9 dicembre forconi: peso
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martedì 7 agosto 2018

A CARPI UN 30ENNE MAROCCHINO USA LA BILANCIA DELLA FRUTTA DI UN SUPERMERCATO PER PESARE COCAINA


pusher pesa cocaina nella bilancia del supermercatoPUSHER PESA COCAINA NELLA BILANCIA DEL SUPERMERCATO
Un episodio davvero particolare ha caratterizzato la normale attività di un supermercato di Carpi lo scorso sabato 4 agosto. Due clienti, infatti, hanno notato uno straniero intento ad armeggiare con le bilance a disposizione della clientela per il peso della frutta e della verdura.

Intravedendo una possibile situazione di pericolo, le due donne hanno deciso di avvisare i Carabinieri, che prontamente hanno raggiunto il negozio e verificato quanto stava accadendo con la collaborazione del personale.
bilancia supermercato 7BILANCIA SUPERMERCATO

E' così emerso che l'uomo, un 30enne marocchino, aveva utilizzato la bilancia in questione per pesare una merce non in vendita e neppure vendibile: sei grammi di cocaina.

Lo spacciatore era probabilmente rimasto senza il bilancino di precisione indispensabile per condurre la sua attività illecita e ha così pensato di utilizzare lo strumento del supermercato.

I militari hanno così fermato il nordafricano, che è stato accompagnato in caserma e poi denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Fonte: qui

martedì 22 maggio 2018

Il peso dell'umanità sul pianeta



L’impatto della nostra specie sul Pianeta non è certo un argomento nuovo, ma raramente viene trattato in maniera quantitativa per l’ottima ragione che disponiamo solo di stime e non di misure; spesso anche di stime molto approssimative.   Un fatto inevitabile, vista la materia in argomento.   Tuttavia, se confrontiamo valutazioni fatte con metodi diversi e con dati di base diversi, spesso arriviamo a cifre dello stesso ordine di grandezza.  E per l’appunto l’ordine di grandezza è quello che qui interessa.
Prima di andare avanti, precisiamo che userò alcuni termini in modo discorsivo e non rigorosamente scientifico, allo scopo di essere più comprensibile da chi non ha pratica con il gergo ecologico.  I puristi, spero, mi perdoneranno.

Biosfera selvatica.


Definizione scientificamente discutibile.  Qui la uso per indicare l’insieme di tutte le forme di vita non direttamente dipendenti dall'uomo, più i suoli terrestri di ambienti non drasticamente modificati dall'agricoltura o da altre attività umane. 
Sostanzialmente quindi, i suoli dei boschi spontanei (anche se sfruttati) e delle praterie naturali.

Dunque uno strato a cavallo fra atmosfera, litosfera e idrosfera in cui si trovano gli organismi viventi in ecosistemi semi-naturali (ecosistemi “naturali” in senso stretto non esistono praticamente più).  II suo spessore varia molto a seconda delle zone, ma considerando che almeno dei batteri sono presenti su tutta la superficie terrestre, in tutte le acque e nella troposfera, possiamo considerare che il suo spessore oscilli fa i 10 ed i 20 Km.

Tuttavia,  in terra ferma, la quasi totalità della massa vivente è spalmata su uno stato variabile da alcuni metri a pochi centimetri o anche meno, mentre nei mari è concentrata nei primi 2-300 m di  profondità.  Sopra e sotto,  la densità di organismi viventi cala precipitosamente.  Considerando che il raggio medio terrestre è di circa 6.370 chilometri, possiamo ben dire che la Biosfera è una sorta di “pelle” vivente della Terra: quella che rende il nostro pianeta completamente diverso da tutti gli altri conosciuti e che ci consente di esistere.

Se qualcuno vuole avere un’idea di come sarebbe il nostro Pianeta senza questa pelle, dia un’occhiata ai paesaggi di Marte, pensando di abitarci e di doverne cavare di che vivere.

Quanto pesa la parte selvatica della biosfera?  Nessuno lo sa, ci sono molti studi, ma nessuno veramente soddisfacente, tanto che la NASA ha in programma di mettere in orbita un satellite apposta per rispondere a questa domanda.

Confrontando le diverse ipotesi, si arriva a stimare l’insieme di tutte le forme di vita presenti sulla Terra, compresi i batteri, in circa 4 teratonnellate (4x1012 tonnellate, ossia quattromila miliardi di tonnellate) di carbonio organico che possiamo valutare, molto, molto approssimativamente in 12-15 teratonnellate (12-15x 1012  t) di organismi viventi (al carbonio è necessario aggiungere il peso degli altri gli altri elementi e dell’acqua).  Nota bene, si tratta della stima massima, quella minima è circa 1/4 di questo.

La quasi totalità di questa massa è composta dagli alberi, seguiti dai funghi e, a distanza, dai lombrichi e dagli insetti. Mammiferi, uccelli e tutto ciò che di solito osserviamo con grande interesse sono fondamentali per gli equilibri interni degli ecosistemi, ma sono quantitativamente insignificanti.

In mare, la quantità di vita è molto minore che sulla terra, meno del 5% del totale.  Si stima che tutti i pesci insieme siano meno di 2 miliardi di tonnellate, i cianobatteri un miliardo ed il krill un altro miliardo.  Al contrario che sulla terra, in acqua le piante costituiscono una massa molto minore di quella degli animali e l'equilibrio è mantenuto dall'elevatissimo tasso di accrescimento e riproduzione delle alghe.  Un fatto questo che rende gli ambienti acquatici complessivamente molto meno resilienti di quelli terrestri.

Sia in acqua che sulla terra, i batteri sono la classe più importante in assoluto come numero di organismi, ma non in peso a causa delle loro minime dimensioni.
Tornando ai numeri, abbiamo detto che la Biosfera comprende anche i suoli: dunque quanto pesano i suoli selvatici?. Non conosco stime in proposito, ma un’idea ce la possiamo fare per differenza. (Zalasiewicz e altri 2017)  stimano la parte totalmente antropizzata della superficie terrestre in circa 82 milioni di Kmq, pari a poco più della metà della superficie delle terre emerse (vale a dire praticamente tutte le pianure e le colline); per una massa di circa 10 teratonnellate (v seguito). Se il loro calcolo è approssimativamente corretto, direi che possiamo prudenzialmente stimare la massa globale dei suoli naturali e semi-naturali superstiti in circa 12-15 teratonnellate. Tenuto conto del fatto che i suoli naturali sono solitamente più profondi e ricchi di vita di quelli antropizzati, ma anche del fatto che quelli superstiti sono quasi esclusivamente in montagna, dove l'erosione è comunque forte.  Quindi, approssimando per eccesso per comprendere anche le poche vestigia di ambienti di acqua dolce, che contengono altissime concentrazioni di biomassa e di biodiversità, possiamo stimare la biosfera selvatica in circa 25-30  teratonnellate. (25-30 mila miliardi di tonnellate).

Un dato che non sappiamo quanto sia affidabile, ma che sappiamo per certo essere in rapido calo, specialmente a causa del disboscamento e dell’erosione; ma anche per  la pesca industriale.   Nel 2013, Vaclav Smil  (Harvesting Biosphere 2013) , confrontando vari autori, concluse che la biomassa terrestre sia diminuita del 30% circa durante gli ultimi 250 anni di forsennata crescita economica e demografica umana.

 Noi + i nostri simbionti.


Qui considereremo la massa totale di umani viventi, più l’insieme delle specie domestiche, animali e vegetali.  A rigore, bisognerebbe considerare anche lieviti e batteri nostri simbionti, ma non ho trovato dati in proposito.

Considerare noi stessi insieme alle altre specie che popolano le campagne è giustificato dal fatto che, senza queste piante e questi animali, non esisterebbero civiltà e l'uomo sarebbe rimasto un raro e strano scimmione.  D’altra parte, senza di noi, le razze domestiche non sarebbero mai esistite; tanto che si estinguono nonappena smettiamo di servircene.

Dunque, se la massa di materia vivente sta complessivamente diminuendo, non tutte le specie stanno facendo altrettanto.  In particolare, Homo sapiens è tuttora in una fase di crescita estremamente rapida.   Per essere chiari, nel 2000 Smil valutava la massa umana in 300 milioni di tonnellate; lo stesso calcolo fatto sui dati demografici del 2017 ci da poco meno di 400 milioni di tonnellate (4x108).  Dunque, se consideriamo solo i mammiferi, troviamo che noi umani da soli siamo circa il decuplo di tutti i mammiferi terrestri selvatici messi insieme, topi ed elefanti compresi.  Significa che circolano 10kg di carne umana ogni singolo chilo di carne mammaliana selvatica.

Ma, come abbiamo detto, alla massa di noi stessi dobbiamo aggiungere quella delle specie nostre simbionti: dunque vacche, pecore, cavalli, maiali, eccetera.  Una stima del 2015 valutava l’insieme del nostro bestiame in circa 1500 milioni di tonnellate (cioè altri 15x108 t).

Se confrontiamo questa cifra con la biomassa totale, troviamo che ne rappresenta solamente lo 0,0005 %, ma se consideriamo solo i mammiferi (sia noi che la quasi totalità del nostro bestiame siamo mammiferi) troviamo che, invece, rappresentiamo il 98% del totale .

Mille anni fa probabilmente le proporzioni erano inverse, con gli animali selvatici che erano l’80-90% dei mammiferi terrestri, mentre solo cinquanta anni fa erano ancora il 20% circa (Smil 2013).

Ma andiamo avanti: abbiamo detto che dobbiamo considerare anche i suoli e le piante agricole, senza i quali né noi, né il nostro bestiame esisteremmo.  Secondo i già citati autori (Zalasiewicz e altri 2017) questi assommano a circa 17,5 teratonnellate (17,5x 1012  t), cui dobbiamo aggiungere i 400 milioni di tonnellate di carne umana ed i 1500 milioni di tonnellate di bestiame per arrivare, come ordine di grandezza, intorno alle 18 teratollellate.
Ossia circa i 2/3 della biosfera selvatica!
Significa che per ogni 3 chili di vita selvatica ce ne sono 2 di vita domestica.

Non è facile capire le implicazioni di questa situazione, ma ancora non è tutto.

Tecnosfera.


Da un punto di vista ecologico, considerare l’uomo separatamente dai suoi manufatti non ha senso alcuno.  Sarebbe come considerare i gatti facendo astrazione dalle loro unghie e denti.  La tecnologia fa parte integrante di noi, fin dalla scoperta del fuoco, quando ancora la nostra specie non esisteva nemmeno.  Anzi, possiamo star certi che senza tecnologia la nostra specie non sarebbe neppure mai esistita.

Dunque per valutare quanto veramente pesiamo sul Pianeta non basta considerare i nostri corpi, il nostro bestiame ed i nostri campi.  Dobbiamo considerare anche l’insieme di tutti i manufatti che costituiscono l’infrastruttura ed i prodotti della nostra economia, senza i quali non saremmo quasi 400 milioni di tonnellate.  Cioè dobbiamo prendere in conto quella che viene definita Tecnosfera.

Sommando costruzioni di ogni genere, macchine, oggetti vari e discariche si arriva a qualcosa come 18 Teratonnellate (18x1012 t), vale a dire che ci sono oggi sulla terra più chili di costruzioni, macchine e discariche che chili di materia vivente (alberi, alghe, insetti e batteri compresi).
Per la precisione, si dovrebbero considerare come parte della tecnosfera anche le colture, i suoli agricoli eccetera, ma qui non li prendiamo in conto perché già valutati (v. sopra).

Tiriamo le somme


A rigore, noi stessi, i nostri manufatti e gli ambienti totalmente artificiali in cui viviamo costituiamo un unico sistema altamente integrato.   Dunque,  riassumiamo:
Biomassa umana                  4x108 t
Bestiame                             15x108 t
Suoli e piante                    17,5x 1012  t
Manufatti e discariche          18x1012 t
Totale indicativo                36x1012 t



Significa che per far vivere qualcosa come 400 milioni di tonnellate di carne umana, sono necessarie quasi 40.000 miliardi di tonnellate di strutture di supporto (comprese piante ed animali domestici). Ossia qualcosa come 4.000 tonnellate di cemento, metallo, plastica, piante ed animali domestici per ognuno di noi (bambini compresi).  Molto indicativamente, si capisce.

Ma torniamo all'inizio e ricordiamoci che la Biosfera selvatica ammonta a forse 25-30 teratonnellate, secondo una stima ottimistica.   Vuol dire che noi soli occupiamo oggi  uno spazio ecologico maggiore di tutte le forme di vita e di tutti gli ecosistemi selvatici superstiti messi insieme.  Probabilmente il 20-30% di più di tutto il resto messo insieme.

Significa che ecosistemi propriamente "naturali" non esistono più, come non esistono più i biomi, cioè i grandi sistemi ecologici in cui si articolava la Biosfera.  Significa che tutti i cicli bio-geo-chimici sono stati pesantemente ed irreversibilmente alterati; cioè sono cambiati la struttura ed i flussi di materia ed energia che danno forma e sostanza alla "pelle vivente del pianeta" di cui si diceva all'inizio.

Continuare a pensare al nostro Pianeta come uno spazio naturale all'interno del quale si svolgono delle attività umane è come dire che il Generale Grievous è umano perché ha alcuni organi impiantati all'interno di una macchina.



Di fronte a dati di questo genere, molti parlano con orgoglio di un ‘era in cui le forze brute della natura sono state finalmente piegate alla volontà ed al genio di un'umanità lanciata verso sempre più grandi conquiste.  Alcuni vedono in questo addirittura il compimento della volontà divina espressa nella Genesi (testo parimenti fondativo per tutte le chiese e le sette ebraiche, cristiane e mussulmane).
Un sentimento molto radicato e diffuso, che traspare spessissimo anche quando viene abbigliato con discorsi apparentemente scientifici; oppure quando alcuni capi religiosi tentano in qualche modo di mitigarlo.

Io credo che una persona religiosa potrebbe invece considerare questo atteggiamento come il cacumine della Hybris.  Vale a dire un atto di superbia tale da scatenare l’ira di Dio (o degli Dei, a scelta).

Vedremo chi ha ragione, basta aspettare.







Per approfondire e divagare: Picco per Capre.

domenica 8 aprile 2018

A VERCELLI LA 15ENNE BEATRICE INGUÌ SI E’ LANCIATA SOTTO IL TRENO PER METTERE FINE A UNA VITA SEGNATA DAL BULLISMO E DALLE OFFESE DEI COETANEI

“A SCUOLA LA DERIDEVANO PER IL SUO PESO” 

NEL SUO DIARIO SEGRETO, RITROVATO DOPO LA MORTE E DI CUI NEANCHE I GENITORI SAPEVANO NULLA, AVEVA SCRITTO…

Federica Cravero e Carlotta Rocci per “la Repubblica”

BEATRICE INGUIBEATRICE INGUI
«C'era chi la prendeva il giro per il suo peso, ma lei se ne fregava, era una ragazza forte». Questo ieri mattina dicevano di Beatrice Inguì i suoi compagni, quando ancora la sua morte, travolta a 15 anni dal treno che doveva portarla a scuola, sembrava un tragico incidente. «Pareva aver trovato la sua strada nella musica ed era disposta a una dura vita da pendolare pur di frequentare quel liceo», raccontano amici e insegnanti dell' istituto musicale Lagrangia di Vercelli.

Ma quelle frasi suonano molto diverse ora che la polizia ferroviaria, vedendo i filmati delle telecamere, ha appurato che Beatrice non è inciampata, non è caduta sui binari, non è rimasta impigliata con lo zainetto. Nelle immagini la si vede quasi fare un salto, nel momento in cui il treno arriva alle sue spalle.

BEATRICE INGUIBEATRICE INGUI
La si vede urtare il respingente della locomotiva ed essere trascinata via per decine di metri. Poi il ritrovamento in casa del diario in cui chiede scusa ai genitori e, nell' ultima pagina, li saluta con un "addio" ha confermato l' ipotesi che il suo sia stato un gesto volontario. A quelle pagine Beatrice aveva affidato i pensieri e le sofferenze di una ragazza non così imperturbabile come voleva apparire.

A Natale era stata ricoverata per un mese in un centro per curare l'obesità. A scuola non sapevano molto di più, nell'ultimo periodo in effetti era dimagrita ma nessuno ci aveva fatto troppo caso. A tormentarla c'era qualche brutto voto, ma aveva recuperato: «Mi sono messa a studiare seriamente, ripasso anche in treno» , aveva assicurato ai professori. Qualche cruccio glielo dava la gita scolastica, cui non voleva partecipare.

BEATRICE INGUIBEATRICE INGUI
«Diceva che non le piaceva», conferma un'amica. Beatrice non amava mettersi in mostra, essere fotografata, fare selfie e pubblicarli sui social. Invece adorava cantare l'opera, suonare l'oboe e il pianoforte. «Quando parlava di musica s'illuminava» , racconta Elisabetta Piras, insegnante di storia della musica. Però questo non bastava a farla stare meglio. «Sono grassa», scriveva sul diario segreto.

Sull'episodio la procura di Torino ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato. Oltre agli accertamenti tecnici sui binari, la Polfer ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che erano con lei sulla banchina del binario 4 nella stazione sotterranea di Porta Susa.

Le amiche sono state sentite due volte: una subito dopo l'incidente, l'altra dopo che le immagini del salto volontario nei filmati delle telecamere hanno dato un senso nuovo all'accaduto. Come ogni mattina Beatrice si era alzata prima del sole. Con la madre era partita da Rivoli per andare a prendere la metropolitana.
BEATRICE INGUIBEATRICE INGUI

Si sono salutate a Porta Susa, dove Beatrice ha incontrato i suoi amici. Aspettavano il regionale 2005 che arriva alle 7,03 e riparte due minuti dopo verso Milano. Qualcuno si sporge a cercare ai finestrini i compagni saliti alla stazione precedente. Beatrice sta chiacchierando delle vacanze di Pasqua. Il treno fischia, lei fa un passo indietro, poi salta. «L'abbiamo vista scomparire, il convoglio l'ha trascinata via. Abbiamo allungato le braccia ma non siamo riusciti a prenderla», raccontano i compagni. Vengono chiamati i soccorsi, Beatrice respira ancora quando la liberano dalle rotaie. Ma i tentativi di salvarla sono inutili. Fino a sera nessuno sospetta che possa trattarsi di un suicidio. Nemmeno i genitori, che hanno scoperto l'esistenza del diario della figlia assieme alla polizia.

5 Aprile 2018

Fonte: qui