9 dicembre forconi: lavori
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lunedì 22 luglio 2019

I robot addestrati all'intelligenza artificiale per automatizzare i centri di riciclaggio, verranno eliminati innumerevoli lavori

AMP Robotics, una società di intelligenza artificiale e robotica che sta automatizzando l'industria del riciclaggio, ha lanciato nuovi robot per la raccolta di rifiuti per centri di riciclaggio che sostituiranno innumerevoli lavori poco qualificati , ha riferito The WSJ .
Single Stream Recyclers (SSR) a Sarasota, in Florida, che elabora 350 tonnellate di rifiuti al giorno, ha dichiarato la scorsa settimana che aggiungerebbe otto robot AMP per la raccolta dei rifiuti ai suoi sei. "I robot sono il futuro dell'industria del riciclaggio: il nostro investimento con AMP è vitale per il nostro obiettivo di creare l'operazione di riciclaggio più efficiente possibile, producendo al contempo i prodotti di valore più alto per la rivendita", ha affermato John Hansen co-proprietario di SSR.
I robot AMP sono più produttivi degli umani, possono ordinare i rifiuti in modo più accurato e veloce, eliminando la maggior parte dei lavori di smistamento umano presso la struttura della SSR in Florida nei prossimi anni."I robot AMP sono altamente affidabili e possono prelevare costantemente 70-80 articoli al minuto secondo necessità, due volte più velocemente di quanto umanamente possibile e con maggiore accuratezza.Ciò ci aiuterà a ridurre i costi, rimuovere la contaminazione, aumentare la purezza delle nostre balle di materie prime, deviare gli sprechi dalla discarica, e aumentare i tassi di riciclaggio complessivi ", ha dichiarato Eric Konik co-proprietario di SSR.
Hanson ha detto: "Sono 95 gradi, sono [selezionatrici umane] in piedi su una piattaforma e uno smistamento", aggiungendo che i robot AMP sono "due volte più veloci e non commettono errori".
Kerry Sandford, consulente senior di Resource Recycling Systems di Ann Arbor, Michigan, ha dichiarato alla rivista che meno del 5% dei centri di riciclaggio residenziali nel Nord America sono automatizzati.
I robot AMP sono controllati dalla piattaforma AMP Neuron AI per eseguire attività. AMP Neuron utilizza fotocamere e machine learning per identificare diversi colori, trame, forme, dimensioni e motivi per identificare le caratteristiche del materiale.
I robot sono stati addestrati a scegliere bottiglie d'acqua, lattine di birra, brocche per il latte, cartoni per alimenti e altri oggetti, sia che siano intatti, ammaccati o schiacciati.

Utilizzando la visione artificiale, i sensori scansionano la spazzatura su un nastro trasportatore per rilevare i materiali. Il robot utilizza una ventosa che può gettare i riciclabili nel contenitore appropriato utilizzando la pressione dell'aria inversa per soffiarli.
"Tutto ciò che una persona può identificare, il nostro sistema può essere insegnato a identificare", ha detto l'amministratore delegato e fondatore di AMP, Matanya Horowitz.
"Tutti i sistemi possono imparare collettivamente: tutti i robot stanno imparando da diversi robot in tutto il paese".
AMP ha circa 24 sistemi che funzionano negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone, e la società ritiene che più robot saranno portati online in 2H19.
Hansen di SSR ha detto che potrebbe richiedere un impianto di riciclaggio da 1,5 a quattro anni per recuperare il costo del suo investimento AMP.
"SSR ha creato una struttura di livello mondiale che definisce il punto di riferimento per il riciclaggio moderno: John, Eric e il loro team sono all'avanguardia nel loro settore e siamo grati di far parte dei loro piani", ha affermato Horowitz. "SSR rappresenta l'applicazione più completa di intelligenza artificiale e robotica nel settore del riciclaggio, una pietra miliare non solo per noi, ma per il progresso dell'economia circolare".
Una nuova ondata di investimenti nell'automazione negli impianti di riciclaggio negli Stati Uniti potrebbe spostare decine di migliaia di posti di lavoro nel prossimo decennio. Nel complesso, i robot potrebbero sostituire dal 20% al 25% dei posti di lavoro attuali entro il 2030, equivalenti a 40 milioni di perdite di posti di lavoro
Fonte: qui


Germania, un aereo vola autonomamente ed effettua con successo il suo primo atterraggio

I ricercatori tedeschi della Technische Universität München (TUM), con sede a Monaco di Baviera, in Germania, hanno progettato e testato un sistema autonomo in grado di far atterrare un piccolo aereo civile senza fare affidamento su sistemi di terra. Questa tecnologia potrebbe aprire una nuova era di voli autonomi e portare l'errore umano fuori dagli sbarchi, ha riferito TechCrunch
Gli aerei passeggeri commerciali fanno molto affidamento su sistemi terrestri che aiutano i piloti a localizzare la pista sull'approccio finale. Questo sistema è chiamato Instrument Landing System (ILS), guida un aereo commerciale sulla pista. I piloti usano ILS per verificare il loro allineamento e la pendenza di planata con la pista, ma raramente la usano per un atterraggio automatico.
Il nuovo sistema di atterraggio automatico si chiama C2Land, utilizza una serie di telecamere e sensori montati sul muso dell'aereo per guidare l'aereo per l'avvicinamento finale. I computer dell'aereo prendono il sopravvento e atterrano l'aereo sulla linea centrale della pista, senza alcuna reazione umana né alcun aiuto dai sistemi di terra. Il sistema automatizzato è stato installato su una Diamond DA42 Twin Star, un aereo bimotore che può ospitare quattro persone, per prove sperimentali.
Il primo volo di prova è stato condotto a maggio, in quanto il Diamond DA42 ha effettuato un atterraggio automatico di successo presso l'aerodromo Diamond Aircraft.
Il collaudatore Thomas Wimmer è rimasto sbalordito dal nuovo sistema di atterraggio:
"Le telecamere già riconoscono la pista ad una grande distanza dall'aeroporto, il sistema guida quindi l'aeromobile attraverso l'approccio di atterraggio su base completamente automatica ed atterra esattamente sulla linea centrale della pista."

Gli sbarchi automatici senza sistemi a terra rappresentano una pietra miliare significativa per la proliferazione del volo automatizzato, che dovrebbe rivoluzionare il settore dei trasporti negli anni 2020 e oltre. Ciò significa che gli atterraggi informatizzati che non sono possibili negli aeroporti più piccoli perché ILS non è installato potrebbero presto avere la possibilità di vedere atterraggi automatici nei prossimi anni.

I sistemi di navigazione assistita dalla visione come C2Land diventeranno probabilmente standard su tutti gli aerei in futuro; la tecnologia è ancora agli inizi. 

Fonte: qui

sabato 20 luglio 2019

ANAS SPA, GESTORE DELLE STRADE E AUTOSTRADE PUBBLICHE, CONTROLLATO DALLO STATO, SI RITROVA PIGNORAMENTI PER 200 MILIONI DI EURO PER LAVORI MAI PAGATI

“IL GIORNALE” ACCUSA: “CI TROVIAMO DI FRONTE A UNA SOCIETÀ DELLO STATO CHE: 

1) NON PAGA FORNITORI E CREDITORI; 

2) ACCOLLA AI CONTRIBUENTI L'ONERE DEL RECUPERO CREDITI; 

3) CONTRIBUISCE ALL'INTASAMENTO DELLA GIUSTIZIA CIVILE; 

4) INDEBOLISCE IL SUO STESSO AZIONISTA E…”

Marcello Zacché per “il Giornale”

Fare dell'«insoluto» la propria filosofia di comportamento e applicarla sistematicamente. In altri termini: tentare di non pagare mai i propri debiti. Capita di incontrare o di avere a che fare con persone o società così, nella vita. Ma, certo, fa un po' più impressione quando a diffondere il verbo dell'«insoluto» è lo Stato stesso. O più precisamente una sua società controllata. Eppure capita proprio così, come in questa storia di ordinaria morosità.
ANASANAS

Protagonista assoluta: Anas spa, gestore delle strade e autostrade pubbliche, controllato dallo Stato, su cui svolge attività di indirizzo, vigilanza e controllo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oggi guidato da Danilo Toninelli.

Tutto parte da un appalto vinto nel 2005 dal gruppo italiano leader delle costruzioni per lavori sulla strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, per conto di Anas. In sede di consuntivo il gruppo presenta il conto. E dopo una serie di inutili tentativi di riscossione, nel 2015 inizia una causa civile per ottenere il dovuto.

Dopo 4 anni, nel marzo scorso, il Tribunale emette la sentenza che intima ad Anas di pagare al gruppo di costruzioni la somma di 28,2 milioni. Ma la notifica della sentenza non basta. E la società procede ottenendo un atto di pignoramento presso terzi che, per legge, è maggiorato di un terzo a garanzia di spese accessorie. Così l' importo del pignoramento sale a 42,3 milioni. Ma ancora non serve perché l' importo pignorabile non si trova da nessuna parte: il legale del gruppo, lo studio Luponio & associati di Roma, invia a tutte le banche italiane il pignoramento.
ANAS AUTOSTRADAANAS AUTOSTRADA

Ma la risposta è sempre la stessa: anche dove Anas ha un conto corrente, le disponibilità risultano tutte già vincolate per precedenti pignoramenti. Ed ecco il bello (se così si può beffardamente dire) di questa storia: l' elenco degli atti di pignoramento da eseguirsi sui conti Anas presso le banche è sterminato. Siamo nell' ordine dei 200 milioni. E dentro si leggono importi di ogni tipo.

Quindi non solo per grandi opere come quella della nostra storia; o come il caso dei 54 milioni vincolati a favore di una società romana; ma anche una lunga serie di pignoramenti nell' ordine di qualche milione o centinaia di migliaia di euro; fino a scoprire che nell' elenco compaiono anche insoluti da 1.257, da 438 e addirittura da 344,39 euro.
DANILO TONINELLIDANILO TONINELLI

Un segnale della sistematica volontà di non pagare né niente né nessuno. Si badi che ogni pignoramento presso terzi implica una serie di spese di almeno mille euro e una trafila che prevede il deposito in tribunale, la nomina del giudice dell' esecuzione, un'udienza e l' emissione dell' ordinanza.

Sono altri 6-9 mesi 

In pratica ci troviamo di fronte a una società dello Stato e (il governo Renzi ha spostato il 100% di Anas sotto le Fs, che a loro volta sono al 100% del Mef) e vigilata dal governo che: 

1) non paga fornitori e creditori; 

2) accolla ai contribuenti l' onere del recupero crediti; 

3) contribuisce all' intasamento della giustizia civile, sempre a danno dei cittadini e dello Stato stesso; 

4) indebolisce il suo stesso azionista e di nuovo i contribuenti sprecando soldi pubblici per interessi e mora; 

5) causa ulteriori danni potenziali a quelle imprese per le quali attendere 5-7 anni per un credito importante può significare anche la chiusura.
ANAS AUTOSTRADA 1ANAS AUTOSTRADA 1

La nostra storia ha poi un lieto fine perché Anas, da ex ente pubblico, è tra i pochi soggetti che ha un conto corrente anche presso la Banca d' Italia. E spesso, nel pignoramento presso terzi, pochi pensano a via Nazionale. Invece lo studio Luponio è andato anche lì. E ha avuto ragione: Bankitalia ha vincolato l' intero importo di 42,3 milioni in attesa del verdetto del giudice dell' esecuzione.

L' udienza è stata fissata per il gennaio 2020: per Anas (e per tutti noi) saranno almeno altri 3-400mila interessi di mora in più da pagare. Mentre il conto finale - a carico di noi contribuenti - risulterà quasi raddoppiato rispetto all' appalto iniziale. Il tutto senza che la società, il suo azionista pubblico e il ministero competente abbiano mosso un dito per oltre 14 anni.

Fonte: qui

mercoledì 15 maggio 2019

DOMENICA CHIUDE IL TRAFORO DEL GRAN SASSO?

PER EVITARE DI SPACCARE L'ITALIA E ISOLARE L'ABRUZZO, SI PENSA A UN COMMISSARIAMENTO. A RISCHIO ANCHE I LAVORI DEI LABORATORI DI FISICA NUCLEARE 
IL MOTIVO? L'AUTOSTRADA DEI PARCHI (GESTITA DA TOTO) E L'ISTITUTO SCIENTIFICO AVREBBERO CONTAMINATO LA RISORSA IDRICA CHE FORNISCE ACQUA POTABILE A 700MILA PERSONE 
È LA PIÙ GRANDE GALLERIA D'EUROPA: OLTRE 10 KM
TRAFORO DEL GRAN SASSO , IPOTESI COMMISSARIO PER EVITARE LA CHIUSURA
Andrea Martini per ''Il Sole 24 Ore''

traforo del gran sassoTRAFORO DEL GRAN SASSO
Continuano gli incontri per evitare che dalla mezzanotte di domenica prossima venga chiuso il Traforo del Gran Sasso. L' ipotesi sul campo di un commissario nominato con lo sblocca-cantieri, dopo la conversione del decreto legge, quindi non prima di metà giugno, non basta alla concessionaria autostradale Strada dei Parchi che chiede invece un intervento immediato del governo o con la nomina di un commissario di Protezione civile o mediante un' azione del Prefetto.

La riunione tecnica di ieri - convocata inizialmente per discutere soltanto del Piano economico-finanziario della società - è servita al vice presidente della concessionaria Mauro Fabris per chiarire le posizioni in campo. Oggi al ministero delle Infrastrutture ci sarà un altro incontro che cercherà di sbloccare la situazione.

Strada dei Parchi conferma la decisione della chiusura del tunnel domenica prossima, in attesa che vengano adottato misure concrete. L' incontro di ieri è stato definito «positivo» da Fabris perché è servito a chiarire la disponibilità del ministero a trovare una soluzione. Poi in serata è arrivata la nota del ministero stesso: «Il Mit, nella consapevolezza della complessità della questione, coinvolgerà tutti i soggetti interessati e tutti i livelli istituzionali, in modo da raggiungere sia l' obiettivo di breve termine, ossia il mantenimento in esercizio delle gallerie autostradali, sia quello di lungo termine, quindi la messa in sicurezza definita degli acquedotti

traforo del gran sassoTRAFORO DEL GRAN SASSO
. Non a caso, è prevista una modifica al decreto Sblocca cantieri con cui sarà nominato un Commissario straordinario incaricato di sovraintendere alla progettazione, all' affidamento e all' esecuzione degli interventi necessari per la messa in sicurezza del sistema idrico».

Ora però le soluzioni vanno trovate in fretta. La riunione di oggi sarà aperta anche a Regione, Provincia e alcuni sindaci. Anche perché alla Regione fa capo il progetto di più lungo periodo che prevede l' impermeabilizzazione delle gallerie, lavoro da circa 120 milioni stanziati per Strada dei parchi e l' Istituto di fisica nucleare.

Proprio ieri, entrando alla riunione al ministero, il presidente dell' autostrada dei Parchi, Cesare Ramadori, ha detto che la chiusura del traforo del Gran Sasso ipotizzata per il 19 maggio «non è interruzione di pubblico servizio, ma avviene a seguito dell' indagine della procura della Repubblica».I lavori nel traforo del Gran Sasso - ha aggiunto - «sono straordinari. Non toccano al concessionario ma al concedente», cioè allo Stato.

traforo del gran sassoTRAFORO DEL GRAN SASSO
La Concessionaria Strada dei Parchi ha voluto comunque precisare che alcune categorie di veicoli potranno continuare a transitare nel Traforo del Gran Sasso anche in caso di chiusura: potranno continuare a percorrere la tratta autostradale Assergi-Colledara e viceversa i mezzi di Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, 118, quelli appartenenti alle altre Forze di Ordine Pubblico.

«Rendere operativa tale decisione, il 19 maggio, significherebbe tagliare a metà l' Abruzzo, con risvolti pesantissimi per il sistema imprenditoriale locale isolando di fatto un territorio già duramente colpito dal terremoto», ha detto il presidente di Confindustria L' Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda.

Alla riunione di ieri si è parlato anche del piano economico-finanziario ma con un sostanziale rinvio della partita. Il Mit ha infatti comunicato che vanno superati due nuovi ostacoli: la valutazione dell' Autorità di regolazione dei trasporti e quella dell' Ue. Potrebbero arrivare a breve invece i 112 milioni previsti per i lavori di manutenzione straordinaria sui viadotti. Dopo la prima bocciatura del decreto da parte della Corte dei conti a febbraio, sarebbe ora avvenuta la registrazione del provvedimento.


lavori per il traforo del gran sassoLAVORI PER IL TRAFORO DEL GRAN SASSO
A RISCHIO 9 MILIARDI DI VALORE AGGIUNTO PER LE PROVINCE DI AQUILA E TERAMO - PROBLEMI ANCHE PER LE ATTIVITÀ DEI LABORATORI DI FISICA NUCLEARE
Andrea Martini per ''Il Sole 24 Ore''

«Un danno enorme per tutte le imprese dell' Abruzzo interno. Un provvedimento che metterebbe in ginocchio le aziende aquilane, già gravate dalle difficoltà di una ripresa post-sisma che fatica a decollare. Come Confindustria non possiamo che opporci fermamente».

A esprimere un secco no alla chiusura del traforo del Gran Sasso è il presidente di Confindustria L' Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda. Le imprese del territorio sono già in allarme per la paventata interruzione di quella che è una arteria fondamentale che tiene letteralmente insieme la parte Ovest e quella Est dell' Abruzzo.

lavori per il traforo del gran sassoLAVORI PER IL TRAFORO DEL GRAN SASSO
Il traforo del Gran Sasso, con i suoi 10 chilometri di galleria, è uno snodo fondamentale dell' autostrada che dalla Tangenziale Est di Roma arriva fino all' allacciamento con l' autostrada A 14 (Bologna-Bari-Taranto). Collocato a metà strada tra le uscite dell' Aquila e quella di Teramo, ogni giorno sotto il Gran Sasso transitano 11mila macchine, per un valore di circa 35mila euro stimato dalla Concessionaria Strada dei Parchi.

Nei periodi di punta durante l' estate si arrivano a toccare anche i 70mila veicoli giornalieri. In tutta la rete dell' autostrada A24 e A25 (quest' ultima è quella che dalla diramazione di Torano della A24 arriva fino a Pescara) transitano più di 19mila veicoli in media ogni giorno. Di questi il 15% sono mezzi pesanti, quelli più propriamente legati al sistema economico del territorio.

traforo del gran sassoTRAFORO DEL GRAN SASSO
«La chiusura del traforo del Gran Sasso costringerebbe ad utilizzare la Statale 80, che arriva fino a 1.300 metri di altezza, con un percorso tortuoso», spiega Agostino Ballone, presidente di Confindustria Abruzzo. Le province più colpite sarebbero nell' immediato quelle dell' Aquila e di Teramo: 155 comuni con una popolazione complessiva di 618mila abitanti, 80mila imprese registrate che producono circa 9 miliardi di valore aggiunto e 1,7 miliardi d' export. Per non parlare del turismo: il traforo del Gran Sasso è un nodo fondamentale per i collegamenti con il Lazio, da cui viene ogni anno un quarto dei turisti dell' Abruzzo.

Ma a rischiare il blocco dell' attività sono anche i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso: si tratta del centro di ricerca sotterrano più grande del mondo, che sfrutta la protezione dalla radiazione cosmica ottenuta con gli oltre 1.400 metri di montagna sovrastanti. La struttura è utilizzata da oltre mille scienziati provenienti da 29 paesi diversi.


L' ACCUSA DI INQUINAMENTO NELLA CONSULENZA DA 2MILA PAGINE
lavori per il traforo del gran sassoLAVORI PER IL TRAFORO DEL GRAN SASSO
Ivan Cimmarusti per ''Il Sole 24 Ore''

Oltre 2mila pagine di consulenza tecnica accusano Strada dei Parchi spa (SdP) e l' Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) di aver inquinato, tra il 2016 e il 2017, la falda acquifera sottostante il traforo del Gran Sasso, sull' A24.

La spa - che gestisce le arterie autostradali di collegamento del Centro Italia - e i laboratori all' interno del massiccio montuoso negli Appennini, sono accusati di aver generato una «immissione incontrollata» di Toluene e Cloroformio, che ha contaminato la risorsa idrica che fornisce acqua potabile (complessivi 800 litri al secondo) a 700mila persone nelle quattro province abruzzesi. Un rischio, per la verità, tuttora in corso, tanto che SdP ha deciso di interdire il traffico sull' A24 all' altezza del traforo, per evitare ulteriori procedimenti per inquinamento.

L' accusa della Procura di Teramo, infatti, è basata sulla mancanza di «un adeguato isolamento delle superfici» del tunnel e dei laboratori rispetto alla falda acquifera sottostante. Isolamento tuttora mancante, tanto che a gennaio scorso la Regione Abruzzo è corsa ai ripari, deliberando la «messa in sicurezza dell' acquifero del Gran Sasso e del sistema di captazione delle acque potabili», stanziando 172 milioni di euro, 104,3 dei quali a SdP.
Interventi necessari ma in stallo.

acqua del rubinettoACQUA DEL RUBINETTO
Una missiva del Mit del 10 aprile a firma del dg Felice Morisco, in risposta a una nota della spa del 5 aprile, ha specificato che «questa direzione ha già riscontrato la richiesta della Regione Abruzzo rilevando l' estraneità degli interventi, richiamati nella delibera regionale, al rapporto concessorio in quanto non contemplati dalla convenzione unica attualmente vigente». Uno stop alla messa in sicurezza. Tanto che SdP, come detto, temendo un rischio di reiterazione del reato per inquinamento ambientale, ha disposto l' interdizione del traffico a partire dal 19 maggio.

Dall' azienda, infatti, spiegano che anche l' incidente in galleria di una autocisterna, con conseguente sversamento di benzina, andrebbe a inquinare la falda per la mancanza di quell' isolamento del tunnel, causando così un nuovo reato per inquinamento ambientale imputabile ai vertici societari. Fonti vicine alla Procura della Repubblica di Teramo, spiegano, però, che non ci sarebbe comunque il rischio di un sequestro del traforo, in quanto il tunnel è considerato strategico per tutta la viabilità del Centro Italia.

A settembre partirà il processo a carico, tra gli altri, di Lelio Scopa, Cesare Ramadori e Igino Lai, rispettivamente presidente, amministratore delegato e direttore generale di esercizio di Strada dei Parchi, e di Fernando Ferroni e Stefano Ragazzi, rispettivamente presidente dell' Infn e direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso.
Le posizioni dei due enti attengono a capi d' imputazione distinti, ma entrambi legati alla mancanza «di un adeguato isolamento» rispetto alla falda acquifera.

I vertici della spa rispondono «per colpa consistita - si legge negli atti - in negligenza, imprudenza ed imperizia» tali da «cagionare o comunque non impedire l' immissione incontrollata in ambiente di Toluene e la conseguente contaminazione delle acque sotterranee del Gran Sasso, analiticamente accertata dal distretto Arta Abruzzo di Teramo». Stando alla consulenza ci sarebbe «contaminazione derivante dall' utilizzo di vernici nei lavori di rifacimento della segnaletica stradale».
acqua del rubinetto 1ACQUA DEL RUBINETTO

Fatto avvenuto il 4 e 5 maggio del 2017. Di violazione della 231 (responsabilità di enti e società) risponde SdP, per aver «omesso di adottare ed efficacemente attuare idonei protocolli organizzativi e gestionali» che prevedessero «misure per prevenire i reati». Infn, invece, risponde per «l' immissione incontrollata in ambiente di Cloroformio (Triclorometano), derivante dall' impiego nelle attività sperimentali di rilevanti quantità di reagenti e sostanze chimiche delle acque sotterranee del Gran Sasso». Valori fuori norma che si sono registrati fra il 7 novembre 2016 e l' 11 agosto 2017.

Fonte: qui