9 dicembre forconi: polmoni
Visualizzazione post con etichetta polmoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta polmoni. Mostra tutti i post

martedì 9 aprile 2019

A RALLENTARE LA METASTASI NEL CANCRO AL POLMONE POTREBBE PENSARCI IL PEPERONCINO

SECONDO UNO STUDIO DI UN’UNIVERSITÀ AMERICANA, LA CAPSAICINA POTREBBE AIUTARE A RALLENTARE LA DIFFUSIONE DELLE CELLULE TUMORALI 

LE METASTASI, TIPICHE DI QUESTO TIPO DI TUMORE, SPESSO COLPISCONO IL CERVELLO, IL FEGATO O LE OSSA...


tumore del polmoneTUMORE DEL POLMONE
Tumore al polmone, il peperoncino l'arma in più che rallenta la metastasi. La capsaicina, che dona piccantezza ai peperoncini, potrebbe aiutare a rallentare la diffusione del tumore del polmone, una neoplasia che fa registrare un alto numero di decessi.

Potrebbe rappresentare un'arma in più per combattere le metastasi, tipiche di questo tipo di tumore, che spesso colpiscono il cervello, il fegato o le ossa. Lo rileva uno studio della Marshall University Joan C. Edwards School of Medicine, presentato al meeting annuale dell' American Society for Investigative Pathology, nell'ambito di Experimental Biology 2019.

Peperoncino habanero Red SavinaPEPERONCINO HABANERO RED SAVINA
In esperimenti che hanno coinvolto tre linee di cellule umane in coltura di cancro al polmone non a piccole cellule, i ricercatori hanno osservato che la capsaicina inibiva il primo passo del processo metastatico.

Hanno anche scoperto che i topi con cancro metastatico che consumavano la capsaicina hanno mostrato aree più piccole di cellule tumorali metastatiche nel polmone rispetto a quelli che non hanno ricevuto il trattamento.

Ulteriori esperimenti hanno rivelato che la capsaicina sopprime le metastasi del cancro del polmone inibendo l'attivazione della proteina Src, che svolge un ruolo nella segnalazione che controlla i processi cellulari come la proliferazione, la differenziazione, la motilità e l'adesione.

tumore polmoneTUMORE POLMONE
«Speriamo che un giorno la capsaicina possa essere usata in combinazione con altri chemioterapici per trattare una varietà di tumori polmonari», evidenzia Jamie Friedman, che ha condotto la ricerca. «Tuttavia - prosegue - l'uso clinico della capsaicina richiede il superamento degli spiacevoli effetti collaterali, tra cui irritazione gastrointestinale, crampi allo stomaco e sensazione di bruciore».
peperoncino naga viperPEPERONCINO NAGA VIPER





I ricercatori stanno lavorando per identificare analoghi della capsaicina meno «pungenti» ma che mantengano la stessa attività anti-tumorale e composti naturali simili, sempre con attività di contrasto al cancro.

Fonte: qui

martedì 6 novembre 2018

UNA DONNA FRANCESE È MORTA DI CANCRO DOPO UN TRAPIANTO DI POLMONI: AVEVA RICEVUTO GLI ORGANI DA UNA FUMATRICE AFFETTA DA FIBROSI CISTICA

Polmoni di un fumatore
QUANDO LA DONATRICE ERA MORTA I MEDICI NON AVEVANO RILEVATO ALCUNA ANOMALIA, MA POI…


tumore ai polmoniTUMORE AI POLMONI
Affetta da fibrosi cistica, una donna francese è morta di cancro ai polmoni dopo aver ricevuto quegli organi in un trapianto: la donatrice era una fumatrice, secondo uno studio della rivista Lung Cancer, che mette in guardia sul rischio di trapiantare tali organi.

La poveretta era in cura per la fibrosi cistica fin dall'infanzia, ma recentemente era peggiorata molto: le sue funzioni respiratorie erano gravemente compromesse e la donna - nel novembre 2015 - è  stata sottoposta al trapianto polmonare.

polmoni di un fumatorePOLMONI DI UN FUMATORE
Lo studio pubblicato su Lung Cancer - condotto da medici del Chu di Montpellier - rivela: "Secondo la banca dati dei donatori, i polmoni trapiantati sono stati prelevati da una 57enne che fumava un pacchetto di sigarette al giorno da 30 anni".

Gli esami praticati al momento della morte cerebrale della donatrice non avevano rilevato alcuna anomalia, ma nel giugno 2017, la paziente trapiantata si è scoperta malata di tumore, è stata ricoverata in oncologia toracica all'ospedale di Montpellier ed è morta due mesi dopo, senza possibilità di cura.

Secondo lo studio, i sintomi ricordano chiaramente quelli causati dal fumo. "Il breve lasso di tempo tra il trapianto dei polmoni e la comparsa della prima anomalia radiologica suggeriscono che la carcinogenesi avesse avuto inizio durante la vita della donatrice", proseguono gli autori dello studio.

Il cancro sarebbe cresciuto a una velocità anomala, a causa dei trattamenti con immunosoppressori che la donna trapiantata assumeva per evitare il rigetto degli organi. "Visto il tempo di latenza, relativamente lungo, del cancro ai polmoni, proponiamo che i trapianti da donatori fumatori o che hanno smesso da poco siano considerati con cautela", hanno dichiarato i medici.

Fonte: qui

mercoledì 26 settembre 2018

LA VERITA’ SUL TUMORE AI POLMONI: L'85 PER CENTO DEI CASI RIGUARDA UN FUMATORE O UN EX FUMATORE



MA UN PAZIENTE SU CINQUE NON HA MAI TOCCATO UNA SIGARETTA IN VITA SUA 

CAUSE, SINTOMI E TERAPIE  

Vera Martinella per www.corriere.it
cancro ai polmoni 2CANCRO AI POLMONI

Quanti sono e chi sono i non fumatori che si ammalano?

«Nella popolazione caucasica i casi di tumore polmonare nei soggetti non fumatori corrispondono al 20 per cento del totale, il che significa un numero approssimativo di 8.300 nuovi casi in Italia ogni anno (le diagnosi totali nel nostro Paese nel 2018 sono state 41.800) - risponde Novello, che è anche membro del direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica -. I pazienti non tabagisti sviluppano soprattutto un tipo di neoplasia (l’adenocarcinoma), sono più giovani e più spesso donne. Esistono poi variazioni geografiche, ad esempio in certi Paesi asiatici più della metà delle donne affette da una neoplasia polmonare non ha mai fumato».


Cosa si sa sulle cause nei non tabagisti?

cancro ai polmoni 4CANCRO AI POLMONI
«Che il tabacco sia il principale fattore di rischio per il tumore al polmone e in particolare per la forma più diffusa è cosa ben nota - ricorda l’esperta -. Senza le sigarette, infatti, quello che è il tipo di cancro più letale nel nostro Paese sarebbe una «malattia rara»: l’85% circa dei pazienti sono fumatori o ex fumatori. E il pericolo cresce insieme al numero di sigarette fumate e agli anni di tabagismo, ma è stato anche dimostrato che smettere (prima lo si fa, meglio è) porta molti vantaggi, compresa una riduzione del rischio di cancro. Quanto ai non fumatori, sicuramente esiste una dimostrata predisposizione familiare, indipendentemente da quale sia il tipo di cancro, ossia non solo in presenza di casi familiari di neoplasia polmonare. Alcuni studi, poi, ipotizzano il ruolo di fattori genetici, ma la componente ereditaria deve essere approfondita e pare riguardare comunque un’esigua minoranza di pazienti. Certo, invece, è il ruolo cancerogeno di radon, asbesto (amianto, metalli pesanti (quali cromo, cadmio e arsenico) e dell’inquinamento atmosferico. Infine ancora troppo poco sottovalutato è il ruolo del fumo di seconda mano, che invece fa lievitare il pericolo: in Italia i fumatori passivi sono 15 milioni pari al 26,5% della popolazione e la metà degli under 14 (4 milioni di soggetti) vivono con almeno un tabagista».

I tumori dei non tabagisti sono biologicamente diversi?

Non si può dire se i carcinomi nei non fumatori siano più o meno aggressivi, non ci sono dati. «Però alcune alterazioni molecolari, quali Egfr, Ros1 o Alk (anche se in minor misura), hanno una maggiore frequenza nei non fumatori - dice Novello -. Grazie alla moderna medicina di precisione, in base alla presenza o meno di queste mutazioni è oggi possibile scegliere la terapia più indicata nel singolo paziente e avere speranza di ottenerne la massima efficacia. Per questo eseguire i test che identificano determinati marcatori tumorali è ancor più importante nei non fumatori».

 

cancro ai polmoni 1CANCRO AI POLMONI 

Le terapie sono le stesse per tutti pazienti?

«Sì, non esiste un trattamento deciso esclusivamente sulla base della condizione di fumatore o non fumatore - sottolinea Novello -. Così come non ci sono farmaci o terapie che sono più o meno efficaci e riservati soltanto a una delle due categorie. C’è tuttavia una presa in considerazione del dato, per poter meglio impostare l’iter diagnostico e collezionare quindi le informazioni utili (come il profilo molecolare sopra indicato) per l’impostazione della cura».

 

I non fumatori hanno più probabilità di guarire?

cancro polmoniCANCRO POLMONI
«Anche se i dati riportati in letteratura sono contraddittori, molti studi riportano (a parità di altri fattori quali lo stadio di malattia e l’età) una migliore sopravvivenza nei soggetti affetti da tumore polmonare e non tabagisti, rispetto alla controparte che fuma o abbia fumato in passato - conclude l’esperta -. Sicuramente in questa osservazione va tenuto conto della buona prognosi di malattia per i pazienti con una determinata mutazione (Egfr, Ros1 o Alk) sottoposti a trattamento con terapia a bersaglio molecolare, cosi come va tenuto presente che i pazienti fumatori hanno anche altre patologie (oltre il cancro), che sicuramente complicano la situazione e hanno un impatto sulle aspettative di vita». Fonte: qui
sigarettaSIGARETTAmediciMEDICI


domenica 5 agosto 2018

LAUDA FUORI DAL COMA: RESPIRA DA SOLO

FONTI MEDICHE A SITO AUSTRIACO: “MOLTO SODDISFATTI DEL DECORSO” DOPO IL TRAPIANTO DI POLMONE AL QUALE L’EX PILOTA E’ STATO SOTTOPOSTO GIOVEDI’ SCORSO


niki lauda 4NIKI LAUDA
Migliorano le condizioni di Niki Lauda, dopo il trapianto di polmone al quale è stato sottoposto giovedì scorso. Secondo quanto riporta il sito austriaco Oe24.at, che cita fonti dell'ospedale Allgemeinen Krankenhaus di Vienna, il tre volte campione del mondo di F1 oggi è stato risvegliato dal coma indotto, respira autonomamente ed è cosciente.

"Siamo molto soddisfatti del decorso operatorio - le parole del prof. Walter Klepetko, capo del dipartimento clinico di chirurgia toracica -. Prima dell'intervento, le condizioni del signor Lauda erano estremamente critiche, i polmoni erano fortemente danneggiati e, negli ultimi sette giorni, era stato tenuto in vita da un pompa cuore-polmoni. Ci vorrà del tempo, resterà ricoverato alcune settimane, ma siamo ottimisti".
   
MEDICI ESCLUDONO LEGAME CON INCIDENTE AL NURBURGRING
niki laudaNIKI LAUDA

Restano gravi ma stabili le condizioni di Niki Lauda, il 69enne tre volte campione del mondo di Formula 1 ricoverato nel reparto di rianimazione di un ospedale di Vienna dopo aver subito il trapianto di un polmone. Sulle sue condizioni vige il massimo riserbo, ma i medici spiegano che "serve tempo, solo quello potrà dirci se Lauda recupererà appieno". Intanto, sempre i medici hanno escluso che possa esserci una relazione tra il polmone sostituito e l'incidente del Nurburgring. Sono passati troppi anni e comunque nelle settimane successive al trapianto, l'ex pilota aveva sofferto di una fortissima polmonite, dalla quale non riusciva a riprendersi. Fonte: qui

venerdì 3 agosto 2018

Trapianto di polmoni per Niki Lauda, è gravissimo

Tre volte campione del mondo operato a Vienna

Ansa - Il tre volte campione del mondo di Formula 1, ed ex ferrarista, Niki Lauda si trova ricoverato in condizioni critiche all'ospedale viennese Akh, dove è stato sottoposto ad un trapianto di polmone per una seria malattia. E' quanto ha reso noto stasera la Akh, la clinica universitaria di Vienna. Il 69enne, fondatore della compagnia aerea Niki e attuale presidente onorario della scuderia Mercedes, ha già alle spalle due trapianti di reni.
Le condizioni del 69enne sono critiche, informa la clinica Akh di Vienna. "Chiediamo rispetto per la privacy della famiglia Lauda, per questo motivo non ci sarà uno statement ufficiale", si legge in un breve comunicato stampa dell'ospedale. Il trapianto è stato eseguito da Walter Klepetko, primario di chirurgia toracica, e Konrad Hoetzenecker. Da alcune settimane Lauda è ricoverato in ospedale, dopo aver interrotto le vacanze di famiglia ad Ibiza. 

Lauda, infatti, non ha assistito per la Mercedes alle gare di formula 1 a Hockenheim, il 22 luglio, e in Ungheria, il 29 luglio. Secondo il quotidiano viennese Oesterreich, il patron della compagnia aerea Laudamotion, durante il soggiorno ad Ibizia, avrebbe sottovalutato i sintomi di un'influenza. Quando le sue condizione sono peggiorate, il tre volte campione del mondo è rientrato in patria con il suo jet privato. Dopo alcuni giorni in rianimazione, le condizioni di Lauda erano migliorate al punto di giustificare il sul trasferimento in un altro reparto. Oggi le condizioni sono però peggiorate di nuovo ed è stato sottoposto al delicato intervento di un trapianto dei polmoni. 

domenica 6 maggio 2018

UN TEST PER IDENTIFICARE IL MALE CHE OGNI ANNO UCCIDE OLTRE UN MILIONE DI PERSONE NEL MONDO

IL CANCRO AI POLMONI POTREBBE ESSERE INDIVIDUATO ATTRAVERSO UN QUESTIONARIO 

GLI SCIENZIATI: “ABBIAMO INTRODOTTO NUOVI FATTORI DI RISCHIO, IL METODO È ACCURATO ALL’88%" 

“EVITIAMO DI RICORRERE ALLA TAC”
DAGONEWS

cancro ai polmoni 4CANCRO AI POLMONI 4
Ogni anno uccide oltre un milione di persone nel mondo: è il cancro ai polmoni che, come sottolineano i medici, colpisce soprattutto i fumatori, ma anche chi non ha mai toccato una sigaretta.

Adesso gli scienziati hanno sviluppato un nuovo strumento online in grado di calcolare il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni: si tratta di un test, l’HUNT Lung Cancer Risk Model, affidabile all’88%, che è stato accolto favorevolmente dalla comunità scientifica come il primo in grado di prevedere il rischio di tumore ai polmoni non solo nei soggetti considerati ad alto rischio, ma anche nei  fumatori occasionali e nei giovani.

cancro ai polmoni 3CANCRO AI POLMONI 3
Agli utenti viene chiesto per quanto tempo hanno fumato e quante sigarette consumano in media in un giorno.

Queste sono le due principali cause di cancro ai polmoni, ma adesso il team di ricercatori norvegesi e greci ha chiesto che si aggiungano altri due ambiti di indagine: avere una brutta tosse in determinati periodi dell'anno e trascorrere un lungo periodo in stanze piene di fumo.

A coloro che hanno smesso di fumare, viene chiesto da quanto tempo hanno rinunciato alla cattiva abitudine: il rischio cala bruscamente nel tempo.

cancro ai polmoni 1CANCRO AI POLMONI 1
Altre due domande ruotano intorno all'età, poiché gli anziani sono noti per essere a maggior rischio di cancro ai polmoni, e all’indice di massa corporea, visto che più è bassa e maggiore è il rischio.

I ricercatori hanno concordato su sette fattori di rischio dopo aver valutato uno studio, durato 16 anni, in cui sono stati analizzati i dati di 65.000 adulti di età tra 20 e 100 anni. Partendo dai risultati hanno cercato di prevedere il rischio di cancro ai polmoni in 45.000 persone.

I risultati dell’HUNT Lung Cancer Risk Model sono stati pubblicati sulla rivista EBioMedicine.

cancro ai polmoni 2CANCRO AI POLMONI 2
Il dottor Oluf Dimitri Røe, un oncologo senior del Levanger Hospital di Trøndelag, in Norvegia, ha riscontrato che il test è accurato quasi all'88% e i ricercatori sperano che i risultati consentiranno di ridurre l'utilizzo di TAC per i fumatori che si ritengono a rischio di cancro ai polmoni.

«Il metodo può ridurre il numero di persone esposte alle radiazioni».

Ogni anno 1,6 milioni di persone muoiono di cancro ai polmoni: secondo i dati del nuovo studio il 6% di questi non ha mai fumato, mentre il 21% ha meno di 55 anni.

Fonte: qui