9 dicembre forconi: lesioni gravissime
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lunedì 10 dicembre 2018

LA STORIA DEL 35ENNE DI ANCONA, SIEROPOSITIVO DA 11 ANNI, CHE ORA RISCHIA IL CARCERE: È ACCUSATO DI LESIONI GRAVISSIME, PER AVER CONTAGIATO L’EX FIDANZATA, E DI OMICIDIO VOLONTARIO PER LA MORTE DELLA COMPAGNA, SCOMPARSA PER UNA PATOLOGIA LEGATA ALL’HIV


LA POLIZIA: “ECCO LA SUA FOTO, CHI SA PARLI”


claudio pintiCLAUDIO PINTI
Verrà processato con rito abbreviato il 17 gennaio ad Ancona per le accuse di lesioni gravissime e omicidio volontario, davanti al gup Paola Moscaroli, Claudio Pinti, 35enne autotrasportatore, sieropositivo da undici anni, accusato di aver consapevolmente contagiato l'allora compagna morta nel giugno 2017 per una patologia tumorale connessa al virus, e di aver trasmesso l'Hiv anche a una 40enne con cui aveva una relazione. Quest'ultima sarà parte civile nel giudizio insieme ad alcuni suoi congiunti, così come i familiari della compagna di Pinti, compresa la figlioletta assistita da un'avvocatessa nominata dal tutore. L'autotrasportatore e la sua ex fidanzata, che dopo avere scoperto di essere sieropositiva lo aveva denunciato alla polizia, oggi erano tutti e due in aula: i loro sguardi non si sono nemmeno incrociati.

La foto di Claudio Pinti è stata divulgata dalla Polizia di Stato per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato. La Squadra mobile di Ancona sta cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con Claudio Pinti. Claudio Pinti, 36 anni e' stato arrestato dalla polizia di Ancona con l'accusa di lesioni gravissime per aver contagiato consapevolmente con il virus
POLIZIAPOLIZIA
Hiv diverse partner occasionali oltre alla compagna. Ora è detenuto a Roma

Fonte: qui

domenica 30 settembre 2018

FERMATO IL QUINTO UOMO DELLA BANDA DI LANCIANO


ANCHE LUI È ROMENO, È UN AMICO DEI FRATELLI TURLICA ED È STATO ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO 

AVREBBE AIUTATO IL BASISTA NELLA RAPINA IN STILE “ARANCIA MECCANICA” IN CUI NIVA BAZZAN È STATA MUTILATA E IL MARITO CARLO MARTELLI MASSACRATO DI BOTTE 

IL GIP HA CONVALIDATO IL FERMO DEI PRIMI TRE ARRESTATI


G. M. Col. per www.iltempo.it

Alexandru Bogdan ColteanuALEXANDRU BOGDAN COLTEANU
Fermato un altro romeno, il quinto, catturato dai carabinieri dopo una caccia all'uomo ieri pomeriggio nelle campagne di Rizzacorno di Lanciano. E' un amico dei due fratelli Turlica e del loro cugino, ed è stato arrestato per favoreggiamento.

Il sospetto è che possa aver aiutato in qualche modo il basista della sanguinosa rapina nella villa dei coniugi Martelli domenica mattina dell'altra settimana. Magari, forse, secondo le prime informazioni, anche solo coprendone la fuga. Quindi c'è un'altra persona ancora in circolazione da trovare per il massacro nella villa di Carminiello di Lanciano.
la banda che ha assaltato la villa di lancianoLA BANDA CHE HA ASSALTATO LA VILLA DI LANCIANO

Durante la caccia all'uomo nelle campagne, ieri pomeriggio, con l'elicottero della polizia in sorvolo, i carabinieri hanno chiesto ai residenti di restare in casa durante le ricerche. 

Intanto il gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per i tre giovani romeni accusati della violenta rapina di domenica scorsa ai danni dei coniugi Martelli.
ASSALTO IN UNA VILLA A LANCIANO - NIVA BAZZANASSALTO IN UNA VILLA A LANCIANO - NIVA BAZZAN












Restano dunque dietro le sbarre i fratelli Costantin, 22 anni, e Ion Turlica, 20, e il loro cugino Aurel Ruset (25): sono accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi.
costantin aurel turlica ion cosmi turlica e aurel rusel 1COSTANTIN AUREL TURLICA ION COSMI TURLICA E AUREL RUSEL

All’uscita del carcere l’avvocato dei tre giovani, Domenico Russo, ha  rivelato che i tre nel corso dell’interrogatorio hanno ammesso le responsabilità della rapina alla villa dei coniugi Martelli specificando i ruoli e le responsabilità di ognuno e  hanno indicato in altra persona il responsabile del taglio dell’orecchio della signora Niva Bazzan. Della banda faceva parte anche, Alexandru Bogdan Colteaunu di 26 anni che è stato arrestato due giorni fa a Caserta.

Fonte: qui

mercoledì 7 dicembre 2016

A CATANIA TRE DOTTORESSE NON PRATICANO IL CESAREO A UNA DONNA NONOSTANTE LE SOFFERENZE DEL FETO PERCHE’ IL TURNO DI LAVORO ERA FINITO

IL BAMBINO E’ NATO CON LESIONI GRAVISSIME E ORA IL GIP LE HA SOSPESE

Lara Sirignano per il “Messaggero”

Il feto era in sofferenza. Il tracciato non lasciava spazio a dubbi. Si sarebbe dovuto intervenire subito con un parto cesareo. Ma Amalia Daniela Palano e Gina Corrao, dottoresse dell' ospedale Santo Bambino di Catania, di turno quando Debora, giovane mamma era stata portata in ospedale per controlli, non avevano voglia di fare lo straordinario.

ospedale Santo Bambino di CataniaOSPEDALE SANTO BAMBINO DI CATANIA
Avevano terminato l' orario di lavoro e volevano tornarsene a casa. Per questo «nonostante gli evidenti segni di sofferenza emersi dall' esame», non solo non fecero nascere il bambino, ma somministrarono atropina alla ragazza, appena 26enne, per truccare l' esito del tracciato e se ne andarono senza neppure informare di quanto era accaduto i colleghi del turno successivo. Il neonatologo, all' oscuro delle condizioni del feto, intervenne con grande ritardo e il bambino venne al mondo con lesioni gravissime da cui non guarirà mai.

L'ORDINANZA
Una vicenda agghiacciante raccontata in un' ordinanza del gip di Catania che, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto per entrambe le dottoresse la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Dodici mesi per la Palano, sei per la Corrao.

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Stessa decisione, per soli 4 mesi, è stata presa per un altro medico dell' ospedale, Paola Cairone che, ha scritto il giudice delle indagini preliminari, «pur non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, praticava alla paziente per due volte le manovre di Kristeller, bandite dalle linee guida, nonostante un tracciato non rassicurante, e non contattava in tempo il neonatologo». Le tre donne, oltre che per lesioni gravissime, sono indagate anche per falso nella redazione della cartella clinica. Nel documento, non sarebbe stato fatto cenno della sofferenza del neonato. Un filone di inchiesta, questo, che potrebbe ampliarsi.
parto naturale 3PARTO NATURALE 

I DEPISTAGGI
Le cartelle taroccate, sarebbero prassi frequente del nosocomio. «È emerso il sospetto - ha sottolineato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro - che al Santo Bambino le cartelle cliniche sovente vengono redatte successivamente all' insorgere dell' avvenimento clinicamente rilevante». Una tecnica che la magistratura ritiene possa essere «finalizzata ad occultare le prove di eventuali responsabilità mediche».

Il drammatico caso è venuto fuori dopo la denuncia dei familiari della giovane mamma. Il neonato, venuto al mondo con il cordone ombelicale attorno al collo, ha una «encefalopatia ipossico-ischemica, tetra paresi spastica, grave ritardo neuro psicomotorio e indebolimento del tronco neuroencefalico».
parto naturale 4PARTO NATURALE 4

«Abbiamo sospeso immediatamente i tre medici, e stiamo cercando di sostituirli per continuare a dare un servizio pubblico in una struttura, come l' ospedale Santo Bambino, alla quale si rivolge ogni anno un imponente numero di donne e gestanti», commenta il manager dell' azienda ospedaliera, Paolo Cantaro, annunciando «l' avvio di una indagine interna». Il nosocomio ha all' attivo circa 2000 parti l' anno.

E anche sulle cartelle cliniche taroccate il manager ha dichiarato di voler andare a fondo. «C' è in corso un' inchiesta della magistratura, e una nostra interna, aspettiamo che si concludano entrambe prima di esprime giudizi», dice.

Fonte: qui