9 dicembre forconi: supermercato
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lunedì 17 dicembre 2018

INSULTATA E PICCHIATA IN UN SUPERMERCATO A NUORO LA PARLAMENTARE GRILLINI, MARA LAPIA

 
MENTRE ERA IN CODA ALLA CASSA, UN UOMO, ANCHE LUI IN FILA PER PAGARE, L'HA PRIMA OFFESA, POI NEL PIAZZALE DEL PARCHEGGIO L'HA RAGGIUNTA E COLPITA VIOLENTEMENTE, ROMPENDOLE UNA COSTOLA

MA UNA TESTIMONE OCULARE SMENTISCE TUTTO: "SI È BUTTATA A TERRA. URLAVA 'LEI NON SA CHI SONO IO'"

IL RACCONTO DELL AGGRESSIONE A MARIA LAPIA


AGGRESSIONE A DEPUTATA M5S, TESTIMONE SMENTISCE LAPIA

MARA LAPIAMARA LAPIA
Ci sarebbe una testimone oculare della presunta aggressione alla deputata M5S Mara Lapia. La donna, una crocerossina che lavora all’ospedale di Nuoro sentita dalla Squadra Mobile, in un audio che circola in Rete dà una versione dei fatti diversa rispetto a quella fornita dalla parlamentare. Il battibecco tra la deputata e un uomo, accompagnato dall’anziana madre, sarebbe iniziato alla barriera delle casse di un supermercato Lidl di Nuoro.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos sarebbero cadute due lattine mentre il cassiere faceva il conto e tra i due sarebbe nata una discussione. La deputata quindi avrebbe detto "lasci i documenti, lei non sa chi sono io" e avrebbe iniziato a filmare la scena con il cellulare mentre l’uomo con l’anziana madre si avviava verso l’auto per deporre la spesa.

La testimone oculare racconta che a quel punto la parlamentare avrebbe continuato a filmare e a litigare con l’uomo nel parcheggio. L’anziana donna, riferisce, si sarebbe avvicinata alla deputata grillina. "Le ha toccato la spalla", come per calmarla e chiederle di smetterla. "Lei si è buttata a terra, così, d’improvviso".
MARA LAPIAMARA LAPIA

Tutto è a verbale della Squadra Mobile. "A quel punto (omissis…) mi sono avvicinata e ho chiesto alla signora (che non sapevo chi fosse) se avesse bisogno d’aiuto perché pensavo fosse svenuta". Prosegue il racconto: "Non ha visto che sono stata aggredita, che mi hanno spinto?", le ha replicato Lapia.

"Io – dice la testimone – sono rimasta scioccata da quell’affermazione… e le ho detto ‘Signora ma di cosa sta parlando? Aggredita? Guardi che ho visto tutto e non l’ha aggredita nessuno". "In quel momento è arrivata la Polizia che ovviamente sapeva chi avrebbe trovato, ma io – prosegue la testimone oculare – non sapevo minimamente chi fosse. Quindi la Lapia (che ho scoperto dopo fosse lei) ha raccontato la sua versione ai poliziotti".

Sentendo cosa riferiva Lapia, la testimone si è avvicinata alla Polizia per riferire la sua versione agli agenti della Volante: "Non è vero nulla di quello che sta dicendo, non so perché sta facendo questa scenata. Non è vero, non è stata aggredita", ha messo a verbale. "Era solo un diverbio fra queste persone".

La testimone conclude: "Io ho passato la mattinata coi poliziotti che mi chiamavano di continuo per il verbale". La deputata di M5S Lapia comunque ha riportato la frattura di una costola, refertata dall’ospedale di Nuoro con 30 giorni di prognosi. E’ in corso l’indagine della Mobile che sta visionando le immagini dell’impianto di videosorveglianza della Lidl nuorese.
MARA LAPIAMARA LAPIA

AGGREDITA MARA LAPIA

Aggredita e picchiata nel parcheggio di un supermercato a Nuoro. Vittima Mara Lapia, parlamentare Cinquestelle. Mentre sabato sera - ma i fatti sono emersi solo ieri - era alla cassa del supermarket, un uomo, anche lui in fila per pagare, l' ha prima pesantemente offesa, poi nel piazzale del parcheggio l' ha raggiunta e colpita violentemente.

La donna, che ha riportato una costola rotta, problemi al polmone e numerosi contusioni, è stata trasportata dal 118 all' ospedale. Nelle ore successive è stata dimessa ed è rientrata a casa. L'aggressore è stato identificato e a breve scatterà una denuncia nei suoi confronti.

All' interno del negozio, Lapia aveva protestato con la commessa perché inavvertitamente le aveva rovesciato addosso una lattina di Coca Cola, sporcandola. A questo punto sono partite le gravissime offese lanciate dell' uomo nei suoi confronti: «Si sente la puzza in tutto il supermercato, quando entrate voi si diffonde la puzza ovunque», ha detto l' uomo alla parlamentare M5s. Quando sono usciti, lei prima di allontanarsi ha fotografato la targa della macchina dell' uomo e sarebbe stato questo gesto a far scattare l' ira. Già prima dell' aggressione Lapia aveva chiamato il 113, ma l' uomo si è dileguato prima dell' arrivo degli uomini della questura.

MARA LAPIAMARA LAPIA
«NON avrei mai immaginato di poter essere in pericolo per il mio ruolo di parlamentare. È inqualificabile un uomo che si accanisce così nei confronti di una donna sola. Mi sento colpita più come donna che come parlamentare», ha detto la deputata. Tanti gli attestati di solidarietà. A cominciare dal presidente della Camera, Roberto Fico: «Ti aspettiamo presto di nuovo a Montecitorio». Solidarietà anche dall' opposizione: «Senza esitazioni nel condannare la violenza», twitta il vice presidente della Camera, Ettore Rosato, Pd.
«Basta con questo clima d' odio», ha affermato Mariastella Gelmini di Forza Italia.

Fonte: qui

venerdì 9 novembre 2018

LE IENE: ECCO COME I SUPERMERCATI METTONO IN VENDITA LA CARNE SCADUTA

LE IENE: ECCO COME I SUPERMERCATI METTONO IN VENDITA LA CARNE SCADUTA

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI COME AL SOLITO N.P..

LE IENE E LA CARNE SCADUTA RIVENDUTA AL SUPERMERCATO


Emanuele Bonati per www.scattidigusto.it

le iene e la carne scaduta rimessa in vendita 4LE IENE E LA CARNE SCADUTA RIMESSA IN VENDITA 
Le Iene hanno mandato in onda il servizio da un supermercato piemontese, nel Monferrato, in cui si vede il caporeparto della macelleria che fa ri-mettere in vendita della carne scaduta il giorno prima, facendola confezionare di nuovo con una nuova data di scadenza. E il procedimento viene ripetuto nei giorni successivi: si apre la confezione, e si re-impacchetta. Così la carne acquista una “nuova giovinezza” Vedete tutto in questo video con il servizio delle Iene.

Se la carne inizia ad assumere un colore preoccupante, la si ripulisce – al coltello, naturalmente – e/o la si trita e si rimette in vendita. E quando inizia a muoversi da sola, la si usa per fare sughi e ragù. E se proprio proprio è inutilizzabile, la si butta.

Tutto questo è stato possibile testimoniarlo grazie a una telecamera nascosta addosso a un dipendente, che aveva chiamato Le Iene per denunciare il tutto. L’inviato Giulio Golia conduce il tutto, commentando con un nutrizionista in studio, Massimo Artorige Giubilesi, presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria.
Il quale non può che confermare le scorrettezze operate, etichettabili (queste sì in modo corretto) come frode in commercio, oltre a costituire un pericolo per la salute pubblica. Dire, come si sente dalle riprese clandestine, “la carne dentro non è nera” è ammettere che è comunque contaminata da qualche batterio, potenzialmente pericoloso quando non letale. In Europa ogni mese ci sono almeno 50 allarmi alimentari per questioni batteriche.

La direzione, rappresentata da due o tre persone, sostiene che loro i controlli li fanno ogni giorno – che in effetti è vero, visto che ogni giorno vengono re-etichettate le carni scadute. E aggiungono che a loro non risultano intossicazioni di clienti. E posso anche pensare che effettivamente potessero non avere idea dell’accaduto, anche se forse potevano mostrarsi più possibilisti, invece di trincerarsi dietro i controlli giornalieri.
le iene e la carne scaduta rimessa in vendita 3LE IENE E LA CARNE SCADUTA RIMESSA IN VENDITA 

Mi viene spontanea qualche domanda. Perché il dipendente non ha denunciato il tutto all’ASL o a qualche autorità competente in materia? Persino il famoso Codacons, autore di denunce spesso utili ma a volte puerili (vedi l’acqua Evian griffata Chiara Ferragni, o il caffè di Starbucks, accusati di costare troppo), andava bene.

Il dipendente continua a fare domande per far capire come si procede al riconfezionamento: sembra che sia al primo giorno di lavoro, o quasi. Perché il caporeparto non si pone delle domande a sua volta?

Nessun rimbalzo di notorietà per il dipendente, che non viene mostrato in volto, a differenza degli altri protagonisti. Possiamo immaginare che abbia ottenuto un qualche rimborso, o compenso – ma se perdesse il posto di lavoro? Il buon Golia si premura di perorarne la causa, certo.

le iene e la carne scaduta rimessa in vendita 1LE IENE E LA CARNE SCADUTA RIMESSA IN VENDITA 
A un certo punto il dipendente-agente segreto viene convocato in direzione e accusato di avere una telecamera nascosta. Punto. Non gli viene sequestrata, non viene mandato via, non si parla di provvedimenti nei suoi confronti.

Il dipendente torna in reparto, e il caporeparto inizia a raccomandare di buttare le confezioni scadute, ma se la carne è ancora buona… Un’indagine presso la ASL per verificare l’effettiva presenza o meno di intossicazioni in zona avrebbe fornito qualche elemento di valutazione in più (non ci sono intossicazioni: è andata bene!?). E voi, che idea vi siete fatta? Per andare sul sicuro meglio cercare ottime macellerie?

Fonte: qui

martedì 7 agosto 2018

A CARPI UN 30ENNE MAROCCHINO USA LA BILANCIA DELLA FRUTTA DI UN SUPERMERCATO PER PESARE COCAINA


pusher pesa cocaina nella bilancia del supermercatoPUSHER PESA COCAINA NELLA BILANCIA DEL SUPERMERCATO
Un episodio davvero particolare ha caratterizzato la normale attività di un supermercato di Carpi lo scorso sabato 4 agosto. Due clienti, infatti, hanno notato uno straniero intento ad armeggiare con le bilance a disposizione della clientela per il peso della frutta e della verdura.

Intravedendo una possibile situazione di pericolo, le due donne hanno deciso di avvisare i Carabinieri, che prontamente hanno raggiunto il negozio e verificato quanto stava accadendo con la collaborazione del personale.
bilancia supermercato 7BILANCIA SUPERMERCATO

E' così emerso che l'uomo, un 30enne marocchino, aveva utilizzato la bilancia in questione per pesare una merce non in vendita e neppure vendibile: sei grammi di cocaina.

Lo spacciatore era probabilmente rimasto senza il bilancino di precisione indispensabile per condurre la sua attività illecita e ha così pensato di utilizzare lo strumento del supermercato.

I militari hanno così fermato il nordafricano, che è stato accompagnato in caserma e poi denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Fonte: qui

venerdì 3 agosto 2018

A TERNI UN NEONATO È STATO ABBANDONATO IN UN SACCHETTO DI PLASTICA NEL PARCHEGGIO DI UN SUPERMERCATO ED È MORTO

IL PICCOLO, AVVOLTO IN UNO STRACCIO,  È RIMASTO AGONIZZANTE PER 4 ORE PRIMA DI ESSERE TROVATO


terni neonato abbandonato in un supermercato 5TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO
Il corpo di un neonato è stato trovato da una donna che faceva la spesa, dentro a un sacchetto di plastica, alle 20.15, nella siepe di un parcheggio del supermercato Eurospin di piazzale Eroi dell'aria, a Terni, che si trova all'ingresso del raccordo Terni Orte, raggiungibile con facilità sia da nord sia da sud. Il neonato, un maschio di poche ore di vita, probabilmente di razza caucasica,  è morto.
terni neonato abbandonato in un supermercato 18TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO








Il sacchetto con il corpicino era stato appoggiato nella siepe che circonda il parcheggio, avvolto in un straccio. La signora che l'ha trovato è corsa sotto choc a chiedere aiuto alle commesse ma sembra non ci fosse più niente da fare.
terni neonato abbandonato in un supermercato 17TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO




I soccorritori hanno cercato di rianimare il bimbo ma non ci sono riusciti. Sul posto è arrivata la polizia che sta verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza e il medico legale per capire quale sia la causa della morte del piccolo.

terni neonato abbandonato in un supermercato 16TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO






La prima ipotesi che viene fatta dagli investigatori è che qualcuno sia venuto da fuori a lasciare il sacchetto con il corpo del bimbo nascosto all'interno. Per il modo con cui è stato ritrovato il sacchetto con il bimbo la polizia pensa che sia stato qualcuno che se ne sia voluto sbarazzare in fretta, in un posto lontano da dove abitualmente risiede.
terni neonato abbandonato in un supermercato 4TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO




Secondo i primi accertamenti del medico legale il bimbo sarebbe stato lasciato lì circa quattro ore prima del ritrovamento. La polizia Scientifica sta raccogliendo tutti gli elementi possibili sul luogo del ritrovamento del bimbo. Verrà eseguito anche il Dna. Sono state sentite le commesse e tutti i clienti che erano nel supermercato. L'appello della polizia: «Chi ha visto qualcosa, parli. Ogni elemento può essere utile». Fonte: qui
terni neonato abbandonato in un supermercato 12TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO

martedì 3 ottobre 2017

ROMA FAR WEST: A CENTOCELLE UN UOMO RAPINA UN SUPERMERCATO ARMATO DI MANNAIA. MA UN MIGRANTE LO BLOCCA E LO FA ARRESTARE (VIDEO)

A PRIMAVALLE UN UOMO VIENE COLPITO A BOTTIGLIATE DA UNA COPPIA CHE VOLEVA RUBARGLI IL TELEFONINO: ORA RISCHIA DI RESTARE PARALIZZATO 



1 - ROMA, RAPINA CHOC DAVANTI ALLA FERMATA DEL BUS: COLPITO A BOTTIGLIATE, RISCHIA LA PARALISI

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Per rubargli il cellulare due persone, un uomo ed una donna, lo hanno colpito con una bottiglia alla nuca e, una volta caduto a terra, hanno infierito su di lui picchiandolo con calci e pugni, tanto da procurargli gravi lesioni. È accaduto la scorsa notte in zona Primavalle mentre la vittima, un cittadino del Bangladesh, attendeva l'autobus.

I due sono poi fuggiti facendo perdere le loro tracce. Immediato l'intervento delle Forze dell'Ordine e del 118, che ha trasportato la vittima al Policlinico Gemelli, dove è tutt'ora ricoverato in gravi condizioni, con il rischio di rimanere paralizzato. Gli uomini della squadra investigativa del commissariato Primavalle hanno condotto le indagini in modo capillare e tempestivo e, grazie alle testimonianze fornite, hanno rintracciato gli autori poche ore dopo, nei pressi di via della Pineta Sacchetti.

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Gli aggressori, senza fissa dimora e con problemi di alcolismo, identificati per D.I., 40enne romeno e B.E. 44enne, sua connazionale, entrambi pregiudicati per reati specifici, sono stati tratti in arresto per il reato di rapina aggravata e lesioni gravissime.

2 - ROMA, RAPINA IL SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA: MIGRANTE LO BLOCCA E LO FA ARRESTARE

ROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIAROMA - RAPINA A UN SUPERMERCATO CON UNA MANNAIA
Tutti si sono scansati terrorizzati mentre il rapinatore usciva dal Carrefour Express, in piazza delle Conifere, con 400 euro in una mano e la mannaia nell’altra. Tutti tranne uno. Un ragazzo africano, che chiedeva l’elemosina di fronte al supermercato, gli si è parato davanti, lo ha placcato, disarmato e poi è andato via senza ricevere né gloria né onori per il suo coraggioso intervento. Un minuto dopo sono arrivati i carabinieri della stazione Centocelle della compagnia Casilina e hanno arrestato il ladro. Un italiano di 37 anni pluripregiudicato. In direttissima, dopo 24 ore dal fattaccio, è arrivata la condanna a 4 anni di carcere per rapina.

2 Ottobre 2017

Fonte: qui

“ORA AIUTATEMI A TROVARE UN LAVORO” 
PARLA JOHN OGAH, IL NIGERIANO RICHIEDENTE ASILO CHE SABATO HA BLOCCATO IL RAPINATORE CON LA MANNAIA FUORI DA UN SUPERMERCATO DI ROMA 
“NON SOPPORTAVO CHE PORTASSE VIA I SOLDI DEGLI ALTRI” 
“VOGLIO FAR ARRIVARE QUI LA MIA FAMIGLIA” 
Rinaldo frignani per il Corriere della Sera (ed. Roma)

JOHN OGAH 2JOHN OGAH 
La verità è che non aveva nessuna voglia di scappare. «Me l' ha detto una donna che passava e che aveva assistito a tutta la scena. Non so perché mi ha detto di andare via prima che arrivassero i carabinieri». John Ogah lo racconta con un po' di stupore. «Volevo restare, raccontare quello che avevo visto. Anche perché ero spaventato, è vero, ma non mi andava proprio giù il fatto che quel tipo, che potrebbe anche trovarsi un lavoro e che ha soprattutto i documenti in regola, si era invece preso i soldi di altri».

Ora oltre che un volto ha anche un nome il ragazzo che ha bloccato venerdì mattina un rapinatore in piazza delle Conifere, a Centocelle, facendolo arrestare dai militari dell' Arma. È nigeriano, ha 30 anni. Parla poche parole di italiano, ma l' inglese - come gran parte dei suoi connazionali - lo conosce benissimo. «Adesso il mio desiderio più grande è trovare un modo per mettermi a posto con i documenti di soggiorno. Non sono uno sbandato e nemmeno un clandestino. Ho vissuto per due anni ad Ancona, sono un richiedente asilo e ho anche un avvocato che segue la mia vicenda.

JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATOREJOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE
A Roma invece - racconta ancora John - sono arrivato sette mesi fa in cerca di un lavoro. Ma anche qui è difficile proprio perché non ho un permesso di soggiorno». Ieri mattina il giovane è tornato davanti al supermercato «Carrefour» ad aiutare i clienti a riempire le buste della spesa alla cassa e caricarle in macchina. Solo che questa volta in tanti lo hanno guardato con occhi diversi: non più il ragazzo al quale lasciare qualche spicciolo ma una specie di eroe, un uomo coraggioso che ha fermato un rapinatore.

JOHN OGAHJOHN OGAH
«Sono contento che la pensino così, io non voglio problemi con nessuno, faccio questo lavoro per mangiare, ma quel tipo voleva colpirmi con l' accetta soltanto perché lo avevo bloccato. Gli ho detto che quei soldi non erano suoi, che non doveva prenderli dal supermarket. Ci siamo strattonati, siamo finiti a terra. Mi ha detto qualcosa? Non mi sembra e se pure l' ha fatto non l' ho nemmeno sentito. Adesso però ho paura al pensiero che possa tornare», aggiunge il ragazzo nigeriano che, visto il suo gesto, potrebbe avere i requisiti per ottenere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia o comunque uno per lavoro se qualcuno dovesse dargli un' opportunità.

«Sono pronto a fare qualsiasi cosa. Vorrei vivere in modo dignitoso, adesso dormo in un palazzo a Tor Cervara con altri stranieri. Sono tutti amici è vero, ma non posso restare così per sempre. Vorrei una casa mia e far arrivare qui anche la mia famiglia», dice ancora John. La sua è una storia drammatica cominciata tanto tempo fa. «In Nigeria ho lasciato mia moglie e mio figlio, non me la sentivo di portarli qui con me - racconta -, dal mio paese sono dovuto scappare perché i terroristi mi stavano cercando, e anche dalla Libia, dove ho trascorso un periodo, non mi sentivo al sicuro.

JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE 2JOHN OGAH BLOCCA IL RAPINATORE
Così sono arrivato in Italia e mi hanno smistato con tanti altri nelle Marche, prima a Macerata, poi ad Ancona, dove ho cominciato le pratiche per chiedere asilo, ma è una procedura lunga e intanto vorrei lavorare, ma senza documenti a posto non mi prende nessuno». Stamattina John dovrebbe tornare come sempre al lavoro davanti al «Carrefour». Con la speranza che finalmente per lui arrivi un aiuto che possa cambiargli la vita.

Fonte: qui