9 dicembre forconi: CIRCOLAZIONE
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venerdì 16 novembre 2018

SCOPPIA UN INCENDIO NELLA GALLERIA FERROVIARIA SANTA LUCIA, TRA NAPOLI E SALERNO: CINQUE OPERAI SONO RIMASTI FERITI, UNO È GRAVE



STAVANO EFFETTUANDO LAVORI DI MANUTENZIONE QUANDO IMPROVVISAMENTE È ESPLOSA UNA BOMBOLA. LA CIRCOLAZIONE DEI TRENI È STATA SOSPESA


INCENDI VIGILI DEL FUOCOINCENDI VIGILI DEL FUOCO
Cinque operai sono rimasti feriti a causa di un incendio scoppiato nella galleria Santa Lucia della linea ferroviaria Napoli-Salerno, nel tratto che va da Nocera Inferiore e il capoluogo salernitano. L'incendio, scoppiato la scorsa notte, sarebbe stato innescato dall'esplosione di una bombola, mentre erano in corso lavori di manutenzione. La circolazione dei treni è stata sospesa.

vigili del fuocoVIGILI DEL FUOCO







Sono intervenuti i vigili del fuoco. Le fiamme hanno coinvolto un mezzo della ditta Salcef che lavora per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ferendo i 5 operai che sono stati soccorsi dal 118. Uno sarebbe grave. La circolazione dei treni tra Salerno e Bivio Santa Lucia è sospesa. I collegamenti regionali Salerno - Caserta sono garantiti da autobus che vengono impiegati anche tra Salerno e Nocera Inferiore, a integrazione del servizio metropolitano Salerno - Napoli Campi Flegrei. I treni Intercity percorrono l'itinerario alternativo via Cava de' Tirreni mentre i convogli ad Alra Velocità avranno origine o fine corsa a Napoli Centrale.

Fonte: qui

martedì 2 ottobre 2018

LA PIANURA PADANA BANDISCE DALLE STRADE 3 MILIONI E MEZZO DI AUTO: STOP AI VEICOLI A GASOLIO EURO 3 IN PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO ED EMILIA ROMAGNA


ECCO COSA FARE PER NON INCORRERE IN SANZIONI

Gabriele Martini per www.lastampa.it

La guerra allo smog nella Pianura Padana entra in una nuova fase. Da domani fino al 31 marzo 2019 scattano le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.  

Il conteggio (fonte Aci) è presto fatto: da questa settimana 2.260.000 automobili e 790.000 furgoni immatricolati nelle quattro regioni dovranno restare in garage o comunque fuori dalle aree urbane interessate dai blocchi.

E non è finita: in Emilia Romagna lo stop vale anche per i diesel Euro 4. Ecco quindi che il totale dei veicoli nel mirino sfiora quota tre milioni e mezzo. Attenzione però: i comuni coinvolti (quelli con più di 30mila abitanti) dovrebbero aver predisposto le delibere attuative. Il condizionale è d’obbligo perché, scorrendo gli elenchi, si scopre che in parecchi casi norme e modalità non sono state ancora decise. 
DIESELGATEDIESELGATE

Da Torino a Venezia
Le Regioni padane, tuttavia, promettono unità d’intenti: «La qualità dell’aria travalica ogni differenza di colore politico. Entro il 2020 armonizzeremo le norme», assicurano in una nota congiunta gli assessori all’Ambiente di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per ora, però, si procede in ordine sparso tra fughe in avanti e resistenze. L’accordo, infatti, fissa solo una cornice. Le delibere dei Comuni, quando ci sono, risultano eterogenee. Il risultato? Orari discordanti, una selva di deroghe e automobilisti disorientati.

In Lombardia i mezzi diesel Euro 3 dovranno fermarsi dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 19,30 (è l’orario più esteso) nei 209 comuni di Fascia 1 e nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti appartenenti alla Fascia 2 (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese).
diesel germaniaDIESEL GERMANIA

Solo a Milano le misure riguarderanno 12.500 furgoni e 32.500 automobili in più rispetto alle limitazioni di un anno fa. Le eccezioni, tuttavia, non mancano: sono esentati gli ambulanti, i medici e i veterinari in visita urgente, i lavoratori con turni tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, i parroci e i veicoli con a bordo almeno tre persone. 

In Veneto la guerra allo smog bloccherà mezzo milione di automobili e 173mila veicoli commerciali nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti. In quasi tutte le città coinvolte, il blocco sarà valido nei giorni feriali dalle 8,30 alle 18,30. Sono previste deroghe.

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A Verona, ad esempio, potranno circolare coloro che hanno un Isee pari o inferiore a 16.700 euro e gli over 70. Le polemiche non mancano. Un nutrito gruppo di sindaci ha scritto un documento chiedendo a Regione e Governo di intervenire con contributi e campagne informative.

Ma le polemiche più infuocate si registrano in Piemonte, dove quasi tutti i Comuni hanno posticipato l’entrata in vigore delle misure anti-smog. I sindaci del Torinese si incontreranno con la Regione in settimana per trovare una mediazione dopo che la giunta Chiamparino ha approvato limitazioni più blande rispetto a quelle decise dai sindaci di Torino e area metropolitana. Tra i sottoscrittori dell’accordo c’è anche l’Emilia Romagna, che ha scelto di introdurre i paletti più stringenti.
smogSMOG

Nei comuni con più di 30.000 abitanti, lo stop vale anche per i diesel Euro 4. I disagi non saranno pochi: si tratta di 309 mila mezzi a cui vanno sommate 184 mila vetture diesel Euro 3, 208 mila di classe ambientale inferiore e 244 mila veicoli commerciali. 

Il rebus della categoria
Il codice della strada prevede multe fino a 658 euro per chi circola con mezzi soggetti a limitazione del traffico. Che fare quindi per non incorrere in sanzioni? Il primo passo è verificare la classe ambientale del proprio veicolo.

olanda divieto benzina diesel 1OLANDA DIVIETO BENZINA DIESEL
Un’operazione non scontata. Spesso sulla carta di circolazione non è indicata la sigla, bensì la normativa europea che viene rispettata dalla casa automobilistica. In linea di massima sono considerati «ante-Euro 4» i veicoli immatricolati prima del 2006, ma conviene accertarsi che la propria auto non sia stata targata in deroga.

smog inquinamento pechino cina 2SMOG INQUINAMENTO PECHINO CINA







Il metodo più semplice per risolvere il rebus è usare gli strumenti messi a disposizione gratuitamente in rete dal Portale dell’Automobilista e dall’Aci. Inserendo il numero di targa, il responso è istantaneo. 

Il giro di vite basterà a vincere la guerra allo smog? La risposta - purtroppo - è negativa. «Il fatto che i blocchi siano strutturali e non emergenziali è positivo», spiega Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente. «Ma ora bisogna potenziare il trasporto pubblico locale». Senza dimenticare che anche altri fattori sono responsabili dell’inquinamento, a cominciare dai riscaldamenti domestici. Tuttavia nelle grandi città ad avvelenare l’aria sono soprattutto i tubi di scappamento.
diesel benzina olandaDIESEL BENZINA OLANDA

In ogni caso la strada della lotta allo smog è segnata: l’accordo prevede misure d’emergenza in base ai giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili. Si va dall’abbassamento del riscaldamento domestico al divieto di uso di biomasse. Le Regioni della Pianura Padana, infine, hanno già stabilito che dall’ottobre del 2020 sarà limitata la circolazione degli Euro 4 e dal 2025 nelle città scatterà il blocco degli Euro 5. Deroghe permettendo. 

Fonte: qui

mercoledì 6 giugno 2018

Torino, salta il maxiprocesso ai "Forconi". Un imputato: "Favorevoli al nuovo governo, abbiamo spinto per averlo"

Un momento delle manifestazioni dei Forconi a Torino nel dicembre del 2013 

Tutto da rifare per un errore procedurale, in 45 accusati di interruzione di pubblico servizio



Dopo quasi cinque anni è arrivato in tribunale a Torino il maxiprocesso per gli episodi avvenuti durante la vasta protesta popolare, nel dicembre 2013, del cosiddetto movimento dei Forconi. La causa è a carico di 45 imputati e riguarda le manifestazioni che per tre giorni consecutivi si tennero nella zona di Pinerolo. Il dibattimento però è saltato prima ancora di cominciare perché il giudice, su richiesta degli avvocati difensori, ha restituito gli atti al pubblico ministero: le modalità con cui è stato costruito il capo d'accusa (interruzione di pubblico servizio) non permettevano infatti la citazione diretta a giudizio. Sarà dunque necessario passare al vaglio di un'udienza preliminare.

Torino, la polizia toglie il casco tra gli applausi dei manifestanti

  


Le dimostrazioni dei Forconi si tennero in diverse località italiane. A Torino si ebbero incidenti in piazza Castello, sotto il palazzo della Regione Piemonte. Il processo di oggi riguarda però solo il blocco alla circolazione delle strade di Pinerolo e dintorni, proseguito dal 9 al 11 dicembre 2013. Una automobilista alla quale venne impedito il passaggio si è costituita parte civile: "Le regole sono queste e vanno rispettate. Spiace però che per un fatto così grave non si sia ancora arrivati a un giudizio dopo tanto tempo". Così l'avvocato Mario Incardona, legale dell'unica parte civile del maxiprocesso di Torino per le proteste dei Forconi avvenuta nel 2013 a Pinerolo. L'avvocato chiederà il riconoscimento degli "apprezzabili danni morali" patiti da una automobilista di 51 anni, pinerolese, che il 9 dicembre, a causa dei presidi dei manifestanti, non riuscì a circolare liberamente. "Siamo stati gli unici a costituirci parte civile - commenta Incardona - ma moltissimi altri cittadini avrebbero potuto farlo".


Per contro, ecco le dichiarazioni di un attivista: ""Noi siamo favorevoli al nuovo governo. Abbiamo spinto per averlo. Ora vedremo come si comporterà. L'obiettivo è  riacquistare i nostri diritti di italiani: in primo luogo, il lavoro e la casa. Quando riavremo i nostri diritti potremo parlare di doveri". Lo ha detto oggi in tribunale a Torino uno dei 45 imputati del maxiprocesso per la protesta dei Forconi a Pinerolo, Vincenzo Balestra, 60 anni, che ha aggiunto: "Il movimento 9 dicembre, che impropriamente era stato chiamato dei Forconi, è ancora attivo. Dal 2013 non si è più scesi in piazza in quel modo, anche perché per gente comune che non ha mai fatto nulla di male ma si è limitata a rivendicare i propri diritti in modo pacifico, i ricatti psicologici delle inchieste e dei processi sono stati troppo forti. Ma discutiamo, ancora soprattutto su internet, e portiamo avanti le nostre istanze". Balestra ha spiegato che a manifestare "furono 300 persone che non fecero alcun danno". A suo parere i simpatizzanti sono circa 15mila.

Fonte: qui

giovedì 14 aprile 2016

LA GERMANIA METTE IN CIRCOLAZIONE LA MONETA DA 5 EURO


I primi 250.000 esemplari sono già tutti prenotati dai collezionisti, che l’hanno acquistata al costo di 15,50 euro al pezzo. Ma avrà anche una versione pop: altri due milioni e mezzo, infatti, saranno disponibili al costo del valore reale per tutti i cittadini. Per comprarla basterà recarsi in un qualunque sportello bancario in Germania

GERMANIA: BILD, DA OGGI MONETA 5 EURO SOLO NAZIONALE
(ANSA) - La Germania mette in circolazione una moneta esclusiva da 5 euro, spendibile soltanto all'interno del Paese. La moneta da collezione, sottolinea la Bild "negli altri paesi dell'eurozona non ci sarà". "Questo significa che altrove non si potrà pagare con la moneta da 5", spiegano al ministero delle Finanze. Il "pezzo speciale" sarà distribuito da oggi dalla Bundesbank. Le monete da collezione, spiega ancora la Bild "nel nostro Paese sono sempre utilizzabili come mezzi di pagamento, negli altri no".

Giusy Franzese per www.ilmessaggero.it

Il borsellino delle monete in euro da giovedì si arricchirà di un nuovo formato: arriva la moneta da 5 euro. L’ha coniata la Bundesbank e i primi 250.000 esemplari sono già tutti prenotati dai collezionisti, che l’hanno acquistata al costo di 15,50 euro al pezzo. Ma la moneta da 5 euro tedesca avrà anche una versione pop: altri due milioni e mezzo di pezzi, infatti, saranno disponibili - al costo del valore reale - per tutti i cittadini. Per comprarla basterà recarsi in un qualunque sportello bancario in Germania.

La vendita - si legge sul sito della Bundesbank - è limitata a una sola moneta al giorno per persona. È molto probabile che i cittadini tedeschi decideranno di conservare queste monete in un cassetto, ma non è detto: la nuova moneta da 5 euro avrà corso legale, ovvero potrà essere spesa esattamente come le altre. O quasi. Perché in realtà c’è una limitazione non da poco: vale solo sul territorio tedesco.


Per cui attenzione: se vi dovesse capitare di andare in Germania e qualcuno dovesse darvi come resto una moneta da 5 euro, accettatela solo se avete intenzione di rispenderla prima di varcare il confine tedesco oppure tenerla come oggetto da collezione. In Italia e in tutto il resto dell’Unione europea quella moneta non potrà essere spesa. Ufficialmente le monete in euro continuano a fermarsi a 2 euro.

Fonte: qui