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domenica 7 luglio 2019
martedì 21 maggio 2019
“REPORT” RACCONTA LA FRODE DEI PROSCIUTTI DI PARMA E S.DANIELE: UNO SU TRE È FATTO CON CARNE DI MAIALI ALLEVATI IN ITALIA MA FIGLI DI SCROFE INSEMINATE CON MAIALE DANESE

IL GRANDE FAKE DEL DOP E DEGLI ALLEVAMENTI “SOSTENIBILI”: ANIMALI AMMASSATI IN MEZZO AI TOPI E SI MORDONO LE ORECCHIE A VICENDA…
"Terminata la stagionatura, se andrete ad acquistare un prodotto marchiato Parma, rischierete una volta su tre di essere frodati", cioè di comprare un prosciutto fatto con la carne di maiali allevati sì in Italia ma figli di scrofe inseminate con maiale danese "durok", più magro, molto richiesto, ma escluso dal disciplinare di produzione che consente di fregiarsi del marchio Dop, denominazione d' origine protetta.
E conclusioni simili si possono trarre per il San Daniele. Sono prosciutti comuni, buoni per carità, ma senza i marchi Dop il prezzo al dettaglio non potrebbe mai salire fino a 54 euro al chilo. È l' inchiesta di Emanuele Bellano con Alessia Cerantola e Greta Orsi, intitolata "La porcata", che Sigfrido Ranucci presenta nella puntata di stasera di Report (Raitre, 21,30). Le indagini degli ispettori del ministero dell' Agricoltura e dai carabinieri del Nas, coordinate dalle Procure di Torino e Udine, sono note.
Un milione di cosce di prosciutto sequestrate per un valore di quasi 100 milioni di euro, i prosciutti a cui è stato revocato il marchio Dop sono circa il 20 per cento della produzione annua di Parma e San Daniele. Report ricorda i 200 indagati e i recenti patteggiamenti di una decina di allevatori: pene fino a 14 mesi di reclusione. Bellano ha intervistato il tecnico che gira per gli allevamenti con i semi del maiale danese. Ma soprattutto presenta documenti, una relazione dell' associazione degli allevatori e alcune recentissime email, in base ai quali afferma che "la frode è ancora in essere".
Uno dei controllori scrive: "Mi è stato risposto che se cominciano a far rispettare la legge, sono 2000 euro di multa per ogni suino macellato, oltre il ritiro dal commercio, quindi roba improponibile". Report spiega che la conformità delle carni al disciplinare è affidata, per il Parma, all' Istituto Parma Qualità (Ipq), le cui quote sono in mano ai controllati e cioè il Consorzio di Parma e le associazioni degli industriali della carne e degli allevatori; la filiera Dop del San Daniele è vigilata dall' Ifcq di San Saniele del Friuli, di proprietà di un trust i cui beneficiari sono Assica, l' associazione industriali della carne e il consorzio del San Daniele stesso.
E ancora, Report documenta le condizioni in cui vivono i maiali, perfino in allevamenti "sostenibili". Gli animali, tutti col tatuaggio delle filiere Dop, sono "ammassati, a stretto contatto sviluppano fenomeni di cannibalismo e si mordono le orecchie a vicenda"; qua e là spuntano topi. In un allevamento collegato al Parma, una scrofa malata viene invitata a spostarsi con un pistola elettrica, un' altra è abbattuta a martellate.
Fonte: qui
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martedì 6 novembre 2018
BLITZ A PARMA IN UNA ONLUS: FINISCE IN MANETTE IL PRESIDENTE DI UN’ASSOCIAZIONE CONTRO LA DROGA
AVEVA IN CASA 1 KG E 200 GRAMMI DI COCAINA, E IN TRE ANNI AVEVA CEDUTO QUASI 2MILA DOSI INCASSANDO OLTRE 100MILA EURO…
Si faceva chiamare Joe e si era costruito nel suo Paese, l’immagine di un nemico della droga, dal momento che era anche presidente di una onlus che faceva beneficenza. Da queste parti invece spacciava e aveva come base la sua abitazione di Vicofertile.
Arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile un nigeriano di 33 anni, sua moglie di 32 anni e un kenyano di 39. Sequestrato dai carabinieri un chilo e 200 grammi di cocaina, di cui 900 grammi ancora da tagliare, che avrebbero inondato il mercato parmigiano.
I militari in tre anni quasi duemila cessioni per un controvalore di più di 100mila euro. I carabinieri hanno sentito 15 acquirenti dei molti di più dei pusher uno dei quali aveva addirittura acquistato 800 dosi.
Fonte: qui
martedì 11 settembre 2018
IL RACCONTO DI UNA COCAINOMANE NELLA CITTÀ(PARMA) BENE DEI LOCALI NOTTURNI DOVE LA DROGA È OVUNQUE A COSTI ACCESSIBILI A TUTTI
Guglielmo Trupo per "www.parmatoday.it"
COCAINA
"A Parma basta una telefonata e te la portano. Se vai in una delle vie ben conosciute puoi comprarla, ci sono i locali dove sai che te la vendono, poi il tuo pusher non ti lascia, te la propone, te la regala è veramente una macchina da guerra la cocaina, adesso ha dei costi accessibili a tutti...".
Chiara (nome di fantasia) è una donna poco più che trentenne, da cinque anni fa uso di cocaina, frequentando la Parma bene dei locali notturni, della movida e degli aperitivi in che spesso sono il principio di sere all'insegna di sesso e droga che smuovono l'orgoglio di personaggi che popolano la città, autorizzandoli a condurre uno stile di vita all'insegna di un effimero successo che finisce - come nel caso di Federico Pesci - ad aumentare la propria notorietà solo per essere accostati a fatti negativi e spiacevoli.
COCAINA
Ha deciso di raccontare la sua storia per mettere in guardia i giovani e invitarli a stare lontano dalla cocaina, "una pozione magica che lentamente ti porta alla distruzione. Perché un ragazzo che fa uso di droga si riconosce: da come dorme, da cosa mangia e da come ti guarda. Anche le famiglie dovrebbero fare più attenzione, guardare dentro a queste storie facendo prevenzione ed essere intransigenti".
"La coca ti toglie la capacità di decidere e diventi schiava"
COCAINA
Chiara sta affrontando un percorso di cura consapevole: "non accetto il fatto che in una città come Parma - dice a Parmatoday.it - tante donne ne fanno uso a causa anche dell'elevata disponibilità. Questo diventa un ulteriore problema". Chiara ha gli occhi stanchi, lo sguardo presente e fisso sul tavolo, vorrebbe fuggire dalla stanza il prima possibile.
"Non è facile, soprattutto per una donna. Mi vergogno un po', ma per mio volere ho vissuto queste situazioni, adesso voglio uscirne. Ho un lavoro, un impegno manageriale che mi consente di distrarmi, gente che mi vuole bene e che non mi giudica. Io ho iniziato ad usare cocaina 5 anni fa, ad una festa. Per gioco. Mi sentivo bella, performante, accettata. Mi sentivo bene. La coca ti toglie la capacità di decidere e diventi schiava di un senso di realtà che non è reale e come donna ti trovi sempre in difficoltà nel rapporto con l'uomo.
Si creano co-dipendenze e la donna, spesso, viene abusata dal maschio perché non è in grado di uscire dalla dipendenza e si trova in situazioni spiacevoli, umilianti e abusanti nelle quali si sente tra l'altro colpevole. Situazioni che ti portano ad avere comportamenti che tendono quasi ad auto-infliggerti una punizione.
A Parma la cocaina è ovunque in maniera strutturale: nei locali, nei negozi, nei bar. Basta girare l'angolo e la trovi". L'ammissione di Chiara dipinge uno spaccato cittadino inquietante, che le forze dell'ordine - nelle proprie possibilità - stanno cercando di combattere e a cui è difficile rispondere.
"In cinque mesi sei bruciata"
"Questa situazione non rende facile smettere: la prima condanna che ti fai è a te stessa. Io ho iniziato prima con una 'tirata', poi due. La dipendenza si sviluppa subito perché hai subito un senso di stanchezza e di depressione che credi di poter superare perché pensi di avere a portata di mano una pozione magica.
Niente di più sbagliato: in cinque-sei mesi ti bruci, perdi peso e l'unico obiettivo è averne ancora. Se inizialmente hai un miglioramento a livello sociale poi in realtà è la malattia che parla e che ti guida e anche ciò che ti accade lo sopporti pur di non sopportare l'astinenza, perché è talmente forte il piacere che ti dà che non puoi farne a meno".
"Un piacere immediato - afferma Chiara - "ti serve anche solo per svegliarti la mattina. Passi notti insonni, poi ci ricadi e arrivi a riusarla, appena hai uno stimolo che te la ricordi. Sale, zucchero, caffè: tutto ti porta a ripensare alla cocaina. Tutte le relazioni diventano legati a quel mondo; le persone che conosci e che frequenti e anche con chi hai rapporti sessuali. Il sesso diventa alterato perché ti dà un piacere tale che non è normale.
E' davvero molto difficile uscirne. Io sono stata picchiata e ho denunciato: è faticoso ammetterlo e ancora oggi non ho ancora superato la situazione perché la donna si sente colpevole nonostante non abbia colpe e sia fisicamente meno forte dell'uomo. L'appello che faccio ai ragazzi è questo: non iniziate perché se all'inizio ti sembra di stare meglio, in sette otto mesi non ha più la possibilità di decidere, è facile trovarla, è facile diventare dipendente, fai di tutto pur di comprare".
"Basta una telefonata: si trova ad ogni angolo"
La situazione più imbarazzante è che a Parma basta una telefonata per reperire cocaina. "La trovi in ogni angolo della città, ci sono locali che te la vendono. Se vuoi fare una serata non è difficile cercare cocaina. Le mie finivano quasi tutte all'alba.
La coca ti porta ad avere un eccitazione elevatissima, hai delle perversioni strane, ci vogliono anni per tornare ad essere puliti, le azioni che fai in quei momenti non le avresti fatte se non fossi stata sotto l'effetto della cocaina. Io ho fatto sesso con donne, con più uomini, situazioni di ambiguità e promiscuità. Se ci penso mi vergogno". Fonte: qui
giovedì 30 agosto 2018
UNA 21ENNE TORTURATA E VIOLENTATA PER ORE A PARMA
IN ARRESTO UN FACOLTOSO COMMERCIANTE 46ENNE E IL SUO PUSHER NIGERIANO
“ANDIAMO SU CHE TI MOSTRO IL MIO ATTICO”
L’UOMO AVEVA "CORTEGGIATO" LA RAGAZZA SUI SOCIAL PROMETTENDOLE UNA SERATA DI DIVERTIMENTO CHE SI È TRASFORMATA IN UN INCUBO TRA SEVIZIE E FRUSTATE…
Avrebbero abusato di una 21enne per cinque ore, sottoponendola a violenze e sevizie e continuando, nel frattempo, ad assumere droga che alcuni spacciatori consegnavano direttamente a casa. Di questo sono accusati Federico Pesci, parmigiano di 46 anni, e Wilson Ndu Anihem, nigeriano di 53 domiciliato nella città emiliana; arrestati dalla polizia, entrambi sono finiti in carcere con l’accusa di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate.
Il «corteggiamento» sui social
Secondo quanto ricostruito, il 18 luglio il 46enne parmigiano aveva contattato tramite alcuni messaggi su Facebook la ragazza, invitandola ad uscire la sera e promettendole una serata di divertimento: un giro sulla sua moto, un aperitivo, «poi ti mostro il mio attico». La 21enne aveva accettato e, dopo una serata in un locale, i due si erano spostati nell’attico dell’uomo, conosciuto in città perché proprietario di un affermato negozio di abbigliamento sportivo.
Le torture
Arrivati nell’attico, Pesci ha chiamato al telefono Anihem chiedendogli di portare della droga. Poi i due hanno sopraffatto la ragazza, l’hanno legata e imbavagliata mettendole un morso in bocca e quindi l’hanno torturata per ore con fruste e altri oggetti poi trovati nell’abitazione. Tornata a casa, la 21enne non aveva neppure il coraggio di confidarsi con i genitori, ma stava malissimo e non riusciva neppure a mangiare per le lesioni in bocca. È stata la madre a portarla al Pronto Soccorso, dove i medici hanno riscontrato lesioni ed ecchimosi su tutto il corpo, con una prognosi di 45 giorni. Dal ricovero sono partite le indagini della Squadra Mobile di Parma, che hanno portato all’arresto dei due.
“LE VIOLENZE INAUDITE E BRUTALI SONO DURATE ORE”
A PARMA 21ENNE STUPRATA, FRUSTATA E IMBAVAGLIATA NELL’ATTICO DI UN NOTO COMMERCIANTE, IN MANETTE LUI E IL SUO PUSHER NIGERIANO
LA NOTTE DELL’ORRORE: “HANNO USATO TUTTE LE FORME DI PREVARICAZIONE CHE 2 UOMINI POSSONO METTERE IN ATTO”
SI INDAGA PER CAPIRE SE IN QUELLA CASA ALTRE RAGAZZE ABBIANO SUBITO LE STESSE VIOLENZE
Andreina Baccaro per il Corriere della Sera
Violentata per ore, frustata, immobilizzata e imbavagliata. Costretta a subire torture talmente brutali che i medici del pronto soccorso hanno detto di non aver mai visto nulla di simile.
I fatti risalgono alla notte tra il 18 e il 19 luglio: lei, 21enne di Parma, accetta di uscire per un aperitivo con qual facoltoso commerciante 46enne che la corteggiava su Facebook, Federico Pesci, molto noto nella città emiliana, proprietario di una catena di negozi di abbigliamento.
Ma quando la serata prosegue nel suo attico in centro, si trasforma subito in un incubo: l' uomo si fa raggiungere dal suo pusher di fiducia, il 53enne nigeriano Wilson Ndu Anihem, che oltre a rifornirlo di cocaina rimane per abusare anche lui della ragazza.
Entrambi sono stati arrestati ieri mattina dalla Squadra mobile di Parma per violenza sessuale e lesioni personali aggravate. Nell' attico di Pesci, tanto convinto di restare impunito da essere rimasto sorpreso ieri mattina nel vedersi gli agenti piombare in casa all' alba, è stato trovato un borsone con dentro corde, una frusta in pelle, un morso per tappare la bocca.
Probabilmente gli stessi «strumenti» con cui è stata seviziata la 21enne. Un armamentario che porta gli inquirenti a supporre che non fosse la prima vittima dei due aguzzini. Il nigeriano, irregolare e con precedenti per spaccio, è stato arrestato nella sua casa di Parma non lontano dall' appartamento in cui si è consumato l' orrore.
La vittima non ha trovato subito il coraggio di denunciare, ma il giorno dopo non ha potuto nascondere alla madre le ecchimosi evidenti sul corpo, i dolori lancinanti quando solo provava a mangiare e deglutire. La mamma l' ha portata al pronto soccorso e da lì è partita la segnalazione alla polizia. In un primo momento la 21enne ha raccontato di essere stata aggredita alle spalle da due sconosciuti ma poi ha superato la vergogna e ha tirato fuori tutto l' orrore a cui è stata sottoposta.
La serata era iniziata con un giro sulla moto di Pesci, un aperitivo, un drink dietro l' altro, infine l' invito a seguirlo, «ti mostro il mio attico». Ma nell' appartamento è arrivato anche Anihem con la cocaina. La ragazza era già stordita dall' alcol e un rapporto con Pesci che avrebbe dovuto essere consenziente si è trasformato in uno stupro di gruppo.
La giovane è stata colpita alle spalle ed è caduta a terra tramortita. A quel punto i due l' hanna legato e imbavagliata per impedirle di gridare. Per tutta la notte altri spacciatori hanno fatto avanti e indietro dall' appartamento quando finivano le scorte di cocaina.
Quando alle 7 del mattino l' hanno liberata, la 21enne, ha dovuto subire un ultimo interminabile abuso prima che arrivasse il taxi.
«Hanno usato tutte le forme di prevaricazione che due uomini possono mettere in atto - ha detto il dirigente della Mobile Cosimo Romano -, violenze inaudite e brutali». Le indagini proseguono per capire se ci sono altre vittime dei festini di Pesci, che ha solo un precedente per guida in stato di ebbrezza.
«È una vicenda agghiacciante, terribile anche da leggere fino in fondo - ha scritto su Facebook il sindaco Federico Pizzarotti -. Ora la nostra comunità faccia scudo attorno a questa giovane donna».
“LO SANNO TUTTI CHE NON È UN CHIERICHETTO”
L'INVIATO DI "STRISCIA" VITTORIO BRUMOTTI PARLA DELL’AMICO FEDERICO PESCI, IMPRENDITORE DELLA MODA ACCUSATO DI AVER VIOLENTATO PER ORE UNA RAGAZZA NEL SUO ATTICO, INSIEME AL PUSHER NIGERIANO DI FIDUCIA
“SIAMO AMICI DA TANTO TEMPO, HA QUALCHE PROBLEMA CON LA DROGA. SE FOSSE VERO…”
FRUSTATA, LEGATA E IMBAVAGLIATA, I MEDICI SCONVOLTI QUANDO L’HANNO VISITATA
Vittorio Brumotti e l'orrore dello stupro di Parma: "Federico è mio amico, tutti sanno che...". Sconcertato
C'è anche Vittorio Brumotti, biker e inviato di Striscia la Notizia, tra gli amici vip di Federico Pesci, l'imprenditore della moda 46enne accusato di aver violentato per ore una ragazza di 21 anni insieme allo spacciatore di fiducia nigeriano nel suo attico con piscina a Parma. Una bruttissima storia di eccessi, droga, sesso e violenza che ha lasciato esterrefatto Brumotti.
A differenza di altri, però, l'inviato di Striscia vuole attendere riscontri certi: "La prima cosa che ho pensato è che è impossibile che l'abbia fatto - spiega Brumotti al Corriere della Sera - siamo amici da tanto tempo, è stato il mio primo sponsor, lo sanno tutti che non è un chierichetto, ha qualche problema con la droga ma cercava da tempo di uscirne.
È un personaggio sopra le righe, ma non è una persona cattiva". "Mi sento un femminista e se fosse vero che Federico ha fatto una cosa così ignobile, non gli rivolgerei più la parola - prosegue -, ma non si abbandona un amico prima di una vera condanna.
Ai tanti che ora lo scaricano, compreso Francesco Facchinetti che ha invocato la pena di morte, dico aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso". Però, ammette, "capisco che qualcosa dev'essere successo".
"VIOLENZE INAUDITE", IL RACCONTO DELLO STUPRO DI PARMA
Una notte di "violenze inaudite" che si sono protratte "fino alle 7 di mattina". Così Cosimo Romano, dirigente della squadra mobile di Parma, descrive quanto avvenuto a una giovane tra il 18 e il 19 luglio, aggiungendo: "La ragazza è stata portata al pronto soccorso e il referto non lasciava spazio ad alcun dubbio: 45 giorni di prognosi per ecchimosi, lesioni, ferite su tutto il corpo.
Ma più di questi 45 giorni possono le parole di un medico, il quale ha detto che in 7 anni di pronto soccorso non si era mai trovato davanti una donna con delle lesioni del genere, parlando di violenze brutali".
Vittima di questa terribile storia è una 21enne parmigiana. A sottoporla a questa violenza sarebbero stati un noto imprenditore del posto e il suo pusher nigeriano: entrambi sono in carcere con l’accusa di violenza sessuale e lesioni gravi.
Come si legge sulla Gazzetta di Parma i due avrebbero abusato della giovane per cinque ore, sottoponendola a violenze e sevizie e continuando, nel frattempo, ad assumere droga.
Secondo quanto ricostruito il 18 luglio l'imprenditore avrebbe contattato tramite alcuni messaggi la ragazza, invitandola ad uscire la sera. Dopo una serata in un locale, i due si sarebbero spostati nell’attico dell’uomo. Qui l'uomo avrebbe chiamato al telefono il suo pusher chiedendogli di portare della droga, ma una volta arrivato nell’abitazione sarebbero iniziate le prolungate violenze ai danni della giovane che è stata frustata, legata, imbavagliata. Perché le sue urla e le sue richieste di fermarsi non si sentissero, le è stato applicato un morso in bocca.
Per oltre 5 ore la 21enne è stata sottoposta a ogni genere di violenze senza che nessuno dei due accennasse a fermarsi. Quando è stata finalmente liberata, ha subito inerme un altro rapporto sessuale, poi dolorante e scioccata ha preso un taxi ed è tornata a casa.
La ragazza, sotto choc, non ha inizialmente detto nulla a nessuno ma i genitori si sono accorti che era successo qualcosa dagli evidenti segni presenti sul suo corpo, dai dolori insopportabili e dalla impossibilità ad alimentarsi.
Di "una vicenda agghiacciante, terribile", ha parlato il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. "Difficile - ha scritto su Facebook - anche da leggere fino in fondo. Sia fatta giustizia senza sé e senza ma. A nome di tutta la comunità parmigiana e della sua gente, ci stringiamo attorno alla ragazza che ha subìto forme di violenza indicibili. #Parma faccia scudo attorno a questa giovane donna e non la lasci mai sola. Ora c'è bisogno del sentimento forte e compatto di tutta la nostra piccola, grande comunità".
Fonte: qui
Vittorio Brumotti e l'orrore dello stupro di Parma: "Federico è mio amico, tutti sanno che...". Sconcertato
C'è anche Vittorio Brumotti, biker e inviato di Striscia la Notizia, tra gli amici vip di Federico Pesci, l'imprenditore della moda 46enne accusato di aver violentato per ore una ragazza di 21 anni insieme allo spacciatore di fiducia nigeriano nel suo attico con piscina a Parma. Una bruttissima storia di eccessi, droga, sesso e violenza che ha lasciato esterrefatto Brumotti.
A differenza di altri, però, l'inviato di Striscia vuole attendere riscontri certi: "La prima cosa che ho pensato è che è impossibile che l'abbia fatto - spiega Brumotti al Corriere della Sera - siamo amici da tanto tempo, è stato il mio primo sponsor, lo sanno tutti che non è un chierichetto, ha qualche problema con la droga ma cercava da tempo di uscirne.
È un personaggio sopra le righe, ma non è una persona cattiva". "Mi sento un femminista e se fosse vero che Federico ha fatto una cosa così ignobile, non gli rivolgerei più la parola - prosegue -, ma non si abbandona un amico prima di una vera condanna.
Ai tanti che ora lo scaricano, compreso Francesco Facchinetti che ha invocato la pena di morte, dico aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso". Però, ammette, "capisco che qualcosa dev'essere successo".
"VIOLENZE INAUDITE", IL RACCONTO DELLO STUPRO DI PARMA
Una notte di "violenze inaudite" che si sono protratte "fino alle 7 di mattina". Così Cosimo Romano, dirigente della squadra mobile di Parma, descrive quanto avvenuto a una giovane tra il 18 e il 19 luglio, aggiungendo: "La ragazza è stata portata al pronto soccorso e il referto non lasciava spazio ad alcun dubbio: 45 giorni di prognosi per ecchimosi, lesioni, ferite su tutto il corpo.
Ma più di questi 45 giorni possono le parole di un medico, il quale ha detto che in 7 anni di pronto soccorso non si era mai trovato davanti una donna con delle lesioni del genere, parlando di violenze brutali".
Vittima di questa terribile storia è una 21enne parmigiana. A sottoporla a questa violenza sarebbero stati un noto imprenditore del posto e il suo pusher nigeriano: entrambi sono in carcere con l’accusa di violenza sessuale e lesioni gravi.
Come si legge sulla Gazzetta di Parma i due avrebbero abusato della giovane per cinque ore, sottoponendola a violenze e sevizie e continuando, nel frattempo, ad assumere droga.
Secondo quanto ricostruito il 18 luglio l'imprenditore avrebbe contattato tramite alcuni messaggi la ragazza, invitandola ad uscire la sera. Dopo una serata in un locale, i due si sarebbero spostati nell’attico dell’uomo. Qui l'uomo avrebbe chiamato al telefono il suo pusher chiedendogli di portare della droga, ma una volta arrivato nell’abitazione sarebbero iniziate le prolungate violenze ai danni della giovane che è stata frustata, legata, imbavagliata. Perché le sue urla e le sue richieste di fermarsi non si sentissero, le è stato applicato un morso in bocca.
Per oltre 5 ore la 21enne è stata sottoposta a ogni genere di violenze senza che nessuno dei due accennasse a fermarsi. Quando è stata finalmente liberata, ha subito inerme un altro rapporto sessuale, poi dolorante e scioccata ha preso un taxi ed è tornata a casa.
La ragazza, sotto choc, non ha inizialmente detto nulla a nessuno ma i genitori si sono accorti che era successo qualcosa dagli evidenti segni presenti sul suo corpo, dai dolori insopportabili e dalla impossibilità ad alimentarsi.
Di "una vicenda agghiacciante, terribile", ha parlato il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. "Difficile - ha scritto su Facebook - anche da leggere fino in fondo. Sia fatta giustizia senza sé e senza ma. A nome di tutta la comunità parmigiana e della sua gente, ci stringiamo attorno alla ragazza che ha subìto forme di violenza indicibili. #Parma faccia scudo attorno a questa giovane donna e non la lasci mai sola. Ora c'è bisogno del sentimento forte e compatto di tutta la nostra piccola, grande comunità".
Fonte: qui
mercoledì 23 maggio 2018
PIZZAROTTI: “UN CONSIGLIO A CONTE? SCAPPA A GAMBE LEVATE FINCHE' PUOI...”
“AL PRIMO CONSIGLIO EUROPEO GLI DIRANNO ‘GUARDI SI SPOSTI, STA ARRIVANDO IL PREMIER ITALIANO. E LUI RISPONDERÀ ‘SONO IO’…PERÒ IL GOVERNO TRA I DUE POTREBBE ANCHE DURARE.
LUIGI DI MAIO A DIRIGERE IL MINISTERO DEL LAVORO? PER UNO CHE NON HA MAI LAVORATO…”
Da ‘Un Giorno da Pecora’
“Un consiglio a Giuseppe Conte? Gli direi scappa finché puoi, a gambe levate“. A parlare è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma ed ex esponente del M5S, che oggi è stato ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciar. Non vede bene la possibile premiership di Giuseppe Conte? “Al primo consiglio europeo penseranno che sia quello che anticipa il premier. Diranno: guardi, si sposti, che sta arrivando il premier italiano. E lui risponderà 'sono io'...perché questo è il livello della sua conoscenza all'estero”.
Quanto durerà il governo? “M5S e Lega sono due partiti molto 'quadrati', ora si difendono a vicenda dopo essersi detti di tutto. Direi che potrebbero anche durare”. Cosa ne penserebbe di Luigi Di Maio a dirigere il dicastero del Lavoro? “Per uno che non ha mai lavorato...” Alessandro Di Battista, almeno, le piace? “Lui è il Che Guevara del M5S, lui incita la ribellione e Di Maio è al caldo dietro lo schermo. Diciamo che Dibba è il Che e Di Maio Fidel Castro, con la barba...”
Fonte: qui
SI È DIMESSO L’ASSESSORE ALLE PARTECIPATE DEL COMUNE DI ROMA, ALESSANDRO GENNARO: SI TRATTA DELL’OTTAVO ADDIO ALLA GIUNTA RAGGI
LASCIA DOPO 8 MESI IL SUO INCARICO IN CAMPIDOGLIO PER “RAGIONI STRETTAMENTE PERSONALI” E “INCOMPATIBILITÀ CON ALTRI IMPEGNI PROFESSIONALI”
Vincenzo Bisbiglia per https://www.ilfattoquotidiano.it
Alessandro Gennaro si è dimesso. Come lasciato intendere quasi due mesi fa, in concomitanza con l’addio del delegato al Commercio, Adriano Meloni, l’assessore alle Partecipate del Comune di Roma lascia il suo incarico in Campidoglio per “ragioni strettamente personali” e “incompatibilità con altri impegni professionali”. Si tratta dell’ottavo addio alla Giunta capitolina in questi quasi 2 anni di mandato, compreso il giudice Raffaele De Dominicis, formalmente assessore al Bilancio per soli 20 giorni ed escluso il rugbista Andrea Lo Cicero, prima annunciato ma mai formalmente nominato.
“Ne cambio anche cento di assessori se non rispettano il programma”, aveva risposto Virginia Raggi nel novembre scorso a Giovanni Floris durante una sua intervista a La7, parlando delle porte girevoli in Giunta (in tutto finora sono stati nominati 19 assessori, 11 attuali e 8 ex) e nei tanti ruoli tecnici fra gabinetto, segreteria e vertici delle partecipate.
Nessuna sorpresa, stavolta. Quello alle Partecipate è sempre stato un assessorato a tempo, sin da quando la sindaca decise di scorporare la maxi-delega assegnata inizialmente a Marcello Minenna per nominare Andrea Mazzillo (Bilancio) e Massimo Colomban.
“Il lavoro è avviato, l’obiettivo è efficientare queste società, razionalizzarle e ridurne il numero. Sarà possibile procedere a una progressiva eliminazione di questo assessorato”, ha detto Raggi questa mattina a Palazzo Senatorio, confermando quanto circolato nelle ultime settimane, ovvero che le competenze politiche sarebbero passate probabilmente al titolare del Bilancio, Gianni Lemmetti, ma di fatto lasciate al segretario generale, Franco Giampaoletti e, in seguito, a un tecnico esterno che in Campidoglio stanno già cercando attraverso bando pubblico.
“Voglio ringraziare la sindaca – ha detto Gennaro a margine – per le parole che ha speso per me perché credo abbia avuto il coraggio di accordarmi la fiducia. Già solo nel nome questo assessorato desta qualche preoccupazione, vista la particolarità di quello che c’è nella galassia del gruppo Roma Capitale. Per me è stata un’occasione che poche volte si presenta nella vita, sono stati 8 mesi faticosi, un’esperienza breve ma istruttiva”.
Salvo sorprese, non dovrebbe esserci un ritorno formale di Salvatore Romeo, sebbene venga avvistato ormai quasi giornalmente nei corridoi di Palazzo Senatorio. Per anni, infatti – anche prima dell’arrivo dei pentastellati sul colle capitolino – il funzionario ha ricoperto il ruolo che attualmente è assegnato ad interim a Giampaoletti.
Risultando ormai archiviati tutti i procedimenti relativi al suo aumento di stipendio a inizio mandato, Raggi stamane si è sentita in dovere di ringraziare l’ex braccio destro “per il lavoro che aveva svolto anche lui in quel ruolo”. Frase che ha dato adito subito a rumors tuttora lontani dall’apparire attendibili. Romeo, infatti, negli anni addietro ha tenuto le fila dell’attività politica e assieme a Daniele Frongia, la sindaca Raggi e Raffaele Marra, ex capo del Dipartimento Personale.
La sua nomina però è durata poco, da luglio a dicembre 2016, perché in seguito all’arresto di Marra – con l’accusa di corruzione per vicende precedenti al suo ruolo con l’amministrazione Raggi – i vertici del Movimento 5 stelle ne hanno chiesto un passo indietro. Difficile al momento, nonostante la piena riabilitazione, che possa tornare a ricoprire ruoli di vertice. Anche se ormai la politica romana ci ha abituato a qualsiasi colpo di scena.
Fonte: qui
Vincenzo Bisbiglia per https://www.ilfattoquotidiano.it
Alessandro Gennaro si è dimesso. Come lasciato intendere quasi due mesi fa, in concomitanza con l’addio del delegato al Commercio, Adriano Meloni, l’assessore alle Partecipate del Comune di Roma lascia il suo incarico in Campidoglio per “ragioni strettamente personali” e “incompatibilità con altri impegni professionali”. Si tratta dell’ottavo addio alla Giunta capitolina in questi quasi 2 anni di mandato, compreso il giudice Raffaele De Dominicis, formalmente assessore al Bilancio per soli 20 giorni ed escluso il rugbista Andrea Lo Cicero, prima annunciato ma mai formalmente nominato.
“Ne cambio anche cento di assessori se non rispettano il programma”, aveva risposto Virginia Raggi nel novembre scorso a Giovanni Floris durante una sua intervista a La7, parlando delle porte girevoli in Giunta (in tutto finora sono stati nominati 19 assessori, 11 attuali e 8 ex) e nei tanti ruoli tecnici fra gabinetto, segreteria e vertici delle partecipate.
Nessuna sorpresa, stavolta. Quello alle Partecipate è sempre stato un assessorato a tempo, sin da quando la sindaca decise di scorporare la maxi-delega assegnata inizialmente a Marcello Minenna per nominare Andrea Mazzillo (Bilancio) e Massimo Colomban.
“Il lavoro è avviato, l’obiettivo è efficientare queste società, razionalizzarle e ridurne il numero. Sarà possibile procedere a una progressiva eliminazione di questo assessorato”, ha detto Raggi questa mattina a Palazzo Senatorio, confermando quanto circolato nelle ultime settimane, ovvero che le competenze politiche sarebbero passate probabilmente al titolare del Bilancio, Gianni Lemmetti, ma di fatto lasciate al segretario generale, Franco Giampaoletti e, in seguito, a un tecnico esterno che in Campidoglio stanno già cercando attraverso bando pubblico.
“Voglio ringraziare la sindaca – ha detto Gennaro a margine – per le parole che ha speso per me perché credo abbia avuto il coraggio di accordarmi la fiducia. Già solo nel nome questo assessorato desta qualche preoccupazione, vista la particolarità di quello che c’è nella galassia del gruppo Roma Capitale. Per me è stata un’occasione che poche volte si presenta nella vita, sono stati 8 mesi faticosi, un’esperienza breve ma istruttiva”.
Salvo sorprese, non dovrebbe esserci un ritorno formale di Salvatore Romeo, sebbene venga avvistato ormai quasi giornalmente nei corridoi di Palazzo Senatorio. Per anni, infatti – anche prima dell’arrivo dei pentastellati sul colle capitolino – il funzionario ha ricoperto il ruolo che attualmente è assegnato ad interim a Giampaoletti.
Risultando ormai archiviati tutti i procedimenti relativi al suo aumento di stipendio a inizio mandato, Raggi stamane si è sentita in dovere di ringraziare l’ex braccio destro “per il lavoro che aveva svolto anche lui in quel ruolo”. Frase che ha dato adito subito a rumors tuttora lontani dall’apparire attendibili. Romeo, infatti, negli anni addietro ha tenuto le fila dell’attività politica e assieme a Daniele Frongia, la sindaca Raggi e Raffaele Marra, ex capo del Dipartimento Personale.
La sua nomina però è durata poco, da luglio a dicembre 2016, perché in seguito all’arresto di Marra – con l’accusa di corruzione per vicende precedenti al suo ruolo con l’amministrazione Raggi – i vertici del Movimento 5 stelle ne hanno chiesto un passo indietro. Difficile al momento, nonostante la piena riabilitazione, che possa tornare a ricoprire ruoli di vertice. Anche se ormai la politica romana ci ha abituato a qualsiasi colpo di scena.
Fonte: qui
domenica 19 novembre 2017
PARMA - DUE SCOSSE DI TERREMOTO: GENTE IN STRADA, MA NESSUN DANNO
IL SISMA DI MAGNITUDO 4.4 HA AVUTO CON EPICENTRO LA ZONA DI FORNOVO DI TARO, MA È STATA AVVERTITO FINO A GENOVA
NELLA NOTTE UNA SCOSSA SUPERIORE AL 3 ERA STATA RILEVATA IN PROVINCIA DI BENEVENTO
Una scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 13.37 con epicentro nella zona di Fornovo di Taro, in provincia di Parma. E' quanto si legge sul sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Al momento non ci sono segnalazioni di danni. La scossa di terremoto con epicentro a Fornovo di Taro è stata avvertita nettamente in tutta la provincia di Parma, con molti cittadini che sono scesi in strada, ma al momento non ci sono segnalazioni di danni a persone e cose.
Molte le telefonate ricevute dai vigili del fuoco, ma non ci sono interventi in atto. Buona parte della popolazione ha avvertito anche una scossa precedente di magnitudo 3.3 delle 13.10 registrata con epicentro a Varano dè Melegari sempre nel Parmense. Su Parma "l'intensità" delle scosse è stata percepibile ma non di particolare rilievo al momento" ha scritto il sindaco Federico Pizzarotti sulla sua pagina Fb. "Siamo in contatto con il centro regionale di protezione civile per ulteriori aggiornamenti. La situazione è in corso di monitoraggio".
Il terremoto è stato avvertito fino alla Liguria e a Genova. Nella notte una scossa superiore al 3 era stata rilevata in provincia di Benevento. Il sisma è avvenuto all'1.45. Secondo quanto riportato dai sismografi dell'Ingv, l'epicentro è stato localizzato a Pago Veiano, in provincia di Benevento, a una profondità di 29 km. Non ci sono stati danni a cose e a persone, fatta eccezione per la caduta di qualche calcinaccio e tegola nel borgo antico del paese.
Fonte: qui
La sindaca di Fornovo: "Tanta paura, ma niente danni"
Il sindaco Pizzarotti "La scossa è stata sentita a Parma". Lucchi: "Abbiamo avuto paura". Anche la Protezione civile conferma: "Non ci sono segnalazioni di danni
In seguito alla scossa di terremoto di magnitudo 4.4 con epicentro a Fornovo di Taro, sull'Appennino parmense, «non ci sono state segnalazioni di danni agli edifici e alle persone. C'è stata grande paura che ha spinto le persone a telefonare a Vigili del Fuoco e Carabinieri visto che oggi il Municipio è chiuso ma segnalazioni di danni non ce ne sono state». Lo ha detto, raggiunta al telefono, la sindaca di Fornovo di Taro, Emanuela Grenti. "Abbiamo attivato le verifiche sugli edifici pubblici, scolastici, sulla casa protetta, la palestra. Ad ogni modo - ha concluso - la scossa c'è stata da poco, nell’immediato, non si registrano danni, non si registra nulla di rilevante, di evidente".
Su Parma "l'intensità" delle scosse di terremoto di magnitudo 3.3 e 4.4 con epicentro "nell’Appennino intorno a Fornovo di Taro e Varano de' Melegari" "è stata percepibile ma non di particolare rilievo al momento. Siamo in contatto con il centro regionale di protezione civile per ulteriori aggiornamenti. La situazione è in corso di monitoraggio". E’ quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.
Nessuna segnalazione di danni, al momento, a persone o cose è stata fatta in seguito alle due scosse di terremoto avvenute poco fa nel Parmense. Lo conferma il Dipartimento della protezione civile. «A seguito degli eventi sismici registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in provincia di Parma, alle ore 13.10 e alle ore 13.37, rispettivamente con magnitudo 3.3 e 4.4, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile - si legge in una nota - si è messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile. Dalle verifiche effettuate, gli eventi - con epicentro tra i comuni Fornovo di Taro, Varano de' Melegari e Terenzo - sono risultati avvertiti dalla popolazione, ma non sono stati segnalati al momento danni a persone o cose».
Anche Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "S'è percepito chiaramente il terremoto. Si sono susseguite 2 scosse e la seconda ha fatto paura. Alcune crisi "isteriche". Subissato di tel. il mio cellulare. Il maresciallo dei Carabinieri chiede verifica edificio Caserma in Piazza Salvo d'Acquisto. Domani l'ing. Fochi, per conto del Comune, svolgerà diversi sopralluoghi".
Anche il sindaco di Fidenza, Andrea Massari, sulla sua pagina Facebook fa il punto della situazione nel suo Comune: "Alle 13.10 circa e alle 13.40 - dice Massari -in tanti abbiamo avvertito due scosse leggere di terremoto. La prima molto leggera mentre la seconda è stata avvertita di più. Le forze dell'ordine e la Polizia Municipale eseguiranno verifiche sul territorio e degli edifici pubblici. Chi avesse subito o fosse a conoscenza di situazioni di pericolo contatti i numeri dell'emergenza".
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