9 dicembre forconi: rapina
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martedì 10 dicembre 2019

UN MOLDAVO È STATO PRESO A CALCI E PUGNI PER 100 EURO NEL PARCHEGGIO DI UN SUPERMERCATO DI ROMA: QUATTRO ROMENI SENZA FISSA DIMORA LO HANNO CIRCONDATO E PESTATO, POI GLI HANNO RUBATO IL PORTAFOGLIO


GLI AGGRESSORI SONO STATI INDIVIDUATI POCO DOPO VICINO AL LUOGO DELL’AGGRESSIONE E ARRESTATI. LA VITTIMA NEL FRATTEMPO ERA…

pestaggioPESTAGGIO

Calci e pugni per 100 euro. I carabinieri della Stazione di Roma Ponte Milvio hanno arrestato quattro uomini, tutti romeni senza fissa dimora, di 36, 45, 52 e 59 anni, con l’accusa di rapina aggravata in concorso ai danni di un cittadino moldavo di 52 anni. L’uomo, ieri sera, è stato aggredito dai quattro all’interno del parcheggio di un supermarket di corso Francia mentre passeggiava.
pestaggio.PESTAGGIO.


Lo hanno bloccato e colpito con pugni al volto e calci poi gli hanno sottratto il portafoglio con 100 euro e i documenti personali. Dopo la rapina, l'uomo ha chiesto aiuto al 112. I militari hanno raggiunto la vittima, e dopo aver raccolto la testimonianza di alcune persone, oltre alla sua, sono riusciti ad individuare il quartetto a poca distanza dal luogo dell’aggressione. La vittima nel frattempo è stata soccorsa e trasportata presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo di Nancy dove è stata trattenuta in osservazione, dai medici, per la frattura del setto nasale e del pavimento orbitale sinistro.

Fonte: qui

mercoledì 4 dicembre 2019

CI MANCAVA IL RICHIEDENTE ASILO STUPRATORE CON LA PORSCHE

UN 26ENNE NIGERIANO È STATO ARRESTATO A PADOVA PER SEQUESTRO DI PERSONA, VIOLENZA SESSUALE E RAPINA AI DANNI DI UNA 22ENNE DELLA REPUBBLICA CECA 
SU FACEBOOK LA SUA BELLA VITA: AUTO FIAMMANTI, VESTITI ALLA MODA E COLLANE D’ORO. MA IL PROFILO RIPORTA UN’IMMAGINE DEL GIOVANE MOLTO LONTANA DALLA REALTA’
Giorgia Baroncini per ilgiornale.it

Seduto su una Porsche, vestiti alla moda e collane d'oro: è quello che mostra il profilo Facebook di Peter Chiebuka, il 26enne nigeriano arrestato a Padova per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni di una 22enne della Repubblica Ceca.
Peter ChiebukaPETER CHIEBUKA

Un profilo social, come rivela il Gazzettino, che riporta un'immagine del giovane molto lontana dalla realtà: Peter Chiebuka, richiedente asilo, fa parte di un programma di accoglienza con pocket money, vitto e alloggio forniti dalla cooperativa Edeco. Un vita completamente diversa da quella che viene raccontata su Facebook. Le foto lo ritraggono mentre fa la bella vita con auto di lusso, vestiti firmati, bottiglie e gioielli. Forse un modo per attirare l'attenzione e catturare l'interesse delle ragazze. E nella trappola del giovane è caduta anche la 22enne ceca che credeva di aver trovato l'uomo della sua vita.

Peter ChiebukaPETER CHIEBUKA
Lui le avevo chiesto di sposarlo e lei lo aveva subito raggiunto a Tribano, nella Bassa Padovana. Ma da quando ha incontrato Peter (conosciuto un mese prima sui social), per lei è iniziato un vero e proprio incubo. Il 26enne nigeriano l'ha rinchiusa in casa, picchiata e violentata senza pietà per 10 giorni. Un orrore che ha sconvolto anche il responsabile del centro di accoglienza di Edeco, Lorenzo Boscato. L'uomo, sentito dal quotidiano, ha spiegato che la situazione nella palazzina dei 15 richiedenti asilo "non aveva mai destato preoccupazione". "Non avevamo nessun sospetto sulle violenze ai danni della giovane, perché in quel caso saremmo stati noi a segnalare e denunciare i fatti alle autorità", ha spiegato Boscato. "Tutti i giovani che fanno parte del gruppo sono molto tranquilli e prendono parte alle attività informative proposte - ha continuato il responsabile -. Possiamo dire che ad oggi questo nucleo di richiedenti asilo ha sicuramente un elevato grado di integrazione".
stupro 2STUPRO

Eppure quel giovane nigeriano è stato arrestato per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni della giovane della Repubblica Ceca. È stata la stessa vittima a dare l'allarme e poi denunciare il 26enne ai militari che l'hanno trovata sotto choc nell'appartamento.

Da Edeco invece nessuna spiegazione per quanto riguarda il controllo della struttura in cui sono ospitati i richiedenti asilo. Ora gli investigatori sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto: pare che i coinquilini di Peter non si siano resi conto della presenza della giovane nella stanza dell'amico. Tutte le testimonianze dovranno quindi essere accertate per fare piena luce. Resta però sempre il fatto che la 22enne è stata picchiata e violentata per 10 giorni, senza che nessuno se ne accorgesse.

Fonte: qui

martedì 27 agosto 2019

UN ALTRO AMERICANO A ROMA CHE SI METTE A FAR DANNI. AGGREDISCE E RAPINA UNA ESCORT: ARRESTATO UN INGEGNERE INFORMATICO DI 28 ANNI, LAWAL ADETOLA OLA, CHE HA FINITO LA SUA VACANZA ROMANA IN UNA CASERMA DEI CARABINIERI

DOPO CENA, UBRIACO, È ANDATO A CACCIA DI PROSTITUTE A VIALE MARCONI, FINENDO PER ASSALTARNE DUE, FRUGANDO NEL REGGISENO PER SOTTRARRE L'INCASSO. 

''GUADAGNO 150MILA DOLLARI L'ANNO, NON HO BISOGNO DI RUBARE''. MA…
prostitute a roma 2PROSTITUTE A ROMA 
Marco Carta per ''Il Messaggero - Cronaca di Roma''
Giovani, carini e spesso ricchi sfondati. Sognano le «Vacanze Romane», come nel film di Gregory Peck e Audrey Hepburn. Si ritrovano in una brutta copia di Trainspotting o Amore Tossico. Atterrano all'aeroporto di Fiumicino da cittadini modello. Dopo qualche notte romana sono già dei delinquenti. Sarà il ponentino o qualche bicchiere di troppo. O più semplicemente i controlli e le leggi meno restrittive in tema di consumo di alcolici e stupefacenti. Fatto sta che sempre più spesso giovani turisti provenienti dagli Stati Uniti, una volta messo piede in Italia, si ritrovano ad avere problemi con la legge, magari dopo una notte brava a base di alcool e droghe.
prostitute a romaPROSTITUTE A ROMA
La vicenda di Finnegan Lee Elder e Christian Hjorth Natale, i due giovani americani in carcere per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, accoltellato mentre si trovava in servizio lo scorso luglio, è solo il caso più eclatante di una serie di episodi che da tempo segnano le notti della movida romana, dove lo sballo è garantito a tutte le ore: che sia Trastevere, Campo de' Fiori o Testaccio. Basta avere i soldi e tutto è possibile. Anche infrangere la legge. L'ultimo a cacciarsi nei guai è Lawal Adetola Ola, un ingegnere informatico di 28 anni, che venerdì notte è stato arrestato per tentata rapina dai carabinieri del nucleo radiomobile, al termine di una notte estrema che si è chiusa in caserma come in un film hollywoodiano.
LA VICENDA
soldi reggiseno 4SOLDI REGGISENO 
Fisico da giocatore di basket e camiciona a quadri, l'americano, che a Roma dormiva in un hotel esclusivo di fronte al Senato, voleva chiudere la serata in bellezza. E così, dopo l'ennesimo bicchiere di vino, si è recato presso viale Marconi, all'esterno della fermata della metro B, in cerca di una donna disposta a soddisfare le sue pulsioni sessuali. «Quanto vuoi per venire con me?». Visibilmente ubriaco, il turista statunitense, originario di Stamford, città del Connecticut, inizia a informarsi del tariffario con le ragazze che incontra.
Ma, non riuscendo ad accordarsi con nessuna delle giovani in strada, perde letteralmente la testa. Dapprima strattona una ragazza romena di 26 anni. Poi aggredisce anche una sua connazionale più giovane, una 21enne, infilandole le mani nel reggiseno e cercando di derubarla. Quando i carabinieri vengono allertate dalle due ragazze, Lawal, caracollante, si sta avviando verso casa. Come se nulla fosse accaduto. «C'è stato un malinteso. Sono un ingegnere, guadagno 150mila dollari all'anno, non ho bisogno di rubare».
soldi reggiseno 5SOLDI REGGISENO 
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'americano avrebbe cercato di «impossessarsi dei proventi dell'attività di meretricio» di una ragazza, «strattonandola, scuotendola e poi frugando nella sua borsa», come si legge nel capo d'imputazione. Non soddisfatto, l'ingegnere informatico si sarebbe scagliato contro un'altra ragazza in strada, «spintonandola a terra per poi infilare le mani nel suo reggiseno al fine di sottrarre la somma di euro 200».
Accusato di tentata rapina, sabato mattina, Lawal si è ritrovato a piazzale Clodio di fronte al giudice monocratico per la direttissima. L'americano, che sul volto riportava ancora i segni della notte alcolica, rispondendo alle domande del pm d'aula, Mario Pesci, ha negato di aver aggredito le due donne, spiegando di aver solo discusso sul prezzo della prestazione sessuale. «Sono innocente - ha assicurato il giovane che ha rifiutato ogni proposta di patteggiamento. - Non ho fatto male a nessuno e lo dimostrerò nel processo».
Ad inchiodarlo, però, oltre alla relazione dei carabinieri giunti sul posto, c'è anche la testimonianza delle due prostitute, che ora potrebbero essere chiamate in aula il prossimo dicembre quando avrà luogo il processo. Nel frattempo Lawal è già tornato a casa, pronto a riprendere la sua vita di ingegnere modello. Fonte: qui

sabato 27 luglio 2019

UN COMMANDO DI 8 BANDITI ARMATI DI FUCILI AUTOMATICI ENTRA CON LE AUTO DELLA POLIZIA ALL’AEROPORTO DI GARULHOS, A SAN PAOLO, E SI FA CONSEGNARE 752 CHILI DI ORO DESTINATO IN SVIZZERA E NEGLI USA

LA RAPINA È STATA SPETTACOLARE: LA BANDA HA SOLLEVATO IL CARICO CON UN MULETTO E HA RIPULITO LO SCALO IN 2 MINUTI E MEZZO, PORTANDOSI A CASA UN BOTTINO DI… – VIDEO

 
Daniele Mastrogiacomo per www.repubblica.it

un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 1UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO
Colpo grosso all'aeroporto di Garulhos a San Paolo. Un commando formato da 8 banditi armati di fucili automatici, divisi in due gruppi, è entrato all’interno dello scalo a bordo di due gipponi della polizia militare. Vestiti da agenti, i rapinatori hanno bloccato e minacciato gli operai che stavano effettuando il trasbordo e si sono fatti consegnare il carico di 752 chili di oro destinato in Svizzera e negli Usa.
un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 5UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO







La rapina è stata spettacolare, degna di un film di Hollywood. Il gruppo ha agito con tecnica militare. Veri professionisti. Si sono fatti aiutare dal personale presente e hanno dovuto servirsi di un muletto per sollevare parte del carico che era troppo pesante. L’incursione è durata in tutto 2 minuti e 30 secondi, così come si vede dai nastri delle telecamere di sorveglianza dello scalo più trafficato del Brasile.
un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 2UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO

Il bottino ha un valore di 30 milioni di dollari. Per mettere a segno il colpo, i banditi hanno tenuto in ostaggio due addetti alla sicurezza della Brinks, responsabile del trasporto, e la famiglia di un terzo. Sono stati tutti liberati una volta che il commando ha preso il largo.

Fonte: qui

martedì 14 maggio 2019

FERMATI 5 NOMADI PER LA RAPINA IN CUI HA PERSO LA VITA L’89ENNE ANNA TOMASINO, NEL QUARTIERE MONTESACRO DI ROMA

UNO DI LORO SI È COSTITUITO, MENTRE I LORO COMPLICI ERANO IN FUGA TRA CUI UN SERBO CHE DOMENICA ERA STATO ARRESTATO A VENTIMIGLIA: ERA STATO ESPULSO DALL'ITALIA MA ERA RIENTRATO 
LA DONNA È STATA COLPITA ALLE SPALLE MENTRE PROVAVA A TELEFONARE ALLA VICINA...

il palazzo di via pizzo bernina, dove viveva anna tomasino 1IL PALAZZO DI VIA PIZZO BERNINA, DOVE VIVEVA ANNA TOMASINO 
Sono stati fermati i 5 presunti autori della rapina culminata con la morte di Anna Tomasino. Sono nomadi. A eseguire i fermi carabinieri e polizia. Secondo quanto si è appreso, tre sono stati fermati nel Lazio, uno a Ventimiglia e l'ultimo a Torino. Due di loro biondini e giovani, uno più alto, sul metro e ottanta, e l'altro più piccoletto.

Capelli corti, il tipo più tarchiato con la sfumatura sui lati. Indossavano giubbotti chiari, sul beige, di un colore simile al palazzo di mattoni su cui si sono arrampicati per entrare nell'appartamento al secondo piano. Una tonalità probabilmente scelta per mimetizzarsi e non essere notati dai vicini. Queste le tracce che hanno seguito gli investigatori.

Ad eseguire i fermi i carabinieri della Compagnia Roma Casilina insieme a personale della Squadra Mobile della Questura di Roma e delle Compagnie Carabinieri di Moncalieri (To) e Ventimiglia (Im). Si tratta di cinque nomadi - quattro di origine serba ed uno di origine bosniaca - di età compresa tra i 20 e 42 anni, ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata in concorso e dell'omicidio di Anna Tomasino Anna.

La svolta alle indagini è arrivata quando uno dei componenti del gruppo si è costituito alla stazione carabinieri di Cinecittà. I primi elementi indiziari raccolti hanno consentito di risalire ai suoi complici che nel frattempo, in fuga, si erano allontanati dalla Capitale, ma sono stati rintracciati in poche ore. Uno di loro al campo nomadi di via Salviati, un altro nei pressi della stazione ferroviaria di Pomezia - Santa Palomba ed un terzo in provincia di Torino, grazie alla collaborazione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Moncalieri.
il palazzo di via pizzo bernina, dove viveva anna tomasinoIL PALAZZO DI VIA PIZZO BERNINA, DOVE VIVEVA ANNA TOMASINO

Le indagini svolte su un quinto componente della banda, di nazionalità serba, hanno consentito di verificare che domenica mattina era stato arrestato dalla polizia di frontiera di Ventimiglia perché a un controllo era risultato irregolare nel territorio nazionale, nel quale aveva fatto rientro dopo essere stato espulso.

anna tomasino 2ANNA TOMASINO 2
Sarebbe stata colpita alle spalle da uno dei rapinatori mentre dava l'allarme telefonando a una vicina Anna Tomasino, l'anziana morta dopo una rapina nella sua abitazione a Roma. È quanto ricostruito dagli investigatori che oggi hanno fermato i 5 presunti responsabili. Secondo le prime ammissioni rese ai Carabinieri, la sera del 5 maggio scorso i rapinatori dopo aver infranto il vetro di una finestra e aver fatto irruzione hanno sorpreso l'anziana che era riuscita ad allertare una vicina.

Le urla d'aiuto dell'anziana hanno comunque attirato l'attenzione di alcuni vicini che hanno visto due uomini scappare in auto. Nel corso delle operazioni, carabinieri e la polizia hanno recuperato e sequestrato la macchina trovata nella disponibilità di un bosniaco abitante nel campo di via Salviati.

Fonte: qui



MIKI TRAJKOVIC, L'UOMO ACCUSATO DI AVER COLPITO A MORTE L'89ENNE ANNA TOMASINO DURANTE UN FURTO IN CASA, ERA STATO GIÀ ESPULSO ALLA FINE DEL 2017 PERCHÉ IRREGOLARE, MA SI TROVAVA A ROMA DOPO ESSER RIENTRATO ILLEGALMENTE IN ITALIA 
GLI ALTRI MEMBRI DELLA BANDA, CHE VENGONO DAI CAMPI ROM PIU’ PERICOLOSI DI ROMA, HANNO TUTTI PRECEDENTI PENALI ED AGIVANO INDISTURBATI…
Valentina Errante e Camilla Mozzetti per “il Messaggero”
 
Spregiudicati e con una lunga sfilza di precedenti alle spalle nonostante la giovane età di molti di loro. Furti, rapine in appartamento compiute tanto a Roma quanto a Milano fino ai maltrattamenti in famiglia. Non solo. L'uomo accusato di aver colpito a morte Anna Tomasino, Miki Trajkovic, era stato già espulso dall'Italia alla fine del 2017 perché irregolare, ma si trovava a Roma dopo esser rientrato illegalmente nel Paese.

«Sono rom, saranno tutti espulsi commentava subito dopo l'arresto il ministro dell' Interno Matteo Salvini li mandiamo fuori dall' Italia perché di questa gente ne abbiamo piene le scatole». Ma se un decreto di allontanamento c'era prima dell' omicidio, adesso è chiaro che i cinque responsabili della rapina e della drammatica fine di Anna, non potranno lasciare il Paese. Come prevede il codice, li aspetta un lungo processo (tutti i gradi di giudizio) e poi sconteranno una pena, che certo non sarà leggera, in Italia. Non ci sarebbe alcun motivo per estradarli. L'espulsione è dunque esclusa.

I PRECEDENTI
il palazzo di via pizzo bernina, dove viveva anna tomasino 1IL PALAZZO DI VIA PIZZO BERNINA, DOVE VIVEVA ANNA TOMASINO 
La lista di reati, accertati scrupolosamente dai carabinieri della compagnia Casilino, che la banda si porta dietro è lunga e datata ma non ha impedito ai cinque uomini, nomadi e provenienti per lo più da due dei campi più pericolosi della Capitale (quello di via Salviati e di via dei Gordiani), di tentare ancora il colpo. Questa volta è morta anche una donna, Anna Tomasino, 89 anni, a causa delle percosse e dei colpi inferti da uno dei due ladri, entrati nel suo appartamento nel quartiere di Montesacro, mentre gli altri tre erano fuori a fare il palo.

OMICIDIO DI ANNA TOMASINO - MIKI TRAJKOVICOMICIDIO DI ANNA TOMASINO - MIKI TRAJKOVIC


Darko Kostic, 31 anni, l'uomo che si è poi consegnato ai carabinieri della compagnia Casilino, quando ha capito che non sarebbe potuto scappare, era stato raggiunto mesi fa da un divieto di avvicinamento alla compagna, residente nel campo di via dei Gordiani, con l' accusa di maltrattamenti in famiglia. Dylan Trajkovic, appena 20enne, conta invece diversi precedenti per furto, alcuni dei quali compiuti anche a Milano e nel suo hinterland. E a rubare aveva imparato fin da ragazzino a tal punto da rapinare, ancora minorenne, un coetaneo.

Con lo stesso passato, in cui si contano anche diversi furti di automobili, anche Dennis Trajkovic che è stato fermato a Moncalieri. Più esperti nelle rapine in appartamento perché avevano già messo a segno diversi colpi Bidam Sulejmanovic e Miki Trajkovic.

Quest'ultimo già espulso dal territorio nazionale perché irregolare ma rientrato illegalmente è stato fermato a Ventimiglia ed è accusato di aver inferto il colpo, rivelatosi poi mortale, all'89enne che lo aveva sorpreso in casa insieme al suo complice Darko Kostic mentre gli altri tre erano rimasti fuori a controllare che nessuno arrivasse. Spavaldi e arroganti si mostrano nelle foto di alcuni profili Facebook con orologi costosi ai polsi o vestiti all' ultima moda.

IL COLPO
il palazzo di via pizzo bernina, dove viveva anna tomasinoIL PALAZZO DI VIA PIZZO BERNINA, DOVE VIVEVA ANNA TOMASINO
La rapina in quella casa al secondo piano di una palazzina borghese non era stata studiata a tavolino. I cinque membri della banda, lo scorso 5 maggio, si erano ritrovati insieme nel campo nomade di via Salviati, dove vivono parenti e amici, per festeggiare San Giorgio il patrono dei nomadi. Cibo e alcol hanno scandito la loro mattinata fino a quando, nel pomeriggio, decidono di salire tutti insieme sulla Volkswagen Bora grigia. Per andare dove? Alla ricerca di una casa da rapinare.

Così arrivano a Montesacro, vedono quella finestra aperta in casa della signora Tomasino, la luce è spenta, pensano non ci sia nessuno. Non ci vuole poi molto ad entrare, anche se il piano è alto, e si spartiscono i ruoli: tre in strada Dennis, Dylan e Bidam al volante dell' auto e gli altri due nell' appartamento.

LA MORTE DI ANNA TOMASINO - LA BANDA ROM DI MONTESACROLA MORTE DI ANNA TOMASINO - LA BANDA ROM DI MONTESACRO
«Eravamo riusciti ad entrare racconterà Darko ai militari ci siamo accorti della donna e ho detto a Miki di andare via, io sono fuggito lui no, poi ho sentito le urla». La banda litiga, ma poi riesce a fuggire fino a quando, a uno a uno, i militari non stringono ai loro polsi le manette. Due vengono trovati proprio nel campo di via Salviati, gli altri a Pomezia, Moncalieri e Ventimiglia. Interrogati dal pm Edmondo De Gregorio, che ha chiesto la convalida al gip, Kostic, Sulejmanovic e Trajkovic, hanno tentato di difendersi, attribuendo ai compagni l' omicidio. Oggi si terrà l' udienza di convalida del fermo. Dovranno rispondere di omicidio volontario, concorso in omicidio volontario e rapina aggravata. Fonte: qui

sabato 4 maggio 2019

VITERBO - UCCISO A COLPI DI SPRANGA NEL SUO NEGOZIO DI JEANS NEL CENTRO DELLA CITTÀ

IL 74ENNE È STATO AGGREDITO VICINO ALLA CASSA, NON È MORTO SUL COLPO MA SAREBBE STATO FINITO SCHIACCIANDOGLI LA TESTA SOTTO UNO SCARPONE. LO HANNO RITROVATO QUANDO…

Federica Angeli per https://roma.repubblica.it/

Gli hanno fracassato il cranio con un oggetto pesante, probabilmente una spranga di ferro o uno sgabello e una volta a terra lo hanno finito schiacciandogli la testa sotto uno scarpone. A dimostrarlo tracce di fango sul capo insieme a sangue. E' stato ucciso così, con una violenza inaudita, intorno all'ora di pranzo, un uomo di 74 anni in via Emilio Bianchi, all'angolo con via San Luca, nel centro di Viterbo.

norberto fedeli ucciso a viterbo dopo una rapinaNORBERTO FEDELI UCCISO A VITERBO DOPO UNA RAPINA
L'omicidio, secondo le prime testimonianze e i primi rilievi della polizia Scientifica, sarebbe avvenuto a seguito di un tentativo di rapina all'interno di un noto negozio di abbigliamento casual di cui l'uomo, Norveo Fedeli, era proprietario. Il 74enne è stato aggredito vicino alla cassa del negozio, non sarebbe morto sul colpo ma si sarebbe trascinato in terra lasciando una scia di sangue all'interno del locale: a trovare l'uomo in terra è stata una vicina che, vedendo il negozio ancora aperto alle 13.40, si è avvicinata ed è entrata insieme ad alcuni operai trovando Fedeli riverso in una pozza di sangue. Le urla della donna hanno richiamato l'attenzione della moglie della vittima, Maria Chiara, che era in casa a poche decine di metri di distanza. Corsa sul posto, la donna ha accusato un malore ed è stata soccorsa.

Una vicenda drammatica avvenuta a pochi giorni dallo stupro di una 36enne a opera di due ragazzi di 19 e 21 anni, a cui in queste stesse ore il gip ha rigettato la richiesta di domiciliari perché rimane il rischio di inquinamento delle prove. Ad appena 20 metri dal luogo dell'assassinio si trovano le scuole dell'infanzia e primaria De Amicis e la media Tecchi, per pochi attimi l'assassinio non è avvenuto in coincidenza con l'uscita dei bambini dall'edificio. La squadra mobile della questura di Viterbo, intervenuta sul luogo, sta procedendo ai rilievi e alle indagini. E si vagliano le telecamere di videosorveglianza della zona per cercare elementi utili all'inchiesta.
norberto fedeli ucciso a viterbo dopo una rapinaNORBERTO FEDELI UCCISO A VITERBO DOPO UNA RAPINA

Il commerciante era molto conosciuto in zona per esser stato tra i primissimi a vendere i jeans a Viterbo. Fonte: qui

SI PUO’ MORIRE PER UN PAIO DI JEANS FIRMATI? 


PRESO L'ASSASSINO DEL COMMERCIANTE DI VITERBO: E’ IL 22ENNE CITTADINO AMERICANO MICHAEL AARON PANG, ARRIVATO IN ITALIA CON UN VISTO TURISTICO 

HA MASSACRATO IL 74ENNE CON UNO SGABELLO PERCHÉ NON VOLEVA PAGARE I VESTITI FIRMATI CHE AVEVA SCELTO (TOTALE DI 600 EURO) 

ABITAVA DA DUE MESI E MEZZO SUL LAGO DI BOLSENA, DICEVA DI FARE IL GRAFICO MA NON PARLA UNA PAROLA DI ITALIANO. NEL SUO PASSATO, C'E' IL CARCERE IN KANSAS. COSA CI FACEVA NELLA TUSCIA?


«HA UCCISO PER UN PAIO DI JEANS FIRMATI»
Massimo Luziatelli Maria Letizia Riganelli per “il Messaggero”

MICHAEL AARON PANG - OMICIDIO DI VITERBOMICHAEL AARON PANG - OMICIDIO DI VITERBO
Ucciso per un paio di jeans firmati. Norveo Fedeli, titolare di un negozio di abbigliamento nel centro di Viterbo, è stato massacrato con uno sgabello perché Michael Aaron Pang non riusciva a pagare i vestiti di marca che aveva scelto. Gli inquirenti sono arrivati al ragazzo, un cittadino americano, di Overland Park (Kansas) di 22 anni nato in Corea del Sud, dopo pochissime ore dal brutale omicidio. Davanti alla pm, titolare dell' inchiesta, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E' accusato di rapina aggravata e omicidio volontario. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Viterbo, hanno «solidi elementi di prova».

Il giovane americano abitava da due mesi e mezzo a Capodimonte, sul Lago di Bolsena, a 25 chilometri da Viterbo. Non parla una parola di italiano e per tutti è quasi un mistero cosa ci facesse nella Tuscia. Su internet, ma questo dato andrà verificato, c' è la traccia di un suo arresto nel Kansas, fu rinchiuso nella Johnson County Jail.

SECONDA VITA
NORVEO FEDELI - OMICIDIO DI VITERBONORVEO FEDELI - OMICIDIO DI VITERBO
Altri particolari della sua nuova vita a Capodimonte: viveva da un' affittacamere, si spostava con un' auto con targa tedesca, era legato a una donna con un figlio (non si sa se fosse amicizia o altro), andava a fare spesa per lei e comunicava solo usando Google translate (l'app dello smartphone). Davvero un rompicapo capire cosa l' abbia portato in questo angolo dell' alto Lazio.

Risulta essersi diplomato nel 2015 alla Blue Valley High School, ma nella sua pagina Facebook spiega di avere lasciato l'università un anno dopo. In paese diceva di essere uno studente, qualcuno pensava che fosse il badante della signora. «Le indagini ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma sono state molto rapide. E' stato emesso un provvedimento di fermo. Un risultato raggiunto grazie alla sinergia delle forze di campo: squadra mobile, carabinieri e guardia di finanza».

I TESTIMONI
norberto fedeli ucciso a viterbo dopo una rapinaNORBERTO FEDELI UCCISO A VITERBO DOPO UNA RAPINA
Fondamentali le dichiarazioni dei familiari e dei testimoni oculari. I parenti di Fedeli avrebbero raccontato dettagli su un ragazzo strano che per due volte aveva tentato di fare acquisti. «Capita che in famiglia - ha spiegato ancora il procuratore - si parli degli affari di un negozio. Averlo fatto è stato sicuramente d'aiuto nelle indagini». Il 22enne si presentava come grafico pubblicitario (ma a Capodimonte diceva di essere uno studente) ed è arrivato in Italia da un paese dell' area Schengen con un visto turistico americano.

«E' un soggetto molto pericoloso ha continuato il procuratore abbiamo deciso di non diffondere subito le immagini raccolte dai video di sorveglianza perché non volevamo mettere in pericolo la vita di nessuno. Anche solo guardarlo troppo sarebbe stato un problema. E poi c' era il rischio, reale, di fuga». Michael Aaron Pang era stato già altre volte nel negozio Fedeli, attratto dai jeans firmati e dalle felpe costose. I vestiti che aveva scelto erano molti e tutti cari. Gli scontrini rintracciati dagli inquirenti indicano acquisti (non portati a termine) per quasi 600 euro.
norberto fedeli ucciso a viterbo dopo una rapinaNORBERTO FEDELI UCCISO A VITERBO DOPO UNA RAPINA

ABITI INSANGUINATI
«Il 30 aprile e il 2 maggio ha tentato di fare compere ha spiegato il capo della mobile Fabrizio Moschini - Ma le carte in suo possesso si sono bloccate. Quindi è tornato il 3 probabilmente per tentare ancora l'acquisto». E quando non è riuscito a portare a termine il pagamento si è scagliato come una furia contro il commerciante. Dopo averlo colpito ripetutamente sul cranio lo ha trascinato dietro il bancone per nasconderlo alla vista dei passanti. Poi avrebbe rubato portafogli e telefono. Di quest' ultimo si è disfatto subito dopo A rintracciarlo nel centro di Capodimonte sono stati i carabinieri.

«Appena sono state diffuse le immagini del ragazzo ha spiegato il colonnello Guglielmo Trombetta le abbiamo diramate a cascata a tutte le compagnie e stazioni. E' stato subito riconosciuto perché fermato per un controllo a Marta. Poche ore dopo l'omicidio è stato inquadrato dalle telecamere del comune di Capodimonte».

MICHAEL AARON PANG - OMICIDIO DI VITERBOMICHAEL AARON PANG - OMICIDIO DI VITERBO
Pang è stato preso alle 10 di ieri. Gli investigatori hanno perquisito il suo domicilio, la stanza di un'affittacamere sul lago. Sono stati trovati gli abiti e le scarpe sporchi di sangue, i vestiti presi nel negozio e il portafoglio della vittima. Nelle prossime ore il ragazzo, assistito dagli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi, sarà sottoposto all' interrogatorio di garanzia.

NATO IN COREA, GIÀ IN CARCERE NEGLI USA A BOLSENA LEGATO A UNA DONNA CON UN FIGLIO

Michael Aaron Pang il ragazzo fermato con l'accusa di omicidio volontario e rapina aggravata a Viterbo. Ventidue anni, nato in Corea del Sud, ma di nazionalità americana con residenza anagrafica in Kansas (Overland Park la sua città). Dal casellario giudiziario non risulterebbe essere sottoposto a procedimenti penali, ma dagli Usa spunta una sua presenza in carcere due anni fa.

I riscontri con i database dell'Interpol sono ancora in corso. Il giovane era arrivato in Italia a febbraio scorso e non parla italiano. Avrebbe dovuto fare il grafico pubblicitario, ma viveva presso una affittacamere di Capodimonte, sul lago di Bolsena, dove avrebbe una relazione con una donna con un figlio. Nel paese dove lo hanno fermato i militari dopo la segnalazione partita da Viterbo.

LA PASSIONE
Una passione sfrenata per i vestiti firmati che lo avrebbe portato a uccidere Norveo Fedeli, titolare di una jeanseria nel cuore di Viterbo. Sarebbe arrivato qui in aereo da un paese dell' area Schengen, probabilmente con un visto turistico americano. Ieri pomeriggio davanti al pm titolare dell' inchiesta, Eliana Dolce, e a un interprete ha scelto di non rispondere a nessuna domanda. Fonte: qui

martedì 16 ottobre 2018

ROMA, CINQUE BANDITI IRROMPONO NELLA FILIALE DELLA BANCA POPOLARE DI NOVARA, IN ZONA PORTUENSE, CON ARMI E MASCHERE, ATTRAVERSO UN FORO NELLA PARETE


IL DIRETTORE DELL’AGENZIA SI È SENTITO MALE DOPO LA FUGA DEI CRIMINALI ED È STATO SOCCORSO SUL POSTO DAL PERSONALE MEDICO DI UN’AMBULANZA

Rinaldo Frignani per www.corriere.it

Drammatica rapina lunedì(15 Ottobre 2018) pomeriggio al Portuense. Cinque banditi armati e mascherati, con cappelli e occhiali da sole, hanno fatto irruzione nella filiale della Banca Popolare di Novara in piazza Augusto Lorenzini sorprendendo alle spalle gli impiegati e anche il direttore che è stato poi costretto ad accompagnarli nel caveau sotterraneo.

MALORE PER IL DIRETTORE
rapina 2RAPINA
Proprio da lì i rapinatori avevano scavato un foro nella parete comunicante con il garage di un palazzo di via Giuseppe Guerzoni dal quale sono passati per entrare in banca e sono poi anche fuggiti prima dell’arrivo della polizia. Non si esclude che si tratti della stessa banda responsabile di altri colpi dello stesso genere.

Ignoto il bottino della rapina. Il direttore dell’agenzia si è sentito male dopo la fuga dei banditi ed è stato soccorso sul posto dal personale medico di un’ambulanza dell’Ares 118. In tutta la zona della Portuense è stata organizzata una vasta battuta alla ricerca dei banditi. Non si conosce ancora il mezzo di fuga della banda.

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domenica 30 settembre 2018

FERMATO IL QUINTO UOMO DELLA BANDA DI LANCIANO


ANCHE LUI È ROMENO, È UN AMICO DEI FRATELLI TURLICA ED È STATO ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO 

AVREBBE AIUTATO IL BASISTA NELLA RAPINA IN STILE “ARANCIA MECCANICA” IN CUI NIVA BAZZAN È STATA MUTILATA E IL MARITO CARLO MARTELLI MASSACRATO DI BOTTE 

IL GIP HA CONVALIDATO IL FERMO DEI PRIMI TRE ARRESTATI


G. M. Col. per www.iltempo.it

Alexandru Bogdan ColteanuALEXANDRU BOGDAN COLTEANU
Fermato un altro romeno, il quinto, catturato dai carabinieri dopo una caccia all'uomo ieri pomeriggio nelle campagne di Rizzacorno di Lanciano. E' un amico dei due fratelli Turlica e del loro cugino, ed è stato arrestato per favoreggiamento.

Il sospetto è che possa aver aiutato in qualche modo il basista della sanguinosa rapina nella villa dei coniugi Martelli domenica mattina dell'altra settimana. Magari, forse, secondo le prime informazioni, anche solo coprendone la fuga. Quindi c'è un'altra persona ancora in circolazione da trovare per il massacro nella villa di Carminiello di Lanciano.
la banda che ha assaltato la villa di lancianoLA BANDA CHE HA ASSALTATO LA VILLA DI LANCIANO

Durante la caccia all'uomo nelle campagne, ieri pomeriggio, con l'elicottero della polizia in sorvolo, i carabinieri hanno chiesto ai residenti di restare in casa durante le ricerche. 

Intanto il gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per i tre giovani romeni accusati della violenta rapina di domenica scorsa ai danni dei coniugi Martelli.
ASSALTO IN UNA VILLA A LANCIANO - NIVA BAZZANASSALTO IN UNA VILLA A LANCIANO - NIVA BAZZAN












Restano dunque dietro le sbarre i fratelli Costantin, 22 anni, e Ion Turlica, 20, e il loro cugino Aurel Ruset (25): sono accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi.
costantin aurel turlica ion cosmi turlica e aurel rusel 1COSTANTIN AUREL TURLICA ION COSMI TURLICA E AUREL RUSEL

All’uscita del carcere l’avvocato dei tre giovani, Domenico Russo, ha  rivelato che i tre nel corso dell’interrogatorio hanno ammesso le responsabilità della rapina alla villa dei coniugi Martelli specificando i ruoli e le responsabilità di ognuno e  hanno indicato in altra persona il responsabile del taglio dell’orecchio della signora Niva Bazzan. Della banda faceva parte anche, Alexandru Bogdan Colteaunu di 26 anni che è stato arrestato due giorni fa a Caserta.

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