9 dicembre forconi: Francesco Storace
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giovedì 5 luglio 2018

PISANA, L'EX GOVERNATORE, STORACE, LITIGA CON L’EX SOCIO AL 'GIORNALE D’ITALIA', CADE E RIPORTA UNA FERITA AL SOPRACCIGLIO RICUCITA IN OSPEDALE

STORACE: "HO AVUTO UNA DISCUSSIONE MA 15 MINUTI PRIMA DELLA CADUTA. IL SANGUE NON È DOVUTO AL DIVERBIO…". 

Andrea Arzilli per il Corriere della Sera – Roma

La scena, immortalata martedì pomeriggio alla Pisana, fa impressione: una pozza di sangue nel corridoio principale del palazzo del Consiglio Regionale del Lazio. Il sangue appartiene a Francesco Storace - ex governatore nonché consigliere regionale fino allo scorso 4 marzo -, ed è finito sul pavimento bianco a causa di una ferita al sopracciglio, poi ricucita al Policlinico Gemelli, generata da una brutta caduta.

La notizia fa subito il giro del web e viene messa in relazione ad un incontro, e a una discussione avuta dallo stesso Storace con un suo ex collaboratore di quando era governatore del Lazio, Daniele Belli, che fino all' anno scorso è stato pure suo socio (al 50%) nel Giornale d' Italia, quotidiano che ieri ha chiuso i battenti. «Ho avuto una discussione, sì, ma un quarto d' ora prima dell' incidente: le due cose sono assolutamente scollegate», ha raccontato ieri Storace. «Per me non c' è stato nulla, sono dispiaciuto che lui si sia fatto male, spero guarisca prima possibile», anche Belli ha provato a chiudere la cosa.
storaceSTORACE

L'«incontro», però, c' è stato davvero e non è stato tiepido, come confermato da entrambe le parti. Storace si trovava alla Pisana, suo «regno» per una ventina d' anni, sia per salutare alcuni ex colleghi dopo la decisione di dire addio alla politica, sia per chiedere lumi su come far uscire il Giornale d' Italia, che dirigeva, dallo stato di crisi che l' ha portato alla chiusura (con numerose cause dei dipendenti in corso). Alcuni raccontano che Storace fosse diretto all' Ufficio di presidenza per capire se - attraverso il metodo usato già in passato: la vendita alla Regione degli spazi pubblicitari - il giornale potesse continuare a vivere. Così, mentre Storace percorreva a passo svelto il corridoio della Pisana, si sarebbe incrociato con Belli, e lì vecchie e ruggini si sarebbero trasformate in una discussione «piuttosto animata», dice chi ha assistito.

Scintille, un paio di battute al veleno, Belli avrebbe invitato l' ex governatore a «moderare i termini». Quindi il racconto della caduta, tra la ricostruzione di Storace, secondo cui lo scivolone «non è collegato, è successo dopo», e quella di alcuni testimoni che, invece, lo collocano negli istanti immediatamente successivi all' alterco. 

Come se l' ex governatore, non soddisfatto dello scambio con il suo ex collaboratore, avesse cercato di inseguire l' interlocutore inciampando e cadendo faccia terra: occhiali rotti e ferita aperta sulla fronte, appena sopra il sopracciglio. Eppure i due per anni sono stati in sintonia totale prima che questioni legate non solo al quotidiano lacerassero il rapporto.

Fonte: qui

mercoledì 6 dicembre 2017

DA ROMA LADRONA A PADANIA MAGNONA ...

PURE ALEMANNO MIGRA VERSO LA LEGA: ‘ORA SONO SOVRANISTI. E FRATELLI D’ITALIA È UN PARTITO PERSONALE’ 

IN DIREZIONE SALVINI SI INTRAVVEDONO ANCHE LE SAGOME DI STORACE, MENIA E NANIA: ‘È LA LEGA CHE TOGLIE LA PAROLA NORD E INTRODUCE IL CONCETTO DI SOVRANITÀ’

Giuseppe Alberto Falci per il ‘Corriere della Sera’

PRANZO DELLA PAJATA CON BOSSI E ALEMANNOPRANZO DELLA PAJATA CON BOSSI E ALEMANNO
I reduci di An hanno trovato una casa: la Lega di Matteo Salvini. Se Barbara Saltamartini è stata la prima a sposare il Carroccio aderendo al gruppo parlamentare già nel marzo del 2015, oggi è il turno di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, tra i fondatori di An e con un passato da militante storico del Movimento sociale italiano. Da mesi Alemanno, scomparso dai radar dopo l' esperienza capitolina e le vicende di Mafia Capitale, guida il Movimento nazionale per la sovranità e osserva a distanza, e con interesse, le mosse del leader del Carroccio. Al punto da affermare oggi parole di questo tenore: «Salvini? Ha dimostrato coraggio e visione politica».

Correva il 20 giugno del 2011 quando l' ex sindaco di Roma e Salvini duellavano sul trasferimento dei ministeri al Nord e si scambiavano accuse verbali al vetriolo.
Un' eternità. Oggi sembra tornata la pax e Alemanno dissimula così i diverbi del passato: «Quella era una Lega secessionista. Oggi è sovranista».

ALEMANNO STORACEALEMANNO STORACE
Ma non ci sarebbe solo Alemanno. Ad essere sedotto dal verbo salviniano si vede anche la sagoma di Francesco Storace, ex ministro della Salute con il governo Berlusconi. Anche quest' ultimo guarda con crescente interesse alle politiche leghiste.

Storace non parla, ma non smentisce l' avvicinamento che sta scuotendo la galassia degli ex aennini. Tutti sanno infatti che una parte degli ex An, dopo la fine di alleanza nazionale, è confluita in Fratelli d' Italia, il partito di Giorgia Meloni. Tuttavia i «nuovi» leghisti accusano la Meloni di non essere «inclusiva» ma «esclusiva».
Alemanno infatti lo dice senza mezze misure: «Fratelli d' Italia è un partito personalistico». Ma si fanno altri nomi.

Giorgio Magliocca Alemanno e StoraceGIORGIO MAGLIOCCA ALEMANNO E STORACE
Un simbolo degli ex An è certamente Roberto Menia, triestino, promotore della legge che il 10 febbraio celebra l' eccidio delle foibe. Anche Menia è sulla stessa lunghezza d' onda di Alemanno: «Nel derby che ci sarà nel centrodestra tra i due pretendenti, ovvero Salvini e Berlusconi, non ho dubbi a scegliere quello che rappresenta il fronte sovranista che è innovativo, non è un dejavù, e dice parole chiare contro l' immigrazione selvaggia e la sostituzione etnica». Il motivo vero, spiega Menia, è «che Salvini ha creato una lega nazionale e non secessionista e che interpreta pensieri comuni della stragrande maggioranza degli italiani del centrodestra».

Ma c' è anche il Sud in questa migrazione degli ex An.

barbara saltamartiniBARBARA SALTAMARTINI
Domenico Nania, messinese e vice presidente del Senato nella passata legislatura, si definisce il «garante» della conversione al verbo salviniano. Salvo poi metterla così: «Non so se è la Lega di Salvini che si è convertita alle nostre tematiche o siamo noi ad avvicinarci alla Lega».

Eppoi aggiunge con un pizzico di malizia: «È la Lega che toglie la parola Nord e introduce il concetto di sovranità». Del resto, anche Matteo Salvini, recentemente arrivato a Canicattì, in provincia di Agrigento, ha chiesto a un ex segretario del Msi di pronunciare il discorso in memoria dei giudici Livatino e Saitta. Per molti fu quello l' inizio dell' avvicinamento .

Fonte: qui