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domenica 7 luglio 2019
martedì 18 dicembre 2018
UNA RAGAZZA SI È DATA FUOCO IN UN PIAZZALE ADIBITO A PARCHEGGIO A VADO LIGURE, IN PROVINCIA DI SAVONA.
È SOPRAVVISSUTA MA HA RIPORTATO GRAVISSIME USTIONI
5 ANNI FA IL PADRE SI ERA TOLTO LA VITA NELLO STESSO MODO E NELLO STESSO PIAZZALE, DOPO ESSERSI PRESENTATO A CASA DI BEPPE GRILLO…
Una ragazza di 18 anni si è data fuoco in un piazzale adibito a parcheggio a Vado Ligure (Savona). Soccorsa dal personale del 118 e dai vigili del fuoco, è sopravvissuta riportando però gravi ustioni sul corpo. La ragazza è ricoverata all'ospedale San Martino di Genova. Ancora da chiarire le ragioni del gesto con il quale la ragazza ha emulato il padre: nel 2013 l'uomo, un artigiano di 47 anni, si tolse la vita nello stesso modo e nello stesso piazzale.
Allora il dramma fu causato da gravi motivi di salute e da problemi economici: l'uomo, infatti, era il piccolo imprenditore che nel febbraio 2013, subito dopo le elezioni, si presentò a casa di Beppe Grillo e, ripreso dalle telecamere di tutti i media nazionali, suonò al citofono per chiedere aiuto al leader del MoVimento 5 Stelle.
Fonte: qui
domenica 25 novembre 2018
SUICIDIO O SELFIE ESTREMO? – UNA 14ENNE PRECIPITA DAL SESTO PIANO E MUORE A ROMA.
I GENITORI SCONVOLTI: “NON CI SIAMO ACCORTI DI NULLA, STAVAMO DORMENDO”
L’IPOTESI PIÙ ACCREDITATA È CHE LA RAGAZZINA SI SIA AMMAZZATA. MA AVEVA IL CELLULARE IN MANO E SECONDO GLI INVESTIGATORI POTREBBE ESSERE…
Roma si è svegliata con un grande dolore nel cuore. La notizia è scioccante: una quattordicenne è morta dopo essere precipitata dal sesto piano. Ci troviamo nel quartiere Ostiense, in via della Villa della Lucina, uno stradone che collega via Giustiniano Imperatore a largo delle Sette Chiese, non lontano dalla Colombo.
LA FAMIGLIA - «Non ci siamo accorti di nulla, stavamo dormendo» hanno detto i genitori sconvolti agli agenti di polizia arrivati sul posto. A segnalare il corpo della povera ragazza al 112 è stato un passante alle 9.30: «Correte! C'è una ragazza a terra».
LE IPOTESI - Al momento l'ipotesi più accreditata sembra il suicidio. La giovane aveva il cellulare in mano: tra le ipotesi al vaglio il gesto volontario, magari dopo aver ricevuto un messaggio sgradito, o la caduta accidentale durante un selfie estremo. Non si esclude però neanche la possibilità di un incidente.
LE INDAGINI - Gli agenti sono subito arrivati nella strada e hanno visto l'orribile scena. Poi sono arrivati il magistrato e il medico legale. La polizia e i tecnici stanno cercando di ricostruire l'accaduto.Sul marciapiede qualcuno ha subito portato dei fiori, mazzi colorati per dare l'ultimo saluto alla giovane.
Fonte: qui
venerdì 2 novembre 2018
I GIUDICI D’APPELLO HANNO DECISO DI RIDURRE LA PENA AI DUE RAGAZZI CHE HANNO STUPRATA, UNA RAGAZZA AMERICANA VIOLENTATA IN UNA DISCOTECA DI SORRENTO NEL 2015, RISPETTIVAMENTE 2 ANNI E 2 ANNI E 9 MESI
I DUE HANNO SEMPRE NEGATO LA VIOLENZA, PARLANDO DI SESSO CONSENZIENTE
IL GIORNO DOPO LO STUPRO AVEVANO POSTATO SUI SOCIAL UN SELFIE COL SEGNO DELLA VITTORIA
Accusati di aver violentato una ragazza di New York nel bagno di una discoteca di Sorrento, in primo grado furono condannati dal Tribunale di Torre Annunziata a 3 anni e 4 mesi l’uno, a 4 anni e 4 mesi, l’altro. Ma oggi, per i due giovani campani, Riccardo Capece e Francesco Franchini, i giudici d’Appello hanno deciso per uno sconto di pena. A Franchini, che rispondeva di violenza sessuale e di violenza sessuale di gruppo in concorso, i giudici di secondo grado hanno ridotto la pena a due anni e nove mesi di carcere. La pena di Capece, invece, che rispondeva solo di violenza sessuale, è scesa a due anni. In primo grado Capece ebbe una riduzione pena grazie al risarcimento del danno alla vittima. I due giovani sono stati difesi dagli avvocati Nando Letizia e Romolo Vignola.
Il selfie
Riccardo Capece, studente di Caserta, e Francesco Franchini, di San Nicola La Strada (Caserta), ex calciatore di serie D, all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 20 e 22 anni. Incastrati dalle telecamere di videosorveglianza del locale e dal tatuaggio di uno dei due, furono fermati dai carabinieri e poi finirono ai domiciliari. Accusati dalla turista americana 25enne e dall’amica con la quale era in vacanza, Capece e Franchini hanno sempre negato la violenza, parlando di sesso consenziente. Il giorno dopo lo stupro i due giovani pubblicarono sui social una foto che li ritraeva sorridenti in un ristorante di Nerano, in compagnia di amici: un selfie col segno della vittoria, accompagnato nel post dalle parole « ‘o sol e ‘o mar».
Fonte: qui
domenica 5 agosto 2018
UN MAROCCHINO VIOLENTA UNA MINORENNE IN UN PARCO DI RHO
SI SONO CONOSCIUTI IN UN LOCALE E HANNO BEVUTO TUTTA LA SERA INSIEME, POI ALL’ALBA LUI L’HA AGGREDITA E STUPRATA, PRIMA DI RUBARLE L’IPHONE PER IMPEDIRLE DI CHIAMARE I SOCCORSI
Cristina Bassi per “il Giornale”
Avevano trascorso la serata insieme nei locali, una normale uscita tra un ragazzo e una ragazza poco più che adolescenti.
Poi però lui è diventato violento. Ha approfittato della notte, dell'isolamento di un parco e della fiducia della sua nuova amica. L'ha violentata e picchiata. La vittima è una ragazza di 17 anni, studentessa delle superiori.
È successo pochi giorni fa in un giardino pubblico di Rho, cittadina dell'hinterland di Milano. I carabinieri, dopo una ricerca durata poche ore, hanno arrestato per l'aggressione un 19enne marocchino.
E hanno ricostruito i fatti grazie soprattutto al racconto della giovanissima. Nella serata di domenica la minorenne, un'italiana che frequenta un istituto superiore della città, è uscita con gli amici. In uno dei locali che ha visitato ha conosciuto il ragazzo straniero di due anni più grande.
Deve essere scattata una simpatia, perché lei si è fidata subito. I due hanno girato per bar e chioschi per alcune ore, bevendo insieme probabilmente. Di sicuro il giovane ha bevuto parecchi alcolici.
All'alba di lunedì la coppia ha deciso di andare al parco di via Mazzo, nelle vicinanze non c'era nessuno. Qui il 19enne, ormai ubriaco, ha improvvisamente aggredito la sua vittima. L'ha colta di sorpresa, l'ha buttata a terra e si è buttato sopra di lei. Ne ha abusato sessualmente, la giovane ha provato a opporre resistenza e a divincolarsi con tutte le forze.
Ma è stata riempita di calci e pugni. Prima di scappare lo stupratore le ha strappato il cellulare, un iPhone 5, per impedirle di chiamare aiuto e per evitare l'arresto.
La minorenne, in forte stato di choc, ha chiesto aiuto ai carabinieri della Compagnia di Rho.
Ha raccontato quello che aveva subito ai militari, che hanno raccolto la sua testimonianza e poi l'hanno accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale locale. Dopo le prime medicazioni l'hanno portata al Servizio violenza sessuale della clinica Mangiagalli di Milano per gli accertamenti medici che vengono svolti in queste situazioni.
I primi esiti hanno confermato i fatti denunciati dalla 17enne. La vittima ha anche dato una descrizione piuttosto precisa del suo aguzzino. Sulla base dell'identikit e di altre indagini i militari sono riusciti a identificare il marocchino.
Lo hanno rintracciato nel primo pomeriggio di lunedì. Il giovane si trovava in un bar di corso Europa, sempre a Rho. È stato bloccato e perquisito: addosso aveva ancora il telefonino sottratto alla ragazza.
È stato quindi fermato dai militari con le accuse di rapina e violenza sessuale. Il 19enne ha regolare permesso di soggiorno e ha precedenti per furto e vandalismo. Non per stupro o molestie a sfondo sessuale.
Non risulta che abbia un lavoro né un'abitazione fissa, pare che si faccia ospitare da alcuni conoscenti. È stato portato nel carcere di San Vittore, dove il gip ha già convalidato il suo arresto e la misura della custodia cautelare.
«Non possiamo accettare - interviene il deputato della Lega Paolo Grimoldi - che chi in Italia viene accolto e regolarizzato con il permesso di soggiorno poi commetta reati efferati e raccapriccianti, con la beffa di non poter neppure essere espulso. Dobbiamo rivedere la normativa vigente».
3 Agosto 2018
Fonte: qui
domenica 29 luglio 2018
IL RACCONTO DI UNA RAGAZZA DI AREZZO CHE IN SARDEGNA E’ STATA ABUSATA DA UN VENDITORE AMBULANTE NAPOLETANO
“MI HA STUPRATO IN AUTO POI SI È VANTATO CON GLI AMICI”
“SI È TOLTO LA MAGLIETTA, È USCITO DALL'AUTO ED È VENUTO DIETRO DALLA MIA PARTE. MI HA SCARAVENTATO SDRAIATA SUL SEDILE POSTERIORE E…”
Sergio Rossi per “il Giorno”
«Violentata sul sedile posteriore, la mano a coprire la bocca per impedirmi di gridare»: è il racconto choc della ragazza aretina di 25 anni stuprata a Budoni, in Sardegna, da un venditore ambulante di cocco. Le parole, confermate dall' avvocato della giovane Angelo Magliocchetti, sono state pronunciate davanti al Gip di Nuoro Mauro Pusceddu durante l' incidente probatorio. L' ambulante, 32 anni, di Napoli, è rinchiuso nel carcere di Lanusei.
«L'avevo conosciuto in spiaggia - ha spiegato la ragazza - ci siamo scambiati sms, mi corteggiava ma l'avevo respinto fin dal primo momento». È l'avvocato che ricostruisce le tappe della giornata culminata nell'incubo attraverso il racconto della venticinquenne.
«L' ultima sera prima del ritorno a casa era stata invitata insieme a un'amica a una festa che si sarebbe tenuta in casa del ragazzo. Lei è andata, con l'amica sono scese dall' auto e si sono messe a chiacchierare con i presenti». L'ambulante si siede però nell' auto delle ragazze sul sedile anteriore del passeggero e lì si addormenta. Sono le amiche a svegliarlo, scherzano con lui, «possibile che alla tua età ci si metta a dormire».
L'aretina, che ha anche problemi fisici legati a un recente intervento, si siede nel sedile posteriore, con lo sportello aperto, i piedi appoggiati sul terreno. Gli amici si allontanano di qualche metro, i due restano soli. È qui che comincia il calvario. Ha raccontato la ragazza: «Lui all' improvviso si è tolto la maglietta, è uscito dall' auto ed è venuto dietro dalla mia parte. Mi ha scaraventato sdraiata sul sedile posteriore, è venuto sopra di me». Uno stupro in piena regola: gli sfila i leggins e la violenta con la mano sulla bocca dopo aver chiuso le portiere.
Lì dentro, ormai, non c'è possibilità di difesa. Nelle portiere scatta il meccanismo di sicurezza, sempre attivato perché la giovane aretina è anche madre di un bimbo piccolo. È terrore puro, pochi minuti e il misfatto è compiuto. Torna a intervenire l'avvocato Magliocchetti: «È stato lui a richiamare l'attenzione degli amici bussando sul finestrino dell'auto. Si è anche vantato di quello che aveva combinato».
«Sono rimasta rannicchiata sul sedile - il ricordo della giovane aretina - è arrivata la mia amica, mi ha chiesto se era successo qualcosa, mi sono messa a piangere a dirotto e le ho raccontato tutto». Il resto diventa cronaca giudiziaria: l'amica riporta la ragazza a casa dove c'è la mamma con il nipotino. La donna non ha dubbi, con la figlia va dai carabinieri e denuncia il venditore ambulante che viene arrestato dai carabinieri. Al Gip, la venticinquenne conferma tutto e il giudice respinge l'istanza per gli arresti domiciliari dell'avvocato del ragazzo che si difende nel modo classico: ero convinto che lei fosse consenziente. Non lo era.
Fonte: qui
mercoledì 25 luglio 2018
A NAPOLI UNA TURISTA INGLESE DI 18 ANNI E’ STATA STUPRATA DUE VOLTE: PRIMA DA DUE RAGAZZI CHE L’HANNO TRASCINATA I MACCHINA E POI DA UN TERZO RAGAZZO CHE SI ERA OFFERTO DI DARLE UNA MANO, DOPO LA VIOLENZA
DURANTE L’INCIDENTE PROBATORIO I GIOVANI HANNO DICHIARATO CHE I RAPPORTI ERANO CONSENSUALI…
(ANSA) - Sarebbe stata violentata due volte la stessa sera: prima da due ragazzi a bordo dell'auto di uno dei due e poi, di nuovo, da un terzo ragazzo che ha raccolto la giovane dopo i primi abusi, offrendosi di accompagnarla: vittima una turista inglese di 18 anni, che ha denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine. La vicenda sarebbe avvenuta a marzo, ma è emersa solo oggi nel tribunale di Napoli dove si è svolto l'incidente probatorio con la partecipazione della giovane britannica.
La giovane inglese è arrivata in città accompagnata dal padre e da un diplomatico del Regno Unito. I presunti violentatori della giovane si sono dichiarati innocenti: hanno confermato di avere avuto rapporti con la turista ma sostenendo che fossero consenzienti. Sulla vicenda è in corso un'indagine della Procura di Napoli che contesta ai primi due il reato di violenza sessuale di gruppo e al terzo il reato di violenza sessuale.
sabato 21 luglio 2018
IL RACCONTO DELLA 20ENNE STUPRATA A MILANO DAL TASSISTA ILLEGALE EGIZIANO
DOPO LA SERATA ALL’OLD FASHION, È SALITA NELL’AUTO DELL’UOMO CHE GIÀ CONOSCEVA
LUI L’HA PORTATA IN UN PARCHEGGIO E HA APPROFITTATO DELLA SUA INCOSCIENZA
Cristina Bassi per “il Giornale”
Si è risvegliata nel proprio letto dopo una notte in discoteca e ha capito subito che le era successo qualcosa di brutto. Nella sua mente, ancora annebbiata dal troppo alcol bevuto con gli amici, hanno cominciato ad affiorare alcuni flash.
Uno in particolare: un uomo sopra di lei dentro una macchina. L'amica che l'ha raggiunta e le macchie trovate sui vestiti della sera prima l'hanno convinta ad andare dai carabinieri e denunciare lo stupro subito.
È così che i militari della Compagnia Milano Duomo hanno arrestato per violenza sessuale Ahmed Nabawy Ahmed Elshebbiny, tassista abusivo di 61 anni nato in Egitto con cittadinanza italiana (è nel nostro Paese dagli anni Ottanta).
«La vittima, una studentessa di 20 anni - spiega il capitano Renato Puglisi - si è presentata da noi nel pomeriggio dello scorso 16 giugno. I suoi ricordi della notte appena trascorsa, anche se frammentari, sono stati preziosi per individuare l'aggressore».
La giovane ha raccontato di aver passato la serata con gli amici alla discoteca Old Fashion, la stessa davanti alla quale alcuni giorni fa è stato accoltellato Niccolò Bettarini, per una festa di compleanno.
Ha ammesso di avere bevuto molto e di essere uscita poco prima delle 5, sola e completamente ubriaca. È salita sull'auto dell'uomo che conosceva già, perché altre volte l'aveva accompagnata a casa, anche insieme ad altre persone.
Il 61enne l'ha portata in un parcheggio appartato e ha abusato di lei approfittando del suo stato di incoscienza. I frammenti che la vittima ricorda: lui che la tocca, un luogo con alberi e un cartello stradale, la luce dell'alba, quell'uomo sopra di lei sul sedile del passeggero e poi sempre lui che scende per pulire il sedile, il colore grigio dell'utilitaria e quelle frasi pronunciate dopo la violenza.
«Questa cosa resta tra di noi, io ti voglio bene», le dice riaccompagnandola a casa. E quando lei chiede di pagare la corsa: «No, non ti preoccupare...».
La ragazza crolla sul letto, quando si sveglia comincia a ricostruire. Si confida con due amici. «Nonostante quello che aveva subito, sorprende la precisione dei particolari riportati dalla vittima», sottolinea il procuratore aggiunto Letizia Mannella che ha coordinato le indagini insieme al pm Gianluca Prisco.
Il racconto è definito «pienamente attendibile» dal gip Alessandra Simion, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le conferme sono arrivate dalle analisi del Soccorso violenza sessuale della clinica Mangiagalli e da quelle del Ris di Parma: il Dna dell'arrestato corrisponde a quello estrapolato dalle tracce biologiche sugli abiti della giovane. Ahmed Elshebbiny, vedovo e con figli, ha vecchi precedenti penali per furto.
I carabinieri lo hanno trovato grazie alle indicazioni della 20enne cui lui aveva lasciato il numero di cellulare. Era a casa, ha aperto la porta credendo che a bussare fosse il portiere. In passato aveva già fatto apprezzamenti alla studentessa stuprata: «Quanto sei bella, mi ricordi una mia ex fidanzata. Vuoi dormire da me? Ho una stanza libera». Gli investigatori indagano ancora, sospettano che Ahmed possa aver fatto altre vittime.
Fonte: qui
LEGATA, IMBAVAGLIATA E STUPRATA PER ORE
A PIACENZA UNA BARISTA CINESE È RICOVERATA SOTTO CHOC DOPO ESSERE STATA VIOLENTATA NEL SUO LOCALE
UN UOMO SI È PRESENTATO NEL BAR E L’HA IMMOBILIZZATA. A CHIAMARE I SOCCORSI SONO STATI I VICINI, CHE L’HANNO SENTITA URLARE…
I carabinieri hanno già ascoltato diverse persone e isolato la zona antistante il bar di viale Dante per acquisire elementi utili all’identificazione dell’uomo.
LEGATA, IMBAVAGLIATA E STUPRATA PER ORE
A PIACENZA UNA BARISTA CINESE È RICOVERATA SOTTO CHOC DOPO ESSERE STATA VIOLENTATA NEL SUO LOCALE
UN UOMO SI È PRESENTATO NEL BAR E L’HA IMMOBILIZZATA. A CHIAMARE I SOCCORSI SONO STATI I VICINI, CHE L’HANNO SENTITA URLARE…
Legata, imbavagliata e stuprata per ore da un uomo. È la denuncia di una barista cinese di Piacenza, ora ricoverata sotto choc in ospedale.
Secondo il racconto della vittima ai carabinieri, che sono sulle tracce dell’aggressore, l’uomo si sarebbe presentato nel locale la sera del 18 luglio poco prima della chiusura, mentre la vittima era da sola, e dopo averla immobilizzata avrebbe abusato di lei.
Le grida sono state udite dai vicini che hanno chiamato i soccorsi. Al momento sulla vicenda, di cui ha dato notizia la stampa locale, c’è forte riserbo da parte degli investigatori e della procura, che ha affidato il caso al pm Emilio Pisante.
I carabinieri hanno già ascoltato diverse persone e isolato la zona antistante il bar di viale Dante per acquisire elementi utili all’identificazione dell’uomo.
Fonte: qui
giovedì 19 luglio 2018
A PALERMO UNA RAGAZZA DI 23 ANNI È STATA AGGREDITA DAL SUO CANE, UN PITBULL, CHE LE HA STACCATO IL BRACCIO DESTRO IN TRE PARTI
“NON VOGLIO MORIRE” URLAVA LA VITTIMA CHE È STATA SOCCORSA DALLA MADRE, ANCHE LEI RIMASTA FERITA
LA GIOVANE È SOTTOPOSTA A UN INTERVENTO DI CHIRURGIA PLASTICA CHE PERÒ NON LE PERMETTERÀ DI RECUPERARE L'ARTO…
Silvia Iacono per "www.gds.it"
Un pitbull ha aggredito la sua padrona, F.A. di 23 anni, staccandole il braccio destro. È accaduto in via Agnetta all’altezza del civico 91 nella zona di Villagrazia a Palermo. A salvarla l'intervento della madre, G.D.L., 52 anni, anche lei ferita anche se lievemente.
La ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata all’ospedale Civico dove è sottoposta a un intervento di chirurgia plastica che però non le permetterà di recuperare l'arto. In queste ore i medici stanno intervenendo sulla ferita.
Alla centrale operativa dei vigili urbani sono arrivate diverse segnalazioni di un cane aggressivo che impauriva i passanti. I vigili urbani lo hanno individuato e una squadra del canile municipale lo ha circondato e catturato.
E' drammatico il racconto dei testimoni che hanno assistito all'aggressione del pitbull alla ragazza di 23 anni nel quartiere di Villagrazia a Palermo. La giovane ha perso l'uso dell'arto.
Alcuni hanno aiutato la 23enne a liberarsi dal cane che mentre veniva azzannata gridava: "Non voglio morire". Secondo i testimoni il braccio è stato staccato in tre parti.
Escalation di casi di aggressioni di cani tra Palermo e provincia. Tre negli ultimi giorni. Ieri un bambino è stato morso da un randagio sul lungomare di Porticello a Santa Flavia. Il piccolo stava giocando quando l’animale, un grosso cane di colore nero, lo ha ferito alla testa, al volto e alle gambe. E' stato trasportato all’ospedale dei Bambini di Palermo dove i medici lo stanno medicando.
Due giorni fa una bambina di due anni, invece, è stata morsa al volto in via Impastato a Bagheria. Sono stati necessari 19 punti di sutura per ricucire la ferita provocata dal cane.
Fonte: qui
venerdì 13 luglio 2018
A SPERLONGA UNA RAGAZZA DI 13 ANNI MUORE ANNEGATA DOPO ESSERE STATA RISUCCHIATA DAL BOCCHETTONE DELLA PISCINA
ERA IN VACANZA CON LA FAMIGLIA AL GRAND HOTEL VIRGILIO E STAVA FACENDO UN BAGNO QUANDO…
Rinaldo Frignani per https://roma.corriere.it/
È morta nonostante i tentativi dei medici del Policinico Gemelli di salvarle la vita dopo il ricovero avvenuto ieri pomeriggio.
Una ragazza di 13 anni di Morolo, nel frusinate, è deceduta per le conseguenze di un incidente all’apparenza assurdo avvenuto nella piscina del Grand Hotel Virgilio, a Sperlonga, dove la tredicenne si trovava in vacanza con la famiglia.
La ragazzina è stata aspirata dal bocchettone subacqueo per il ricambio dell’acqua che le ha impedito di tornare in superficie. Attimi terribili prima dell’intervento di un turista americano e di altre persone che sono riusciti a staccarla dell’impianto.
I soccorsi
In arresto cardiaco, la giovane è stata soccorsa da un medico che è riuscito nella procedura di rianimazione affidandola poi al 118 per il trasporto d’urgenza al Gemelli.
Ma alle quattro di notte la tredicenne è morta. Sul caso indagano ora i carabinieri della compagnia di Sperlonga e del reparto operativo di Latina.
Impianti sequestrati
Sentiti i responsabili dell’albergo e gli addetti alla manutenzione della piscina per capire se ci siano sistemi di sicurezza nella vasca e perché non siano entrati in funzione. Nel frattempo sono state sequestrate le componenti dell’impianto.
A Morlupo un altro incidente
I carabinieri stanno inoltre indagando a Morlupo sull’incidente che è invece quasi costato la vita il 2 luglio scorso a un bambino romano di quattro anni all’interno dell’Universal Campus.
Il piccolo, secondo una prima ricostruzione dei militari dell’Arma, è caduto in circostanze ancora da chiarire nella piscina senza indossare i braccioli, nonostante le raccomandazioni del papà che aveva riferito agli assistenti e agli animatori del circolo estivo che suo figlio non sapesse nuotare.
In quel momento in piscina si trovavano una ventina di bambini. Il bimbo è stato soccorso, rianimato e trasferito in codice rosso al Policlinico Gemelli dove è rimasto per giorni in terapia intensiva.
Fonte: qui
Sara è morta in una piscina abusiva
Ora che Sara è morta, a 13 anni, mentre faceva i tuffi in piscina, risucchiata dal bocchettone che portava l’acqua a una vasca idromassaggio, la cronaca riferisce che quella piscina era abusiva. Che doveva essere già stata demolita. Che l’albergo quattro stelle “Virgilio” di Sperlonga aveva subito, tra il 2014 e il 2016, diversi sequestri per abusivismo edilizio. Però la piscina era ancora lì. Ancora gli ospiti dell’albergo ci facevano il bagno.
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
E allora viene da chiedere: perché quella piscina abusiva non era stata demolita?
© ANSA
Sara è morta in una piscina abusiva
Chi é e come si chiama, o si chiamano, i responsabili della demolizione? La parola “abusivo” , in Italia, ha ormai cambiato il suo significato. “Abusivo” significa qualcosa o qualcuno che viola la legge, che talvolta la Legge ( dopo regolari e lunghi processi) condanna e punisce. E che continua così come è. Di recente, la Corte Europea di Strasburgo ci ha sanzionato per la demolizione dell’ecomostro abusivo di Punta Perotti, a Bari. L’Italia, hanno detto i Giudici europei, ha violato la proprietà privata espropriando i terreni.
Pendono altre quattro cause analoghe presso la stessa Corte. Immagino autorevoli giuristi che sul tema cercano una soluzione. Un abuso edilizio si può fare se il terreno è mio? La proprietà privata è esente dal rispetto della pubblica legge su cui la comunità fonda il vivere civile? Quante piscine abusive, condomini abusivi, edifici abusivi ci sono in Italia? E chi controlla che non diventino trappole di morte?
Fonte: qui
E' MORTA PER ANNEGAMENTO SARA FRANCESCA BASSO, LA 13ENNE DECEDUTA DOPO UN BAGNO NELLA PISCINA IN UN ALBERGO DI SPERLONGA.
E' QUANTO EMERGEREBBE DAI PRIMI RISULTATI DELL'AUTOPSIA
E' morta presumibilmente per annegamento Sara Francesca Basso, la 13enne deceduta dopo un bagno nella piscina in un albergo di Sperlonga. E' quanto emergerebbe dai primi risultati dell'autopsia effettuata stamattina all'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata a Roma.
Dall'esame autoptico non sarebbero emersi segni che possano supportare l'ipotesi di un malore. Per avere un quadro più preciso bisognerà attendere i risultati degli esami istologici che saranno pronti a giorni.
Fonte: qui
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