9 dicembre forconi: fumo
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sabato 17 novembre 2018

ECCO TUTTI I PREGI E I DIFETTI DELLA SIGARETTA ELETTRONICA

ELIMINA LA TOSSICA COMBUSTIONE. 

MA MOLTI SUOI CONSUMATORI CONTINUANO A FUMARE ANCHE QUELLE TRADIZIONALI

MELANIA RIZZOLI per Libero Quotidiano
Dal 2015 ad oggi più di sei milioni di fumatori al mondo si sono convertiti alle sigarette elettroniche, cioè oltre 10mila persone al giorno hanno buttato le bionde nel cestino dei ricordi per passare ai prodotti di nuova generazione, ovvero agli "smoke free".
Le sigarette elettroniche, inventate nel 2003 dal farmacista cinese Hon Link, sono considerate il modo migliore per smettere di fumare - o meglio, per continuare a fumare riducendo i danni del fumo causati dalla combustione - ed oggi ci sono diversi dispositivi che hanno all' interno un mini stik che scalda il tabacco, invece di bruciarlo, oppure sono dotati di una cartuccia con liquido contenente nicotina, che quando attivati producono fumo-vapore ad ogni inalazione.
sigaretta elettronica xSIGARETTA ELETTRONICA X
Il prodotto più famoso si chiama Iqos, la nuova tecnologia prodotta dalla Philip Morris International, una sfida senza precedenti, un investimento della multinazionale ed un valore aggiunto sociale per ridurre le patologie del fumo, se si pensa ad un' azienda che per più di cento anni ha prodotto sigarette, e che ora si pone il tema di introdurre dispositivi che riducono il danno sanitario provocato dai loro stessi prodotti.
LA PIÙ DIFFUSA Ma la più desiderata tra le sigarette elettroniche, che sta spopolando tra i giovani americani e a fine mese arriverà in Italia, si chiama Juul, è prodotta dalla Juul Labs, un' azienda che controlla il 72% del mercato statunitense, ha l' aspetto e le dimensioni di una chiavetta usb, lunga appena 9 centimetri, uno stick piatto che alloggia all' interno una ricarica prevista in quattro gusti diversi - menta glaciale, mix frutta, creme brulée e tabacco Virginia - e che emette una nuvola di vapore talmente piccola da dissolversi subito. I ragazzi la fumano in classe negli zaini, la adorano per il design e la usano dicendo di fare "juuling", un termine intraducibile in italiano, che però non significa né fumare né svapare, ed è percepita come un modo per abbassare o annullare la pericolosità del fumo, nonostante le ricariche contengano nicotina.
Iniziare a fumare è semplice, ma smettere non lo è affatto, perché la nicotina provoca dipendenza, è una sorta di droga inalatoria che produce astinenza, e le case produttrici sanno che interrompere la produzione di sigarette è per loro una strada non praticabile, anche perché non è vietando una cosa che il comportamento della persona cambia, ma può cambiare in presenza di alternative, e le sigarette elettroniche sono oggi considerate il modo migliore per ridurre o eliminare il vizio, preferibile a cerotti o gomme alla nicotina.
Ma questi prodotti funzionano e sono davvero innocui? Oggi ne esistono centinaia di tipologie, e comunque tutte escludono la combustione delle normali sigarette, non hanno bisogno di accendino per essere attivate, e sia il vapore che il fumo emesso non contengono tutte le sostanze tossiche e cancerogene che sono invece presenti nella cenere del fumo di sigaretta.
Quindi obiettivamente sono molto meno pericolose, ma non è ancora possibile definirle innocue, perché a tutt' oggi non esistono studi che valutino la sicurezza a lungo termine per la salute umana, e molti specialistici sostengono che, in mancanza di dati scientifici certi, non ci sia alcuna ragione di considerare questa tipologia di sigarette un' alternativa sicura rispetto alla tradizionali.
Uno studio effettuato all' University di Georgetown rivela che, se ogni anno il 10% dei fumatori americani passasse ai dispositivi elettronici, in 10 anni si allungherebbe la vita di 6,6milioni di persone, ed il 26% di chi ha iniziato a fumare le elettroniche, dichiara di aver drasticamente diminuito il consumo di sigarette tradizionali, mentre il 14,4% invece, grazie ad esse, ha effettivamente smesso di fumare. Perché l' obiettivo di questi dispositivi è esattamente questo, ovvero disincentivare milioni di persone dal vizio del tabagismo, ma soprattutto attrarre quella popolazione che non intende smettere di fumare, ma vuole ridurre il danno relativo.
All' inizio, prima di abituarsi alle sigarette elettroniche, il rischio è che si diventi fumatori duali, ovvero che si fumi sia sigarette elettroniche alternate a quelle tradizionali, non diminuendo in tal modo il livello di nicotina assunto, ma il vantaggio, se così si può chiamare, è che l' uso di tali dispositivi è consentito, tranne se altrimenti specificato, in ambienti chiusi, come per esempio i ristoranti, perché non c' è ancora una legge che lo regoli. Inoltre le sigarette elettroniche non bruciano, non producono cenere e quindi non sporcano, si possono appoggiare su tovaglie o lenzuola senza pericolo di incendi, e non producendo il fumo da combustione, non lasciano odori sgradevoli nell' ambiente.
MERCATO IN CRESCITA 
Negli Stati Uniti sono 40 milioni gli americani che fumano, ed il mercato delle sigarette classiche vale ancora 120 miliardi di dollari, ma secondo uno studio di "Wells Fargo" il mercato delle elettroniche è in rapida espansione, e quest' anno arriverà a 5,5 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto allo scorso anno. In Italia ci sono 11,7 milioni di fumatori, il 22,3% della popolazione, ed il 65% di questi prova a smettere senza riuscirci, spaventati dalle statistiche di mortalità nel nostro Paese, che annoverano 70mila decessi all' anno per patologie legate al fumo.
SIGARETTA ELETTRONICASIGARETTA ELETTRONICA
Sempre in Italia, i fumatori di sigarette elettroniche sono in pochi anni arrivati alla cifra di un milione e mezzo, il 67,8% dei quali però sono tuttora fumatori duali - cioè utilizzano la sigaretta elettronica continuando però a fumare anche quelle normali.
Chi ha abbandonato le sigarette sa che questo prodotto ha cambiato molto la loro vita, perché hanno mantenuto il gusto di fumare, le caratteristiche sensoriali e la ritualità del gesto, ma hanno ridotto di molto il rischio di danno polmonare, ed anche perché questa alternativa non provoca lo stato d' ansia e di irritabilità di chi ha smesso di fumare di recente.
SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DI UNA SIGARETTA ELETTRONICASCHEMA DI FUNZIONAMENTO DI UNA SIGARETTA ELETTRONICA
La produzione dei dispositivi elettronici è conforme alle linee guida della Food and Drug Administration statunitense, e l' aerosol che producono contiene ufficialmente una riduzione media del 90% dei livelli di sostanze nocive rispetto al fumo delle sigarette tradizionali.
Fonte: qui

martedì 30 ottobre 2018

A ROMA UN 35ENNE ALBANESE FUMA UNA SIGARETTA SUL BUS E ACCOLTELLA UN ALTRO PASSEGGERO CHE LO AVEVA REDARGUITO


L’UOMO ERA STATO ESPULSO DALL’ITALIA MA CI È RIMASTO IRREGOLARMENTE: È STATO ARRESTATO


sigarettaSIGARETTA
Si è acceso una sigaretta sul bus linea 702, in via di Torricola, e quando un altro passeggero lo ha redarguito, prima lo ha colpito con un pugno e poi gli ha sferrato un fendente, ferendolo, con un coltello a scatto. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, immediatamente intervenuti, sono riusciti a bloccarlo e arrestarlo sequestrandogli il coltello.

In manette è così finito un 35enne, cittadino di origine albanese (ad oggi irregolarmente presente sul suolo italiano in quanto già colpito da decreto di espulsione) per lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi.
 
L'uomo che aveva redarguito l'indisciplinato passeggero ha riportato una ferita alla mano destra, con cui si era fortunatamente riparato il volto, guaribile guaribili in 7 giorni. Il coltello utilizzato è stato sequestrato e l'arrestato è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

Fonte: qui

mercoledì 26 settembre 2018

LA VERITA’ SUL TUMORE AI POLMONI: L'85 PER CENTO DEI CASI RIGUARDA UN FUMATORE O UN EX FUMATORE



MA UN PAZIENTE SU CINQUE NON HA MAI TOCCATO UNA SIGARETTA IN VITA SUA 

CAUSE, SINTOMI E TERAPIE  

Vera Martinella per www.corriere.it
cancro ai polmoni 2CANCRO AI POLMONI

Quanti sono e chi sono i non fumatori che si ammalano?

«Nella popolazione caucasica i casi di tumore polmonare nei soggetti non fumatori corrispondono al 20 per cento del totale, il che significa un numero approssimativo di 8.300 nuovi casi in Italia ogni anno (le diagnosi totali nel nostro Paese nel 2018 sono state 41.800) - risponde Novello, che è anche membro del direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica -. I pazienti non tabagisti sviluppano soprattutto un tipo di neoplasia (l’adenocarcinoma), sono più giovani e più spesso donne. Esistono poi variazioni geografiche, ad esempio in certi Paesi asiatici più della metà delle donne affette da una neoplasia polmonare non ha mai fumato».


Cosa si sa sulle cause nei non tabagisti?

cancro ai polmoni 4CANCRO AI POLMONI
«Che il tabacco sia il principale fattore di rischio per il tumore al polmone e in particolare per la forma più diffusa è cosa ben nota - ricorda l’esperta -. Senza le sigarette, infatti, quello che è il tipo di cancro più letale nel nostro Paese sarebbe una «malattia rara»: l’85% circa dei pazienti sono fumatori o ex fumatori. E il pericolo cresce insieme al numero di sigarette fumate e agli anni di tabagismo, ma è stato anche dimostrato che smettere (prima lo si fa, meglio è) porta molti vantaggi, compresa una riduzione del rischio di cancro. Quanto ai non fumatori, sicuramente esiste una dimostrata predisposizione familiare, indipendentemente da quale sia il tipo di cancro, ossia non solo in presenza di casi familiari di neoplasia polmonare. Alcuni studi, poi, ipotizzano il ruolo di fattori genetici, ma la componente ereditaria deve essere approfondita e pare riguardare comunque un’esigua minoranza di pazienti. Certo, invece, è il ruolo cancerogeno di radon, asbesto (amianto, metalli pesanti (quali cromo, cadmio e arsenico) e dell’inquinamento atmosferico. Infine ancora troppo poco sottovalutato è il ruolo del fumo di seconda mano, che invece fa lievitare il pericolo: in Italia i fumatori passivi sono 15 milioni pari al 26,5% della popolazione e la metà degli under 14 (4 milioni di soggetti) vivono con almeno un tabagista».

I tumori dei non tabagisti sono biologicamente diversi?

Non si può dire se i carcinomi nei non fumatori siano più o meno aggressivi, non ci sono dati. «Però alcune alterazioni molecolari, quali Egfr, Ros1 o Alk (anche se in minor misura), hanno una maggiore frequenza nei non fumatori - dice Novello -. Grazie alla moderna medicina di precisione, in base alla presenza o meno di queste mutazioni è oggi possibile scegliere la terapia più indicata nel singolo paziente e avere speranza di ottenerne la massima efficacia. Per questo eseguire i test che identificano determinati marcatori tumorali è ancor più importante nei non fumatori».

 

cancro ai polmoni 1CANCRO AI POLMONI 

Le terapie sono le stesse per tutti pazienti?

«Sì, non esiste un trattamento deciso esclusivamente sulla base della condizione di fumatore o non fumatore - sottolinea Novello -. Così come non ci sono farmaci o terapie che sono più o meno efficaci e riservati soltanto a una delle due categorie. C’è tuttavia una presa in considerazione del dato, per poter meglio impostare l’iter diagnostico e collezionare quindi le informazioni utili (come il profilo molecolare sopra indicato) per l’impostazione della cura».

 

I non fumatori hanno più probabilità di guarire?

cancro polmoniCANCRO POLMONI
«Anche se i dati riportati in letteratura sono contraddittori, molti studi riportano (a parità di altri fattori quali lo stadio di malattia e l’età) una migliore sopravvivenza nei soggetti affetti da tumore polmonare e non tabagisti, rispetto alla controparte che fuma o abbia fumato in passato - conclude l’esperta -. Sicuramente in questa osservazione va tenuto conto della buona prognosi di malattia per i pazienti con una determinata mutazione (Egfr, Ros1 o Alk) sottoposti a trattamento con terapia a bersaglio molecolare, cosi come va tenuto presente che i pazienti fumatori hanno anche altre patologie (oltre il cancro), che sicuramente complicano la situazione e hanno un impatto sulle aspettative di vita». Fonte: qui
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