9 dicembre forconi: bottiglia
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venerdì 13 luglio 2018

OGNI ANNO GLI ITALIANI CONSUMANO 206 LITRI DI ACQUA IN BOTTIGLIA EPPURE QUELLA DEGLI ACQUEDOTTI È (QUASI SEMPRE) BUONISSIMA

LA MINERALE È PERCEPITA COME UNA NECESSITÀ PER EFFETTO DI UNA PUBBLICITÀ MARTELLANTE, DI PAURE ATAVICHE. 

LE MULTINAZIONALI PAGANO UN CANONE IRRISORIO, MA IL VERO PROBLEMA È…

Antonio Massarutto per “il Venerdì - la Repubblica”

acqua bottiglia 1ACQUA BOTTIGLIA 1
Per non annegare in un bicchiere d' acqua, è bene partire dai numeri. Punto primo: gli italiani bevono, in media, 206 litri di minerale ciascuno all' anno (siamo secondi solo al Messico). Spendendo qualcosa come 10 miliardi di euro.

Punto secondo: l' acqua è un bene demaniale, il cui uso (qualsiasi uso, compreso il bere) è regolato dallo Stato. Punto terzo: per prelevarla si paga un canone di 2 millesimi di euro per litro, circa 18 milioni di euro, meno del 2 per mille della spesa totale.

acqua del rubinetto 1ACQUA DEL RUBINETTO 1
Detto così, fa impressione: e infatti c' è chi si chiede come sia possibile permettere che imprese private, spesso multinazionali, saccheggino il "bene comune" lasciando al territorio solo le briciole.

In realtà, il consumo di acqua minerale non intacca nemmeno marginalmente l' equilibrio del bilancio idrico. Insomma, non è certo per colpa della minerale se i fiumi vanno in secca, o i campi soffrono la sete.

E sebbene ancora vi siano località dove gli acquedotti funzionano a singhiozzo, le falde sono inquinate o contengono naturalmente sostanze indesiderate come l' arsenico (senza contare il sapore, non sempre dei migliori), si può affermare che in Italia l' acqua minerale è un bene voluttuario.
acquaACQUA

Ovvero, chi la beve lo fa per scelta e non per necessità. Nulla a che vedere con quei Paesi, in Africa e America Latina, dove l' acqua erogata dal servizio pubblico, se c' è, quasi mai è potabile. Gli italiani, invece, potrebbero tranquillamente bere quella "del rubinetto".

Ed è solo per effetto di una pubblicità martellante, di paure ataviche, dello snobismo gastronomico (c' è chi la usa perfino per cuocere la pasta e fare il caffè) che la minerale è percepita come una "necessità".

acqua bottiglia 2ACQUA BOTTIGLIA 2
Così, se gli italiani, pur di immaginarsi altissimi e purissimi, sono disposti a sborsare circa 70 centesimi a litro (più la fatica di portarsi le bottiglie a casa) e se una famiglia media spende per la minerale 129 euro l' anno, tanto quasi quanto paga per il servizio pubblico, si potrebbero progettare campagne per ricordare che l' acqua "di rubinetto" è buonissima: ma poi, alla fin fine, perché? Il consumo della minerale non toglie nulla a nessuno.

acqua bottiglia 4ACQUA BOTTIGLIA 4
Altra questione che divide è il canone demaniale, la tassa che gli imprenditori delle acque minerali pagano alle Regioni in cambio del diritto di prelevarla e imbottigliarla: attualmente è di 2 millesimi di euro al litro.

Un costo irrisorio (come peraltro per tutti gli altri usi dell' acqua, idroelettrico a parte) a fronte dei 2,8 miliardi fatturati dalle imprese che si basano su una materia prima che è gratis: l' acqua.

Guardando i conti però, vanno considerati i costi delle bottiglie vuote, gli impianti che le riempiono, tappano, etichettano e confezionano, i controlli di qualità, le persone che se ne occupano, la pubblicità, i testimonial, le tasse.
acqua bottiglia 3ACQUA BOTTIGLIA 3

L' utile per le imprese è di 143 milioni, mentre nelle casse delle Regioni di milioni ne vanno 18: il 13 per cento dell' utile totale.

Le imprese leader che da sole rappresentano il 75 per cento del mercato, in proporzione guadagnano un po' più delle altre. Ma anche se questo è un settore dominato da una decina di grandi marchi, rimane ancora abbastanza concorrenziale, condizione questa che impedisce di far salire troppo i prezzi.

Abbiamo infatti ben 265 etichette tra cui scegliere e anche se non tutte sono distribuite capillarmente sul territorio nazionale, ne resta un numero sufficiente in ogni ambito locale.
acqua del rubinettoACQUA DEL RUBINETTO

C' è allora chi propone di aumentare i canoni demaniali, addirittura di decuplicarli. Verosimilmente però questa tassa si riverserebbe sui consumatori (senza intaccare i margini delle imprese), trasformandosi nell' ennesima accisa.

Con benefici assai dubbi anche sul piano ambientale. Perché i costi del consumo di minerale sono legati non tanto all' acqua, ma alle bottiglie: quei milioni di contenitori che finiscono nella spazzatura.

bevete solo acqua in bottiglia a bordoBEVETE SOLO ACQUA IN BOTTIGLIA A BORDO
Ed è proprio su questo punto che dovremmo concentrare gli sforzi. Un problema che non si risolve tassando il consumo di acqua ma, piuttosto, quello di bottiglie e confezioni, con strumenti analoghi a quelli impiegati per le buste del supermercato, favorendo invece chi usa materiali più ecologici, come vetro, bioplastiche o cartone, o meglio ancora contenitori riutilizzabili. E per quelle che rimarranno, va potenziato il riciclo.

La nuova direttiva varata dall' Unione europea prevede di riciclare almeno il 55 per cento dei contenitori in plastica entro il 2030, e di recuperare il restante 45 sotto forma di energia.
ACQUA BOTTIGLIAACQUA BOTTIGLIA

In Italia siamo già ora, rispettivamente, al 44 e al 40 per cento: un risultato che dobbiamo all' impegno dei consorzi di filiera finanziati dai produttori. Anche questa "eco-tassa" si riversa sul prezzo finale, ma dà un segnale corretto rispetto al problema ambientale da risolvere.

Consumiamo (inutilmente) troppa minerale. E il canone pagato dalle multinazionali è senz'altro irrisorio. A creare problemi seri, però, non è tanto il contenuto. Ma il contenitore.

Fonte: qui

martedì 3 ottobre 2017

ROMA FAR WEST: A CENTOCELLE UN UOMO RAPINA UN SUPERMERCATO ARMATO DI MANNAIA. MA UN MIGRANTE LO BLOCCA E LO FA ARRESTARE (VIDEO)

A PRIMAVALLE UN UOMO VIENE COLPITO A BOTTIGLIATE DA UNA COPPIA CHE VOLEVA RUBARGLI IL TELEFONINO: ORA RISCHIA DI RESTARE PARALIZZATO 



1 - ROMA, RAPINA CHOC DAVANTI ALLA FERMATA DEL BUS: COLPITO A BOTTIGLIATE, RISCHIA LA PARALISI

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Per rubargli il cellulare due persone, un uomo ed una donna, lo hanno colpito con una bottiglia alla nuca e, una volta caduto a terra, hanno infierito su di lui picchiandolo con calci e pugni, tanto da procurargli gravi lesioni. È accaduto la scorsa notte in zona Primavalle mentre la vittima, un cittadino del Bangladesh, attendeva l'autobus.

I due sono poi fuggiti facendo perdere le loro tracce. Immediato l'intervento delle Forze dell'Ordine e del 118, che ha trasportato la vittima al Policlinico Gemelli, dove è tutt'ora ricoverato in gravi condizioni, con il rischio di rimanere paralizzato. Gli uomini della squadra investigativa del commissariato Primavalle hanno condotto le indagini in modo capillare e tempestivo e, grazie alle testimonianze fornite, hanno rintracciato gli autori poche ore dopo, nei pressi di via della Pineta Sacchetti.

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Gli aggressori, senza fissa dimora e con problemi di alcolismo, identificati per D.I., 40enne romeno e B.E. 44enne, sua connazionale, entrambi pregiudicati per reati specifici, sono stati tratti in arresto per il reato di rapina aggravata e lesioni gravissime.

2 - ROMA, RAPINA IL SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA: MIGRANTE LO BLOCCA E LO FA ARRESTARE

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Tutti si sono scansati terrorizzati mentre il rapinatore usciva dal Carrefour Express, in piazza delle Conifere, con 400 euro in una mano e la mannaia nell’altra. Tutti tranne uno. Un ragazzo africano, che chiedeva l’elemosina di fronte al supermercato, gli si è parato davanti, lo ha placcato, disarmato e poi è andato via senza ricevere né gloria né onori per il suo coraggioso intervento. Un minuto dopo sono arrivati i carabinieri della stazione Centocelle della compagnia Casilina e hanno arrestato il ladro. Un italiano di 37 anni pluripregiudicato. In direttissima, dopo 24 ore dal fattaccio, è arrivata la condanna a 4 anni di carcere per rapina.

2 Ottobre 2017

Fonte: qui

“ORA AIUTATEMI A TROVARE UN LAVORO” 
PARLA JOHN OGAH, IL NIGERIANO RICHIEDENTE ASILO CHE SABATO HA BLOCCATO IL RAPINATORE CON LA MANNAIA FUORI DA UN SUPERMERCATO DI ROMA 
“NON SOPPORTAVO CHE PORTASSE VIA I SOLDI DEGLI ALTRI” 
“VOGLIO FAR ARRIVARE QUI LA MIA FAMIGLIA” 
Rinaldo frignani per il Corriere della Sera (ed. Roma)

JOHN OGAH 2JOHN OGAH 
La verità è che non aveva nessuna voglia di scappare. «Me l' ha detto una donna che passava e che aveva assistito a tutta la scena. Non so perché mi ha detto di andare via prima che arrivassero i carabinieri». John Ogah lo racconta con un po' di stupore. «Volevo restare, raccontare quello che avevo visto. Anche perché ero spaventato, è vero, ma non mi andava proprio giù il fatto che quel tipo, che potrebbe anche trovarsi un lavoro e che ha soprattutto i documenti in regola, si era invece preso i soldi di altri».

Ora oltre che un volto ha anche un nome il ragazzo che ha bloccato venerdì mattina un rapinatore in piazza delle Conifere, a Centocelle, facendolo arrestare dai militari dell' Arma. È nigeriano, ha 30 anni. Parla poche parole di italiano, ma l' inglese - come gran parte dei suoi connazionali - lo conosce benissimo. «Adesso il mio desiderio più grande è trovare un modo per mettermi a posto con i documenti di soggiorno. Non sono uno sbandato e nemmeno un clandestino. Ho vissuto per due anni ad Ancona, sono un richiedente asilo e ho anche un avvocato che segue la mia vicenda.

JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATOREJOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE
A Roma invece - racconta ancora John - sono arrivato sette mesi fa in cerca di un lavoro. Ma anche qui è difficile proprio perché non ho un permesso di soggiorno». Ieri mattina il giovane è tornato davanti al supermercato «Carrefour» ad aiutare i clienti a riempire le buste della spesa alla cassa e caricarle in macchina. Solo che questa volta in tanti lo hanno guardato con occhi diversi: non più il ragazzo al quale lasciare qualche spicciolo ma una specie di eroe, un uomo coraggioso che ha fermato un rapinatore.

JOHN OGAHJOHN OGAH
«Sono contento che la pensino così, io non voglio problemi con nessuno, faccio questo lavoro per mangiare, ma quel tipo voleva colpirmi con l' accetta soltanto perché lo avevo bloccato. Gli ho detto che quei soldi non erano suoi, che non doveva prenderli dal supermarket. Ci siamo strattonati, siamo finiti a terra. Mi ha detto qualcosa? Non mi sembra e se pure l' ha fatto non l' ho nemmeno sentito. Adesso però ho paura al pensiero che possa tornare», aggiunge il ragazzo nigeriano che, visto il suo gesto, potrebbe avere i requisiti per ottenere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia o comunque uno per lavoro se qualcuno dovesse dargli un' opportunità.

«Sono pronto a fare qualsiasi cosa. Vorrei vivere in modo dignitoso, adesso dormo in un palazzo a Tor Cervara con altri stranieri. Sono tutti amici è vero, ma non posso restare così per sempre. Vorrei una casa mia e far arrivare qui anche la mia famiglia», dice ancora John. La sua è una storia drammatica cominciata tanto tempo fa. «In Nigeria ho lasciato mia moglie e mio figlio, non me la sentivo di portarli qui con me - racconta -, dal mio paese sono dovuto scappare perché i terroristi mi stavano cercando, e anche dalla Libia, dove ho trascorso un periodo, non mi sentivo al sicuro.

JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE 2JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE
Così sono arrivato in Italia e mi hanno smistato con tanti altri nelle Marche, prima a Macerata, poi ad Ancona, dove ho cominciato le pratiche per chiedere asilo, ma è una procedura lunga e intanto vorrei lavorare, ma senza documenti a posto non mi prende nessuno». Stamattina John dovrebbe tornare come sempre al lavoro davanti al «Carrefour». Con la speranza che finalmente per lui arrivi un aiuto che possa cambiargli la vita.

Fonte: qui