9 dicembre forconi: moldavo
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sabato 8 giugno 2019

I VICINI DIFENDONO MARCELLINO IACHI BONVIN, IL TABACCAIO DEL CANAVESE CHE HA UCCISO UN LADRO MOLDAVO DI 24 ANNI

“AVEVA GIÀ SPARATO MA ERA ESASPERATO” 
“CINQUE VOLTE SONO ANDATI A RUBARE. HA FATTO BENE A SPARARGLI: NON SE NE PUÒ PIÙ”
NEL PAESE APPLAUSI PER FRANCO "ERA ESASPERATO DAI TROPPI FURTI"
Lodovico Poletto per “la Stampa”

Il primo colpo, il signor Franco lo ha sparato dal balcone del secondo piano della sua villetta, mentre la sirena dell' allarme urlava e i ladri scardinavano il cambia monete della tabaccheria automatica. «Ha fatto benissimo», dice la nipote Roberta Carla, sette ore più tardi. E mostra la mano con le dita ben distanziate: «Cinque volte sono andati a rubare.
marcellino iachi bonvin con moglie e figlioMARCELLINO IACHI BONVIN CON MOGLIE E FIGLIO
Ha fatto bene a sparargli: non se ne può più».

Il secondo colpo lo ha esploso nel cortile. E stavolta ha centrato il ladro. Quindi ha chiamato la polizia e soccorsi perché c' era un uomo con ancora il cappuccio in testa che agonizzava sul marciapiede. Poi è corso in casa, perché Marcello Iachi Bonvin - detto Franco - è un uomo di quasi 70 anni, e ed è tutt' altro che Tex Willer o un vendicatore pronto a tutto. E veder morire quel ragazzo lo ha sconvolto.

Alle 13 gli operai della Dyco, la fabbrica che è quasi di fronte al cancello della villetta, ma è nel Comune di Ivrea, escono in pausa pranzo. Passa una Lancia Y grigia e il lavoratore in tuta seduto accanto al conducente abbassa il finestrino e urla così: «Bravo! Hai fatto bene Franco! Bravo». È un attimo. E arrivano due ragazze: «Meno male che qualcuno reagisce. Se ha sparato è perché non ne poteva più. Pover' uomo, quelli erano armati. E lo hanno aggredito. Se non sparava lui, lo facevano loro». Ed è un tam - tam. «Franco è in galera».
«Franco adesso rischia», Franco qui e franco là. «Bisogna difenderlo».
il caso di marcellino iachi bonvinIL CASO DI MARCELLINO IACHI BONVIN

E così la signora Simona Scicchitano, che gestisce il negozio di intimo «La Gioconda», che è su questa strada ma a un paio di chilometri dalla tabaccheria, salta in macchina e va a vedere di persona che cosa accade laggiù dove ci sono le volanti della polizia. Curiosa un po' in giro poi telefona a qualcuno: «Non c' è, è ancora in questura. Speriamo bene». Lo conosce? «Io poco.

Ma adesso scendiamo in strada per difenderlo. Ha fatto bene a sparare». Il suo «Scendiamo in strada» significa che lunedì o martedì i commercianti con negozi che si affacciano su questo nastro d' afalto che unisce Ivrea a Pavone faranno una fiaccolata per sostenere il tabaccaio. «Lo hanno derubato così tante volte che ha perso il conto: e molti di noi hanno avuto lo stesso problema. Una fiaccolata per lui è il minimo.

il caso di marcellino iachi bonvinIL CASO DI MARCELLINO IACHI BONVIN
Franco è uno di noi. E tutti noi avremmo potuto ritrovarci nelle stesse condizioni sue». E così il tam-tam si arricchisce di voci. Di idee. Di ricostruzioni a volte fantasiose. Il tweet del ministro dell' Interno raccoglie applausi: «Se anche lui dice che ha fatto bene allora vuol dire che ha rischiato».

Ecco, adesso davanti alla casa color pesca, dove vive e lavora il tabaccaio, dove al pianterreno c' è il bar gestito dai figli e accanto una casetta con il distributore automatico di sigarette, snack e bevande, c' è un sacco di gente. «Franco» arriva su una Jeep nera. Ma non si vede in viso. Stretto in un giubbottino blu, e con il cappuccio calato in testa, scende di corsa e s' infila dentro casa. Ha bisogno di silenzio. E di riposo. La ribalta davanti alle telecamere non gli interessa.

Il sindaco del paese, Endro Giacomo Bevolo, in sella da pochi giorni, dice che gli è «umanamente vicino». «Non stiamo parlando di uno scapestrato, ma di un signore con la testa sulle spalle che sta passando attraverso un' esperienza complicata». Lo conosce? «So che è stato consigliere comunale una ventina di anni fa. Che le devo dire? Non stiamo parlando di fanatico delle armi, ma di un pensionato che ha faticato tutta la vita».
la rapina nella tabaccheria di marcellino iachi bonvinLA RAPINA NELLA TABACCHERIA DI MARCELLINO IACHI BONVIN

E la politica? «Lasci perdere, quella non c' entra nulla con questa storia. E poi la mia lista era indipendente: la Lega se è quello che vuole sapere, ne appoggiava un' altra».
Ma alle Regionali il partito di Salvini ha incassato il 40 per cento. E l' insofferenza verso i «troppi furti che ci sono da queste parti» è un sentimento che quasi puoi toccare. Che fa dire a qualcuno: «Preferisco tacere. Perché se parlo di più finisco in galera».

E il finale è più o meno questo: «Ci fossero più persone come Franco ci sarebbero meno malviventi in giro». Che poi è quel che pensano in tanti. E mentre i poliziotti passano al setaccio la zona alla ricerca delle ogive sparate dalla 357 Taurus del signor Franco - che ha anche un' altra pistola in cassaforte - al bar di stradale Torino, davanti a un caffè, c' è chi giura che qui ladri hanno già colpito in zona. E Franco era solo una delle tante vittime.
Quella che, però, ha reagito. E ha sparato.
marcellino iachi bonvinMARCELLINO IACHI BONVIN

SOLO CONTRO TRE RAPINATORI, SPARA E NE UCCIDE UNO
 Filippo Facci per “Libero quotidiano”

Il Canavese è una zona tranquillissima di gente tranquillissima, piemontesi da proverbio, per il resto questa storia sembra di averla già sentita: un tabaccaio, una tentata rapina, minacce, colluttazioni, e una pistola - legalmente detenuta - che spara e uccide un giovane moldavo, così come era moldavo il 29enne che nel tardo 2018 spaccò il vetro di una finestra e svegliò di soprassalto il proprietario di un' officina, Fredy Pacini, che sparò cinque colpi due dei quali andarono a segno. Fredy Pacini è stato recentemente assolto, ma dopo un calvario mediatico-giudiziario che la nuova legge sulla legittima difesa, ora, dovrebbe evitare. Sarà così? Il paragone regge?

Vediamo. Anzitutto la dinamica. Il silenzio notturno di Pavone Canavese (3800 abitanti vicino a Ivrea, anche se appartiene alla città metropolitana torinese) poco dopo le 3 è squassato da 7 colpi di pistola. In via Torino, proprio al confine con San Bernardo Canavese, c' è il bar tabacchi «Winner Point» che è incastonato in una villetta che appartiene a Marcellino Franco Iachi Bonvin, che da anni è titolare e gestisce coi figli l'esercizio.

la rapina nella tabaccheria di marcellino iachi bonvinLA RAPINA NELLA TABACCHERIA DI MARCELLINO IACHI BONVIN
Lui abita al piano di sopra, e la villetta, a lato, a fianco della macchinetta notturna per le sigarette, ha un cancello che introduce nei tre lati interni che delimitano la proprietà, dove il proprietario tiene la macchina e dove c' è l' ingresso dal retro della tabaccheria, tutto ben recintato. In esterno c' è anche una telecamera, messa dopo che alla tabaccheria ci sono stati 7 complessivi furti o tentativi di furto. Non è proprio un tabacchino: il Winner Point è anche ricevitoria, punto Sisal, corse, Lotto, si pagano le tasse automobilistiche e le bollette, si comprano i biglietti per i concerti, per le partite della Juve e del Torino, e poi c' è il bar.

Normale che ci sia un cambiamonete, caricato con 2000 euro: così i ladri arrivano con un furgone bianco e prima forzano il cancello, poi la porta di servizio e poi il cambiamonete: tutto con un palanchino, che è tipo un piede di porco ma grosso e robusto perché si usa nelle miniere per smuovere massi.

È un' arma? Lo è. Comunque il proprietario sente i rumori degli scassi, si sveglia e con lui i familiari, che cerca di tranquillizzare - moglie e due figli - e poi prende la sua 357 Magnum a tamburo ed esce sul terrazzo, vede tre ladri incappucciati e spara: ma in aria. I tre non se ne curano troppo, e lui scende in cortile, dove i tre avevano già caricato sul furgone tutto il cambiamonete per scassinarlo poi comodamente da qualche parte. E qui, tra urla e minacce, c' è - come si dice - una colluttazione, termine che leggiamo sempre, che non ha sinonimi ma che significa «rissa, zuffa, baruffa, lotta furibonda per sopraffare qualcuno o non esser sopraffatto».
marcellino iachi bonvin e la rapina nella sua tabaccheriaMARCELLINO IACHI BONVIN E LA RAPINA NELLA SUA TABACCHERIA

Gli altri erano in tre, con un palanchino. E Marcellino Franco Iachi Bonvin a un certo punto spara, più volte, forse cinque: e colpisce al petto uno dei tre, che dopo qualche metro crolla a terra. È un moldavo incensurato di 24 anni. Gli altri due scappano. Tutto questo avviene all' interno della sua proprietà? Sì. Il moldavo stava scappando? Difficile crederlo: a meno che corresse all' indietro, visto che è stato preso al petto.

LA TELEFONATA
A quel punto il tabaccaio telefona alla polizia e al terzo figlio, il più grande, che vive altrove. In commissariato e poi in procura, davanti al procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando e al pm titolare del fascicolo, Giuseppe Drammis, decide temporaneamente di avvalersi della facoltà di non rispondere. È molto provato, come ammetterà il procuratore nel definirlo «una persona pacata che vive in una famiglia normale».
la rapina nella tabaccheria di marcellino iachi bonvinLA RAPINA NELLA TABACCHERIA DI MARCELLINO IACHI BONVIN

Verrà riascoltato da lunedì. Intanto risulta sotto indagine per «eccesso di legittima difesa», come il copione prevede in ogni caso. Intanto la polizia scientifica trova in casa altre armi: ma sono tutte regolarmente denunciate, tutte comprate dopo i furti precedenti.

Per comprendere appieno in che termini possa essere applicata la nuova legge sulla legittima difesa occorrerà riscontrare il racconto dell' uomo con le risultanze della polizia scientifica, com' è giusto e normale. Il resto è colore: la famiglia che si schiera con lui, gli operai della fabbrica di fronte che pure lo difendono, le sfilate di sindaci e solidali vari. In un comune dove la Lega ha preso il 40 per cento, e dove - risuona da ogni parte - «la nuova legge sulla legittima difesa è stata fatta proprio per uno come lui, che ha lavorato onestamente per tanti anni». E che forse, di mettersi a sparare, non aveva nessuna voglia.

Fonte: qui

domenica 16 dicembre 2018

NEL BELLUNESE UN GIOVANE OPERAIO MOLDAVO RIMANE UCCISO DALLA ROTTURA DI UN CAVO DI ACCIAIO DELLA TELEFERICA CHE STAVA SISTEMANDO



POICHE' LAVORAVA "IN NERO", PER NON RISCHIARE TROPPO, IL TITOLARE DELLA DITTA HA PENSATO BENE DI GETTARE IL CADAVERE IN UN DIRUPO MA ...


I carabinieri hanno denunciato il titolare di un'impresa boschiva per i reati di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e frode processuale. La denuncia è relativa ad un infortunio mortale cui era rimasto vittima un mese fa un operaio moldavo di 28 anni il cui corpo era stato trovato nei boschi di Sagron Mis, nel Primiero. Secondo l'accusa l'operaio lavorava «in nero».

Dai primi rilievi, gli investigatori avevano notato alcune incongruenze relative all'incompatibilità delle lesioni riportate dal boscaiolo rispetto alla zona in cui era stato trovato il corpo. L'ipotesi che l'infortunio mortale si fosse verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma è stato avvalorata da una serie di testimonianze. Dalle indagini dei carabinieri è quindi emerso che il giovane era stato colpito da un cavo in acciaio durante l'installazione di una teleferica.
boscaiolo uccisoBOSCAIOLO UCCISO

Giunto sul posto, il titolare della ditta avrebbe caricato il corpo sull'auto della vittima e l'avrebbe quindi lasciato ad una distanza di alcune centinaia di metri nei pressi di un dirupo appoggiando sulla salma alcuni tronchi.

Fonte: qui

domenica 2 dicembre 2018

PERCHE’ IL LADRO UCCISO NON ERA IN CELLA?


IL 29ENNE MOLDAVO AMMAZZATO MENTRE TENTAVA DI INTRUFOLARSI NELL’AZIENDA DI FREDY PACINI VICINO AREZZO AVEVA UNA SFILZA DI PRECEDENTI E SU DI LUI PENDEVA UN ORDINE DI CARCERAZIONE 

IL GOMMISTA TOSCANO SOTTO ACCUSA PER AVER SPARATO AL RAPINATORE: "HA DETTO UN SACCO DI BUGIE. I FURTI DENUNCIATI SONO SOLO 6, NON 38" 

SALVINI: “COSA CAMBIA? ASSURDO COLPEVOLIZZARE CHI SI È SOLO DIFESO”

Nino Materi per il Giornale
fredy paciniFREDY PACINI

E così, tanto per non farci mancare nulla, è partito il «toto-denunce». «Trentotto»? No, «sei»; anzi, «quattro».
Sulla ruota della sfortuna si danno i numeri: ci sarebbe da giocarseli, se non fosse che qui siamo dinanzi a una storia drammatica: un uomo (il ladro) ammazzato e un altro uomo (la vittima del furto) ora sospettato di aver ecceduto nel difendersi, «percependo un tasso di pericolo superiore a quello reale»; come se, in quei momenti terribili, le vittime pesare emozioni e reazioni col bilancino del codice penale.

In Italia il rischio di trasformare la tragedia in commedia è sempre alto, e questa vicenda del gommista «pistolero» Fredy Pacini di Monte San Savino (Arezzo) ne è l'ennesima riprova. I titoloni in prima pagina che qualche giorno fa accompagnarono la notizia li ricordiamo tutto: «Commerciante spara e uccide il ladro. Aveva già subito 38 furti».

io sto con fredy striscione di solidarieta al gommista aretino che ha ucciso un ladroIO STO CON FREDY STRISCIONE DI SOLIDARIETA AL GOMMISTA ARETINO CHE HA UCCISO UN LADRO
Ora si scopre che le denunce presentate negli ultimi quattro anni dal signor Pacini sono «appena» sei, di cui «solo» due a seguito di un furto consumato (nelle altre quattro si sarebbe trattato di «semplici» tentati furti). Attenti alle parole: «solo», «appena», «semplici»; termini dietro cui si cela chi guarda il dito e ignora la luna. Ne è convinto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Ma cosa cambia se le denunce sono 38 o 6? La verità è che un onesto lavoratore si è difeso perché si è sentito in pericolo di vita aggredito all'interno della sua proprietà». Ma le inchieste giudiziarie servono anche a questo: ad accertare verità che i titoli di giornali non possono decodificare in tempo reale. Ma la domanda resta? È un elemento decisivo o no che Pacini abbia «mentito» sul numero delle denunce presentate? Cosa cambia questa circostanza rispetto all'episodio specifico in cui un moldavo di 29 anni ha perso la vita?
la rimessa di fredy paciniLA RIMESSA DI FREDY PACINI

Il comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Arezzo, Giovanni Rizzo, precisa all'Agi: «A noi risultano sei denunce da parte di Pacini dal 2014 a oggi, che diventano forse una decina andando più indietro negli anni. Certo, non 38», come invece dichiarato da Pacini che, per sentirsi più sicuro, aveva deciso di restare in azienda anche di notte.

la rimessa di fredy paciniLA RIMESSA DI FREDY PACINI




Ieri l'esito dell'autopsia sul corpo del moldavo ucciso: «È stato raggiunto da un proiettile alla gamba e da un altro all'altezza di un fianco». Il commerciante toscano, 57 anni, è indagato per eccesso colposo di legittima difesa, ma non ha ancora risposto alle domande del pm.

fredy paciniFREDY PACINI
Pacini più volte in passato aveva raccontato di essere «esasperato per i continui furti», e così quando ha visto il moldavo (un pregiudicato, latitante e dalla falsa identità sul passaporto) entrare nella sua ditta «impugnando un piccone», ha fatto fuoco con la sua Glock semiautomatica «mirando alle gambe». Uno dei cinque proiettile esplosi ha però reciso l'arteria femorale, e il moldavo è morto dissanguato mentre il complice è fuggito. L'avvocato del commerciante è sicuro: «È stata legittima difesa». Pacini dice: «Ho il cuore a pezzi, ma sono tranquillo con la coscienza. Ringrazio le migliaia di persone che su Facebook mi sostengono». Ma per lui l'incubo continua.

fredy paciniFREDY PACINI
IL LADRO UCCISO DOVEVA ESSERE IN CELLA
Simona Pletto per Libero Quotidiano


Altro che ladruncolo incensurato come lui stesso faceva sembrare utilizzando un passaporto col cognome della moglie (Tonjoc) e diversi alias. Vitalye Mircea, questo il vero nome del moldavo 29enne sorpreso e ucciso martedì notte mentre tentava di intrufolarsi nella azienda di Fredy Pacini a Monte San Savino (Arezzo) insieme ad almeno due complici, era un ladro professionale, e come tale aveva una sfilza di precedenti per reati commessi in Italia dal 2011 ad oggi. E non certo da solo.
la rimessa di fredy paciniLA RIMESSA DI FREDY PACINI






Nel suo "curriculum" ci sono innumerevoli furti commessi in aziende e in abitazioni tra la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l' Emilia Romagna; e ci sono tanti altri reati a suo carico, tra cui riciclaggio, danneggiamenti e persino lesioni personali, a riprova della pericolosità dell' individuo che il commerciante toscano si è trovato davanti, con un piccone nelle mani, prima di sparare.

io sto con fredy striscione di solidarieta al gommista aretino che ha ucciso un ladro 2IO STO CON FREDY STRISCIONE DI SOLIDARIETA AL GOMMISTA ARETINO CHE HA UCCISO UN LADRO
Non solo: su Vitalye Mircea dal 2015 gravava un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Milano, per un residuo di pena di tre anni che avrebbe dovuto scontare in cella. Eppure da una quarantina di mesi era libero. Libero di continuare a delinquere, libero magari di tornare in quel capannone in provincia di Arezzo, già violato diverse volte dai ladri, attirati dall' alto valore delle biciclette da corsa custodite all' interno.

il sostegno a fredy paciniIL SOSTEGNO A FREDY PACINI










Martedì notte, però, non hanno fatto i conti con la disperazione del signor Pasini, che da tempo, esasperato dalle continue visite dei ladri, aveva deciso di dormire dentro alla sua ditta per tutelare il frutto del suo lavoro. Quando ha sentito il rumore dei vetri infranti, è sceso dalla sua branda e dall' alto del soppalco dove si era ricavato una stanzetta per vigilare i suoi beni, ha visto i due ladri. Uno si era già introdotto all' interno, l' altro invece ha subito rinunciato ad entrare ed è fuggito.

la rimessa di fredy paciniLA RIMESSA DI FREDY PACINI
Fredy Pacini ha impugnato la sua pistola Glock calibro 9 ed ha iniziato a sparare cinque colpi mirando verso il basso; due di questi hanno raggiunto il ginocchio e l' arteria femorale di Vitalye. Quest' ultimo proiettile, rimasto all' interno della coscia, è stato letale: il moldavo - lo ha stabilito ieri l' autopsia eseguita dal medico legale Mattia Benvenuti dell' università di Siena -, è morto per una emorragia interna.

RIMBALZO ACCIDENTALE 

Tra le ipotesi che dovranno essere chiarite presto, attraverso un sopralluogo da parte dei periti e del pm Andrea Claudiani, nel capannone di Fredy Pacini, c' è anche quella di un rimbalzo accidentale del proiettile fatale finito nella coscia del ladro. La Tac eseguita ieri sul cadavere del 29enne, avrebbe infatti tracciato una traiettoria che non escluderebbe l' ipotesi della deviazione. Sarà inoltre importante capire se i colpi sparati abbiano raggiunto frontalmente (teoria più accreditata) o alle spalle il ladro.

fredy paciniFREDY PACINI
Intanto ieri Pacini, 57 anni, sposato e padre di due figlie, ha varcato la soglia della Procura di Arezzo per essere interrogato dal pm Claudiani, cui è affidata l' inchiesta. A carico del gommista è stato aperto un fascicolo per l' ipotesi del discusso reato "eccesso colposo di legittima difesa".

Provato dal lutto che ha colpito la sua famiglia (giovedì notte è morto il suocero e ieri si sono celebrati i funerali), sfinito dal pressing mediatico e dall' idea comunque di aver ucciso un uomo (anche se ha dichiarato «Ho avuto paura, quel ladro avanzava spavaldo. Sono dispiaciuto ma mi sento nel giusto perché ho difeso la mia persona e il mio patrimonio»), ha pianto davanti al pm e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Una decisione, questa, suggerita anche dai suoi legali Alessandra Cheli e Giacomo Chiuchini del Foro di Arezzo, perché: «Preferiamo aspettare l' esito dell' autopsia (attesa entro 60 giorni, ndr), dopodiché il signor Pacini parlerà con i magistrati. Del resto in questo momento è molto provato, e forse non è in grado di affrontare un interrogatorio».

Resta il mistero del piccone, trovato fuori dal capannone dai carabinieri della Compagnia di Cortona guidati dal capitano Monica Dallari, intervenuti subito sul posto.

LA SORELLA 

Sul fronte delle indagini prosegue la caccia ai complici. Una piccola svolta è stata data dalla sorella di Vitalye.

SALVINI CON LE MANI NEI CAPELLISALVINI CON LE MANI NEI CAPELLI
La giovane, che vive al Nord Italia, ha riconosciuto la foto del fratello pubblicata sui giornali e ieri mattina si è presentata alle forze dell' ordine dicendo, appunto, di essere la sorella del ladro ucciso. Sono scattati subito i controlli, per capire se stava raccontando il vero, e alla fine sono emersi nuovi particolari.

Il passaporto con regolare visto e con un ingresso in Italia segnato appena due mesi fa, non corrispondeva alla vera identità dell' uomo. Il documento che mostrava, infatti, era quello con il cognome della moglie, per deviare i controlli. In realtà, si è scoperto attraverso un incrocio di dati, che Vitalye era un ladro seriale latitante. Insomma, il colpo alla azienda di rivendita gomme e bici da corsa di Fredy Pacini, era di certo uno dei tanti.

il caso di fredy pacini vitalie tonjocIL CASO DI FREDY PACINI VITALIE TONJOC
Gli investigatori hanno già individuato il secondo complice, quello fuggito poco prima degli spari, e sono sulle sue tracce. In queste ore si analizzano anche le celle telefoniche e i filmati delle telecamere di sorveglianza per dare un nome al terzo complice che ha fatto da palo.

L' obiettivo, è comunque quello di arrivare alla banda di moldavi di cui Vitalye faceva parte.

Fonte: qui

venerdì 30 novembre 2018

GOMMISTA DELL'ARETINO SPARA A UN LADRO E LO UCCIDE: INDAGATO PER ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA



ESASPERATO DA 38 FURTI NEGLI ULTIMI ANNI, DORMIVA DENTRO IL CAPANNONE DELLA SUA AZIENDA. LA SCORSA NOTTE DUE MOLDAVI HANNO SFONDATO IL VETRO, E LUI HA INIZIATO A SPARARE 

SALVINI: “LA MIA SOLIDARIETA. CONTI SU DI NOI”

Salvatore Mannino e Alberto Pierini per “la Nazione – Arezzo”

gommista spara al ladro e lo uccide 11GOMMISTA SPARA AL LADRO E LO UCCIDE 
Ladro ucciso nella notte, da due colpi di arma da fuoco esplosi dal gommista che reagisce a un tentativo di furto, il compagno di raid invece riesce a scappare. E' lo scenario da incubo che si è profilato nella notte, a Monte San Savino. La vittima è un giovane di 29 anni, di origine moldava. L'ha colpito Fredy Pacini, il titolare dell'azienda che, esasperato da ben 38 furti subiti negli ultimi anni, dormiva dentro il capannone.

Pacini è indagato per eccesso di legittima difesa. Sull'episodio è intervenuto il ministro dell'interno, Matteo Salvini: "Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!'

gommista spara al ladro e lo uccide 8GOMMISTA SPARA AL LADRO E LO UCCIDE 
I colpi di pistola appunto (con una Glock) sarebbero stati esplosi all'interno del magazzino quando il gommista ha avuto la certezza di essere un'altra volta vittima di un raid ladresco. Il moldavo ferito si è trascinato fuori e ha cercato di scappare ma è caduto fulminato in mezzo alla strada. Probabilmente era stato centrato all'arteria femorale ed è morto dissanguato. Inutili i tentativi di soccorso del 118 che ha constato due ferite d'arma da fuoco al ginocchio e alla coscia.
gommista spara al ladro e lo uccide 14GOMMISTA SPARA AL LADRO E LO UCCIDE





La dinamica viene confermata sia pure ufficiosamente da fonti informali dei carabinieri e anche da fonti di procura. Pacini, 57 anni, era in pieno sonno, sempre secondo le prime ricostruzioni, è stato svegliato di soprassalto, è corso al piano di sotto e ha sparato contro i due che gli avevano sfondato il vetro, centrandone uno agli arti inferiori.
FREDY PACINI IL GOMMISTA CHE HA UCCISO UN LADRO MOLDAVOFREDY PACINI IL GOMMISTA CHE HA UCCISO UN LADRO MOLDAVO

L'allarme arriva al 118 alle 3.52: il personale dell'emergenza arriva sul posto e prova a rianimarlo ma senza successo. La tragedia in via della Costituzione, nel pieno della zona industriale di Monte San Savino Sul posto insieme ai carabinieri si è precipitato anche il Pm di turno Andrea Claudiani..Con lui il capitano Monica Dallari, comandante della compagnia di Cortona dalla quale dipende la stazione di  Monte San Savino. Sul posto sono rimasti il vetro infranto dell'ingresso, quello dal quale è passato il moldavo, e la mazza che ha adoperato per spaccare la vetrina.
gommista spara al ladro e lo uccide 7GOMMISTA SPARA AL LADRO E LO UCCIDE 



Fredy Pacini è un nome più volte rimbalzato nelle cronache, anche nazionali, anche in  Tv, dove era arrivato a raccontare la sua storia. Da quattro anni, dopo i primi furti, si era trasferito dalla sua casa nel centro del paese in azienda: dormo qui perchè voglio sorvegliare personalmente l'azienda dai ladri. L'ultima volta che si era trovato a tu per tu con un tentativo di furto era stato in marzo.

FREDY PACINI IL GOMMISTA CHE HA UCCISO UN LADRO MOLDAVOFREDY PACINI IL GOMMISTA CHE HA UCCISO UN LADRO MOLDAVO
"Li ho visti - aveva raccontato - con il maglione a collo alto e un cappellino calato sulla faccia. Quando hanno capito che c'ero io sono scappati ma sto vivendo in un incubo. La mia vita è stata stravolta, sto qui dentro tutto l'anno, per me non esistono ferie, non esistono vacanze. Solo qui dentro. E' dura per me e per la mia famiglia. Solo nel 2014 ho stimato furti per oltre 200 mila euro, fra biciclette e gomme".

gommista spara al ladro e lo uccide 6GOMMISTA SPARA AL LADRO E LO UCCIDE 6







Il Pm Claudiani ha aperto un fascicolo per eccesso colposo di legittima difesa, quello che servirà per gli accertamenti di legge, dall'autopsia alla ricostruzione balistica. Se tuttavia fosse confermato che Pacini ha sparato contro due persone armate (la mazza o piccone è comunque un'arma impropria), e lo ha fatto di fronte e non di spalle, potrebber configurarsi un vero e proprio caso di legittima difesa, scriminata dalla legge e dunque non punibile. Ma bisognerà aspettare tutti gli esami di legge per avere maggiori certezze.

Fonte: qui