9 dicembre forconi: turista
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giovedì 25 ottobre 2018

SAN LORENZO SENZA PACE - A POCHE CENTINAIA DI METRI DA DOVE E’ STATA UCCISA DESIREE MARIOTTINI, UNA 30ENNE INGLESE E’ STATA STUPRATA IL 6 OTTOBRE SCORSO


LA DONNA E’ STATA AGGREDITA, IN PIENO GIORNO, ACCANTO ALLE MURA DEL CIMITERO DEL VERANO DA UN NORDAFRICANO CHE E’ ANCORA RICERCATO DALLA POLIZIA... 

E COSA FA IL COMUNE? VIETA IL CONSUMO IN STRADA DI ALCOLICI DOPO LE 21...

Rinaldo Frignani per www.corriere.it

San Lorenzo, terra di nessuno. Rione sempre più pericoloso, soprattutto per donne e ragazze sole. La tragedia di Desirée Mariottini, la sedicenne stuprata e uccisa nel palazzo diroccato in via dei Lucani, ha alzato il velo su altri gravissimi episodi accaduti nella zona, «il triangolo delle Bermuda», come lo chiamano i residenti. Ed è emersa così un’altra storia di violenza sessuale.

VERANO - VIOLENZA SESSUALE SU UNA 30ENNE BRITANNICAVERANO - VIOLENZA SESSUALE SU UNA 30ENNE BRITANNICA
Il 6 ottobre scorso una trentenne inglese, a Roma per seguire alcuni corsi per diventare insegnante, ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da un nordafricano nei pressi del muro di cinta del cimitero monumentale del Verano. A pochi passi c’è un accampamento con roulotte più volte sgomberato, ma poi sempre riformato.

Allo stupro, avvenuto in pieno giorno, ha assistito un abitante della zona che, avendo capito cosa stava accadendo fra le auto parcheggiate, si è avvicinato. A quel punto un nordafricano, che fino a qualche istante prima teneva bloccata una donna, si è ricomposto ed è fuggito, non prima di aver tentato di giustificarsi. «È la mia fidanzata», ha detto.

stuproSTUPRO
Ma non era vero. La giovane, terrorizzata, è stata presa in consegna dai carabinieri che l’hanno accompagnata al policlinico Umberto I. È scattato il «codice rosa», il protocollo antiviolenza in casi come questi, e la trentenne ha poi presentato denuncia. Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate subito e in poche ore gli investigatori avrebbero identificato l’aggressore che tuttavia da quel giorno è irreperibile. Non è ancora chiaro come lui e la vittima si siano conosciuti e quando.

Paura, degrado, infiltrazioni della malavita organizzata. Lo stupro e la morte di Desirée in via dei Lucani ha spinto la sindaca Virginia Raggi a vietare il consumo di alcolici in strada dopo le 21, limitarne la vendita da parte dei «negozietti» e intensificare i controlli «con l’aiuto della polizia».
DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINI

In quel «triangolo» accade di tutto secondo i residenti di via dei Lucani. Affari sporchi legati alla droga che si allungano fino a piazza Bologna e alla stazione Termini. A confermarlo è la Tunda Orange Immobiliare, di cui è amministratore unico Valerio Veltroni, fratello maggiore dell’ex sindaco Walter, proprietaria dell’immobile dove è morta Desirée, affidato dal 2015 a un custode giudiziario.

«La società - scrivono in una nota i vertici dell’azienda - non ha la disponibilità né l’accesso all’immobile. Dal 17 settembre 2016 fino al settembre 2018, le forze di polizia hanno effettuato almeno 7 interventi di sgombero o di individuazione e di arresto di persone irregolari che occupavano o compivano atti delittuosi nello spazio di via dei Lucani 22.

OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATIOMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI
Nel maggio di quest’anno la società aveva richiesto al custode di poter accedere all’area per effettuare gli interventi di messa in sicurezza degli spazi, rilevando, anche a seguito delle riunioni sollecitate dalla stessa società e ottenute in sede di II Municipio, un importante problema di ordine pubblico». E ancora: «Negli ultimi quattro anni, analizzando la serie impressionante di fatti delittuosi non casuali, è evidente che ci troviamo di fronte a un tentativo da parte di delinquenti organizzati di assumere il controllo di un territorio».

Fonte: qui

domenica 26 agosto 2018

RIMINI – STUPRATA UNA TURISTA TEDESCA: INDAGATI DUE ALLIEVI AGENTI DI POLIZIA

IL FATTO SAREBBE ACCADUTO IN UN ALBERGO 

PER I GIOVANI DI 21 E 23 ANNI DELLA SCUOLA DI BRESCIA È STATA AVVIATA LA PROCEDURA DI SOSPENSIONE: SE RICONOSCIUTI COLPEVOLI POTREBBERO ESSERE DESTITUITI E NON PRENDERE MAI SERVIZIO 

IL COMUNE DI RIMINI SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE

stupro riminiSTUPRO RIMINI

Due giovani di 21 e 23 anni sono indagati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una turista tedesca. I due ragazzi, studenti della Scuola per allievi agenti di Polizia di Brescia, sono stati identificati dalla Polizia di Stato di Rimini. Il fatto è accaduto ieri nel tardo pomeriggio nella camera di un ostello della città adriatica. Gli accertamenti della Polizia di Stato si sono prolungati fino a tarda notte alla presenza del sostituto procuratore Davide Ercolani in Questura fino alle quattro per sentire vittima e testimoni.

Procedura di sospensione
Per i due giovani è stata avviata la procedura di sospensione dalla scuola allievi agenti di polizia di Stato di Brescia. La procedura viene attivata dal direttore della scuola, e ratificata dalla direzione del personale di Roma. Qualora dovessero essere accertate le responsabilità dei due allievi, i due ragazzi potrebbero essere destituiti e non prendere mai servizio.

Il Comune: «Parte civile se confermate ipotesi
Il Comune di Rimini ha commentato la notizia spiegando che, «pur dovendo fare i conti con informazioni ancora frammentarie», l’amministrazione «auspica che sia fatta in tempi rapidi piena luce» sull’episodio, ribadisce «la totale vicinanza, solidarietà, sostegno e aiuto a ogni donna che sia oggetto e vittima di qualsiasi tipo di violenza, a partire dalla più brutale e vigliacca, quella sessuale» e precisa che «qualora i riscontri degli investigatori confermassero le prime ipotesi» il Comune «si costituirà parte civile nei confronti dei responsabili».

Fonte: qui

A RIMINI UNA TURISTA TEDESCA VIENE COSTRETTA A UN RAPPORTO DI GRUPPO DA DUE ALLIEVI DI UNA SCUOLA DI POLIZIA. 
LA QUESTURA: NON INDOSSERANNO MAI LA DIVISA. 
LORO SI DIFENDONO: ERA CONSENZIENTE
Franco Giubilei per “la Stampa”

Nuovo caso di stupro a Rimini, solo che stavolta i presunti autori sono giovani italiani che, per la scelta di vita che hanno fatto, dovrebbero dare l' esempio: a essere accusati di violenza sessuale di gruppo, invece, sono due allievi siciliani della Scuola di polizia di Brescia di 21 e 23 anni che, nel tardo pomeriggio di sabato, avrebbero abusato di una turista tedesca.

La ventenne, che ieri ha fatto ritorno in Germania insieme alle amiche, sarebbe stata violentata nella camera dell' ostello della gioventù dov' erano alloggiati gli aspiranti poliziotti e dove anche lei occupava una camera insieme con due coetanee.

I due ventenni, denunciati a piede libero, sono già tornati a Brescia dove di certo li aspetta un provvedimento disciplinare severo, in attesa che le indagini accertino le loro responsabilità penali: la sospensione e, con buona probabilità, l' espulsione. In ogni caso, fanno sapere dalla questura di Rimini, è praticamente escluso che indosseranno mai la divisa della polizia di Stato.

L' incontro
La vittima è una studentessa che si trovava in vacanza a Rimini da una settimana con due amiche. La conoscenza con i due italiani è nata all' interno dell' ostello in cui le ragazze tedesche avevano preso una stanza vicina a quella dei giovani allievi.

Fonti di polizia rivelano che i primi contatti fra i due gruppi ci sono stati venerdì, quando la pioggia battente ha trattenuto gli ospiti dentro la struttura.

Sempre il maltempo, sabato pomeriggio, ha favorito un nuovo incontro, stavolta nella camera degli allievi: le tre ragazze ci sono andate e hanno bevuto qualcosa insieme agli altri, passando il tempo a chiacchierare, poi due di loro sono rientrate nella loro stanza, lasciando la ventenne da sola coi due amici, sicuramente senza immaginare che cosa stava per capitarle.

Quando è riuscita a uscire, la ragazza ha raccontato alle amiche di essere stata costretta a un rapporto sessuale di gruppo e ha chiesto aiuto al responsabile della struttura, che ha chiamato la polizia. Secondo gli investigatori non era ubriaca, ma saranno le analisi del sangue a chiarire questo aspetto.

Verso le 18 gli agenti della squadra mobile di Rimini sono intervenuti per identificare i due giovani, seguiti dagli esperti della scientifica che hanno esaminato la stanza. Gli inquirenti, coordinati dal pm Davide Ercolani, hanno lavorato fino a tarda notte per ricostruire la dinamica dell' aggressione: dopo aver ascoltato le tre amiche e aver avviato gli accertamenti medico-legali sui reperti, sono scattate le denunce per violenza sessuale.

La vittima è stata accompagnata subito al pronto soccorso, dove i medici hanno trovato riscontri al suo racconto. Gli indagati pare sostengano che la ragazza fosse consenziente, ma secondo fonti investigative il quadro delle accuse a loro carico è «abbastanza chiaro».

Nei confronti dei due allievi il direttore della Scuola agenti di polizia di Brescia ha già avviato la procedura di sospensione, ratificata dalla direzione del personale a Roma. Se le loro responsabilità saranno confermate, saranno espulsi dalla scuola e non prenderanno mai servizio.

Il Comune di Rimini ha espresso solidarietà alla vittima e si costituirà parte civile nell' eventuale processo. 

Fonte: qui

mercoledì 25 luglio 2018

A NAPOLI UNA TURISTA INGLESE DI 18 ANNI E’ STATA STUPRATA DUE VOLTE: PRIMA DA DUE RAGAZZI CHE L’HANNO TRASCINATA I MACCHINA E POI DA UN TERZO RAGAZZO CHE SI ERA OFFERTO DI DARLE UNA MANO, DOPO LA VIOLENZA

DURANTE L’INCIDENTE PROBATORIO I GIOVANI HANNO DICHIARATO CHE I RAPPORTI ERANO CONSENSUALI…

(ANSA) - Sarebbe stata violentata due volte la stessa sera: prima da due ragazzi a bordo dell'auto di uno dei due e poi, di nuovo, da un terzo ragazzo che ha raccolto la giovane dopo i primi abusi, offrendosi di accompagnarla: vittima una turista inglese di 18 anni, che ha denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine. La vicenda sarebbe avvenuta a marzo, ma è emersa solo oggi nel tribunale di Napoli dove si è svolto l'incidente probatorio con la partecipazione della giovane britannica.

stupro 4STUPRO
La giovane inglese è arrivata in città accompagnata dal padre e da un diplomatico del Regno Unito. I presunti violentatori della giovane si sono dichiarati innocenti: hanno confermato di avere avuto rapporti con la turista ma sostenendo che fossero consenzienti. Sulla vicenda è in corso un'indagine della Procura di Napoli che contesta ai primi due il reato di violenza sessuale di gruppo e al terzo il reato di violenza sessuale.

sabato 19 maggio 2018

A SORRENTO, CRESCONO I SOSPETTI CHE LO STUPRO DI GRUPPO A UNA TURISTA INGLESE NON SIA UN CASO ISOLATO

ALL'ATTENZIONE DELLA PROCURA C'È ANCHE LA DENUNCIA DI UN’ALTRA TURISTA INGLESE CHE, DOPO UNA VACANZA A POMPEI ALLA FINE DEL 2015, AVEVA RACCONTATO DI AVER SUBITO ABUSI DOPO ESSERE STATA NARCOTIZZATA

Estratto dell’articolo di Dario Del Porto per “la Repubblica”

uno degli indagati per lo stupro di sorrentoUNO DEGLI INDAGATI PER LO STUPRO DI SORRENTO
[…] La turista inglese vittima di una terribile violenza di gruppo consumata in un albergo di Meta di Sorrento potrebbe non essere stata l' unica a subire abusi dopo essere stata narcotizzata con la cosiddetta "droga dello stupro". […] gli inquirenti della procura di Torre Annunziata si stanno chiedendo […] se quanto accaduto ad ottobre 2016 si sia verificato altre volte. […] la vittima è stata narcotizzata il giorno prima della partenza per l'Inghilterra, il branco sembra aver agito in modo tutt' altro che improvvisato, alcuni di loro condividevano una chat denominata "cattive abitudini".

raffaele regio ciro d antonioRAFFAELE REGIO CIRO D ANTONIO



[…] All'attenzione della procura […] c'è anche la denuncia (di cui ha riferito il quotidiano il Mattino) di una turista inglese che, tornata in patria dopo una vacanza a Pompei alla fine del 2015, aveva raccontato di aver subito abusi dopo essere stata narcotizzata, senza però fornire dettagli. Gli atti in Italia sono stati trasmessi solo nel 2017, rendendo molto complesse le indagini. Dopo una prima richiesta di archiviazione, il gip ha disposto ulteriori accertamenti.

[…] Anche la direzione dell' hotel Alimuri è determinata «a costituirsi parte civile» ed esprime «piena vicinanza alla vittima». La struttura, che non è coinvolta nelle indagini, ricorda di aver subito licenziato l'unico dipendente ancora in servizio al momento dell' arresto. « Anche noi abbiamo il primario interesse affinché si faccia chiarezza».
gli accusati di stupro sorrentoGLI ACCUSATI DI STUPRO SORRENTO

Don Francesco Guadagnuolo, il parroco della basilica di Santa Maria del Lauro, racconta di una comunità « indignata e offesa. Preghiamo innanzitutto per la vittima. Poi, siccome Papa Francesco ci ha ricordato che dobbiamo essere misericordiosi con tutti, anche per quei ragazzi. Ma questo non significa giustificare un atto ignobile, anzi. È doveroso che la giustizia faccia il suo corso.

sorrento turista violentataSORRENTO TURISTA VIOLENTATA



C'è tanta amarezza, la nostra città è profondamente solidale. Qui, in questa chiesa, abbiamo accolto una famiglia di profughi siriani che viene aiutata da tutti e ora si sta integrando». È una bella giornata di sole, in Penisola sorrentina. Sulle spiagge ci sono già gli ombrelloni, il mare è tranquillo. Un paradiso offeso da un pugno di demoni. Sembra di sentirlo, l' appello disperato di quella donna che chiede giustizia: «Nessun essere umano merita di subire quello che successo a me». […]

Fonte: qui

lunedì 14 maggio 2018

Turista inglese drogata e violentata: in manette cinque dipendenti di un hotel in costiera sorrentina



META - Violenza sessuale aggravata dalla somministrazione di sostanze stupefacenti: ecco l'ipotesi formulata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata a carico di cinque tra dipendenti ed ex dipendenti di un albergo di Meta - il Mar Hotel Alimuri - arrestati dai poliziotti del commissariato di Sorrento e della squadra mobile di Napoli alle prime luci dell'alba. Secondo i pm oplontini, nell'ottobre del 2016 gli uomini avrebbero prima drogato con la cosiddetta «droga dello stupro» (Z-drugs e benzodiazepine) e poi abusato in gruppo di una turista inglese ospite della struttura ricettiva. 

In carcere sono finiti Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D'Antonio. 
 



I fatti accaddero durante l'ultima sera di permanenza della donna nell'hotel, quando due dei cinque arrestati, barman in servizio presso la struttura alberghiera, offrivano alla donna 50enne e a sua figlia un drink contenente la «droga da stupro». Le attenzioni venivano, quindi, concentrate sulla sola cinquantenne, che veniva condotta nell'adiacente locale piscina, dove entrambi i barman abusavano di lei. Consumata la prima violenza la donna veniva data in consegna a un altro dipendente dell'hotel che la conduceva all'interno di una stanza alloggio del personale, dove ad attenderla vi era un numero imprecisato di uomini - almeno una decina - molti dei quali nudi, che a turno usavano violenza sessuale su di lei. La donna veniva anche fotografata e ripresa dal branco con i telefonini. Ultimata la violenza di gruppo, uno di loro poi la riaccompagnava al piano della stanza.

Rientrata in Gran Bretagna la donna denunciava l'accaduto alla polizia del Kent: qui veniva sottoposta al prelievo di campioni biologici e ad accertamenti medico legali, durante i quali i sanitari britannici rilevavano lividi ed ecchimosi su tutto il corpo della donna. È stato possibile pervenire all'identificazione solo di alcuni dei componenti del gruppo, tutti dipendenti dell'hotel, prima attraverso l'esame dei dispositivi sequestrati al personale maschile in servizio presso la struttura, da cui è emersa una chat chiamata «Cattive abitudini», dove gli autori dello stupro commentavano l'accaduto, nonché altri scambi di messaggi contenenti anche le foto della donna durante la violenza; il rilevamento della presenza del Dna degli indagati sul corpo della vittima ed in particolare sulle aree interessate dalla violenza; la foto dei due barman scattata dalla cittadina britannica con il proprio telefonino; la presenza di un tatuaggio a forma di corona sul collo di uno degli autori dello stupro, così come descritto dalla vittima.

L'esame tossicologico sui campioni biologici della donna (urina e capelli) ha inoltre fatto emergere la somministrazione - nel periodo temporale coincidente con il denunciato stupro - di sostanze appartenenti alle classi farmacologiche meglio conosciute come «droga da stupro» in grado di alterare la capacità di autodeterminazione della vittima e la sua capacità di reazione. 


Fonte: qui

venerdì 4 maggio 2018

INDIA, UNA TURISTA 33ENNE DI ORIGINI LETTONI VIENE DROGATA, VIOLENTATA E DECAPITATA

IL SUO CORPO, IN AVANZATO STATO DI DECOMPOSIZIONE, RITROVATO APPESO A TESTA IN GIÙ IN UNA FORESTA

A FEBBRAIO LA DONNA ERA ANDATA NEL PAESE PER CURARE LA DEPRESSIONE IN UN CENTRO AYURVEDICO 

Biagio Chiariello per “Fanpage”

liga skromane 1LIGA SKROMANE 
Si era recata in India per provare a curare la sua depressione, ma ha finito per essere drogata, violentata e poi decapitata prima che il suo corpo fosse trovato appeso a testa in giù in una foresta.

Liga Skromane, 33enne di origini lettoni, che viveva a Dublino, in Irlanda, da cinque anni con la sua compagna, era arrivata nello stato indiano del Kerala con sua sorella a febbraio. Sperava di essere curata in uno dei centri ayurvedici per i quali la zona è famosa, secondo NDTV.

Ma è scomparsa alcune settimane dopo essere arrivata in una zona rurale dopo aver lasciato il centro per visitare una spiaggia. Il suo corpo in decomposizione è stato trovato vicino una foresta di mangrovie a Thiruvallam il 21 aprile scorso.

liga skromane 2LIGA SKROMANE 



Giovedì, – lo stesso giorno dei suoi funerali celebrati a Thiruvananthapuram, la polizia ha rivelato che la 33enne sarebbe stata adescata da due uomini, che l’hanno drogata e stuprata prima di ucciderla, come confermato dall’autopsia sul corpo della vittima. Due persone sono state già fermate dalle autorità.

Si tratterebbe di due pusher, di cui uno con precedenti per violenze sessuale, hanno riferito fonti a NDTV.
i parenti di liga skromane 3I PARENTI DI LIGA SKROMANE 

Un'epidemia di stupri in India. 

L’inquietante fatto di cronaca arriva dopo il caso delle due adolescenti violente in incidenti separati sempre in India negli ultimi quattro giorni.

I giornali locali hanno evidenziato come nell’ultimo periodo si possa parlare di “un'epidemia di stupri” nel Paese che sembra non mostrare segni di diminuzione nonostante le pene più severe introdotte il mese scorso.

Una delle vittime era una ragazza di 16 anni che si è suicidata dopo essere stata violentata da otto uomini domenica nel distretto di Nuh, nello stato settentrionale di Haryana, secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario della polizia Nazneen Bhasin.
STUPRO INDIASTUPRO INDIA

Martedì invece una donna di 19 anni è stata violentata da cinque uomini, tra cui l'autista di un risciò automatico. Gli incidenti arrivano meno di un mese dopo che l'India ha approvato la pena di morte per lo stupro di ragazze di età inferiore ai 12 anni. Fonte: qui

sabato 21 ottobre 2017

CADE UN PEZZO DELLA NAVATA NELLA BASILICA DI SANTA CROCE: MUORE UN TURISTA SPAGNOLO

L’INCIDENTE PROVOCATO DAL DISTACCO DI UN GROSSO FRAMMENTO DI CAPITELLO CHE AVREBBE COLPITO L’UOMO ALLA TESTA


Un turista spagnolo di 52 anni è morto colpito da un elemento architettonico caduto dalla sommità di una navata della Basilica di Santa Croce a Firenze. Secondo quanto trapelato sarebbe caduto un pezzo di capitello abbastanza grande. Il distacco è avvenuto da una ventina di metri di altezza e il turista sarebbe stato colpito alla testa. 

Inutili i soccorsi prestati: il personale del 118 ha tentato a lungo manovre di rianimazione. All’interno della chiesa, oltre alla vittima, c’era anche la moglie, che ha assistito impotente alla tragedia. Ora è in stato di choc. 

basilica santa croce firenzeBASILICA SANTA CROCE FIRENZE
La basilica resta chiusa fino a domani per gli accertamenti di rito.  

19 Ottobre 2017

Fonte: qui





UNA SETTIMANA FA L’ULTIMA VERIFICA ALLA PARTE DI BASILICA DOVE IERI E’ AVVENUTO IL CROLLO FATALE  

IL CASO DI SANTA CROCE FA SCATTARE IL CAMPANELLO D'ALLARME: RISORSE AL LUMICINO E BUROCRAZIA RENDONO DIFFICILE ANCHE SOLO LA MANUTENZIONE ORDINARIA DI OLTRE 700 CHIESE
Laura Larcan per ‘Il Messaggero’

Tragedia nella Basilica di Santa Croce a FirenzeTRAGEDIA NELLA BASILICA DI SANTA CROCE A FIRENZE
Residui di infiltrazioni d'acqua, sbalzi climatici micidiali per la tenuta dei materiali lapidei. Le ipotesi dei tecnici, in queste ore, si susseguono affannose.

L'origine del distacco del grosso frammento della mensola di pietra di venti centimetri per venti, precipitato da quasi trenta metri d'altezza nel transetto destro della basilica di Santa Croce, uccidendo il turista spagnolo di 52 anni Daniel Testor Schnell, sono tutte da chiarire.

Quello che è sicuro, come ricorda il soprintendente ai Beni archeologici, Belle Arti e Paesaggio di Firenze Andrea Pessina è che «l'area del transetto di destra della basilica, dove è avvenuto l'incidente, è stata oggetto di restauro dieci anni fa».

E in serata, a rincarare lo stupore è il segretario generale dell'Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli, in carica dal 2000: «Solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove oggi è avvenuta la tragedia.

Tragedia nella Basilica di Santa Croce a FirenzeTRAGEDIA NELLA BASILICA DI SANTA CROCE A FIRENZE
Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare».

Cautela, tensione, apprensione, i sentimenti si rincorrono in queste ore. «Viene quasi da definirla una tragica fatalità», commenta Pessina. «Per quello che ne sappiamo - aggiunge il soprintendente - l'Opera è sempre stata attenta alle operazioni di manutenzione e restauro.

Agli atti del nostro ufficio possiamo documentare un lavoro costante e attento. Ed è infatti un complesso tra i meglio conservati a Firenze. Certo è un monumento grande e complicato, e ora bisognerà capire come mai quel tragico frammento si è staccato». Di chi è la responsabilità della basilica?

La proprietà è del Fec, il Fondo edifici di culto sotto l'egida del Ministero dell'Interno, che però ha siglato nel 2016, con il Comune di Firenze (proprietario di alcune porzioni del convento) e l'Opera di Santa Croce un accordo in base al quale all'ente no profit sono assegnate le attività di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e valorizzazione.
basilica santa croce firenzeBASILICA SANTA CROCE FIRENZE

«Da quello che sappiamo, l'Opera investe somme consistenti che vengono dai proventi della bigliettazione», precisa Pessina.

Cifre non da poco, visto che il ticket d'ingresso è di 8 euro (6 il ridotto) e i flussi di turisti ogni anno raggiungono una media di un milione, che è lo stesso trend medio del Duomo fiorentino (altro sito gestito dalla sua Opera guidata con rigore da Luca Bagnoli).

Numeri alla mano, la media degli incassi oscilla intorno agli 8 milioni lordi l'anno. «Da quando è stata inserita la bigliettazione sono arrivate ancora più risorse per i restauri», dice Marco Ciatti soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure il famoso istituto di restauro che ha seguito da vicino tutti gli interventi sugli apparati decorativi, come quello sul ciclo di affreschi della Cappella Maggiore di Agnolo Gaddi.

carabinieriCARABINIERI
«Quello che è avvenuto è molto strano - continua Ciatti - Siamo un paese che ha sofferto tra terremoti e alluvioni, una cosa del genere me l'aspettavo in una zona sismica ma non qui. I tecnici ora dovranno fare i rilievi e capire perché.

E andranno verificate tutte le strutture il prima possibile». Il caso di Santa Croce amplifica ora il campanello d'allarme. «Se è successo qui a Santa Croce, figuriamoci nei monumenti meno controllati.

Quello delle chiese in Italia è un patrimonio sensibile e vulnerabili - insiste Pessina - la manutenzione è fondamentale e deve essere continua. Mai arrivare a interventi d'urgenza. Il problema è di ordine generale che coinvolge stato e enti locali».
SANTA MARIA DEL POPOLO ROMASANTA MARIA DEL POPOLO ROMA

Le risorse per la manutenzione ordinaria ci sono? «Ridotte al lumicino», dicono i tecnici. Basti solo considerare che il Fec possiede circa 700 chiese in tutta Italia, da Santa Maria Novella a Firenze a Santa Maria del Popolo a Roma, da Santa Chiara a Napoli all'abbazia siciliana di Monreale.

Ma le risorse destinate alla manutenzione riescono a coprire solo il 60 per cento dei beni, con lentezza burocratica e fatica economica. E gli interventi arrivano solo con l'urgenza. Accordi come quelli con l'Opera di santa Croce sono una boccata d'ossigeno.

Fonte: qui