9 dicembre forconi: cinese
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mercoledì 10 luglio 2019

Si può rompere il monopolio cinese delle Terre Rare?

Un gruppo di diciassette elementi metallici il cui nome la maggior parte di noi non ha mai sentito di recente è entrato sotto i riflettori tra le  ultime escalation di tensione  tra Pechino e Washington. Terre rare, utilizzate in una miriade di prodotti da display elettronici a laser e auto elettriche, sono attualmente il dominio della Cina e si teme che possa decidere di armare questo dominio.
C'è un precedente.
Nel 2011, quando una disputa territoriale tra Cina e Giappone si fece dura, Pechino impose un embargo sulle esportazioni di terre rare sul suo vicino. Il risultato: prezzi altissimi, dato che tutti hanno iniziato ad accumulare scorte in caso le cose fossero diventate ancora più difficili fino all'intervento dell'Organizzazione mondiale del commercio e la Cina ha revocato l'embargo.
La Cina ospita l'  85% della  capacità produttiva mondiale delle terre rare e , a differenza di altri paesi, ha trascorso decenni a sviluppare le tecnologie più efficienti non solo per estrarle ma anche per elaborare questi diciassette metalli, come una recente analisi approfondita   del ha notato la situazione dal South China Morning Post. In breve, la Cina ha le risorse e il know-how per estrarle. In una guerra commerciale questo è un grande vantaggio.
Gli Stati Uniti hanno importato l'80 percento delle terre rare utilizzate tra il 2014 e il 2017, secondo quanto riferito daReuters  , poiché l'argomento ha attirato l'attenzione dei media. C'è solo una miniera di terre rare che opera nel paese in questo momento, il  Mountain Pass  in California, ed è stata operativa solo per due anni dopo che MP Materials - una società con il sostegno finanziario cinese - l'ha comprata da Molycorp, che è stata dismessa nel 2015 .
Secondo MP Materials, Mountain Pass produce un decimo della fornitura mondiale di terre rare ... ma sul sito non vi è alcuna capacità di raffinazione delle terre rare, quindi ogni prodotto estratto a Mountain Pass viene spedito in Cina per essere processato . Il paese ha 220.000 tonnellate di capacità annua di raffinazione delle terre rare. Questo è cinque volte la capacità di raffinazione combinata del resto del mondo.
Questo è ciò che può essere ragionevolmente chiamato dipendenza quasi completa.
Il problema di scrollarsi di dosso questa dipendenza è duplice .
Da un lato, il riciclaggio è fuori questione e rimarrà fuori questione semplicemente perché le terre rare sono utilizzate in quantità così piccole che non ce ne sono abbastanza da riciclare. Le aziende di riciclaggio non le recuperano affatto quando separano materiali da, ad esempio, dispositivi elettronici per il riciclaggio. Poche aziende le stanno raccogliendo per il riciclaggio e lavorando su una nuova tecnologia di riciclaggio specificamente mirata alle terre rare - ma ce ne sono alcune.
Apple, ad esempio, ha creato un robot chiamato Daisy in grado di recuperare 32 chilogrammi di terre rare per 100.000 iPhone riciclati. Le aziende in Asia stanno lanciando anche impianti di riciclaggio per terre rare, ma per ora su scala relativamente ridotta. Sembra che il mainstream riciclaggio delle terre rare dovrà con ogni probabilità aspettare.
Anche i materiali alternativi vengono ricercati con un certo successo, ma le terre rare restano la scelta dominante per l'elettronica e vari altri prodotti, proprio come le batterie agli ioni di litio continuano a dominare il settore delle batterie nonostante la moltitudine di potenziali sfidanti.
MP Materials dice che prevede di riaprire la struttura di raffinazione presso la miniera di Mountain Pass entro la fine del 2020. Questo sarebbe certamente un inizio per ridurre questa scomoda dipendenza dalla Cina. Eppure sarà solo questo, un inizio. Una società australiana, Lynas, all'inizio dell'anno ha siglato un accordo con la Blue Line Corporation in Texas per costruire congiuntamente un impianto di separazione di terre rare sul suolo statunitense. Questo è un altro passo.
Scuotere il dominio della Cina nelle terre rare richiederà anni, ma è necessario in quanto la domanda mondiale di quei diciassette elementi continuerà a crescere mentre continuiamo a dipendere sempre più da prodotti che non possono funzionare senza di essi.

sabato 21 luglio 2018

IL RACCONTO DELLA 20ENNE STUPRATA A MILANO DAL TASSISTA ILLEGALE EGIZIANO

DOPO LA SERATA ALL’OLD FASHION, È SALITA NELL’AUTO DELL’UOMO CHE GIÀ CONOSCEVA 

LUI L’HA PORTATA IN UN PARCHEGGIO E HA APPROFITTATO DELLA SUA INCOSCIENZA

Cristina Bassi per “il Giornale”

stuproSTUPRO
Si è risvegliata nel proprio letto dopo una notte in discoteca e ha capito subito che le era successo qualcosa di brutto. Nella sua mente, ancora annebbiata dal troppo alcol bevuto con gli amici, hanno cominciato ad affiorare alcuni flash.

Uno in particolare: un uomo sopra di lei dentro una macchina. L'amica che l'ha raggiunta e le macchie trovate sui vestiti della sera prima l'hanno convinta ad andare dai carabinieri e denunciare lo stupro subito.

È così che i militari della Compagnia Milano Duomo hanno arrestato per violenza sessuale Ahmed Nabawy Ahmed Elshebbiny, tassista abusivo di 61 anni nato in Egitto con cittadinanza italiana (è nel nostro Paese dagli anni Ottanta).
movida milanoMOVIDA MILANO

«La vittima, una studentessa di 20 anni - spiega il capitano Renato Puglisi - si è presentata da noi nel pomeriggio dello scorso 16 giugno. I suoi ricordi della notte appena trascorsa, anche se frammentari, sono stati preziosi per individuare l'aggressore».

La giovane ha raccontato di aver passato la serata con gli amici alla discoteca Old Fashion, la stessa davanti alla quale alcuni giorni fa è stato accoltellato Niccolò Bettarini, per una festa di compleanno.

Ha ammesso di avere bevuto molto e di essere uscita poco prima delle 5, sola e completamente ubriaca. È salita sull'auto dell'uomo che conosceva già, perché altre volte l'aveva accompagnata a casa, anche insieme ad altre persone.

Il 61enne l'ha portata in un parcheggio appartato e ha abusato di lei approfittando del suo stato di incoscienza. I frammenti che la vittima ricorda: lui che la tocca, un luogo con alberi e un cartello stradale, la luce dell'alba, quell'uomo sopra di lei sul sedile del passeggero e poi sempre lui che scende per pulire il sedile, il colore grigio dell'utilitaria e quelle frasi pronunciate dopo la violenza.

OLD FASHION MILANOOLD FASHION MILANO
«Questa cosa resta tra di noi, io ti voglio bene», le dice riaccompagnandola a casa. E quando lei chiede di pagare la corsa: «No, non ti preoccupare...».

La ragazza crolla sul letto, quando si sveglia comincia a ricostruire. Si confida con due amici. «Nonostante quello che aveva subito, sorprende la precisione dei particolari riportati dalla vittima», sottolinea il procuratore aggiunto Letizia Mannella che ha coordinato le indagini insieme al pm Gianluca Prisco.

movida milano 1MOVIDA MILANO


Il racconto è definito «pienamente attendibile» dal gip Alessandra Simion, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le conferme sono arrivate dalle analisi del Soccorso violenza sessuale della clinica Mangiagalli e da quelle del Ris di Parma: il Dna dell'arrestato corrisponde a quello estrapolato dalle tracce biologiche sugli abiti della giovane. Ahmed Elshebbiny, vedovo e con figli, ha vecchi precedenti penali per furto.

I carabinieri lo hanno trovato grazie alle indicazioni della 20enne cui lui aveva lasciato il numero di cellulare. Era a casa, ha aperto la porta credendo che a bussare fosse il portiere. In passato aveva già fatto apprezzamenti alla studentessa stuprata: «Quanto sei bella, mi ricordi una mia ex fidanzata. Vuoi dormire da me? Ho una stanza libera». Gli investigatori indagano ancora, sospettano che Ahmed possa aver fatto altre vittime. 

Fonte: qui
LEGATA, IMBAVAGLIATA E STUPRATA PER ORE 


A PIACENZA UNA BARISTA CINESE È RICOVERATA SOTTO CHOC DOPO ESSERE STATA VIOLENTATA NEL SUO LOCALE 

UN UOMO SI È PRESENTATO NEL BAR E L’HA IMMOBILIZZATA. A CHIAMARE I SOCCORSI SONO STATI I VICINI, CHE L’HANNO SENTITA URLARE…



Legata, imbavagliata e stuprata per ore da un uomo. È la denuncia di una barista cinese di Piacenza, ora ricoverata sotto choc in ospedale.

Secondo il racconto della vittima ai carabinieri, che sono sulle tracce dell’aggressore, l’uomo si sarebbe presentato nel locale la sera del 18 luglio poco prima della chiusura, mentre la vittima era da sola, e dopo averla immobilizzata avrebbe abusato di lei.
stuproSTUPRO

Le grida sono state udite dai vicini che hanno chiamato i soccorsi. Al momento sulla vicenda, di cui ha dato notizia la stampa locale, c’è forte riserbo da parte degli investigatori e della procura, che ha affidato il caso al pm Emilio Pisante.

stupro 4STUPRO 





I carabinieri hanno già ascoltato diverse persone e isolato la zona antistante il bar di viale Dante per acquisire elementi utili all’identificazione dell’uomo.

Fonte: qui

domenica 13 maggio 2018

A FOLIGNO ARRESTATA UNA CINESE DI 51 ANNI CHE GESTIVA UN CENTRO MASSAGGI IN CUI LE RAGAZZE SI VENDEVANO AI CLIENTI PER CIFRE DAI 20 AI 50 EURO. A BARI ...

A BARI TRE “INSOSPETTABILI” ARRESTATI PER ABUSI SUI MINORENNI: FOTOGRAVANO I BAMBINI PER STRADA E PAGAVANO 5 EURO O REGALAVANO PROFUMI E SIGARETTE PER AVERE UN…

SESSO NEL CENTRO MASSAGGI, ARRESTATA LA TITOLARE

centri massaggi cinesiCENTRI MASSAGGI CINESI
Si potevano ottenere anche prestazioni sessuali - secondo i carabinieri - in un centro massaggi di Foligno gestito da una cinese di 51 anni che è stata arrestata per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Spoleto. Nei vari servizi di osservazione posti in essere dai carabinieri, nel corso dei quali sono stati individuati alcuni avventori provenienti da diverse località dell'Umbria e regioni limitrofe, è emerso che questi, oltre al normale massaggio, potevano ricevere dalle massaggiatrici, tutte di nazionalità cinese, un trattamento «particolare», dietro il pagamento di una somma variabile dai 20 ai 50 euro a seconda della prestazione. Tutti i proventi, sia dei massaggi che dei trattamenti extra, venivano incassati esclusivamente dalla titolare.

centro massaggi cineseCENTRO MASSAGGI CINESE
Nel corso del blitz, i carabinieri hanno provveduto al sequestro dei locali, del denaro provento dell'attività, di documenti contabili e del telefono cellulare con il quale venivano gestiti tutti gli appuntamenti con la clientela. È stata anche identificata una dipendente, costretta a prostituirsi dalle 10 alle 23 di ogni giorno, orario di apertura del negozio. La titolare è stata inoltre denunciata per l'inosservanza delle norme di sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti.

MINORENNI ADESCATI SUI SOCIAL, TRE INSOSPETTABILI IN MANETTE: "SESSO IN CAMBIO DI UN PROFUMO O CINQUE EURO"


PEDOPORNOGRAFIAPEDOPORNOGRAFIA
Nuovi particolari sull'inchiesta della Procura di Bari che ha portato, questa mattina, all'arresto di tre persone, da parte dei Carabinieri, accusati, a vario titolo, di atti sessuali con minore, sfruttamento della prostituzione, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. In manette sono finiti un insegnante di musica 58enne, un pasticcere 51enne (entrambi in carcere) e un 46enne (ai domiciliari).

Le indagini, coordinate dal pm Marcello Quercia, hanno permesso di rinvenire, sul telefono del docente privato, oltre 20mila file tra video e immagini che immortalavano gambe e altre parti del corpo di numerosi bambini, fotografate per strada o sui mezzi pubblici.

PEDOFILIAPEDOFILIA
Le vittime venivano adescate su alcuni social network come Badoo mentre i contatti con i ragazzini erano attraverso Facebook e Whatsapp. Il 46enne, inoltre, si sarebbe messo in contatto con altri minori fuori regione. Quattro gli adolescenti che hanno subito le attenzioni sessuali dei tre finiti in manette: si tratta di due italiani e altrettanti di etnia rom.
Tre di loro, attualmente, sono maggiorenni. I reati contestati sarebbero stati commessi tra il 2014 e il 2017: gli inquirenti hanno scandagliato tabulati telefonici e chat trovate sui cellulari dei due ragazzini, in particolare di un minore all'epoca dei fatti 13enne, attualmente collocato in una comunità protetta.

In cambio di sesso avrebbero ricevuto sigarette, profumo e, in altre occasioni, 5 euro. I rapporti erano consumati in auto, nelle zone periferiche della città, tra cui i dintorni dello stadio San Nicola. Per i due italiani, invece, appartenenti a famiglie umili che, per gli investigatori, erano ignare degli episodi, i rapporti venivano consumati nelle periferie delle loro città di residenza.

Fonte: qui

A FOLIGNO ARRESTATA UNA CINESE DI 51 ANNI CHE GESTIVA UN CENTRO MASSAGGI IN CUI LE RAGAZZE SI VENDEVANO AI CLIENTI PER CIFRE DAI 20 AI 50 EURO. A BARI ...

A BARI TRE “INSOSPETTABILI” ARRESTATI PER ABUSI SUI MINORENNI: FOTOGRAVANO I BAMBINI PER STRADA E PAGAVANO 5 EURO O REGALAVANO PROFUMI E SIGARETTE PER AVERE UN…

SESSO NEL CENTRO MASSAGGI, ARRESTATA LA TITOLARE

centri massaggi cinesiCENTRI MASSAGGI CINESI
Si potevano ottenere anche prestazioni sessuali - secondo i carabinieri - in un centro massaggi di Foligno gestito da una cinese di 51 anni che è stata arrestata per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Spoleto. Nei vari servizi di osservazione posti in essere dai carabinieri, nel corso dei quali sono stati individuati alcuni avventori provenienti da diverse località dell'Umbria e regioni limitrofe, è emerso che questi, oltre al normale massaggio, potevano ricevere dalle massaggiatrici, tutte di nazionalità cinese, un trattamento «particolare», dietro il pagamento di una somma variabile dai 20 ai 50 euro a seconda della prestazione. Tutti i proventi, sia dei massaggi che dei trattamenti extra, venivano incassati esclusivamente dalla titolare.

centro massaggi cineseCENTRO MASSAGGI CINESE
Nel corso del blitz, i carabinieri hanno provveduto al sequestro dei locali, del denaro provento dell'attività, di documenti contabili e del telefono cellulare con il quale venivano gestiti tutti gli appuntamenti con la clientela. È stata anche identificata una dipendente, costretta a prostituirsi dalle 10 alle 23 di ogni giorno, orario di apertura del negozio. La titolare è stata inoltre denunciata per l'inosservanza delle norme di sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti.

MINORENNI ADESCATI SUI SOCIAL, TRE INSOSPETTABILI IN MANETTE: "SESSO IN CAMBIO DI UN PROFUMO O CINQUE EURO"


PEDOPORNOGRAFIAPEDOPORNOGRAFIA
Nuovi particolari sull'inchiesta della Procura di Bari che ha portato, questa mattina, all'arresto di tre persone, da parte dei Carabinieri, accusati, a vario titolo, di atti sessuali con minore, sfruttamento della prostituzione, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. In manette sono finiti un insegnante di musica 58enne, un pasticcere 51enne (entrambi in carcere) e un 46enne (ai domiciliari).

Le indagini, coordinate dal pm Marcello Quercia, hanno permesso di rinvenire, sul telefono del docente privato, oltre 20mila file tra video e immagini che immortalavano gambe e altre parti del corpo di numerosi bambini, fotografate per strada o sui mezzi pubblici.

PEDOFILIAPEDOFILIA
Le vittime venivano adescate su alcuni social network come Badoo mentre i contatti con i ragazzini erano attraverso Facebook e Whatsapp. Il 46enne, inoltre, si sarebbe messo in contatto con altri minori fuori regione. Quattro gli adolescenti che hanno subito le attenzioni sessuali dei tre finiti in manette: si tratta di due italiani e altrettanti di etnia rom.
Tre di loro, attualmente, sono maggiorenni. I reati contestati sarebbero stati commessi tra il 2014 e il 2017: gli inquirenti hanno scandagliato tabulati telefonici e chat trovate sui cellulari dei due ragazzini, in particolare di un minore all'epoca dei fatti 13enne, attualmente collocato in una comunità protetta.

In cambio di sesso avrebbero ricevuto sigarette, profumo e, in altre occasioni, 5 euro. I rapporti erano consumati in auto, nelle zone periferiche della città, tra cui i dintorni dello stadio San Nicola. Per i due italiani, invece, appartenenti a famiglie umili che, per gli investigatori, erano ignare degli episodi, i rapporti venivano consumati nelle periferie delle loro città di residenza.

Fonte: qui

venerdì 23 marzo 2018

STAZIONE SPAZIALE CINESE ALLA DERIVA, I FRAMMENTI POTREBBERO COLPIRE LE REGIONI A SUD DELL’EMILIA TRA IL 28 MARZO E IL 4 APRILE

L’ALLARME DELLA PROTEZIONE CIVILE 

LA NAVICELLA E’ FUORI CONTROLLO GIA’ DAL 2016



Valentina Errante per il Messaggero

Solo un giorno prima sarà possibile stabilire esattamente, o almeno un raggio di circa 100 chilometri, dove avverrà l'impatto dei frammenti. Ma intanto la Protezione civile ha istituito un tavolo tecnico e ha trasmesso ieri una circolare, perché non è escluso che la caduta libera della stazione spaziale cinese Tiangon 1, prevista tra il 28 marzo e il 4 aprile, «possa interessare il territorio nazionale».

L'area presunta è a sud dell'Emilia Romagna, per questo la nota è stata trasmessa a tutte le regioni che secondo i monitoraggi sono potenzialmente coinvolte: dal Lazio alla Sardegna. Poi a tutti i ministeri e persino a Bankitalia. La protezione civile ha anche istituito un tavolo tecnico per le valutazioni e per definire i possibili scenari di rischio Partecipa l'Agenzia spaziale italianasi, il consigliere militare di Palazzo Chigi, il dipartimento dei Vigili del fuoco, il ministero della Difesa, il ministero degli Esteri, Enac, Enav e Ispra, commissione speciale di Protezione civile.

tiangong 1TIANGONG 1
LA CIRCOLARE«Questo dipartimento - si legge nella circolare - è stato informato dall'Asi, in qualità di centro di competenza, che il rientro incontrollato in atmosfera della stazione spaziale Tiangong 1 potrebbe interessare il territorio nazionale». Secondo l'Asi, «la caduta dei frammenti è al momento prevista nel periodo tra il 28 marzo e il 4 aprile all'interno della fascia di dispersione nelle regioni a sud dell'Emilia Romagna inclusa. La finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo, potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro». 

I RISCHI L'altezza orbitale del Palazzo Celeste, nome assai evocativo che corrisponde alla traduzione in italiano di Tiangopng 1, a metà gennaio 2018 si aggirava intorno ai 270 chilometri di quota. La navicella, fuori controllo dal 2016, ha perso molto del peso iniziale (8,5 tonnellate) e non è affatto detto che i suoi frammenti arrivino in Italia. Attualmente i rischi riguardano una fascia enorme: 42,7 gradi di latitudine a Nord e 42,7 gradi a Sud. 

Ossia New York, Barcellona, Beijing, Chicago, Istanbul, Rome e Toronto. Di certo i frammenti, che precipiteranno a circa 300 chilometri orari, non genereranno un cratere sia per la bassa velocità, sia per la massa. Il rischio, seppure remoto, è che le scorie possano contenere idrazina, un composto dell'azoto che può provocare danni al sistema nervoso in caso di contatto. Ma la maggior parte dei detriti sarà bruciata mentre rientra nell'atmosfera.

TIANGONG 1TIANGONG 1
Finora sulla terra sono cadute 30mila tonnellate di materiale analogo e non si sono mai verificati incidenti. Secondo gli studi degli esperti, la possibilità che qualcuno venga realmente colpito è davvero minima. 

Gli eventi di questo tipo sono così rari che non esistono comportamenti di autotutela codificati. Il sito della protezione civile, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, fornisce comunque alcune «indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all'impatto». 

tiangong 1TIANGONG 1
IL CONSIGLIO Il primo consiglio è quello di stare lontani da finestre e porte vetrate, all'interno degli edifici, i posti strutturalmente più sicuri dove rifugiarsi nel corso dell'eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti». Infine si raccomanda: «Chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti».

Fonte: qui

martedì 3 gennaio 2017

PER LA TURCHIA, IL KILLER DI ISTANBUL E’ UN CINESE

HA 25 ANNI ED E’ ORIGINARIO DELLO XINJIANG. E’ DI ETNIA UIGURA: PARLANO UNA LINGUA SIMILE AL TURCO E SONO MUSULMANI 

LA STRAGE E’ DURATA 7 MINUTI, IN CUI HA SPARATO 180 COLPI 

NON SONO MANCATI TWEET E POST DI GIUBILO PER L’AZIONE


Monica Ricci Sargentini per il Corriere della Sera


il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO
Alla fine è arrivata la rivendicazione dell’attentato compiuto la notte di Capodanno nella nota e blasonata discoteca Reina, a Ortakoy nella parte più europea di Istanbul. Nella strage sono morte 39 persone, una settantina i feriti. La firma è quella dei terroristi dello Stato Islamico (Isis) che, per la prima volta, hanno diffuso il comunicato anche in lingua turca: «Per continuare le operazioni benedette che lo Stato Islamico sta conducendo contro la protettrice della croce, la Turchia, un soldato eroico del Califfato ha colpito uno dei più famori nightclub dove i cristiani celebravano la loro vacanza apostata».

IL KILLER ORIGINARIO DELLO XINJIANG

C'è, intanto, una pista che sembra farsi concreta. Dopo l'errore di domenica (quando è stata diffusa la foto di un presunto sospetto che in realtà non aveva nulla a che fare con la strage), la polizia turca ha diffuso altre immagini riprese da video di sorveglianza.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

Secondo la Cnn turca il killer sarebbe stato identificato. Si tratterebbe di un 25enne dello Xinjiang, regione autonoma della Cina nord-occidentale abitata dagli uiguri, etnia che parla una lingua simile al turco e di fede musulmana, già nota come Turkestan Orientale.

Ricostruiti anche gli ultimi spostamenti dell'attentatore di sabato sera. Il giovane avrebbe preso un taxi nel quartiere di Zeytinburnu, nella parte sud del versante europeo della città, e si sarebbe fatto portare in quello di Ortakoy, più a est, dove è situata la discoteca Reina. C'era traffico, però, e per questo sarebbe sceso lontano dal locale che avrebbe poi raggiunto a piedi.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

Erano settimane che in Turchia giravano appelli contro il Natale e il Capodanno: «Müslüman Noel kutlamaz», «Müslüman yilbasi kutlamaz» («Un musulmano non può festeggiare il Natale»,« Un musulmano non può festeggiare il Capodanno»). Un’opinione diffusa non solo dagli estremisti islamici ma anche da autorevoli organi regiosi come la Diyanet che il 30 dicembre, per voce del direttore degli Affari Religiosi, Mehmet Görmez, molto vicino all’Akp, aveva fatto girare in 80mila moschee un sermone del venerdì in cui dichiarava illegittimi i festeggiamenti del 2017 perché non musulmani.
attentato alla discoteca reina di istanbul 9ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 

In tutto il Paese l’atmosfera era ostile al Natale e alla fine dell’anno tanto che nei giorni scorsi un uomo vestito da Babbo Natale ha rischiato il pestaggio. Subito dopo l’attentato non sono mancati i tweet e i post di giubilo da parte di chi considera le feste cristiane da disprezzare.

attentato alla discoteca reina di istanbul 8ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 
Il 30 dicembre le autorità turche avevano ricevuto informazioni dagli Stati Uniti, che avvertivano del rischio di un attacco da parte dello Stato islamico durante la notte di Capodanno a Istanbul o Ankara. Un allerta che non è bastato a scongiurare la strage.
attentato alla discoteca reina di istanbul 7ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 

Nel locale colpito sono stati trovati 180 proiettili. Gli esperti ritengono che il killer si sia comportato in modo «professionale, addestrato e a sangue freddo», dimostrando di aver in precedenza fatto sopralluoghi sul posto per raccogliere informazioni.

attentato alla discoteca reina di istanbul 6ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 
Il terrorista è arrivato al Reina in taxi all’una e un quarto, ha preso una borsa dal bagagliaio da cui ha estratto un fucile automatico e ha cominciato a sparare colpendo prima un poliziotto e un agente di viaggi che erano fuori dal locale e poi , dentro alla discoteca, ha scaricato tutta la sua rabbia sui 600 avventori, in gran parte stranieri che stavano festeggiando l’arrivo del 2017. L’assalto è durato almeno 7 minuti, il killer si è tolto il cappotto prima di lasciare la scena e far perdere le sue tracce.

Fonte: qui