9 dicembre forconi: terni
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venerdì 3 agosto 2018

A TERNI UN NEONATO È STATO ABBANDONATO IN UN SACCHETTO DI PLASTICA NEL PARCHEGGIO DI UN SUPERMERCATO ED È MORTO

IL PICCOLO, AVVOLTO IN UNO STRACCIO,  È RIMASTO AGONIZZANTE PER 4 ORE PRIMA DI ESSERE TROVATO


terni neonato abbandonato in un supermercato 5TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO
Il corpo di un neonato è stato trovato da una donna che faceva la spesa, dentro a un sacchetto di plastica, alle 20.15, nella siepe di un parcheggio del supermercato Eurospin di piazzale Eroi dell'aria, a Terni, che si trova all'ingresso del raccordo Terni Orte, raggiungibile con facilità sia da nord sia da sud. Il neonato, un maschio di poche ore di vita, probabilmente di razza caucasica,  è morto.
terni neonato abbandonato in un supermercato 18TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO








Il sacchetto con il corpicino era stato appoggiato nella siepe che circonda il parcheggio, avvolto in un straccio. La signora che l'ha trovato è corsa sotto choc a chiedere aiuto alle commesse ma sembra non ci fosse più niente da fare.
terni neonato abbandonato in un supermercato 17TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO




I soccorritori hanno cercato di rianimare il bimbo ma non ci sono riusciti. Sul posto è arrivata la polizia che sta verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza e il medico legale per capire quale sia la causa della morte del piccolo.

terni neonato abbandonato in un supermercato 16TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO






La prima ipotesi che viene fatta dagli investigatori è che qualcuno sia venuto da fuori a lasciare il sacchetto con il corpo del bimbo nascosto all'interno. Per il modo con cui è stato ritrovato il sacchetto con il bimbo la polizia pensa che sia stato qualcuno che se ne sia voluto sbarazzare in fretta, in un posto lontano da dove abitualmente risiede.
terni neonato abbandonato in un supermercato 4TERNI NEONATO ABBANDONATO IN UN SUPERMERCATO




Secondo i primi accertamenti del medico legale il bimbo sarebbe stato lasciato lì circa quattro ore prima del ritrovamento. La polizia Scientifica sta raccogliendo tutti gli elementi possibili sul luogo del ritrovamento del bimbo. Verrà eseguito anche il Dna. Sono state sentite le commesse e tutti i clienti che erano nel supermercato. L'appello della polizia: «Chi ha visto qualcosa, parli. Ogni elemento può essere utile». Fonte: qui
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lunedì 30 luglio 2018

IN PROVINCIA DI TERNI, IL 17ENNE ROBERTO ALBANUCCI E’ MORTO MENTRE SDRAIATO SULL'ASFALTO CERCAVA DI RIPRENDERE LE ACROBAZIE COMPIUTE DA UN AMICO, IN SELLA A UNO SCOOTER

IL RAGAZZO ALLA GUIDA HA PERSO IL CONTROLLO DEL MOTORINO E LO HA TRAVOLTO COLPENDOLO AL COLLO E ALLA TESTA

Angela Di Pietro per “il Tempo”

ROBERTO ALBANUCCIROBERTO ALBANUCCI
Roberto Albanucci era un bravo ragazzo, studente liceale e figlio del proprietario di uno dei bar piu' noti di Acquasparta, in provincia di Terni. E morto sotto il cielo oscurato dalla luna rossa, alla mezzanotte di venerdì scorso, mentre sdraiato sull' asfalto cercava di riprendere le acrobazie compiute da un amico sedicenne, in sella ad uno scooter "Phantom Malaguti". L' adolescente ha perso il controllo del motorino che si è abbattuto con violenza contro Albanucci, colpendolo mortalmente al collo ed alla testa.

Quando carabinieri, vigili del fuoco e Croce Rossa di Avigliano Umbro sono arrivati sulla cosiddetta "variante nuova", che collega la Tiberina al centro abitato, hanno faticato a compiere i primi rilievi perché la notte aveva inghiottito qualsiasi fonte di luce e la luna rossa tanto ammirata da nord a sud dell' Italia, oscurava il tragico palcoscenico. Per il diciassettenne umbro non c' è stato niente da fare: i medici che lo hanno soccorso sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Roberto aveva ancora in mano lo smartphone attraverso il quale aveva "giocato" a riprendere l' amico ed i suoi volteggi sullo scooter. Un lenzuolo pietoso è stato posto sullo studente: intorno a lui lamiere e plastica, i pezzi del "Phantom" staccatisi dal mezzo insieme all' urto.
ROBERTO ALBANUCCIROBERTO ALBANUCCI

Sull' episodio è stata aperta una inchiesta con l' ipotesi di omicidio colposo (un atto dovuto, spiegano gli investigatori) mentre il cellulare che la giovane vittima stringeva nella mano è stato immediatamente sequestrato. Probabilmente contiene il video che Roberto aveva iniziato a girare e che, d' accordo con l' amico, aveva deciso di postare sui social, a "gioco concluso". Il conducente del motoveicolo, sotto shock, è stato trasportato in ospedale con ferite lievi. Non sa ancora che l' amico è morto ed i sanitari stanno valutando quale sia il modo migliore, magari attraverso l' aiuto di uno psicologo, per dirgli che Roberto Albanucci non c' è piu'.

Lo studente umbro è l' ennesima vittima della parossistica esigenza (corale) di condivisione virtuale. Gli amici hanno confermato: sia lui che l' amico sedicenne volevano solo postare un video innocente che seguisse da vicino le acrobazie in sella allo scooter.
ROBERTO ALBANUCCIROBERTO ALBANUCCI
Roberto ed il "compagno di giochi" avevano comunicato l' intenzione agli amici con i quali erano usciti, dopodiché sul "Phantom" sono arrivati lungo un tratto della variante nuova assai poco trafficato.

Ritenevano che non ci fossero pericoli: Albanucci si è sdraiato sull' asfalto per offrire una inquadratura emozionante delle prodezze altrui, senonché un momento di distrazione (forse), da parte del guidatore, ha trasformato il gioco in tragedia. Il motorino ha interrotto la sua corsa dopo avere impattato contro il ragazzo disteso. L' amico che era al volante è caduto, lo studente è morto sul colpo. Troppo gravi le ferite per consentire un soccorso utile.

ROBERTO ALBANUCCIROBERTO ALBANUCCI
Sull' episodio è stata aperta un' inchiesta da parte della Procura dei Minori, il caso è seguito da Flaminio Monteleoni. L' intera comunità di Acquasparta è devastata dalla perdita del suo giovane concittadino, vittima di una "moda" stupida. impervia e il torrente è ingrossato a causa delle piogge. Con la giovane vittima c' era un coetaneo, sotto shock ma senza ferite, che è stato portato in ospedale a Rivoli. Pare la vittima volesse saltare la cascata e fare un filmato. Sull' episodio hanno aperto una indagine i carabinieri di Rivoli.

Fonte: qui

domenica 8 luglio 2018

A TERNI RESIDENTI TAPPATI IN CASA: GLI OPERAI CHE HANNO RIESUMATO ALCUNI DEFUNTI E LASCIATO LE BARE APERTE BUTTATE ACCANTO AL CANCELLO DEL CIMITERO

CON IL CALDO L'ODORE DI CADAVERE È TALMENTE FORTE CHE NON CI SI PUÒ AVVICINARE

CIMITERO DI TERNICIMITERO DI TERNI

"Da questa mattina c'è una puzza di cadavere che ci costringe a restare tappati in casa. Il problema è che alla municipale ci hanno detto che quelle bare non potranno essere rimosse fino a lunedì e non so come riusciremo ad arrivarci".

A parlare è una famiglia che abita in strada del Monumento, a pochi passi dal muro di cinta del cimitero. Ieri mattina gli operai devono aver fatto dei lavori di riesumazione di alcuni defunti lasciando le bare aperte in terra accanto al cancello.

"Da stamattina abbiamo chiamato mille volte la municipale - racconta la donna che abita lì - e si sono degnati di rispondere solo nel pomeriggio. Ci hanno detto che dovremo sopportare questo odore nauseabondo fino a lunedì perché asm non ha portato i contenitori dove buttare le bare. Se ti avvicini muori soffocato - aggiunge la donna - e a noi non resta che chiuderci in casa e sperare che qualcuno venga a rimuovere la causa di questa situazione".

Quattro mesi fa era già successo: alcune bare aperte e rotte erano state lasciate lì ma oggi, con le temperature di queste ore, la situazione è diventata insopportabile.

Fonte: qui

giovedì 26 aprile 2018

TERNI, L’AGGHIACCIANTE RACCONTO DEL VIGILE MORSO DA UN RAGNO VIOLINO E SALVATO IN EXTREMIS

“SONO VIVO PER MIRACOLO” 

"QUANDO SONO ARRIVATO ALL’OSPEDALE DI TERNI NON PARLAVO PIÙ E LA FUNZIONALITÀ DI ALCUNI ORGANI ERA ORMAI COMPROMESSA" 

ECCO COME E’ ANDATA

Nicoletta Gigli per www.ilmessaggero.it

«Sono vivo per miracolo. Quando sono arrivato all’ospedale di Terni non parlavo più e la funzionalità di alcuni organi era ormai compromessa. Se l’ho raccontata lo devo alla professionalità dell’equipe medica del reparto di malattie infettive guidato dalla professoressa Daniela Francisci».

ragno violinoRAGNO VIOLINO
La vicenda che ha come protagonista un ufficiale della polizia municipale di Terni sembra uscita da un film dell’orrore. Lui, 59 anni, ha visto la morte in faccia dopo essere stato morso da un ragno violino, uno dei pochi aracnidi velenosi che si trovano in Italia, nel giardino di casa sua, alla periferia della città.

Un episodio al quale l’uomo all’inizio non aveva dato importanza, le cui conseguenze però sono arrivate a distanza di qualche giorno. Dopo aver peregrinato in vari studi medici, ormai in gravi condizioni, è giunto al pronto soccorso dell’ospedale di Terni. E’ qui che i medici Daniela Francisci e Alessandro Lavagna riusciranno a ricostruire le cause delle sue gravi patologie e a legarle al morso del piccolo ragno.

«Tutto è cominciato mentre facevo dei lavori a casa - racconta il 59enne. Ho infilato le mani in un sacco di gesso, ho visto un piccolo ragno sul braccio e l’ho subito tolto. Non ho sentito dolore e non gli ho dato peso. Dopo un paio di giorni si erano formate due piccole croste a distanza di due centimetri l’una dall’altra, ma non avrei immaginato che quello sarebbe stato solo l’inizio di un calvario».

ragno violinoRAGNO VIOLINO
Il braccio sinistro inizia a gonfiarsi e l’uomo ha la febbre. L’ecografia non evidenzia nulla di preoccupante al punto che si pensa ad una borsite. Le sue condizioni si aggravano a vista d’occhio. Quando decide di affidarsi alle cure dell’ospedale sono ormai compromesse. I reni non funzionano più e il braccio è in necrosi. Dopo quattro ore passate al pronto soccorso tra analisi e radiografie, il caso finisce all’attenzione dell’equipe del reparto di malattie infettive.

«Se fosse andata bene avrei rischiato l’amputazione del braccio ma il veleno che era andato in circolo stava per intaccare fegato e cuore. Non è stato semplice risalire all’origine della patologia - racconta il 59enne - i medici, visto il lavoro che svolgo, mi hanno fatto una serie di domande per capire quale tipo di contatti avessi avuto negli ultimi tempi. In questo frangente ho raccontato l’episodio di quel piccolo ragno che mi aveva morso diversi giorni prima e questo ha permesso di ricostruire quello che era accaduto e iniziare una terapia antibiotica mirata».

ragno violinoRAGNO VIOLINO
L’ufficiale della polizia municipale, che sul braccio ha ancora i segni evidenti di quello “sgradito” incontro con l’aracnide, sa di essere vivo per miracolo: «Non finirò mai di ringraziare i medici e gli operatori del reparto di malattie infettive dell’ospedale. Sono persone encomiabili per la professionalità e perché operano tra mille difficoltà, con un organico ridotto al minimo. E mi hanno ridato la vita».

Fonte: qui