9 dicembre forconi: ferita
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martedì 25 settembre 2018

A ROMA DUE MINORENNI IN FUGA SULL'AUTO RUBATA, NON SI FERMANO ALL’ALT DELLA POLIZIA E INVESTONO UNA DONNA CHE FINISCE IN OSPEDALE CON FRATTURE MULTIPLE

Alessia Marani e Chiara Rai per www.ilmessaggero.it

Quattordici e quindici anni appena, rubano un'auto, seminano il panico lungo la via Casilina, poi intercettati da una volante di polizia fuggono all'alt e nella loro folle corsa travolgono una donna di 49 anni, finita in ospedale con una sfilza di fratture, la più grave a una gamba. Per poco la signora, Sandra V., non ha rischiato di morire centrata da quella Alfa 155 grigia che viaggiava come un proiettile e sbandava paurosamente lungo via Prataporci, nel territorio di Frascati Colonna.

Il cugino che era accanto a lei, Paola A., di 69 anni, si è salvato per un soffio, lanciandosi letteralmente a bordo strada: «Abbiamo visto la morte negli occhi», ha raccontato ancora sotto choc agli agenti della Volante Zara Como 10 che poco dopo hanno tallonato la berlina costringendola, finalmente a fermarsi. «Mi sono passati con la ruota sopra la gamba, è stato terribile», ripeteva lei al pronto soccorso.

FOLLE FUGA
I due alla guida, nonostante la giovanissima età, sarebbero delle vecchie conoscenze per le autorità italiane. Probabilmente dei rom che vivono in un campo della zona Est. Hanno confessato di avere rubato quell'auto un'ora prima, nel pomeriggio, nel comune di Zagarolo, a Sud di Roma. Una bravata che per poco non finiva per costare la vita ai due cugini dei Castelli.

rom auto rubataROM AUTO RUBATA
Tutto inizia poco prima delle cinque. I due ragazzi tengono d'occhio l'Alfa 155 grigio metallizzata parcheggiata sotto un condominio di Zagarolo. Riescono ad aprirla e a disinnescare l'immobilizer, il dispositivo che blocca l'accensione in caso di manomissioni. Salgono sopra e si mettono alla guida. Prendono la direzione della Capitale, forse debbono portare l'auto in un capannone per smontarla e recuperare dei pezzi. Oppure, come dicono loro, «volevamo farci solo un giro».

LA PASSEGGIATA
A un certo punto però, tra Montecompatri e la Capitale, l'equipaggio della volante li intercetta. I due ragazzini al volante non passano inosservati ai poliziotti che fanno loro cenno di accostare. Ma quelli non ci pensano nemmeno.
rom auto rubataROM AUTO RUBATA

Spingono sull'acceleratore, bruciano l'asfalto sulla Casilina. Dietro di loro la volante che non li molla. In via di Prataporci l'incidente. S. V. e il cugino camminano lungo la strada. «Mia sorella - racconta Massimo, il fratello in attesa di notizie in ospedale - stava passeggiando con nostro cugino, come fanno spesso nel pomeriggio. In quel tratto di strada non c'è il marciapiedi, ma un guard-rail che quell'auto ha preso in pieno».

Sandra ieri sera era ancora in Osservazione in attesa dell'eventuale ricovero. Ha riportato la rottura del perone e contusioni varie ma fortunatamente non altre complicazioni. «Mi sono passati sopra con la ruota», ha ripeteva in continuazione. Anche i due minorenni sono stati portati all'ospedale San Sebastiano di Frascati per essere sottoposti ad alcoltest e drogatest.

Fonte: qui

giovedì 2 agosto 2018

A BERGAMO UN GRUPPO DI NOMADI INVADE IL PRONTO SOCCORSO E PRENDE A PUGNI UN INFERMIERE

I ROM SI SONO PRESENTATI IN OSPEDALE CON UNA BAMBINA FERITA LIEVEMENTE A UN DITO PRETENDENDO DI SALTARE I PAZIENTI IN ATTESA...

Franco Grilli per il Giornale

pronto soccorso ospedale bergamoPRONTO SOCCORSO OSPEDALE BERGAMO
Un nutrito gruppo di rom si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, prendendo a pugni un malcapitato infermiere.

I nomadi, come spiega L’Eco di Bergamo, si erano recati nella struttura ospedaliere per accompagnare una bambina della loro famiglia, ferita lievemente a un dito.

Qui sono stati rassicurati dal personale sanitario, che ha constatato come la situazione non fosse certo grave, invitando il gruppetto a mettersi in attesa per la visita.

E a questo punto che i rom hanno dato in escandescenze, intimando ai medici di curare immediatamente la piccola: insomma, non volevano fare la fila come tutti. Dalle parole si è passati ai fatti, soprattutto quando il gruppo di nomadi si è arricchito di amici e parenti convocati telefonicamente a dar manforte.

E così si è formato un capannello di circa trenta rom che hanno, infine, malmenato un povero infermiere di turno, che si è preso un pugno in faccia.
gruppo rom ospedale bergamoGRUPPO ROM OSPEDALE BERGAMO

Durissima la denuncia di Carlo Nicora, direttore generale del Papa Giovanni, che parla di "episodi gravissimi, che vanno duramente condannati perché mettono in pericolo i nostri operatori e minano l'incolumità degli stessi pazienti", aggiungendo un giro di vite sulla sicurezza: "Alla luce dei fatti acquista sempre più importanza il percorso di progressivo rafforzamento delle misure di sicurezza che stiamo sviluppando in tutta l’azienda e in particolare in pronto soccorso, che ha già portato all’introduzione di pulsanti antipanico e di un sistema di videosorveglianza, a cui si aggiungono le guardie giurate armate presenti in ospedale notte e giorno".
Fonte: qui

mercoledì 25 luglio 2018

Bimba rom, di 13 mesi, ferita a Roma: indagato un italiano che ha sparato dal balcone


BIMBA ROMBIMBA ROM
Un italiano di 59 anni, incensurato, è indagato «per lesioni gravi» per aver sparato dal balcone il colpo che ha ferito C., una bimba rom di 13 mesi la scorsa settimana alla periferia est di Roma. L'uomo è stato a lungo interrogato lunedì e ha confermato le accuse dicendo che «si è trattato di un incidente». Nel suo appartamento, dal quale è partito il colpo che ha ferito la piccola, gli inquirenti hanno trovato una carabina e una pistola ad aria compressa che sono state sequestrate.

CARABINIERICARABINIERI




La bimba è stata raggiunta alla schiena — il pallino entrato nella scapola destra è arrivato vicino al cuore — da un colpo d'arma da fuoco mentre era in braccio alla madre il 18 luglio scorso. Per il momento si esclude il movente razziale, mentre la pm Roberta Capponi e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, che coordinano le indagini, hanno disposto delle perizie sulle armi sequestrate e analisi balistiche utili a comprendere l’esatta dinamica del ferimento.

viale togliattiVIALE TOGLIATTI







Il colpo sarebbe stato esploso dal terrazzino dell'abitazione dell'indagato, nella zona di viale Palmiro Togliatti. L'uomo si sarebbe difeso affermando che «il colpo è partito inavvertitamente» dalla pistola che «si era inceppata» e stava cercando di far funzionare e che non aveva alcuna intenzione di ferire qualcuno: «Non mi sono accorto di aver ferito la bimba», ha detto l'uomo ai carabinieri della compagnia Casilina che indagano su quanto accaduto. La Procura disporrà una perizia sulle armi e consulenze balistica. La piccola è ricoverata condizioni stabili ma tuttora gravi all'Ospedale Bambino Gesù: rischia di restare paralizzata.

Fonte: qui

A SPARARE SULLA BIMBA ROM A TORRE SPACCATA E’ STATO UN EX DIPENDENTE DEL SENATO 

DUBBI SUL COLPO "PARTITO PER SBAGLIO" 

ALTA TENSIONE NEL QUARTIERE PER IL PARCO "SEQUESTRATO DAI ROM", I RESIDENTI: "C'È TROPPO DEGRADO, LEI FAREBBE GIOCARE SUA FIGLIA QUI?"

Giuseppe Scarpa per la Repubblica- Roma

«Il colpo è partito per sbaglio, non avrei mai voluto colpire la bambina. Non sono un razzista, sono un padre di famiglia» Dice di essere disperato Marco Arezio, 59 anni, ex dipendente di Palazzo Madama, adesso pensionato, indagato per lesioni gravi. Lo scricciolo di 13 mesi colpito dal pallino, non è più in pericolo di vita.

Il piombino esploso accidentalmente dal fucile ad aria compressa, dal terrazzo del suo appartamento al settimo piano, si è conficcato nella scapola destra della piccola e ha terminato la sua folle corsa vicino al cuore. È viva per miracolo ed è ricoverata al Bambino Gesù. Rischia però danni fisici irreversibili, una vertebra è stata lesionata.
bimba rom ferita torre spaccataBIMBA ROM FERITA TORRE SPACCATA

Al pianterreno dello stesso complesso in cui vive Arezio - in via Mario Lizzani nel quartiere di Torre Spaccata, periferia est della Capitale - una condomina arrabbiatissima, rivolta ai giornalisti, dice «venite solo adesso?». «Povera piccola. Ma qui le cose vanno male». E indica un parchetto: «La pineta della discordia», aggiunge un altro condomino. «Io dal mio appartamento non mi ci affaccio più per la rabbia», incalza un altro.

È un fazzoletto di terra con una decina di pini, un' altalena, dei cavalli a dondolo e uno scivolo, che divide il complesso in cui vive l' ex dipendente del Parlamento da via Palmiro Togliatti. Alle 13 un gruppo di rom bivacca all' ombra di un paio di alberi. In terra bottiglie di birra, lattine, fazzoletti sporchi che svolazzano. Dal gruppo si stacca la nonna della bimba e racconta, con una zia, quello che è accaduto alla nipote la settimana scorsa. «Pensavamo fosse una scheggia di vetro fatta schizzare da un' auto di passaggio. E invece le hanno sparato. Proprio lì». Ed indica uno squarcio, nella recinzione del parchetto, che porta direttamente sulla Togliatti.

bimba rom ferita torre spaccata parcoBIMBA ROM FERITA TORRE SPACCATA PARCO
C' è tensione, comunque, nella zona. E ad ammetterlo sono gli stessi rom. «Ogni tanto si affaccia una signora dal terrazzino e ci urla: zingari andate via». All' uscita della pineta c' è un uomo che, con un camioncino, in viale dei Romanisti, vende frutta e verdura: «Sono stato tra i primi a soccorrere la bimba. Ho chiamato anche io il 118. Non va bene quello che è successo, ingiustificabile.

Tuttavia qui c' è troppo degrado, lei farebbe giocare sua figlia qui?».
Intanto nel palazzo entrano i carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci.
Bussano alle porte degli inquilini.
Vogliono capire se qualcuno ha visto Arezio col fucile in mano.
Capire, insomma, se l' ipotesi del colpo accidentale è veritiera o meno.

Gli investigatori vanno via e la signora che abita nell' appartamento, al sesto piano, sotto quello di Marco Arezio, si confronta con un altro condomino, «io ero in vacanza ma è stato davvero lui?» esclama sorpresa. Poi chiude la porta dietro di sé e i due continuano a parlare. Il dirimpettaio dell' ex dipendente del Senato, lo definisce «una brava persona».

bimba rom feritaBIMBA ROM FERITA
Stessa opinione di un altro residente. Nel frattempo il campanello di casa Arezio suona all' infinito. Qualcuno lo cerca, ma lui non c' è. Il 59enne arriva a casa verso le 15,30, capelli brizzolati, viso tiratissimo e testa bassa. Si chiude in casa, aprirà solo ai carabinieri che, per una decina di minuti, lo risentiranno per l' ennesima volta.

Fonte: qui

giovedì 19 luglio 2018

A PALERMO UNA RAGAZZA DI 23 ANNI È STATA AGGREDITA DAL SUO CANE, UN PITBULL, CHE LE HA STACCATO IL BRACCIO DESTRO IN TRE PARTI

“NON VOGLIO MORIRE” URLAVA LA VITTIMA CHE È STATA SOCCORSA DALLA MADRE, ANCHE LEI RIMASTA FERITA 

LA GIOVANE È SOTTOPOSTA A UN INTERVENTO DI CHIRURGIA PLASTICA CHE PERÒ NON LE PERMETTERÀ DI RECUPERARE L'ARTO…

Silvia Iacono per "www.gds.it"

pitbullPITBULL
Un pitbull ha aggredito la sua padrona, F.A. di 23 anni, staccandole il braccio destro. È accaduto in via Agnetta all’altezza del civico 91 nella zona di Villagrazia a Palermo. A salvarla l'intervento della madre, G.D.L., 52 anni, anche lei ferita anche se lievemente.

La ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata all’ospedale Civico dove è sottoposta a un intervento di chirurgia plastica che però non le permetterà di recuperare l'arto. In queste ore i medici stanno intervenendo sulla ferita.

pitbullPITBULL
Alla centrale operativa dei vigili urbani sono arrivate diverse segnalazioni di un cane aggressivo che impauriva i passanti. I vigili urbani lo hanno individuato e una squadra del canile municipale lo ha circondato e catturato.

E' drammatico il racconto dei testimoni che hanno assistito all'aggressione del pitbull alla ragazza di 23 anni nel quartiere di Villagrazia a Palermo. La giovane ha perso l'uso dell'arto.
pitbull 3PITBULL 

Alcuni hanno aiutato la 23enne a liberarsi dal cane che mentre veniva azzannata gridava: "Non voglio morire". Secondo i testimoni il braccio è stato staccato in tre parti.

Escalation di casi di aggressioni di cani tra Palermo e provincia. Tre negli ultimi giorni. Ieri un bambino è stato morso da un randagio sul lungomare di Porticello a Santa Flavia. Il piccolo stava giocando quando l’animale, un grosso cane di colore nero, lo ha ferito alla testa, al volto e alle gambe. E' stato trasportato all’ospedale dei Bambini di Palermo dove i medici lo stanno medicando.

pitbull 1PITBULL 


Due giorni fa una bambina di due anni, invece, è stata morsa al volto in via Impastato a Bagheria. Sono stati necessari 19 punti di sutura per ricucire la ferita provocata dal cane.

Fonte: qui

giovedì 5 luglio 2018

PISANA, L'EX GOVERNATORE, STORACE, LITIGA CON L’EX SOCIO AL 'GIORNALE D’ITALIA', CADE E RIPORTA UNA FERITA AL SOPRACCIGLIO RICUCITA IN OSPEDALE

STORACE: "HO AVUTO UNA DISCUSSIONE MA 15 MINUTI PRIMA DELLA CADUTA. IL SANGUE NON È DOVUTO AL DIVERBIO…". 

Andrea Arzilli per il Corriere della Sera – Roma

La scena, immortalata martedì pomeriggio alla Pisana, fa impressione: una pozza di sangue nel corridoio principale del palazzo del Consiglio Regionale del Lazio. Il sangue appartiene a Francesco Storace - ex governatore nonché consigliere regionale fino allo scorso 4 marzo -, ed è finito sul pavimento bianco a causa di una ferita al sopracciglio, poi ricucita al Policlinico Gemelli, generata da una brutta caduta.

La notizia fa subito il giro del web e viene messa in relazione ad un incontro, e a una discussione avuta dallo stesso Storace con un suo ex collaboratore di quando era governatore del Lazio, Daniele Belli, che fino all' anno scorso è stato pure suo socio (al 50%) nel Giornale d' Italia, quotidiano che ieri ha chiuso i battenti. «Ho avuto una discussione, sì, ma un quarto d' ora prima dell' incidente: le due cose sono assolutamente scollegate», ha raccontato ieri Storace. «Per me non c' è stato nulla, sono dispiaciuto che lui si sia fatto male, spero guarisca prima possibile», anche Belli ha provato a chiudere la cosa.
storaceSTORACE

L'«incontro», però, c' è stato davvero e non è stato tiepido, come confermato da entrambe le parti. Storace si trovava alla Pisana, suo «regno» per una ventina d' anni, sia per salutare alcuni ex colleghi dopo la decisione di dire addio alla politica, sia per chiedere lumi su come far uscire il Giornale d' Italia, che dirigeva, dallo stato di crisi che l' ha portato alla chiusura (con numerose cause dei dipendenti in corso). Alcuni raccontano che Storace fosse diretto all' Ufficio di presidenza per capire se - attraverso il metodo usato già in passato: la vendita alla Regione degli spazi pubblicitari - il giornale potesse continuare a vivere. Così, mentre Storace percorreva a passo svelto il corridoio della Pisana, si sarebbe incrociato con Belli, e lì vecchie e ruggini si sarebbero trasformate in una discussione «piuttosto animata», dice chi ha assistito.

Scintille, un paio di battute al veleno, Belli avrebbe invitato l' ex governatore a «moderare i termini». Quindi il racconto della caduta, tra la ricostruzione di Storace, secondo cui lo scivolone «non è collegato, è successo dopo», e quella di alcuni testimoni che, invece, lo collocano negli istanti immediatamente successivi all' alterco. 

Come se l' ex governatore, non soddisfatto dello scambio con il suo ex collaboratore, avesse cercato di inseguire l' interlocutore inciampando e cadendo faccia terra: occhiali rotti e ferita aperta sulla fronte, appena sopra il sopracciglio. Eppure i due per anni sono stati in sintonia totale prima che questioni legate non solo al quotidiano lacerassero il rapporto.

Fonte: qui

lunedì 16 ottobre 2017

FIRENZE - UNA 17ENNE E’ STATA TROVATA IN UNA POZZA DI SANGUE IN UN PARCO PUBBLICO

IL CORPO RANNICCHIATO NELL'ERBA, LA TESTA FERITA E LE CAVIGLIE GRAFFIATE, COME SE FOSSE STATA TRASCINATA PER DECINE DI METRI 

E’ RICOVERATA IN GRAVI CONDIZIONI: AVEVA TRASCORSO LA NOTTE CON ALCUNI AMICI IN DISCOTECA

Maria Vittoria Giannotti per “la Stampa”

Una ragazzina di diciassette anni trovata in una pozza di sangue in un grande parco pubblico. Il corpo rannicchiato nell' erba, la testa gravemente ferita e le caviglie graffiate, come se fosse stata trascinata per decine di metri. È un vero giallo quello che da ieri mattina tiene con il fiato sospeso Montelupo Fiorentino, un paesone alle porte di Firenze.
FIRENZE - UNA RAGAZZA TROVATA IN UN BAGNO DI SANGUE IN UN PARCOFIRENZE - UNA RAGAZZA TROVATA IN UN BAGNO DI SANGUE IN UN PARCO
La giovane aveva trascorso la notte insieme a un gruppo di amici in una discoteca poco distante, ma a un certo punto la serata ha preso la piega sbagliata.

Gli amici - una ragazza e un ragazzo di diciassette anni e due diciottenni - hanno spiegato alla polizia di averla lasciata da sola su una panchina dopo una discussione, ma il loro racconto presenta alcuni lati ancora oscuri che sono al vaglio degli inquirenti: per questo hanno trascorso l' intera giornata in commissariato. I giovani dicono che il litigio è avvenuto intorno alle sei.

L' allarme è scattato neppure un' ora dopo quando un passante ha trovato l' adolescente priva di sensi e ha chiamato il 118. Quando è arrivata all' ospedale di Empoli, le sue condizioni sembravano gravissime, ma il miglioramento è arrivato nel giro di poche ore: ha un trauma cranico importante, ma i medici l' hanno dichiarata fuori pericolo.

FIRENZE - UNA RAGAZZA TROVATA IN UN BAGNO DI SANGUE IN UN PARCOFIRENZE - UNA RAGAZZA TROVATA IN UN BAGNO DI SANGUE IN UN PARCO
Gli investigatori hanno cercato più volte di parlarle, ma lei non è stata in condizioni di ricostruire l' accaduto: i suoi discorsi sono ancora sconnessi e nel pomeriggio è stata sedata. Accanto a lei, per tutto il giorno, i genitori: la madre, che lavora come infermiera, e il padre, giardiniere. Entrambi sono ovviamente sconvolti.

«Voglio vedere in faccia quelle bestie» sbotta lui, in un misto di rabbia e impotenza. Era stato lui, venerdì sera, ad accompagnare la figlia alla fermata dell' autobus che, dal paese dove vive - a una manciata di chilometri da Montelupo - l' avrebbe portata nella discoteca Jump Rock club: l' accordo era che sarebbe poi rimasta a dormire da un' amica.

Gli agenti stanno cercando di scavare anche nella vita privata della giovane vittima.
Qualche giorno fa aveva chiuso una lunga relazione sentimentale con un coetaneo: a prendere la decisione sarebbe stato lui. Una situazione dolorosa, non facile da accettare per la ragazza. Gli inquirenti hanno sentito anche lui. Il giovane ha raccontato che anche lui ha trascorso la notte nella stessa discoteca.

La ragazza era turbata dall' incontro. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa sia accaduto in quell' intervallo di un' ora in cui la giovane sarebbe rimasta da sola. Secondo i primi rilievi la diciassettenne potrebbe essere stata aggredita lungo una strada che porta al parco, poi trascinata dove è stata trovata. Sul terreno, la Scientifica ha trovato diverse macchie di sangue che sembrerebbero confermare questa ipotesi. In un prato poco distante è stata trovata anche la testa di un martello: forse l' arma con cui la ragazza è stata colpita più volte alla testa.

Fonte: qui

sabato 7 ottobre 2017

A ROMA UNA DONNA DI 61 ANNI FINISCE SOTTO UN TRAM, VICINO VILLA BORGHESE

LA PRONTEZZA DI RIFLESSI DEL CONDUCENTE DEL MEZZO LE HA SALVATO LA VITA: HA FRENATO PRIMA CHE LE RUOTE LA DILANIASSERO
ROMA - UNA DONNA INCASTRATA SOTTO LE ROTAIE DEL TRAMROMA - UNA DONNA INCASTRATA SOTTO LE ROTAIE DEL TRAM

Un attimo di distrazione che poteva costarle la vita. E’ successo questa mattina in via Aldrovandi, vicino a Villa Borghese, quando una donna di 61 anni, caduta sulle rotaie del tram in arrivo, per poco non è stato investita. Fondamentale la prontezza di riflessi del conducente del mezzo, riuscito a frenare prima che le ruote raggiungessero la donna incastrata tra i binari e il marciapiede. Liberata dai vigili del fuoco, è stata trasportata al pronto soccorso del Santo Spirito in codice rosso e non è in pericolo di vita.

Fonte: qui

mercoledì 20 settembre 2017

SPARA IN FACCIA A UNA 15ENNE CHE STA ANDANDO A SCUOLA

SI CERCA L’EX DELLA MADRE 
LA RAGAZZA E' STATA SOTTOPOSTA A INTERVENTO CHIRURGICO: LE SUE CONDIZIONI SONO GRAVISSIME
Bepi Castellaneta e Luca Pernice per corrieredelmezzogiorno.corriere.it


spari nel foggianoSPARI NEL FOGGIANO
Una ragazza di 15 anni è stata gravemente ferita con un colpo di pistola al volto sparato da un uomo fuggito subito dopo. È accaduto stamattina attorno alle 7,30 nel centro storico di Ischitella, paese del Gargano a circa sessanta chilometri da Foggia.

La quindicenne, colpita mentre a piedi stava raggiungendo la fermata dell’autobus per andare a scuola, è stata soccorsa e trasportata agli Ospedali riuniti di Foggia dove è stata indotta in coma farmacologico ed è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono gravissime.

I carabinieri sono alla ricerca dell’uomo che ha sparato: gli investigatori ipotizzano che l’agguato derivi da situazioni maturate all’interno della cerchia familiare della ragazza e i sospetti sono adesso concentrati sull’ex compagno della madre, un uomo di 37 anni che in questo momento è ricercato. Nei pressi dell’agguato è stata trovata la sua auto. La ragazza aveva una situazione familiare difficile, il suo caso era noto ai servizi sociali ed era stata affidata ai nonni.

La ricostruzione
L’agguato è avvenuto in zia Zuppetta, un vicolo nel centro storico del paese. Secondo quanto accertato fino a questo momento dai carabinieri, la quindicenne stava scendendo per le scale della stradina in modo da raggiungere la fermata dell’autobus e andare a Vico del Gargano, dove frequenta la scuola: a quel punto sarebbe stata affrontata da un uomo che, dopo una breve discussione, le avrebbe sparato un colpo di pistola al volto e sarebbe fuggito a piedi.

La ragazza è stata in primo momento trasportata al pronto soccorso di Vico del Gargano e poi trasferita in elicottero agli Ospedali Riuniti di Foggia. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi ed è stato deciso di procedere con un intervento chirurgico.
carabinieriCARABINIERI

I primi rilievi
Sul posto sono intervenute numerose pattuglie dei carabinieri anche da Rodi Garganico e Carpino. I militari hanno eseguito i primi rilievi e hanno ascoltato diversi testimoni. Al momento dell’agguato per strada c’era parecchia gente, che è fuggita in preda al terrore. Tra i passanti c’erano anche molto ragazzi in procinto di prendere gli autobus diretti nelle scuole della zona. Per terra non sono stati trovati bossoli, per questa ragione gli investigatori ipotizzano che sia stato utilizzato un revolver. I militari stanno acquisendo i filmati delle telecamere nei dintorni nella speranza di ricavare altri elementi utili alle indagini.

Fonte: qui

TRAGEDIA NEL FOGGIANO: E’ MORTA LA 15ENNE A CUI L'EX COMPAGNO DELLA MADRE HA SPARATO IN FACCIA 
LE SUE CONDIZIONI ERANO STATE CONSIDERATE SIN DA SUBITO GRAVISSIME 
L’UOMO SI E’ SUICIDATO 

È morta questa mattina poco prima delle 7 la quindicenne di Ischitella (Foggia) ferita gravemente da un colpo di pistola sparatole in faccia dall'ex compagno della madre. L'uomo si è poi suicidato con la stessa arma.

La ragazza è deceduta nel reparto di terapia intensiva della Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia dopo  l'ennesimo arresto cardiaco. Durante la notte, il cuore si era fermato altre volte e i medici erano riusciti a rianimare la quindicenne. Le sue condizioni fin da ieri mattina erano apparse gravissime.

La quindicenne, Nicolina Pacini, mercoledì 20 settembre, intorno alle 7.30, stava scendendo le scale di via Zuppetta, a Ischitella, per raggiungere la fermata dell'autobus che l'avrebbe condotta a scuola, a Vico del Gargano, quando è stata avvicinata da Antonio Di Paola, che - probabilmente - le ha chiesto notizie della mamma, Donatella Rago, di 37 anni, fino ad un mese fa la sua compagna. Al rifiuto della ragazzina, l'uomo avrebbe sparato colpendola al viso.

antonio di paola foggiaANTONIO DI PAOLA FOGGIA
Donatella Rago è stata raggiunta dalla notizia mentre si trovava in una località della Toscana dove lavora e dove, pare, avesse cominciato una nuova relazione. Antonio Di Paola non si dava pace e voleva in tutti i modi ritornare insieme alla donna che di recente lo aveva denunciato due volte per minacce, l'ultima un paio di settimane fa. Nicolina Pacini, a causa delle condizioni di disagio famigliare, viveva a casa dei nonni ai quali era stata affidata dai servizi sociali insieme al fratello.

Fonte: qui

sabato 16 settembre 2017

L’AUTO BLU DI DE LUCA (CON LUI A BORDO) TAMPONA UNA RAGAZZA IN SCOOTER A SALERNO

VICIENZ’, IL TERRORE DELLA STRADA - LA SUA VETTURA VIAGGIAVA CONTROMANO! 
IL M5S LO ACCUSA: “QUESTO PRESIDENTE SI CREDE AL DI SOPRA DELLA LEGGE: E’ UN PERICOLO PER LA CAMPANIA”

L’auto blu del governatore Vincenzo De Luca tampona uno scooter con a bordo una ragazza. La vettura viaggiava contromano in zona Carnine a Salerno, all’incrocio tra via Negri e via Lanzalone. E’ bastato pochissimo per l’incidente: lo scooter scurto che si ribalta, la ragazza finisce a terra e poi in ospedale. Per fortuna non è grave, ma è stata sottoposta ad accertamenti.

Il governatore era a bordo della vettura, guidata dal suo autista. Qualche anno fa, proprio su quella strada, De Luca fece apporre — rispetto al senso unico — un cartello con su scritto «eccetto forze di polizia». L’auto blu del governatore è guidata da un vigilie urbano: è da considerarsi auto delle forze di polizia?

vincenzo DE LUCAVINCENZO DE LUCA
«Da sempre denunciamo che questo presidente che si crede al di sopra della legge è un pericolo per la Campania — scrive Valeria Ciarambino (M5S, su suo profilo Facebook —. Oggi purtroppo ne abbiamo avuto l’ennesima prova, con una giovane che ha rischiato di rimanere uccisa dall’auto di De Luca che percorreva una strada contromano. Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere un esempio inappuntabile di rispetto della legalità.

E invece in Campania siamo governati da chi si mette costantemente la legge e le istituzioni sotto i piedi. Oggi purtroppo il disprezzo per la legge di quest’uomo arrogante e senza etica ha portato una ragazza in ospedale. Non è la prima volta che il presidente non rispetta il codice della strada: già a febbraio 2015 Le Iene lo avevano beccato a percorrere un divieto d’accesso solo per risparmiare qualche minuto sul percorso verso casa. La misura è davvero colma: De Luca dimostra ogni giorno di più la sua indegnità. Speriamo che la ragazza investita possa rimettersi presto».

Fonte: qui
VINCENZO DE LUCAVINCENZO DE LUCA