9 dicembre forconi: prostituzione
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sabato 30 novembre 2019

PROSTITUZIONE CHOC NEL CAMPO ROM A NAPOLI NEL QUARTIERE DI POGGIOREALE


"30 EURO E FAI SESSO COI BIMBI".

DIVERSI I RESIDENTI CHE RACCONTANO DI SCENE DI SESSO ALL’APERTO TRA RAGAZZINE E ANZIANI.

UNA TESTIMONE DICHIARA DI AVER ASSISTITO A UNA TRATTATIVA TRA TRE BAMBINI E UN PRESUNTO PEDOFILO: “ERANO TRE RAGAZZINI CHE AVEVANO 10-11 ANNI. LORO VOLEVANO 30 EURO E LUI, IL RAGAZZO, CHIEDEVA..."

Agata Marianna Giannino per il Giornale

“A Gianturco si prostituiscono anche i bambini”. È una testimonianza scioccante quella che arriva da Napoli.
In una zona dove è dilagante la prostituzione su strada, tra i residenti c’è chi lancia l’allarme. Tra via Gianturco, i vicoli del rione Luzzatti e via Taddeo Sessa a vendere il proprio corpo sono principalmente donne originarie di Paesi dell’Est Europa.
Calcano i marciapiedi anche alla luce del sole, in un’area durante il giorno solitamente trafficata per il viavai dal vicino Centro direzionale. In questo contesto di degrado, dove i residenti da tempo urlano l’abbandono e i disagi che ne conseguono, si affaccia una realtà devastante, quella della prostituzione minorile.

 "Qui si prostituiscono i bambini": la testimonianza
Nel quartiere c’è chi riferisce di ragazzine impegnate a consumare rapporti sessuali all’aperto. Cristina dichiara di aver assistito a una trattativa tra tre bambini e un presunto pedofilo. “Erano tre ragazzini che avevano 10,11 anni. Loro volevano 30 euro e lui, il ragazzo, chiedeva 10”, racconta oggi. Ha assistito alla contrattazione dalla finestra di casa sua, circa un anno fa. “Alla fine mi sono messa urlare per farlo allontanare. Non ho mai denunciato perché lo feci scappare e non riuscì a prendere il numero di targa”, spiega. 

Quell’episodio non sarebbe isolato.

prostituzione campo rom napoli
I residenti raccontano che non è raro vedere scene di sesso all’aperto tra ragazzine e anziani. “Loro (i minori) escono e trovano le macchine nel viale sulla Decima, dove non c’è nessuno”, racconta Cristina, che rivela di aver visto personalmente dei ragazzi giovanissimi consumare rapporti con persone anziane. 

“Una ragazzina - dice - stava facendo sesso orale con un uomo anziano e tre ragazzini stavano facendo sesso, sempre con un uomo anziano, in una macchina grande”. “Qui non passa mai nessuno e si mettono qua sotto”, spiega, indicandoci il punto, proprio sotto la finestra di casa sua. Cristina vive in un parco con accesso da via Gianturco. Il marciapiede dirimpetto è coperto da una distesa di preservativi usati. Di fronte vivono decine di famiglie.

L’idea di qualche residente è che a prostituirsi siano alcuni dei bambini che vivono nel vicino campo rom. “E chi può essere? – sbotta Cristina - Solo loro. Perché, qui, i bambini nel rione di sera non escono, c’è il coprifuoco”. Un dramma nel dramma, se fosse così, che decreterebbe il fallimento delle politiche di inclusione sbandierate dal sindaco De Magistris e che richiederebbe un intervento urgente per dare fine a quella che, secondo i racconti dei testimoni, sembra essere un’infanzia violata a cielo aperto.

Fonte: qui

sabato 16 novembre 2019

ARRESTATI 11 NIGERIANI CHE AVREBBERO "RECLUTATO" GIOVANI DONNE, ANCHE MINORENNI, NEL LORO PAESE, PER AVVIARLE ALLA PROSTITUZIONE A ROMA

LE RAGAZZE VENIVANO TRASPORTATE IN LIBIA CON CAMION O BUS E DA LÌ, ATTRAVERSO DEI BARCONI, RAGGIUNGEVANO LE COSTE ITALIANE. 
UNA VOLTA SBARCATE LE RAGAZZE SI ALLONTANAVANO DAI CENTRI D'ACCOGLIENZA PER RAGGIUNGERE LE VARIE "GHOST MOMMY" CHE LE AVVIAVANO AL MARCIAPIEDE…
PROSTITUTE NIGERIANEPROSTITUTE NIGERIANE
(ANSA) - Avrebbero "reclutato" giovani donne, anche minorenni, in Nigeria, che venivano trasportate in Libia con camion o bus e da lì, attraverso "barconi", raggiungevano le coste italiane. Una volta sbarcate le ragazze si allontanavano dai centri d'accoglienza per raggiungere le varie "ghost mommy" che le avviavano poi alla prostituzione nella Capitale. Sono 11 le misure cautelari che stanno eseguendo i poliziotti della Squadra Mobile a carico di altrettanti nigeriani. Tra le accuse sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù.
prostituta nigerianaPROSTITUTA NIGERIANA

L'attività investigativa ha permesso di accertare la "rotta" seguita dagli organizzatori. Dalle prime ore di questa mattina, i poliziotti della Squadra Mobile di Roma stanno eseguendo 11 misure cautelari emesse dal gip di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti di nazionalità nigeriana, responsabili a vario titolo ed in concorso dei reati di tratta di esseri umani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù.

14 Novembre 2019

Fonte: qui

martedì 1 ottobre 2019

IN THAILANDIA UNO SCANDALO STA TRAVOLGENDO LE AGENZIE CHE PAGANO MODELLE PER PARTECIPARE A FESTE VIP: DOPO LA MORTE DI UNA 25ENNE, ABBANDONATA SENZA VITA NELLA HALL DI UN CONDOMINIO, LA POLIZIA STA INDAGANDO PER CAPIRE COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTI PARTY VIP


LE RAGAZZE VENGONO PAGATE PER PRESENZIARE, MA POTREBBERO ESSERE COSTRETTE A DROGARSI E FARE SESSO PER…

DAGONEWS

thitima noraphanpiphat 7THITIMA NORAPHANPIPHAT
La polizia thailandese, che sta indagando sulla morte di una giovane modella thailandese, potrebbe riuscire a scoperchiare il vaso di Pandora su quella che viene chiamata la “pretty industry”, ovvero giovani ragazze che vengono assoldate e pagate per partecipare a feste vip dietro al quale potrebbe nascondersi un mondo di droga, sesso e alcol.

Le indagini sono partire dopo che il corpo della modella Thitima Noraphanpiphat, 25 anni, è stato trovato nella hall di un condominio di Bangkok il 17 settembre, poche ore dopo aver partecipato a una festa in cui è stata pagata per servire bevande.
thitima noraphanpiphat 6THITIMA NORAPHANPIPHAT







Il caso ha fatto notizia ed è finito su tutte le prime pagine dei giornali in Thailandia, alimentando i dubbi su queste agenzie che assumono modelle per frequentare club, lanciare prodotti e partecipare a feste vip. 

Ma adesso gli investigatori credono ci sia una zona grigia in cui queste donne alle feste sono costrette a drogarsi, bere e fare sesso. Le modelle possono guadagnare circa 100 dollari e oltre per una serata di lavoro, un importo significativo per le studentesse universitarie.
thitima noraphanpiphat 5THITIMA NORAPHANPIPHAT

La polizia ha già arrestato sette persone collegate alla festa dopo che le riprese di una telecamera di sicurezza hanno mostrato il principale sospettato che trascinava il corpo senza vita di Thitima in un ascensore prima di scaricarlo su un divano nell'atrio. Non è chiaro come sia morta la ragazza, ma di certo aveva un alto tasso alcolico nel sangue. L'uomo che si ritiene essere nel filmato lavora nel settore dell'intrattenimento ed è stato identificato come Rachadej Wongtabutr.

thitima noraphanpiphat 3THITIMA NORAPHANPIPHAT
«Abbiamo aperto indagini su tutte queste persone coinvolte in questo scandalo, tra cui l'agenzia, il direttore e i clienti che si sono divertiti alla festa – ha detto un portavoce della polizia - Ciò dimostra che se attraversi il confine finirai per essere indagato». Le altre sei persone arrestate sono state rilasciate dopo il pagamento di una cauzione: erano state accusate da un’altra giovane che durante la festa era svenuta e si era ritrovata nuda. Fonte: qui

sabato 21 settembre 2019

L’EX SCHIAVA DI EPSTEIN, VIRGINIA GIUFFRE, RACCONTA: “LA PRIMA VOLTA CHE L'HO INCONTRATO FU A LONDRA. AVEVO 17 ANNI. GHISLAINE MAXWELL MI DISSE: "OGGI INCONTRERAI UN PRINCIPE”

“IO E IL PRINCIPE ANDREA ABBIAMO FATTO SESSO IN BAGNO” 
L'ABUSO INIZIÒ IN BAGNO E CONTINUÒ IN CAMERA DA LETTO: “NON FU RUDE. ALLA FINE DISSE "GRAZIE" E SE NE ANDÒ. NON CI POTEVO CREDERE, CHE PERFINO LA FAMIGLIA REALE FOSSE COINVOLTA…”

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

virginia giuffreVIRGINIA GIUFFRE
«Abbiamo fatto sesso in bagno». Non se ne vanno le accuse di abuso di minore contro il principe Andrea. Virginia Giuffre, l'ex schiava del sesso del miliardario americano Jeffrey Epstein - suicidatosi al Metropolitan Correctional Center di New York lo scorso 10 agosto - le rilancia in un'intervista alla rete televisiva Usa Nbc , con le dichiarazioni più esplicite e cariche di dettagli particolareggiati mai rese contro il terzogenito della regina Elisabetta.

«La prima volta che l' ho incontrato fu a Londra», dice la donna, che all' epoca dei fatti aveva 17 anni. «Ero così giovane. Fui svegliata da Ghislaine Maxwell (la dama dell' alta società inglese che è stata a lungo fidanzata con Epstein e poi era diventata la sua procacciatrice di pseudo massaggiatrici adolescenti, ndr ). Mi disse: "Oggi incontrerai un principe". A quel punto ancora non sapevo che sarei stata l' oggetto di un traffico sessuale per quel principe».

il principe andrew, virginia giuffre, ghislaine maxwellIL PRINCIPE ANDREW, VIRGINIA GIUFFRE, GHISLAINE MAXWELL
Nell' intervista, Virginia Giuffre racconta di essere stata portata prima in un locale notturno, dove Andrea le fece bere vodka, quindi alla casa londinese di Ghislaine, che le dice: «Voglio che fai per il principe quello che di solito fai per Epstein». L' abuso inizia in bagno e continua in camera da letto. «Andrea non fu rude. Alla fine disse "grazie" e qualche altra espressione di gentili sentimenti, quindi se ne andò. Non ci potevo credere, che perfino la famiglia reale fosse coinvolta».

Secondo Virginia ci furono altri due episodi di sesso fra lei e Andrea, uno a New York e uno nella villa di Epstein ai Caraibi. «Lui nega e continuerà a negare quello che è successo, ma sa quale è la verità e anche io la conosco ».
virginia giuffreVIRGINIA GIUFFRE

La casa reale britannica ha sempre smentito tutto. E lo stesso Andrea, dopo il recente suicidio in carcere del miliardario pedofilo, si è detto «sconvolto» dalle rivelazioni sul suo conto, sostenendo di non avere mai sospettato di niente nei lunghi anni in cui lo frequentava, anche dopo le prime incriminazioni nei suoi confronti.

Una foto scattata a una festa ritrae Andrea che cinge i fianchi dell' allora diciasettenne Virginia, posando la mano sulla pelle nuda della giovane. «Non lo accuso per avere soldi, è passato troppo tempo per chiedere un risarcimento per danni morali », dice ora lei alla Nbc . «Parlo soltanto per un bisogno di giustizia e perché si sappia la verità ». Fonte: qui

lunedì 19 agosto 2019

UN VIDEO DEL 2010 MOSTRA IL DUCA DI YORK, PRINCIPE ANDREA, DIETRO LA PORTA DELLA “CASA DEGLI ORRORI” DI JEFFREY EPSTEIN A MANHATTAN

NEL FILMATO SI VEDE IL MILIARDARIO LASCIARE LA CASA CON UNA BIONDA UN’ORA PRIMA DELL’APPARIZIONE DEL PRINCIPE CHE HA NEGATO LE ACCUSE DI VIRGINIA ROBERTS, UNA DELLE PRESUNTE SCHIAVE SESSUALI… - VIDEO

IL PRINCIPE ANDREA A CASA DI JEFFREY EPSTEINIL PRINCIPE ANDREA A CASA DI JEFFREY EPSTEIN
Monica Ricci Sargentini per www.corriere.it
Da uno spiraglio del portone il principe Andrea saluta una bella ragazza. Siamo nella «casa degli orrori» di Jeffrey Epstein, il miliardario condannato per pedofilia e morto suicida qualche giorno fa. Il video, pubblicato in esclusiva da The Mail on Sunday, risale al 6 dicembre 2010, due anni dopo la sentenza che aveva condannato l’imprenditore per pedofilia. Nel filmato si vede Epstein lascare la casa con una bionda un’ora prima dell’apparizione del principe.
LA DIFESA
Il duca di York ha sempre negato le accuse di Virginia Roberts, una delle presunte schiave sessuali che ha denunciato Epstein e che ha sostenuto di aver avuto rapporti sessuali con il principe in diverse occasioni, la prima quando era minorenne. Buckingham Palace ha ripetutamente difeso Andrea: «Qualsiasi insinuazione di atti impropri con minorenni è assolutamente falsa. Neghiamo che il duca di York abbia avuto contatti sessuali o relazioni con Virginia Roberts». Domenica scorsa la Regina aveva manifestato il suo appoggio al principe facendolo sedere accanto a lei durante la messa a Balmoral. 
LA TESTIMONIANZA
JEFFREY EPSTEINJEFFREY EPSTEIN
«Il principe Andrea sembrava totalmente a suo agio nella casa di Epstein — ha rivelato una fonte al The Mail on Sunday —, c’erano ragazze che andavano e venivano. Era una giornata molto fredda e alcune tremavano. Tutti sapevano che Epstein era un pedofilo, tuttavia lui continuava a condurre il suo stile di vita sotto gli occhi di tutti».
Fonte: qui

VIAGGIO NELLA VILLA DI PALM BEACH DI JEFFREY EPSTEIN, LA RESIDENZA DOVE HA ABUSATO DI ALMENO 47 RAGAZZINE

DUE PIANI, UN CORRIDOIO PIENO DI IMMAGINI EROTICHE DI RAGAZZE E STANZE SIMILI A QUELLE D'OSPEDALE CON TAVOLI DA MASSAGGIO E SEDIE DA DENTISTA.

NEI BAGNI BOCCETTE DI LUBRIFICANTE ALLA PESCA E SAPONETTE A FORMA DI FALLI E VAGINE. NEL SALONE LA FOTO COL PAPA ACCOSTATA A UN NUDO…(VIDEO)

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
jeffrey epsteinJEFFREY EPSTEIN
Al 358 di El Brillo Way, un viottolo stretto incorniciato da siepi perfettamente potate nell' area più esclusiva di Palm Beach, il poliziotto in borghese davanti all' ultimo cancello sulla sinistra ti chiede se ti sei persa: «Non ha visto il cartello "strada senza uscita?" Non si può stare qui. E no, niente foto».
Ma poi ti rivela quel che i giornali locali hanno taciuto. Il Leroy che ha imbrattato l' accesso della villa dove tutto è cominciato «è solo un idiota a caccia di pubblicità. Nessun messaggio in codice, nessun avvertimento mafioso».
la casa di jeffrey epstein a palm beach 2LA CASA DI JEFFREY EPSTEIN A PALM BEACH 
Eccola, la villa dell' orco. La magione del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein suicidatosi una settimana fa, a 66 anni, nel Metropolitan Correctional Center di Manhattan. Proprio qui, a cinque minuti di macchina da quella Mar-a-Lago dove il presidente americano Donald Trump riceve i suoi ospiti più illustri, per vent' anni il finanziere newyorchese ha abusato di almeno 47ragazzine.

JEFFREY EPSTEINJEFFREY EPSTEIN
Lo ha confessato lui stesso nel 2007, quando, dopo essersi dichiarato colpevole, strinse il patto della vergogna con l' allora procuratore federale della Florida Alexander Acosta ottenendo una pena lieve e il trattamento dorato in un carcere privato.
Dietro il cancello bianco, l' edificio su due piani con le tendine tirate sembra tutt' altro che speciale. Lontano dalla grandiosa eleganza delle tante piccole Versailles affacciate sulla medesima strada, l' edificio disegnato nel 1950 dall' architetto austriaco John Volk fu acquistato da Epstein nel 1990 per 2,5 milioni di dollari. Oggi ne vale 12 e appartiene alla Laurel Inc., società con sede alle Virgin Islands dove nel 2011 l' ex finanziere spostò la residenza.
la casa di jeffrey epstein a palm beach 4LA CASA DI JEFFREY EPSTEIN A PALM BEACH 
«Un luogo insipido ma appartato»: lo descrive un autorevole vicino di casa, lo scrittore di best seller James Patterson che alle malefatte di Epstein dedicò nel 2016 un libro dal significativo titolo "Filthy Rich", ricchi fetenti: e ora dalle pagine del Daily Mail bacchetta la stampa per non avergli prestato abbastanza attenzione.
james patterson 3JAMES PATTERSON 
È lui a descrivere cosa c' è oltre il cancello bianco: «Un corridoio pieno di foto, immagini erotiche delle giovani entrate qui, porta alla camera da letto e a stanze simili a quelle d' ospedale. In una c' è un tavolo da massaggio. In un' altra una sedia da dentista. Nei bagni, fra boccette di lubrificante alla pesca, saponette a forma di falli e vagine. Nel salone la foto col Papa accostata a un nudo che indignò la cameriera Lupita».
Fonte: qui

venerdì 26 luglio 2019

Il caso Epstein è una rara opportunità per concentrarsi "Sulla natura depravata dell'elite americana"


Forse, finalmente, uno stupratore seriale e un pedofilo possono essere consegnati alla giustizia , più di una dozzina di anni dopo essere stato accusato per la prima volta di crimini che hanno brutalizzato innumerevoli ragazze e donne. Ma ciò che non cambierà è questo: il pozzo nero delle élite, molte delle quali a New York, che hanno permesso a Jeffrey Epstein di prosperare impunemente.
Per decenni, persone importanti, influenti e "serie" hanno partecipato alle cene di Epstein, hanno guidato il suo jet privato e hanno promosso la finzione che fosse una specie di geniale miliardario di hedge fund. Come possiamo spiegare perché apparivano dall'altra parte o lusingavano Epstein, anche se devono aver notato che era spesso in compagnia di un giovane harem? Facile: hanno ottenuto qualcosa in cambio da lui , sia che si trattasse di un giro gratuito su quell'aereo "Lolita Express", qualche altra forma di generosità monetaria, entrata nelle stravaganti celebrità celebrità che ha ospitato nella sua casa di città, o, possibilmente e straziante, un libbra o due di carne femminile.
- Dall'articolo della rivista New York:  chi chiamava Jeffrey Epstein? 
Una valutazione onesta dello stato attuale della politica e della società americana in generale lascia poco spazio all'ottimismo riguardo alla capacità del pubblico di diagnosticare accuratamente, e tanto meno affrontare, le nostre questioni fondamentali a livello di radice. Un motivo principale per questo stato di cose si riduce alla facilità con cui il pubblico americano è diviso contro se stesso e conquistato.
Sebbene ci siano alcuni problemi su cui tutti possono essere d'accordo, semplicemente non stiamo concentrando la nostra energia collettiva su di essi o creando i movimenti di massa necessari per affrontarli. Cose come la corruzione bipartisan sistemica, l'istituzionalizzazione di un sistema giudiziario a due livelli in cui i ricchi e i potenti sono al di sopra della legge, un'economia rotta che richiede a entrambi i genitori di lavorare e che a malapena fa quadrare i conti, e un complesso militare-industriale consumato con profitti e aggressività imperiale non difesa nazionale. Questi sono solo alcuni dei tanti problemi che dovrebbero unirci facilmente contro una struttura di potere radicata, ma non sta accadendo. Almeno non ancora.
Attualmente ci troviamo in un punto di svolta unico nella storia americana. Anche se concordo con la valutazione di Charles Hugh Smith secondo cui "le nostre élite dominanti non hanno idea di quanto vogliamo vederle tutte in tutte da prigione " , dobbiamo ancora raggiungere il punto in cui il pubblico è pronto a fare qualcosa al riguardo. Penso che ci siano diverse ragioni per questo, ma l'ostacolo principale riguarda la facilità con cui la cittadinanza viene divisa e conquistata. I mass media, in gran parte di proprietà e controllati dai miliardari e dalle loro corporazioni, sono fortemente incentivati ​​a mantenere il pubblico diviso contro se stesso su questioni insignificanti, o nella migliore delle ipotesi, su problemi reali che sono semplicemente sintomi del saccheggio elitario bipartisan.
La cosa chiave, dal punto di vista di un plutocrate, è assicurarsi che il pubblico non faccia mai un passo indietro e veda la radice dei problemi della società. Non è Trump o Obama, e nemmeno i partiti repubblicani o democratici. Questi individui e bande politiche sono solo veicoli utili per il saccheggio elitario. Aiutano a radunare la rabbia in comode scatole tribali che si traducono in litigi in televisione, mentre le vere forze del potere continuano con il business del saccheggio della società dietro le quinte.
Sei incoraggiato ad associare la tua identità alla squadra repubblicana o democratica, ma non unirti mai come una sola voce contro un equipaggio bipartisan di giocatori di potere depravati, corrotti e non responsabili che modellano la società dall'alto. Mentre la persona media che vive la busta paga per la busta paga si fa parte di una lotta biblica del bene contro il male sostenendo la squadra rossa o blu, i manipolatori e i potenti nella parte superiore rimangono al di là di tale teatro plebeo (anche se certamente lo incoraggiano). Queste persone conoscono solo una squadra: la squadra verde. E la loro squadra continua a vincere, comunque.
Durante la scansione delle notizie quasi tutti i giorni, vedo una costante amplificazione dei problemi di cuneo da parte dei mass media, esperti di controllo blu e persino molti nei cosiddetti media alternativi. Vedo che le persone sono sempre più incoraggiate a demonizzare e disumanizzare i loro concittadini. Chiunque abbia votato per Trump è automaticamente un nazista, allo stesso modo, chiunque supporti Sanders è un comunista anti-americano. La realtà è che nessuna di queste cose è nemmeno lontanamente vera, quindi perché le persone sono così veloci nel dirle?
Perché la maggior parte della rabbia in questo paese è diretta verso compagni americani impotenti contro la struttura del potere che ha alimentato e continua a difendere l'attuale status quo depravato? Non vedo alcun vantaggio nell'incoraggiare attivamente una parte della discussione politica a disumanizzare l'altra parte, e suggerisco di smettere consapevolmente di impegnarci in un simile comportamento. Non può assolutamente derivarne nulla di buono. 
Questo è in parte il motivo per cui sono stato così consumato dal caso Jeffrey Epstein. Per una volta, ci consente di concentrare la nostra energia sulla natura depravata della cosiddetta "élite americana", piuttosto che raccogliere combattimenti tra loro. Quanti sostenitori di Trump o Sanders casuali conosci chi molestano sistematicamente i bambini e poi li passano ai loro amici ricchi e potenti per scopi di ricatto?
Il caso Epstein accende un gigantesco riflettore su quanto siano diventati contorti e sociopatici i massimi vertici della società americana. Questo è esattamente ciò che accade quando non si riesce a mettere super-predatori ricchi e potenti dietro le sbarre. Diventano più sfacciati, diventano più dementi e, alla fine, distruggono il tessuto stesso che tiene insieme la società. Siamo infatti governati da mostri.
Sfortunatamente, essendo miopi, combattendo tra di noi e prendendo la via facile di punzonare contro punzonatura, permettiamo a tali cretini di continuare a violentare e saccheggiare ciò che rimane della nostra civiltà.
Se riusciamo davvero a capire esattamente cosa stava facendo Epstein, ho il sospetto che abbia il potenziale per focalizzare il pubblico (oltre alcuni secondi) sulla vera natura di ciò che sta realmente accadendo e di ciò che fa battere il mondo. Rivelazioni di tale natura potrebbero fornire il proverbiale punto di svolta che è così disperatamente necessario, ma questo è anche il motivo per cui le probabilità che noi effettivamente otteniamo l'intera storia è piuttosto bassa. C'è semplicemente troppo in palio per chi chiama i colpi.

domenica 21 luglio 2019

IL NORD ITALIA E’ DIVENTATO LA CAPITALE FINANZIARIA DELLE MAFIA

LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI HANNO CAMBIATO PELLE: NON CERCANO PIU’ TAGLIAGOLE E MAZZIERI MA “FACILITATORI” E ARTISTI DEL RICICLAGGIO NEL MONDO DELLA FINANZA 
ECCO PERCHE’ I CLAN SI SONO STABILITI DOVE CI SONO I DENARI, TRA TORINO, MILANO E IL VENETO 
IL RUOLO DELLA MAFIA CINESE E DI QUELLA ALBANESE…
Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

cafiero de raho foto di baccoCAFIERO DE RAHO FOTO DI BACCO
Le mafie sono sempre più a caccia di soggetti che sappiano usare l'indice non per sparare ma per fare click su un mouse e spostare ingenti quantità di denaro da un paradiso off shore all'altro. Le organizzazioni criminali «cambiano pelle» e, grazie a «facilitatori» e «artisti del riciclaggio» si insinuano sempre più nel mondo della finanza, eleggendo il nord Italia come loro capitale finanziaria. L'allarme contenuto nella relazione sul secondo semestre del 2018 che la Direzione investigativa antimafia ha consegnato al Parlamento conferma quello che il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho ripete diverso tempo.

mafia arresti inzerilloMAFIA ARRESTI INZERILLO
Un modus operandi che funziona in Italia e all'estero, dove ormai le cosche - la ndrangheta soprattutto ma anche Cosa nostra - hanno impiantato strutture permanenti. Come veri e propri broker finanziari dunque, i mafiosi del 2019 variano il paniere dei propri investimenti. Ma per fare questo le cosche hanno bisogno di professionisti più che di picciotti. Ci sono decine di colletti bianchi, scrivono gli investigatori, «che prestano la loro opera proprio per schermare e moltiplicare gli interessi economico-finanziari»: personaggi capaci di gestire transazioni internazionali da località off shore. Mafia, Ndrangheta e camorra, dice la Dia, operano sempre più «secondo modelli imprenditoriali variabili», si legge nella relazione.
colpo ndranghetaCOLPO 'NDRANGHETA

I DATI
La conferma di questa mutazione è nei dati: il maggior numero di operazioni sospette si registra al nord Italia, nella parte più produttiva del Paese. Sono quasi la metà di quelle analizzate: il 46,3% contro il 33,8% del sud e il 18,7% del centro Italia. Uno scenario che sta mettendo in difficoltà la stessa legislazione antimafia. In sostanza, spiega la Dia, i fascicoli tendono a finire sempre nei distretti giudiziari in cui le mafie si sono storicamente sviluppate ma così facendo si ha una «limitata possibilità di perseguire l'azione illecita da parte dei distretti del centronord».

GRUPPI STRANIERI
La relazione indica poi un altro aspetto, le mafie straniere. Tra le organizzazioni criminali di matrice straniera presenti in Italia, quella albanese «continua ad apparire tra le più pericolose». La criminalità cinese, invece, è riuscita, nel tempo, a mantenere una fitta rete di rapporti ramificati su buona parte del territorio nazionale: la Toscana, innanzitutto con Prato e Firenze, la Lombardia, ma anche il Veneto, l'Emilia Romagna ed il Piemonte sono le regioni che annoverano le comunità cinesi più numerose.
ARRESTI MILANO NDRANGHETAARRESTI MILANO 'NDRANGHETA

Per la criminalità romena il traffico di stupefacenti, anche in concorso con soggetti criminali italiani, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l'intermediazione illecita dello sfruttamento della manodopera rimangono i reati di maggior interesse. Per quanto riguarda la criminalità sudamericana (boliviana, colombiana, venezuelana, dominicana, peruviana ed ecuadoriana) si confermano gli interessi nei traffici internazionali di droga, nello sfruttamento della prostituzione e nei reati contro il patrimonio e la persona.

ARRESTI MILANO NDRANGHETAARRESTI MILANO 'NDRANGHETA
Questi gruppi, evidenzia la Dia, «rappresentano un costante punto di riferimento, anche per la mafia autoctona». Tra i vari gruppi, resta alta la pericolosità delle «gang» dei latinos, le cosiddette pandillas, diffuse nelle aree metropolitane di Genova e Milano. Anche i gruppi criminali del centro- nord Africa stanziati nel nostro Paese interagiscono, spesso, con cittadini italiani o di altre nazionalità, in particolare per il traffico e lo spaccio.

SEQUESTRI
MAFIA CINESEMAFIA CINESE
Inoltre dalla relazione emerge come i sequestri e le confische eseguiti dalla Dia sono aumentati nel 2018, rispetto al 2017, rispettivamente di oltre il 400% e di oltre il 1000%. Si tratta di «risultati importanti che, sommati a quelli conseguiti dal 1992, hanno permesso alla Dia di sequestrare patrimoni per oltre 24 miliardi di euro e di confiscarne per oltre 11 miliardi di euro, con più di 10.500 persone arrestate». «L'aggressione ai patrimoni, sia che maturi in ambito penale o della prevenzione, rappresenta il vero punto di forza per contrastare le mafie nel mondo».

Fonte: qui