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venerdì 29 marzo 2019
lunedì 18 marzo 2019
CHE SUCCEDE ALLA METRO DI MILANO?
ENNESIMA BRUSCA FRENATA NEI TRENI SOTTERRANEI E ALTRI FERITI, MA ANCORA NON SI SPIEGANO GLI STOP IMPROVVISI
LA QUESTIONE STA TUTTA IN UN SOFTWARE CHE RILEVA UN’ANOMALIA E FA INCHIODARE I CONVOGLI, MA ANCORA NON È STATO UNIFORMATO ALLE TRE DIVERSE LINEE
L’ASSESSORE AI TRASPORTI: “QUEL CHE È CERTO È CHE IL SISTEMA FUNZIONA”, FORSE ANCHE TROPPO, VISTO CHE IN POCO PIÙ DI UN ANNO CI SONO STATI UNA CINQUANTINA DI INCIDENTI CON ALTRETTANTI FERITI
Grazia Longo per “la Stampa”
Mentre ieri mattina si è registrata l' ennesima brusca frenata sulla metropolitana di Milano, con quattro contusi in modo lieve e nessuna sospensione della linea, le notizie acclarate sono due. La prima: non è ancora chiara la causa dei continui stop improvvisi della metro. La seconda: dovranno trascorrere ancora alcuni mesi prima che si risolva il problema. Lo dice chiaro e tondo l' assessore comunale ai trasporti Marco Granelli: «Servirà qualche mese per omologare il software dei treni più vecchi e lenti a quello dei mezzi nuovi e più veloci.
Inoltre la Alstom, la multinazionale che ha progettato i sistemi di Atm (Azienda Trasporti milanesi, ndr) dovrà uniformare i tre diversi sistemi delle tre diverse linee metropolitane». E nel frattempo? «Stiamo lavorando insieme all' Atm per affinare il metodo di segnalazione allarme in modo da contenere il fenomeno delle frenate brusche. L' Atm sta davvero facendo il possibile per affinare il rilevamento della criticità. E comunque crediamo sia meglio avere un episodio di frenata o di rallentamento in più rispetto ad un incidente che porterebbe conseguenze più gravi».
L' origine del disagio intanto resta un giallo. «Quel che è certo - prosegue l' assessore - è che il sistema funziona, nel senso che il rilevamento di un' anomalia fa scattare il meccanismo della frenata brusca. Ma per quanto concerne l' anomalia, chissà potrebbe essere grasso, polvere sui binari: l' Atm è impegnata a capire cosa sia».
Sul caso indaga anche la magistratura. Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano ha raggruppato tutti i fascicoli relativi ai vari casi e ha aperto un' inchiesta al momento contro ignoti. Finora l' episodio più grave si è verificato sabato scorso con undici feriti, nove quelli ricoverati in ospedale dal 118. Tra questi anche due bambini di 16 mesi e di 8 anni. Ultimo anello di una catena di oltre 50 incidenti negli ultimi mesi e altrettanti feriti.
Il treno coinvolto sabato è stato posto sotto sequestro dal pm Stefano Ammendola che ha inoltre incaricato la polizia di indagare sul caso. Sul tavolo di inquirenti e investigatori ci sono varie ipotesi. Oltre che dalla possibile presenza di quantità eccessiva di grasso o sporcizia sui binari, il falso allarme potrebbe essere scatenato da un «buco» nel sistema, una sorta di interruzione di comunicazione tra i vari elementi del sistema che gestisce la marcia automatica dei mezzi o da un errore umano dei macchinisti (ma questa pista sembra al momento la meno probabile).
L' assessore Granelli precisa che gli episodi in cui la metro ha dovuto inchiodare all' ultimo minuto «sono aumentati in tre anni per poi diminuire nel 2018: nel 2015 sono state 67, nel 2016 sono salite a 79, nel 2017 sono salite ancora a 109, per poi scendere nel 2018 a 83». Ma il Codacons annuncia battaglia e un esposto in procura. «Inaccettabile - si legge in una nota - che possa essere messa così a repentaglio la salute e la sicurezza di migliaia di passeggeri che giornalmente utilizzano la metropolitana milanese. L' Atm deve garantire la sicurezza ».
Per quanto concerne, nello specifico, la circostanza di ieri mattina alla fermata di Cassina de' Pecchi, nell' hinterland milanese lungo la linea 2, la frenata brusca, secondo l' Atm è legata al cattivo funzionamento di un apparecchio a bordo del convoglio. «Il temporaneo malfunzionamento della strumentazione ha individuato erroneamente un semaforo rosso» e, quindi, quando la velocità era di circa di 25 chilometri all' ora, il treno si è improvvisamente arrestato.
12 Marzo 2019
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giovedì 6 dicembre 2018
UN FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA VA A SBATTERE CONTRO UN’AUTO IN PROVINCIA DI TRIESTE: 16 FERITI
LA ZONA È QUELLA DEL MONRUPINO, DOVE I PASSEUR PROVENIENTI DALLA SLOVENIA ABBANDONANO I MIGRANTI DOPO AVERLI ACCOMPAGNATI OLTRE CONFINE
4 Dicembre 2018
Un furgone carico di 12 migranti è andato a sbattere contro una o più auto provocando 16 feriti, di cui uno in gravi condizioni. Secondo quanto si è appreso, il furgone sfuggiva alle forze dell'ordine che lo avevano intercettato e intendevano effettuare un controllo. È avvenuto nella zona di Monrupino, sul Carso triestino, dove i passeur provenienti dalla vicina Slovenia abbandonano migranti dopo averli accompagnati oltre confine.
Ricostruita la dinamica dell'incidente: il passeur che stava guidando il furgone con a bordo i migranti, si è schiantato frontalmente, dopo una doppia curva, contro un'auto. Il mezzo ha centrato frontalmente una macchina che transitava nel senso opposto. Secondo il bilancio fatto dal Sores, Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria, i feriti dell'incidente sono complessivamente 16: sarebbe uno dei due passeur l'uomo in gravi condizioni. A bordo del furgone viaggiavano 12 migranti, pachistani o afgani, oltre ai due passeur, appunto, entrambi extracomunitari. I feriti sono stati portati tutti negli ospedali di Trieste, Gorizia, Monfalcone e Udine.
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venerdì 16 novembre 2018
SCOPPIA UN INCENDIO NELLA GALLERIA FERROVIARIA SANTA LUCIA, TRA NAPOLI E SALERNO: CINQUE OPERAI SONO RIMASTI FERITI, UNO È GRAVE
STAVANO EFFETTUANDO LAVORI DI MANUTENZIONE QUANDO IMPROVVISAMENTE È ESPLOSA UNA BOMBOLA. LA CIRCOLAZIONE DEI TRENI È STATA SOSPESA
Da www.ansa.it
Cinque operai sono rimasti feriti a causa di un incendio scoppiato nella galleria Santa Lucia della linea ferroviaria Napoli-Salerno, nel tratto che va da Nocera Inferiore e il capoluogo salernitano. L'incendio, scoppiato la scorsa notte, sarebbe stato innescato dall'esplosione di una bombola, mentre erano in corso lavori di manutenzione. La circolazione dei treni è stata sospesa.
Sono intervenuti i vigili del fuoco. Le fiamme hanno coinvolto un mezzo della ditta Salcef che lavora per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ferendo i 5 operai che sono stati soccorsi dal 118. Uno sarebbe grave. La circolazione dei treni tra Salerno e Bivio Santa Lucia è sospesa. I collegamenti regionali Salerno - Caserta sono garantiti da autobus che vengono impiegati anche tra Salerno e Nocera Inferiore, a integrazione del servizio metropolitano Salerno - Napoli Campi Flegrei. I treni Intercity percorrono l'itinerario alternativo via Cava de' Tirreni mentre i convogli ad Alra Velocità avranno origine o fine corsa a Napoli Centrale.
Fonte: qui
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sabato 10 novembre 2018
ATTENTATO TERRORISTICO A MELBOURNE DOVE UN UOMO, SEMINA IL PANICO, AL GRIDO "ALLAH AKBAR"
LANCIA LA SUA AUTO CONTRO UN CENTRO COMMERCIALE E LE DÀ FUOCO PRIMA DI ACCOLTELLARE TRE PASSANTI, UCCIDENDO UN UOMO
SULLA SUA MACCHINA SONO STATE TROVARE BOMBOLE DI GAS
L’ATTENTATORE HA POI TENTATO DI COLPIRE CON IL COLTELLO GLI AGENTI CHE GLI HANNO SPARATO
La polizia australiana ha trovato bombole di gas sul veicolo dell'uomo che ieri mattina ha aggredito a coltellate tre passanti a Melbourne uccidendone uno e ferendo gli altri due. Lo riporta Sky News. La polizia australiana ha reso noto che l'attacco viene trattato come un atto terroristico.
Marta Serafini per “www.corriere.it”
Torna la paura a Melbourne, dove una persona è stata uccisa e altre sono state ferite in un attacco con il coltello vicino alla centralissima Bourke Street.
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio, quando una serie di esplosioni sono state udite vicino a Bourke Street in un'aerea commerciale e che ospita numerosi uffici alle 16.20 ora locale (le 6.20 del mattino in Italia). Un’auto è stata data alle fiamme, secondo quanto riportano i testimoni e secondo quanto si evince dalle immagini postate in rete dagli utenti e dai media locali.
A incendiare l'auto sarebbe stato l'autore dell'attacco che avrebbe lanciato il suo pick up contro un centro commerciale della città prima di scendere dal veicolo e iniziare a colpire i passanti.
Centinaia di agenti sono accorsi sul posto. La polizia ha isolato l’aerea. Il sospettato è stato fermato, ha tentato di colpire con il coltello gli agenti che gli hanno sparato.
L'uomo, alto e di corporatura robusta, è stato arrestato e trasferito all’ospedale «in condizioni critiche», poi in seguito deceduto, dopo che gli è stato sparato un colpo al petto, secondo quanto riferito in una nota ufficiale.
La polizia ha fatto sapere di non star cercando altri sospettati e di aver per il momento elementi che possano far pensare al terrorismo.
La città di Melbourne è stata teatro negli ultimi anni di diversi attacchi. Uno dei più gravi nel dicembre 2017 quando un uomo si lanciò sulla folla con un Suv facendo 19 feriti. Nel giugno dello stesso anno, invece, un australiano di origini somale con precedenti penali ha preso in ostaggio una donna e ucciso un uomo, prima di essere ucciso dalla polizia. Quest'ultimo attacco è stato rivendicato dall'Isis.
ATTACCO A MELBOURNE
ATTACCO A MELBOURNE
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ATTACCO A MELBOURNE
ATTACCO A MELBOURNE
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“SISTO IL MIO CUORE SI SPEZZA”, IL DOLORE DI RUSSELL CROWE PER L’ITALIANO SISTO MALASPINA, VITTIMA DELL’ATTENTATO DI MELBOURNE
IL 74ENNE COMPROPRIETARIO DI PELLEGRINI’S CAFÉ, POPOLARISSIMO RITROVO VICINO AL PARLAMENTO DELLO STATO DI VICTORIA, È STATO UCCISO DAL 30ENNE DI ORIGINI SOMALE, HASSAN KHALIF SHIRE ALI
L’ATTORE: "ERA COME LO ZIO PREFERITO. QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI, IO ERO UN ATTORE DI TEATRO MAL PAGATO, LUI MI HA SEMPRE TRATTATO COME UN PRINCIPE”
È un italiano che con il suo bar aveva fatto conoscere il caffè espresso a Melbourne diventando un’istituzione nella città australiana la vittima dell’attacco terroristico di venerdì. Il 74enne Sisto Malaspina, comproprietario di Pellegrini’s Café, popolarissimo ritrovo vicino al Parlamento dello Stato di Victoria, è stato ucciso dal 30enne di origini somale, Hassan Khalif Shire Ali che ha aggredito passanti e poliziotti con un coltello nel centro di Melbourne, a Bourke Street.
Il suo nome, così come la sua gentilezza e il perenne sorriso, erano amatissimi dagli avventori del Pellegrini’s Cafe, tra cui l’attore Russell Crowe. Da quanto riportano alcuni media locali, è stato lo stesso Sisto, ignaro, ad accorrere in aiuto del giovane quando la sua macchina ha preso fuoco ed è stato colpito a morte. Il suo assassinio ha sconvolto tanti a Melbourne, come dimostrano i fiori e i tributi lasciati fuori dal caffè che ha abbassato le serrande fino a lunedì.
Un dolore terribile per Nino Pangrazio, suo socio da una vita: si conoscevano da 54 anni e lavoravano insieme da 44. «Amava la vita, era sempre contento, mai una brutta parola, sempre con il sorriso sulla faccia e la battuta pronta». «Una parte importante della mia vita se ne è andata», ha aggiunto, sostenendo che proprio la settimana scorsa a Sisto era nata una nipote, la prima. A ricordarlo su Twitter sono in tanti, a cominciare dall’attore Russell Crowe che, in italiano, scrive: «Sisto, il mio cuore si spezza...». «Frequentavo il Pellegrini’s fin dal 1987, non sono mai passato da Melbourne senza andare a trovare Sisto», ha aggiunto, dicendosi, sempre in italiano, «così triste». «Era come lo zio preferito, una delle ragioni per le quali amo andare a Melbourne. Quando ci siamo conosciuti, io ero un attore di teatro mal pagato, lui mi ha sempre trattato come un principe», ha scritto l’attore australiano in un altro tweet, rilanciando i messaggi di cordoglio di altri personaggi, tutti smarriti per la fine del popolarissimo gestore del bar, figura molto conosciuta nella comunità italiana di Melbourne composta da 280.00 persone e apprezzata da tutti.
'We will love you forever': Pellegrini's restaurateur killed in Bourke St attack - ABC News https://t.co/IhW7xmJ7im— Russell Crowe (@russellcrowe) 10 novembre 2018
Tra gli avventori del suo caffè che ne piangono la morte c’è anche il leader dell’opposizione laburista, Bill Shorten che, sempre su Twitter, ha parlato di una notizia «scioccante, irreale e straziante»: «Frequentavo il Pellegrini’s fin dai tempi della scuola, ho visto Sisto lunedì scorso, ha insistito perché provassi una fetta della sua torta alle mandorle. È un’icona di Melbourne e un vero signore. Impossibile immaginare la devastazione della sua famiglia e dello staff». Il comico e presentatore tv Charlie Pickering ha ricordato come abbia «imparato ad amare il café al Pellegrini’s, ne ho presi tanti da Sisto negli anni», mentre l’attore e musicista Anthony Field ha «il cuore spezzato per la perdita di un simile grand’uomo e un amico per così tanti (me incluso) a causa di un atto di violenza senza senso».
Ma ci sono anche moltissime persone comuni che sulla Rete hanno ricordato il loro incontro con Sisto Malaspina. Il Pellegrini’s era noto per essere stato il primo della città ad avere la macchina per il caffè espresso e per lo stile anni ‘50 che non era cambiato quasi per niente con il trascorrere del tempo. Come aveva spiegato lo stesso Sisto Malaspina in un’intervista a Hospitality Magazine l’anno scorso, «il Pellegrini’s ha assistito a molti cambiamenti nei suoi 60 anni ma ne ha adottati pochi». Aperto nel 1954 e rilevato dalla coppia di soci nel 1974, non aveva mai modificato il menù, una rotazione di tradizionali piatti di pasta italiani.
«Questo è il modo in cui il cibo dovrebbe essere preparato: non cibo contemporaneo, ma tradizionale, fatto in casa», «ingredienti freschi, presi dai coltivatori al mercato ai negozi, tutto fatto a mano». E parlando di sé, solo il mese scorso all’emittente nazionale Sbs, raccontava di «sentirsi come un nonno onorario per molti». «Sono stato benedetto da una buona salute» e quindi «continuo a lavorare le mie 70 ore settimanali come facevo 45 anni fa. Non mi muovo veloce, non faccio così tanti scalini, ma mi piace ancora farlo, mi sento necessario».
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mercoledì 24 ottobre 2018
CEDE SCALA MOBILE NELLA STAZIONE METRO REPUBBLICA A ROMA: 24 FERITI, UNO GRAVE, QUASI TUTTI TIFOSI DEL CSKA
C'E' CHI PARLA DI VELOCITA' ECCESSIVA DELLA SCALA MOBILE - VIDEO
LA PROCURA DI ROMA APRE UN FASCICOLO DI INCHIESTA PER LESIONI
LA SINDACA RAGGI SUL LUOGO DELL'INCIDENTE
Da tg24.sky.it
Una scala mobile ha ceduto nella stazione Repubblica della metropolitana di Roma: molti i feriti, quasi tutti russi. In un primo momento, stando ad alcune testimonianze, si è pensato che a provocare il cedimento fossero stati alcuni tifosi del Cska di Mosca, diretti all'Olimpico per la sfida contro la Roma in Champions League. Ma successivamente le immagini dell'incidente hanno mostrato una velocità anomala della scala mobile. Le persone ferite, e portate in ospedale, sono più di 20, sette in codice rosso: uno di loro ha un piede semiamputato. Gli altri sono in codice giallo. La fermata è stata chiusa. L’Atac (l’azienda dei trasporti della Capitale), a quanto si apprende, ha aperto un'indagine interna per accertare le ragioni dell'incidente. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, con i magistrati che ipotizzano il reato di lesioni e sono in attesa delle informative delle forze dell'ordine: la stazione è stata posta sotto sequestro.
Testimonianze contrastanti
Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni subito dopo il cedimento, alcune decine di tifosi russi sono scesi in metro per raggiungere lo stadio e si sono messi a saltare sulla scala mobile. Ma una ragazza russa di 28 anni ha smentito la versione: "Non stavamo saltando". Per i Vigili del fuoco, quello avvenuto in metro è un "incidente strano". Mentre Atac, dal canto suo, fa sapere che "i controlli e la manutenzione delle scale mobili della metropolitana di Roma all'interno delle stazioni vengono fatte con cadenza mensile. E ciò ha interessato anche la stazione di Repubblica".
La sindaca Raggi sul luogo dell’incidente
Sul luogo dell’incidente si è recata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha ripreso quanto detto da alcune persone presenti: "Testimoni sembra abbiano visto saltare e ballare sulla scala mobile - ha detto Raggi - Siamo qui per capire anche cosa è successo e siamo a disposizione dei feriti e delle famiglie".
Soccorritori: "Hanno ceduto ultimi gradini"
"La scala è integra per più di metà”, spiegano i soccorritori, “mentre gli ultimi gradini, meno di una decina, sono tutti spaccati e accartocciati uno sull'altro. Tutt'attorno ci sono bottiglie di birra e pezzi di vetro". La maggior parte dei feriti non ha riportato lesioni gravi, ma tagli soprattutto a piedi e gambe provocati proprio da lamiere e vetri. Nella piazza sono arrivate decine di mezzi di soccorso e il traffico è stato bloccato per metà. Presenti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, vigili urbani e molte ambulanze.
Video mostra velocità eccessiva scala mobile
L’incidente è stato anche ripreso da un video che è stato postato su twitter da un tifoso russo: si vede che la scala mobile aveva preso una velocità eccessiva, molto maggiore rispetto a quella a fianco, da dove viene ripreso il filmato. Alcuni passeggeri si gettano nella parte centrale della scala mobile, per non cadere in basso, altri rallentano la caduta aggrappandosi ai corrimani. Ad un certo punto la caduta dei passeggeri si ferma, con alcuni rimasti in piedi, mentre altri schiacciati in basso.
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sabato 6 ottobre 2018
QUATTRO SCOSSE DI TERREMOTO NELLA NOTTE A CATANIA, LA PIU' FORTE DI MAGNITUDO 4.8
CROLLANO CORNICIONI, 40 PERSONE RICOVERATE IN OSPEDALE PER CONTUSIONI O ATTACCHI DI PANICO
Trema la terra in Sicilia. Un terremoto di magnitudo 4.8 è stato registrato a Catania nella notte, seguito da eventi sismici minori. L'epicentro nella zona di Santa Maria di Licodia, a 35 km dal capoluogo, l'ipocentro a 9 chilometri di profondità.
La scossa, avvertita alle 2.34, ha provocato il crollo di cornicioni nella chiesa del paese e del Palazzo Ardizzone, ex sede del municipio, e di antiche case rurali, e nei centri di Adrano e Biancavilla. Ci sono feriti, ma non sarebbero gravi. Una quarantina le persone ricoverate in ospedale, per contusioni e attacchi di panico. Tante sono in stato di choc. La Protezione civile locale ha provveduto a transennare alcune zone. Ma gli edifici non sarebbero a rischio.
Paura tra i cittadini che in piena notte si sono riversati in strada: in tanti hanno preferito dormire in auto. Il terremoto è stato sentito nettamente nella città di Catania in tutta la provincia, otre che a Siracusa, Enna e Messina. Sono giorni difficili per i catanesi, che nei giorni scorsi hanno dovuto affrontare le conseguenze di un violento nubifragio.
L'allarme nella notte arriva via social: centinaia i post di persone che raccontano il forte spavento. "Sono saltato dal letto pensando ci fosse qualcuno che lo muovesse nella stanza", scrive Simone. Maria Antonietta racconta: "Al nono piano è stato terribile... ha ballato tutto". Daria scrive: "Alluvioni, terremoti... a Catania ci si diverte sempre un sacco".
Il Catanese è una zona ad alta pericolosità sismica, interessata sia dalla sismicità legata all’attività del vulcano Etna sia da eventi di origine tettonica che possono raggiungere magnitudo elevata. Gli annali segnalano il terremoto del 1818. Allora la magnitudo fu pari a 6.3.
Fonte: qui
martedì 2 ottobre 2018
IN PROVINCIA DI TREVISO L’ADDIO AL CELIBATO DI UN RAGAZZO MOLDAVO FINISCE IN TRAGEDIA: UN MORTO E SETTE FERITI
IL GRUPPO DI AMICI STAVA FESTEGGIANDO IN UN PUB QUANDO DUE ROMENI, INFASTIDITI DALLA CONFUSIONE, HANNO AFFRONTATO E POI AGGREDITO I RAGAZZI A COLPI DI COLTELLO
IL PROMESSO SPOSO SAREBBE IN PROGNOSI RISERVATA
Serenella Bettin per “il Giornale”
Scontri tra etnie e l'addio al celibato finisce con un morto e sette feriti di cui due gravissimi. Ancora tensioni, ancora scontri tra etnie, ancora odio che corre tra stranieri in casa nostra. E stavolta sono romeni contro moldavi. Sabato sera durante i festeggiamenti di un addio al celibato si è scatenata una tremenda rissa, per futili motivi, a Fontane di Villorba, un piccolo paese in provincia di Treviso.
Una decina di ragazzi, tutti moldavi, stavano festeggiando il loro amico Giovanni, 24 anni, prossimo alle nozze. Avevano cenato in un fast food della zona e poi avevano deciso di continuare i festeggiamenti a casa del futuro sposo. Un appartamento in un condominio, in una zona non residenziale ma tranquilla, a pochi metri dall'ingresso del noto pub Galloway.
Ma qui, si sa, una birra, due, anche tre, l'alcol, i bicchieri di vino, l' euforia del momento e la gioia per il loro amico destinato alle nozze, i ragazzi moldavi avrebbero fatto troppo rumore e disturbato il vicinato. Erano all' incirca le 22.30. Subito da un appartamento del condominio si sono affacciati due romeni. Poi sono scesi, erano in due, forse tre, sui trent'anni. Uno ha iniziato a fronteggiare i moldavi, sono volate parole grosse, probabilmente anche per conti del passato rimasti in sospeso e i romeni si sono lamentati per il troppo «baccano».
Ma dalle lamentele sono passati alla violenza. Armati di fendenti e coltelli i romeni hanno iniziato a colpire chiunque, ammazzando Igor Ojovanu, moldavo di 21 anni, morto per la profonda coltellata e ferendone altri due in modo grave. Uno versa in pericolo di vita. Gli altri sono stati colpiti con diverse coltellate, riportando tagli e ferite su tutto il corpo e rimanendo poi lì, sanguinanti sull' asfalto.
Gli investigatori non escludono che i romeni fossero stati in preda a delle sostanze stupefacenti, date le modalità con cui avrebbero sprigionato tutta la loro violenza. Appena Ojovanu si è accasciato a terra, privo di vita, gli aggressori, prima dell' arrivo delle forze dell' ordine, sono scappati con la loro auto. Alcuni amici hanno anche provato a soccorrerlo, praticandogli un massaggio cardiaco, ma ormai per lui non c'era più niente da fare. I medici del 118 quando sono arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I carabinieri del Comando provinciale di Treviso sono riusciti a individuare i due aggressori. Non si esclude la presenza di un terzo. I due sono stati fermati e portati in caserma e ieri pomeriggio sono stati interrogati. Per loro ieri sera si attendeva la convalida del fermo. I militari dell' Arma hanno interrogato anche i vicini, una decina sarebbero i testimoni sentiti finora. Tutti i feriti sono stati trasportati all' ospedale Ca' Foncello di Treviso.
Anche il promesso sposo parrebbe essere in prognosi riservata. E non è la prima volta che romeni fronteggiano moldavi o moldavi fronteggiano romeni. Come quelle risse accadute, qualche anno fa, in un locale notturno, che poi venne chiuso, di Marghera. O come quella maxi rissa a Mestre, nel giugno 2013, sempre con moldavi e romeni, finita in colpi di spranga e chiavi inglesi.
Fonte: qui
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