9 dicembre forconi: Paola Taverna
Visualizzazione post con etichetta Paola Taverna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paola Taverna. Mostra tutti i post

venerdì 11 gennaio 2019

UNA TAVERNA PER STRADA!


IL TRIBUNALE RIGETTA IL RICORSO DELLA MADRE DELLA VICEPRESIDENTE M5S DEL SENATO: "INQUILINA ABUSIVA, ORA LASCI LA CASA POPOLARE A ROMA” 
LA MAMMA DELLA SENATRICE 5 STELLE OCCUPAVA DA ANNI UN APPARTAMENTO ATER. DELLO SFRATTO SI OCCUPERÀ IL CAMPIDOGLIO: IMBARAZZO NELLA GIUNTA PENTASTELLATA ROMANA
MAURO FAVALE per roma.repubblica.it

Alla fine, Graziella Bartolucci è stata condannata a pagare anche le spese legali. Il meno rispetto al fatto che la mamma della senatrice M5S Paola Taverna, vicepresidente di Palazzo Madama, dovrà lasciare l'alloggio popolare all'Alessandrino, periferia est della capitale, in cui vive dal 1994 dopo regolare assegnazione e di cui risulta, adesso col timbro di un tribunale, occupante abusiva per aver perso i titoli.

paola tavernaPAOLA TAVERNA
Il ricorso al Tribunale civile della donna, 80 anni, è stato rigettato nell'udienza che ha avuto luogo ieri. Oggi è uscita invece la sentenza che mette un punto a una vicenda emersa sulle pagine di Repubblica lo scorso ottobre e che mette in imbarazzo la giunta pentastellata romana: spetta, infatti, alle strutture del Campidoglio - e dunque alla sindaca Virginia Raggi - il compito di eseguire lo sfratto della mamma di una delle parlamentari più in vista del Movimento. Sempre se la donna non decida di lasciare spontaneamente quell'appartamento sul quale, nel 2014, è scattato l'iter di decadenza concluso (nonostante le controdeduzioni della famiglia Taverna tutte puntualmente respinte) nel dicembre 2017.

LOMBARDI TAVERNALOMBARDI TAVERNA
Secondo gli accertamenti patrimoniali portati avanti dall'Ater, la signora Bartolucci nel corso degli anni ha perso il diritto di abitare quell'alloggio da 100-150 euro al mese di affitto da quando l'agenzia delle case popolari della Regione Lazio ha verificato che i beni del suo nucleo familiare superavano i limiti stabiliti dal regolamento. In questo modo, la mamma della senatrice 5 Stelle si trova in una situazione di "esubero di reddito", un'inquilina cioè che continua a pagare un affitto irrisorio pur quando le sue condizioni economiche imporrebbero di trovare altre sistemazioni. "Mia madre percepisce una pensione minima e vive in una casa popolare dove ho vissuto anche io per tanti anni - si difese a ottobre la Taverna - credo abbia tutto il diritto di desiderare di morire nella stessa casa dove è vissuta". Non così per i giudici amministrativi.

Ora, dopo la pubblicazione della sentenza e l'emissione del decreto di rilascio da parte dell'Ater, la palla passerà al Campidoglio per eseguire lo sfratto nel caso in cui la donna decidesse di restare ugualmente in quell'appartamento.

Fonte: qui




RICORSO RESPINTO, LA MADRE DELLA VICEPRESIDENTE GRILLINA DEL SENATO LASCERÀ LA CASA POPOLARE A 150 EURO AL MESE 

LA TAVERNA PARLA DI “ACCANIMENTO” CONTRO UNA PERSONA ANZIANA E MINACCIA: “QUERELO CHI LA ATTACCA”

S. Can. per “il Messaggero”
PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA

La decisione di lasciarla era maturata già nelle scorse settimane, ma da ieri lo dice una sentenza del Tribunale civile: la madre della senatrice M5S Paola Taverna deve uscire dalla casa popolare in cui vive a Roma, zona Quarticciolo, periferia Est della Capitale. E lo farà, come il suo avvocato ha già comunicato in una lettera scritta a Ater e avvocatura capitolina, dando la disponibilità a consegnare le chiavi dell' appartamento. In quanto non ne ha i diritti ed è dunque abusiva.

A mettere la parola fine sulla vicenda è stato il giudice Roberta Nardone, della sesta sezione del tribunale civile di Roma, che ha certificato con una sentenza che la signora Graziella Bartolucci, madre 80enne della senatrice, non può dunque abitare nella casa Ater, dove risiede dal 1994, per motivi patrimoniali.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA: "IO NUN SO UN POLITICOOOO"

LA STORIA 

Il procedimento di decadenza dall' assegnazione dell' alloggio partì a fine 2014. Da accertamenti emerse che la signora Bartolucci non aveva più i requisiti a vivere in quella casa (con un affitto calmierato) perché i beni del suo nucleo familiare superavano i limiti previsti per l' assegnazione degli alloggi popolari. E sarebbe dunque potuta andare con la figlia, diventata già parlamentare.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA: "IO NUN SO UN POLITICOOOO"
Il dispositivo della sentenza, della quale si attendono le motivazioni, ha respinto i ricorsi che sono andati avanti in questi anni e ha condannato l' ottantenne anche a pagare le spese legali all' Ater e al Campidoglio.
La difesa ieri ha tentato un' ultima carta, chiedendo la revoca dell' ordinanza di sfratto in quanto «risulta pacifico oltre che provato documentalmente che la Paola Taverna a far data dal matrimonio (1998) non risiedeva più con la madre nell' immobile di cui è causa e non faceva più parte, di fatto, del nucleo familiare della medesima».
QUANDO PAOLA TAVERNA ERA CONTRO IL VOTO DI FIDUCIAQUANDO PAOLA TAVERNA ERA CONTRO IL VOTO DI FIDUCIA

Di norma adesso, appena saranno note le motivazioni della sentenza, l' Ater scriverà un' altra ordinanza di sgombero che sarà eseguita - con l' intervento dei vigili urbani - dal Comune, guidato da un' altra grillina, Virginia Raggi. Sempre stata inflessibile su questo argomento, vista la linea di non tolleranza su chi occupa in maniera abusiva gli alloggi pubblici.

Ma, come anticipato il mese scorso da Il Messaggero, Taverna da tempo si stava comunque attrezzando. E la restituzione delle chiavi arriverà senza clamori.

LA REAZIONE 

«Da parlamentare M5S, dopo aver restituito più di 200.000 euro, sono così pulita che non trovano nulla su cui attaccarmi se non sui miei affetti. Querelerò tutti coloro che hanno già diffuso o diffonderanno notizie false e diffamatorie su mia madre», è stata la reazione della vicepresidente grillina che sta preparando un video su Facebook per raccontare la sua verità. La pasionaria pentastellata parla anche di «accanimento» contro una persona anziana.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA
La reazione delle opposizioni su questo caso non si è fatta attendere. «Ormai di popolare il M5S ha solo la casa», attacca il deputato dem Luciano Nobili.
«Bastava il buonsenso, e non il Tribunale, per sapere che si trattava di una occupazione abusiva.

E dire che si definivano il partito degli onesti, ora sono quelli dei privilegi difesi in ogni modo», il commento della senatrice Pd Teresa Bellanova. «Chi la fa l' aspetti, proprio i Grillini sempre così solerti a sbandierare il vessillo della trasparenza stavolta pagano dazio e vengono beccati in castagna. Adesso che tutto è chiaro, ovvero che non ci sono i presupposti per abitare in quell' alloggio popolare, attendiamo che la sindaca Raggi proceda allo sgombero della casa occupata abusivamente», quello del capogruppo Fdi in Campidoglio, Andrea De Priamo.

Fonte: qui

mercoledì 10 ottobre 2018

PAOLA TAVERNA, DEL PARTITO CHE HA TOLTO I VITALIZI PURE AGLI EX PARLAMENTARI 90ENNI, HA UNO STRANO CONCETTO DI LEGALITÀ QUANDO SI TRATTA DELLA CASA POPOLARE DELLA MADRE, OGGETTO DI UN ORDINE DI RILASCIO DAL 2014 (IMPUGNATO E DA ALLORA IMPANTANATO IN TRIBUNALE)


''MIA MADRE A 80 ANNI HA DIRITTO A MORIRE NELLA CASA DOVE HA SEMPRE VISSUTO''

VIDEO - IL ''BEST OF'' DI PAOLA TAVERNA



1TAVERNA E LA MADRE ABUSIVA RAGGI: NESSUN FAVORITISMO
Simone Canettieri per “il Messaggero

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Può una casa popolare al Quarticciolo, periferia Est della Capitale nota per aver dato i natali al celebre Gobbo e a Paolo Di Canio, diventare un caso politico? Sì, se vi abita - senza averne più i diritti - la signora Graziella Bartolucci, 80 anni, e soprattutto mamma di Paola Taverna, vicepresidente del Senato in quota M5S, per autodefinizione «una der popolo». Peccato che, secondo la legge regionale, l' anziana abbia perso i requisiti per motivi patrimoniali per continuare a vivere in questo appartamento nel cuore della borgata.

Questo perché la figlia, Paola Taverna è proprietaria di 4/6 di un immobile a Olbia, «partecipato» con delle quote anche dalla stessa madre, nonché di un locale commerciale su via Prenestina e, soprattutto, di un appartamento a Torre Angela. E proprio qui, secondo gli ispettori Ater che hanno concluso l' indagine nel 2014, potrebbe tranquillamente portare sua madre. La storia - rilanciata da Repubblica - è finita a impattare, vuoi o non vuoi, sul Campidoglio. E cioè su Virginia Raggi, la sindaca grillina, in prima linea per gli sgomberi e da tempo in rotta con Taverna.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Ma questo c' entra poco. «Sicuramente gli uffici - spiega la sindaca - faranno tutte le indagini e si seguirà la legge esattamente come per tutte le altre persone». E comunque, come aggiunge l' inquilina del Campidoglio, «la senatrice non ha mai bussato alla mia porta per chiedermi nulla. Ma nemmeno mi interessa la situazione patrimoniale della madre».

La specifica è di dovere, perché subito le opposizioni, da Fratelli d' Italia al Pd, sono andate all' attacco. Il deputato dem Luciano Nobili ricorda anche la storia di un altro senatore M5S, Emanuele Dessì, ormai celebre per aver abitato da «nullatenente» nonostante il lavoro di imprenditore in un' altra casa popolare a canone irrisorio (7 euro), ora rivisto. «Di scroccone in scroccone, evidentemente così si fa carriera nel #M5S, occupando case a cui non si ha diritto».

LA REPLICA
paola taverna by lughino socialisti gaudentiPAOLA TAVERNA BY LUGHINO SOCIALISTI GAUDENTI
Taverna si giustifica su Facebook spiegando che «mia madre, che percepisce la pensione minima, pare non abbia più diritto all' alloggio» popolare in cui vive, lei «ha adito le vie legali perché ritiene di averne diritto». E ancora: «Io credo che mia mamma stia agendo bene e che una persona a 80 anni abbia il diritto di desiderare di morire nella stessa casa in cui è vissuta».

LA STORIA
La vicenda è complessa e intanto è finita a carte bollate. E si attende il verdetto del tribunale per fine anno. Il procedimento di decadenza dall' assegnazione dell' alloggio è partito a fine 2014, dopo accertamenti condotti dall' Ater di Roma, ente a cui appartiene la casa, secondo cui la signora non ne ha più diritto. Da quel momento sono passati 4 anni, tra controdeduzioni e carteggi, ma l' esito della vicenda appare ancora incerto, anche perché l' anziana ha fatto ricorso.
E alla diatriba legale si sovrappone quella tra palazzi sulle rispettive competenze.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA
Ater ha messo nero su bianco che, da parte loro l' iter si è concluso con l' emissione del decreto di rilascio, attualmente impugnato dalla famiglia presso il Tribunale di Roma. È di esclusiva competenza «di Roma Capitale dar seguito con la firma dell' ordinanza di esecuzione da parte del sindaco».

Anche dal Campidoglio hanno spiegato di aver «emesso determinazione dirigenziale di decadenza» e che «contro tale atto è stato proposto ricorso al giudice ordinario» il quale «ha rigettato l' istanza di sospensione dell' esecutività del provvedimento, rinviando al mese di gennaio la discussione sul merito.

Come da prassi, la polizia locale di Roma Capitale provvederà a fornire ove richiesto ogni supporto per l' esecuzione di decreti di rilascio. L' iter della procedura, portata avanti dagli uffici competenti, è come sempre uguale per tutti», la posizione del Campidoglio. La querelle va avanti. Taverna e Raggi, assicurano dal Comune, ieri non si sono sentite. Ma questa, visti i rapporti, non è una notizia.


PASIONARIA TRA COMPLOTTI E SLANG UNA CARRIERA A COLPI DI ANTIPOLITICA
Simone Canettieri per “il Messaggero

paola tavernaPAOLA TAVERNA
Rappresenta quasi un genere letterario, lo chiamano il paolatavernismo. Da quando la senatrice del Quarticciolo è comparsa sulla scena pubblica - sono ormai più di cinque anni - a forza di invettive pronunciate, anzi urlate, in uno slang romanissimo si è guadagnata una fetta di popolarità dentro e fuori il M5S. «Ao, io so de borgata e parlo come magno», ha sempre detto in pubblico e privato per esaltare il suo essere ultra-pop.

Un Funari femminile pronta a guardare la telecamera e a dirla pane al pane e vino al vino. Con condimento di parolacce, alla bisogna. Una tecnica che va detto di sicuro finora ha sempre funzionato soprattutto sul palco e tra i militanti. Essendo espressione del «basso» salito nell' «alto» nei palazzi del potere, la grillina ha sempre voluto mantenere un profilo ruspante. Arricchito da una serie di grida, con complotti ovunque. L' ultimo in ordine di sequenza è quello sui vaccini e sui big delle case farmaceutiche.

raggi tavernaRAGGI TAVERNA
Lo scorso agosto per esempio uscì un mitico video in cui Taverna dava la sua ricetta con aneddoto personale: «Nessun bambino non vaccinato è malato. Un bambino non vaccinato è un bambino sano, sano, sano. È terribile il messaggio che è passato di un bambino che non è vaccinato è portatore di che Io quando ero piccola, quando avevo un cugino che aveva una malattia esantematica, facevamo la processione a casa di mio cugino, perché così la zia si sbrugliava' tutti e 7 i nipoti, tutti e 7 avevano la patologia e se l' erano levata dalle p».

Parole che provocarono un certo imbarazzo nel Movimento ormai diventato istituzionale e di governo. Al punto che lo scorso 14 settembre decise di prendere una posizione netta: «Non parlerò più di vaccini, ho fatto immunizzare mio figlio ma non credo nell' obbligo per legge».

E qualcuno, anche tra i più ferventi no-vax, ne rimase un po' interdetto. Anche se rimane ormai alla storia della città, una mitica affermazione pronunciata da Taverna a tre mesi dalle elezioni per il Campidoglio, nel 2016: «A Roma c' è un complotto per far vincere il M5S». E così fu, infatti. E proprio la senatrice si mise a sorvegliare su Palazzo Senatorio, anche se con esiti poco brillanti.

GLI SCONTRI
Andò in rotta di collisione con Virginia Raggi per l' onnipresenza di Raffaele Marra e creò ancora più caos interni per via di una lettera a Di Maio sull' assessore Paola Muraro indagata. Informazione che l' attuale capo politico negò di conoscere fino alla pubblicazione del documento sul Messaggero (in quell' occasione saltò il direttorio).

ROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLIROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLI
Tra Raggi e la famiglia Taverna i rapporti da tempo ormai non sono cordialissimi. Perché proprio la sorella di Paola, Annalisa, in momento di ira si rivolse così alla sindaca: «Se non te dai una calmata te appendemo per le recchie». Tutto in romanesco, ovvio. Giusto a far vedere il marchio di casa. Insieme appunto ai complotti, visti un po' ovunque come quello sul referendum «a rischio brogli» in Italia e all' estero.

Un personaggio - molto amato ma anche temuto - all' interno del M5S. Capace di riposizionarsi con agilità da politica provetta. Prima anti-Di Maio poi sotto la sua ala protettiva. Al punto che alle ultime regionali, Roberta Lombardi (che ieri in privato l' ha comunque difesa) rimase male per la totale assenza in campagna elettorale della sodale. Ma come avverte sempre «io nun so' politico! Nun te poi permette de chiamamme politico!». Soprattutto se ci sono una casa e l' opportunità politica di mezzo. Fonte: qui


RISPUNTA EMANUELE DESSÌ, IL SENATORE M5S DIVENTATO FAMOSO PERCHÉ PAGAVA 7 EURO AL MESE D’AFFITTO PER LA SUA CASA AI CASTELLI (E PER UN VIDEO IN COMPAGNIA DI DOMENICO SPADA) 

HA COLTO L’OCCASIONE PER DIFENDERE LA TAVERNA SULLA CASA POPOLARE DELLA MAMMA: “PER LA SINISTRA LA CASA È UN DIRITTO PER TUTTI, TRANNE CHE PER ME E PER LA MAMMA DI PAOLA” 



PAOLA TAVERNA E DESSIPAOLA TAVERNA E DESSI

«Accuse stupide». E lanciate «in maniera ignobile». E ancora: «Per la sinistra la casa è un diritto per tutti, tranne che per me e per la mamma di Paola». Cioè di Paola Taverna che trova una sponda grillina a Palazzo Madama.

L' anziana mamma della vicepresidente del Senato, come si sa, ha perso i requisiti per vivere nella casa popolare del Quarticciolo. L' anziana si è opposta e ha fatto ricorso, Ater e soprattutto Campidoglio sembrano inflessibili: rispetteremo la legge, nessun favoritismo. Il caso un po' fa discutere il M5S.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Anche se ieri la linea sembra averla data Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il parlamento e soprattutto «fratello» di Luigi Di Maio. Eccola: «La vicenda della casa popolare assegnata alla mamma della senatrice Taverna mi rende orgoglioso di stare in M5s. C' è una amministrazione che non fa favori a una senatrice.

La mamma della senatrice segue le vie legali perché ritiene che sia nel giusto»; ma se si accerta che non abbia diritto alla casa popolare «bisogna rispettare le regole che ci sono». Fin qui, i vertici del M5S. Poi ieri è arrivata (richiesta?) la difesa molto più accorata del senatore M5S Emanuele, Lele, Dessì. Ormai famoso perché prima di Palazzo Madama abitava in una casa popolare ai Castelli pagando 7 euro al mese di canone in quanto nullatenente.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA
E ieri Dessì, in una diretta Facebook, è ritornato sul suo caso dicendo che adesso paga 700 euro al mese. E sventolando tutte le carte e le sentenze che gli permettevano di stare in quella casa al prezzo di tre caffè e tre cornetti al mese. E visto che c' era ha difeso da queste «accuse stupide» Paola Taverna e soprattutto l' anziana mamma. Prendendola con la sinistra e minacciando querele a chi gli dà dello scroccone. Qualcuno in rete ha commentato: siete la nuova casa delle libertà.

Fonte: qui