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mercoledì 31 luglio 2019

TORINO: GLI STUDENTI DELLA CITTÀ NON POTRANNO PIÙ PORTARSI IL PANINO PREPARATO A CASA

sabato 24 novembre 2018

GUERRIGLIA SUGLI CHAMPS-ÉLYSÉES - SCONTRI TRA I GILET GIALLI E LA POLIZIA COSTRETTA A USARE LACRIMOGENI E IDRANTI PER DISPERDERE I MANIFESTANTI


IL MINISTRO DELL’INTERNO CASTANER ACCUSA LA LE PEN DI AVER "INCITATO AI DISORDINI", SOTTOLINEANDO LA PRESENZA DI UN CENTINAIO DI "SEDIZIOSI DI ESTREMA DESTRA" 

LA LEADER DEL RN REPLICA: "CONDANNO LE VIOLENZE MA LA SMETTANO DI UTILIZZARLE CONTRO IL MOVIMENTO". MELENCHON: "MOBILITAZIONE DEL POPOLO" (VIDEO)




gilet gialli 8GILET GIALLI
È guerriglia urbana nel centro di Parigi. Cinquemila “gilet gialli“, secondo le stime del ministero dell’Interno, hanno invaso gli Champs-Élysées nonostante il divieto di assembramento e si sono scontrati con la polizia in assetto antisommossa, che ha risposto a colpi di manganelli e lanciando gas lacrimogeni. Il centro della capitale francese è in pieno caos, la polizia sta facendo uso anche di granate assordanti per tentare di disperdere i manifestanti che hanno innalzato barricate.

gilet gialli 7GILET GIALLI
Il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner – secondo il quale a scendere in piazza oggi sono 23mila persone in tutto il Paese, 8mila nella capitale e 5mila sugli Champs-Élysées – ha apertamente accusato la leader dell’ultradestra, Marine Le Pen, di aver “incitato ai disordini” esortando i gilet gialli ad andare sugli Champs-Élysées, dove erano presenti dei “sediziosi di estrema destra“.

gilet gialli 6GILET GIALLI 
La leader del RN ha risposto immediatamente: “Condanno le violenze ma la smettano di utilizzarle contro il movimento”.”Questa è la mobilitazione del popolo, anche se il governo vuol far credere che si tratta di gente di estrema destra e che sono poco numerosi”, ha commentato il leader dell’estrema sinistra radicale di France Insoumise, Jean-Luc Melenchon. “Non sono né di estrema destra, né poco numerosi”, ha aggiunto. 
gilet gialli 5GILET GIALLI 

La celebre via è interamente avvolta dai lacrimogeni, i manifestanti al grido di  “Macron dimettiti” e “La Francia in collera“, sono al centro della strada e costruiscono barricate con panchine divelte e cassonetti. Otto le persone fermate al momento dalla polizia. Ingenti i danni all’arredo urbano su quella che i parigini definiscono “la strada più bella del mondo”, con vetrine distrutte e auto danneggiate: alcuni “casseur” hanno infatti divelto sampietrini con sbarre di ferro per lanciarli contro la polizia.
gilet gialli 9GILET GIALLI 

Non solo, si sono impadroniti anche di un rimorchio di cantiere nei pressi degli Champs-Élysées, lo hanno trascinato al centro della celebre avenue e gli hanno dato fuoco proprio davanti al celebre ristorante Le Fouquet’s. Una densa colonna di fumo nero si alza dall’area delle fiamme, visibile da gran parte dei quartieri della città. 

I “giubbotti gialli” protestano contro l’aumento delle tasse sui carburanti e questa è la loro seconda giornata di mobilitazione dopo quella di sabato scorso, dove 282mila persone hanno bloccato strade e siti strategici in tutta la Francia, causando la morte di 2 persone e il ferimento di altre 620. I manifestanti chiedono di poter vedere il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ma la polizia sta cercando di impedire loro di accedere alla Concorde e alla zona dell’Eliseo.

gilet gialli 4GILET GIALLI 
Alle 14 era prevista una manifestazione autorizzata a Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel, ma gli organizzatori della protesta hanno rifiutato la proposta spiegando di non voler essere tenuti lontani dai luoghi del potere parigino. E hanno quindi inviato un “comunicato”, firmato “I cittadini francesi” e pubblicato sui social, annunciando un “raduno di individui su iniziative personali”, “tutto il giorno” nel “distretto degli Champs-Élysées”. 

Fonte: qui

martedì 30 ottobre 2018

A ROMA UN 35ENNE ALBANESE FUMA UNA SIGARETTA SUL BUS E ACCOLTELLA UN ALTRO PASSEGGERO CHE LO AVEVA REDARGUITO


L’UOMO ERA STATO ESPULSO DALL’ITALIA MA CI È RIMASTO IRREGOLARMENTE: È STATO ARRESTATO


sigarettaSIGARETTA
Si è acceso una sigaretta sul bus linea 702, in via di Torricola, e quando un altro passeggero lo ha redarguito, prima lo ha colpito con un pugno e poi gli ha sferrato un fendente, ferendolo, con un coltello a scatto. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, immediatamente intervenuti, sono riusciti a bloccarlo e arrestarlo sequestrandogli il coltello.

In manette è così finito un 35enne, cittadino di origine albanese (ad oggi irregolarmente presente sul suolo italiano in quanto già colpito da decreto di espulsione) per lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi.
 
L'uomo che aveva redarguito l'indisciplinato passeggero ha riportato una ferita alla mano destra, con cui si era fortunatamente riparato il volto, guaribile guaribili in 7 giorni. Il coltello utilizzato è stato sequestrato e l'arrestato è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

Fonte: qui

martedì 2 ottobre 2018

LA LEGA È PRONTA A FAR APPROVARE UNA LEGGE CHE VIETI LE MACELLAZIONI KOSHER E HALAL SECONDO LE REGOLE DI EBREI E MUSULMANI.

NEMMENO LA RELIGIONE POTRÀ EVITARE CHE ALL'ANIMALE VENGANO RISPARMIATE SOFFERENZE INUTILI (FINORA C'ERA UN'ESENZIONE) 

Barbara Acquaviti per “il Messaggero”
macellazione halal 7MACELLAZIONE HALAL 
Non la considerano né una crociata, né una sorta di sovranismo a tavola. «Si tratta solo di rispetto dell' animale in quanto essere senziente», spiegano. La Lega è pronta a far approvare una legge che impone un cambio di regole alla macellazione kosher e halal, ovvero a quelle eseguite secondo i precetti della religione ebraica e musulmana.

A presentarla, lo scorso 31 agosto, è stata la senatrice ligure Stefania Pucciarelli. Ma un testo identico è stato depositato anche alla Camera dal suo collega di partito, Alex Bazzaro. Segno di una precisa volontà che la legge abbia il via libera.
macellazione halal 4MACELLAZIONE HALAL 4
Di fatto, si cancellano tutte le deroghe finora concesse per le macellazioni rituali: il che vuol dire che nulla, neanche questioni religiose, potranno evitare che l' animale venga prima stordito per evitargli sofferenze. È questo, infatti, quello che prevede la legge italiana, in linea con l' Unione europea.
LA DIRETTIVA
Nel 2013 è entrata in vigore una direttiva relativa alla protezione degli animali durante l' abbattimento. Viene tuttavia concesso il diritto agli Stati membri di stabilire delle eccezioni per motivi religiosi.
macellazione kosherMACELLAZIONE KOSHER
Ci sono per scempio Paesi in cui la macellazione rituale è proibita come Polonia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Lituania, Belgio e Svizzera. Se una mediazione è stata trovata altrove - è il ragionamento della Lega - allora può essere trovato anche qui da noi.
Come a dire: non è una questione di rispetto della cultura altrui ma di volontà politica.
Sia per la religione ebraica che per quella islamica, tuttavia, perché la carne possa essere consumata deve essere osservata una precisa tecnica, che non prevede, appunto, lo stordimento dell' animale.
Va anche detto che la legge alimentare ebraica richiede che gli animali destinati al macello, oltre a dover essere perfettamente sani, debbano essere trattati con rispetto e compassione, dunque che vengano evitati atti finalizzati a maltrattarli o a spaventarli.
Il disegno di legge targato Lega prevede quindi l' applicazione delle norme della legge e del regolamento anche alle cosiddette macellazioni rituali'. Nella relazione introduttiva la senatrice Pucciarelli spiega che senza dubbio le differenti tradizioni culturali devono avere adeguato riconoscimento ma che allo stesso tempo le tradizioni culturali non possono prevaricare il rispetto dei valori fondamentali riconosciuti dalle norme europee primarie e condivise dalla cultura comune.
macellazione halal 9MACELLAZIONE HALAL 
Un articolo della legge mira poi a tutelare il diritto alla libertà di scelta del consumatore e a garantire la trasparenza e per questo viene stabilito l' obbligo di etichettare la carne in base alla tipologia di macellazione.
IN LIGURIA
La battaglia della senatrice Pucciarelli ha per la verità origine qualche anno fa, quando da consigliera regionale in Liguria presentò un ordine del giorno per chiedere maggiori controlli in occasione della festa del Sacrificio.
Contro il rituale islamico, che si celebra sacrificando un ovino, un caprino, un bovino o un camelide rievocando le gesta di Abramo, bloccato mentre cercava di sacrificare il figlio Ismaele, si è schierato più volte il leader della Lega, Matteo Salvini.
Centinaia di migliaia di bestie sono macellate senza pietà, ha twittato quest' anno in occasione delle celebrazioni. Anche per questo la senatrice Pucciarelli è sicura di avere dalla sua parte i vertici della Lega.
Tuttavia, la legge vigente già impone - anche per queste occasioni - il rispetto di una serie norme igienico-sanitarie per cui non è previsto alcun tipo di deroga.
Fonte: qui

LA PIANURA PADANA BANDISCE DALLE STRADE 3 MILIONI E MEZZO DI AUTO: STOP AI VEICOLI A GASOLIO EURO 3 IN PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO ED EMILIA ROMAGNA


ECCO COSA FARE PER NON INCORRERE IN SANZIONI

Gabriele Martini per www.lastampa.it

La guerra allo smog nella Pianura Padana entra in una nuova fase. Da domani fino al 31 marzo 2019 scattano le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.  

Il conteggio (fonte Aci) è presto fatto: da questa settimana 2.260.000 automobili e 790.000 furgoni immatricolati nelle quattro regioni dovranno restare in garage o comunque fuori dalle aree urbane interessate dai blocchi.

E non è finita: in Emilia Romagna lo stop vale anche per i diesel Euro 4. Ecco quindi che il totale dei veicoli nel mirino sfiora quota tre milioni e mezzo. Attenzione però: i comuni coinvolti (quelli con più di 30mila abitanti) dovrebbero aver predisposto le delibere attuative. Il condizionale è d’obbligo perché, scorrendo gli elenchi, si scopre che in parecchi casi norme e modalità non sono state ancora decise. 
DIESELGATEDIESELGATE

Da Torino a Venezia
Le Regioni padane, tuttavia, promettono unità d’intenti: «La qualità dell’aria travalica ogni differenza di colore politico. Entro il 2020 armonizzeremo le norme», assicurano in una nota congiunta gli assessori all’Ambiente di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per ora, però, si procede in ordine sparso tra fughe in avanti e resistenze. L’accordo, infatti, fissa solo una cornice. Le delibere dei Comuni, quando ci sono, risultano eterogenee. Il risultato? Orari discordanti, una selva di deroghe e automobilisti disorientati.

In Lombardia i mezzi diesel Euro 3 dovranno fermarsi dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 19,30 (è l’orario più esteso) nei 209 comuni di Fascia 1 e nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti appartenenti alla Fascia 2 (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese).
diesel germaniaDIESEL GERMANIA

Solo a Milano le misure riguarderanno 12.500 furgoni e 32.500 automobili in più rispetto alle limitazioni di un anno fa. Le eccezioni, tuttavia, non mancano: sono esentati gli ambulanti, i medici e i veterinari in visita urgente, i lavoratori con turni tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, i parroci e i veicoli con a bordo almeno tre persone. 

In Veneto la guerra allo smog bloccherà mezzo milione di automobili e 173mila veicoli commerciali nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti. In quasi tutte le città coinvolte, il blocco sarà valido nei giorni feriali dalle 8,30 alle 18,30. Sono previste deroghe.

DIESELGATEDIESELGATE
A Verona, ad esempio, potranno circolare coloro che hanno un Isee pari o inferiore a 16.700 euro e gli over 70. Le polemiche non mancano. Un nutrito gruppo di sindaci ha scritto un documento chiedendo a Regione e Governo di intervenire con contributi e campagne informative.

Ma le polemiche più infuocate si registrano in Piemonte, dove quasi tutti i Comuni hanno posticipato l’entrata in vigore delle misure anti-smog. I sindaci del Torinese si incontreranno con la Regione in settimana per trovare una mediazione dopo che la giunta Chiamparino ha approvato limitazioni più blande rispetto a quelle decise dai sindaci di Torino e area metropolitana. Tra i sottoscrittori dell’accordo c’è anche l’Emilia Romagna, che ha scelto di introdurre i paletti più stringenti.
smogSMOG

Nei comuni con più di 30.000 abitanti, lo stop vale anche per i diesel Euro 4. I disagi non saranno pochi: si tratta di 309 mila mezzi a cui vanno sommate 184 mila vetture diesel Euro 3, 208 mila di classe ambientale inferiore e 244 mila veicoli commerciali. 

Il rebus della categoria
Il codice della strada prevede multe fino a 658 euro per chi circola con mezzi soggetti a limitazione del traffico. Che fare quindi per non incorrere in sanzioni? Il primo passo è verificare la classe ambientale del proprio veicolo.

olanda divieto benzina diesel 1OLANDA DIVIETO BENZINA DIESEL
Un’operazione non scontata. Spesso sulla carta di circolazione non è indicata la sigla, bensì la normativa europea che viene rispettata dalla casa automobilistica. In linea di massima sono considerati «ante-Euro 4» i veicoli immatricolati prima del 2006, ma conviene accertarsi che la propria auto non sia stata targata in deroga.

smog inquinamento pechino cina 2SMOG INQUINAMENTO PECHINO CINA







Il metodo più semplice per risolvere il rebus è usare gli strumenti messi a disposizione gratuitamente in rete dal Portale dell’Automobilista e dall’Aci. Inserendo il numero di targa, il responso è istantaneo. 

Il giro di vite basterà a vincere la guerra allo smog? La risposta - purtroppo - è negativa. «Il fatto che i blocchi siano strutturali e non emergenziali è positivo», spiega Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente. «Ma ora bisogna potenziare il trasporto pubblico locale». Senza dimenticare che anche altri fattori sono responsabili dell’inquinamento, a cominciare dai riscaldamenti domestici. Tuttavia nelle grandi città ad avvelenare l’aria sono soprattutto i tubi di scappamento.
diesel benzina olandaDIESEL BENZINA OLANDA

In ogni caso la strada della lotta allo smog è segnata: l’accordo prevede misure d’emergenza in base ai giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili. Si va dall’abbassamento del riscaldamento domestico al divieto di uso di biomasse. Le Regioni della Pianura Padana, infine, hanno già stabilito che dall’ottobre del 2020 sarà limitata la circolazione degli Euro 4 e dal 2025 nelle città scatterà il blocco degli Euro 5. Deroghe permettendo. 

Fonte: qui

martedì 14 marzo 2017

LA TURCHIA BLOCCA L’AMBASCIATORE OLANDESE E AVVERTE L’UNIONE EUROPEA: “L’ACCORDO SUI MIGRANTI E’ A RISCHIO”

E’ LA RITORSIONE DI ERDOGAN CONTRO AMSTERDAM, “COLPEVOLE” DI AVER VIETATO IL COMIZIO DI DUE MINISTRI TURCHI

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

È la Turchia ad avere il coltello dalla parte del manico. L'accordo da 2 miliardi l' anno con l' Ue per trattenere i rifugiati serve più agli europei terrorizzati che non ad Ankara. Così dopo le raffiche del presidente Erdogan contro il governo olandese («nazisti», «antidemocratici», «cani», «fascisti») è stato il «moderato» Omer Celik, ministro per i rapporti con l'Unione Europea, ad agitare lo spettro di un annullamento dell' accordo sui migranti.
erdogan al funerale delle vittime dell attentatoERDOGAN AL FUNERALE DELLE VITTIME DELL ATTENTATO

«Dovremmo rivedere quell' intesa e lasciar passare la gente via terra», ha detto. Si calcola che oggi in Turchia ci siano 3 milioni di rifugiati e molti altri si muoverebbero se solo Recep Tayyip Erdogan decidesse di aprire le frontiere con la Siria. L'ha ribadito anche il vicepremier, Numan Kurtulmus, portavoce del governo, aggravando la minaccia: «Facciamo esattamente quello che ci hanno fatto. Non permetteremo agli aerei dei diplomatici o inviati olandesi di atterrare in Turchia o di sorvolare il nostro spazio aereo».
ERDOGANERDOGAN

Dunque l' ambasciatore dell' Aia in missione all'estero non potrà rientrare. La baruffa diplomatica esplosa sabato per l' irrituale divieto di comizio in terra olandese nei confronti di due ministri turchi resta aperta, sull' orlo della rottura, ma nel frattempo sembra abbia già raggiunto gli effetti sperati dai suoi protagonisti.
Geert WildersGEERT WILDERS

Molti analisti ritengono che sia Erdogan sia i suoi più visibili bersagli nei Paesi Bassi, il premier Mark Rutte e il leader anti Islam Geert Wilders, hanno guadagnato consensi. Per i due rivali l'ultimo sondaggio parla di un aumento nelle intenzioni di voto di 5 punti a testa. Il premier uscente sarebbe in testa con il 20%, secondo lo xenofobo con il 16.

Parole grosse e alta tensione sarebbero servite anche a Erdogan grazie alla determinazione esibita nella difesa dei diritti del Paese. Sabato Erdogan aveva inviato i suoi ministri a promuovere presso i turchi in Olanda il referendum che dovrebbe garantirgli almeno altri 10 anni di potere, ma sapeva bene di disturbare un Paese in campagna elettorale. Eppure l'ha fatto.

il leader della destra olandese Gert WildersIL LEADER DELLA DESTRA OLANDESE GERT WILDERS
«La lite con i Paesi Bassi ha dato al referendum di Erdogan quell'iniezione di entusiasmo che gli mancava», ha scritto il quotidiano turco Hurriyet. Con il voto di mercoledì sempre più vicino, ieri sera è andato in tv il primo e unico faccia a faccia tra i due principali sfidanti: Rutte vs Wilders. «Siamo ai quarti di finale contro il populismo - è stato l'appello del premier liberal conservatore -. Poi toccherà alla Francia in semifinale e alla Germania in finale evitare il caos che si sono procurati gli inglesi con la Brexit». «Dobbiamo riguadagnare il controllo della nostra terra - ha ribattuto Wilders -. Ci libereremo tanto degli islamici come dell' Europa».

Fonte: qui