9 dicembre forconi: Professore
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venerdì 12 ottobre 2018

SAPELLI: ''INCONTRAI SALVINI ALL'UNIVERSITÀ, MOLLÒ PER IL DEMONE DELLA POLITICA''


E QUALCHE ANNO DOPO GLI OFFRÌ IL RUOLO DI PREMIER... 

''LO SPREAD VIENE USATO COME UNA CLAVA, MA QUESTO E' UNO DEI GOVERNI PIU' SOLIDI'' 

L'INCREDIBILE VITA DELL'ECONOMISTA, PERITO GRAFICO, MILITANTE COMUNISTA, IMPIEGATO ALL'OLIVETTI, SINDACALISTA, PROFESSORE UNIVERSITARIO. È ENTRATO E USCITO DA OLIVETTI, ENI, FERROVIE, MPS, AUTOSTRADE LOMBARDE: ''SI SONO DIMESSI TUTTI PER CACCIARMI''

Luca Telese per ''La Verità''

«Il ragazzo era intelligente - e si vedeva - ma incostante».

In che senso, professor Sapelli?
GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI
«Di quegli studenti che un giorno accendono una lezione con domande brillanti e quello dopo non ci sono più. Che prendono un 30 ma poi saltano una sessione. Mi aveva chiesto la tesi. E io, dopo qualche esitazione, avevo deciso di affidargliene una importante, su Adriano Olivetti».

E poi cosa succede?
«Che lui si presenta da me e mi dice: "Professore, io in questa sessione non riesco a laurearmi". Gli chiedo stupito: "Ma perché, è successo qualcosa?". E lui: "Professore, nulla di grave. Ma ho il demone della politica"».

E lei?
«Gli dico: "Senta Salvini, è una malattia che abbiamo avuto in tanti. Segua il mio consiglio: prima si laurei, poi faccia tutta la politica che vuole"».

Cosa le rispose?
«Sa in che partito sono impegnato? Non me lo chiede?».

E lei?
«Non dipende dal partito.
Tra la politica e la mia cattedra c' è un muro. Del partito non importa, mi importa di lei».

E che lezione ne ha tratto?
GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI
«(Sorriso). Mai dare consigli nella vita».

Forse, se Matteo Salvini avesse seguito il suo professore di allora, Giulio Sapelli, non sarebbe diventato leader della Lega. E - forse - non si sarebbe potuto togliere la soddisfazione di offrirgli, l' estate scorsa, la poltrona di premier (poi fermata da un veto di Di Maio).

Così Sapelli - professore, economista, saggista - non è andato a Palazzo Chigi, è rimasto un libero e arguto pensatore e può permettersi di dire la sua: «Lo spread oggi viene usato politicamente, come una clava. Ma i mercati non guardano solo al debito, quanto alla stabilità dei governi. Credo che il nostro sia uno dei pochi che in Europa non balla».

Professor Sapelli, lei da dove viene?
«Dal basso, con orgoglio. Mio padre era rimasto orfano a 2 anni. Aveva fatto la guerra d' Africa, e nel dopoguerra lavorava come operaio fotoincisore».

Orfano?
«Mio nonno, ferroviere, era morto nel 1922. Picchiato da una squadraccia fascista e gettato da un treno».

E sua nonna?
«Faceva la dama di compagnia ai conti Conzani. Curiosa la vita, no? Dopo la guerra, la pensione dei martiri antifascisti le cambiò la vita».

GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI
Fece studiare suo padre?
«Aveva fatto l' avviamento professionale. I miei decisero che avrei avuto lo stesso destino».

Va a lavorare presto?
«A 15 anni: perito grafico e fotografico, anche io».

Poi che succede?
«Un sacerdote, don Rossi, parlò con mio padre e gli disse: "Il ragazzo ha delle qualità, fatelo studiare"».

E lui accetta?
«Litiga con mia madre, siciliana. Mi mandano nell' altra stanza, lei dice: "Faccia l' operaio, o si monta la testa!"».

E chi glielo raccontò?
«In quelle case popolari di Torino, via Sant' Anselmo 18, i muri erano di carta velina».

un giovane matteo salviniUN GIOVANE MATTEO SALVINI
Ha sentito tutto?
«Certo! Condividevamo i servizi, ovviamente in balcone, con il signor Marengo. Non c' erano segreti».

Alla fine chi vince?
«La Chiesa. Don Rossi si mette a farmi ripetizioni, e io faccio da privatista le medie».

In un anno?
«Sì. Quello dopo prendo il diploma tecnico e magistrale.
Nel frattempo lavoro».

Incredibile.
«Altri tempi, altre motivazioni. Divento anche militante comunista. Nel 1964 mi laureo in economia col massimo dei voti. Ho un solo problema: la balbuzie, che mi tormenta».

Cattolico e comunista?
«Oh, sì. Prima di iscrivermi mi consulto con il cardinal Pellegrino».

E cosa le dice? Di no, immagino...
«Macché. "Ti sei comunicato?". Gli rispondo di sì. E lui: "Allora iscriviti dove vuoi". Nel 1965 divento anche funzionario della Cgil».

Ma la sua vita cambia ancora nel 1966.
«Vengo assunto in Olivetti. Penso di fare un salto epocale, invece appena arrivo l' ingegner Felicioli mi manda a contare le schede perforate per 6 mesi».
un giovane matteo salviniUN GIOVANE MATTEO SALVINI

Un dramma?
«Una grande prova: impegno, serietà e umiltà. Ero molto bravo in matematica, in breve passo alle statistiche».

E il sindacato?
«Una scuola di vita, con maestri del calibro di Emilio Pugno e Sergio Garavini. Il quale, un giorno, mi restituisce anche la parola. Durante un' affollata assemblea di quadri, a una mia raffica di balbettii la sala era esplosa a ridere».

E che succede?
«Mi fermo, pietrificato. Si alza Garavini: "Il primo che ride avrà a che fare con me"».

E lei?
«Ho ripreso il mio discorso e non ho mai più tartagliato per tutta la vita».
Impossibile.
«Oggi me la spiego così: quel giorno mia madre non aveva creduto in me, marchiandomi con un' insicurezza esistenziale. E Garavini, cedendo in me, me l' aveva cancellata».

E all' Olivetti che succede?
SAPELLISAPELLI
«Un giorno Franco Momigliano, capo del personale, entra nella nostra stanza e fa: "Chi di voi sa l' inglese? Devo andare in Giappone"».
Immagino che tutti avessero risposto «sì».
«No. Erano economisti, parlavano francese e tedesco. Io invece, grazie all' inglese, viaggiai con lui e strinsi un rapporto bellissimo».

Senza mollare l' università?
«Studio con Castronovo, Quazza e Salvadori, a cui ho dedicato un libro. Divento contrattista. Poi direttore del Gramsci».

Stringe rapporti con Saverio Vertone, Giuliano Ferrara...
«Di cui divento amico. Nel 1980 firmo con lui il famoso documento in cui invitiamo gli operai a denunciare i brigatisti: ci arrivano insulti di ogni tipo e minacce di morte».

enrico cuccia xENRICO CUCCIA X
Poi ve ne andate entrambi.
«Per motivi diversi. La mia anima cattolica va in fibrillazione sul divorzio. Quando il Pci sostiene anche l' aborto non mi sento più a casa mia».

Nel 1980 cambia lavoro.
«Divento direttore della fondazione Feltrinelli. Il professor Del Bo lascia scritto in una lettera alla moglie: "Il mio erede deve essere Sapelli". Ci resterò fino al 2000».

Si dedica agli annali.
«E stringo rapporti intellettuali importantissimi. con Giuliano Procacci. Con Leo Valiani, che collaborava a Mediobanca, conosco Cuccia. Ogni mattina passava alla Feltrinelli. Mi regalava taccuini, ascoltava, parlava pochissimo».

Di cosa?
«Mi raccontava di Beneduce. Mi spiegò perché era convinto che "in Italia l' unica possibilità era far esistere il capitalismo senza capitali"».

Si riavvicina alla Cisl.
«Sì. Ero anche disgustato dai gruppuscoli, ho conosciuto troppi ragazzetti in cachemire che svaligiavano le armerie. Non tolleravo i cortei per Stalin e Mao».

ALBERTO BENEDUCEALBERTO BENEDUCE
Lei era stato amendoliano.
«Ma anche trotzkista e bordighista».

Cose complicate da spiegare oggi?
«Ero compiutamente socialdemocratico e antiestremista. Io gli studenti del Sessantotto li avrei fatti picchiare dagli operai della Fiat».

Lei ha insegnato in tutto il mondo.
«Avevo la cattedra a Trieste. Sono stato Fellow alla London School in Inghilterra. Professore all' Ecole des hautes etudes in Francia. Dal 1975 collaboro con l' Eni grazie a Luciano Gallino. Poi nel 2002 entro, chiamato dal professor Umberto Colombo».

Che votava allora?
«Dopo il Pci non ho più votato. Ma divento intellettuale organico della Cisl».

Anche l' Eni è un mondo.
«Stringo rapporti di amicizia e stima professionale con Federico Caffè, Giuliano Amato , Gino Giugni, Paolo Sylos Labini».
luciano gallinoLUCIANO GALLINO

E poi si ritrova commissario di Monte dei Paschi di Siena. Una bella rogna.
«Il sindaco Piccini voleva governare lui la banca e mettermi in minoranza. Io mi sono alleato con l' arcivescovo. La curia aveva un posto nel cda, ma chi comandava erano socialisti e massoneria».

Incredibile. Poi Ferrovie.
«In età cimoliana. Ho un buon ricordo di Cimoli, ma votai contro la sua liquidazione».

La odierà per questo?
«Non credo. È un uomo di mondo».
federico caffe e sylos labiniFEDERICO CAFFE E SYLOS LABINI

E poi?
«Ho fatto il presidente di Meta. Volevo fare una grande multiutility sui rifiuti, ma sono stato sconfitto dalla politica».

Poi Unicredit corporate banking.
«Dove abbiamo fatto un codice per l' uso dei derivati utile ancora oggi».

Il problema del secolo.
«Io li ho visti nascere. Sono stati il più catastrofico errore del mondo. Su cui ha scritto un saggio, The end of alchemy, il professor Mervyn King. Anche oggi sono sempre più un pericolo per le economie reali».

Poi c' è stata l' esperienza all' Asam: Autostrade lombarde.
«Volevo gestirle su un modello americano, come un ente non profit. Ma ancora una volta i politici avevano altre idee. Poi (Risata). Si sono dimessi tutti per cacciarmi».

Tanti incarichi ma anche tante dimissioni.
«Ho questo carattere. O faccio le cose come voglio o non le faccio. E non ho mai preso stock option».

Le sarebbe piaciuto fare il premier?
«Quello di Salvini è stato un invito per amicizia e stima. Ma si vede che non era il tempo, amen».
GIANCARLO CIMOLIGIANCARLO CIMOLI

Che giudizio dà sulla manovra?
«Positivo. Avrei fatto più investimenti per le imprese, ma è una manovra sostanzialmente socialdemocratica».

E il rischio spread?
«Conosco gli investitori: conta il debito, certo, ma anche la stabilità dei governi. Gli spagnoli solo traballanti, i britannici non ne parliamo. La Merkel è a fine ciclo.
Avete mai pensato che quello italiano è l' unico governo stabile?».

E un consiglio lo vuol dare?
«Certo. Fate meno sparate contro l' Ue. Le cose vanno dette dopo averle realizzate».

Fonte: qui

venerdì 15 giugno 2018

A ROMA UN UOMO HA MASSACRATO DI BOTTE UN DOCENTE DOPO LA BOCCIATURA DEL FIGLIO

IERI ERA SUCCESSO LO STESSO A TREVISO: NELL’INTERO ANNO SCOLASTICO 17 PROFESSORI SONO STATI AGGREDITI DAI GENITORI…

Corrado Zunino per http://roma.repubblica.it/

prof picchiato a romaPROF PICCHIATO A ROMA
Hanno convocato i genitori  a scuola per comunicare la bocciatura del figlio, 15 anni, iscritto al primo anno di un Istituto tecnico industriale di Roma. L'Itis Di Vittorio Lattanzio di via Teano, sulla Prenestina.

I genitori hanno aggredito il giovane docente, 24 anni a ottobre, e l'hanno mandato all'ospedale. Con un trauma cranico e alla schiena, un principio di soffocamento. Il padre, dopo averlo riempito di calci e  pugni, ha cercato di strozzarlo.

E' accaduto ieri pomeriggio, nel corso degli scrutini aggiuntivi della scuola. Il professore di Aversa, primo anno di insegnamento, assistente tecnico del laboratorio di disegno, era nel collegio che doveva comunicare la cattiva notiiza.

La scuola, racconta una coordinatrice, aveva illustrato alla famiglia l'andamento del ragazzo nel corso dell'anno. Il registro elettronico ne era stato impietoso testimone. Dopo un breve preambolo della professoressa di disegno, è arrivata la certificazione: "Vostro figlio, purtroppo, dovrà ripetere l'anno scolastico".

itis di vittorio lattanzioITIS DI VITTORIO LATTANZIO
I due genitori si sono alzati in piedi, hanno iniziato a insultare i professori presenti, il preside. Il dirigente scolastico si è allontanato: il padre ha cercato di colpirlo alle spalle. E' intervenuto il giovane professore, ha spostato il preside per evitargli i colpi e ha preso un pugno in faccia.

prof picchiato a roma 1PROFESSORE PICCHIATO A ROMA 








Il padre del ragazzo bocciato, fuori controllo, si è accanito sul docente: pugni, calci, e non si è fermato quando il giovane è crollato a terra. Si è lanciato sopra e gli ha portato le mani al collo: "Non riusciva a liberarsi", raccontano testimoni. Il professore di Aversa è stato trasportato in ospedale in ambulanza, quindi ricoverato sotto osservazione. "E' una famiglia problematica", dicono adesso a scuola.

Nell'hinterland di Treviso, ieri mattina, una scena analoga. Un padre quando ha saputo che il figlio era stato bocciato ha preso l'auto, è andato a scuola e ha iniziato a inveire contro i docenti.

Spaventati, i professori hanno chiamato i carabinieri. Il padre - si legge sulla Tribuna - sosteneva con rabbia che quest'anno per il ragazzo, seguito da centri specialistici, non c'era stato docente di sostegno. Abbandonato, il livello del rendimento sarebbe precipitosamente sceso. Il padre, successivamente, si è scusato con i docenti.

Francesca Redaelli PROF PICCHIATA DA MADRE JENAFRANCESCA REDAELLI 
Il 2018 è stato un anno molto difficile da questo punto di vista. Allo scorso 12 aprile erano state registrate ventiquattro aggressioni di docenti da parte di alunni e genitori e nei successivi due mesi gli episodi sono proseguiti.

Nell'intero anno scolastico sono state trentacinque le aggressioni a scuola: diciassette da parte di genitori. Venerdì scorso a Caselle, in provincia di Padova, una madre, dopo un 4 in Inglese rimediato dal figlio, è andata a cercare l'insegnante e l'ha spintonata per le scale facendole spaccare un labbro. Il ragazzo è stato bocciato, la mamma ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo. 

Fonte: qui


sabato 19 maggio 2018

IL TRIBUNALE DI LECCE DÀ RAGIONE A UN PROFESSORE ACCUSATO DI OFFESE E INSULTI DA DUE ALUNNE A CUI AVEVA DATO VOTI BASSI


“TORNO A CAMMINARE A TESTA ALTA”. 

IL PRESIDE LO AVEVA SOSPESO SENZA PROVE, MA GLI ALTRI STUDENTI LO HANNO SALVATO 

“GLI INSEGNANTI NON POSSONO PIÙ SVOLGERE LE LORO FUNZIONI PER PAURA DI RITORSIONI…”

Valentina Santarpia per il “Corriere della Sera

istituto cezzi de castro maglieISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE
Cinque anni, cinque lunghi anni in cui quella sospensione gli pesava sulle spalle come un macigno. E poi, finalmente, qualche giorno fa, la sentenza del tribunale di Lecce che riconosce «la sanzione irrogata infondata»: il professor Giuseppe Diso, oggi cinquantenne, è stato ingiustamente punito nel maggio del 2013, perché accusato di aver adottato una «condotta minacciosa, ingiuriosa e lesiva della dignità personale delle alunne Panarese Alessia (I D) e Polito Katia Cecilia (II D)».

Ma le accuse «non risultano supportate da sufficienti elementi concreti di riscontro».
«Finalmente posso tornare a camminare a testa alta», dice oggi il docente. «Ho tenuto duro perché credo ancora profondamente nella funzione educativa della scuola».
Ma andiamo con ordine.
giuseppe diso professoreGIUSEPPE DISO PROFESSORE

Diso, professore dal 2003, insegna da 7 anni materie letterarie nell' istituto tecnico Cezzi De Castro di Maglie, in provincia di Lecce. «Sono sempre stato esigente ma anche stimolante con i miei studenti: e loro lo apprezzano».

Non sempre: cinque anni fa ha a che fare con due studentesse svogliate, a cui è costretto a dare brutti voti per il rendimento scarso. «Arrivo a dare anche 2 se lo studente non è preparato, ma so concedere 10 se mi mostra capacità», dice il prof. «Anche in quell' occasione sono stato giusto: ma le ragazze, pur di provare a scoraggiare i miei voti, hanno raccontato alle famiglie e al dirigente scolastico che le avevo offese e insultate».
istituto cezzi de castro maglie 3ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 

Un' accusa pesante, che l' allora preside, Mauro Polimeno, prova a verificare con gli altri studenti. Tutti negano «l' esistenza di qualsivoglia comportamento scorretto del professor Diso», si legge oggi nella sentenza. Ciò nonostante, il preside decide per la sospensione.

«Per me è stato umiliante: accettare significava farmi neutralizzare. Da quel momento qualsiasi studente avrebbe potuto minacciare di denunciarmi se non gli avessi dato il voto desiderato». Proprio come il professore di Lucca che veniva bullizzato dallo studente che gli urlava: «Mi metta sei». Diso invece non subisce: si rivolge a un avvocato e denuncia l' amministrazione scolastica.

istituto cezzi de castro maglie 2ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 
Il ministero dell' Istruzione non nomina un difensore, a rappresentare la scuola è la nuova dirigente, la dottoressa Anna Maria Vernaleone, che ieri non ha voluto rispondere alle domande del Corriere.

«Durante il giudizio - spiega l' avvocato di Diso, Luigi Sindaco - si è appellata al decreto Brunetta, che prevede che il preside possa sospendere un docente. Anche per 10 giorni.
Ma non ha portato prove sufficienti per dimostrare che quanto detto dalle ragazze fosse vero o accertato».

istituto cezzi de castro maglie 1ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 




A «salvare» il prof sono stati i suoi alunni: hanno testimoniato a suo favore, apprezzando la «correttezza e la professionalità». E alla fine la giudice del lavoro gli ha dato ragione. «Ma resta un filo di amarezza - dice Diso, che a insegnare ci è arrivato dopo una laurea in Lettere classiche, due scuole di specializzazione e un concorso - se le leggi hanno paralizzato l' attività educativa degli insegnanti, che per paura di ritorsioni non possono più svolgere le loro funzioni, che studenti porteremo avanti? E soprattutto, quale società stiamo preparando? L'educazione non si spende subito, ma rende nel tempo e a lungo».

Fonte: qui

A VIAREGGIO UNA MADRE AGGREDISCE L’INSEGNANTE CHE AVEVA DATO QUATTRO ALLA FIGLIA 

LA PROFESSORESSA SI ERA DETTA DISPONIBILE A INTERROGARE NUOVAMENTE LA RAGAZZA, MA LEI NON HA VOLUTO SAPERNE: “CE L’HAI CON LEI E FAI FAVORITISMI”, E GIU' BOTTE


istituto carducci viareggioISTITUTO CARDUCCI VIAREGGIO
Il quattro dato alla figlia proprio non è andato giù alla mamma di una studentessa del triennio dell’Istituto Carducci di Viareggio (Lucca) che così, come riportato dai quotidiani Il Tirreno e La Nazione, avrebbe aggredito l’insegnante di storia e filosofia, strattonandola per un braccio.

Per Mario Cristiano Regali, dirigente scolastico dell’Istituto, si sarebbe trattato in primis di un’aggressione verbale e poi, fisica, come raccontato dalla stessa docente in una telefonata successiva.

La professoressa valuta di fare denuncia
mario cristiano regaliMARIO CRISTIANO REGALI
Secondo quanto appreso, la donna, visibilmente agitata, insieme con il marito, mercoledì, fuori dall’orario di ricevimento dei docenti, si è presentata a scuola per parlare con l’insegnante che, oltre ad ascoltare i due, li ha portati dal preside che, sentito oggi, ha tenuto a sottolineare di conoscere la vicenda solo in parte.

«La signora - ha precisato - era verbalmente molto aggressiva: accusava l’insegnante di avercela con la figlia e di fare favoritismi. Il tutto mentre il marito cercava di calmarla, anzi in un paio di occasioni sono dovuto intervenire io stesso.

istituto carducci 1ISTITUTO CARDUCCI 







Dal canto suo la professoressa ha dato la massima disponibilità ad interrogare nuovamente la ragazza non essendo ancora terminato l’anno scolastico. Sono uscito dalla stanza, insieme con l’insegnante e, fino a quel punto, l’aggressione fisica non c’era stata.
professoressa aggreditaPROFESSORESSA AGGREDITA

Poi, la donna, anche mentre scendeva dalle scale ha continuato a minacciare l’insegnante che era rimasta ferma sul pianerottolo dove c’era anche altro personale. Intorno alle 14.30 ho poi ricevuto una telefonata nella quale la professoressa mi ha riferito di essere stata aggredita».
scuolaSCUOLA








La vicenda è stata poi affrontata poco dopo nel consiglio dei docenti dove però non era prevista la presenza della donna che, in un sms mandato ad una collega, ha spiegato di essersi recata al pronto soccorso in stato di choc. L’insegnante, al momento, starebbe valutando la possibilità di fare denuncia per quanto avvenuto.

Fonte: qui

domenica 22 aprile 2018

TRE DEI SEI STUDENTI CHE HANNO BULLIZZATO IL PROFESSORE DI LUCCA NON SONO STATI AMMESSI AGLI SCRUTINI

INDAGATI PER I REATI DI VIOLENZA PRIVATA E MINACCE, MA UNO DI LORO È STATO SOLO SOSPESO PER 15 GIORNI…



prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
Bocciatura per tre dei sei studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell'Itc di Lucca, finite poi in rete. E' quanto ha deciso il consiglio di istituto riunitosi oggi. Per altri due studenti ha confermato la sospensione fino al 19 maggio, ammettendoli però agli scrutini.

Tutti e sei gli alunni, i quattro ripresi nel video e i due autori dei filmati che hanno fatto il giro del web, sono indagati per i reati, in concorso, di violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di "un'azione complessivamente volta e preordinata a umiliare e dileggiare il professore, anche attraverso la videoripresa e la successiva diffusione dei filmati mediante WhatsApp".

prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI




Uno degli indagati dovrà rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, il registro di classe, che ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

La Polizia di stato intanto ha effettuato delle perquisizioni nei confronti dei 6 studenti. Sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
Inizialmente il consiglio d'istituto aveva proposto un periodo di sospensione da scuola tale da comportare la bocciatura automatica per tutti e cinque i ragazzi dell'istituto tecnico per il commercio "Francesco Carrara" di Lucca. Per uno c'è stata solo la sospensione di 15 giorni.

Fonte: qui