrispondano migliaia di paesi.

Le scosse hanno dato il colpo di grazia alla chiesa di Ussita, «ormai un edificio pericolante che mi prenderò la responsabilità di far abbattere», ha detto il sindaco Marco Rinaldi. E hanno convinto il sindaco di Accumoli a ordinare l’evacuazione totale. A Castelsantangelo sono rimasti cinque allevatori, a Visso sono arrivati i container docce.

Gli sfollati conosciuti sono 22mila, 17mila nelle Marche, ma è la stessa Protezione civile a spiegare che non tutti comunicano la loro situazione ai comuni di appartenenza. Anche qui i conteggi cresceranno. Oggi nelle zone terremotate arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Fonte: qui

lunedì 31 ottobre 2016

NON AVETE IDEA DI COSA SIGNIFICHI LA SCOSSA RECORD DI IERI MATTINA ... 100MILA SFOLLATI.

UNA MIGRAZIONE EPOCALE, DECINE DI BORGHI RASI AL SUOLO CHE SOLO CON GRANDI DIFFICOLTA' SARANNO RICOSTRUITI. 

CHIUDONO NEGOZI, INDUSTRIE, ALBERGHI

PERSINO A NORCIA, RICOSTRUITA 'BENE' NEL 1997, NON C'È ACQUA POTABILE O ELETTRICITÀ. E POI DOPO AVER RESISTITO A TRE SISMI IN DUE MESI, IL QUARTO PUÒ ESSERE FATALE

C'È UN PEZZO D'ITALIA TRA MARCHE, UMBRIA E LAZIO, CHE NON È PIÙ ABITABILE, È ZONA ROSSA PERMANENTE. E MOLTI, SFINITI, SI SONO ARRESI ALL'IDEA DI PARTIRE PER SEMPRE

1. LA FUGA DALL' INCUBO CENTOMILA SFOLLATI DA MACERIE E POLVERE
Mattia Feltri per la Stampa

Poco prima delle 14 arriviamo a Pieve Torina, provincia di Macerata, insieme al presidente delle Marche, Luca Ceriscioli. Non è facile dare un' idea di che cosa è diventato questo mondo. Questo paese e tutti gli altri, uguali nella desolazione, nella desertificazione, nel silenzio tombale interrotto da quel rullo di tamburi che ogni poco sale da sotto, e lo scuotimento delle case inagibili e dei nervi sempre più fragili.
castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA

Facce rosse di contadini e montanari, insonni, con le moglie e i figli già lontani, le bestie da accudire, nessun posto dove trascorrere la notte. Gli sfollati delle Marche sono circa 28 mila. Quelli dell' Umbria ancora non si sa. Il totale potrebbe arrivare a 100 mila. Soltanto a Norcia circa un terzo dei seimila abitanti è partito coi pullman verso il lago Trasimeno.

Ad Arquata del Tronto, che sta dentro il disastro da due mesi, ieri mattina gli ultimi tenaci abitanti hanno ceduto, basta con questa follia, si sono lasciati alle spalle un paese che a questo punto non c' è più, letteralmente. Sono andati sulla costa picena. A pochi chilometri c' è Accumuli, «sono rimasti in piedi solo tre edifici, anche le frazioni sono rase al suolo», ha detto il sindaco Stefano Petrucci; era lì, ieri mattina, con un centinaio di persone, reduci provvisori dei 667 che costituivano la popolazione prima del 24 agosto.
castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA
Accumuli è isolata sia sul versante di Rieti sia su quello di Ascoli. Appena si libererà la strada, la imboccheranno anche gli ultimi cento.

«Voi non capite, dovete andarvene da qui. Questo bel sole vi sta ingannando, fra pochi giorni farà freddo», dice Ceriscioli a una decina di uomini di Pieve Torina. «Fa già freddo, stanotte c' erano tre gradi», dice uno con gli occhi vitrei e la polvere nei ricci scuri. «Che restate a fare?». «Io ho le bestie, le lascio qui? E chi bada a loro?». «Chi ha le bestie avrà una sistemazione ma tutti gli altri via». «Io ho sessant' anni, ho sempre vissuto qui, se devo morire meglio morire dove sono nato. Dateci le casette».

«Intendiamoci: per le casette di legno servono sette mesi, forse nove. Per i moduli dai due ai tre mesi. E intanto? Dormite in macchina? Liberi di deciderlo ma poi non lamentatevi con noi quando sarà insostenibile». Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, spiega a Ceriscioli che vorrebbe riaprire la scuola, far arrivare ogni mattina con gli autobus i bambini che sono già andati via, da parenti nei centri vicini, o sulla costa, «sennò questa comunità muore».
terremoto norcia magnitudo 6.1TERREMOTO NORCIA MAGNITUDO 6.1

Spiega che i commercianti vorrebbero riaprire i loro negozi ma se tutti se ne vanno, a chi venderanno la loro merce? La più importante fabbrica del paese, che dà stipendio a trentacinque famiglie, dovrebbe riaprire stamattina, ma gli operai dove saranno?

La cattedrale di Norcia crollata (da Twitter)LA CATTEDRALE DI NORCIA CROLLATA (DA TWITTER)
«E' una migrazione epocale», dice Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche, a sud di Ancona. Gli alberghi sono già quasi tutti pieni, il sindaco conta di aprire il migliaio di seconde case lasciate vuote dopo l' estate. «Questa gente è ostinata, ed è la loro forza, e più saliamo in montagna più è ostinata. Ma deve anche capire che più aspetta e più gli toccherà andare lontano, quando si decideranno», dice Ceriscioli. «Andatevene», ha detto il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio.

«Andranno tutti in hotel», ha detto Matteo Renzi. A Fabriano gli sfollati sono trecento, ieri notte hanno dormito nel Palasport e in un treno messo a disposizione delle Ferrovie. L' intero centro storico di Leonessa è stato evacuato. A Ussita, devastata dalla scossa del 26 ottobre, sono rimasti in duecento, prima erano quasi cinquecento. Questa terra a cavallo fra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, circa centomila abitanti, è ridotta a un niente di macerie e case medievali inabitate, sottoposta a un esodo senza senso ma senza alternativa.
Norcia - Terremoto in Italia centraleNORCIA - TERREMOTO IN ITALIA CENTRALE

«Ci sono ancora molte strutture agibili, ma come facciamo? Oggi è cambiato lo scenario, c' è una crisi sismica di cui non conosciamo gli sviluppi. Quando arriverà la prossima scossa distruttiva? E dove? E che danni farà? Bisogna andarsene, non è una deportazione, è una messa in sicurezza per un periodo congruo», dice Catiuscia Marini, presidente dell' Umbria. A Norcia non c' è l' acqua potabile, l' energia elettrica manca in quasi tutta la zona. I paesi attorno - Cascia, Preci - con le botte degli ultimi giorni sono impraticabili o insicuri.

norcia abitanti in piazzaNORCIA ABITANTI IN PIAZZA
Claudio Marsili è un consigliere comunale di Pieve Torina. Cammina attorno a sé, in circolo, e racconta della sua famiglia. «Mia moglie faceva l' infermiera nella casa di cura di Pieve, ma ora gli anziani sono stati trasferiti all' ospedale di Matelica, e lei è là. Mio padre ha 87 anni, ha dormito due notti in macchina, con addosso due coperte e il cappotto e ogni tanto accendeva il motore per scaldarsi. Ora sta arrivando mio fratello da Bra, provincia di Cuneo, e se lo porta con sé e io non so se lo rivedrò. Ho una figlia con un bimbo di tre anni in un paese qua vicino ma non vuole rimanere, è terrorizzata, andrà dall' altra mia figlia a Latina. E io? Io ho promesso al sindaco di dargli una mano. Rimango. Ma la mia famiglia non c' è più, divisa, spezzettata per l' Italia».

crepe sulle montagne dopo il terremotoCREPE SULLE MONTAGNE DOPO IL TERREMOTO
Non c' è più una logica. Si fa fatica a ragionare. Si sente nell' aria la spossatezza, l' esasperazione, nuove ospiti di questi borghi. Due fratelli, qui a Pieve, sono stati divisi dai carabinieri, e non si è nemmeno capito perché litigassero. A Vescia, frazione di Foligno, un uomo è saltato dalla finestra e si è rotto le gambe. A Norcia una donna ha fatto lo stesso ed è ricoverata con un grave trauma cranico. A Norcia c' è stata un' assemblea pubblica e il sindaco è stato violentemente accusato di aver trascurato lo sciame sismico, di non essersi procurato le casette di legno e nemmeno le tende.

«Lo stress non diventi rassegnazione», ha detto Renzi ma è diverso, è molto peggio che rassegnazione, è terrore, è delirio, è orecchio teso al suolo, è certezza che il peggio non è passato, deve ancora arrivare.
crepe sulle montagne dopo il terremotoCREPE SULLE MONTAGNE DOPO IL TERREMOTO

«Su 3 mila e 400 abitanti avrò sette, ottocento sfollati», dice il sindaco di Sarnano. Ad Ancona è stato aperto il palasport, per chi vuole dormire più al sicuro. A Rieti è stato diramato un elenco di parcheggi sicuri dove trascorrere la notte in auto. Dai paesi in provincia di Teramo centinaia di persone sono state ricoverate in alberghi di Giulianova.

Sulla costa, fra Porto Sant' Elpidio, Conero, Marotta e Senigallia, sono arrivate cinquemila richieste di ospitalità. «Ma è un numero che crescerà, e di molto», dicono gli albergatori. Ormai è tardi. Cala il sole su questa terra del finimondo, dove in un intero giorno non si è visto né un cane né un bambino.


2. IL GRANDE ESODO
Fabio Tonacci per la Repubblica

crepe nell asfaltoCREPE NELL ASFALTO
C’è un pezzo d’Italia che non è più abitabile. Che è diventato ostile ai suoi popoli, sempre meno numerosi, sempre più impauriti. La sagoma di questa terra imbizzarrita la vedete sulla mappa dei sismologi: un quadrilatero storto che segue le faglie, nel punto in cui si toccano l’Umbria, il Lazio, le Marche. Un’area di arte e di storia, diventata una zona rossa permanente. Tre terremoti in due mesi stanno piegando anche gli animi più forti, quelli che «il mio paese non lo lascerò mai».

Chi si arrende, sfolla. L’idea di ricostruirsi una vita altrove e abbandonare i paesi si sta diffondendo. I nervi non reggono più, non si vede la fine. Chi non si arrende, rimane nelle tende, chiede allo Stato le casette di legno e i contributi, ma anche le speranze e l’ottimismo dei più duri si sta esaurendo. Contagio sismico lo chiamano gli esperti, e la definizione appare perfetta per raccontare la malattia che cova sotto gli Appennini del Centro Italia. Il 24 agosto il sisma devasta la Valle del Tronto: Amatrice, Accumoli e Arquata vengono semidistrutti. Quasi trecento morti.
amatrice terremoto scossa 30 ottobreAMATRICE TERREMOTO SCOSSA 30 OTTOBRE

Il 26 ottobre il mostro si sposta più su, e dà una spallata a Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera quando già i cittadini erano fuori dalle case. Ieri la scossa più forte, che ha finito il lavoro iniziato due mesi fa: Norcia, Ussita, Preci sono chiusi per terremoto, e rimarranno borghi fantasma per chissà quanto; Castelluccio è stato cancellato; ad Amatrice si è sbriciolato l’ultimo edificio rimasto in piedi, la Torre Civica; Arquata del Tronto è spianata, a parte la rocca del castello.

«Ricostruiremo tutto», dice il premier Matteo Renzi. Ma intanto il cratere si allarga, i tempi del ritorno a un qualche forma di normalità si allungano. Dunque, che fare?

Fonte: qui