9 dicembre forconi: sospesa
Visualizzazione post con etichetta sospesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sospesa. Mostra tutti i post

venerdì 16 novembre 2018

SCOPPIA UN INCENDIO NELLA GALLERIA FERROVIARIA SANTA LUCIA, TRA NAPOLI E SALERNO: CINQUE OPERAI SONO RIMASTI FERITI, UNO È GRAVE



STAVANO EFFETTUANDO LAVORI DI MANUTENZIONE QUANDO IMPROVVISAMENTE È ESPLOSA UNA BOMBOLA. LA CIRCOLAZIONE DEI TRENI È STATA SOSPESA


INCENDI VIGILI DEL FUOCOINCENDI VIGILI DEL FUOCO
Cinque operai sono rimasti feriti a causa di un incendio scoppiato nella galleria Santa Lucia della linea ferroviaria Napoli-Salerno, nel tratto che va da Nocera Inferiore e il capoluogo salernitano. L'incendio, scoppiato la scorsa notte, sarebbe stato innescato dall'esplosione di una bombola, mentre erano in corso lavori di manutenzione. La circolazione dei treni è stata sospesa.

vigili del fuocoVIGILI DEL FUOCO







Sono intervenuti i vigili del fuoco. Le fiamme hanno coinvolto un mezzo della ditta Salcef che lavora per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ferendo i 5 operai che sono stati soccorsi dal 118. Uno sarebbe grave. La circolazione dei treni tra Salerno e Bivio Santa Lucia è sospesa. I collegamenti regionali Salerno - Caserta sono garantiti da autobus che vengono impiegati anche tra Salerno e Nocera Inferiore, a integrazione del servizio metropolitano Salerno - Napoli Campi Flegrei. I treni Intercity percorrono l'itinerario alternativo via Cava de' Tirreni mentre i convogli ad Alra Velocità avranno origine o fine corsa a Napoli Centrale.

Fonte: qui

mercoledì 11 ottobre 2017

CATALOGNA: ‘L’INDIPENDENZA È PARTITA. MA È SOSPESA’

SOLUZIONE SALOMONICA PER IL CATALANO PUIGDEMONT: ‘NON SIAMO PAZZI NÉ GOLPISTI, MA GENTE NORMALE CHE CHIEDE DI POTER VOTARE’ 

UNA LINEA MORBIDA CHE POTREBBE CREARGLI PROBLEMI INTERNI: SUL ‘PRESIDENT’ LE PRESSIONI ERANO STATE FORTISSIME


Puigdemont RajoyPUIGDEMONT RAJOY
«Non siamo pazzi nè golpisti, siamo gente normale che chiede di poter votare. Non abbiamo niente contro gli spagnoli, ma un popolo non può essere costretto ad accettare uno status quo che non vuole: con i risultati del referendum la Catalogna ha guadagnato il diritto a essere indipendente e ascoltata». L’ora della verità per la Catalogna e la Spagna nell’infinita crisi catalana arriva in ritardo di un’ora rispetto agli annunci. Poco dopo le 19 il presidente Carles Puigdemont, prende la parola per dichiarare, dopo un lungo discorso, l’avvio del processo di indipendenza «in forma repubblicana».

Il presidente chiede un mandato per trattare, sceglie di «sospendere la dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, perché in questo momento serve a ridurre la tensione». Nessun muro contro muro dunque, ma una linea più morbida che potrebbe creargli dei problemi interni. Sul “president” le pressioni erano state nelle ultime ore fortissime. Lui aveva tenuto le carte coperte, nonostante appelli (ultimo quello della sindaca di Barcellona Ada Colau) e moniti di alleati e avversari. Il premier spagnolo Mariano Rajoy lo aveva diffidato da procedere con una mossa che non avrebbe potuto prescindere da una dura reazione dello Stato.

«Siamo e resteremo un solo popolo» 
Carles PuigdemontCARLES PUIGDEMONT
«Non posso rispondere a ricatti nè a insulti. Il momento è molto serio - sottolinea Puigdemont aprendo il suo discorso-. Siamo parte di uno stesso popolo e dobbiamo restare tali, succeda quello che succeda. Il nostro modo di progredire non può passare per qualcosa di diverso da democrazia e dialogo. Per questo dobbiamo capire come rendere possibile la realizzazione delle nostre ambizioni». 

«Violenza inedita nelle democrazie europee» 
Il presidente ricorda i risultati della consultazione, ringrazia per gli spunti e i suggerimenti, sottolinea che le sue dichiarazioni sono frutto della scelta compiuta dai catalani, due milioni ai seggi, imprecisato il numero di chi non ha potuto votare, a causa dei tanti impedimenti messi in atto: «Un referendum in condizioni estreme. La prima volta nella storia delle democrazie europee in un quadro di attacchi della polizia contro i votanti. Hanno colpito persone indifese». 
re felipeRE FELIPE

«Catalogna umiliata» 
«La Catalogna è stata motore economico della Spagna, un fattore di modernità - rivendica Puigdemont-. Ha contribuito in maniera forte alla nascita della democrazia dopo la dittatura di Franco. Ma c’è stata una involuzione rispetto ai progetti, con una ulteriore centralizzazione». 

La Catalogna è stata umiliata quando ha tentato di modificare il suo statuto «rispettando la Costituzione» ha sottolinea, ricordando il testo di modifica dello statuto «tagliato» e «cambiato» per due volte, tanto da diventare «irriconoscibile».  

Fonte: qui