9 dicembre forconi: violentata
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venerdì 16 novembre 2018

INDIA – UNA BIMBA DI 3 ANNI VIENE ADESCATA IN UN PARCO GIOCHI DA UN UOMO CHE LE OFFRE DELLA CIOCCOLATA


LA PICCOLA VIENE RAPITA, STUPRATA E UCCISA CON UN MATTONE 

I GENITORI DISPERATI HANNO CERCATO LA FIGLIA PER ORE PRIMA DI RITROVARE IL CORPO IN UN NEGOZIO ABBANDONATO…


VIOLENZA BAMBINIVIOLENZA BAMBINI
Una bambina di tre anni è stata prima rapita, poi violentata e uccisa. La drammatica vicenda è accaduta in India e ora le forze dell’ordine stanno cercando lo stupratore e assassino della piccola.

I fatti risalgono a domenica 11 novembre, quando la bambina era intenta a giocare in un parco di Gurgaon, un sobborgo della città di Delhi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe avvicinato alla piccola e, proprio con lo scopo di adescarla, le avrebbe offerto del cioccolato.

una bambina indiana ad una manifestazione anti stuproUNA BAMBINA INDIANA AD UNA MANIFESTAZIONE ANTI STUPRO

Attratta dai dolciumi, la bambina di tre anni avrebbe seguito il suo assassino. L’uomo a quel punto ha portato la bambina lontano dal parco e dagli occhi dei genitori, che, disperati, continuavano a cercarla; poi l’ha violentata sessualmente e infine l’ha ammazzata in modo atroce.

Secondo quanto rivelano fonti locali, infatti, il mostro avrebbe usato un mattone per uccidere la piccola.

Il papà e la mamma della bambina, appena accortisi che la loro figlia di tre anni era sparita dal parco, non hanno esitato a lanciare l’allarme e a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa.
ABUSI SU BAMBINOABUSI SU BAMBINO

Le ricerche sono state vane. Il corpo senza vita della piccola vittima è stato ritrovato il giorno successivo alla sua sparizione. I poliziotti che la cercavano hanno rinvenuto il cadavere della bambina non molto lontano dal parco in cui si erano perse le sue tracce. Il corpo giaceva a terra nei locali di un negozio abbandonato, a qualche centinaia di metri dal parco.

Secondo quanto riferito dalla polizia, l’assassino avrebbe tentato di nascondere il cadavere della bambina, infilando la sua testa in un sacchetto di plastica e ricoprendo il corpo con dei mattoni.
abusi bambinaABUSI BAMBINA

Sul referto dei medici che hanno condotto l’esame autoptico sul cadavere si legge che l’assassino avrebbe rotto il cranio della piccola usando un mattone. Inoltre, la bambina riportava gravissime lesioni interne.

abusi bambina 3ABUSI BAMBINA 





L’uomo ricercato dalla polizia in tutto il paese è il ventenne Sunil Kumar. Secondo quanto si apprende, l’assassino si troverebbe nella città natale, in visita alla madre e alla sorella. Di lui, però, non si sa più nulla proprio da quella domenica. La famiglia è stata sottoposta a interrogatorio da parte della polizia ma intanto continua la caccia all’uomo.

Fonte: qui

venerdì 19 ottobre 2018

UNA 21ENNE DI CITTÀ DEL CAPO È STATA STUPRATA PER ORE E UCCISA A SASSATE DA QUATTRO UOMINI


LA RAGAZZA STAVA VIAGGIANDO A BORDO DELLA SUA AUTO QUANDO HA VISTO UN SUO AMICO IN DIFFICOLTA', CIRCONDATO E MINACCIATO DA UNA GANG. 

LEI SI È FERMATA PER AIUTARLO FINENDO PER DIVENTARE LA PREDA

Alessia Strinati per "www.leggo.it"
hannah cornelius 6HANNAH CORNELIUS

Voleva aiutare un amico in difficoltà, ma ha pagato la sua generosità con la vita. Hannah Cornelius, 21enne di Città del Capo è stata violentata per ore e poi uccisa a sassate da una gang che stava dando fastidio a un suo amico.

La ragazza aveva notato il giovane in difficoltà e si è avvicinata cercando di allontanare i suoi aguzzini, ma a quel punto è diventata lei il loro bersaglio.
hannah cornelius 2HANNAH CORNELIUS











La studentessa si era fermata con la sua auto per aiutare il compagno di studi in difficoltà: aveva visto che la gang lo stava prendendo in giro e lo provocava, ma il suo gesto ha scatenato la loro ira e la conseguente barbara violenza

I due ragazzi sono stati sequestrati, portati in periferia dove la ragazza è stata prima violentata e poi uccisa. Prima di lei il suo amico è stato picchiato brutalmente e poi lasciato agonizzante in terra perché creduto morto, come riporta anche la stampa locale. 
gli imputati 2GLI IMPUTATI

A lanciare l'allarme è stato proprio il ragazzo che, dopo l'allontanamento della banda, è riuscito a mettersi in piedi e ad allertare i soccorsi. La polizia ha individuato quattro uomini tra i 27 e i 30 anni che sono stati messi in galera, pare che la loro intenzione fosse di derubare il ragazzo, l'intervento della 21enne avrebbe innescato la loro follia. Il giovane aggredito è in fase di guarigione, mentre per la sua amica non c'è stato nulla da fare. 

Fonte: qui

sabato 25 agosto 2018

JESOLO: UNA 15ENNE VIOLENTATA SULLA SPIAGGIA, FERMATO UN 25ENNE SENEGALESE

DOPO UNA SERATA IN DISCOTECA L' UOMO AVREBBE PORTATO LA RAGAZZA IN SPIAGGIA CON UNA SCUSA. LA VITTIMA, SOTTO CHOC, HA FORNITO INDICAZIONI AGLI INQUIRENTI: L’AGGRESSORE E’ STATO RIPRESO IN UN VIDEO...
jesolo spiaggiaJESOLO SPIAGGIA
Agenti della polizia di Venezia hanno fermato un 25enne senegalese per lo stupro di una ragazza di quindici anni sulla spiaggia di Jesolo. Il giovane è stato fermato a Mestre.

STUPRATA A 15 ANNI, ACCUSA UNO STRANIERO

Alessia Pedrielli per la Verità

L' estate non è ancora finita ed ecco che arriva, puntuale, l' ennesimo stupro in spiaggia. E anche questa volta, a quanto pare, l' aggressore è uno straniero.
Siamo a Jesolo, nella tarda serata dello scorso mercoledì.

Vicino alla spiaggia i locali della movida sono pieni di giovani e giovanissimi, con musica e intrattenimenti che proseguono fino a tarda notte. Jesolo, fuori dai circuiti dello sballo, è considerato anche un posto sicuro, con un divertimento a misura di famiglia. Il posto giusto, soprattutto lontano dal weekend, per far passare agli adolescenti le prime serate in libertà con gli amici.

Tanto si sta tutti insieme nei locali del centro, che cosa può succedere? Per esempio di essere stuprate a 15 anni, da un giovane appena conosciuto che ti ha proposto una romantica passeggiata sulla spiaggia, che tu, ingenuamente, hai accettato.
jesolo stuproJESOLO STUPRO

È andata così per la ragazza violentata: una divertente serata tra amici si è trasformata in un incubo da cui la giovane, sotto choc da due giorni, non si è ancora ripresa. Ha solo 15 anni, viene da Trieste ed è in vacanza con la famiglia. Ha avuto il permesso di libera uscita per qualche ora e, insieme a un gruppo di coetanei, sta passando la serata in un locale del centro, quando nota un giovane che la fissa con insistenza. Un nordafricano, a quanto risulta dai racconti delle amiche. Il ragazzo le si avvicina, le fa qualche complimento e, con parole tenere, la convince a seguirlo fuori dal locale per fare due passi, magari verso la spiaggia. La ragazzina ci casca in pieno. Lo segue. E scompare dalla vista degli amici.

Passano alcune ore. La compagnia sta per rientrare a casa e la giovane ancora non è tornata. Gli amici si allarmano e si dirigono verso gli stabilimenti dove si era diretta in compagnia dello sconosciuto.

È il suo pianto disperato a guidarli verso di lei. La trovano lì, sull' arenile, completamente sconvolta. L' uomo con cui si era appartato ha abusato di lei e poi è fuggito lasciandola a terra, in lacrime, disperata.

Caricata su un' ambulanza del 118, la giovane è stata subito accompagnata in pronto soccorso dove sarebbe stata confermata la violenza. Immediatamente sono scattate le ricerche del suo aggressore.

SPIAGGIA DI JESOLOSPIAGGIA DI JESOLO
Gli agenti della polizia hanno passato al setaccio per intero la zona, ma del nordafricano non c' era già più traccia. Identificarlo non sarà facile, nessuno sembra averlo osservato con attenzione. Le amiche della vittima lo hanno visto solo un attimo allontanarsi con lei mentre la quindicenne ancora non sarebbe riuscita a fornire dettagliate descrizioni.

L' episodio non può che riportare alla mente i drammatici fatti del 25 agosto 2017, quando, a Rimini, una giovane turista polacca venne aggredita picchiata e selvaggiamente stuprata dalla banda di giovanissimi guidata da Guerlin Butungu. La giovane era stata sorpresa sul bagnasciuga di Miramare, di fronte all' hotel in cui alloggiava in compagnia di un amico. L' uomo era stato selvaggiamente picchiato e la ragazza aggredita e stuprata a più riprese, nonostante fosse caduta in uno stato catatonico per la ferocia della violenza subita. Abbandonate le vittime, sanguinanti e incoscienti, il branco si era diretto verso la statale che da Rimini porta a Pesaro e, lì, aveva incontrato e assalito una trans peruviana costringendola a turno a rapporti sessuali sotto la minaccia di morte.
JESOLOJESOLO

La banda di immigrati era formata da due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un sedicenne nigeriano, riconosciuti colpevoli e pienamente consapevoli di quanto commesso, dal tribunale dei minori di Bologna, che li ha condannati a nove anni e otto mesi di carcere, con il rito abbreviato (che ha permesso uno sconto di pena di un terzo rispetto a quanto richiesto dai pm). Per gli stessi reati Butungu, detto il biondo, ventenne congolese in Italia con permesso umanitario e unico maggiorenne del branco, nonché indiscusso capo delle belve, sempre con rito abbreviato e usufruendo del medesimo sconto è stato condannato dal tribunale di Rimini a 16 anni di carcere.

stuproSTUPRO
Dopo quanto accaduto alla giovanissima turista due sere fa, Jesolo è una «città scossa e addolorata», ha detto il sindaco, Valerio Zoggia. «Ciò che è accaduto ha colpito profondamente la nostra città e non può che lasciare scossi e addolorati», ha spiegato nelle interviste rilasciate ai giornali locali. «In questo momento così delicato per la vittima di questa vile aggressione e la sua famiglia, va tutta la vicinanza da parte della città di Jesolo e mia personale», ha aggiunto Zoggia. «A loro, ai concittadini e ai nostri ospiti desidero far sapere che c' è il massimo impegno di tutte le forze dell' ordine e del corpo di polizia locale per garantire la sicurezza e fare in modo che situazioni di questo tipo non si debbano più verificare». Jesolo fa parte delle numerose località interessate dall' operazione Spiagge sicure. Dal primo agosto ad oggi, gli agenti hanno identificato 1.040 persone, di cui 230 di nazionalità straniera, 15 dei quali immigrati irregolari.

Fonte: qui

giovedì 26 luglio 2018

PARLA L’UOMO CHE HA SORPRESO IL PRETE DI CALENZANO, IN PROVINCIA DI FIRENZE, IN AUTO CON UNA BIMBA DI 10 ANNI

“LA BAMBINA AVEVA I PANTALONI E LA MAGLIETTA ABBASSATI” 

“TUTTI I VICINI LO VOLEVANO LINCIARE” 

IL SACERDOTE HA CERCATO DI SCAPPARE


"Ho visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po' non l'ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. Ho notato la bambina in macchina con lui e con il mio babbo siamo intervenuti".

Simone, operatore sanitario che preferisce rimanere anonimo, è l'uomo che ha sorpreso il sacerdote di Calenzano accusato di violenza sessuale aggravata in macchina con una bimba di 10 anni. "La piccola aveva i pantaloni e la maglietta tirati giù e noi - racconta - abbiamo bloccato il prete".

Simone smentisce le voci di colluttazione "nonostante tutti i vicini lo volessero linciare". Il sacerdote non avrebbe detto alcunché né cercato di scappare. "Ha guardato verso l'infinito - aggiunge Simone - e ha pianto senza cambiare espressione".

La bambina "ha avuto un attacco di isteria e spavento" ma "abbiamo cercato di tranquillizzarla creando una situazione per fargli affrontare quei terribili momenti".

Fonte: qui

“FACEVA ESORCISMI A PAGAMENTO E GUARDAVA NELLE SCOLLATURE” 

PARLA UNA DONNA CHE HA CONOSCIUTO IL PRETE PEDOFILO DON PAOLO GLAENTZER: “RICORDO UN EPISODIO IN PARTICOLARE CHE HA GETTATO UN' OMBRA ASSAI PESANTE SUL GIUDIZIO RIGUARDO QUELL'UOMO. IO E QUESTA MIA AMICA, UNA DONNA PIUTTOSTO ATTRAENTE, STAVAMO DISCUTENDO CON IL PRETE, QUANDO HO SORPRESO IL…”

Guido Guerrera per “Libero Quotidiano”

DON PAOLO GLAENTZERDON PAOLO GLAENTZER
«Sì lo conosco per averlo incontrato alcune volte, ma l'impatto immediato non è stato gradevole. Il suo aspetto trasandato, quello di una persona che alla pulizia tiene poco mi ha subito impressione». Anna, nome convenzionale che useremo per tutelare la sua privacy, parla così di don Paolo, il sacerdote della parrocchia di Sommaia, località di Calenzano non distante da Firenze, indagato per atti di pedofilia.

«Ci sono andata in compagnia di un' amica che ritengo fosse soggiogata dal religioso. Quando me lo presentò era come in estasi, "uomo eccezionale, di grande carisma. Ed è così vicino a Dio". Io invece ero rimasta perplessa perché avevo notato dei particolari che mal si addicevano a un uomo di chiesa, idee che nel tempo si sarebbero rafforzate».

Don Paolo Glaentzer - L auto su cui ha molestato una bambina di dieci anniDON PAOLO GLAENTZER - L AUTO SU CUI HA MOLESTATO UNA BAMBINA DI DIECI ANNI
In questi giorni il sacerdote si difende invocando nientemeno che la presenza del Maligno: il diavolo in persona lo avrebbe indotto in tentazione trascinandolo sulla strada dell' abiezione. Sembra di essere nel bel mezzo di quelle fosche atmosfere in odor di medioevo evocate dalla penna di Eco o dal cinema di Avati in cui l' odore di zolfo aleggia attorno a delitti atroci le cui matrici vanno cercate solo negli angoli più perversi del cuore degli uomini.

LA CHIESA SAPEVA?
«A proposito del diavolo - prosegue Anna - so che don Paolo era solito riunire delle persone su cui praticava esorcismi. Non so se fosse abilitato dalla Chiesa a farlo, ho visto invece che intascava dei soldi e una volta mi capitò di assistere a un episodio involontariamente comico: mentre con una mano stava benedicendo gli astanti, con l' altra si era messo a contare delle banconote che gli avevano lasciato in offerta, impappinandosi».
Don Paolo GlaentzerDON PAOLO GLAENTZER

Anna, ricorda qualche episodio in particolare? «Sì, uno in particolare che ha gettato un' ombra assai pesante sul giudizio riguardo quell' uomo. Io e questa mia amica, una donna piuttosto attraente, stavamo discutendo con il prete, quando ho sorpreso il suo sguardo tuffato nella scollatura della camicetta che si era un po' aperta. Poi si era avvicinato con fare molto suadente a lei e sfiorandole la spalla con la mano si era lanciato in apprezzamenti che ho giudicato sinceramente inopportuni e un tantino audaci: "ma che bella camicetta che indossa, come le sta bene molto femminile". Il tono della voce vibrante di sottile desiderio era evidente, era quello di un uomo qualsiasi».

Esorcismi, a pagamento, e sempre a detta di Anna, fonte attendibile, anche la presenza di un sedicente "guaritore" vicino al sacerdote. «Ha nei suoi confronti una ammirazione sconfinata. Per lui don Paolo è Dio in terra, perché gli ha permesso di avvicinarsi alla fede e di scoprire in sé doti paranormali. L' ho visto diverse volte "operare" vicino alla chiesa che frequenta assai spesso».
don paolo glaentzerDON PAOLO GLAENTZER

Insomma Anna è una voce tra le tante utili a tracciare un identikit dell' oscura figura del sacerdote di Sommaia, è la voce di una donna intelligente e attenta che forse rappresenta l' estrema, ideale sintesi di tutte le donne che proprio in questo momento esigono che venga fatta chiarezza in nome della piccola vera vittima di questa turpe faccenda.

INDIGNAZIONE
Intanto don Paolo Glaentzer si trova ai domiciliari in una casa del fratello nel piccolo centro di Fabbriche di Casabasciana, una frazione di Bagni di Lucca, cosa che ha suscitato l' indignazione dei cittadini entrati in rivolta. Con una raccolta di firme si chiede l' immediata espulsione del religioso settantenne che, ricordiamolo, davanti al magistrato ha confessato la sua relazione con la minorenne. A quanto pare tutto il comprensorio lucchese è orientato a rifiutare la permanenza del pedofilo, «preoccupazione tanto più giustificata», viene detto, «a causa della presenza di alcune scuole primarie nella zona».
Don Paolo GlaentzerDON PAOLO GLAENTZER

La voce dei cittadini dell' area lucchese suona perciò alta: «La Curia si occupi subito di una sistemazione idonea al prete pedofilo, in attesa di una sentenza definitiva. Qui non può stare». Una volta terminata la raccolta, le firme verranno recapitate al vescovo di Lucca e al sindaco di Bagni di Lucca. Gli abitanti non demordono e sono pronti perfino a scendere in piazza per far valere i loro propositi. Intanto la ragazzina e i fratelli sono stati tolti alla famiglia.

Fonte: qui

mercoledì 6 giugno 2018

A TORINO UNA DONNA HA VISSUTO SEGREGATA PER SEI MESI. PICCHIATA E VIOLENTATA RIPETUTAMENTE DA UN 39ENNE ROMENO

AVEVA CONOSCIUTO IL SUO AGUZZINO QUANDO ERA FINITA A VIVERE PER STRADA. LUI SI È OFFERTO DI OSPITARLA, PER POI COSTRINGERLA A VIVERE…


stuproSTUPRO
Per sei mesi ha tenuto segregata in una stanza, chiusa con una grossa catena, una donna, violentandola ripetutamente e picchiandola. Un romeno di 39 anni è stato arrestato per violenza sessuale e denunciato per sequestro di persona e lesioni gravi.

RAGAZZINA VIOLENTATARAGAZZINA VIOLENTATA






L'uomo è stato bloccato nei giorni scorsi dalla polizia in un supermercato nel centro di Torino, dove aveva costretto la donna a seguirlo. A dare l'allarme è stata proprio la vittima, che in un momento di distrazione dell'uomo, è riuscita a fuggire.

ragazza violentataRAGAZZA VIOLENTATA


La donna, una ex ballerina, aveva conosciuto il suo aguzzino quando, per problemi economici, era finita a vivere in strada. L'uomo si è offerto di ospitarla presso la sua abitazione.

Dietro la proposta di aiutarla, però, si celavano ben altri propositi. Per sei mesi la donna è stata costretta a vivere in una stanza fredda, sporca e fatiscente, chiusa a chiave con una grossa catena.

Il fermo è avvenuto in corso Turati, all'interno dello stesso supermercato. Gli agenti delle volanti hanno bloccato il romeno dietro ai distributori automatici di bevande, dove aveva cercato di nascondersi.

Fonte: qui

domenica 3 giugno 2018

DEI TRE MINORENNI CHE HANNO STUPRATO UNA 12ENNE A CASTELLAMMARE DI STABIA, IL PIU’ PICCOLO DI SOLO 14 ANNI, ERA ANCHE IL PIU’ VIOLENTO: DOPO LA VIOLENZA, HA ANCHE MINACCIATO LA RAGAZZINA PER ESTORCERLE DENARO PER NON DIFFONDERE I FILMATI

DUE DEI TRE SONO IMPARENTATI CON UNA FAMIGLIA CAMORRISTA

Titti Beneduce per il “Corriere della Sera”

supro 5STUPRO 
Il più violento del gruppo è anche il più piccolo: a 14 anni, si legge nel decreto di fermo della Procura per i minori di Napoli, non solo ha violentato l' amica dodicenne, ma ha anche provato a estorcerle denaro per non divulgare i filmati. Una settimana dopo la sconvolgente denuncia fatta dalla ragazzina alla polizia è arrivata la svolta nelle indagini sullo stupro di gruppo avvenuto a Castellammare di Stabia lo scorso aprile.

Il pm minorile ha disposto il fermo di tre adolescenti: c' era, infatti, il «concreto pericolo che si rendessero irreperibili». Hanno 14, 15 e 16 anni e da ieri, in attesa della convalida del fermo, sono nel centro di prima accoglienza del Tribunale per i minorenni, in viale Colli Aminei a Napoli.

stupro 4STUPRO 
Due dei tre sono imparentati con una famiglia di camorra della zona stabiese. Tra i gravi indizi di colpevolezza ci sono proprio i filmati dello stupro fatti con un cellulare, che il perito informatico ha individuato. A rintracciare e fermare i tre ragazzi sono stati gli agenti del commissariato di Castellammare e quelli della squadra mobile. I fatti risalgono a metà aprile, alcune settimane prima della denuncia. La dodicenne, che si fidava dell' amico, è stata attirata in una trappola e «ceduta» ad un altro ragazzo, mentre il terzo filmava la scena.

Un' esperienza terribile, che la protagonista è riuscita, sia pure con difficoltà, a riferire ai genitori e poi alla polizia: un giorno che si è sentita male a scuola a causa dello stress e dell' angoscia si è decisa a rivelare il suo segreto. Tramite l' avvocato che li assiste, Roberto Chiavarone, i genitori fanno sapere che a loro, ora, interessano solo l' equilibrio e la serenità della ragazzina: «Niente trionfalismo, niente giustizialismo».
stupro 3STUPRO 

I tre adolescenti fermati sono amici inseparabili, come si comprende guardando le loro pagine Facebook («Ci sono persone che non finiscono mai di volersi bene semplicemente perché ciò che le lega è più forte di ciò che le divide»).

Tante le foto scattate insieme e poi postate, con commenti che in alcuni casi fanno pensare. Uno dei tre, per esempio, scrive: «Dio mi creò, il diavolo si fece la croce»; «Fuori come i panni siamo i peggio bastardi. Sì, bravi ragazzi ma stai attento a toccarci»; «Chi non ha il coraggio di prendersi dei rischi, non raggiungerà mai nessun obiettivo nella vita»; «Alle vostre lezioni di vita io mi siedo all' ultimo banco a lanciare aeroplani di carta»; «La giungla non ci fa paura, siamo noi i leoni. In cielo come aquile, buchiamo gli aquiloni».

Non è da meno un altro dei tre indagati: «Se aspettate che crollo resterà un vostro sogno», scrive, attribuendo la frase al defunto capo di Cosa nostra Totò Riina. Quello stesso giorno dello scorso febbraio il ragazzino cambia foto di copertina, postandone una tratta dalla serie «Gomorra» in cui uno dei personaggi della fiction, 'o Track, punta la pistola alla fronte di Genny Savastano. La foto riceve diversi commenti di approvazione da amici e amiche. Scrive ancora l' adolescente: «Preferisco essere un re all' inferno che un servo in paradiso».
stupro 1STUPRO 

Sul fermo intanto è intervenuta Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo, il ragazzo aggredito e gravemente ferito il 18 dicembre scorso in via Foria, nel centro storico di Napoli. «Bisogna porre subito un argine, stare accanto a questi ragazzi: pensano che tutto sia consentito. Serve una strategia che preveda percorsi di repressione e anche di prevenzione e avere la consapevolezza che dietro un minore che sbaglia c' è sempre qualcosa che non ha funzionato. Anche quello della violenza - ha concluso Iavarone - è un linguaggio la cui grammatica noi abbiamo il dovere di correggere».

Fonte: qui

lunedì 14 maggio 2018

Turista inglese drogata e violentata: in manette cinque dipendenti di un hotel in costiera sorrentina



META - Violenza sessuale aggravata dalla somministrazione di sostanze stupefacenti: ecco l'ipotesi formulata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata a carico di cinque tra dipendenti ed ex dipendenti di un albergo di Meta - il Mar Hotel Alimuri - arrestati dai poliziotti del commissariato di Sorrento e della squadra mobile di Napoli alle prime luci dell'alba. Secondo i pm oplontini, nell'ottobre del 2016 gli uomini avrebbero prima drogato con la cosiddetta «droga dello stupro» (Z-drugs e benzodiazepine) e poi abusato in gruppo di una turista inglese ospite della struttura ricettiva. 

In carcere sono finiti Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D'Antonio. 
 



I fatti accaddero durante l'ultima sera di permanenza della donna nell'hotel, quando due dei cinque arrestati, barman in servizio presso la struttura alberghiera, offrivano alla donna 50enne e a sua figlia un drink contenente la «droga da stupro». Le attenzioni venivano, quindi, concentrate sulla sola cinquantenne, che veniva condotta nell'adiacente locale piscina, dove entrambi i barman abusavano di lei. Consumata la prima violenza la donna veniva data in consegna a un altro dipendente dell'hotel che la conduceva all'interno di una stanza alloggio del personale, dove ad attenderla vi era un numero imprecisato di uomini - almeno una decina - molti dei quali nudi, che a turno usavano violenza sessuale su di lei. La donna veniva anche fotografata e ripresa dal branco con i telefonini. Ultimata la violenza di gruppo, uno di loro poi la riaccompagnava al piano della stanza.

Rientrata in Gran Bretagna la donna denunciava l'accaduto alla polizia del Kent: qui veniva sottoposta al prelievo di campioni biologici e ad accertamenti medico legali, durante i quali i sanitari britannici rilevavano lividi ed ecchimosi su tutto il corpo della donna. È stato possibile pervenire all'identificazione solo di alcuni dei componenti del gruppo, tutti dipendenti dell'hotel, prima attraverso l'esame dei dispositivi sequestrati al personale maschile in servizio presso la struttura, da cui è emersa una chat chiamata «Cattive abitudini», dove gli autori dello stupro commentavano l'accaduto, nonché altri scambi di messaggi contenenti anche le foto della donna durante la violenza; il rilevamento della presenza del Dna degli indagati sul corpo della vittima ed in particolare sulle aree interessate dalla violenza; la foto dei due barman scattata dalla cittadina britannica con il proprio telefonino; la presenza di un tatuaggio a forma di corona sul collo di uno degli autori dello stupro, così come descritto dalla vittima.

L'esame tossicologico sui campioni biologici della donna (urina e capelli) ha inoltre fatto emergere la somministrazione - nel periodo temporale coincidente con il denunciato stupro - di sostanze appartenenti alle classi farmacologiche meglio conosciute come «droga da stupro» in grado di alterare la capacità di autodeterminazione della vittima e la sua capacità di reazione. 


Fonte: qui

venerdì 4 maggio 2018

INDIA, UNA TURISTA 33ENNE DI ORIGINI LETTONI VIENE DROGATA, VIOLENTATA E DECAPITATA

IL SUO CORPO, IN AVANZATO STATO DI DECOMPOSIZIONE, RITROVATO APPESO A TESTA IN GIÙ IN UNA FORESTA

A FEBBRAIO LA DONNA ERA ANDATA NEL PAESE PER CURARE LA DEPRESSIONE IN UN CENTRO AYURVEDICO 

Biagio Chiariello per “Fanpage”

liga skromane 1LIGA SKROMANE 
Si era recata in India per provare a curare la sua depressione, ma ha finito per essere drogata, violentata e poi decapitata prima che il suo corpo fosse trovato appeso a testa in giù in una foresta.

Liga Skromane, 33enne di origini lettoni, che viveva a Dublino, in Irlanda, da cinque anni con la sua compagna, era arrivata nello stato indiano del Kerala con sua sorella a febbraio. Sperava di essere curata in uno dei centri ayurvedici per i quali la zona è famosa, secondo NDTV.

Ma è scomparsa alcune settimane dopo essere arrivata in una zona rurale dopo aver lasciato il centro per visitare una spiaggia. Il suo corpo in decomposizione è stato trovato vicino una foresta di mangrovie a Thiruvallam il 21 aprile scorso.

liga skromane 2LIGA SKROMANE 



Giovedì, – lo stesso giorno dei suoi funerali celebrati a Thiruvananthapuram, la polizia ha rivelato che la 33enne sarebbe stata adescata da due uomini, che l’hanno drogata e stuprata prima di ucciderla, come confermato dall’autopsia sul corpo della vittima. Due persone sono state già fermate dalle autorità.

Si tratterebbe di due pusher, di cui uno con precedenti per violenze sessuale, hanno riferito fonti a NDTV.
i parenti di liga skromane 3I PARENTI DI LIGA SKROMANE 

Un'epidemia di stupri in India. 

L’inquietante fatto di cronaca arriva dopo il caso delle due adolescenti violente in incidenti separati sempre in India negli ultimi quattro giorni.

I giornali locali hanno evidenziato come nell’ultimo periodo si possa parlare di “un'epidemia di stupri” nel Paese che sembra non mostrare segni di diminuzione nonostante le pene più severe introdotte il mese scorso.

Una delle vittime era una ragazza di 16 anni che si è suicidata dopo essere stata violentata da otto uomini domenica nel distretto di Nuh, nello stato settentrionale di Haryana, secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario della polizia Nazneen Bhasin.
STUPRO INDIASTUPRO INDIA

Martedì invece una donna di 19 anni è stata violentata da cinque uomini, tra cui l'autista di un risciò automatico. Gli incidenti arrivano meno di un mese dopo che l'India ha approvato la pena di morte per lo stupro di ragazze di età inferiore ai 12 anni. Fonte: qui