9 dicembre forconi: latte
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martedì 26 febbraio 2019

Protesta del latte: nuovo assalto armato ad una cisterna, autista legato ad un albero


Il mezzo è stato incendiato. Salvini: "Delinquenti, non pastori"


Ansa - Nuovo assalto armato ad una cisterna del latte, stavolta nel Sassarese, nelle prime ore del mattino. Due uomini armati hanno fermato l'autotrasportatore a Nule, in Provincia di Sassari, e lo hanno legato a un albero. I due malviventi, che poi hanno dato fuoco al mezzo, erano armati di pistola e avevano il volto coperto. Una volta terminato il blitz sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. L'assalto è avvenuto in una stradina di campagna sulla provinciale 7, nel Goceano (Sassari), che collega Nule a Bitti.
Il blitz arriva nel giorno in cui si apre il tavolo tecnico sul prezzo del latte. A Sassari la Prefettura è blindata. Al tavolo sono stati convocati i rappresentanti dei pastori, gli industriali del settore caseario e le associazioni degli allevatori
Il raid è l'ennesimo atto di un'escalation di proteste che stanno "inquinando" la lotta dei pastori sardi per il prezzo del latte. Già diverse procure sarde si stanno occupando di questi e di altri episodi, come il blocco delle autocisterne per far buttare il latte appena raccolto sulla strada, e sono già scattate le prime denunce.
"Questi delinquenti non hanno niente a che fare coi pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni. Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Intanto si apprende che ministro dell'Interno sarà domani a Cagliari per tenere una conferenza stampa sul risultato elettorale.
 "L'assalto alle cisterne è un atto inqualificabile. Non sono sicuro neanche che gli autori di questi assalti siano pastori". Così il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. "Noi tutti siamo impegnati a trovare una soluzione per tutto il settore e questo è il momento di abbassare i toni - ha aggiunto" non di far salire ulteriormente la tensione".
 "Questi, purtroppo, sono fenomeni da criticare e da condannare senza se e senza ma. I pastori non credo siano questi, questi credo siano delinquenti. I nostri pastori rivendicano legittimamente una giusta remunerazione del loro lavoro e su questo fronte noi siamo immediatamente operativi per costruire un risposta di sistema. Una soluzione che dia prospettiva sia sul prezzo del latte ma che non escluda chi trasforma, chi commercializza e l'intera filiera. Ma questi atti di violenza e delinquenziali vanno condannati fermamente", ha dichiarato a Sky TG24 il presidente di Regione Sardegna, in pectore, Christian Solinas.



venerdì 22 febbraio 2019

NEONATO DI DUE SETTIMANE MUORE DI POLMONITE FULMINANTE IN OSPEDALE A TORINO


NEONATO DI DUE SETTIMANE MUORE DI POLMONITE FULMINANTE IN OSPEDALE A TORINO. 

TRE GIORNI PRIMA DEL DECESSO I GENITORI L’AVEVANO PORTATO AL PRONTO SOCCORSO E L’AVEVANO DIMESSO: È SOLO RINITE 

SECONDO L’AUTOPSIA IL LATTE MATERNO GLI AVREBBE CAUSATO UNA BRONCOPOLMONITE, MA NESSUN MEDICO SE N’È ACCORTO

“L’HANNO DIMESSO PRESCRIVENDO L’AEROSOL”

Floriana Rullo per https://torino.corriere.it/
il referto dell'autopsia sul neonato morto a torinoIL REFERTO DELL'AUTOPSIA SUL NEONATO MORTO A TORINO
«Nostro figlio Giacinto aveva appena due settimane quando è morto. Vogliamo giustizia». Non si danno pace i genitori del neonato morto poco dopo essere arrivato all’ospedale Maria Vittoria di Torino di polmonite fulminante. Era il 2 febbraio e il piccolo nato a metà gennaio aveva poco meno di 15 giorni. «Stava male e così l'abbiamo portato al pronto soccorso - raccontano la mamma di 29 anni e il papà, 40 anni, seguiti dagli avvocati Enzo Pellegrin e Federico Milano - L'hanno visitato e poi dimesso prescrivendo l'aerosol».
Il bimbo con la madre
«Abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato detto ma la mattina del 2 febbraio nostro figlio ha girato gli occhi, ha perso i sensi. Abbiamo chiamato il 118: i medici hanno cercato di rianimarlo per quasi un'ora. Poi l'hanno portato in ospedale, ma quando siamo arrivati ci hanno detto che Giacinto non ce l'aveva fatta. Ora continuiamo a guardare le sue foto: è tutto ciò che ci rimane di lui».
Attacchi di tosse e svenimenti
il neonato morto a torino insieme alla madreIL NEONATO MORTO A TORINO INSIEME ALLA MADRE
La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti a seguito della morte. Il piccolo era stato visitato all'ospedale Maria Vittoria per forti attacchi di tosse e svenimenti. Rifiutava il latte, continuava a tossire e dormiva praticamente tutto il giorno, quando i genitori, dopo essersi rivolti al pediatra, la notte del 31 gennaio l'hanno portato all'ospedale. I medici l'hanno visitato, gli hanno prescritto un aerosol e lo hanno dimesso.

Tornati a casa, la mattina del 2 febbraio il bimbo è svenuto. I genitori hanno così chiamato il 118, ma il piccolo è morto poco dopo essere arrivato all'ospedale. Sul corpo del bambino, dopo l’esposto consegnato in Procura, è stata disposta l'autopsia eseguita dal medico legale Francesco Bison. L'esito: bambino morto per polmonite fulminante.
il foglio di dimissioni del neonato morto a torinoIL FOGLIO DI DIMISSIONI DEL NEONATO MORTO A TORINO

«Il latte materno ha causato broncopolmonite»
Per stabilire le cause del decesso saranno necessari gli esiti delle analisi. «Nessuno ci ha detto che avesse la broncopolmonite - continuano i genitori -. Ci hanno prescritto aerosol e clenil. Secondo l’autopsia il latte materno gli avrebbe causato la broncopolmonite che poi avrebbe determinato la morte. Ma nessuno ce lo ha detto. Ora vogliamo solo capire come è morto il nostro Giacinto».
Fonte: qui

domenica 10 febbraio 2019

Sardegna, protesta pastori non si ferma: “Soluzione o blocchiamo seggi Regionali”.

Sardegna, protesta pastori non si ferma: “Soluzione o blocchiamo seggi Regionali”. Centinaio: “Hanno ragione, ci parlerò”

Il crollo del prezzo del latte ovino e caprino ha spinto gli allevatori a un'altra azione dimostrativa, domenica mattina, nello scalo di Porto Torres. Mentre per gli assalti ai caseifici ci sono 5 denunciati. Alcune coop sospendono la raccolta: "Non c'è sicurezza". 

La protesta dei pastori sardi si espande nei porti dell’isola, mentre arrivano le prime denunce per le manifestazioni che vanno avanti da giorni tra blocchi stradali e azioni vicino ai caseifici industriali. E gli allevatori lanciano un ultimatum: “Si trovi una soluzione o domenica blocchiamo i seggi, non vota nessuno. Fermiamo la democrazia”. Il crollo del prezzo del latte ovino e caprino, scivolato sotto i 60 centesimi al litro, potrebbe quindi spingere i pastori a una nuova azione dimostrativa, ben più eclatante dopo quelle di questa mattina, da Cagliari a Nuoro fino allo scalo di Porto Torres, in provincia di Sassari, dove oltre un centinaio di contestatori ha fermato per ore i tir frigo imbarcati a Genova. Al secondo giorno consecutivo di protesta interviene anche la politica, con Maurizio Martina che dice: “Ora il governo deve occuparsi subito di loro”. E proprio dal ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio arriva la disponibilità a parlare i pastori sardi che “hanno ragione, hanno perfettamente ragione”. Una linea ribadita anche dal suo capo politico, Matteo Salvini: “Io sto con i pastori”. Per la Coldiretti però “non ci sono più le condizioni per sedersi ad un tavolo con chi fino all’ultimo è rimasto sordo e indifferente alle proposte avanzate per dare risposte al dramma dei pastori”.
Le reazioni politiche – “Sabato e domenica sarò in Sardegna perché voglio parlare con loro, sapere da loro se quello che decideremo è una cosa che può essere accettata“, ha annunciato il ministro Centinaio. “Non posso pensare che ci siano operatori che vengono pagati così poco e poi il prezzo del latte nei negozi è se non il triplo poco ci manca”, ha concluso, anticipando anche che “per mercoledì era già prevista, indipendentemente dalla protesta, una riunione tra i miei tecnici al ministero, ad hoc sull’argomento”. Per Salvini invece è “urgente dare vita ad una Commissione Unica Nazionale con pastori, produttori e industriali per il latte ovino, con lo Stato (vista l’assenza della Regione) che torna a fare lo Stato e stabilisce un prezzo minimo di contrattazione, anche con una eventuale parte di sovvenzione”. “Nessuno può rimanere indifferente“, scrive su Facebook il candidato alla segreteria del Pd Maurizio Martina. “Come abbiamo costruito una soluzione per il latte vaccino negli anni scorsi, ora il governo deve occuparsi subito di loro, convocandoli immediatamente a un tavolo al ministero”, aggiunge il deputato democratico. Che poi avanza due proposte: “La creazione di un Fondo latte ovino da almeno 25 milioni di euro” e “un patto di filiera per il pecorino che parta dai costi di produzione stimati”, conclude l’ex ministro dell’Agricoltura.
Tensione a Porto Torres – In particolare, i pastori hanno fermato un mezzo che trasportava carni suine provenienti dalla Francia e hanno gettato gran parte del carico a terra, chiedendo l’intervento delle autorità sanitarie e denunciando “le pessime condizioni della merce destinata al mercato locale”. La loro azione è stata interrotta dall’intervento dei carabinieri e degli uomini della polizia in assetto anti-sommossa. Momenti di tensione si sono registrati quando il vicequestore Maurizio Terrazzi, dopo aver tentato inutilmente di dialogare con gli autori della protesta, ha ordinato di chiudere il tir preso di mira dai pastori. Mentre attorno alle 9.30 un altro tir era riuscito a sfuggire al loro blocco, allontanandosi dal porto. Dopo aver sfiorato lo scontro con i poliziotti e aver chiesto l’intervento delle autorità sanitarie per denunciare le “pessime condizioni delle carni destinate al mercato isolano”, gli allevatori hanno permesso al camion di lasciare il porto per il centro dell’isola.
Cinque persone denunciate – Intanto, mentre si sono registrati altri blocchi stradali su diverse statali nel Cagliaritano e nel Nuorese, sono scattate le prime denunce per le manifestazioni di sabato a Ortacesus e Senorbì, di fronte ai cancelli dell’azienda casearia Serra, dove sono stati sversati tra 4mila e 7mila litri di latte ovino. Le indagini dei carabinieri hanno portato, grazie ai filmati diffusi sui social, all’individuazione di cinque responsabili che verranno denunciati per danneggiamento e violenza privata: si tratta di due fratelli di di 23 e 22 anni, un altro giovane 23enne, tutti disoccupati, e di due allevatori di Senorbì, rispettivamente di 23 e 54 anni.
La coop: “Non ritiriamo più il latte” – Le ripetute interruzioni del traffico sulle statali hanno portato anche alcune cooperative e autisti a trovare delle contromisure. Nella serata di sabato, una cooperativa – come riporta l’Ansa – ha avvisato i soci con un messaggio Whatsapp che il servizio di raccolta latte “verrà momentaneamente sospeso fino a nuovo ordine, visti i recenti fatti” poiché “non esistono più le condizioni di sicurezza per il mezzo di trasporto, il prodotto e lo stesso autista”. Un altro messaggio è stato lanciato sulle chat da un trasportatore: “Scrivete ‘trasporto mangime’ sui camion, non ‘trasporto latte'”. 
Sardegna, calciatori del Cagliari si uniscono a protesta dei pastori e rovesciano bidoni del latte con la maglia rossoblù
Volume 90%
“Domenica prossima blocchiamo i seggi” – Mentre – nonostante gli incontri istituzionali degli scorsi giorni e l’annunciata visita del ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio – non si intravede una soluzione che possa portare alla fine della protesta. Ad annunciarlo è la Coldiretti che chiede all’associazione degli industriali di rendere pubblico a tutti i pastori della Sardegna la propria proposta contrattuale: “Non ci sono più le condizioni per sedersi ad un tavolo con chi fino all’ultimo è rimasto sordo e indifferente alle proposte avanzate per dare risposte al dramma dei pastori”. E nonostante il ministro dia ragione agli allevatori, arriva l’ultimatum: se non si troverà una soluzione in pochi giorni alla vertenza sul prezzo del latte, si rischiano ripercussioni sulle elezioni regionali di domenica 24 febbraio. “Se entro pochi giorni non si trovano soluzioni per il nostro settore – annuncia il coordinamento dei pastori – bloccheremo la Sardegna il 24 febbraio, il giorno delle votazioni. Non entrerà nessuno a votare: non è che non andiamo a votare, non voterà nessuno, blocchiamo la democrazia, ognuno si assuma le proprie responsabilità”.
“Cartello dell’industria e iperproduzione” – Il prezzo di circa 60 centesimi al litro – sostiene la Coldiretti – è una “elemosina che non copre neanche i costi di allevamento e di alimentazione e spinge alla chiusura i 12mila allevamenti presenti in Sardegna in cui si trova il 40% delle pecore allevate in Italia che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop)”. “Siamo di fronte ad un cartello dell’industria con l’iperproduzione del 2018, che si basa su una scelta della ‘trasformazione’ di lavorare Pecorino romano, non rispettando le quote produttive assegnate, e non si può scaricare completamente sul prezzo del latte alla stalla. Di questo – continua la Coldiretti – non sono responsabili i pastori che non hanno prodotto un litro di latte in più, ma la ‘trasformazione’ che ha deciso di produrre più Pecorino romano rispetto ad altri formaggi dell’anno precedente”.
Fonte: F.Q.

venerdì 29 giugno 2018

COLAZIONE, C’È CHI DECIDE DI SALTARLA, CHI DI AFFIDARSI SOLO AL CAFFÈ, MA LA VERITÀ È CHE SI TRATTA DEL PASTO PIÙ IMPORTANTE DELLA GIORNATA ANCHE PER CHI È A STECCHETTO

TRA GLI ERRORI PIÙ FREQUENTI C’È RINUNCIARE AL DOLCE, MANGIARE SOLO FRUTTA O CONSUMARE ACQUA E LIMONE 

PER DARE L’ENERGIA GIUSTO AL NOSTRO CORPO PER AFFRONTARE LA GIORNATA SERVE…

Simone Cosimi per "www.vanityfair.it" 

Lo abbiamo visto diverse volte: saltare la prima colazione, o non farla per bene, ha un effetto sull’aumento di peso. Vale per ogni fascia d’età.
Non basta: uno studio giapponese appena pubblicato ha per esempio messo in evidenza che le abitudini scorrette dei genitori, fra le quali proprio saltare la prima colazione, possono influenzare le abitudini alimentari dei figli, svolgendo un ruolo importante nello sviluppo dell’obesità infantile.
gli smoothies hanno troppi zuccheriGLI SMOOTHIES HANNO TROPPI ZUCCHERI

Gli italiani conoscono per fortuna l’importanza della prima colazione. Anche quando sono a dieta: dei 23 milioni a stecchetto – a quanto pare il 45% ha seguito un regime particolare nell’ultimo anno – solo un residuale 2% la salta. Anche se il 14% pensa che sia meglio evitare di mangiare al mattino per dimagrire.

Dubbi e convinzioni scorrette, tuttavia, resistono. Per esempio un italiano su due pensa (sbagliando) che sia più indicata una colazione proteica mentre il 56% crede che andrebbero evitati alimenti con carboidrati, come i dolci, che invece costituiscono il carburante necessario a partire col piede giusto.
le uova a colazione sono salutariLE UOVA A COLAZIONE SONO SALUTARI

Sì, anche per chi vuole perdere peso. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine Colazione & dieta realizzata dall’Osservatorio Doxa-Aidepi Io comincio bene su un campione nazionale rappresentativo della popolazione italiana di mille persone.
cereali da evitare a colazioneCEREALI DA EVITARE A COLAZIONE







Quando è a dieta – che si tratti di un regime stilato da un esperto, che si stiano riducendo le dosi o che ci si dedichi a molte delle diete in voga, dalla dieta«della mente» alla«mima digiuno» – il 51% degli italiani tende a modificare il proprio modo di fare colazione.

Il 25% taglia le quantità, il 24% si allinea alle prescrizioni, il 2% la salta e solo il 28% continua a consumare lo stesso pasto, soprattutto perché viene ritenuto già appropriato (11%) o perché considerato importante e da non ridimensionare (10%).
colazione consigliataCOLAZIONE CONSIGLIATA


«La prima colazione – spiega la nutrizionista Silvia Migliaccio – è un pasto importante e non va trascurato o ridimensionato. Deve essere completo, leggero e digeribile anche per chi sta seguendo un regime ipocalorico per dimagrire e prevedere tutti i nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali).

Deve coprire, a livello di energia, il 20-25% delle calorie complessive giornaliere. Dati recentemente pubblicati sembrano mettere in evidenza come saltare la prima colazione o non assumerla in maniera adeguata possa svolgere un ruolo importante nello sviluppo di un incremento del sovrappeso e obesità sia nell’infanzia, che nella popolazione adulta così come nella popolazione anziana.
colazioneCOLAZIONE

Ma quali sono gli errori più frequenti che si fanno a colazione quando si è a dieta? Per esempio rinunciare alla colazione dolce (56%) per preferirne una proteica, affidarsi ai superfood o alla sola frutta (28%), consumare acqua e limone (credenza evidentemente priva di alcun riscontro scientifico) e molte altre.

toastTOAST




«Un buon modello prevede alimenti solidi ricchi di carboidrati (semplici e complessi), latte o yogurt (o altre bevande, come tè, infusi o centrifughe) e frutta di stagione – continua la nutrizionista – bene dunque inserire prodotti come pane, biscotti, fette biscottate, cereali, muesli o merendine.

Il latte è una bevanda a cui non rinunciare, apporta una quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà in quantità tutto sommato contenute. Latte e derivati contengono inoltre buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili.
burro e marmelaltaBURRO E MARMELALTA


Per finire è consigliabile inserire un frutto, da scegliere sempre tra quelli di stagione: apportano fibre, sali minerali, vitamine, polifenoli, come antiossidanti e acqua».

Fonte: qui